Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Bielorussia’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Senza De Silvestri e Schelotto, squalificati, Casiraghi schiera, come ampiamente previsto, Ariaudo terzino per blindare la difesa e Mustacchio a centrocampo per provare a sfruttare le ripartenze veloci. Azzurrini che proveranno quindi a difendere il 2 a 0 dell’andata per colpire poi in contropiede, chiudendo il discorso qualificazione.

Dopo un minuto di gioco la Bielorussia dimostra subito di voler far male alla nostra squadra: Skavysh riceve sulla destra e scende sul fondo, centrando un pallone basso che di per sè non sarebbe pericoloso ma che Ogbonna sbuccia facendone uscire un campanile in area, con Ariaudo che sarà costretto a liberare alla bell’e meglio.

Il goal è però nell’aria ed arriva al quarto minuto: Mannone esce dall’area e va a coprire un pallone cercando di farlo terminare in rimessa laterale. Il solito Skavysh, però, riuscirà a portarglielo via per poi penetrare in area da destra ed appoggiare centralmente a Yurchenko, che appoggerà in rete l’1 a 0 facendo saltare ogni schema.
Ma non solo: un minuto più tardi un filtrante in area libera lo stesso Yurchenko che farà partire un diagonale con il quale bucherà nuovamente lo specchio di porta italiano. Dopo cinque soli minuti, quindi, il vantaggio Azzurro sarà già bell’e dilapidato e l’inerzia del match sarà tutta a favore dei padroni di casa.

Gli Azzurrini provano quindi a reagire all’ottavo: Poli guadagna una punizione sulla propria trequarti e lancia immediatamente lungo per Destro che, scattato in posizione regolare, controllerà il pallone per poi calciare quasi immediatamente in diagonale, non riuscendo però a trovare la porta difesa da Gutor.

Italia che piano piano riesce quindi a crescere sul piano del gioco, entrando quindi in partita. Per quanto a livello psicologico le due reti in cinque minuti si faranno sentire a lungo.
Il tutto senza comunque riuscire a colpire: Destro ed Okaka asfittici ed isolati, Fabbrini imbavagliato dall’asfissiante marcatura bielorussa, Poli incapace di dettare i tempi, Mustacchio ombra di sè stesso.

Dopo un inizio choc, quindi, la partita, un po’ come successo all’andata, si stabilizza su ritmi piuttosto lenti, senza grandi sussulti.

Bellissima l’azione Azzurra imbastita alla mezz’ora: Poli si libera a centrocampo del diretto marcatore e verticalizza a Fabbrini, ancora una volta portatosi centrale tra le linee di difesa e centrocampo avverse. Ricevuta palla, quindi, la controllerà con un tocco, per poi liberare Destro con un cucchiaio col quale scavalcherà i difensori bielorussi; il destro al volo della punta genoana, però, non troverà lo specchio di porta e si spegnerà mestamente a qualche decina di centimetri dal palo alla sinistra di Gutor.

Al trentacinquesimo decisione dubbia dell’arbitro dell’incontro, il signor Cüneyt Çakır: Fabbrini riceve la sponda di Destro e parte centralmente alla caccia dell’area avversaria, venendo però fermato alla bell’e meglio – e da dietro – da Sivakov, capitano bielorusso già ammonito qualche minuto prima. Cartellino giallo che andrebbe utilizzato anche in questo frangente, con conseguente allontanamento del centrocampista di proprietà del Cagliari.

Il primo tempo si chiude quindi dopo un minuto di recupero, con l’Italia ancora piuttosto attonita di fronte ad un risultato pesantissimo quanto pericoloso. A preoccupare, poi, è soprattutto la palese fragilità di un reparto, quello difensivo, assolutamente non tranquillo in nessuna occasione di gioco.

La ripresa si apre quindi con Marilungo, appena subentrato a Destro, a cercare la porta in girata da fuori, spedendo però il pallone alto sulla traversa.
Al quinto Santon scodella un pallone in area in direzione di Marilungo, che è però anticipato dall’uscita di Gutor.

Al nono la Bielorussia si fa vedere in contropiede: Yurchenko lancia Nekhaychik sulla destra che dopo essere rientrato sul sinistro, saltando Santon, concluderà malamente, per nostra fortuna, spedendo il pallone ben lontano dallo specchio di porta Azzurro.
Passano sei minuti ed è Rispoli a provarci: il suo tiro è però respinto prontamente da Gutor, che non si fa minimamente impensierire dalla conclusione del giocatore leccese.

Al diciassettesimo Poli batte una punizione dal vertice destro dell’area scodellando la palla all’interno dell’area piccola con Okaka che non arriverà sul pallone, lisciato anche dall’estremo difensore bielorusso e poi liberato dalla difesa. Occasione da sfruttare meglio.
Due minuti ed è Nekhaychik a provarci: il tiro del centrocampista in forza al Bate Borisov, però, si spegne alto sulla traversa.

Al ventiduesimo si ripete quanto successo già nel primo tempo: Sivakov interviene fallosamente su Fabbrini meritandosi, virtualmente, un’ammonizione che non gli viene però comminata. Graziato ancora una volta, quindi, il capitano bielorusso, che avrebbe dovuto finire la propria partita anzitempo.
Tre minuti più tardi grande spunto di Fabbrini che riceve in area, semina un avversario mettendolo a sedere e crossa in mezzo, con Okaka che viene però anticipato dall’intervento di testa di un difensore. Il pallone, respinto, arriva sul piede di Rispoli, che calcia con potenza vedendosi però deviare il tiro in angolo da un difensore.
Poco dopo, sempre sugli sviluppi di un corner, sarà Ariaudo a girare il pallone di testa in maniera pericolosa, mettendolo però di poco alto sopra la traversa bielorussa.

Interessante l’occasione arrivata alla mezz’ora: in seguito ad un fallo subito da Marilungo Poli scodella una punizione in area giusto sulla testa di Okaka, che la gira bene, per quanto con poca forza, costringendo Gutor ad alzare il pallone sopra la traversa.
Al trentatreesimo, poi, Marilungo parte centralmente vincendo un paio di rimpalli ed effettua uno splendido filtrante per Okaka che portatosi dietro la linea di difesa avversaria proverà a superare il portiere avversario con un tocco d’esterno, fallendo miseramente. Se solo si fosse portato il pallone avanti, continuando con la sua diagonale di corsa, l’avrebbe potuto superare facilmente per poi depositare in porta senza ulteriori ostacoli.

Gli ultimi dieci minuti del tempo regolamentare scorrono quindi senza ulteriori sussulti, con gli Azzurri, stremati, che tirano i remi in barca e cercano di controllare il match, tirando la partita ai tempi supplementari esattamente come, è palese, volevano i padroni di casa fin dal primo minuto della ripresa.

Dopo cinque minuti dall’inizio dei supplementari arriva il tre a zero che condanna gli Azzurrini: palla tagliata in area, Veretilo si infila alle spalle di Santon e buca Mannone. Qualificazione inseguita e virtualmente agguantata dalla squadra di Kondratyev.

La nostra nazionale affonda lentamente, senza più la forza di cambiare una partita storta iniziata male e conclusasi peggio.

E se non sai difendere due goal nel corso di una partita è giusto, per quanto triste, tornare a casa.

La sfortuna, certo, ci mette lo zampino quando Fabbrini libera con un bel cucchiaio Okaka che a tu per tu con Gutor supera il portiere avversario con un pallonetto che s’infrange però sulla parte superiore della traversa. Ma questo non basta a giustificare un’uscita così prematura per una under 21 che vesta i nostri colori.

Addio Danimarca 2011, Addio Londra 2012.

COMMENTO

Niente Europeo per la nazionale under 21 di Gigi Casiraghi, che trova modo di fallire l’ennesimo obiettivo da quando è alla guida della nazionale under 21 Azzurra.

Questa volta, però, il fallimento è ancora più pesante rispetto ai precedenti episodi. Perché l’Italia under 21, forte della presenza di diversi giocatori nettamente superiori alla media delle squadre affrontate lungo questo cammino qualificatorio, la fase finale dell’Europeo non la giocherà nemmeno, eliminata mestamente da una certo non irresistibile formazione bielorussa che dopo aver perso a Rieti riuscirà a rifarsi a Borisov, centrando un 3 a 0 che ha quasi del fantascientifico.

Ma del resto gli errori sono stati troppi e troppo gravi per non causare l’eliminazione di questa squadra, protagonista di una pessima partenza all’inizio della propria avventura qualificatoria e di un altrettanto ottima rimonta, chiusa con questo disastroso playoff.

Errori su errori, dicevamo. E allora analizziamoli, questi errori.

Innanzitutto la scelta dell’undici da mandare in campo: se Destro non era in condizione, così come detto dal buon Bizzotto in sede di telecronaca dopo la sua uscita avvenuta nell’intervallo, non era nemmeno da schierare in campo. Inutile sprecare una sostituzione dopo un tempo, quando poi l’altra punta titolare è quell’Okaka che a grandi doti fisiche non abbina molto altro.

Sbagliato anche schierare Ariaudo terzino destro: posto che il ragazzo in questione è un centrale, infatti, avrebbe avuto senso, forse, inserirlo come terzino sinistro, con lo spostamento di Santon a destra. Non certo farlo giocare da quella parte.

Al tempo stesso risultano anche incomprensibili alcune fissazioni: Bolzoni è un giocatore di quantità, ok, ma che dà pochissimo alla manovra. E se già Poli, appena ritornato da un lungo infortunio, non è al massimo forse sarebbe meglio preferirgli il più ordinato Marrone o, ancora, il tuttofare Soriano. Così come non si capisce la motivazione che spinga il nostro tecnico federale a dare fiducia pressoché incondizionata ai due colored di questa formazione, Ogbonna ed Okaka.
E intendiamoci, non è certo un discorso razzista il mio. Semplicemente il primo ha già dimostrato spesso notevoli falle dal punto di vista della concentrazione, il secondo, come detto qualche riga fa, ad una grande fisicità non abbina molto altro e finisce spesso col mangiarsi occasioni d’oro (come oggi, laddove le due principali palle goal Azzurre sono proprio capitate a lui, che le ha puntualmente fallite entrambe).

Detto delle – tante – colpe di un allenatore da cui ora non ci si può aspettare altro che le pronte dimissioni vanno però citate anche le colpe dei giocatori, perché alla fine in campo ci scendono loro.

Via alla tarantella, allora: Mannone commette un errore incredibile sul primo goal quando esce dall’area per coprire un pallone che potrebbe tranquillamente spazzare in fallo laterale. Meglio far guadagnare un fallo laterale in una posizione del genere piuttosto che farsi rubare palla, anche perché il goal diventa quasi automatico.
La linea difensiva, poi, gioca un primo tempo davvero orrendo. Tra questi giocatori citiamo Ogbonna, ragazzo che deve maturare ancora moltissimo sotto l’aspetto mentale perché le qualità atletiche non bastano (Okaka docet) e Santon, involutosi vistosamente dopo che un paio di stagioni fa, non ancora maggiorenne, annullò niente popò di meno che Cristiano Ronaldo in una sfida di Champions League.
A centrocampo Mustacchio assolutamente impalpabile, mai in partita. E da eroe della qualificazione al playoff l’ala varesina si tramuta quindi in fantasma della steppa bielorussa. Bolzoni fa il suo, ma non basta limitarsi a sporcare le linee di passaggio avversarie e fare qualche sporadico raddoppio quando c’è in palio una posta così.
In attacco… beh, dell’attacco non si può salvare davvero nulla, nemmeno la prestazione di un volenteroso Marilungo che risulta impalpabile come pochi. Di Okaka, poi, s’è già detto, anche prima di oggi. Grande fisico, ma se non migliorerà tutti gli altri suoi aspetti difficilmente potrà diventare giocatore di alto livello. E in tutto questo un talento come Macheda resta a guardare in tribuna…

Dopo il 2 a 0 di Rieti, inutile negarlo, un po’ tutti ci sentivamo già al sicuro. Difficile che la Bielorussia potesse battere questa squadretta, la nostra, per tre reti a zero.
E invece, come spesso è successo nel calcio, ecco che il cuore dei giovani provenienti dalla Russia Bianca ha sovvertito ogni pronostico.

Addio Danimarca 2011, Addio Londra 2012.

TABELLINO

Bielorussia vs. Italia 3 – 0
Marcatori: 4′, 5′ Yurchenko, 95′ Veretilo.
Bielorussia (4-2-3-1): Gutor; Politevich, Filipenko, Veretilo, Dragun; Sivakov (32’st Baga), Voronkov (1’st Rekish), Hardzeichuk, Nekhaychik; Yurchenko, Skavysh (5’sts Matveichyk). A disp.: Gomelko, Gayduchik, Ostroukh, Baga, Polyakov. All.: Kondratiev
Italia (4-4-2): Mannone; Ariaudo, Ranocchia, Ogbonna, Santon; Mustacchio (1’st Rispoli), Poli (37’st Soriano), Bolzoni, Fabbrini; Okaka, Destro (1’st Marilungo). A disp.: Frison, Angella, Marrone, Soriano, Borini. All.: Casiraghi
Arbitro: Cakir (Turchia)
Note: ammoniti Sivakov, Okaka, Poli, Ariaudo, Voronkov, Soriano

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Seconda puntata della rubrica di approfondimenti tattici che tengo su
Pianeta Sport
.

