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Posts Tagged ‘Al-Wahda’

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CRONACA

Al secondo minuto i coreani si fanno subito pericolosi: Radoncic prende palla, salta un avversario e dopo essersi portato in area calcia a giro sul secondo palo, trovando però la pronta risposta di Adel, che ne chiuderà la conclusione in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, battuto dal colombiano Molina, non uscirà nulla di che anche se bloccando la ripartenza che ne nascerà il Seongnam potrà costruire una seconda azione pericolosa con Dong Geon che però una volta portatosi in area si perderà in un bicchier d’acqua, facendosi chiudere dalla difesa avversaria anziché servire a Radoncic un assist importante.

Il goal è comunque nell’aria ed arriva al quarto quando Hamdan effettua un erroraccio andando ad anticipare il proprio portiere provando a spazzare malamente il pallone che, calciato con debolezza verso il centro del campo – anziché verso l’out laterale come ogni scuola calcio insegna -, terminerà giusto tra i piedi di Molina: per il fantasista sudamericano sarà quindi un gioco da ragazzi depositare lo stesso in rete, bucando uno specchio di porta rimasto sguarnito.

Al nono la difesa di casa si fa sorprendere ancora da una verticalizzazione coreana con Jae Sung che fugge sulla destra per mettere in mezzo un pallone basso che è però intercettato da Basheer, che anticiperà Radoncic per liberare poi la propria area di rigore.
Due minuti ed è la difesa coreana a mostrare lacune. Del disimpegno errato della retroguardia, però, non riescono ad approfittarne gli avanti della squadra allenata da Hickersberger, con Ognenovski che risolve tutto da par suo uscendo poi palla al piede.

Al quarto d’ora altra verticalizzazione coreana che lancia in profondità Radoncic, la cui scarsa rapidità grazia però la retroguardia avversaria: Hamdan riesce infatti a recuperarlo, bloccandolo in scivolata proprio nel momento del suo ingresso in area di rigore.
Due minuti e arriva un altro lancio lungo, sempre in direzione di Radoncic. Questa volta, però, il centravanti montenegrino non deve lanciarsi in velocità ma può sfruttare i suoi 192 centimetri d’altezza per effettuare un appoggi area in direzione dell’accorrente Dong Geon, la cui conclusione non sarà però all’altezza della situazione e andrà a spegnersi a lato.

Il primo vero e proprio brivido corre sulla schiena dei tifosi coreani al ventitreesimo quando Hugo batte col mancino un calcio d’angolo dalla destra, imprimendo alla palla una traiettoria a rientrare che per poco non batte Sung Ryong. Il portiere della nazionale, infatti, si salva solo con un intervento coi pugni che impedisce al pallone di varcare la linea di porta giusto all’ultimo.
Ancora una volta, però, il goal è nell’aria: al ventisettesimo minuto, infatti, Eisa scende sulla fascia destra ed effettua un cross in mezzo all’area di rigore dove il brasiliano Fernando Baiano si fa trovare puntualissimo all’appuntamento col goal, che realizza con un imperioso stacco di testa con cui va a girare palla a fil di palo, bruciando i nove centimetri di differenza rispetto ad Ognenovski e freddando un questa volta immobile Sung Ryong.

Il Seongnam però non ci sta. Tre minuti e Molina va a battere un corner sulla sinistra, spedendo il pallone al limite dell’area piccola dove viene incornato proprio dall’australiano Ognenovski, che svetta più alto di tutti per impattare con la fronte bucando Adel.

Al trentasettesimo torna a farsi vedere la squadra di casa, sempre con uno dei suoi brasiliani. Dopo la rete di Baiano, infatti, è Hugo a farsi vedere: penetrazione in area da sinistra con tiro a fil di palo, chiuso, non senza qualche difficoltà di troppo, da Sung Ryung.
Gli ultimi dieci minuti della prima frazione scorrono quindi senza grandissime fiammate, almeno fino al recupero quando Molina batte una punizione da più di quaranta metri spendendo il pallone in area dove Sung Kuk svetta anticipando anche Radoncic ma mettendo palla di poco a lato, chiudendo di fatto il primo tempo.

La ripresa si apre con i Chunma all’attacco. Le due conclusioni portate dalla distanza da Radoncic e Sung Kuk, però, non impensieriscono minimamente Adel, pur essendo la concretizzazione della miglior circolazione di palla coreana.
Al cinquatatreesimo Radoncic, lanciato in area dalla verticalizzazione di Dong Geon, si divora poi la palla della sicurezza, facendosi chiudere dalla pronta uscita dell’estremo difensore degli Emirati Arabi Uniti.

Al cinquantottesimo un’ennesima punizione scodellata in area da Molina viene spizzata di testa e accende una mischia al limite dell’area del portiere, con l’arbitro dell’incontro, il peruviano Carrillo, che bloccherà tutto per un presunto fallo di Byung Kuk su di un difensore avversario.
Sul fronte opposto si rende invece pericoloso Ismaeil che dopo essere penetrato in area dalla sinistra vincerà un paio di rimpalli, per essere poi però chiuso dal sempre attento Sung Ryung.

