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Posts Tagged ‘Amichevole’

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Partiamo da un presupposto: non parlerò di un ragazzino di una dozzina d’anni che viene spacciato dagli sponsor come il nuovo Pelè (Adu vi dice nulla?) , ma di un ventunenne (quindi già giocatore professionista a tutti gli effetti) che ha fatto intravvedere potenzialità interessanti e che sembra essere uno dei talenti migliori della nuova generazione statunitense.

In questo pezzo vi parlo infatti Dane Brekken Shea, da tutti conosciuto come Brek.

Il ventunenne texano di proprietà dell’FC Dallas ha già infatti messo assieme qualche cap nella nazionale maggiore a stelle e strisce (dopo aver collezionato diverse presenze nelle nazionali giovanili) ed è atteso dal definitivo salto di qualità.

Per intanto ha deciso con una sua giocata il match disputato ieri al Lincoln Financial Field di Filadelfia contro gli acerrimi rivali messicani.

Tri che era passata in vantaggio dopo poco più di un quarto d’ora di gioco con Oribe Peralta, per poi gestire il vantaggio per un’oretta circa.

Al settantatreesimo, però, Shea sale in cattedra, e fa il break (che può sembrare un gioco di parole, visto il suo soprannome) che vale il definitivo pareggio.

Subentrato da nemmeno un quarto d’ora all’esperto centrocampista Jermaine Jones, infatti, Shea riceve palla giusto sul vertice sinistro dell’area di rigore, per poi farvi ingresso. Una volta qui supererà perentoriamente Israel Castro, per trovare il fondo ed effettuare un cross basso che bucherà sia Hector Moreno che Guillermo Ochoa trovando tutto libero sul secondo palo Robbie Rogers, per il più facile degli appoggi in rete.

Il goal di per sè non è certo nulla di fenomenale. Non ci sono rabone, doppi passi, gesti atletici al limite delle leggi della fisica o altro. C’è semplicemente uno dei migliori talenti d’America che ha deciso di mettersi in mostra agli occhi del mondo, nel corso di un’amichevole internazionale.

Ed era giusto parlarne.

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Estadio Algarve di Faro, ore 21: Mateu Lahoz dà il fischio d’inizio del match amichevole che si disputa tra il Portogallo padrone di casa ed il modesto Lussemburgo, vittima sacrificale di una partita dall’esito scontato.

E le cose vanno come tutti se le aspettavano.

Dopo venticinque minuti di gioco Postiga sblocca il risultato, con Cristiano Ronaldo che ad un paio di minuti dall’intervallo raddoppia.

In apertura di ripresa Coentrao di testa chiude quindi un match virtualmente mai in discussione.

Ma è al cinquantanovesimo che si consuma il clou: lancio lungo a mettere in movimento Silvestre Varela che svetta di testa ed appoggia ad Hugo Almeida. Che estra una magia dal cilindro.

Stop di petto, calcio volante prima che la palla tocchi terra e traiettoria pressoché perfetta ad infilare Jonathan Joubert sul secondo palo.

Prodezza balistica notevole, che vi propongo oggi perché certi gesti rendono il calcio quello che è: lo sport più bello del mondo!

Per la cronaca Almeida firmerà la propria doppietta personale  al settantaduesimo, chiudendo il match sul 5 a 0 finale.

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La nazionale under 21 di Ciro Ferrara ha giocato ieri nell’assolato (incredibilmente, visto il tempaccio che c’è stato per tutta l’estate) Franco Ossola di Varese. Che trovandosi ad una mezz’ora abbondante da casa mia è stata mia metà di pellegrinaggio.

Mai prima, del resto, mi era capitato di vedere la nazionale under 21 dal vivo. Occasione da non perdere, insomma.

Tralasciando le note climatiche (ma assicuro che il sole ieri ha influito non poco sulla fruibilità delle partita a chi come me stava nel settore Distinti) veniamo quindi alla partita.

Italia schierata nel primo tempo con il più classico dei 4-4-2 con l’ex juventino Pinsoglio a guardia dei pali protetto da una linea a quattro composta, da destra a sinistra, da capitan Santon, dall’empolese Mori, dall’interista Caldirola e dall’ex romanista Crescenzi.

A centrocampo, poi, D’Alessandro ad occupare l’out destro e Fabbrini quello opposto, con Marrone e Bertolacci cerniera centrale.

In attacco, infine, Borini a supporto di Paloschi.

Italia che parte piuttosto male. Nei primi minuti gli ospiti costruiscono un paio di buone azioni e gli Azzurrini sembrano imbambolati.

Italia che un po’ esce alla distanza e qualcosa prova anche combinarla. Buoni alcuni scambi in velocità con le punte a scendere incontro al pallone sulla trequarti per poi infilare la retroguardia avversaria con passaggi rapidi e con le due ali a provare ad isolarsi, di tanto in tanto, in qualche uno contro uno.

Nel complesso però l’Italia è un po’ poca roba, questo anche perché ogni qualvolta prova a rendersi pericolosa la nazionale guidata da Ferrara trova nel proprio terminale offensivo principe, Paloschi, un giocatore in costante fuorigioco.

Dopo la rete del vantaggio svizzero, firmata da Drmic su dormita difensiva, gli Azzurrini riuscirebbero infatti a trovare il pareggio con Borini. Goal che arriva però a gioco fermo, per via – guarda caso – proprio dell’offside fischiato a Paloschi (che, tra l’altro, fallisce un goal non poi così difficile giusto a tu per tu con Burki, con Borini che poi, appunto, ribadirà in rete a gioco praticamente fermo).

Le cose migliorano nella ripresa. Dove tra l’inizio del secondo tempo e la continuazione dello stesso Ferrara cambia praticamente tutti gli interpreti di gioco, finendo la partita con una squadra molto diversa da quella schierata inizialmente: Pinsoglio confermato tra i pali, difesa composta da Donati, Capuano, Caldirola e Sini, centrocampo a tre con Fausto Rossi, Marrone e Soriano e Borini schierato trequartista alle spalle di Macheda e Gabbiadini.