Pur senza mettere in mostra un gioco brillantissimo gli Azzurrini guidati da Pigi Casiraghi hanno vinto il primo atto dei playoff che qualificano al prossimo Europeo under 21 mettendo in mostra un difesa solida, un centrocampo organizzato ed un attacco spietato.

Partita tutto sommato piuttosto equilibrata, anche più di quanto il 2-0 finale non lasci intendere: se da una parte era infatti netta la maggior tecnicità dei nostri ragazzi dall’altra, è altrettanto vero che i bielorussi dimostravano una netta superiorità atletica grazie alla quale arrivavano più o meno sempre primi sul pallone.

Cosa ha fatto la differenza, quindi?
La maggior preparazione tattica della squadra di Casiraghi.

Ancora una volta insomma quella italiana si conferma come una delle migliori scuole al mondo, da questo punto di vista.
Ma analizziamo nello specifico quanto avvenuto venerdì scorso ed ipotizziamo cosa potrebbe invece succedere nel corso della partita di ritorno, allorquando gli Azzurrini scenderanno in campo in Bielorussia per difendere il risultato maturato all’andata.

Termina di leggere questo pezzo su Pianeta Sport.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Nemmeno un minuto e la Bielorussia arriva subito alla conclusione: il tiro di Voronkov è però controllato tranquillissimamente da Vito Mannone, che lascia scorrere il pallone sul fondo.
Non si fa però attendere la risposta Azzurra: Schelotto si accentra, riceve e scarica il pallone al limite per Okaka il cui tiro, quasi immediato, è smorzato da un difensore bielorusso. Poco più tardi è invece Destro a partire sul filo del fuorigioco dettando il lancio a Bolzoni per poi infilarsi in area avversaria e concludere cercando lo specchio di porta avversario, con poca fortuna.

All’ottavo minuto i bielorussi provano a pescare il jolly con una conclusione da metà campo, che non trova però la via della rete con Mannone che lo controlla, pur un po’ in affanno.
L’Italia ci riprova al nono: angolo battuto dalla sinistra del nostro fronte offensivo da Poli che scodella il pallone sul secondo palo, là dove Destro lo colpisce di testa con poca forza, spedendolo comodo tra le braccia dell’estremo difensore avversario. Portiere bielorusso che risulta più decisivo nemmeno sessanta secondi più tardi quando Schelotto sfonda sulla destra per centrare un pallone basso in direzione di Destro, anticipato però dall’uscita bassa di Hutar.

Italia in palla: al tredicesimo gli Azzurrini recuperano palla, Destro dà dentro ad Okaka che s’infila, anche grazie ad un rimpallo, tra i due centrali bielorussi per poi portarsi al limite dell’area e concludere in diagonale, facendo però sfilare il pallone sul fondo.
Buona occasione al diciannovesimo per Pavel Niakhaichyk che sugli sviluppi di un angolo si vede respingere la sua prima conclusione dal limite per poi sfiorare il palo con la seconda, arrivata sulla ribattuta del muro difensivo Azzurro.

Italia che dopo un momento di stanca in cui molla il pallino del gioco trova una fiammata e passa in vantaggio: break centrale di Fabbrini che taglia dentro per l’inserimento di Destro, scattato forse in posizione irregolare, che fredda Hutar con un mancino di prima intenzione.

Una decina di minuti più tardi i bielorussi troverebbero il pareggio con Skavish. L’arbitro, però, ferma tutto ed invalida l’azione per una netta posizione di fuorigioco di ben tre ragazzi in maglia bianca. Italia comunque troppo morbida nell’occasione e, in linea generale, sottoritmo rispetto al primo quarto d’ora di gioco.
Bielorussi pericolosi anche in chiusura di tempo quando Skavish viene lanciato sulla sinistra, salta Ranocchia penetrando in area e mette poi una palla bassa in mezzo dove arriva Niakhaichyk di gran carriera, il cui tiro di prima intenzione è però murato da Ogbonna.

