Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Brasile’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Si è consumata ieri la gara inaugurale del Mondiale 2014. Che, come tutti saprete, si svolge in Brasile.

E si vede, dice qualcuno.

In effetti ieri l’arbitraggio del giapponese Nishimura è stato generalmente “casalingo”, come si suol dire. Sicuramente non all’altezza.

E non solo per il rigore – che definire “generoso” sarebbe un mero eufemismo – assegnato al Brasile, quanto proprio per una linea generale di fondo che ha, a detta di molti, aiutato i padroni di casa a riportare la vittoria.

Croazia che per quanto fatto vedere in campo non meritava di perdere. Ma che, nel contempo, non può nemmeno prendersela tanto e solo con il direttore di gara.

Perché se è vero che il rigore “inventato” pesa molto sull’economia del match, quanto pesano i due (quasi tre) errori di Pletikosa?

Sia sul primo goal di Neymar che su quello di Oscar l’estremo difensore balcanico è tutt’altro che impeccabile. Mostra anzi, soprattutto, una grandissima lentezza a distendersi e raggiungere le palle basse. Un problema abbastanza comune quando si parla di giocatori di certe taglie. Ma che, alla fine, costano almeno due punti alla sua nazionale.

Anche sul rigore, comunque, non è certo stato perfetto: intuisce bene la conclusione di Neymar, ma non trattiene (né respinge con efficacia) una palla praticamente già parata. Prestazione ampiamente insufficiente, al pari di quella dell’arbitro.

Brutta gara, da 5 pieno, per il talentino interista. Che ancora una volta dimostra di non essere abbastanza maturo per fare il definitivo salto di qualità.

Certo, l’ambiente non l’ha aiutato. Ma i grandi giocatori si vedono proprio sotto pressione.

Ha comunque solo 20 anni e va aspettato senza bruciarlo.

Nella Croazia gioca malissimo anche Jelavic, praticamente impalpabile. Così, davanti, provano a farsi sentire solo il redivivo Olic ed il buon Perisic.

Non fa impazzire nemmeno la coppia centrale, che annulla sì Fred (che però, forse, si auto-annulla) ma non dà l’impressione di essere particolarmente solida ed affidabile. Ovviamente, può crescere nel corso del Mondiale.

A decidere il match è quindi Neymar, che dapprima segna la rete dell’1 a 1 con un diagonale sul quale Pletikosa non riesce ad arrivare. E poi, nella ripresa, trova il – pur fortunoso – goal su rigore che vale il 2 a 1.

Il gioiellino blaugrana non impressiona comunque in maniera particolare. Intendiamoci, la qualità c’è tutta. E, a meno che non abbia problemi particolari, stiamo comunque parlando di un giocatore che con ogni probabilità supererà il record di goal in Nazionale oggi appartenente a Pelè (77, Neymar con ieri è già a 33 ed ha solo 22 anni).

Però da quella che è la stella offensiva del Brasile non puoi che aspettarti di più.

Molto bene invece Oscar, un giocatore che non mi ha mai fatto impazzire quanto a rendimento. Schierato ieri abbastanza a sorpresa sulla destra, ha fatto ammattire il genoano Vrsaljko risultando, a mio avviso, il migliore in campo. Con goal a mo’ di ciliegina finale…

Se Oscar fa benissimo a destra, Hulk delude sull’out opposto, non entrando praticamente mai in gara. Ma del resto, ha bisogno di giocare proprio a destra per convergere e liberare il suo potentissimo mancino.

E Fred?

Giusto a nove secondi dallo scadere ho deciso di inserirlo nella mia formazione al FantaMondiale in luogo di Lukaku. Ovvio che risultasse avulso dalla manovra, mai pericoloso ed assolutamente negativo. No?

In ultimo, durante il match commentavo su Twitter e avevo proprio individuato nel duello Oscar-Vrsaljko la possibile chiave tattica del match.

Schierato fuori ruolo, infatti, il terzino genoano ha iniziato il match bene, per poi andare un po’ in crisi assieme a tutta la truppa croata.

Lui in particolare, posto appunto a sinistra, ha fatto grandissima fatica a tenere Oscar. Che ogni qualvolta lo puntava per provare a saltarlo sul sinistro trovava buon gioco.

