Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 12 marzo 2014

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Ieri molti di voi avranno sicuramente assistito alla disfatta madridista del Milan, nobile decaduta del nostro calcio (nobile decaduto anch’esso, potremmo dire).

Sia per chi il match l’ha potuto seguire che per chi ha avuto altro da fare, queste alcune mie considerazioni sul match che ha sancito la prematura eliminazione del nostro ultimo portacolori nel trofeo – per club – più ambito al mondo.

Ovviamente, un tweet da prendere con le pinze. Perché letto così qualcuno potrebbe assumere il fatto ch’io creda che la differenza tra Atletico e Milan stia tutta nel portiere.
Invece, non sono così sprovveduto.

Credo però, anche se non avremo mai la controprova e quindi restano ipotesi campate per aria (ma del resto, è il bello dello scrivere e discutere di calcio), che questo doppio confronto sia l’esempio classico in cui si rimpiange l’assenza di un portiere che, in gergo, si dice capace di “portare punti alla squadra”.

Se andiamo a vedere nel doppio confronto, infatti, sono almeno tre i goal su cui Abbiati avrebbe potuto fare di più. Di contro, nel corso dell’andata l’Atletico fu palesemente salvato da Courtois.

Ora non è certo scontato che ad invertire i portieri anche il risultato sarebbe cambiato, ma sono abbastanza convinto che con qualche “miracolo” del portierino belga pro Milan e qualche goal rivedibile preso da un Abbiati in Colchoneros avrebbero davvero potuto cambiare le sorti del match.

Un dato: ieri il Milan ha subito 6 tiri nello specchio. E 4 goal.

A margine: Abbiati è un ottimo professionista, ma per quanto mi riguarda è sempre stato portiere non più che discreto, che ha costruito una carriera “sopra le sue possibilità” per una parata. Quella di Perugia.

Quando si dice sliding doors…

Logico che perdere palla come ha fatto Essien in occasione dell’1 a 0 può sempre portare a situazioni pericolose per la difesa. Che però, nel caso specifico, era posizionata piuttosto bene.

L’errore a mio avviso macroscopico è quindi venuto dopo.

A marcare Diego Costa è Rami. Che poco prima del cross sembra però distrarsi, lasciandosi sfilare la punta avversaria alle proprie spalle. Un errore marchiano, sicuramente non accettabile a questi livelli. Che pesa tantissimo.

Poi certo, arriva anche la commistione di un Abbiati sempre lentissimo a muoversi. Un portiere reattivo e temerario potrebbe anche provare l’uscita (del resto, si tratta di area piccola). Un portiere un po’ più svelto di lui, quantomeno chiuderebbe sul palo con più prontezza, aumentando di molto le proprie chance di arrivare sul pallone.

Ma nulla di questo accade. E così dopo un paio di minuti arriva il primo triplice errore milanista (Essien perde palla, Rami perde l’avversario, Abbiati si muove lentamente) che porta all’immediato vantaggio della squadra di casa.

Sul secondo goal che prende il Milan, quello che in un certo senso mette forse la parola fine (o quasi) alle speranze Rossonere, c’è, ancora una volta, un errore a mio avviso marchiano di Rami.

Arda Turan arriva infatti in una situazione di agio totale: sul lancio in avanti arriva la sponda di un compagno (credo Raul Garcia), che stoppa la palla di petto verso lo stesso turco. Proprio lì, in quel momento, i due centrali difensivi dovrebbero aggredire. E sull’ala Colchoneros dovrebbe fiondarsi proprio l’ex Valencia. Che, invece, resta piantato sul posto.

Così la conclusione di Turan può essere solo deviata – qui sì, con sfortuna – alle spalle di Abbiati.

Ma se solo Rami avesse fatto un passo in avanti subito, nel momento della “smorzata” di petto, il pallone non avrebbe trovato la porta, finendo la sua corsa proprio contro al roccioso difensore francese.

Ovviamente anche in questo caso ci può essere una commistione di responsabilità con i mediani, i quali non rientrano prontamente. Uno dei due, infatti, avrebbe potuto portarsi sull’avversario per tamponare.

Ma l’errore, lampante, è tutto di Rami, che di fatto regala i primi due goal agli avversari.

Certo è che in occasione del goal del momentaneo pareggio anche la difesa Colchoneros sbanda un pochino. Balotelli fa l’unica cosa interessante del suo match, aprendo bene di prima su Poli. Che, con piedino educato, pennella sul secondo palo, il tutto dopo essersi infilato nel buco lasciato da Luis Filipe.

Per Kakà, bravo a lanciarsi nello spazio, è quindi un gioco da ragazzi infilare la rete di testa.

Insomma, giustissimo elogiare un comunque ottimo Atletico Madrid.

Ma, come si dice, non tutto è oro ciò che luccica!