Al sessantaduesimo si fa pericolosa l’Al-Wahda: Ognenovski effettua un fallo di mano e sul punto di battuta della punizione si presenta Baiano, la cui conclusione a giro è deviata in angolo dallo stesso centrale di origine macedone.
Sugli sviluppi del corner è Basheer a provarci, spizzando la palla sul primo palo. Ancora una volta, però, l’estremo difensore coreano si fa trovare prontissimo, parando facilmente il colpo di testa dell’avversario.

I padroni di casa si trovano comunque in pressione: due minuti più tardi Magrao piomba giusto al centro dell’area su di un cross spizzato da Ognenovski colpendo al volo in allungo senza però trovare lo specchio di porta.
Al settantunesimo, però, il Seongnam costruisce un contropiede micidiale andando a scardinare la fragile difesa avversaria con Dong Geon che riceve palla al limite e dopo aver attirato tre avversari su di sè libera Sung Kuk sulla destra, che può controllare comodamente per poi infilare Adel di destro.

Al settantacinquesimo Molina prova a regalare un po’ di spettacolo a fotografi e tifosi: dopo essersene andato bene sulla destra, infatti, il fantasista sudamericano trova il fondo per crossare poi di rabona. Bell’idea, pessima realizzazione. Il pallone, infatti, si accomoda mestamente tra le braccia di Adel, che lo blocca facilmente.
Dopo il 3 a 1, però, c’è una sola squadra in campo. Ecco quindi che all’ottantesimo Molina spedisce in area un ennesimo pallone da calcio piazzato su cui si avventa prima di tutti Dong Geon, che dopo l’assist per la rete di Sung Kuk firma da par suo la quarta rete dei Chunma, chiudendo definitivamente la partita.

COMMENTO

Le condizioni climatiche non sono affatto ostili: 23 gradi centigradi di temperatura, 59% di umidità e una leggerissima brezza che non dà assolutamente alcun fastidio ai ventidue in campo, né influenza le traiettorie del pallone.
E’ questo il contesto in cui i Campioni d’Asia del Seongnam Ilhwa Chunma si trovano ad affrontare i padroni di casa dell’Al-Wahda, ultima squadra ad essersi aggiudicata la vittoria del campionato nazionale locale.

E sono proprio i Chunma ad avere la meglio in un match controllato quasi per intero.
I sudcoreani, infatti, sono notevolmente superiori agli avversari un po’ sotto tutti i punti di vista. Da quello tattico, che li vede meglio schierati in campo, a quello tecnico, con i soli brasiliani e la stellina Ismaeil a reggere il campo in questo senso, a quello fisico. Il Seongnam è infatti la seconda squadra più fisicata del torneo, alle spalle della sola Inter.

Chunma che dominano in lungo e in largo, lasciando ben poco spazio alle iniziative dei padroni di casa, piuttosto irretiti dalla miglior disposizione in campo degli avversari.

Seongnam che ora affronterà quindi l’Inter di Benitez in semifinale. Squadra sicuramente ostica ma che sulla carta non dovrebbe presentare veri e propri grattacapi per la formazione milanese, nettamente superiore, almeno sulla carta, sotto tutti i punti di vista.

MVP

Mauricio Molina è il vero e proprio uomo in più per i Chunma. L’ex nazionale colombiano, schierato alle spalle dell’unica punta Radoncic, andando a giocare tra le linee sa infatti essere una vera e propria spina nel fianco delle difese avversarie.
Con le sue capacità balistiche, poi, può fare la vera differenza, anche vista la presenza di abili colpitori di testa come Ognenovski e lo stesso Radoncic.

Honorable mention, infine, per Ismaeil. Il giovane emirato è infatti l’unico a provarci con continuità, mettendo in crisi in più occasione la retroguardia coreana.

TABELLINO

Al-Wahda vs. Seongnam Ilhwa Chunma 1 – 4
Marcatori: 4′ Molina, 27′ Baiano, 30′ Ognenovski, 71′ Sung Kuk, 80′ Dong Geo
Al Wahda: Adel; Hamdan, Eisa, Haidar (54′ Al Shehhi), Fahed (64′ Al Kathiri); Magrao (90′ Khalid), Hugo, Mahmoud, Basheer; Baiano, Ismaeil. A disposizione: Mutaz, Yaqoub, Omar, Talal, Ali, Diarra, Abdulraheem, Salem, Amer. Allenatore: Josef Hickersberger.
Seongnam Ilhwa Chunma: Sung Ryung;  Jae Sung, Ognenovski, Byung Kuk, Kwang Jin (44′ Jae Cheol); Sung Kuk, Dong Geon, Sung Hwan, Chul; Molina (84′ Jin Ryong); Radoncic (69′ Ho Young). A disposizione: Young Sun, Ho Jeong, Do, Suk Won, Sang Hee, Hyun Jin, Sung Kwan, Sang Gi. Allenatore: Shin Tae Yong.
Ammoniti: 55′ Jae Cheol, 61′ Ognenovski

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CRONACA

Dopo sei soli minuti di gioco l’Hekari United si porta vicinissimo al goal: calcio d’angolo da destra con il figiano Pita Bolatoga che svetta in mezzo all’area colpendo con forza a fil di palo dove, però, si fa trovare prontamente un difensore avversario, che salverà la propria porta respingendo la conclusione dell’avversario.
Sul fronte opposto ci prova quindi Saeed direttamente su punizione da più di trenta metri; il suo tiro, però, termina di poco a lato.