Ed è un’Italia che con l’andare della seconda frazione di gioco cresce costantemente di tono, finendo col prendere nettamente il sopravvento negli ultimi 10-15 minuti.

Ed è un’Italia che a nove dal termine trova anche il fortunoso pareggio con Borini che fa partire un tiro-cross (più cross che tiro, credo) dalla destra infilando imparabilmente un Burki che fino a lì aveva dato discreta prova di sè tra i pali.

Venendo ai singoli…

Pinsoglio discreto. Il goal è colpa più che altro della difesa. Lui commette solo un paio di errorini in uscita coi piedi. In particolare in un’occasione prova una sorta di bycicle kick lisciando però grossolanamente il pallone, che finisce in angolo. Fortunatamente.

Santon è parso invece piuttosto supponente e svogliato. Un giocatore con le sue qualità (in particolar modo atletiche) dovrebbe dare molto di più, in entrambe le fasi. Speriamo si ritrovi, sembrava essere patrimonio importante del nostro calcio.
Donati è stato invece il solito classico soldatino della fascia destra. Non un fenomeno, certo, ma sempre attento e generosissimo.

Mori continua a sembrarmi inadatto ad un posto da titolare in questa under. Tutte le volte che l’ho visto giocare in nazionale, infatti, non mi ha fatto una grande impressione. Ieri stesso mi è sembrato non meritare quel posto.
Capuano ha invece fatto molto meglio. Vero è che nella ripresa gli svizzeri hanno fatto davvero pochino. Altrettanto vero, però, che lui ha dato l’impressione di essere molto più attento e sicuro del suo omologo empolese.

Caldirola si è ben comportato. Gestisce discretamente la linea difensiva, non ha grandi cali di concentrazione, dimostra anche buoni doti nel gioco aereo. Sembra essere uno dei prospetti migliori lì dietro, anche se i Nesta e i Cannavaro erano, già alla sua età, ben altra roba.

Crescenzi è invece uno dei giocatori secondo me più interessanti di questo gruppo. Terzino di ottima spinta, deve ancora affinare qualcosa in fase difensiva, ma nel complesso, per avere vent’anni, è assolutamente giocatore di valore. Personalmente lo lancerei già ad occhi chiusi in Serie A, quantomeno in una piccola.
Sini, dal canto suo, ha giocato una partita davvero su buon livello, contribuendo a far crescere di tono la nostra nazionale.

D’Alessandro più che discreto. Si è battuto ed ha provato un paio d’affondi interessanti. Con il suo spunto, però, dovrebbe cercare con più continuità l’uno contro uno. Ieri, in particolar modo, sembrava che Daprelà potesse andare in notevole difficoltà se preso in velocità da uno come lui…Fausto Rossi ne prenderà il posto nel secondo tempo andando però a schierarsi come mezz’ala destra. Nulla di particolare la prestazione di questo giocatore che diversi anni fa, ancora minorenne, si mise in mostra in amichevole contro l’Inter causando diversi grattacapi a Maicon. Per altro ieri si è anche mangiato un’occasione d’oro quando dopo aver saltato alla grande in contropiede un avversario aveva solo prateria e portiere davanti a sè… sembra però gli siano mancate le gambe, s’è così fatto recuperare e rubare palla in maniera inaspettata…

Bertolacci è stato il giocatore che mi è piaciuto meno, tra quelli in mediana. Partita piuttosto sottotono per lui, che non è s’è fatto vedere particolarmente in nessuna delle due fasi di gioco.
Soriano è stato invece forse il migliore. Ha giocato mezz’ala sinistra e s’è fatto apprezzare sia in fase offensiva (peccato solo per il goal mangiato su errore di Feltscher) sia in fase difensiva, dove s’è mosso bene ed ha recuperato anche diversi palloni. Dal mio punto di vista lui, lo dico dalla prima volta che lo vidi giocare, ha un futuro in Serie A pressoché assicurato. Giusto montandosi la testa potrebbe vanificare tutto.

Fabbrini ha disputato un primo tempo discreto. Quando parte palla al piede crea sempre qualche patema alla retroguardia avversaria, però dovrebbe imparare ad essere più incisivo. Ha tra l’altro una bella visione di gioco, ma la sfrutta troppo raramente. In più dovrebbe migliorare tantissimo il tiro.
Macheda è stato in assoluto uno dei peggiori di ieri. Anche lui è parso svogliato e supponente. Con le potenzialità che ha dovrebbe fare infinitamente meglio.

Borini ha fatto piuttosto bene. Si è provato a proporre e fare vedere in più di un’occasione, ha cercato diverse volte scambi rapidi con i propri compagni, ha trovato il goal fortunoso che ha permesso all’Italia di salvarsi. Anche lui come Fabbrini, comunque, vorrei vederlo più incisivo.

Paloschi negativo. Si è mangiato davvero troppo. Si muove bene, ma non è “cattivo”. E poi davvero troppi fuoriogiochi.
Gabbiadini ha giocato solo mezz’oretta, senza riuscire a farsi vedere un granché.

Per ciò che concerne la Svizzera, invece, benino Feltscher. Il terzino destro di proprietà del Parma ha mostrato ottime cose in fase offensiva, mettendo in più di un’occasione un po’ in difficoltà i nostri sulla – sua – fascia destra.

Malissimo, invece, Kasami, solo l’ombra del giocatore che si potè apprezzare nel corso dei Mondiali under 17 del 2009.

Infine nota di merito per François Affolter.
Difensore svizzero classe 91 di proprietà dello Young Boys ha alle spalle già quasi un centinaio di presenze in Super League, bottino davvero notevole per un ragazzo così giovane.

