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Archive for 15 dicembre 2015

Dopo aver parlato della nuova generazione che proverà a ridare spolvero al calcio polacco eccomi volare in Danimarca, dove una serie di giovani calciatori dipinge un futuro che par esser roseo per la Danish Dynamite.

Partiamo da ciò che fu.

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Dicendo che agli albori del calcio la Danimarca fece buone cose, vincendo gli argenti olimpici del 1908 e del 1912, più il bronzo nel 1948.

Di fatto, però, il calcio danese si imporrà all’attenzione del mondo solo a partire dalla metà degli anni ottanta: semifinale europea nell’84, ottavi Mondiali (alla prima partecipazione della loro storia) due anni più tardi, oro Europeo (da ripescati, in sostituzione dell’esclusa in fase di scioglimento Jugoslavia) nel 1992.
Da lì in poi una serie di piazzamenti europei e mondiali a dare discreta continuità ad un paese che però dal 2006 in poi ha registrato un netto passo indietro: dopo i quarti europei del 2004 (col crollo contro la Repubblica Ceca di Koller e Baroš, 3 a 0 secco) la Danimarca non si è qualificata ai Mondiali del 2006 e del 2014 ed agli Europei del 2008, uscendo al primo turno sia ai Mondiali sudafricani che al torneo continentale del 2012.

Questo discretamente lungo periodo di insuccessi potrebbe però essere superato nei prossimi anni, con una serie di giovani promesse che se probabilmente non sapranno ripetere quanto fatto da Schmeichel e compagni nell’ormai lontano 1992, di certo potranno dar battaglia per riportare i danesi a livelli più accettabili.

Partiamo quindi dall’estate appena passata: proprio in Repubblica Ceca si è giocato l’Europeo under 21, con i danesi che hanno saputo classificarsi terzi a parimerito con la Germania (in questa competizione non si gioca la finalina).

Un buon risultato arrivato grazie al secondo posto nel girone, maturato come conseguenza delle vittorie sui padroni di casa e sulla Serbia e della sconfitta con i tedeschi. Cui ha fatto seguito il netto 4 a 1 (ma era 2 a 1 fino a sette dalla fine, per una partita più aperta di quello che il risultato direbbe) della semifinale, persa contro i futuri campioni svedesi.

Proprio in quell’under 21 ci sono una serie di giocatori molto interessanti, diversi dei quali sono già stati integrati nelle fila di una nazionale maggiore che ha perso solo ai playoff, schiantandosi contro Ibrahimovic, l’accesso all’Europeo francese.

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Primo tra tutti citerei un giocatore di cui ho già parlato anche nei miei libri, quel Pierre-Emile Højbjerg che dal 2012 si è trasferito in Germania per completare formazione e maturazione.
Parliamo di un ragazzo dalle grandi doti tecniche, con controllo e calcio pulito, abile sia a gestire la sfera che a rifinire il gioco per le punte.
Di proprietà del sempre attento Bayern Monaco, ha giocato la seconda parte dell’ultima stagione all’Augsburg (che ha contribuito a qualificare all’Europa League), per passare poi in prestito allo Schalke all’inizio di questa.
A Gelsenkirchen sta trovando poco spazio, ma non per questo in Danimarca si sono scordati di lui. Anzi, ha giocato entrambi gli spareggi di qualificazione ad Euro 2016, segno del fatto che nonostante la giovane età (è un classe 95, quindi nel pieno del suo biennio under 21, dopo aver giocato già lo scorso da sottoetà) resta uno dei giocatori su cui si impernierà il nuovo corso danese.

Restando ai reduci di quell’under 21 passiamo al “macedone” Riza Durmisi, entrato all’età di 10 anni nell’Academy del Brøndby, dove milita tutt’ora.
Si tratta di un terzino sinistro molto ordinato ed educato, che mi ha davvero ben impressionato in Repubblica Ceca. Strano che nessuno, al termine di quella manifestazione giovanile, abbia pensato di andare a prelevarlo. Oggi è il terzino sinistro titolare della nazionale maggiore danese, nonostante per età (parliamo di un classe 94, in questo caso) sia ancora virtualmente un under 21.

Classe 94 è anche Yussuf Yurary Poulsen, lungagnone offensivo abile a giocare sia largo che come riferimento centrale per l’attacco, giocatore in forza al Red Bull Lipsia e già titolare della nazionale maggiore.
Non è un giocatore che mi riempie gli occhi, ma di certo si tratta di un ragazzo con un buon talento e soprattutto una grande abnegazione.

E del 94, annata che ha dato ottimi frutti in Danimarca, è anche Viktor Fischer, attaccante esterno scuola Ajax.
Scuola che condivide con un giocatore che seppur sulla bocca di tutti da tanti anni ha solo 23 anni: Christian Eriksen, probabilmente il giocatore più tecnicamente dotato in assoluto dell’attuale formazione danese.

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Beh, se anche mi fermassi qui vi avrei già dato un po’ di motivi per cui la Danimarca, continuasse su questa strada, potrebbe tornare a raccogliere buoni risultati a livello di nazionale maggiore.

Ma la verità è che ci sono altri giocatori che vale la pena citare.

Ad esempio, per quanto concerne la cerniera centrale del reparto arretrato, il capitano della spedizione ceca Jannik Vestergaard, 23enne centrale del Werder Brema, ed il giovanissimo (classe 96, ma già titolare in Champions League con la maglia del Borussia Moenchngladbach) Andreas Christensen, due giocatori che potranno dare una certa solidità là dietro per diversi anni.
In particolare sono molto curioso di seguire il percorso di crescita, già piuttosto precoce, del secondo. Anche lui è uno dei tanti ragazzi che ho presentato già nei miei libri: scuola Chelsea, con cui ha vinto l’ultima edizione della Youth League, è un centrale educato ed elegante, già molto più maturo di quanto i suoi 19 anni non lascino pensare. Ha sicuramente i numeri per imporsi come uno dei migliori interpreti europei del ruolo, a maggior ragione in un periodo storico in cui la qualità, in difesa, latita.

Nei miei libri, gli anni scorsi, presentai anche il buon Pione Sisto, anche lui – come i due centrali appena citati e molti altri ragazzi cui mi riferisco in questo pezzo – presente in Repubblica Ceca lo scorso giugno.
In questo caso parliamo di un colored – le origini ugandesi vengono tradite anche dal nome, non propriamente danese – che ama agire sulla fascia (preferibilmente destra), con qualità e spunti in velocità. Abile nel dribbling e dotato di una buona progressione, Sisto venne seguito da club italiani già un paio d’anni fa, pur rimanendo poi – almeno fino ad oggi – al Midtjylland.

A questi giovani o giovanissimi aggiungerei poi qualche giocatore già un po’ più maturo, ma comunque con diversi anni di carriera ancora davanti. Ad esempio l’ex palermitano Kjær (26 anni!), i 24enni Delaney, Braitwhaite e Nicolai Jørgensen, il 23enne Falk.

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Insomma, il materiale umano per provare a riportare la Danimarca a livelli accettabili (intendo nella fase ad eliminazione diretta di Mondiali ed Europei) c’è senz’altro.
Vedremo se tutti questi ragazzi sapranno mantenere le promesse anche a livello di nazionale maggiore, o se dopo le belle speranze lasciate intravvedere da ragazzi non sapranno ripetersi dove più conta davvero…


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