Quel del Milan sta diventando un “deserto” tecnico. E’ questa la sensazione che si ha nel vedere una squadra che nel corso dell’ultimo decennio sta andando letteralmente a catafascio.

Proprio in questo deserto, nelle ultime settimane, stava provando ad imporsi uno dei nuovi arrivi, Rami. Che però ieri sera, come ho potuto dire poc’anzi, è stato uno dei peggiori in campo, con due errori gravissimi ed ingiustificabili.

E se quello che viene da più parti – se non unanimemente, nella pochezza della rosa Rossonera – ritenuto essere il miglior difensore della rosa se ne esce con una prestazione così, ecco che si capisce come la rifondazione debba partire subito, a maggior ragione oggi che affidarsi a qualche “nome” non basta più. E debba essere davvero epocale.

Poi, intendiamoci. Se Rami avesse giocato nel Milan di qualche anno fa, magari al fianco di un Sandro Nesta, avrebbe sicuramente fatto una figura migliore di quella che gli è capitata ieri.

Ma questa non può essere una giustificazione. Il Milan, per ritrovare la propria dimensione, ha bisogno di giocatori affidabili sempre.

Su questo tweet poco da aggiungere.

Ragazzi, Essien venne preso apposta e specificatamente per l’ottavo di finale contro l’Atletico.

Ora, al netto dei tifosi che a prescindere difendono sempre l’operato della società, salvo poi – alla lunga – ricredersi quando il campo emette giudizi amari, credo che nessuno si aspettasse che questa potesse essere una mossa vincente, per il Milan.

Un giocatore che sembra essere arrivato ad un precoce declino. E che comunque, visti gli ultimi mesi di carriera, difficilmente avrebbe potuto incidere positivamente ieri.

Vero fantasma che ha vagato per il campo senza una meta, capace di lanciare l’azione dell’1 a 0 perdendo male una palla sulla propria trequarti.

L’emblema, per quanto mi riguarda, della disgrazia di questo Milan: la non programmazione, che porta a cercare giocatori sul finire di carriera ma con un passato glorioso, anziché provare a darsi una progettualità per il futuro (come ha invece fatto l’Atletico).

E se il giochino per un po’ ha funzionato, ora sembra essersi rotto del tutto. Fuori ancora una volta agli ottavi, non ci sarà la Champions l’anno prossimo.

Ora non si può più aspettare. La proprietà DEVE rifondare.

Un discorso a mio avviso simile lo si può fare con Kakà, altro colpo sbagliato di una società che cerca simboli più che giocatori, progetto e futuribilità.

All’ex campione brasiliano, però, va riconosciuto il grande cuore e l’estrema professionalità. Là dove non arrivano più le gambe lui prova ad arrivarci con il cuore.

I risultati non sono gli stessi, ma chapeau comunque.

I due migliori, nell’Atletico, sono sicuramente stati i due davanti. Diego Costa si è confermato in formissima. Punta di ottima tecnica, molto mobile e duttile, energia infinita.

Un po’ il contrario di Balotelli. Che magari potrebbe avere anche alcuni colpi più importanti dell’omologo brasiliano (ah no, spagnolo…). Ma che si perde nel suo nulla cosmico ad – più o meno – ogni azione.

Partita sontuosa, poi, anche per Garcia. Giocatore tecnicamente raffinato, testa che sembra fatta per il calcio, lotta ed illumina il campo del Calderon.

Certo, va pure detto che ieri questi due hanno giocato contro una non-difesa. Anzi, contro una non-fase difensiva…

Infine, questa ultima considerazione.

Chi, come al solito (e scioccamente), si appella ad un problema economico del nostro calcio dice una cosa solo in parte vera.

Perché se sicuramente in questo momento le nostre compagini non possono – per incapacità loro e del sistema tutto – competere con i top club europei, è altrettanto vero che dovrebbero fare di un sol boccone una squadra come l’Atletico Madrid.

Invece, nella sostanza, le cose si rivelano essere molto diverse.

Delle tre grandi solo la Juventus sembra avere una progettualità. Inter e Milan sono invece alle prese con una sorta di rifondazione mai davvero compiuta (anche se credo Thohir ora stia provando a dare un’accelerata in questo senso) che le sta lasciando in un limbo in cui una squadra che fattura la metà, come appunto l’Atleti, può costruirsi negli anni, con un progetto solido alla base, una squadra indubbiamente più forte.

Perché ragazzi, molti tifosi milanisti gioirono quando dall’urna uscirono i Colchoneros. Ma che questa squadra nonostante abbia risorse economiche inferiori fosse superiore al Milan era chiaro, come dissi ancor prima che i sorteggi venissero effettuati.

________________________________________________________________

Facebook      Twitterblog      Twitterpersonale      G+      Youtube      Instagram
Acquista il mio primo libro: La carica dei 201! Costa solo 99 centesimi!

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: