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Archive for 7 novembre 2012

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Scorrendo la lista dei giocatori che si svincoleranno il prossimo luglio ci sono diversi nomi che saltano all’occhio.

Tra questi uno dei principali è sicuramente quello di Theo Walcott.

L’ala destra ex Southampton, infatti, rappresenta quel mix di tecnica, rapidità, ficcantezza, esperienza e gioventù che lo rende indiscutibilmente uno degli uomini più appetibili di un mercato free agent che, se le cose resteranno così (e quindi nessuno rinnoverà nei prossimi mesi col proprio club di appartenenza), si preannuncia infuocato.

Indiscutibile, in questo senso, che chiunque dovrebbe pensare all’acquisto del giovane di origini giamaicane. Perché potersi assicurare a zero calciatori del suo calibro è cosa che non accade certo tutti i giorni.

Tra i tanti club che dovrebbero interessarsi al folletto londinese deve sicuramente esserci il Milan, soprattutto in virtù della ben conosciuta congiuntura economica che sta vivendo di questi tempi.

Diciamolo chiaramente: la strada imboccata sembra essere quella del disinvestimento e dell’oculatezza. Che però spesso non fa rima con qualità.

Ecco quindi che il Milan, da società attenta, capace e calcolatrice quale è sempre stata, deve vedere bene di muoversi per tempo, andando ad individuare quei giocatori capaci di portare qualità senza che per acquisirli si debbano investire grosse cifre.

Questo per quanto riguarda l’aspetto economico. Che però media tutto quanto.

Poniamo quindi che le richieste annue del giocatore siano compatibili con le possibilità della società rossonera. Perché lui?

Perché, come detto, tra i free agent è quello che unisce un insieme di caratteristiche uniche, posto che oltre alle doti di gioco ha il vantaggio di avere solo 23 anni. Si tratterebbe quindi di un investimento a lungo termine.

Ora qualcuno tornando al titolo di questo pezzo potrà dire: “El Shaarawy spera che Walcott vesta Rossonero?”

No.

O almeno, non che io sappia.

La mia valutazione in questo senso risiede in un ragionamento tattico molto semplice: dopo un inizio di stagione molto travagliato il Milan ha cambiato modulo – abbandonando lo storico 4-3-1-2 in favore del 3-4-3 o del 4-2-3-1 – per provare a darsi una nuova identità. Cosa che, a tratti, sembra stia riuscendo a mister Allegri.

Cosa che, soprattutto, permette alla società di via Turati di sfruttare al meglio il grandissimo potenziale che Madre Natura ha messo a disposizione di El Shaarawy, che come già dimostrato nel corso della sua carriera giovanile e dell’esperienza patavina in Serie B gradisce giocare largo sulla sinistra per dare fondo a tutte le sue qualità atletiche e potersi poi esprimere anche in zona goal.

Questa nuova situazione, però, presenta un piccolo problema: se il Faraone è un’ottima ala sinistra qualche problema in più lo si ha sulla fascia opposta, con un Bojan che non è un esterno puro ed Emanuelson che non ha né avrà mai una sua dimensione, almeno in un top club.

Da qui ecco la necessità di affidarsi ad un’ala destra di ruolo.

El Shaarawy, Pato e Walcott. Con Bojan come rincalzo.

Certo, naturale replicare che mancano i chili e quindi le alternative di gioco, in un parco attaccanti del genere. Che però, sulla carta, sarebbe uno dei più interessanti di tutta la Serie A.

E che, con un Pato ritrovato (come tutti i milanisti sperano), non sfigurerebbe nemmeno nell’Europa che conta.

Ecco spiegato perché il Faraone “chiama” Walcott a Milano: l’arrivo dell’inglese sarebbe la certificazione di un cambio di modulo duraturo che metterebbe l’italoegiziano nelle condizioni migliori di potersi esprimere. E, quindi, consacrare.

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Stasera ho visto una partita e letto dei commenti. Di matrice completamente opposta.

Da chi ha parlato di “dominio” o “ottima partita” milanista, fino a chi è riuscito a spingersi all’estremo opposto con un “imbarazzanti” rivolto ai Rossoneri.

Ma “la verità sta nel mezzo”, dicevano i latini. Cosa vera forse mai quanto in questo caso.

Con un Milan più intraprendente di un brutto Malaga (squadra data in “recessione”, e ce ne siamo accorti un po’ tutti) ma comunque non ancora abbastanza brillante da portarsi a casa un risultato fors’anche meritato ai punti (parlassimo di boxe) ma non concretizzato nei fatti.

Qualche numero per inquadrare il match, prima di dar spazio alle pagelle: 54% il possesso palla a favore del Milan, che batte 11 corner contro l’1 calciato dal Malaga. 19 i tiri scoccati dai Rossoneri, di cui 6 nello specchio, contro i 4 (3) degli spagnoli.

Milan

Abbiati s.v.
Non ha colpe sul goal. Per il resto chiamato in causa molto molto raramente.

Abate s.v.
(Dal 6′ De Sciglio 6
Non si rende forse mai abbastanza pericoloso ma il suo appoggio è costante. Ed in una squadra come il Milan odierno è già significativo. Nota bene: è il giocatore che crossa di più tra i Rossoneri. Prova nove volte a metterla in mezzo.)

Mexes 6
Peccato per l’occasione del goal di Eliseu. In cui si trova nella condizione di contrare Isco, che ha però tutto il tempo di portare palla, lasciare che il compagno gli detti il passaggio e poi tagliare come burro la difesa rossonera con un assist al bacio.

Bonera 6
Anche lui tutt’altro che perfetto in occasione della realizzazione dell’1 a 0 spagnolo, quando si fa inglobare dalla “implosione” difensiva milanista. Nel complesso, però, Saviola viene annullato e il Malaga si rende poco pericoloso.

Constant 6,5
Pare partire bene. Poi un pochino si perde. Per ritrovarsi nella ripresa. Nel complesso è uno dei giocatori più vivi del Milan. Suo malgrado non è un terzino puro e lo dimostra in occasione del goal del Malaga, quando si fa tagliare fuori dal filtrante di Isco che premia l’inserimento di Eliseu. Nel complesso va però premiata la sua costanza. Oltre che il fatto che sforni l’assist del pareggio.

De Jong 5,5
Uno dei tanti ad essere corresponsabile del goal malagueño, quando “abdica” all’intervento su Isco, che così può partire e scatenare tutto il suo talento. Nel complesso è, al solito, praticamente nullo in fase di costruzione. Con l’aggravante che oggi non è particolarmente brillante nemmeno in quella di non possesso. Nonostante senso di posizione e intuito gli permettano di trovarsi spesso al posto giusto nel momento giusto.

Montolivo 6,5
Il centrocampo del Milan è lui. E questo spiega forse, parzialmente, i problemi del Milan. Abituati un tempo a contare su Campioni di altro talento da sfruttare come perni del reparto nevralgico del campo. Detto questo giù il cappello: lotta come un leone e prova a prendere per mano la squadra quando si tratta di produrre gioco. I risultati sono quelli che sono, ma la colpa non è certo tutta sua!

Emanuelson 6
Calcia più di ogni altro giocatore sul campo di gioco. E già questo, per un giocatore mediamente discretamente “molle”, è significativo. Solo che non è fortunato, soprattutto quando Caballero gli nega il goal su di una splendida punizione calciata a giro sul secondo palo.
(Dall’80’ Robinho s.v.)

El Shaarawy 5,5
Dopo così tante prestazioni importanti (per non parlare dei goal) fisiologico prendersi una pausa. Nel primo tempo, comunque, solo l’opposizione di un difensore che fa scudo col corpo gli impedisce di trovare la rete. Corre, ma tocca pochi palloni.
(Dal 62′ Boateng 5,5
Difficile dargli un voto. Entra e prova a sparare qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Al solito. Indubbio che patisca il cambio d’identità del Milan, resosi necessario dopo la dipartita di Ibrahimovic.)

Bojan 6,5
Il 7 dell’intraprendenza fa il paio col 6 della precisione. Perché se da una parte il giovane spagnolo ci prova, dribbla, si danna l’anima e trova solo un ottimo Caballero a negargli la gioia del goal, dall’altra sbaglia molti passaggi. Troppi.

Pato 6
Brutta partita per il Papero. Che però torna al goal dopo tantissimi mesi. E questa è LA notizia, per i tifosi Rossoneri.

Malaga

Caballero 7
Le colpe maggiori del goal non sono sue. Ma se ripetesse le parate fatte su Bojan ed Emanuelson il risultato finale sarebbe diverso.

Gamez 4,5
Nullo in fase offensiva, patisce dietro. Immagino i suoi tifosi non l’abbiano amato, oggi.

Demichelis 6,5
E’ l’anima della difesa malagueña. Che balla parecchio. Ma che senza di lui probabilmente non concederebbe una sola rete.

Weligton 5,5
Si arrangia come può.

Sanchez 6
Prova a contenere come può.

Iturra 6
Il Gattuso di Malaga lotta fino all’ultima stilla d’energia per provare a tenere in piedi il proprio centrocampo e quindi la propria squadra.
(Dal 74′ Toulalan s.v.)

Camacho 6
Fa il paio con Iturra, per un duo di centrocampo molto muscolare che non aiuta però nella costruzione del gioco.

Joaquin 5
Il fatto che un’ala offensiva con le sue caratteristiche si faccia notare più in fase difensiva che non offensiva la dice lunga sulla sua serata.
(Dall’82’ Seba s.v.)

Isco 6,5
Il gioiello del Malaga è lui. Senza dubbio. Anche stasera è l’unico a dare qualità, genio ed inventiva alla squadra.

Eliseu 6,5
Scartato dal calcio italiano come fosse poco più che un amatore, stasera si mette in mostra soprattutto per l’intraprendenza. Molto bravo a dettare ad Isco l’assist che vale il momentaneo 1 a 0.

Saviola 5
Evanescente.
(Dal 68′ Santa Cruz s.v.)

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