La ripresa si apre un po’ sullo stesso andazzo di come si era chiuso il primo tempo: con la Russia Bianca in attacco, pallino del gioco ben saldo nelle proprie mani.
E’ comunque piuttosto sterile il possesso di palla bielorusso. Tanto che la prima fiammata della ripresa è Azzurra: Poli apre per Schelotto che s’invola sulla destra sul filo del fuorigioco per centrare un cross teso chiuso in angolo da Filipenko.

Il goal Azzurro, per quanto immeritato, è comunque nell’aria: è ancora una volta Schelotto a scendere in fascia e crossa in mezzo là dove arriva il taglio di Fabbrini, che forse tocca il pallone, ma soprattutto l’incornata di Okaka a bucare Hutar per il 2 a 0.

Italia che comunque non ne ha abbastanza e dopo aver accusato l’iniziativa di Niakhaichyk, risoltasi in un nulla di fatto, torna a sfiorare la rete: Fabbrini crossa da sinistra, con Okaka che colpisce ma la cui conclusione è messa in angolo. Sugli sviluppi del corner è quindi Ranocchia a provarci, con il pallone che si spegne però sul fondo.

Dopo la seconda rete la Bielorussia sballa un tantinello e la difesa si scolla un po’ dal centrocampo.
Italia che quindi prova ad approfittarne anche al settantesimo minuto quando Mustacchio penetra centralmente e calcia dal limite, senza però trovare la via della rete.
Un paio di minuti più tardi è Schelotto, sempre sulla destra, a tentare la soluzione personale. In questo caso, però, è bravo Hutar a negargli il goal che avrebbe probabilmente chiuso ogni discorso relativo all’eventuale qualificazione.

Le brutte notizie arrivano però ad un quarto d’ora dal termine quando nel giro di un minuto perdiamo, in funzione gara di ritorno, sia capitan De Silvestri che il buon Schelotto. Entrambi, infatti, finiscono sul taccuino dell’arbitro alla voce ammoniti ed essendo inseriti nell’elenco diffidati saranno costretti a saltare il match da giocarsi in Bielorussia.

Occasionissima ad undici dal termine: Santon accelera bene sulla sinistra e appoggia al limite a Marrone il cui tiro sembrerebbe destinato all’angolino ma viene sfortunosamente respinto da Okaka, che va a trovarsi giusto in traiettoria.
Santon però è scatenato e dopo nemmeno un minuto parte ancora da sinistra andandosi ad accentrare per scaricare poi un buon destro dal limite, che è però parato in due tempi da Hutar.

Partita che si trascina quindi senza ulteriori sussulti sino al termine. Italia 2, Russia Bianca 0. Qualificazione ad un passo.

COMMENTO

Grande inizio di partita per l’Italia: nel primo quarto d’ora, infatti, gli Azzurrini prendono in mano il pallino del gioco e disputano un primo scampolo di partita su livelli ottimi. Splendida circolazione di palla, buon ritmo, pressione continua all’area avversaria.

Col passare dei minuti, poi, il ritmo si abbassa e gli ospiti ne approfittano per creare qualche grattacapo in più alla nostra retroguardia. Il tutto senza comunque che gli avanti bielorussi riescano a trovare il goal. Cosa che, invece, capita a Mattia Destro alla mezz’ora, imbeccato da un sempre ottimo – a tratti devastante – Fabbrini.

Nella ripresa l’Italia inizia male, ma il goal del raddoppio cambia gli equilibri: da lì in poi, infatti, la Bielorussia entrerà in confusione e non riuscirà più ad essere quasi minimamente pericolosa, lasciando agli Azzurrini ampi spazi in cui infilarsi in contropiede.

Buona la prestazione, tutto sommato, della nazionale allenata da Casiraghi.
Ottima, in maniera particolare, per quello che riguarda la difesa, imbattuta praticamente da cinque partite di fila. Innestare la coppia Santon – De Silvestri, del resto, non poteva che contribuire a dare ulteriore solidità ad un reparto già comunque di buon livello.
Bene, nell’occasione, anche quell’Angelo Ogbonna che spesso aveva lasciato intravvedere lacune piuttosto gravi. Preciso e sempre attentissimo, però, il centrale Granata, che risponde alla fiducia datagli da mister Casiraghi con una grande prestazione.

MVP

Indubbiamente l’empolese Fabbrini. E’ lui, infatti, la vera e propria spina nel fianco della difesa bielorussa. Con il suo continuo accentrarsi dalla fascia sinistra va infatti spesse volte ad infilarsi come un cuneo tra le linee, spaccando la disposizione tattica disposta dal mister avversario.
E’ sempre lui, poi, ad entrare in entrambe le occasioni che vedono i nostri andare in goal: nel primo caso infilandosi centralmente per poi offrire un pallone-cioccolatino a Destro, che deve solo bucare Hutar. Nel secondo tagliando benissimo sul primo palo e spizzando un pallone che sarà poi messo in rete da Okaka sul secondo.

Davvero una prestazione maiuscola per lui, dopo le già buone cose fatte all’esordio.

E’ ormai già una colonna di questa squadra, niente da dire.

TABELLINO

Italia vs. Bielorussia 2 – 0
Marcatori: 30′ Destro, 62′ Okaka
Italia (4-4-2): Mannone; Santon, Ranocchia, Ogbonna, De Silvestri; Fabbrini (90′ Rispoli), Poli (69′ Mustacchio), Bolzoni, Schelotto; Okaka, Destro (53′ Marrone). A disposizione: Frison, Ariaudo, Borini, Macheda. CT: Casiraghi
Bielorussia (4-2-3-1): Hutar, Veretilo, Filipenko, Politevich, Matveichyk; Sivakov, Drahun; Voronkov (64′ Rekish), Yurchenko, Niakhaichyk; Skavish. A disposizione: Gomelko, Astraukh, Baha, Bukatin, Savastsyanau, Obrazau. CT: Kondratiev
Arbitro: Koukoulakis (Grecia)
Ammoniti: Destro, De Silvestri, Schelotto, Fabbrini (I), Matveichyk (B)

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

La Svezia continua la sua rincorsa alla vittoria finale davanti al proprio pubblico grazie al 3 a 1 inflitto alla Serbia. Marcus Berg, punta di diamante di questa nazionale, è sempre più il capocannoniere del torneo, ora a quota 5 reti. E’ infatti lui il giocatore decisivo di quest’ultima partita, dove mette a segno un’importante doppietta (di Toivonen l’altra rete svedese, di Kacar la rete della bandiera serba). Svezia che adesso incontrerà l’Inghilterra, vincitrice dell’altro gruppo, in semifinale.

Oltre alla nazionale di casa saranno gli Azzurrini a continuare a giocarsi le proprie chance di vittoria finale: la nostra rappresentativa giovanile, infatti, si è imposta 2 a 1 sulla Bielorussia in un match quasi interamente dominato dai nostri. Il passivo, infatti, sarebbe potuto essere notevolmente più ampio, ma anche in questa occasione, come nelle due precedenti, la grande mole di lavoro prodotta dai nostri ragazzi cozza contro la notevole sterilità dei nostri avanti, incapace di convertire in goal le tante occasioni avute.

Italia che ora se la dovrà quindi vedere contro i pari età tedeschi, nazionale temibile e storicamente notevolmente solida. A livello di talento, però, i nostri ragazzi sembrerebbero essere superiori. A maggior ragione per il fatto che tornerà a disposizione dopo la squalifica anche Mario Balotelli, tra tutti il giocatore forse più talentuoso della nostra squadra. A lui si chiederà di fare la differenza, magari estraendo dal cilindro una rete come quella realizzata contro i padroni di casa svedesi. Speriamo solo che, stavolta, riesca a controllare i suoi colpi di testa.

Problemi invece a centrocampo, dove potremmo perdere due dei tre nostri attuali titolari: De Ceglie, infatti, si è infortunato nel corso dell’ultima partita. Marchisio, invece, è stato ammonito ed essendo già diffidato dovrà saltare la semifinale. Qualora anche De Ceglie non ce la facesse, quindi, non sarà il solo Dessena, primo sostituto naturale (cominciò da titolare con Marchisio e Cigarini questo biennio, salvo poi lasciare spazio a De Ceglie in questa fase finale) dei due, a trovare spazio dal primo minuto. Curiosità, quindi, nel capire chi sarà il giocatore ad affiancare i due ex parmensi – Cigarini e Dessena, appunto – nel centrocampo che si opporrà ai pariruolo teutonici.

Dovrebbe invece essere tutto confermato in difesa, dove Motta e Bocchetti su tutti stanno disputando un Europeo da urlo (con vista sulla nazionale maggiore).

La partita di ieri, intanto, è stata decisa da una doppietta di Robert Acquafresca, capace di andare a ribaltare l’iniziale vantaggio firmato da Kislyak.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: