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Tutti i media italiani si dicono sicuri: Arturo Erasmo Vidal Pardo è un giocatore della Juventus.

Il nuovo centrocampo di Antonio Conte, quindi, potrà contare anche sul jolly cileno per provare a riportare la Vecchia Signora al livello che le compete.

E’ cresciuto tanto Vidal, negli ultimi anni.

Personalmente lo conobbi quando ancora era un ragazzino che giocava nel Colo Colo e mi piacque da subito. Dunque non posso che essere contento del suo sbarco in Italia.

Va detto, poi, che si tratta di un giocatore cresciuto molto nella sua esperienza a Leverkusen.

Non è un caso, del resto, se è stato votato come terzo miglior giocatore dell’ultima Bundesliga (dietro a Sahin e Gotze) dove, tra l’altro, ha anche messo in mostra un feeling con il goal allucinante.

Diverse erano le squadre che lo seguivano e che avrebbero voluto assicurarsene i servigi. Tra queste la più accanita pareva essere il Bayern Monaco, decisissima a tornare a vincere quantomeno il proprio campionato nazionale.

Dopo l’acquisto di Neuer, quindi, quello di Vidal avrebbe ulteriormente impreziosito la rosa bavarese, indebolendo, nel contempo, una diretta concorrente.

Le cose, però, pare stiano andando diversamente. Dopo l’interesse del Napoli, che voleva acquistarne il cartellino per poter formare una coppia di tutto rispetto con Inler, si è concretizzato quello di Marotta e della Juventus, che ha così deciso di far sbarcare il ragazzo di Santiago nel Belpaese.

Il valore del ragazzo non si discute. Sia perché tecnicamente non sfigura, sia perché è tatticamente intelligente che perché mette sempre in campo generosità. Ma soprattutto, cosa non da poco, dimostra una duttilità estrema che in pochi possono vantare.

Solo restando alla partita giocata dal suo Cile contro il Venezuela Arturo occupò due diversi ruoli: quello di esterno sinistro prima, quello di difensore schierato sul centrosinistra di una linea a tre poi.
Se si pensa che si tratta di un centrocampista centrale più mediano che non ma con la capacità di giocare anche più avanzato oltre che di disimpegnarsi come terzino con discreti risultati ecco che ne esce il ritratto di un giocatore davvero preziosissimo, adattabile praticamente a tutti i ruoli.

Il valore del giocatore di per sé non si discute, quindi. Qualora si ambientasse a dovere nel calcio italiano saremmo sicuramente di fronte ad uno dei migliori acquisti della Juventus post-Calciopoli.

E lo dice chi come me ha praticamente sempre criticato aspramente le scelte dei dirigenti juventini.
Dal trio Almiron-Tiago-Andrade, giocatori che a Torino in altre epoche non avrebbero fatto che tribuna, ai più recenti Pepe e Quagliarella. Due giocatori che, in vero, si sono poi dimostrati a loro modo preziosi lo scorso anno ma che, è altrettanto giusto sottolinearlo, non possono essere che comprimari in una squadra che punti alla vittoria.

Vidal, invece, ha davvero le carte in regola per poter essere un faro di questa Juventus per diversi anni. Perché se è vero come è vero che non siamo di fronte ad un Fuoriclasse è altrettanto giusto sottolineare come spesso sono proprio i giocatori come lui gli elementi indispensabili di un progetto vincente.

Dopo aver quindi fatto i dovuti complimenti ai dirigenti Bianconeri (ammesso e non concesso che il giocatore sia già davvero della Juve, perché di giocatori praticamente annunciati e poi mai trasferiti ne ricordo tanti, da che seguo il calcio) proviamo però a fare le pulci a questa mossa e, soprattutto, a quella che si sta delineando essere la Juventus.

E allora partiamo dal prezzo.
Si parla di una cifra tra i 10 ed i 12 milioni di euro, che sarebbe assolutamente rispettabile.

Il dubbio che pongo io, però, è: ma se Sahin ha vinto nettamente il titolo di miglior giocatore dell’ultima Bundesliga (46,1% per lui, contro il 18,7 di Gotze ed il 7,4 di Vidal) perché mai il suo cartellino dovrebbe costare di più?

Cos’ha dimostrato, ad oggi, Vidal più di Sahin?

Anche perché, volendo ben vedere, l’essenza del calcio è la tecnica. Ed in questo senso un confronto non è nemmeno fattibile, vista la netta superiorità del turco sul cileno.

Eppure, appunto, si parla di una cifra leggermente più superiore. Che potrebbe essere discretamente più superiore qualora ci fossero anche dei bonus da versare eventualmente al Bayer, di cui si vocifera in giro.

Tra l’altro stiamo parlando di un acquisto – quello di Sahin – fatto dal Real Madrid, squadra che non lesina mai sul costo del cartellino e cui spesso si riesce a cavare più soldi rispetto alla reale quotazione del giocatore.

Al di là di questa sfumatura che reputo comunque essere particolare (anche perché entrambi i giocatori avevano il contratto in scadenza tra un anno, quindi da questo punto di vista non c’è differenza alcuna) bisogna dire che una cifra attorno ai 12 milioni di euro per un giocatore come Vidal è ben spesa, sulla carta.

Certo meglio dei 15 dati per acquisire Bonucci o per i tanti milioni per acquistare un giocatore che per altro non aveva giusta collocazione tattica a Torino come Martinez.

Tatticamente, però, sorgono dei dubbi. Che, in realtà, non sono strettamente connessi a questo giocatore ed a questa operazione di mercato, quanto più a ciò che sarà il centrocampo juventino l’anno prossimo.

Perché Vidal è un bel rinforzo sulla carta.
E sempre sulla carta uno dei colpi migliori – a livello globale – di questo mercato è certo l’ingaggio a 0 di Pirlo.

Però non basta, perché le squadre non si fanno con le figurine.
Ma col sudore dei giocatori, con le alchimie tattiche degli allenatori, con l’affiatamento di squadra, ecc.

E allora ecco che la preoccupazione sorge dal fatto che giudicando in base alla prima uscita compiuta dalla nuova Juventus targata Conte ecco che è legittimo pensare che l’accoppiata Pirlo-Vidal si trovi praticamente a gestire in quasi totale solitudine il centrocampo.

Perché i moduli di per sé, in questo ha ragione l’ex allenatore del Siena, sono solo numeri. L’atteggiamento tattico che imprimi ad una squadra no, però.

E allora chi ha visto giocare la Juventus contro la Val di Susa non può certo non aver notato come tutti gli esterni di centrocampo, chiunque fossero, erano chiamati a giocare altissimi, quasi in linea con le punte. Certo affrontando il ruolo con un piglio molto differente rispetto al “classico” 4-4-2.

Se Krasic e Pepe (almeno finché non arriverà un’altra ala) giocano così alti in entrambe le fasi, però, significa che il rischio è quello di regalare il centrocampo alla squadra avversaria, perché i soli Vidal e Pirlo (o chi per essi, ovviamente) non potranno gestire da soli una porzione di campo così ampia.

Le contromosse, ovviamente, esistono.

Si parte dall’avere due esterni con una capacità polmonare abnorme ed in grado di coprire tutta la fascia per novanta minuti all’utilizzare i terzini (anch’essi piuttosto alti in fase di possesso) per tamponare l’emorragia lì in mezzo, dando loro licenza di aiutare i due centrali. Il tutto, ovviamente, rischiando di scoprire, soprattutto lateralmente la difesa.

Insomma, è ancora presto per giudicare ma certo qualche piccola perplessità sorge. Perché un conto è affrontare la Serie B con una delle due squadre – nettamente – più forti del campionato, altro è dover guidare una Juventus caduta in rovina nel post-Calciopoli ad una rinascita che tutti (tifosi e non) stanno aspettando ormai da cinque anni.

Questo discorso fatto sul centrocampo Bianconero si riallaccia alla questione Vidal proprio perché il cileno sarà uno degli interpreti di questo modulo. E, soprattutto, perché sarà proprio lui a dover portare buona parte del peso del reparto, quantomeno in fase di tamponamento.

E allora… schierare un giocatore tutto sommato ancora così giovane come lui in un contesto come questo è la cosa migliore?

Non si rischia di bruciare un ragazzo che già di per sé dovrà trovarsi a far fronte alla staticità di Pirlo e che, con questo approccio, vedrà anche le due ali giocare così avanzate?

Anche questo è un dubbio che io ritengo legittimo.

Il tempo è galantuomo, comunque.

Non ci resta quindi che aspettare di vedere cosa succederà.

Anche perché la Juventus ad oggi non ha ancora nemmeno completato il calciomercato, e tutto potrebbe succedere.

Certo è che parlare con il senno del poi è sin troppo facile. Giusto è avanzare i propri ragionamenti a “bocce ferme”, giusto per dare un po’ più di pepe – e soprattutto senso, perché col senno del poi non si sbaglia mai – alla discussione.

E in questo caso sarà davvero interessante vedere come Conte riuscirà a dare equilibrio al suo gioiello.

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