E tutta quest’esperienza si è fatta ben notare ieri: ha diretto molto bene un reparto che nel suo complesso lasciava comunque piuttosto a desiderare con un Feltscher spesso un po’ distratto, un Koch più che modesto ed un Daprelà sottotono.
Ottimo senso della posizione, fisico già formato e fondamentali discreti per questo centrale che ha già raccolto anche quattro presenze in nazionale maggiore.
Transfermarkt dà di lui una valutazione di un milione e mezzo di euro. Se davvero costasse una cifra tutto sommato così esigua lo farei quantomeno seguire per bene da qualche osservatore…

Ecco infine, per chi ne fosse interessato, il tabellino del match:

MARCATORI: Drmic (S) al 26’ p.t.; Borini (I) al 36’ s.t.
ITALIA (4-4-2): Pinsoglio; Santon (dal 16’ s.t. Donati), Mori (dal 1’ s. t. Capuano), Caldirola, Crescenzi (dal 21’ s.t. Sini); D’Alessandro (dal 1’ s.t. Soriano), Bertolacci (dal 1’ s.t. F. Rossi), Marrone, Fabbrini (dal 1’ s.t. Macheda); Paloschi (dal 16’ s.t. Gabbiadini), Borini. (Colombi, Bardi, Faraoni, Saponara, Florenzi). All: Ferrara
SVIZZERA (4-2-3-1): Burki; Feltscher, Affolter, R. Koch, Daprelà (dal 1’ s.t. P. Koch); Buff (dal 1’ s.t. P. Toko), Abrashi; Wuthrich, Kasami (dal 12’ s.t. Prijovic), Zuber (dal 12’ s.t. Wiss); Drmic (dal 24’ s.t. Hajrovic). (Deana, Rodirguez). All: TamiARBITRO: Delferiere (Bel)
Ammoniti: Feltscher, Abrashi, Daprelà (S), Soriano (I) per gioco scorretto. Recuperi: 1’ p.t., 2’ s.t.
NOTE: spettatori 1200 circa.

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CRONACA

L’Italia parte subito forte. Al quarto minuto Cassano libera Montolivo nei pressi della linea di centrocampo con il trequartista Azzurro che può innescare il contropiede. Buona la manovra italiana con cinque diversi giocatori che toccano il pallone per un’azione conclusa dal bel sinistro di Criscito che fredda Casillas colpendo però il palo.
Il goal è comunque nell’aria ed arriva all’undicesimo quando Criscito filtra per Montolivo che s’infila alle spalle della difesa avversaria per poi battere Casillas con un pallonetto splendido, che colpisce la parte interna della traversa.

La Spagna però non ci sta e prova a farsi vedere. Al diciannovesimo sugli sviluppi di un corner corto Silva converge dalla destra per calciare di mancino, con Buffon che però non si scompone e blocca senza grossi problemi il siluro sparato dall’ala Citizens.
Italia che comunque continua a tenere il pallino del gioco. Partita giocata su buoni ritmi e con discreta qualità. Le occasioni non fioccano, ma il match si lascia guardare.

Al ventottesimo Martinez lanciato in area si inserisce bene tra Criscito e Chiellini, che però lo tampona bene e lo porta sul fondo per poi chiudere in angolo.
La Spagna però dietro balla, in particolare dalla parte di Iraola (fascia destra). Alla mezz’ora così Rossi è lanciato in area e dopo aver seminato Piquè si presenta a tu per tu con Casillas, fallendo però un’occasione che avrebbe dovuto capitalizzare.

L’Italia fa meglio ma la Spagna al guadagna un calcio di rigore: Cazorla crossa da sinistra, contatto Chiellini-Llorente e l’arbitro fischia. Sul dischetto si presenta Xabi che fredda Buffon senza problemi.

Gli Azzurri comunque non si demoralizzano. Cassano lanciato nello spazio duella con Arbeloa per poi calciare in diagonale, trovando però il piede destro di Casillas a deviare il pallone fuori dallo specchio.
Sugli sviluppi del corner che ne segue è lo stesso Pibe de Bari a provarci di testa, senza però trovare lo specchio di porta.

Bella anche l’azione che l’Italia costruisce al quarantunesimo. Peccato solo che dopo il tocco dentro di Cassano Rossi cerchi Pirlo, che però proverà a fare velo per lo stesso Cassano, ma facendo male i propri conti.
Negli ultimi minuti della prima frazione esce la Spagna che guidata da Iniesta prova ad imporre il proprio gioco. Gli Azzurri, comunque, controllano bene il match, pur senza riuscire a giocare più come la prima mezz’ora.

Nel recupero, comunque, la squadra di casa ci prova ancora: Maggio lanciato sulla destra ha modo di sgroppare come sa fare lui. Cross sul secondo palo dove Busquets, appena subentrato al claudicante Piquè, svetta di testa sfiorando il palo, facendo correre un brivido lungo la schiena di Casillas e di tutti i supporter delle Furie Rosse.

In apertura di ripresa brutto passaggio di Ranocchia che perde palla sulla propria trequarti con Silva che calcia immediatamente cercando di sorprendere Buffon, mettendo però palla sopra la traversa.
E’ comunque ancora l’Italia a fare la partita. Al sesto, quindi, Rossi entra in area palla al piede per scaricarla poi a Cassano con un bel colpo di tacco. Il capitano, però, non riuscirà a far filtrare il proprio passaggio in direzione di un compagno. Sarebbe stato il facile 2 a 1 per i padroni di casa.

All’ottavo Villa converge in area dalla sinistra, salta Maggio e mette in mezzo un pallone basso che è fatto proprio da Buffon, bravo nell’uscita bassa ad impossessarsi della sfera.
Cinque primi più tardi Cassano batte un corner corto in direzione di Pirlo, che gli restituisce immeditamente la sfera. Entrato in area, quindi, il fantasista del Milan calcerà in diagonale, senza però impensierire Valdes (subentrato a Casillas nell’intervallo).