Al quarto d’ora sono quindi i padroni di casa a portarsi vicini al goal: Fernando Baiano riceve in area, mette giù il pallone e si gira con rapidità sul piede perno per calciare verso la rete avversaria, trovando però la risposta in bagher di Tamanisau, portiere figiano in forza all’Hekari United.
Un minuto ed è ancora Baiano a provarci, questa volta con un diagonale dal limite destro dell’area di rigore. Anche in questo caso, però, bravo Tamanisau a distendersi alla sua sinistra chiudendo in angolo.

Dopo il ventesimo torna a farsi vedere l’Hekari United: nel giro di un paio di minuti Henry Fa’arodo, delle Isole Salomone, arriva alla conclusione per due volte. In entrambi i casi, però, l’ex Altona Magic dimostra tutta la sua pochezza tecnica, mettendo palla a lato.
Poco più tardi Hugo, sul versante opposto, salta tre uomini in un fazzoletto e si lancia in velocità verso l’area avversaria, dove penetra dopo l’uno-due con un compagno di squadra. Qui, però, è chiuso da un sempre attentissimo Alvin Singh, che gli impedisce di rendersi pericoloso liberando palla oltre la linea di fondo.

Alla mezz’ora grande azione dell’Al-Wahda: Ismaeil effettua un velo lasciando che la palla giunga a Baiano che lo farà subito filtrare proprio per lo stesso Ismaeil la cui conclusione, una volta entrato in area di rigore, terminerà di poco a lato.

Il goal però è nell’aria ed arriva al quarantesimo: lancio da destra in area dove Mahmoud effettua uno stop errando servendo però involontariamente palla a Hugo che senza pensarci due volte calcerà di prima intenzione sparando una rasoiata a fil di palo su cui Tamanisau non proverà nemmeno ad intervenire. 1 a 0.

Tre minuti e l’Al-Wahda raddoppierà: bell’apertura sulla destra di Magrao che servirà Fahed che dopo essere rientrato verso il centro del campo effettuerà uno splendido filtrante con cui spaccherà a metà una non certo attentissima difesa papuana servendo quindi Baiano che una volta entrato in area bucherà Tamanisau sul proprio palo. 2 a 0.

In apertura di ripresa l’Al-Wahda va subito vicino al goal: una verticalizzazione del centrocampo buca ancora una volta la difesa papuana con Ismaeil che si infila alle spalle dei difensori e giunto a tu per tu con Tamanisau proverà a batterlo con un diagonale morbido su cui proverà ad arrivare Baiano in scivolata. La palla, irraggiungibile per la punta brasiliana, si spegnerà giusto a filo del palo.
Al cinquantacinquesimo sarà invece Mahmoud a provarci, con un diagonale dal limite sinistro dell’area di rigore. In questo caso, però, si farà trovare prontissimo Tamanisau, che distendendosi sulla propria sinistra respingerà il pallone salvando il risultato.

I papuani non sono comunque più in partita e al settantunesimo arriva la terza rete: Hugo scende sulla sinistra e crossa in mezzo dopo un paso doble con cui stordisce il proprio marcatore; sulla traiettoria del pallone interviene quindi Upaiga che in tuffo di testa spizzerà il pallone togliendolo dalle mani del proprio portiere e prolungando la traiettoria stessa sul secondo palo, dove interverrà il neo entrato Abdulraheem che siglerà, in tutta tranquillità, il 3 a 0.

Un paio di minuti e lo stesso Abdulraheem si lancerà in contropiede andando ad effettuare un pallonetto da fuori area con cui supererà Tamanisau, mettendo però la palla a filo del palo.
All’ottantesimo, finalmente, si fa vedere anche Kema Jack, bomber dell’Hekari United: il suo sinistro dal limite, però, è disinnescato dal tuffo di Adel, che si distende sulla propria sinistra rifugiandosi in angolo.

All’ottantatreesimo un cross in mezzo dalla sinistra trova Singh impreparato. Il centrale figiano, infatti, non raggiungerà il pallone, che terminerà quindi sul sinistro di Diarra il cui tocco di prima intenzione non sarà però all’altezza della situazione e farà in modo da spedire il pallone oltre il palo.
Diarra che ci riproverà anche cinque minuti più tardi, trovando però, questa volta, la pronta risposta del portiere figiano.

COMMENTO

L’inizio di match è piuttosto equilibrato: le due squadre si fronteggiano a viso aperto senza risparmiarsi anche se nei primi minuti i giocatori dell’Al-Wahda, padrona di casa, sembrano un pochino più emozionati degli avversari e la cosa si riflette nel proprio gioco.

Col passare dei minuti, però, la testa va a concentrarsi sempre più sul match, facendo scrollare di dosso la pressione ai ragazzi campioni degli emirati e facendo in modo che possano prendere il controllo del match.

