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Sarà Fernando Llorente il top player tanto agognato dai tifosi juventini?

No.

Non tanto perché il puntero di Pamplona non arriverà a Torino, questo non posso saperlo. Quanto perché nonostante lo stimi da quel lontano 2005 quando fu attaccante titolare della sua nazionale ai Mondiali under 20 (gli stessi in cui, per far capire la differenza di potenziale del movimento iberico rispetto a quello italiano, gli Azzurri schieravano Pellè in quel ruolo) Fernando non può certo essere reputato come un vero e proprio top player.

Intendiamoci: “top player” di per sé è solo un’etichetta, e poco vuol dire. Del resto le etichette, in quanto tali, sono applicabili soggettivamente a qualsiasi cosa. E quindi un giocatore che può non essere “top” per me, può invece esserlo per altri.

Però, in questo senso, mi sembra un po’ di tornare indietro di dodici mesi, quando la Juventus, guarda caso alla ricerca di un top player in grado di far fare il salto di qualità alla squadra, acquisto dalla Roma Mirko Vucinic, attaccante montenegrino dal talento innato quanto spiccato, ma anche discontinuo come pochi altri giocatori in Serie A.

Insomma, tanto quanto Vucinic era ed è giocatore di buon livello ma non di livello assoluto, allo stesso modo Llorente è giocatore interessantissimo, grande trascinatore di un Athletic capace di centrare due finali in un anno nonostante l’approccio autarchico della propria società (Coppa del Re ed Europa League, perse rispettivamente con Barcellona ed Atletico Madrid), ma certo non top player.

Però… però i top player sono pochi e costano. Tanto per essere chiari: oggi, nonostante le buone cose fatte in carriera, nemmeno Edin Dzeko, eventuale alternativa a Llorente (o, per meglio dire, è Fernando ad essere alternativa meno cara al bosniaco), è considerabile un top player, ad oggi.

Sancita l’impossibilità di arrivare ad un top player bisogna quindi rivolgersi ai giocatori di seconda fascia. Che restano comunque di profilo internazionale, ma che certo non hanno quell’appeal in grado di infiammare i tifosi, né tantomeno, sulla carta, la capacità di far fare un salto di qualità deciso ad una squadra, soprattutto a livello europeo.

E di questa fascia di giocatori Llorente, nel gruppo Mondiale del 2010 ed in quello europeo di quest’ano, è uno degli esponenti di maggior spicco.

Non solo: se pensiamo alle punte della sua generazione calcistica che vanno per la maggiore in Italia non troviamo nessuno al suo livello. Matri? Borriello? Quagliarella? Solo per restare alla Juventus dello scorso anno appare chiaro come Llorente, nel complesso, valga sicuramente di più. Ma non solo. Pazzini? Gilardino?

Nessuno è paragonabile al bomber di Pamplona. Che unisce un fisico da corazziere ad una tecnica da spagnolo moderno in un mix letale.

Sempre restando al nostro campionato: partiti Eto’o ed Ibrahimovic nell’arco degli ultimi due anni, rimane pochino là davanti. Detto dei nostri italiani nel pieno della carriera non certo di profilo internazionale (non è un caso se nessuno di quei cinque sia partito per l’ultima spedizione europea) possiamo aggiungere giusto gli ultratrentenni Milito e Di Natale, con cui nel complesso Fernando se la gioca quantomeno alla pari, il redivivo Pato, sicuramente superiore come potenziale ma col grossissimo punto interrogativo degli infortuni, e i tanti giovani su cui anche Prandelli sembra voglia puntare per il futuro della nazionale, che però, ad oggi, ancora non possono reggere il confronto.

Insomma, l’unico attaccante di caratura superiore al basco resterebbe solo Cavani, il cui futuro, come detto nel pezzo precedente, resta però in dubbio.

Tutte le operazioni di mercato sono criticabili. Vuoi per l’eccessivo costo, vuoi per il valore relativo dei giocatori acquistati, vuoi per l’età, il contratto, ecc. Di conseguenza anche questa lo è.

Se si parte dal presupposto che veri e propri top player, però, è ormai quasi impossibile portarli in Italia ecco che la strategia della Juventus sembra, nel medio-breve periodo, tutt’altro che cestinabile.

Vucinic-Llorente, con in panchina Giovinco e chi resterà tra Quagliarella e Matri o chi verrà acquistato al loro posto, resta un attacco di livello in ambito italiano e tutt’altro che disprezzabile, per quanto ben lontano dai migliori d’Europa, anche a livello Champions.

Non solo: se i campioni non è più possibile portarli in Italia quando sono tali bisogna agire con lungimiranza. Costruirseli. O quantomeno acquistarli molto giovani.

E così largo ai vari Bonatini, Gabbiadini e compagnia.

Logico, alla fine Llorente potrebbe non arrivare. A 16 milioni, di certo, sarebbe una gran bella presa. Il leone basco potrebbe dare una grossa mano alla banda di Conte, vogliosa di riconfermarsi in campionato.

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