Alla fine è proprio da quella fascia che è arrivata l’azione decisiva, con Oscar bravo a bucare sulla destra e crossare al centro in direzione di Fred. Il resto, lo sapete…

________________________________________________________________

Facebook      Twitterblog      Twitterpersonale      G+      Youtube      Instagram

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

C’è un folletto brasiliano che sta dominando e devastando il Campionato Primavera italiano.

Il suo nome è Victor Matheus Da Silva, fantasista di Cuiabà nato il 4 gennaio del 1995.Victor Da Silva

Formatosi nel calcio a 5, entra nell’Academia del Brasil Central quando è solo un bambino, lasciando da subito intravvedere le sue grandi doti tecniche e di palleggio.

Non passano che quattro anni ed arriva per lui il tempo di lasciare casa, trasferendosi in Italia. E’ il 2008, infatti, quando Maurizio Costanzi, attuale responsabile del settore giovanile clivense, lo fa sbarcare in quel di Verona.

La crescita è costante. Il ragazzo nonostante le misure certo non da corazziere riesce a giocare tranquillamente anche sottoetà.

L’esplosione vera e propria arriva lo scorso anno, quando mister D’Anna ne fa uno dei punti di forza della sua Primavera e lui ripaga la fiducia a suon di goal.

A maggio arriva quindi l’esordio in Serie A. Il mese successivo guida il suo Chievo alle semifinali del campionato Primavera, dove arriva la sconfitta contro la Lazio poi Campione d’Italia.

Quest’anno è quindi ripartito con ancora più vigore, per provare a centrale lo Scudetto giovanile solo sfiorato lo scorso anno.

Il bottino per ora fa impallidire un po’ tutti: 14 realizzazioni in 9 match, una media da fenomeno stile Cristiano Ronaldo o Leo Messi. Il tutto tenendosi ben alle spalle campioncini in erba come il napoletano Gennaro Tutino (11 centri in 12 match, di cui 3 però su rigore) ed il laziale Mamadou Tounkara (10 goal in 9 partite).

In pratica Victor ha saputo fare in mezza stagione ciò che gli riuscì nell’intero campionato scorso.

Al che non può che sorgere spontanea una domanda: il ragazzo non è un po’ sprecato?

Nel momento in cui riesce con questa facilità a dominare il campionato in cui gioca, non significa forse sia venuto il momento di provarlo su palcoscenici più importanti, di modo che non smetta di crescere ma anzi trovi nuovi stimoli nel confronto con avversari più dotati?

Il rischio, a mio avviso, un po’ c’è. Capisco anche la volontà da parte dei dirigenti clivensi di sfruttarne le qualità per provare ad imporsi nel Campionato Primavera. Ma ricorderei sempre che una vittoria giovanile ha un senso e un valore molto relativo. Le squadre di questo tipo devono servire a formare i campioni del domani, non a vincere trofei inutili non permettendo però ai ragazzi di crescere al pieno delle proprie potenzialità…

________________________________________________________________

Facebook      Twitterblog      Twitterpersonale      G+      Youtube      Instagram
Acquista il mio primo libro: La carica dei 201!

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Trentuno anni senza batterli. Appuntamento con la vittoria, quindi, rimandato alla prossima occasione. Che si presenterà il 22 giugno, quando Italia e Brasile si incontreranno nel corso della terza giornata della prossima Confederations Cup.

Intendiamoci, ai punti sarebbe l’Italia a spuntarla.

Più brillante degli avversari, la nazionale di Prandelli regala qualcosa sul possesso palla, che è però gestito meglio rispetto ad un Brasile ancora tutto da costruire in ottica Mondiale casalingo.

Alla fine, quindi, resta tanto amaro in bocca per una vittoria che gli Azzurri buttano nel cestino con due disattenzioni nel corso del primo tempo che valgono le due segnature Verdeoro, poi prontamente recuperate ad inizio ripresa dalla coppia De Rossi – Balotelli.

Italia che gioca meglio ed esalta un Julio Cesar assolutamente in palla.
L’ex portiere interista del resto con ogni probabilità era alla ricerca di una rivincita dopo che in estate era stato scaricato senza troppe fisime dall’Inter e voleva dimostrare di essere ancora un grande estremo difensore. Missione compiuta.
E’ infatti per buona parte merito suo se il Brasile riesce a chiudere la prima frazione di gioco con ben due goal di vantaggio. Perché l’Italia, che chiuderà il match con ben 22 tiri (contro 15) tentati, di cui 9 nello specchio, gli dà del filo da torcere, ma fatica a trovare la via della rete.