In chiusura di tempo, quindi, un uno-due tutto brasiliano non lascerà scampo ai papuani: Hugo e Baiano, infatti, chiuderanno i discorsi appena prima che le squadre rientrino negli spogliatoi dimostrando come in fondo ancora oggi a certe latitudini la tecnica non sia ancora così sviluppata e debba essere importata da paesi come, appunto, il Brasile.

L’apertura di ripresa mette subito in chiaro le cose: dopo le due pappine subite in chiusura di primo tempo l’Hekari si è ormai sfilacciato e la partita è completamente tra le mani dei padroni di casa. Che, infatti, si porteranno subito vicini al goal, cosa questa che riusciranno per altro a perpetrare in più occasioni sia prima che dopo la rete del 3 a 0 firmata dall’esperto Abdulraheem.

A fine match, quindi, il dato del possesso palla sarà molto curioso: l’Hekari sarà stato infatti capace di tenere il controllo del pallone per il 55% del tempo. Il tutto, però, senza produrre grandissime occasioni da rete vista la pochezza tecnica dei propri giocatori.
Cosa questa che dimostra quindi come il possesso possa sicuramente essere una componente importantissima nel gioco di una squadra (basti pensare al Barcellona), ma non è certo sempre fondamentale.

Quando non si ha la qualità per effettuarlo in maniera proficua e non sterile, infatti, si finisce con l’addormentare il gioco, con lo sprecare tante energie senza cavare un ragno dal buco.

MVP

E’ la coppia d’attacco dell’Al-Wahda il punto di forza della squadra degli emirati: Baiano ed Ismaeil, infatti, s’intendono piuttosto bene e giocando stretti riescono, dialogando tra loro o giocando sulla profondità per sfruttare le verticalizzazioni dei centrocampisti, a creare non pochi grattacapi alla retroguardia papuana.
Che però, di contro, non è certo il massimo della solidità e, anzi, lascia molto a desiderare soprattutto da un punto di vista tattico. Attacco, quello della squadra che fu di Phil Masinga e Kalusha Bwalya, che andrà quindi rivisto contro avversari di livello superiore come saranno, appunto, i giocatori del Seongnam Ilhwa Chunma.

Honorable mention, invece, per Alvin Singh, ventiduenne centrale difensivo figiano in forza all’Hekari United.
Anche per lui i limiti tattici sono palesi, anche se certo giocare in un reparto come quello papuano non lo aiuta in questo senso né può aiutarlo a crescere e migliorare.
Di contro, però, ha mezzi atletici molto interessanti ed un tempo innato nell’andare in chiusura sull’uno contro uno. Discreta forza fisica, infatti, abbinata ad una grande velocità ed una buona elevazione. Materiale, questo, su cui sarebbe stato bello lavorare in un certo modo già da anni…

Menzione d’onore anche per una delle due punte, Vakatalesau: l’acquisto più onoreso della storia dell’Hekari United (75mila euro il prezzo pagato per lui) dimostra infatti di essere giocatore molto volenteroso. Essendo dotato di un fisico da corazziere, poi, riesce anche in qualche occasione ad impensierire la difesa avversaria, ma non essendo supportato a dovere il tutto si risolve in un nonnulla.

TABELLINO

Al-Wahda vs. Hekari United 3 – 0
Marcatori: 40′ Hugo, 43′ Baiano, 71′ Abdulraheem
Al-Wahda: Adel; Hamdan, Basheer, Haidar, Eisa; Mahmoud, Fahed (62′ Abdulraheem), Magrao, Hugo; Baiano (72′ Diarra), Ismaeil (82′ Amer). A disposizione: Yaqoub, Al Shehhi, Omar, Al Kathiri, Khalid, Al Jneibi, Ali, Salem, Mutaz. Allenatore: Josef Hickersberger.
Hekari United: Tamanisau; Omokirio, Singh, Bolatoga, Upaiga; Iniga (79′ Hans), Muta, Tiwa, Fa’arodo; Jack, Vakatalesau. A disposizione: Ire, Mela, Manuca, Waroi, Lepani, Kini, Komeng, Gabina, Aua, Yanum, Honu. Allenatore: Tommy Mana.
Ammoniti: 27′ Iniga, 31′ Hugo.

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Comincerà alle 17 (ora italiana) di mercoledì prossimo l’edizione 2010 del Mondiale per Club che vedrà il via con il match tra l’Herakiri United, squadra rappresentante il continente oceanico, e l’Al-Wahda, squadra qualificata di diritto in quanto campionessa dell’ultimo campionato locale.

La scorsa edizione, come qualcuno di voi ricorderà, venne vinta dal Barcellona, capace di battere in finale l’Estudiantes La Plata non senza affanni grazie alle reti di Pedro e Messi arrivate rispettivamente all’89’ e al 110′ minuto di gioco dopo che Boselli aveva portato in vantaggio gli argentini poco oltre la mezz’ora.

Quest’anno, invece, sarà l’Inter di Rafa Benitez a giocarsi la possibilità di salire sul tetto del mondo: i Nerazzurri, infatti, sono stati capaci di aggiudicarsi l’ultima edizione della Champions League imponendosi per 2 a 0 sul Bayern Monaco grazie ad una doppietta di un incontenibile Milito.

Andiamo a vedere, continente per continente, quali squadre parteciperanno a questa nuova edizione del Mondiale per Club e quando verranno giocate le partite. 

Il club qualificatosi in quanto padrone di casa (la competizione si svolgerà tra l’8 ed il 18 dicembre negli Emirati Arabi Uniti, che presentano di diritto una propria rappresentante a questa competizione) è l’Al-Wahda, campione dell’ultima UAE Premier League.
I Biancorossi sono tra i club più titolati della nazione: con quattro titoli all’attivo sono infatti secondi solo al Al-Ahli, Al-Sharjah, Al-Wasl ed Al-Ain.

Presieduta dallo sceicco Saeed bin Zayed bin Sultan Al Nahyan (fratello dell’attuale Presidente degli Emirati) ed allenata da Josef Hickersberger, sessantaduenne centrocampista austriaco che giocò in Austria Vienna, Kickers Offenbach, Fortuna Dusseldorf, SSW Inssbruck e Rapid Vienna prima di diventare allenatore della nazionale del suo paese, che guidò nel corso del Mondiale italiano. Da lì in poi una serie di esperienze in giro per il mondo, concentrate particolarmente in Austria ed in Arabia.

Le possibilità di fare strada nella competizione sono risicate. Anche qualora dovessero imporsi sull’Hekari United, infatti, gli arabi troverebbero poi sulla propria strada i coreani del Seongnam Ilhwa Chunma, indubbiamente più attrezzati, sulla carta.

La maggior parte dei giocatori a disposizione di Hickersberger non dirà molto al grande pubblico. I tanti giocatori autoctoni presente in rosa, infatti, non hanno fama internazionale.
Tra questi è comunque giusto citare quantomeno il capitano della squadra, Bashir Saeed, e due delle punte a disposizione del tecnico austriaco, Mohammed Al Shehhi ed Ismail Matar.

Il primo è, come detto, il capitano della squadra. Ventinovenne centrale difensivo nativo di Abu Dhabi ha disputato più di 150 presenze in campionato con la maglia dell’Al-Wahda ed è nazionale dal 2002.
Il secondo, soprannominato in patria The Ghost, è una ventiduenne punta nativa di Ras al-Khaimah ex stella della nazionale under 17 del suo paese e con già più di venti presenze in nazionale maggiore alle spalle. In passato è già stato rookie dell’anno nella stagione 2006/2007 e miglior giocatore degli Emirati l’anno successivo.
Il terzo, infine, è soprannominato The Golden Boy ed è nato ventisette anni fa ad Abu Dhabi. Punta con quasi cento presenze in nazionale maggiore è da ormai una decina d’anni punto fermo di questa squadra. In passato disputò anche un Mondiale giovanile con l’under 20 del proprio paese.

Il giocatore più rappresentativo in assoluto, almeno a livello internazionale, della rosa è però uno dei tre brasiliani in rosa: Márcio Rodrigues, meglio conosciuto come Magrão.
Centrocampista difensivo nativo di San Paolo il trentunenne di São João Clímaco crebbe nelle giovanili del Portuguesa prima di diventare tra le fila del São Caetano. Nel 2000, quindi, l’approdo al Palmeiras, dove disputerà più di cento presenze in campionato (inframezzate da un prestito proprio al São Caetano. Nel 2005, quindi, la prima scelta esotica: Magrão decide infatti di tentare l’avventura nella J League, e si trasferisce a Yokohama per disputare un campionato nei Marinos. Vittima della saudade, però, tornerà in Brasile, prima al Corinthians, in prestito, poi all’Internacional, a titolo definitivo. Nel 2009, infine, lascerà ancora una volta il Brasile, proprio per gli Emirati e l’Al-Wahda.

Gli altri due verdeoro in rosa sono Hugo Henrique Assis do Nascimento, conosciuto più semplicemente come Hugo, e João Fernando Nelo, meglio conosciuto come Fernando Baiano.
Il primo nacque a Rio trentanni fa e dopo essere cresciuto tra Campo Grande e Fluminense divenne professionista nell’Atletico Paranaense. In carriera ha giocato in molte squadre, tra cui i messicani del Monterrey ed i giapponesi dei Tokyo Verdy. Centrocampista offensivo, in Brasile è ancora oggi ricordato per uno spiacevole accadimento di cui si rese protagonista il 14 settembre del 2007 quando sputò a Daniel Marques nel corso di una roboante vittoria del suo San Paolo sul Paranà, guadagnandosi ben 120 giorni di squalifica.
Il secondo, invece, è una trentunenne punta di San Paolo divenuta professionista nel Corinthians. In carriera, prima di sbarcare all’Al-Wahda, ha giocato anche in squadre come Wolfsburg, Malaga, Celta, Murcia ed Al-Jazeera.

E sarà proprio l’Al-Wahda, almeno sulla carta, ad essere favorita nei confronti dell’Hekari United, squadra della Papua Nuova Guinea con sede a Port Moresby qualificatasi a questo Mondiale grazie alla vittoria dell’ultima Champions oceanica.
Vittoria, questa, che ha sorpreso un po’ tutti, anche in Oceania.

Ci si aspettava che ad aggiudicarsi la competizione potesse infatti essere una tra il Waitakere United o l’Auckland City. Alla fine, però, le due squadre neozelandesi si sono dovute piegare all’Hekari: inserita nel Gruppo B la squadra allenata da Jerry Allen, coach nativo delle Isole Salomone, ha sorpreso tutti andando a vincere il proprio raggruppamento grazie alla doppia vittoria sul Marist FC, alla vittoria ed al pareggio rimediati con il Tafea FC ed alla vittoria rapportata sul Lautoka, giunto poi in seconda posizione e quindi eliminato dalla corsa alla finale.
Finale che la squadra della Papua Nuova Guinea ha disputato nel doppio confronto di aprile e maggio proprio contro il Waitakere United, a sua volta vincitore del Gruppo A.

L’andata, giocata al PMRL Stadium di Port Moresby, terminò con un secco 3 a 0 per i padroni di casa, capaci di imporsi grazie alla doppietta di Kema Jack ed alla rete di Alick Maemae.
Al ritorno, disputato al Fred Taylor Park di Auckland, a poco servì quindi il 2 a 1 con cui lo Waitakere riuscì ad imporsi sugli avversari, in goal ancora una volta con Kema Jack. Con un 4 a 2 globale, infatti, furono proprio i papuani a rapportare la vittoria del titolo, per la prima volta nel corso delle loro storia.

E se i giocatori dell’Al-Wahda erano sconosciuti ai più che dire di quelli dell’Hekari United?

Tra i più rappresentativi, in questo caso, troviamo sicuramente quel Kema Jack di cui parlavamo poco fa che anche grazie alle tre reti realizzate nella doppia finale con il Waitakere è stato in grado di laurearsi capocannoniere della massima competizione continentale in coabitazione col croato Daniel Koprivcic, giocatore in forza all’Auckland City.
Ventottenne attaccante papuano il buon Kema ha vestito solo i colori del suo club attuale (con cui ha vinto tre campionati, laureandosi capocannoniere in un caso) oltre che dei Sunshine Coast FC.

Altro ragazzo degno di nota è il centrocampista delle Isole Salomone Alick Maemae, capace di realizzare cinque reti nel corso dell’ultima Champions oceanica. Cresciuto nell’Amicals FC esordì in prima squadra a soli sedici anni, quando militava nel Fawkner-Whittlesea Blues.
Dopo aver giocato anche per il Koloale FC Honiara, il JP Su’uria, gli YoungHeart Manawatu ed il Makaru FC sbarcò proprio all’Hekari nel corso del 2009. Maemae che è anche un nazionale avendo esordito in nazionale maggiore alla tenera età di 19 anni.

Altro giocatore, sempre nativo delle Isole Salomone, ad essersi messo in evidenza nel corso dell’ultima Champions è stato il ventottenne centrocampista offensivo Henry Fa’arodo.Dai suoi esordi nel Nelson Suburbs ha vestito moltissime maglie, tra cui anche quella dei Melbourne Knights, del Perth Glory e dell’Auckland City. Ma non solo: dal 2002 è nazionale salomonese e nel 2008 si tolse la soddisfazione di vestire la maglia del team di All Star continentali che sfidarono i Los Angeles Galaxy in un match amichevole.

Tra tanti giocatori nati in Oceania troviamo però anche un europeo. Anche in questo caso, però, si tratta di un giocatore pressoché sconosciuto: il ventiseienne nippo-tedesco Yuki Stalph, centrocampista nato a Bochum che prima di sbarcare in Papua Nuova Guinea ha giocato nei Balestier Khalsa FC, nel Chonburi FC, negli Harrisburg City Islanders e nell’SC Idar-Oberstein.

Chi vincerà questo incontro preliminare dovrà scontrarsi, come detto, con i sudcoreani del Seongnam Ilhwa Chunma, freschi campioni d’Asia.

Fondata nel 1989 come Ilhwa Chunma FC la società con sede a Gyeonggi è oggi presieduta da Park Kyu-Nam ed allenata da Shin Tae-Yong, cresciuto nella Yeungnam University e che ha dedicato tutta la sua carriera da calciatore proprio alla squadra che attualmente guida dalla panca.

Sette volte campioni della K-League, una volta capaci di vincere la FA Cup, sono stati capaci anche di conseguire una Supercoppa coreana ed una K-League Cup. A livello internazionale, invece, i Chunma hanno riportato la vittoria di due Champions, una Asian Super Cup, un’A3 Champions Cup ed un Afro-Asian Club Championship.

Tre gli stranieri a disposizione di Shin Tae-Yong: Saša Ognenovski, Dženan Radončić e Mauricio Molina.
Il primo è un trentunenne centrale difensivo nativo di Melbourne che fa del suo fisico possente (è alto ben 195 centimetri) il suo punto di forza principale. Il secondo, ventisettenne punta montenegrina nativa di Plav, ha caratteristiche fisiche simile a quelle del suo compagno appena citato. Il terzo, infine, è un trequartista colombiano nato trent’anni fa a Medellin fa invece della tecnica superiore alla media – almeno rispetto al contesto in cui gioca – la sua arma in più.

Oltre ai tre succitati vanno poi  citati anche Jung Sung-Ryong (venticinquenne portiere ventidue volte nazionale), Cho Byung-Kuk (undici volte nazionale e parte della squadra che disputò le Olimpiadi di Atene) e Choi Sung-Kuk (bronzo con la nazionale ai giochi asiatici del 2002).

L’altro quarto sarà invece giocato dai campioni del continente centro-nord americano e del Continente Nero, il TP Mazembe, società calcistica congolese presieduta da Moise Katumbi Chapwe che ha sede nella città di Lubumbashi, capitale della provincia sud orientale dell’Haut Katanga. 
Vincitrice di 10 titoli nazionali (solo l’AS Vita Club con 11 ed il DC Motema Pembe con 12 hanno fatto meglio dal 1958, anno dell’assegnazione del primo titolo, ad oggi), di 5 Coppe del Congo, di 3 Katanga Provincial League, di 1 Coppa delle Coppe africana (nel 1980 il TP Mazembe ebbe la meglio in finale sugli ivoriani dell’Africa Sports National) e di 4 Champions africane (le ultime due vinte consecutivamente nel 2009 e nel 2010) risulta quindi essere una delle squadre più titolate dell’intera Repubblica Democratica del Congo.

A questo Mondiale per Club arrivano quindi in virtù della Champions africana vinta quest’anno e di cui è giusto ripercorrere velocemente la strada percorsa.

Pessimo esordio, per il Tout Puissant Mazembe. Nell’andata del primo turno, infatti, la formazione allenata da Lamine N’Diaye venne sconfitta dall’Armée Patriotique Rwandaise FC per 1 a 0, salvo poi rifarsi nel ritorno sigillando il passaggio del turno grazie ad un ottimo 2 a 0. Più agile, quindi, il passaggio del secondo turno, dove lo Djoliba FC viene spazzato con una doppia vittoria.
Inseriti nel Gruppo A, quindi, Les Courbeaux sono riusciti a qualificarsi per la semifinale solo come seconda forza del girone dietro all’Esperance Tunis, formazione che si troveranno a dover affrontare in finale dopo aver eliminato l’Al-Ahly grazie alla regola dei goal fuori casa.

Finale superata agilmente grazie al roboante 5 a 0 dello Stade de la Kenya. A decidere la partita le doppiette di Kasongo e Singuluma ed il goal di Kaluyituka. L’1 a 1 dello Stade 7 November di Rades, quindi, ha sancito la seconda vittoria consecutiva nella Champions africana.

Tra i giocatori più rappresentativi della squadra troviamo sicuramente il capitano, Tresor Mputu.
Tresor Mputu Mabi, questo il nome completo, vinse nel 2007 la classifica di capocannoniere della Champions Asiatica segnando 9 reti in tre soli round disputati dalla sua squadra (turno preliminare contro i botswanesi del Police XI, i trentaduesimi contro i madagascaregni dell’AS ADEMA ed i sedicesimi contro i marocchini del FAR Rabat) mentre è stato eletto dalla BBC miglior giocatore africano del 2009.
Le sue buone prestazioni, tra l’altro, attirarono su di lui le attenzioni di Tottenham e Blackburn, squadre che parvero interessate ad acquistare un giocatore che in passato era già stato seguito anche da Arsenal, Anderlecht, Olympiakos ed Hull City.

Altro giocatore molto rappresentativo del Tout Puissant Mazembe è quell’Emmanuel Mbola di cui parlai lo scorso gennaio.
Da sottolineare, poi, anche le presenze di Miala Nkulukuta, jolly difensivo nel giro della nazionale congolese, ed Alain Dioko Kaluyituka, giocatore laureatosi capocannoniere nel corso della Champions africana del 2009 (dove realizzò 8 goal, due più del suo capitano).

TP Mazembe che affronterà il Pachuca, vincitore dell’ultima CONCACAF Champions League.

Presieduti da Jesús Martínez Patiño ed allenati dall’argentino Pablo Marini i Tuzos si sono qualificati al Mondiale per Club non senza qualche patema.
Inseriti nel Gruppo A con i panamensi dell’Arabe Unido, gli statunitensi degli Houston Dynamo ed i salvadoregni dell’Isidro Metapan i messicani sono stati capaci di imporsi vincendo cinque match su sei, con quindici reti segnate e quattro subite.

Ai quarti, poi, arrivò dapprima un pareggio contro i guatemaltechi del Comunicaciones, poi battuti 2 a 1 al ritorno. Qualcosa di simile accadde anche in semifinale, quando dopo ad un pareggio col Toluca arrivò l’1 a 0 della partita di ritorno.
Nella doppia finale contro il Cruz Azul, infine, il Pachuca è stato battuto 2 a 1 all’andata prima di vincere il ritorno per 1 a 0 e risultare quindi per la quarta volta campione della Champions centro-nord americana.

Il tutto, in questo caso, in particolar modo grazie alle nove reti segnate da Ulises Mendivil, trentenne punta nativa di San Carlos capace di laurearsi capocannoniere della competizione.
Mendivil che però ha lasciato la squadra dopo la vittoria di questo importantissimo trofeo, decidendo di passare all’Atlante.

Tra i giocatori più rappresentativi della squadra resta invece il trentanovenne portiere colombiano Miguel Calero che dopo aver militato per cinque stagioni nel Deportivo Cali e per due stagioni nell’Atletico Nacional passò, nel lontano 2000, al Pachuca, squadra di cui oggi è capitano.
Calero che non è però l’unico giocatore degno di nota. Nel roster della società messicana chiamata a sfidare i campioni d’Africa troviamo infatti anche gli americani di origini messicane Herculez Gomez (punta passata tra le fila di Galaxy, Sounders, Rapids, Wizards e Puebla) ed José Francisco Torres (cresciuto proprio nel Pachuca), il paraguayano Edgar Benitez (punta nativa di Repatriacion già diciotto volte nazioznale), Braulio Luna (inserito nella rose delle nazionali che disputarono il Mondiale del 1998 e del 2002), il diciottenne Victor Mañon (tra i giovani più interessanti dell’intero Messico) e gli argentini Dario Cvitanich (ex Ajax) e Damian Manso (trequartista ex stella del Newell’s Old Boys passato anche tra le fila di Bastia, Independiente, LDU di Quito – con cui vinse una Libertadores nel 2008 – e Skoda Xanthi).

Chi vincerà tra Pachuca e Mazembe, poi, affronterà in semifinale l’Internacional di Porto Alegre, squadra presieduta da Vitorio Piffero ed allenata da Celso Roth che si è aggiudicata l’ultima Libertadores.

Inseriti nel Gruppo 5 con Deportivo Quito, Club Atlético Cerro ed Emelec i brasiliani si sono aggiudicati la prima posizione grazie a tre vittorie e tre pareggi con otto reti all’attivo e due soli goal subiti.

Molto più complicato, invece, il passaggio del turno successivo: dopo il 3 a 1 subito in casa contro il Banfield, infatti, arrivò il 2 a 0 che consegnò ai brasiliani gli ottavi, disputati contro l’Estudiantes. Anche in questo caso il passaggio del turno si materializzò solo grazie alla regola dei goal fuori casa, che agevolò la squadra di Roth anche in semifinale contro il San Paolo.

La doppia finale, invece, vide l’Internacional imporsi in entrambi i match disputati contro i messicani del Guadalajara: 2 a 1 all’andata, 3 a 2 al ritorno.

Cinque gli stranieri presenti nel roster della squadra: tre argentini e due uruguagi.
Dal paese di Maradona sono sbarcati a Porto Alegre Roberto Abbondanzieri, portierone di lungo corso della nazionale e del Boca Juniors, l’ex fenomeno del River Plate Andres D’Alessandro e l’ex perugino Pablo Guiñazú.
Da quello di Francescoli, invece, sono sbarcati un altro ex del nostro campionato, Gonzalo Sorondo, oltre all’ex aiace Bruno Silva.

Non sono questi, comunque, gli unici giocatori importanti facenti parte la rosa del club di Porto Alegre. Tra gli autoctoni, infatti, è bene citare Renan (portiere che due anni fa disputò le Olimpiadi a Pechino), Bolivar (difensore e capitano della squadra che passò tre stagioni nel Principato di Monaco), Indio (trentacinquenne con più di duecento presenze in squadra), Kleber (terzino sinistro con diciannove presenze all’attivo in nazionale passato da Basilea ed Hannover), Tinga (che vinse una Libertadores con l’Internacional già nel 2006 prima di disputare un centinaio di partite in Bundesliga con il Borussia Dortmund), Ilan (trentenne ex Sochaux, St. Etienne e West Ham), Oscar (stella della nazionale under 20 verdeoro), Rafael Sobis (stella della squadra già dal 2004 al 2006, prima di provare l’avventura in Spagna e negli Emirati) e, soprattutto, il ventenne trequartista che è la star di questa squadra, Giuliano (autore di sei rete nel corso dell’ultima Libertadores).

Internacional che sarà quindi la prima grande contender per i favoritissimi dell’Inter, squadra di cui, però, sarebbe inutile provare a dire qualcosa essendo così tanto conosciuta nel nostro paese.

Chiudiamo il tutto, quindi, con il calendario della competizione:

Turno Preliminare
8/12 Hekari United – Al-Wahda (Mohammed Bin Zayed Stadium, Abu Dhabi, 17) 

Quarti di Finale
10/12 TP Mazembe – Pachuca (Mohammed Bin Zayed Stadium, Abu Dhabi, 17)
11/12 Vinc. Preliminare – Seongnam Ilhwa Chunma (Zayed Sports City, Abu Dhabi, 17) 

Semifinali
14/12 Vinc. primo Quarto – Internacional (Mohammed Bin Zayed Stadium, Abu Dhabi, 17)
15/12 Vincitore secondo Quarto – Inter (Zayed Sports City, Abu Dhabi, 17) 

Finali
15/12 5-6 posto (Zayed Sports City, Abu Dhabi, 15)
18/12 3-4 posto (Zayed Sports City, Abu Dhabi, 15)
18/12 1-2 posto (Zayed Sports City, Abu Dhabi, 18)

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