Spagna che è comunque viva e al quarto d’ora s’avvicina al goal con Llorente liberato per un rigore in movimento che la punta basca cicca calciando con poca forza ed il trio Criscito (a deviare la palla in scivolata) – Buffon (a smanacciarla poi) – Maggio (a farla sua e liberare l’area) a negargli la rete.
Otto minuti dopo Balotelli prova a mettersi in mostra: ricevuta palla sulla sinistra punta e salta Busquets per calciare poi a giro sul secondo palo, senza però trovare lo specchio. Sarebbe stato un goal notevole.

Balotelli che al ventottesimo si mangia ancora Busquets con facilità estrema, per poi sbagliare però le misure dell’assist e sprecare una buona occasione.
Spagna che torna a farsi vedere al trentatreesimo quando Silva entra in area dalla sinistra per sparare col suo piede preferito, trovando però la pronta risposta del portiere juventino.

Nell’ultimo quarto d’ora, comunque, la Spagna esce alla grande. Silva la mette in mezzo dalla sinistra, Mata effettua una bella mezza rovesciata volante trovando però l’involontaria respinta di Llorente, con l’Italia che si salva poi in qualche modo.
Pirlo non ci sta e ci prova direttamente da calcio piazzato. Bella la punizione battuta dal sensibilissimo destro del regista Bianconero, che mette in difficoltà un attento Valdes bravo a respingere in corner.

La rete è ancora una volta nell’aria ed arriva al trentanovesimo della ripresa con Aquilani bravo (e soprattutto fortunato) a punire la Spagna nel suo momento migliore. Spagnoli che perdono palla nella propria metà campo, sfera che giunge a Pazzini in area, appoggio ad Aquilani, tiro deviato e Valdes completamente fuori tempo.

A due dal termine è Villa a provarci di prima intenzione, senza però fortuna.
Italia che comunque non disdegna a ripartire: Aquilani lancia Balotelli che controlla e difende bene la sfera, trovando però la deviazione di un avversario sul tiro.

Allo scadere Pirlo trova il fondo e crossa, con Bonucci, rimasto alto in occasione di un corner, che svirgolerà la girata.
Nel recupero è Silva provarci: stoppata palla al limite cercherà il tocco d’esterno sinistro a battere Buffon, mettendo però palla oltre la traversa.

A due di recupero Balotelli salta per l’ennesima volta Busquets stoppando il pallone per poi farsi respingere la conclusione a tu per tu con Valdes, quando avrebbe potuto toccare palla lateralmente a Pazzini per il più facile dei 3 a 1.

E’ l’ultima vera azione di una partita vinta meritatamente dagli Azzurri.

COMMENTO

Partiamo da un presupposto: quella che sfida stasera l’Italia in quel di Bari è una Spagna/2, con un potenziale ben inferiore a quello che esprimerebbero le Furie Rosse qualora fossero al completo.

Basta scorrerne la formazione, infatti, per rilevare come manchino dei giocatori che potrebbero da soli fare la differenza.

Un nome su tutti: Xavi.

Detto questo gli avversari della formazione Azzurra sono comunque tutt’altro che scarsi.

Iniesta, Torres (o quel che rimane di lui…), Silva, Pique, Casillas sono solo alcuni dei grandi giocatori che Del Bosque mette in campo questa sera per fronteggiare i ragazzi di Cesare Prandelli.

Che però dal canto loro non si scompongono e colgono la palla al balzo per dimostrare di essere una squadra assolutamente degna di essere un minimo considerata.

Buono il gioco mostrato dalla squadra capitanata da Cassano, stasera. Specialmente in un primo tempo in cui sembrano proprio gli Azzurri la compagine abituata a fare delle buone trame di gioco il proprio marchio di fabbrica.

Nella ripresa, forse anche per via dei tanti cambi operati, sono gli spagnoli, almeno per un venti-trenta minuti, a fare meglio. Anche se poi nel finale, dopo la rete di Aquilani, gli spazi si aprono e l’Italia potrebbe triplicare.

Qualità di gioco, dicevo.

E davvero debbo dire che raramente, nel corso della mia intera vita, ho visto una Italia giocare così bene. Finalmente con un’idea di gioco in testa, e non limitandosi ad occupare il campo cercando la ripartenza decisiva o la giocata del campione di turno (forse anche perché i Totti, Del Piero, Vieri, ecc non ci sono in questa squadra).

La via tracciata sembra essere quella giusta, comunque. Questa squadra per com’è difficilmente potrà vincere l’Europeo, ma se proprio si deve uscire che lo si faccia giocando come stasera e non sfigurando con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia.

Venendo alla Spagna… Del Bosque inverte Silva e Cazorla per permettere loro di accentrarsi e scaricare in porta, ma il problema vero è che nel primo tempo la Spagna costruisce ben poco. Hai voglia a cercare la conversione dei due esterni quando non li rifornisci.

Per altro va detto che ad inizio match il centravanti è un Torres ombra del giocatore che fu. E che proprio Silva stenterà parecchio nei primi quarantacinque minuti, per poi invece uscire alla grande nella ripresa, quando risulterà essere uno dei migliori in campo.

Venendo alla difesa è parso palese come inserito in una squadra normale anche quel Piquè che viene spesso incensato come fosse un fenomeno diventa un centrale tutto sommato normale.

Al di là dell’errore fatto in occasione di Montolivo, quando si fa attrarre dal pallone lasciando una voragine alle sue spalle (in cui si infilerà proprio il trequartista Viola che riuscirà così a battere Casillas).

Diciamo che giocare nel Barcellona aiuta. Perché se la tua squadra tiene palla per il 70% del tempo le occasioni in cui puoi andare in difficoltà sono limitatissime nell’arco di un match. Giocando in una squadra come quella di stasera, invece, la musica cambia, ed escono i suoi limiti.

Per non parlare poi di Busquets, che da centrale difensivo è veramente impresantabile.

E peccato non ne abbia approfittato a sufficienza Balotelli, capace di saltarlo ogni santa volta che lo puntava.
Un po’ di “cattiveria” in più e il risultato sarebbe stato più largo. Così, forse, non sarei stato il solo a dire che Busquets centrale non è presentabile…

MVP

 Difficile, in un match del genere, definire un migliore in campo, anche per le tante sostituzioni.

Positivi, dal mio punto di vista, Criscito, Pirlo (il cui piede resta sempre divino), Montolivo e, sotto un certo punto di vista, Cassano e Balotelli per l’Italia.

Dall’altra parte, invece, bene Valdes (bucato solo da una sfortunata deviazione di un compagno), Casillas (che salva più volte i suoi nel primo tempo), Xabi Alonso e Silva.

TABELLINO

Italia vs. Spagna 2 – 1
Marcatori: 11′ Montolivo, 36′ Xabi Alonso, 84′ Aquilani.
ITALIA: 1 Buffon, 11 Maggio, 15 Ranocchia (31′ 19 Bonucci), 3 Chiellini, 4 Criscito, 5 De Rossi (21’st 14 Aquilani) , 21 Pirlo, 6 Thiago Motta (9’st 8 Marchisio), 18 Montolivo (29’st 18 Nocerino), 10 Cassano (14’st 9 Balotelli), 22 Rossi (15’st 7 Pazzini)
Panchina: 12 Sirigu, 13 De Sanctis, 16 Cassani, 24 Balzaretti, 2 Ogbonna, 17 Palombo, 20 Giovinco
All.: Prandelli.
SPAGNA: 1 Casillas (1’st 12 Valdes), 2 Iraola (1’st 22 Alcantara), 4 Piquè, 3 Albiol (45’pt 16 Busquets), 13 Arbeloa, 8 Iniesta (1’st 7 Villa), 4 Xabi Alonso, 5 Martinez, 18 Silva, 9 Torres (15’pt 19 Llorente), 20 Cazorla (34′ 13 Mata).
Panchina: 22 Reina, 6 Monreal, 21 Pedro, 22 Negredo
All.: Del Bosque
Ammoniti: Arbeloa (S)

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CRONACA

Al terzo minuto è subito Juve: Pasquato riceve palla largo a sinistra, converge verso il centro e scarica dal limite, dove trova però la pronta risposta di Pascarella.
Poco più tardi Krasic riceve nei pressi della linea di fondo e s’incunea in area appoggiando centralmente in direzione di Alessandro Del Piero, che però non riesce a dare forza ad un pallone assolutamente comodo da controllare.

All’ottavo un appoggio troppo molle di Del Piero per Pirlo permette al Cuneo di ripartire sull’asse Ingari-Fantini. Chiellini, però, rientra con grandissima tempestività, chiudendo bene in rimessa laterale gli avversari.
E al nono la Juventus passa: Matri lancia Krasic sulla destra che si libera facilmente del terzino sinistro cuneese per poi pennellare un cross in mezzo su cui piomba lo stesso Matri, che svetta ed insacca con potenza.

Nove minuti più tardi il solito Krasic centra un pallone dalla destra che, stavolta, viene indirizzata verso Pasquato. Stop e calcio verso la porta, praticamente immediato. Bravo però nell’occasione Pascarella a respingere.
Bella, al ventesimo, l’apertura di prima intenzione di Matri, che rincula sulla trequarti per lanciare immediatamente Krasic nello spazio. Altrettanto bravo, però, Ferri a chiudere con tempestività l’ala serba.

Krasic che continua ad essere la prima fonte di gioco Bianconera. Al ventiseiesimo Lichtsteiner lo lancia e lui pennella un ennesimo cross sul primo palo, dove taglia Matri calciando in diagonale di potenza. Bravo però ancora una volta Pascarella a respingere.
E al trentaquattresimo la Juve raddoppia: Pasquato manovra sul limite sinistro dell’area di rigore per poi scaricare all’indietro a Marchisio il cui fendente mancino buca l’estremo difensore avversario.

Al trentanovesimo scatta il tiro al bersaglio: prima Krasic effettua un tiro in controbalzo che si schianta sul palo, poi Del Piero, dal limite, colpisce la traversa. Il tutto nel corso della stessa azione.
Un minuto più tardi è quindi Pirlo a provarci, su punizione. Il suo tiro, teso e a giro, è però respinto dal palo.

Nella ripresa pronti-via e Ruggero, aggregato alla prima squadra da poco, buca subito sulla destra e centra un pallone basso per Vucinic, che però non ci arriva.
Al quinto Motta lancia Vucinic che attacca la profondità, mette giù di petto e calcia ad incrociare, con la palla che si spegne però di poco sul fondo.

Al tredicesimo bell’uno-due tra Vucinic e Toni col montenegrino che ci mette la punta per cercare il secondo palo, che però riesce solo a sfiorare.
Tre minuti più tardi Pirlo scende centralmente ed offre il pallone a Vucinic che mette giù di petto per poi calciare un sinistro potente che buca Negretti per il 3 a 0.

Altri due minuti e Pasquato s’accentra e scarica un destro che, deviato, diventa imparabile per l’estremo difensore avversario.
Al ventiquattresimo bell’iniziativa di Ziegler che serve Vucinic con un no-look alla Ronaldinho. Il montenegrino, ricevuta palla, scarica quindi dentro per Toni, che calcia però contro al portiere.

Al ventinovesimo la Juventus firma la quinta rete: Vucinic parte in contropiede dalla sua trequarti e scavalca la difesa avversaria con un bel lancio morbido di sinistro a mettere in movimento Toni che, entrato in area, riuscirà a bucare, pur rischiando, Negretti.
Quattro minuti più tardi Toni firma la propria doppietta. Juve che manovra bene centralmente sull’asse Vucinic-Pirlo che libera Toni con un tocco morbido. Facile la realizzazione.

Toni scatenato, Cuneo in piena bambola. Così al trentasettesimo la punta di Pavullo nel Frignano firma la propria tripletta, di testa, su assist di Vucinic.
Quattro minuti più tardi Borrettaz cade nella propria area di rigore, effettuando un fallo che si concretizza in massima punizione. Sul dischetto si presenta Ruggero, che calcia benissimo, sotto la traversa, per l’8 a 0 finale.

COMMENTO

Il risultato la dice lunga. Quando vinci 8 a 0 significa che non c’è stata partita. Che questo non può essere considerato un test attendibile.

E così è. Con tutto il rispetto per il Cuneo, Campione d’Italia Dilettanti lo scorso anno, non c’è assolutamente partita.

Interessante, comunque, l’impostazione tattica della squadra, con Conte che sta effettivamente imprimendo la propria impostazione su questa squadra.

Il problema secondo me sarà soprattutto capire se questa squadra riuscira a resistere in fase difensiva. Già nel primo tempo è successo più volte, ad esempio, che Krasic faticava a rientrare a centrocampo con Lichtsteiner che doveva staccarsi per portare pressione e così tutto il resto della difesa a scalare. E non fosse che pure l’ala sinistra era mediamente alta, e quindi non riusciva a scendere per coprire la diagonale del terzino, potrebbe anche andare tutto bene.

Ma, come detto, per verificare queste cose bisogna far passare ancora un po’ di tempo ed affrontare avversari di livello superiore.

Prossimo appuntamento a Salerno il 13 agosto, dove la Juventus affronterà il Betis. E già lì si potranno trarre indicazioni più interessanti.

MVP

Difficile definire un migliore in campo.

E allora diciamo che nella prima frazione i giocatori più in palla sono stati Krasic (una vera e propria spina nel fianco, lì sulla destra) e Matri (che non ha sbagliato un pallone). Con citazione doverosa pure per Marchisio.

Nella ripresa, invece, impossibile non citare Toni, autore di una tripletta.

Buono anche l’impatto di Mirko Vucinic, che però dovrà dimostrare di saper superare i propri problemi di continuità (cosa su cui io non scommetterei dei soldi), così come sicuramente di livello le prestazioni, tra gli altri, di Pirlo e Pasquato, che forse una chance potrebbe meritarsela a Torino (anche se bisogna capire quanto possa incidere in Serie A).

TABELLINO

Juventus vs. Cuneo 8 – 0
Marcatori: 9′ Matri, 34′ Marchisio, 61′ Vucinic, 63′ Pasquato, 74′, 78′, 82′ Toni, 86′ Ruggero.
JUVENTUS (4-2-4): Buffon (1′ st Storari); Lichtsteiner (1′ st Motta), Bonucci (1′ st Barzagli), Chiellini (20′ st Sorensen), De Ceglie (1′ st Ziegler); Marchisio (1’st Marrone), Pirlo; Krasic (1′ st Ruggiero), Del Piero (1′ st Vucinic), Matri (1′ st Toni), Pasquato (20′ st Grygera). A disposizione: Manninger All.: Conte.
CUNEO (4-4-2): Pascarella (1′ st Negretti); Passerò, Sentinelli (41′ st Bono), Ferri (1′ st Garcia Tena), Morabito (1 st Cintoi); Cristini, Longhi (29′ st Borretaz), Lodi (1′ st Gentile), Garavelli; Ingari (29′ st Personé), Fantini (29′ st De Rosa). A disp.: Garrone, Di Quinzio, Valfrè. All.: E. Rossi
Arbitro: Cassarà

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Cesare Prandelli ha diramato ieri le convocazioni in vista del match di Bari contro la Spagna, che vedrà la nazionale Azzurra affrontare i campioni d’Europa e del Mondo spagnoli per prepararsi agli impegni con Far Oer e Slovenia che potrebbero essere decisivi in vista della qualificazione ad Euro 2012.

Ecco quindi, reparto per reparto, i giocatori convocati dal C.T. italiano.

Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli) Sirigu (Paris St. Germain).

Buffon è la sicurezza. Quel portiere che finché non dirà “basta” difficilmente potrà essere lasciato a casa.

Sirigu il nuovo che avanza. Dopo un anno non splendido a Palermo proverà il rilancio in quel di Parigi, dove il nuovo PSG targato Leonardo pare voglia puntare forte su di lui.

De Sanctis completa il lotto degnamente.

In tutto questo oltre alla logica rinuncia a Viviano, infortunato, fa un po’ specie quella ad Abbiati, reduce da un’annata straordinaria e subito messosi in mostra nell’Audi Cup come tra gli estremi difensori più in forma di questa pre-stagione.

Il ruolo di numero uno non è in discussione, comunque. Non oggi almeno. E per il futuro, in attesa dei vari Bardi, Perin e compagnia, saranno Viviano e Sirigu a giocarsi l’eredità di Gigi Buffon.
Per Abbiati, quindi, difficilmente torneranno ad aprirsi le porte della Nazionale.

Difensori: Balzaretti (Palermo), Bonucci (Juventus) Cassani (Palermo), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit St. Pietroburgo), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino), Ranocchia (Inter);

La coppia centrale della Juventus ottava lo scorso anno, la coppia di terzini del Palermo eliminato dal Thun, un giovane che gioca in Serie B e che sembra ancora distante da una possibile esplosione.

Detta così, insomma, sembra davvero tragica.

Nel complesso però non si tratta nemmeno di un bruttissimo reparto, posto che Chiellini-Ranocchia sulla carta sono, se ben protetti dal centrocampo, una coppia tutt’altro che disprezzabile.

A livello di terzini, certo, le coppie Balzaretti-Criscito e Cassani-Maggio non danno moltissime garanzie…

Centrocampisti: Aquilani (Liverpool), De Rossi (Roma), Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Motta Thiago (Inter), Nocerino (Palermo), Palombo (Sampdoria), Pirlo (Juventus)

Anche qui spicca la presenza di un giocatore di Serie B. Anche se Palombo, in effetti, vale in pieno una Serie A.

Al di là del capitano doriano importante il ritorno di De Rossi, che sulla carta può essere pedina fondamentale di questa mediana.

Marchisio, Montolivo ed Aquilani sono sempre chiamati al definitivo salto di qualità, che a questo punto viene da pensare non arriverà mai, Nocerino è solo un discreto rincalzo e Motta, in buona condizione, un buon complemento, specie in un centrocampo come quello che vuole costruire Prandelli, con i piedi buoni a farla da padrone.

In questo senso il punto di forza sarà sempre il solito Pirlo, che potrà essere il vero faro dell’intera formazione.

Attaccanti: Balotelli (Manchester City), Cassano (Milan), Giovinco (Parma), Pazzini (Inter), Rossi (Villarreal)

Qui spunta subito l’assenza di Matri, reduce da un’ottima metà di stagione a Torino, dove sarà ancora il faro dell’attacco Bianconero.

Nel contempo stupiscono anche un po’ le presenze di Balotelli e Cassano, indubbiamente tra i giocatori più talentuosi di questa squadra ma, nel contempo, anche i primi due che sotto tanti aspetti non penseresti mai di vedere convocati.

Il primo sta infatti continuando nella sua serie di boutade censurabili, il secondo è sempre più ai margini della formazione titolare, in quel di Milano.
Se Mario dovrà muoversi a fare un salto di maturità importante, Antonio dovrà invece cercare, nel corso del prossimo mese, una squadra in cui giocare con continuità. Per lui si vocifera di Fiorentina e Genoa. Vedremo.

Di certo le loro due convocazioni – e non solo – fanno capire chiaramente come Prandelli abbia individuato all’inizio della sua esperienza un certo gruppo di lavoro e sia assolutamente deciso a portare avanti questo gruppo.

Giuste, invece, le convocazioni di Giovinco, Rossi e Pazzini. E chissà che non saranno proprio loro tre a partire titolari. Con i primi due che, qualcuno di voi ricorderà, dimostrarono di saper interagire alla grande già ai tempi dell’under 21.

Mercoledì sera, quindi, il match contro le Furie Rosse. Sperando, se non in buon risultato, quantomeno in una prestazione degna di nota.

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CRONACA

Nemmeno un minuto e arriva la prima buona azione portata dai Bianconeri: Sorensen verticalizza, Krasic lancia con un tocco di prima intenzione Lichtsteiner che buca la fascia destra per centrare un cross basso su cui chiude però la difesa.
Altri quarantacinque secondi e Marchisio esplode un destro a giro appena oltre il limite trovando la prontissima risposta di Losacco, portiere della Rappresentativa.

Sul calcio d’angolo che ne segue Krasic pennella in mezzo per Quagliarella che svetta e schiaccia, con la palla che s’impenna poi sopra la traversa.
L’attaccante napoletano ha fame di goal e poco più tardi ci prova da fuori, trovando però la risposta del portiere avversario.

Al quinto Krasic parte a destra, semina un paio d’avversari e crossa a mezz’aria, senza però trovare nessun compagno pronto a colpire.
Al decimo ci prova la Rappresentativa direttamente su punizione, con Buffon tranquillo a respingere di pugno.

Due minuti più tardi Krasic mette a ferro e fuoco la difesa avversaria calciando poi di sinistro. Che non è il suo piede, e si vede: palla a lato.
Al quattordicesimo è incredibilmente la Val di Susa a portarsi in vantaggio: calcio d’angolo battuto dalla destra di Buffon con Barocco che batte Sorensen, infilando l’1 a 0 di testa.

Krasic non ci sta e nel giro di un minuto prova due volte a fare male alla difesa avversaria, che però in entrambi i casi riesce a tenere botta.
L’ala serba al diciassettesimo pareggerebbe, tagliando alle spalle di un avversario su bel filtrante di Pazienza. La terna, però, annulla per presunto fuorigioco.

Nemmeno un minuto ed è Matri – su assist di Quagliarella – a segnare. Anche in questo caso la terna interviene per decretare un fuorigioco che, però, non sembrerebbe esserci.
Al diciannovesimo ci prova Pirlo, la cui conclusione da fuori termina di poco alta sopra la traversa.

Al ventunesimo splendida apertura di Marchisio per Krasic che vedendosi chiuso sull’out destro appoggia indietro per Lichtsteiner, il cui cross di prima intenzione mette in crisi la retroguardia avversaria, che si salva comunque in corner.
Dall’angolo arriva però un altro pericolo: Sorensen svetta al limite dell’area piccola ed incorna con potenza, senza però la necessaria potenza.

Al ventitreesimo, comunque, la rete del pareggio: Krasic parte centralmente in velocità e serve Marchisio in area che calcia senza troppa convinzione riuscendo comunque a bucare Losacco.

Un minuto e si raddoppia: Pirlo scodella benissimo in area per il taglio di Marchisio che serve l’accorrente Matri, per cui è un gioco da ragazzi siglare il 2 a 1.

Al ventottesimo la terza rete: splendido pallone di Krasic per Marchisio che si coordina alla perfezione calciando un bel diagonale ottimamente parato da Losacco. Sulla respinta piomba però Quagliarella che non ha alcuna difficoltà a ribadire in rete.

Quagliarella che un paio di minuti dopo ci riprova. la sua conclusione dalla trequarti è però ben respinta dal portiere della Rappresentativa.
Al trentaduesimo Matri entra in area palla al piede e cerca la conclusione a giro sul secondo palo, trovando però, ancora una volta, la parata di Losacco.

Losacco che non può nulla sugli sviluppi del calcio d’angolo quando la palla gira sino ad arrivare a Pirlo che pennella un cross sul secondo palo per Sorensen, comodissimo a girare in rete di testa.

Al trentaquattresimo la difesa della Val di Susa si addormenta e Pirlo fa filtrare per Lichtsteiner la cui conclusione di prima intenzione è però respinta da Losacco.
Neanche sessanta secondi ed è Pazienza a provarci dal limite. Il suo destro, però, non trova la porta.

Al trentottesimo Marchisio riceve un cross di Krasic, lo mette giù e serve Pirlo al limite. Il colpo da biliardo dell’ex regista milanista, però, termina di poco a lato.
Un minuto più tardi Quagliarella cerca il goal d’autore: Pirlo lo lancia in area e lui colpisce di prima intenzione, scavalcando Losacco ma colpendo la base del palo.

In chiusura Matri firma il quinto goal penetrando centralmente per fulminare Losacco d’interno destro.

Nella ripresa Conte stravolge la squadra, confermando il solo Matri.
La prima conclusione a rete la porta Toni che liberato proprio dal tacco dell’ex punta cagliaritana trova la pronta risposta di Losacco.

L’asse Matri-Toni si ripropone al cinquantatreesimo e, questa volta, il Campione del Mondo 2006 firma la sesta rete bianconera dell’incontro.

Quattro minuti più tardi Matri allarga il gioco per De Silvestro che converge da destra per tentare il tiro a giro sul secondo palo, senza trovare però lo specchio della porta.
Subito dopo Melo si mangia invece un goal già fatto: splendido dialogo Matri-Toni-Melo con il brasiliano che si presenta a tu per tu con Losacco, calciando però a lato.

All’ora di gioco Pepe riceve largo a sinistra, punta il diretto avversario entrando in area e viene steso. Sul dischetto si presenta Matri che firma in tutta tranquillità la propria tripletta.

Due minuti più tardi è Elio De Silvestro a trovare gloria: ricevuta palla in area controlla e calcia in torsione sul secondo palo.

Al sessantacinquesimo ci prova Ziegler il cui diagonale mancino accarezza il palo alla sinistra di Losacco.
Subito dopo Pepe finisce giù nuovamente in area. La massima punizione ci starebbe ma l’arbitro non se la sente: niente rigore.

Al sessantasettesimo termina anche la partita di Matri: Antonio Conte decide infatti di reinserire Quagliarella al suo posto.
Due minuti e Toni scaglia una fiondata di sinistro appena dentro l’area esaltando i riflessi di Losacco che si salverà con una splendida parata.

La rete è comunque nell’aria ed arriva al settantesimo: De Silvestro batte un angolo da destra con Toni che svetta e gira il pallone alle spalle del portiere avversario.

Dieci minuti più tardi è Pepe a provarci. La prima conclusione dell’ala sinistra Bianconera, portata da dentro l’area, è però respinta da Losacco.

A otto dal termine è Melo a timbrare il cartellino con un discreto destro dal limite.

All’ottantottesimo Pepe effettua un uno-due con Quagliarella per venire poi atterrato una volta entrato in area. Secondo rigore, sul dischetto questa volta si presenta lui stesso, spiazzando facilmente Losacco.

Pepe che nell’unico minuto di recupero si porterà in area per freddare poi con un tocco d’esterno il portiere avversario per il definitivo 12 a 1.

COMMENTO

Nemmeno il tempo di chiudere la vecchia stagione che è già ora di aprire quella nuova.

E la Juventus targata Antonio Conte lo fa con una sgambata classica contro una rappresentativa locale. In questo caso è la Val di Susa a fronteggiare i bianconeri.

La partita, come prevedibile, non esiste nemmeno.
Troppo forti i Bianconeri rispetto agli avversari, con il risultato che parla da solo.

Buona prima prova per la nuova Juventus di Antonio Conte, che schiera un effettivo 4-2-4. Le ali, infatti, sono chiamate a stare altissime, soprattutto in fase di possesso.

Proprio in quei momenti è possibile vedere praticamente quattro punte in linea. Ma non solo.

Conte chiede ai suoi anche di aggredire alto gli avversari, così che spesso gli esterni di centrocampo finiscono per fare le punte più o meno effettive anche in fase di non possesso.

Giocare contro una Rappresentativa del genere, comunque, non è per nulla indicativo. Bisognerà aspettare prove più probanti per capire se questa squadra può reggere o meno con un modulo iper offensivo come questo.

Venendo ai singoli già buone risposte di alcuni dei giocatori scesi in campo.

Tra questi non si può non citare Matri, autore di una tripletta e di diverse cose interessanti anche in fase di rifinitura e appoggio.

Bene anche Andrea Pirlo, sicuramente aiutato dal ritmo certo non forsennato della partita: si giocasse sempre con questi giri insegnerebbe gioco ovunque. Vedremo cosa combinerà quando le cose si faranno serie.

Benissimo, a centrocampo, anche Marchisio, utilizzato come esterno sinistro nel primo tempo Bianconero.
Anche in questo caso, però, la buona prestazione può essere soprattutto frutto della pochezza degli avversari. Fa tutto bene, comunque, il giovane centrocampista juventino.

Bene, parlando di giovanissimi, pure Elio De Silvestro, che disputa quarantacinque minuti d’alto livello sulla destra. Difficilmente verrà riproposto durante il corso della stagione, ma chissà che in futuro non possa tornare utile quantomeno come rincalzo.

Come detto, comunque, troppa la differenza tra le due squadre. Per iniziare a tirare le prime somme si dovranno aspettare avversari di maggior caratura.

TABELLINO

Rappresentativa Val di Susa vs. Juventus 1 – 12
Marcatori: 14′ Barocco, 23′ Marchisio, 24′, 45′, 60′ (rig.) Matri, 28′ Quagliarella, 32′ Sorensen, 53′, 70′ Toni, 62′ De Silvestro, 82′ Melo, 89′ (rig.), 91′ Pepe

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