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Posts Tagged ‘Cagliari’

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Manca solo l’ufficialità: Nainggolan sta per diventare un giocatore dell’AS Roma.

L’accordo tra la società capitolina e quella isolana sarebbe stato trovato ieri, con Sabatini che rientrando da Torino ha fatto scalo a Milano per incontrare gli emissari di Cellino e chiudere l’acquisto del centrocampista belga di origine indonesiana.Radja Nainggolan

Le cifre trapelate fanno un pochino sussultare. L’accordo sarebbe stato trovato sulla base di un prestito oneroso che ammonterebbe a 3 milioni di euro. Cui a giugno Pallotta e i suoi dovrebbero aggiungere altri 6,5 milioni per riscattare la metà del cartellino del giocatore.

Il che vuol dire arrivare a pagare il 50% di Radja Nainggolan 9,5 milioni. Per una valutazione totale che sfiora quindi i 20.

Cifre oserei dire più ragionevoli, invece, quelle inerenti al contratto: all’ombra del Colosseo il 25enne nativo di Anversa guadagnerebbe 1,6 milioni netti più bonus, scadenza a giugno 2018.

A prescindere dal valore di Nainggolan, che ha dimostrato di poterci stare eccome in una Serie A di livello certo non eccelso, va detto che un valore potenziale di 20 milioni è veramente alto. Eccessivo, oserei dire.

Senza voler lanciare strali addosso a Sabatini, che ha dimostrato negli anni di essere un ottimo uomo mercato, il giudizio di questo acquisto non può che essere tiepido, per non dire freddino.

Certo, in quel di Roma si sono resi conto che nell’arco di sei mesi andrà con ogni probabilità rimpiazzato Pjanic (che, a questo proposito, starebbe per firmare un rinnovo a 3 milioni netti più bonus con clausola rescissoria fissata a 30 milioni, che potrebbe essere esercitata in estate da una tra PSG e Manchester United), ma spendere 20 milioni per un giocatore che difficilmente ti potrà portare a fare il salto di qualità (per altro quando in casa c’è una soluzione a costo zero tutt’altro che disprezzabile come Florenzi) può essere forse eccessivo.Miralem Pjanic

Ecco, siccome ha senso parlare prima e non dopo, diciamo che Nainggolan a 9,5 milioni per la sola metà non l’avrei preso.

Attenzione: Pjanic fu pagato 11 milioni. Vidal dalla Juventus 10,5 più bonus.
Nainggolan ha un valore potenziale di 19 milioni. Probabilmente un pochi troppo, non trovate?

Del resto, però, non si può nemmeno dire che la Roma avrebbe potuto investire questi soldi puntando su qualche giovane. Non per altro: lo fa già.

Tralasciando il sempre ottimo lavoro che dalle parti di Trigoria portano avanti sul proprio settore giovanile, in questi giorni sono tante le voci di mercato che riguardano i giovani virgulti in procinto di sbarcare sulla sponda Giallorossa di Roma.

Due tra questi sono già stato acquistati: il primo è un giocatore interessantissimo come il serbo Nemanja Radonjic, il secondo è invece l’argentino Leandro Paredes, di cui l’anno scorso scrissi nel mio primo libro, che arriverà in prestito dal Boca per i prossimi 18 mesi (i primi sei li passerà in un altro club di Serie A, non potendo la Roma acquisire altri extracomunitari per questa stagione).

Ma non solo. I Giallorossi sarebbero sulle tracce di molti altri giovani talenti, come Ozyakup, Iturbe, Abner (anche loro protagonisti de La carica dei 201), Ntep

Con tre acquisti praticamente conclusi – anche se due finalizzati in vista di giugno – la Roma deve però pensare anche alle cessioni.Leandro Parades

Sarebbero due, in particolari, i giocatori indiziati a lasciare nel giro di breve tempo Trigoria: Bradley, che potrebbe tornare a Verona (stavolta sponda Hellas però) e Marquinho (su cui si starebbe muovendo il Genoa).

Tante operazioni che fanno, ad oggi, la Roma Regina di questo mercato invernale.

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Cagliari in Europa.

Anche qui, una provocazione.

Non che sia particolarmente in vena di farne, ma seguire – ahimè solo distrattamente – il match tra i sardi ed il Palermo mi ha fatto abbastanza riflettere rispetto alle potenzialità di questa squadra.

E allora partiamo da un presupposto: questo post vuol essere dedicato in particolar modo a due giocatori. Che con le proprie qualità hanno realmente, in special modo nella mediocrità del nostro campionato, la possibilità di spingere il Cagliari a caccia di un posto in Europa che, ad onor del vero, sarà più che difficile da raggiungere.

Chi sono i due giocatori che si meritano un post ad hoc su questo blog?

Mauricio Pinilla e Victor Ibarbo.

Che certo, non sono Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Ma che, ribadisco, nella mediocrità del loro campionato hanno un loro perché. E, soprattutto, possono essere un fattore in una squadra certo non irresistibile ma pure tutt’altro che disprezzabile.

Partiamo dalla punta cilena, allora.

Giramondo vero, sbarcò in Italia giovanissimo e fu una meteora. L’Inter non ci aveva visto male ma non aveva posto per lui. A Verona, sponda clivense, non andò tanto meglio.

Spagna, Portogallo, Scozia e il ritorno in Cile. Poi Brasile e, addirittura, Cipro.

Il giocatore però c’è tutto. Così il Grosseto decide di puntare su di lui.

Basta un-campionato-uno e Zamparini sente l’irrefrenabile desiderio di averlo in squadra. Uno score di 24 reti in 24 match di Serie B, del resto, è tutto fuorché poco impressionante.

La Serie A è ovviamente tutta un’altra cosa e Mauricio non può certo mantenere la stessa efficacia sotto porta.

Ma come dicevo il giocatore c’è e si fa sentire quando serve.

Meriterebbe miglior sorte la sua esperienza in Rosanero così come la sua carriera tutta, ma una certa fragilità fisica non lo aiuta per nulla. Anzi, è fortemente penalizzante.

A gennaio sbarca a Cagliari. L’uomo giusto al posto giusto?

Ibarbo è invece l’ultima scommessa di Cellino. Presidente che non farà i numeri di Pozzo ma che ha comunque dimostrato più volte di non avere certo un brutto occhio.

Se Pinilla è punta abbastanza completa, che trovando continuità potrebbe risultare un fattore, Ibarbo è una forza della natura.

Incontenibile quando parte palla al piede o quando s’imbuca nello spazio. Per ulteriori informazioni chiedere a Balzaretti & co.

Ibarbo con una tecnica ed un piede degni di tal nome sarebbe giocatore da grandissima squadra. E’ quello che è, ma se non lo contieni fa male anche se non gioca di fioretto.

Due giocatori del genere, appunto, possono essere un fattore.

Due pietre miliari di un attacco che può davvero impensierire chiunque. La tecnica di Pinilla unita allo strapotere atletico di Ibarbo. E passa la paura.

Ora tutto è nelle mani di Ballardini. Che per altro ha una rosa certo non disprezzabile. Basti ricordare i vari Canini, Astori, Conti, Dessena e Naingollan.

Europa? Difficile.

Però intendiamoci: l’Inter è solo a sei punti, anche se con una partita in meno. Nulla è impossibile. E se i posti disponibili per l’Europa fossero sei, per quanto riguarda il piazzamento in campionato, ecco che le possibilità di vedere Ibarbo-Pinilla trainare il team costruito da Cellino fuori dai confini si farebbero un po’ più concrete…

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CRONACA

Inizia bene la Roma, che prova da subito a fare gioco.
Totti, posizionato punta centrale, scende quindi spesso sulla trequarti per provare a trovare la giocata illuminante, ma il Cagliari si difende molto bene.

La prima conclusione degna di nota arriva quindi solo dopo una dozzina di minuti di gioco, quando Ribeiro appoggia all’indietro all’accorrente Nenè che calcia di prima intenzione in diagonale, non trovando però lo specchio di porta.
La prima conclusione dei giallorossi arriva invece due minuti più tardi quando Josè Angel calcia da poco oltre la trequarti un bel mancino che mette un po’ in apprensione Agazzi, che comunque si salva.

Le emozioni stentano comunque ad arrivare, per una partita che sembra non decollare sotto il profilo delle occasioni.
A provare a ravvivare il match ci pensa Pjanic che al venticinquesimo cerca il goal all’esordio con una botta dalla lunga distanza, con cui non riesce però nemmeno ad inquadrare lo specchio di porta.

E’ comunque la monotonia a farla da padrone in questo primo tempo romano in cui le due squadre sembra non vogliano farsi del male.
Al trentatreesimo Cossu riesce ad inserirsi sulla sinistra alle spalle della linea difensiva romanista per centrare un pallone basso sul secondo palo per l’accorrente Ribeiro, che è però anticipato dalla bella chiusura diagonale di Josè Angel.

Tempo due minuti e la Roma si avvicina alla rete: Rosi salta bene Naingollan sulla destra ed appoggia all’accorrente Pjanic che scarica un bel destro potente dal limite, respinto coi pugni da Agazzi. Sfera che termina quindi ad Osvaldo che avrebbe gioco facile a ribadire in rete ma, in posizione comunque irregolare, si divorerà un tap-in già fatto colpendo mollissimamente tra le braccia dello stesso portiere sardo.
Roma che sul finale della prima frazione cresce: al trentanovesimo una conclusione dal limite di Osvaldo mette in difficoltà un sempre non sicurissimo Agazzi, che comunque riesce ancora una volta a salvarsi in qualche modo.

Al quarantatreesimo prova però a farsi vedere il Cagliari: prima Pisano serve Ribeiro, che calcia trovando la chiusura in angolo di Stekelenburg.
Poi, proprio sugli sviluppi del corner, Biondini calcia un diagonale dal limite che s’infrange contro la traversa, graziando l’estremo difensore olandese.

In apertura di ripresa un tiro-cross dalla destra di Rosi mette in movimento Osvaldo, che non si aspetta però il pallone a transitare da quelle parti e non riesce quindi a raggiungerlo in scivolata.
Al diciottesimo Totti se ne va sulla destra e crossa sul secondo palo dove Borriello colpisce in spaccata al volo di sinistro trovando però la pronta risposta, d’istinto, di Agazzi, a chiudere in angolo.

Cinque minuti più tardi arriva però l’1 a 0 cagliaritano: Josè Angel, fino a quel momento uno dei migliori in campo, respinge male di testa un traversone proveniente dalla sinistra, regalando palla a Conti che, da dentro l’area, avrà gioco facile a batte Stekelenburg.

Angel che un minuto più tardi rovina tutto facendosi espellere. Penetrato in area da sinistra verrà prontamente chiuso da Pisano. Da terra, quindi, cercherà di fermare la ripartenza di Biondini, falciandolo alle spalle. Per un rosso diretto che qualche critica la muoverà sicuramente.
Roma che cambia un po’ le carte in tavola e che una decina di minuti più avanti troverebbe la rete del pareggio col debuttante Borini, la cui rete viene però annullata per fuorigioco dalla terna.

A cinque dal termine discreta ripartenza di Ibarbo che servirà Nenè oltre la metà campo, sulla sinistra. La punta brasiliana partirà quindi cercando l’area di rigore, per calciare – a lato – dal limite.

A tempo ormai scaduto El Kabir penetra in area dalla destra per freddare Stekelenburg con un bel diagonale che vale il 2 a 0 finale.

C’è quindi solo il tempo di trovare un rocambolesco goal della bandiera romanista, con De Rossi che ribadisce in rete l’ennesima ribattuta di un davvero mai sicuro Agazzi.

COMMENTO

Classica partita all’italiana con due squadre per lunghi tratti piuttosto contratte e rinunciatarie e ritmi vertiginosamente… bassi.

Roma che costruisce più gioco – ovviamente – rispetto agli ospiti ma che mette in mostra una condizione fisico-atletica e di scorrimento del pallone ancora ben lontana dall’essere quantomeno discreta.

Davanti le cose poi non girano proprio. Totti scende spesso tra le linee per provare ad illuminare, ma è spesso vittima della gabbia che il Cagliari gli costruisce attorno, per limitarne le giocate.

Osvaldo e Bojan sono invece quasi spettatori non paganti di un match in cui, insomma, il reparto offensivo giallorosso si potrebbe quasi dire non essere pervenuto.

Venendo alle note positive bene invece un paio di nuovi acquisti: Pjanic è tra i più volenterosi (e pericolosi, con le sue conclusioni da fuori), Josè Angel divora avversari su avversari sulla sua fascia di competenza, mettendo in mostra grandi qualità.

Tecnica notevole, buon dribbling, propositività sono infatti le peculiarità di un terzino che mette però in mostra qualche limite in fase difensiva. Non è esattamente un caso, infatti, se la rete di Conti arrivi proprio su di un suo netto errore individuale.

Il giovane spagnolo poi, frustrato dall’erroraccio appena commesso, si farà espellere solo un minuto più tardi, rovinando completamente una prestazione sin lì sopraffina che l’avrebbe probabilmente reso MVP del match.

Nulla di particolare da segnalare invece tra le fila di un modesto Cagliari come al solito ben messo in campo in cui sono i soliti Cossu e Conti ad elevare il livello medio della squadra.

Tra i nuovi cose un minimo interessanti le ha sicuramente mostrate Thiago Ribeiro che però avrebbe forse bisogno di giocare più centrale per provare a rendere al meglio.

In questo senso personalmente non ho apprezzato tantissimo la sua sostituzione: personalmente per fare spazio ad Ibarbo avrei rilevato Nenè, che fino a quel momento aveva combinato davvero pochino.

Chiosa finale, infine, per Agazzi.
E’ sicuramente un piacere vedere un ragazzo italiano titolare in Serie A, ma è altrettanto vero che il portiere sardo dà sempre un po’ l’impressione di non essere sufficentemente sicuro.
In questo senso, quindi, Cellino farebbe forse bene ad interrogarsi per il futuro…

Del resto il goal romanista viene sulla sua ennesima ribattuta non propriamente efficace.

TABELLINO

Roma vs. Cagliari 1 – 2
Marcatori: 68′ Conti, 94′ El Kabir, 97′ De Rossi.

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L’Inter vince una partita importante in terra sarda riuscendo a spuntarla su di un buon Cagliari, compatto e combattivo.

A fare la differenza, alla fine, risulterà essere una rete realizzata da un ispiratissimo Samuel Eto’o, che risponderà ai tristissimi ululati di scherno razzista con un goal da vero campione: controllo al limite, sterzata secca a far fuori Astori, diagonale mancino a bucare Agazzi.

Andiamo quindi subito a vedere le pagelle del match, giusto poco prima che inizino le partite del pomeriggio:

Cagliari

Agazzi: 6
Non impegnatissimo, può poco sul goal.

Pisano: 6
Partita ordinata.

Canini: 5,5
Patisce, assieme al compagno di reparto, la vivacità di Eto’o.

Astori: 5
Per lui vale quanto detto per Canini, con l’aggravante dovuta all’errore sul goal: si fa bere manco fosse un bicchier d’acqua, voltandosi quando dovrebbe invece rimanere fronte all’avversario, occhi sulla palla.

Agostini: 6,5
Controlla benissimo la sua fascia, annullando Biabiany e contenendo Maicon.

Nainggolan: 5,5
Prova a dettare i tempi, ma è spesso impreciso.
(Dal 78′ Pinardi: s.v.)

Conti: 6
Partita come al solito ricca di sostanza quella del capitano cagliaritano, una vera e propria istituzione da queste parti.

Biondini: 6
Il tuttofare del centrocampo sardo tiene bene il campo, spendendosi tanto per coprire al meglio la sua zona.
(Dal 56′ Lazzari: 5,5
Sembra piuttosto nervoso il genietto del centrocampo Rossoblù. Non riesce a pungere né inventare davanti, si fa ammonire scioccamente in fase di contenimento. Che partire così spesso dalla panca gli stia facendo perdere la pazienza?)

Cossu: 6,5
E’ piuttosto vivace, oggi, il trequartista cagliaritano, che crea, più di tutti i suoi compagni, qualche grattacapo alla difesa Nerazzurra.

Matri: 6
Sufficienza poco più che risicata.

Nenè: 5,5
Partita sottotono per la punta brasiliana, incapace di pungere come dovrebbe.
(Dal 64′ Acquafresca: 5
Riesce nell’impresa di far peggio del compagno cui è subentrato. Assolutamente fuori forma.)

Inter

Julio Cesar: 6,5
Il Cagliari non effettua decine e decine di conclusioni a rete, ma in due o tre occasioni si avvicina al goal. Ed sono proprio le parate del portiere carioca ad impedire agli isolani di trovare la rete di un pareggio che tutto sommato non sarebbe certo stato meritato. Grande reattività per lui, prestazione indubbiamente più che sufficiente.

Maicon: 6
Il treno inarrestabile che ha arato, nel corso delle ultime stagioni, le fasce destre di mezza Italia sembra aver rallentato, e di molto, la sua corsa. Molti attribuiscono il calo del terzino destro più forte del mondo alla sua voglia di cambiare aria. Io non saprei che dire al riguardo, di certo c’è che è solo il fratello meno dirompente del Maicon che abbiamo saputo apprezzare in passato.

Lucio: 6,5
Prestazione solida e decisa per il centrale ex Bayern Monaco, sempre attento ed attivo in ogni situazione di gioco.

Samuel: 6
Tornava da un infortunio e la sua condizione non era certo ottimale. Prestazione discreta, comunque, per il centrale ex Roma e Boca Juniors.

Chivu: 6
Dopo una serie di prestazioni negative il terzino romeno torna a disputare una prestazione accettabile.

Zanetti: 6,5
La solita professionalità, la solità solidità, la solita sostanza. Jolly preziosissimo, giocatore di un’affidabilità unica. E pensare che anni fa molti tifosi l’avrebbero venduto a cuor leggero…

Stankovic: 6
Bella la partita del centrocampista serbo, cui però manca un po’ di incisività. Cosa questa che potrebbe dare senza problemi, viste le caratteristiche.

Sneijder: 5,5
Disputa una partita sotto le sue possibilità, senza nemmeno grosse fiammate. Indubbiamente lo scorso anno tenne un rendimento di molto superiore a quello di questo inizio di stagione.
(Dall’81’ Muntari: s.v.)

Biabiany: 5,5
Tiene la sua fascia con grande diligenza, ma dovrebbe fare molto di più.
(Dal 60′ Motta: 6
Qualche problema fisico per lui, all’esordio in campionato per questa stagione. Buon talento, ma fisico davvero di cristallo.)

Coutinho: 6
Talento interessante, ma deve ancora crescere molto. Ha tempo, comunque. L’importante è non mettergli pressione.
(Dal 56′ Obi: 6
Altro esordio stagionale in casa Nerazzurra. Il giovane nigeriano fa la sua partita, senza però impressionare.)

Eto’o: 7
Il suo momento di forma è straordinario. Ed anche oggi decide il match da par suo. Se qualcuno pensava che non fosse una delle punte più forti al mondo, beh, spero si sia già ricreduto.
(Guarda il video del goal)

TABELLINO

Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Canini, Astori, Agostini; Biondini (11′ st Lazzari), Conti, Nainnggolan (33′ st Pinardi); Cossu; Matri, Nené (19′ st Acquafresca). A disp.: Pelizzoli, Perico, Ariaudo, Laner. All.: Bisoli
Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; Stankovic, Zanetti; Biabiany (25′ st T.Motta), Sneijder (41′ st Muntari), Coutinho (21′ st Obi); Eto’o. A disp.: Castellazzi, Materazzi, Santon, Alibec. All.: Benítez
Arbitro: Tagliavento
Ammoniti: Nené (C), Nainggolan (C), Lucio (I), Lazzari (C)

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La Juventus batte 4 a 2 il Cagliari. Ecco le pagelle.

Juventus

Storari: 6
La parata più bella della partita la compie, ahilui, a gioco fermo. Per il resto partita onesta, dove può pochino sui goal rispetto cui se degli imputati vanno trovati vanno sicuramente cercati tra i difensori.

Rinaudo: 5,5
Gioca la prima da titolare nel suo nuovo stadio in un ruolo non suo. Sinceramente di difficile comprensione la scelta di Delneri. Al di là di tutto, comunque, lui fatica abbastanza a reggere e parte delle colpe della prima rete cagliaritana sono da ascrivere proprio a lui, che non pressa a dovere Lazzari sul cross per Matri.
(Dal 74′ Legrottaglie: 5
Entra e dopo pochi minuti si perde Matri, che segna. Forse credeva di essere ancora seduto in panca.)

Bonucci: 6
Gli va dato il merito di farsi trovare quasi sempre pronto a battere a rete sugli angoli a favore della sua squadra. In fase difensiva, però, è ancora ben lontano da un rendimento anche solo accettabile.

Chiellini: 5,5
E’ lui a dividersi parte della colpa del primo goal con Rinaudo. Soffre, come un po’ tutti, la fragilità della fase difensiva Bianconera.

Grygera: 6
Fa sempre il compitino. Ma in una squadra in cui i terzini presunti titolari sembrano tutto fuorché affidabili è già un buon passo avanti.

Krasic: 8
E’ la sua partita. Miglior acquisto dal dopo-Calciopoli?

Melo: 6,5
Buona prestazione del mediano brasiliano, che sembra essere tornato su discreti livelli dopo il buco totale dello scorso anno.

Aquilani: 5,5
Prima da titolare per lui da quando è a Torino. Da rivedere.
(Dal 77′ Sissoko: s.v.)

Pepe: 6
Corre tanto ma non salta un uomo che sia uno. Questa volta dà per un quid in più offrendo a Krasic l’assist del due a uno. Affidabile, almeno sotto l’aspetto della quantità.

Iaquinta: 6,5
Si batte tanto ma sotto porta è inconsistente. In una serata in cui Krasic ne mette tre la cosa passa in secondo piano, ma per il futuro deve ritrovare un buon feeling con il goal o saranno dolori…
(Dall’80’ Del Piero: s.v.)

Amauri: 6,5
Come sopra.

Cagliari

Agazzi: 5
Non una buona partita per l’estremo difensore cagliaritano che sembra insicuro in più o meno tutte le occasioni. Se prende quattro reti non è certo tutto demerito suo, ma deve comunque fare molto meglio per mantenere una maglia da titolare nel nostro massimo campionato.

Perico: 5
Nella metà campo avversaria si stenta a vederlo, nella propria cerca di fare il compitino ma si perde un po’, come quando si fa strappare palla nella propria area da Amauri e regala alla Juventus la palla che vale il 2 a 1 che spacca il match. Così come per Agazzi, quindi, Perico dovrà crescere molto di rendimento per poter continuare a giocare in Serie A.
(Dal 64′ Pisano: 6
Sicuramente meglio del titolare che va a sostituire Pisano fa il suo senza strafare.)

Astori: 6
E’ l’unico a salvarsi della retroguardia sarda. Lotta su ogni pallone, cercando di non far affondare la barca.

Canini: 5,5
Piuttosto anonimo non disputa certo una gran partita. Che si stia involvendo?

Agostini: 5
Parte benissimo, tenendo bene Krasic in velocità. Poi crolla in occasione della seconda rete, quando si fa anticipare secco da Krasic. Da lì in poi si smarrirà un po’, terminando il match un po’ confuso.

Nainggolan: 5,5
Prova a fare il suo ma si perde tra le maglie del centrocampo avversario. Anche lui, un po’ come Canini, risulta essere piuttosto anonimo questa sera.

Biondini: 6
Partita ordinata per il rosso centrocampista di Bisoli che tiene bene la posizione traghettando in porto una prestazione tutto sommato sufficiente.

Lazzari: 6,5
E’ il vero uomo in più del centrocampo sardo. Se solo non si trovasse a predicare nel deserto… da tenere ben d’occhio in ottica Nazionale.

Cossu: 5
Il piccolo trequartista sardo non incide su di una partita in cui avrebbe indubbiamente potuto fare la differenza giocando tra le linee.
(Dal 62′ Nenè: 6
Sostituisce uno spentissimo Cossu e dà un pochino di brio all’attacco sardo, pur senza riuscire a trovare la zampata vincente.)

Acquafresca: 5
Se qualcuno lo ha visto in campo faccia un fischio…
(Dal 73′ Laner: s.v.)

Matri: 7
Tocca due palloni e segna due goal. La difesa juventina, certo, è più che una complice ma lui si fa comunque trovare prontissimo a sfruttarne i buchi. Unica nota positiva, a livello di singoli, oltre a Lazzari.

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CRONACA

La prima conclusione arriva dopo un’insistita azione manovrata. A calciare a rete dal limite è Pepe, che però non riesce a trovare lo specchio della porta avversaria e fa terminare la palla alta sulla traversa della porta cagliaritana.
Un paio di minuti e Iaquinta ha sulla testa la palla del possibile vantaggio: Pepe crossa da sinistra, Amauri svetta e gira la palla verso la porta, Iaquinta si trova in traiettoria e la devia per provare a battare Agazzi, mettendo però il pallone sul fondo.

Poco più tardi il portiere cagliaritano effettuerà un’uscita suicida su cross di Amauri, venendo però salvato dall’arbitro (Brighi), che fischierà una presunta carica di Iaquinta che non sembrerebbe esserci, fermando quindi l’azione con il pallone che era terminato tra i piedi di Pepe.

Al decimo il Cagliari batte un colpo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Amauri spazza l’area spedendo però il pallone giusto nella zona di Nainggolan, che ci prova di prima intenzione senza trovare però la giusta precisione di calcio.

La Juve torna quindi subito a farsi vedere in attacco: Iaquinta guadagna una punizione dal vertice destro dell’area di rigore con Pepe che va quindi a scodellare un lob morbido in area, allontanato da un difensore avversario. Sulla respinta arriverà quindi di gran carriera Krasic, che calcerà con discreta potenza e grande precisione dal limite dell’area, bucando imparabilmente il buon Agazzi.

Il pareggio arriva solo pochi minuti dopo: Biondini lancia Lazzari a sinistra, Rinaudo gli lascia troppo spazio e la mezz’ala sarda pennella un pallone perfetto per Matri che scatta in posizione ampiamente regolare e s’infila tra gli immobili centrali Bianconeri per siglare la rete dell’1 a 1.

Juventus che dopo il vantaggio perde campo, per poi ricominciare a guadagnarne attorno alla mezz’ora.
E’ lì che Aquilani, schierato titolare per l’occasione, prova un mezz’esterno da fuori con cui prova a beffare Agazzi, spedendo però il pallone troppo centrale per poter anche solo vagamente impensierire l’estremo difensore cagliaritano.

Il Cagliari però non ci sta e torna a farsi vedere in avanti: Agostini supera Rinaudo e appoggia a Matri che dopo aver fatto secco Bonucci si trova sul fondo e calcia forte in mezzo, cercando la deviazione di qualche compagno. Che però non arriverà, graziando Storari.
Sul ribaltamento di fronte tornerà a farsi vedere il solito Krasic che dopo finta e controfinta riuscirà a liberarsi per il cross, non trovando nessun compagno pronto a colpire. Questo perché il suo cross sarà diretto sul secondo palo, là dove dovrebbe esserci Pepe. Che, però, stringe troppo, andando a sovrapporsi con le punte e lasciando un’ampissima poszione di campo scoperta.

Al trentacinquesimo la Juve torna davanti: Amauri entra in area e se la fa rubare da Perico ma poi la recupera con grande caparbietà per offrirla a Pepe. L’ala sinistra ex Udinese effettua quindi un bel cross in direzione di Krasic, che firmerà la sua personalissima doppietta siglando la rete che vale il 2 a 1.

Cinque minuti più tardi Iaquinta si costruisce una grandissima occasione andando a vincere un bel contrasto spalla a spalla col suo diretto marcatore per entrare in area e presentarsi a tu per tu con Agazzi. Qui, però, non sarà abbastanza freddo e calcerà fortissimo ma centrale, centrando in pieno l’estremo difensore cagliaritano quando piazzando il pallone avrebbe potuto comodamente iscrivere il suo nome sul tabellino nello spazio riservato ai marcatori.

E’ questa, di fatto, l’azione che sancisce la fine di un primo tempo disputato meglio da una Juventus le cui carenze difensive continuano però ad apparire evidenti.

La ripresa si apre con un miracolo di Storari che s’immola su di un’acrobazia di Astori. L’arbitro, però, rende vana la paratona dell’ex portiere doriano fischiando un fuorigioco e facendo quindi ripartire l’azione con un calcio piazzato.

La prima conclusione Bianconera arriverà al cinquantunesimo: bello scambio tra Grygera e Iaquinta con il pallone che dopo essere stato strappato al terzino ceko verrà recuperato dalla punta ex Campione del Mondo il cui tiro, però, terminerà di molto a lato del palo alla destra di Agazzi, fermando la propria corsa contro i tabelloni pubblicitari.
Quattro minuti e la Juve torna a farsi vedere: torre di Iaquinta di testa per Amauri che s’infila in area contrato da Astori e finisce a terra. Rocchi però non ha tentennamenti ed assegna, pare giustamente, il calcio d’angolo.

Dopo qualche secondo di proteste, con gli juventini che vorrebbero il rigore e i sardi che non vorrebbero nemmeno l’angolo, viene quindi battuto il corner: mischione nell’area piccola, parapiglia e palla in rete. 3 a 1 che viene assegnato, ancora una volta, a Bonucci ma che potrebbe essere in realtà stato realizzato, involontariamente è chiaro, dal povero Nainggolan.

Altri cinque minuti e la Juve torna a fare capolino nell’area avversaria: cross da destra e bello stacco di Amauri che incorna di testa. La palla, però, dopo il rimbalzo sul terreno prende un effetto strano e termina alla sinistra del palo, spegnendosi oltre la linea di fondo campo.

Al sessantatreesimo arriva la prima fiammata della ripresa sarda: buona azione della squadra di Bisoli che libera Matri in area, la conclusione dell’ex punta Rossonera termina però a lato, senza possibilità alcuna di infrangere nuovamente lo specchio di porta.

Krasic però è in serata super e al sessantanovesimo trova la tripletta: calcio d’angolo da sinistra, Krasic fa sua la palla al limite dell’area convergendo da destra e colpendo d’interno, trovando la deviazione decisiva di Astori che fredderà Agazzi per la rete del 4 a 1.

Dopo la quarta rete, questa volta sì, il ritmo Bianconero cala.

La cosa però non paga affatto: a dieci dal termine, infatti, Lazzari confeziona un assist al bacio per Matri che firmerà la propria doppietta personale.

Poco più tardi è Sissoko a provarci dalla distanza, non riuscendo però ad inquadrare la porta.
A cinque dal termine è invece Nenè a provarci, direttamente su punizione. Prontissimo, però, Storari, bravo a distendersi e respingere coi pugni.

COMMENTO

Ottimo inizio Bianconero: la squadra sembra ben organizzata, atleticamente piuttosto in palla e con grande voglia di fare bene. Tutti, a partire da Amauri e Iaquinta, effettuano una pressione piuttosto alta, per provare a torchiare e mettere sotto gli avversari, che ne risentono.

La rete del vantaggio arriva quindi dopo poco più di dieci minuti dall’inizio dei giochi ed a realizzarla è il solito Milos Krasic, vero e proprio raggio di sole che porta la luce là dove per il resto ci sono solo, o quasi, tenebre.

A quel punto qualcosa però si inceppa. Difficile pensare possa essere senso di appagamento, ma nei momenti immediamenti successivi alla rete del vantaggio i Bianconeri paiono tirare un po’ i remi in barca, e il Cagliari ne approfitta per guadagnare un po’ di campo.

Quando compi una scelta che qualcuno definirebbe coraggiosa e qualcun altro scellerata (mi riferisco allo schierare Rinaudo terzino titolare), poi, può finire male, perché certi errori si pagano.
Ecco quindi che dopo nemmeno dieci minuti dall’uno a zero arriva il pareggio.

La colpa, in realtà, non può essere attribuita in toto al malcapitato centrale ex Napoli, perché anche il resto della difesa, Bonucci e Chiellini in particolare, si prende una bambola colossale e spiana la strada alla rete di Matri.
Certo è, però, che anche rimanere a guardare Lazzari prendere la mira e crossare non è il massimo. Un minimo di pressione andrebbe portata sull’ala che va sul fondo per crossare.

Juventus che a quel punto ha quindi una reazione, per quanto non immediata né tantomeno veemente. Ed è ancora una volta Milos Krasic, indubbiamente una delle poche cose buone di questo inizio stagionale per i Bianconeri, ad apporre la sua firma in calce alla seconda rete del match Bianconero.

Il secondo tempo sarà poi praticamente in toto appannaggio della squadra di casa che troverà altre due reti giocando in scioltezza quasi totale.

Juventus che, per altro, dimostrerà grande capacità di colpire sugli sviluppi di un corner: proprio da quella situazione, infatti, sono nati tre dei quattro goal della serata.

Offensivamente, insomma, le cose girano piuttosto bene, a Torino. Difensivamente, invece, no. Ed è una cosa piuttosto strana laddove Delneri ha sempre – o quasi – ottenuto risultati piuttosto buoni proprio curando questa fase.

Anche stasera però diverse cose da rivedere, il tutto nonostante il Cagliari non faccia certo la partita della vita. Due goal presi su due disattenzioni difensive marchiane, che una squadra con il blasone della Juventus non dovrebbero permettersi di prendere nell’arco di un’intero campionato, figuriamoci nel corso di un solo match.

Dal canto loro i tifosi cagliaritani non devono comunque disperarsi. La squadra non era in palla, come detto, ma nonostante questo è riuscito a bucare, una volta che si decideva di accelerare, la retroguardia avversaria con buona facilità. Matri, poi, si è confermato bomber affidabile per una squadra di questa caratura.

Ma la notizia più positiva di tutte è che anche sotto di tre goal la squadra non è virtualmente uscita dal campo, continuando a fare il proprio gioco e riuscendo anche a segnare la seconda rete del match. Inutile ai fini del risultato, ma che fa capire come questa squadra abbia carattere e sia pronta a non mollare nemmeno a partita ormai chiusa.

MVP

Banale. Scontato. Dategli voi un aggettivo. Il mio MVP, però, non può che essere l’immenso Milos Krasic, autore di un’ottima prova questa sera. Tanta quantità e anche notevole quantità per quest’ala serba che trova anche lo spazio e le giocate giuste per firmare una tripletta pesantissima che regala giusto tre punti alla Juventus, uno per goal.

Dal dopo Calciopoli sono stati tantissimi, a mio avviso, gli acquisti sbagliati dalla dirigenza Bianconera. Per quanto sia ancora prematuro dirlo, beh… mi sento di dire che questo, quello che ha portato la furia serba a Torino, invece, sia stato assolutamente azzeccato. A maggior ragione visto la scelta di affidare ad un dogmatico del 4-4-2 come Delneri la guida tecnica della squadra.

TABELLINO

Juventus vs. Cagliari 4 – 1
Marcatori: 13′, 35′, 69′ Krasic, 20′, 80′ Matri, 56′ Bonucci
Juventus (4-4-2): Storari; Rinaudo (74′ Legrottaglie), Bonucci, Chiellini, Grygera; Krasic, Melo, Aquilani (77′ Sissoko), Pepe; Amauri, Iaquinta (80′ Del Piero). A disposizione: Manninger, Motta, Marchisio, Quagliarella. All.: Delneri Indisponibili: Buffon, Martinez, De Ceglie, Traorè
Cagliari (4-3-1-2):  Agazzi; Perico (64′ Pisano), Canini, Astori, Agostini; Biondini, Nainngolan, Lazzari; Cossu (62′ Nenè); Matri, Acquafresca (73′ Laner). A disposizione: Pelizzoli, Ariaudo, Pinardi, Ragatzu. All.: Bisoli Indisponibili: Biasi, Conti
Arbitro: Brighi
Ammoniti: Agostini (C); Rinaudo, Krasic (J)

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I Bianconeri padroni di casa ospitano il Cagliari con un solo obiettivo: vincere per mantenere vive le residue speranze di qualificarsi alla prossima Champions.

Giornata tutto sommato tranquilla quella che passa Gigi Buffon, oggi capitano dei Bianconeri

CRONACA
La Juventus comincia bene, almeno rispetto alle ultime prestazioni, pur senza fare nulla di particolare per pungere.

L’occasione più ghiotta dell’inizio della partita è però appannaggio del Cagliari: Chiellini interviene anticipando Matri ed impennando il pallone che viene quindi colpito di testa all’indietro da Cannavaro, che prova a liberare l’area con un intervento che lascia molto a desiderare. La palla, dopo essere finita contro la nuca di Cannavaro, termina infatti tra i piedi di Cossu che non ci pensa due volte e calcia verso la porta difesa da Buffon prima che lo stesso Chiellini possa rinvenire su di lui per togliergli la possibilità di calciare a rete. La conclusione del trequartista sardo si infrange comunque contro la traversa della porta juventina, risolvendo l’occasione in un nulla di fatto.

E’ comunque una partita che non riesce a decollare: il goal sfiorato da Cossu resta infatti lungamente solo una luce nel buio totale.

Per vedere una seconda azione degna di nota dobbiamo infatti aspettare il ventisettesimo minuto quando Camoranesi si accentra partendo da destra per calciare poi dal limite, dando non pochi grattacapi ad un Marchetti che dà però bella mostra di sè distendendosi e deviando in angolo il tiro dell’oriundo Bianconero.

La terza fiammata della partita arriva invece al trentatreesimo quando il solito Melo perde una palla sanguinosissima a centrocampo sulla pressione di Cossu, con il trequartista cagliaritano che mette quindi in movimento Matri, su cui esce Buffon. La punta ex Milan riesce quindi a superare il portiere Azzurro con la sua conclusione su cui interviene però poi Cannavaro che fa sua la palla e libera l’area.

Giusto due minuti ed arriva un goal inaspettato: a realizzarlo è Chiellini, che sfrutta una disattenzione notevole della retroguardia ospite andando a bucare Marchetti con un colpo di testa che beffa l’uscita del portiere avversario.

Chiellini esulta dopo la rete che vale la vittoria

Il primo tempo si chiude quindi con un colpo di testa sotto misura portato da Iaquinta proprio allo scadere della prima frazione con la punta Campione del Mondo che non riesce però a trovare lo specchio di porta, graziando il Cagliari e mantenendo aperta una partita per altro comunque poco emozionante.

In apertura di ripresa, quindi, Chiellini dimostra di essere proprio in palla andando a fare una chiusura in area in tackle scivolato stoppando l’avanzata di un avversario che puntava dritto alla porta Bianconera intervenendo in maniera pulitissima sul pallone, nonostante il rischio di commettere un fallo da rigore fosse sicuramente elevato.

Esattamente come nel primo tempo, comunque, la partita resta su ritmi piuttosto blandi. A scuotere i tifosi ci pensa quindi Marchisio che al sessantaduesimo calcia da fuori con un bel tiro a giro che si alza però troppo, vanificando la conclusione dell’ex centrocampista under 21.
Cinque minuti e Camoranesi dimostra tutta la sua qualità andando a liberare Iaquinta con un filtrante perfetto che non è però controllato dalla punta di Reggiolo, che agevola l’uscita di Marchetti non riuscendo a stoppare il pallone.

Al settantaduesimo, quindi, succede un paradosso: Marchetti esce malissimo su di un angolo battuto da Camoranesi andando a bucare il pallone e spianando la strada alla doppietta di Chiellini che, in effetti, calcia  verso la porta vuota. Sulla traiettoria del pallone si para però Iaquinta, che gira in rete una palla che lì  stava comunque per finire. Segnando, quindi, una rete irregolare: l’arbitro gli annulla infatti il goal per fuorigioco, cosa che non sarebbe successa se Iaquinta avesse lasciato terminare la palla in porta, disinteressandosi della cosa. Raddoppio fallito in maniera clamorosa, quasi grottesca.
Al settantaseiesimo lo stesso Chiellini, migliore in campo per distacco, ci prova per l’ennesima volta: dopo essersi visto rubare un goal già fatto da Iaquinta il centrale Azzurro ci prova quindi con una girata volante sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Giorgio, però, mette la palla alta sulla traversa.

A tempo quasi scaduto, quindi, è Giovinco a provarci. Il tiro del piccolo fantasista Bianconero, usato sempre col contagocce, esalta però i riflessi del portiere avversario, che si distende completamente andando a deviare la conclusione dell’avversario negandogli la via del goal.

Felipe Melo e Davide Biondini si contrastano per ottenere il possesso del pallone

COMMENTO
La Juventus ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. Intendiamoci, la vittoria ci sta ed è meritata, la prestazione della squadra non è comunque stata sopra le righe e se la si unisce a quella di un Cagliari ancora più spento dei padroni di casa ecco che si ha la fotografia di un match piuttosto noioso per colpa di entrambe le contendenti.

Oltre ad essere meritata, comunque, la vittoria di oggi risulta essere anche particolarmente importante per i Bianconeri, ancora in piena rincorsa al quarto posto in campionato.

Nella giornata che vale il primo posto in classifica per la Roma dell’ex Ranieri, quindi, anche Zaccheroni ha di che sorridere.

MVP
Come detto in sede di cronaca personalmente non ho dubbi né esitazioni. Il migliore in campo non può che essere quel Chiellini il cui goal ha deciso il match. Ma, intendiamoci, al solito non è un premio che assegno solo in funzione di una rete realizzata: Giorgio disputa infatti una grandissima partita, giocando praticamente a tutto campo. Oltre ad essere una roccia pressoché insuperabile in difesa (il Cagliari non costruisce molto e quel poco è quasi sempre distrutto proprio dai suoi interventi risolutivi) risulta infatti pressoché inarrestabile anche in fase offensiva dove oltre alla già citata rete-partita si rende pericoloso in più occasioni, andando a meritare anche una doppietta che solo l’intervento maldestro di un compagno va a vanificare.

Honorable mention, invece, per Marchisio: il centrocampista Azzurro, schierato oggi centrale di una linea a quattro al fianco di Melo, dimostra infatti come sia indubbiamente uno dei migliori italiani in quel ruolo. Se non avesse avuto i problemi fisici che ha purtroppo avuto, quindi, avrebbe sicuramente disputato una stagione su ben altri livelli, il tutto nonostante la Juventus abbia stentato ripetutamente.
Un posto tra i 23 sudafricani è quasi un obbligo: il futuro del centrocampo della nostra nazionale, infatti, passa anche dai suoi piedi.

Marchisio, qui ritratto mentre prova a contrastare Cossu, disputa una gran partita contro il Cagliari

TABELLINO
Juventus vs. Cagliari 1 – 0
Marcatori: 35′ Chiellini
Juventus: Buffon; Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso (66′ Poulsen); Camoranesi (92′ Salihamidzic), Felipe Melo, Marchisio, De Ceglie; Iaquinta (73′ Giovinco), Amauri. All.: Zaccheroni.
Cagliari: Marchetti; Pisano, Canini, Ariaudo, Agostini; Biondini, Conti, Dessena (61′ Lazzari); Cossu; Matri (82′ Ragatzu), Nené (77′ Larrivey). All.: Allegri
Ammoniti: Chiellini, Grosso, Felipe Melo, Marchisio, Conti, Canini
Arbitro: Valeri

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L’Inter scende in campo davanti al proprio pubblico cercando di portare a casa altri tre punti. Per farlo Mourinho decide di schierare un inedito tridente composto da Pandev, Eto’o e Milito.
Di contro Allegri risponde invece con un 4-3-1-2 con Dessena terzino destro e Jeda trequartista dietro a Nené e Matri.

CRONACA
Bastano cinque minuti alla squadra di casa per passare: Zanetti semina Lazzari in fascia ed appoggia centralmente per Eto’o, il cui tiro è rimpallato da un difensore facendo terminare la palla giusto sui piedi di Pandev, che fredda Agazzi senza pensarci due volte.

Pandev festeggia la rete dell'1 a 0

Il Cagliari dimostra però di essere una squadra di carattere ed un solo paio di minuti dopo aver subito goal Conti ci prova da fuori, trovando però la pronta risposta di Julio Cesar, bravo a chiudere in angolo. Sul ribaltamento di fronte, quindi, è ancora Pandev a provarci, ma il suo tiro dal limite finisce lontano dai pali.

Pandev che risulta essere scatenato: al quarto d’ora riceve palla in area da Maicon e dopo aver stoppato di petto calcia di prima intenzione di destro, trovando però la risposta di Agazzi. Piombato quindi sulla respinta dell’ex portiere della Triestina cerca di trovare di nuovo la via del goal, ma è contrato da un difensore. Inter determinatissima a voler chiudere subito la partita. Ed il goal che chiude i giochi arriva quattro minuti dopo la doppia occasione di Pandev quando Samuel va a svettare su di un calcio d’angolo incornando il pallone in rete.

Al ventisettesimo il Cagliari torna a farsi vedere col solito Conti. Questa volta il capitano del Cagliari prova a rendersi pericoloso con un calcio piazzato dalla lunga distanza la cui traiettoria mette un minimo in difficoltà Julio Cesar, che comunque fa suo il pallone senza grandi patemi.

Poco dopo la mezz’ora, però, il Cagliari accorcerebbe le distanze: Lazzari va in percussione centrale e viene chiuso da Santon che però toccandogli il pallone mette in movimento Matri, il cui tocco sotto batte il malcapitato Julio Cesar. Arbitro e guardalinee, però, non si avvedono del tocco di Santon e pensando che il passaggio fosse stato effettuato da Lazzari annullano il goal.
Un paio di minuti e Lazzari veste, stavolta sì, i panni dell’assistman ed effettua un cross sporco in mezzo su cui s’avventa Nenè in girata, il cui tiro esalta i riflessi del portiere Nerazzurro che compie un vero e proprio miracolo.

Inter che continua poi, dopo i due rischi corsi appena oltre la mezz’ora, a giocare in controllo, conducendo in porto un primo tempo giocato su buoni livelli e chiuso sul 2 a 0.

In apertura l’Inter triplica, chiudendo qualsiasi discorso inerente al risultato: Milito detta il passaggio a Pandev che lo serve facendo passare il pallone tra due uomini, Milito arriva sul pallone e fredda Agazzi firmando il suo sedicesimo goal stagionale.

Al sessantesimo il Cagliari torna a farsi vedere dalle parti di Julio Cesar. Questa volta è Lazzari, servito da Barone, a cercare di impensierire il portiere della nazionale Verdeoro con un tiro da fuori, che è però parato senza troppa apprensione dall’estremo difensore Nerazzurro.
Una decina di minuti più tardi Milito si porta a spasso la difesa del Cagliari per poi servire Pandev con un grande colpo di tacco, con l’attaccante macedone che viene però anticipato dalla scivolata di un difensore isolano.

A cinque dal termine è invece in neoentrato Balotelli a provarci: dopo aver controllato con un braccio il colored Nerazzurro si coordina in maniera discreta, non trovando però la porta. Mario che ci prova anche a tempo ormai scaduto, trovando sì lo specchio ma anche la pronta risposta di Agazzi.

COMMENTO
Che l’Inter sia la squadra più forte d’Italia non lo scopriamo certo oggi. Del resto i ragazzi di Mourinho danno sempre l’impressione di poter fare male ogni qualvolta lo vogliano. Tanto che partono decisissimi per sbloccare e mettere al sicuro il risultato nel minor tempo possibile, mettendoci solo venti minuti a portarsi sul 2 a 0.

In apertura di ripresa, poi, il goal che chiude ogni questione e porta gli ennesimi tre punti ad una compagine che ha già praticamente lo Scudetto cucito sul petto. Solo un crollo clamoroso, infatti, potrebbe impedire a questa corazzata di non vincere anche questo campionato.

Ora c’è solo da aspettare qualche settimana per vedere se arriverà il tanto agognato salto di qualità in Europa. E quello con il Chelsea è un banco di prova davvero notevole.

MVP
Migliori in campo risultano essere Pandev e Milito.
Il primo gioca un grandissimo inizio di partita mettendo a ferro e fuoco la retroguardia cagliaritana, trovando anche la via della rete. Salvo poi, con l’andare dei minuti, vedere il proprio rendimento decrescere pian piano, per via di una condizione non proprio ottimale.

Milito, migliore in campo assieme a Pandev, batte Agazzi con un tiro preciso

Il secondo gioca invece tutta la partita su ottimi livelli, anche lui timbrando il cartellino.

Coppia, questa composta da Goran e Diego, che nonostante possa sembrare non ben variegata (mancando di centimetri e forza fisica) risulta essere davvero letale.

TABELLINO
Inter vs. Cagliari 3-0
Marcatori: 6’ Pandev, 19’ Samuel, 47′ Milito
INTER: Julio Cesar, Cordoba, Zanetti, Thiago Motta (30’ st Mariga), Eto’o (18’ st Muntari), Maicon, Cambiasso, Milito (38’ st Balotelli), Samuel, Pandev, Santon. A disposizione: Toldo, Quaresma, Krhin, Materazzi. All. Mourinho
Cagliari: Agazzi, Dessena, Conti, Biondini (10’ st Barone), Nené (18’ st Larrivey), Lazzari, Astori, Canini, Jeda (39’ st Nainggolan), Agostani, Matri. A disposizione: Vigorito, Ariaudo, Marzoratti, Parola. All. Allegri
Arbitro: Gervasoni
Ammoniti: Milito.

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Arriva la seconda sconfitta consecutiva per la Juventus di Ranieri, che rischia quindi di perdere il secondo posto a favore del Milan e di vedere la capolista portarsi a +9, andando quindi vicinissima ad un vantaggio da doppiacifra.

Juventus che gioca contro un Cagliari arrembante come praticamente mai succede quando una piccola va a giocare sul campo di una big, ma i sardi di Allegri dopo una partenza stentata stanno stupendo tutti.

Dopo 12′ di gioco Sissoko triangola bene con Amauri e si trova in posizione favorevolissima, con sul piede il pallone del possibile vantaggio, ma il mediano maliano mette a lato.

Così cinque soli minuti più tardi sono gli ospiti a passare, con Biondini che va a staccare in area di testa senza che nessun difensore della Juve riesca ad intervenire proficuamente.

Tra la mezz’ora e il quarantesimo, però, la Juventus si ricorda di essere una grande squadra, che punta alla vittoria finale del campionato; così preme sull’accelleratore e nel giro di una manciata di minuti mette a segno due reti: prima Sissoko svetta in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi Nedved sfrutta una respinta corta di un difensore cagliaritano e buca Marchetti di destro.

Jeda festeggia dopo aver segnato la rete del 2 a 2 (espn.go.com)

Jeda festeggia dopo aver segnato la rete del 2 a 2 (espn.go.com)

Nel secondo tempo, però, arriverà una doppia doccia gelata per il pubblico di fede bianconera; al 57′ è il brasiliano Jeda, giocatore che sta attraversando un ottimo momento di forma, ad andare in rete con un’azione che prende d’infilata la retroguardia juventina.

A una decina di minuti dal termine della partita, infine, Matri chiude i conti; anche in questo caso, comunque, Ranieri ed i suoi dovranno fare una riflessione molto più che approfondita su come gestire le proprie situazioni difensive in certi frangenti.

Juventus che resta quindi momentaneamente piantata a in seconda posizione a quota 43, ma come detto potrebbe oggi essere sopravanzata dal Milan, che gioca all’Olimpico contro la Lazio, e potrebbe perdere ulteriore terreno nei confronti dell’Inter, impegnato a San Siro contro il Torino.

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