Prima di darci all’analisi dei singoli, però, andiamo a vedere come si sviluppano i goal, per avere un’idea più chiara di meriti e responsabilità.

La prima rete, quella segnata da Fred, è da attribuire appieno a Montolivo.
Vero è che Bonucci risulta anch’esso protagonista dell’azione, tenendo in gioco la punta brasiliana prima e spizzando il cross di Felipe proprio sul piede dell’ex Lione, ma è il centrocampista del Milan che deve assumersi tutte le responsabilità su questo goal subito.
La cosa è semplice: quando parte il cross dalla sinistra tutta la difesa va a schiacciarsi proprio da quel lato, con De Sciglio che deve abbandonare il secondo palo per stringere su un avversario. Chiaro che buona norma vorrebbe che sia qualcun altro, nel caso specifico proprio il suo compagno di club, ad occupare lo spazio da lui lasciato libero. Montolivo, invece, si “addormenta”. La palla, come detto spizzata e prolungata da Bonucci, arriva giusto sul piede di Fred, che deposita in rete con facilità. Se solo Montolivo si fosse mosso prima e fosse andato ad occupare quella zona di campo, come buona norma avrebbe voluto, il goal non sarebbe mai arrivato.

La seconda viene invece presa in contropiede.
De Sciglio sbaglia il cross, e fa partire la ripartenza brasiliana. Che potrebbe essere fermata già nei pressi del centrocampo da un Pirlo che però, evidentemente, valuta la situazione non così pericolosa da spendere un fallo tattico che sarebbe significato giallo sicuro.
Neymar può così avanzare indisturbato fino al limite dell’area, dove attrae Bonucci che, uscendo, sguarnisce la zona di centrosinistra dell’area di rigore. Lì dove s’infila Oscar, che segna con grande facilità. Certo, se solo De Sciglio fosse tornato più rapidamente in difesa il goal si sarebbe potuto evitare.
Da attribuire a Pirlo e De Sciglio, quindi le responsabilità di questo goal.

Brasile quindi meno pericoloso globalmente, ma altrettanto spietato nell’approfittare degli errori altrui.
Esattamente come fa l’Italia nel secondo tempo.

La rete di De Rossi viene sugli sviluppi di un angolo che è bucato da Dani Alves e su cui è proprio il romanista a piombare per primo, con un Dante, suo diretto marcatore, assolutamente troppo lento e molle nella circostanza.

Quella di Balotelli arriva invece quando un giocatore del Brasile – sinceramente, non ho capito chi – sbaglia un retropassaggio, innescando proprio la punta rossonera. Che evidentemente spaventa i difensori Verdeoro i quali, anziché chiuderlo, rinculano, dando spazio e tempo all’ex City. Che dopo aver preso la mira impallina l’incrocio dei pali. Là dove, stavolta, nemmeno un grande Julio Cesar può arrivare.

Tornando ai singoli, e detto dell’ottima prestazione del portiere brasiliano, continuiamo con l’analisi dei nostri avversari.

Tra i più negativi in campo spicca sicuramente Dante. Il centrale del Bayern Monaco, infatti, sembra un po’ il punto debole del reparto arretrato Verdeoro (certo, teoricamente il suo posto dovrebbe essere occupato da un certo Thiago Silva…) ed è lui, come detto, a regalare la prima segnatura all’Italia.

Già diverso, invece, il discorso che riguarda David Luiz. Il centrale Blues pare essere giocatore di altra categoria rispetto al compagno di reparto. Non sempre perfetto, disputa nel complesso una buona gara, risultando nel complesso uno dei migliori in campo tra le fila brasiliane.

Senza infamia né lode Dani Alves, da cui però ci si aspetterebbe molto di più. Sicuramente un po’ meglio Filipe Luis, come detto il giocatore che col suo cross da il là all’occasione che porta i suoi sull’1 a 0.

Prove piuttosto opache anche per i due centrocampisti, Fernando ed Hernanes, bene invece Oscar, Neymar e Fred. Un discorso a parte lo merita Hulk, giocatore che fino allo scorso anno sembrava destinato a “spaccare il mondo”, ma la cui involuzione è assolutamente palese.

Tra le fila Azzurre, invece, molto bene Daniele De Rossi, che segna il goal capace di dare il la alla rimonta dei nostri ragazzi. Efficace in entrambe le fasi di gioco, il centrocampista della Roma gioca come mezz’ala destra ma, all’occorrenza va a scambiarsi di posizione con Pirlo, si abbassa a ricevere palla dai difensori, imposta il gioco con diversi lanci (ben 12, di cui 9 riusciti), e trova l’angolo giusto quando brucia Dante e fredda Julio Cesar.

Molto bene anche Christian Maggio, giocatore che si temeva potesse farsi spazzare via da Neymar ma che, nel complesso, disputa una partita con grande attenzione e fondamentalmente non ha responsabilità su nessuno dei due goal goal subiti da Buffon. Peccato solo che quando Pirlo, con un lancio dei suoi, lo pesca a tu per tu con Julio Cesar il terzino napoletano non riesca a trovare la via del goal.

Buona partita anche quella disputata da Mattia De Sciglio, ottimo soprattutto in fase di copertura, dove non sbaglia praticamente nulla. Nulla, se non in quell’occasione in cui dà il la al contropiede che Neymar e Oscar trasformano nel 2 a 0. Un’occasione in cui, purtroppo, rientra in posizione con troppa lentezza, spianando la strada per il raddoppio agli avanti Verdeoro.

Nulla da dire, invece, ai due centrali difensivi. Perché sembrerà impossibile, ma non sono loro a poter essere imputati di un qualche errore in occasione delle due realizzazioni brasiliane. Ancora una volta, quindi, una buona prestazione per i difensori Bianconeri.

Pirlo giochicchia, Giaccherini corre tanto ma combina poco, Montolivo regala un goal.

Là davanti, invece, domina Mario Balotelli, che sembra stia davvero iniziando a maturare a tutto tondo. Non solo negli atteggiamenti extra calcistici, ma proprio anche in quanto a gioco. Una notizia che, se confermata, sarebbe davvero ottima per l’Italia. Questo ragazzo ha il potenziale per arrivare ad essere uno dei migliori giocatori al mondo della nuova generazione.Mario Balotelli

Stenderei infine un velo pietoso, restando ai titolari, su Osvaldo. Che, permettetemi, non dovrebbe poter nemmeno vestire la maglia numero 10. Piuttosto la si dia a Balotelli. O a Pirlo. O a Buffon.

La strada, comunque, sembra davvero essere quella giusta. Prandelli è sicuramente criticabile, ma nel complesso non si può non ammettere come stia facendo davvero un buon lavoro da quando si è seduto sulla panchina della Nazionale.

________________________________________________________________

Profilo Twitter personale: http://twitter.com/Mahor17
Profilo Twitter blog: http://twitter.com/sciabolatablog
Pagina Facebook blog: http://www.facebook.com/sciabolatamorbida
Profilo Google+: http://plus.google.com/u/0/110020531378259179490/posts
Profilo YouTube: http://www.youtube.com/user/MahorSM

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Queste immagini sono difficili da commentare.

Non so cosa fosse successo in campo, ma di certo trascendere fino ad arrivare ad un punto simile è veramente folle.

Fortunatamente sembra che il ragazzo colpito non abbia avuto problemi di sorta.

Però immagini come quelle non vorremmo vederle davvero mai.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Partita combattuta da subito.
La prima conclusione in porta arriva dopo quattro minuti di gioco quando Ramires strappa un pallone ad un avversario per calciare da fuori, senza però inquadrare lo specchio di porta. Buona, comunque, l’iniziativa del centrocampista Blues.

Tre minuti più tardi Pato viene lanciato in area e prova a mettere palla bassa in mezzo. La sfera è però deviata da un avversario e finisce giusto al limite dell’area dove arriva di gran carriera Neymar che si coordina discretamente ma, esattamente come Ramires poco prima, non riesce a trovare lo specchio.
La partita da lì in poi vivrà di tanta lotta ma poche occasioni. Le due squadre si fronteggeranno con buona lena, ma senza riuscire a mettere in difficoltà i rispettivi reparti difensivi.

Al ventisettesimo però grande palla goal per il Brasile: Ganso serve bene Robinho al limite che temporeggia aspettando l’inserimento di Neymar la cui conclusione a botta sicura farà però terminare il pallone sul fondo.
Cinque minuti più tardi bel cross su punizione di André Santos che scodella in mezzo un pallone su cui piomba Lucio, che devia il pallone al volo sparandolo però contro a Justo Villar.

Al quarantesimo André Santos sbaglia tutto: lanciato in area si porterà al limite laterale dell’area piccola per poi scaricare un sinistro a casaccio alto sopra la traversa. Quando, però, c’era Pato tutto solo in mezzo. Sarebbe stato l’1 a 0 facile.

In apertura di ripresa il Brasile parte ancora più forte rispetto alla prima frazione.
Dopo pochissimi minuti buona doppia occasione per i Verdeoro con Alcaraz che chiuderà la conclusioni di Neymar e Maicon salvando la propria porta.

Brasile però che palesa grandissimi limiti lì davanti. Questo nonostante vanti talenti purissimi come Pato, Neymar e Ganso, oltre al sempre prezioso Robinho.
Ed è proprio il fantasista milanista che si rende protagonista, al sessantacinquesimo, di un’iniziativa interessante, piombando su di un pallone praticamente perso da Maicon per scaricare un destro però impreciso.

Due minuti più tardi Brasile vicino al goal: Ganso riceve una respinta corta al limite dell’area e scarica un bel sinistro a fil di palo, trovando però la pronta risposta di Justo Villar, bravo a distendersi alla sua sinistra per levare il pallone dalla porta.
E’ poi Pato ad avere una grandissima occasione: infilatosi in area si troverà a tu per tu con il portiere paraguaiano, e gli calcerà addosso. Il pallone però gli rimbalzerà sul corpo e andrà davanti a lui, così che riuscirà a colpire il pallone di testa. Senza però centrare la porta.

Brasile che continuerà a premere e si porterà vicino alla rete a meno di dieci minuti dal termine quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo arriverà un’incornata sul secondo palo. A Justo Villar battuto, però, ci sarà l’intervento di testa di un difensore sulla linea, a salvare il risultato.

Brasile che non riuscirà comunque a bucare la resistenza dell’Albirroja, trascinando il match fino ai supplementari.

Nei supplementari saranno poi espulsi, causa rissa, Lucas Leiva ed Alcaraz. Sarà comunque il Brasile a provarci di più, con il Paraguay che costruirà una buona azione: Estigarribia penetra a sinistra, crossa in mezzo e Valdez calcia al volo, senza però inquadrare lo specchio.

La partita si trascina così sino ai rigori. Dove sarà il Paraguay a spuntarla:

 

Elano: alto
  Barreto: a lato
  Thiago Silva: parato
  Estigarribia: goal
  André Santos: alto
  Riveros: goal
  Fred: a lato

COMMENTO

Quando l’incredibile diventa realtà.

Partiamo comunque da un presupposto: sarebbe il Brasile a meritare il passaggio del turno, di per sè.

E’ altresì vero, però, che quando sei nettamente superiore ai tuoi avversari non puoi attaccare senza la capacità di concretizzare le tue manovre.

Che poi il Paraguay, a dire il vero, si salva più che altro grazie ad un catenaccio piuttosto robusto e, soprattutto, ad episodi favorevoli, oltre che alla giornata di grazia di Justo Villar.

Detto ciò, comunque, l’incredibile si consuma ai rigori.

Vero è che quel campo è apparso realmente assolutamente indegno. Altrettanto vero è, però, che non si può nemmeno sbagliare quattro rigori su quattro. Soprattutto se i tuoi avversari, che calciano dalla stessa posizione, ne realizzano due su tre.

In questo caso ha avuto ragione Caressa, a conti fatti: il Brasile non avrebbe segnato nemmeno se avesse giocato fino a domani.

Incredibile, comunque, che le due favoritissime, le super-potenze del continente, non arrivino nemmeno tra le prime quattro. Né l’una, né l’altra.

MVP

Justo Villar dirige alla grande la propria difesa e chiude la saracinesca, permettendo ai suoi, non senza fortuna in effetti, di portarsi a casa un’importantissima vittoria ai rigori che catapulta l’Albirroja in semifinale.

TABELLINO

Brasile vs. Paraguay 0 – 0 (0 – 2 d.c.r.)
BRASILE (4-2-3-1) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Thiago Silva, André Santos; Lucas Leiva, Ramires; Robinho, Ganso (100′ Lucas), Neymar (80′ Fred); Pato (111′ Elano). Ct: Menezes
PARAGUAY (4-4-2) Villar; Verón, Alcaraz, Da Silva, Torres (71′ Marecos); Vera (63′ Barreto), Cáceres, Riveros, Estigarribia; Valdez, Barrios (83′ Pérez). Ct: Martino
Arbitro: Pezzotta (Argentina)
Ammoniti: Santos, Maicon (B), Vera, Barreto, Marecos, Estigarribia (P)
Espulsi: 103′ Lucas Leiva (B) e Alcaraz (P)

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

 CRONACA

La prima conclusione a rete arriva dopo soli ottantadue secondi: Robinho riceve e manovra al limite per scaricare poi un destro che è però ben controllato da Vega, bravo a bloccare il pallone.
Dopo centotrentatrè secondi dall’inizio del match è invece Pato a rendersi pericoloso. Il suo taglio alle spalle dell’avversario è interessante, ma la sua posizione, nel momento in cui Neymar fa partire l’assist, irregolare.

Brasile che continua ad attaccare. Grande velocità, palla a terra e continuo tentativo di creare densità di gioco nei pressi del pallone. Bravi comunque, di contro, anche i venezuelani: attenti, caparbi e generosissimi, con un pressing alto ad infastidire gli avversari anche ben oltre la metà campo.
Verdeoro che dopo un primo quarto d’ora a spron battuto, in cui però non riesce a piegare la resistenza della Vinotinto, sembrano rallentare un po’ il ritmo, cercando di temporeggiare per trovare il varco migliore.

Al ventisettesimo occasionissima per i brasiliani: Dani Alves serve Pato in area con la punta milanista che scarica un violentissimo destro sulla traversa della porta difesa da un Vega fulminato dalla conclusione dell’avversario.
Al trentunesimo splendida apertura di Ramires che serve un Pato sempre perfetto nell’effettuare anche gli stop più complicati. Una volta messo giù il pallone il Papero calcia ad incrociare, trovando però la risposta in due tempi dell’estremo difensore venezuelano.

Poco oltre la mezz’ora intervento fondamentale di Oswaldo Vizcarrondo: il difensore del Deportivo Anzoátegui interviene infatti in scivolata su di un tiro di Robinho che dopo aver superato Vega stava per terminare la sua corsa in rete. Un po’ fuori tempo, il centrale venezuelano abbasserà la spalla stoppando così il pallone, impedendo il goal senza nel contempo effettuare un fallo di mano che sembrava quasi poter essere scontato viste le modalità di intervento…

Brasile che inizia la ripresa a scartamento ridotto.
A dispetto del primo tempo là davanti i Verdeoro faticano a dare incisività e soprattutto continuità alla propria azione. Ed il cronometro scorre.

Al venticinquesimo Arango, “El Huracan del Caribe”, lancia Cichero con un bel colpo di tacco. L’ex Lecce si spinge quindi in profondità centrando un pallone per Miku, che è però prontamente chiuso da un difensore avversario.
Venezuela che un paio di minuti più tardi parte bene in contropiede arrivando a liberare Arango al tiro, con il centrocampista del Borussia Monchengladbach che conclude però malissimo a lato.

In chiusura ci prova Andrè Santos, ma il diagonale mancino del terzino sinistro brasiliano si spegne a lato.

COMMENTO

Il Brasile parte forte e si spegne alla distanza.
Il Venezuela è generosissimo e resiste fino alla fine.

Ecco come si può riassumere in due righe una partita dal primo tempo piuttosto vivo e dalla ripresa assolutamente noiosa.

La prima frazione vede un Brasile che si diverte: gran circolazione di palla finalizzata a mandare in porta un Pato piuttosto in forma, vera e propria spina nel fianco di una difesa venezuelana nel complesso comunque molto attenta.

Nella ripresa, invece, i Verdeoro abbassano il baricentro, rallentano i ritmi e contribuiscono a rendere piuttosto noiosa una partita che perde appeal minuto dopo minuto.

Particolarmente deludente, tra le fila brasiliane, è quel Ganso che era in realtà tra i giocatori più attesi.
Nulla di che nemmeno Neymar, che dopo un primo tempo da giocoliere in cui fa intravvedere buona parte del suo potenziale va un po’ spegnendosi, assieme a tutta la sua squadra.

Bene Pato, come detto, e Ramires, utilissimo nel dare equilibrio a tutta la squadra.
Niente male, nel complesso, anche Dani Alves, che spinge molto e certo non fa rimpiangere Maicon.

Nella Vinotinto, invece, grande prestazione di Vizcarrondo, che è già un idolo: capigliatura che spicca, fisicità importante e grezzità d’altri tempi.
Certo non un centrale da Pallone d’Oro, ma comunque un buon difensore capace di tenere in piedi una retroguardia capace di resistere al quadrilatero delle meraviglie Robinho-Ganso-Neymar-Pato.

TABELLINO

Brasile vs. Venezuela 0 – 0
Marcatori:
Brasile (4-2-3-1): Julio Cesar; Dani Alves; Thiago Silva, Lucio, Santos; Ramires (32′ st Elano), Leiva; Robinho (20′ st Fred), Ganso, Neymar; Pato (31′ st Lucas). All. Menezes
Venezuela (4-4-2): Hernandez; Rosales, Peroso, Vizcarrondo, Cichero; Gonzalez (41′ st Di Giorgi), Rincon, Lucena, Arango; Rondon, Miku (34′ st Maldonado). All. Farias
Ammoniti: Thiago Silva, Rondon, Gonzalez.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Erano i favoritissimi della vigilia ed hanno finito col vincere, proprio in linea con le previsioni, l’edizione 2011 del Sudamericano under 17.

Parlo del Brasile ovviamente, che conferma ancora una volta la propria supremazia continentale a questo livello. Impressionante, in tal senso, la striscia positiva dei ragazzi Verdeoro che dal 1985 – anno della prima edizione – ad oggi hanno centrato dieci primi e tre secondi posti, finendo fuori dal podio in una sola occasione (quarti nel 1993).

Ma veniamo all’attualità: inseriti nel Gruppo B assieme a Paraguay, Colombia, Cile e Venezuela i brasiliani si sono ben comportati totalizzando nove punti in quattro match vincendo il proprio girone in virtù di una miglior differenza reti rispetto ai paraguayani.

Attacco molto prolifico e difesa piuttosto incerta per i ragazzi di Emerson Ávila che hanno iniziato il proprio torneo dando subito bene l’idea di quanto appena detto andando a vincere il proprio match di esordio per 4 a 3 contro il Venezuela. Dopo il 2 a 1 contro il Cile ecco la prima – e unica – sconfitta del loro torneo, arrivata con lo stesso risultato contro il Paraguay. Nel corso dell’ultima giornata, poi, il roboante 5 a 1 contro la Colombia a sugellare il primo posto in classifica.

Se bene avevano fatto nel corso del primo turno ancora meglio sono riusciti a fare disputando l’Hexagonal finale dove sono stati in grado di raccogliere quattro vittorie ed un pareggio in cinque match.
Hexagonal non iniziato benissimo, in realtà, con lo 0 a 0 al cospetto di un Uruguay – guidato dal capocannoniere del Torneo Mascia (6 goal totali) – piuttosto solido capace, alla fine del torneo, di classificarsi in seconda posizione. Da lì in poi, comunque, una marcia trionfale le cui tappe sono state rappresentate dalle vittorie su Colombia (1 a 0), Ecuador (3 a 1), Paraguay (3 a 1) ed Argentina (3 a 2).

Brasile quindi capace di laurearsi campione continentale piuttosto facilmente, il tutto nonostante la stella annunciata del torneo, Lucas Piazon, non abbia brillato come ci si aspettasse.

Brasile che grazie a questo risultato si qualifica quindi, al pari di Uruguay, Argentina ed Ecuador, sia al prossimo Mondiale di categoria (da disputarsi tra il 18 giugno ed il 10 luglio prossimi) che ai prossimi Giochi Panamericani.

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: