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Archive for 8 giugno 2012

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Erano i favoriti per la vittoria del gruppo alla vigilia, si sono già presi il primo posto e, virtualmente, il girone.

La bontà di questa Russia, del resto, l’avevamo tastata con mano pochi giorni fa, quando una difesa Azzurra da brividi aveva spianato la strada alla vittoria amichevole della nazionale di Advocaat.

Che è arrivata in Polonia per dettare legge nel Gruppo A.

Detto-fatto.

Ceki che in realtà non iniziano nemmeno malissimo. Ma i tempi di Nedved, Poborsky e compagnia sono lontani più che mai, e in Russia c’è un’aria nuova che soffia e che già si era fatta sentire quattro anni fa.

A spaccare la partita è in particolar modo la doppietta di Dzagoev, che prima apre le marcature, poi, dopo il goal della bandiera di Pilar che riapre il match sul 2 a 1, mette la pietra tombale sulle speranze di Baros e compagnia.

E’ quindi troppo forte l’Armata Rossa per una Repubblica Ceca che ora proverà comunque a giocarsi il passaggio del turno contro le non irresistibili Grecia e Polonia.

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Subito un mezzo passo falso per i padroni di casa polacchi.

La squadra c’è, almeno in diversi elementi.

I tre campioni di Germania, ad esempio, sono giocatori di livello Europeo nel vero senso del termine.

Il tutto, però, non basta.

La Polonia in realtà parte fortissimo, sospinta dal rovente pubblico del National Stadium di Varsavia.

E sono proprio i polacchi di Dortmund a spaccare la partita, con l’attesissimo Lewandowski, giocatore che se la Polonia arriverà fino in fondo potrebbe puntare a diventare capocannoniere del torneo, ad infilare Chalkias di testa.

E’ una Polonia caricata a molla pronta a giocarsi fino in fondo la qualificazione ai turni ad eliminazione diretta.

Una Polonia che però mette in mostra qualche problemino difensivo, che potrebbe costare caro agli uomini di Smuda.

Perché una componente di sfortuna se si vuole c’è, ma prendere un goal così, quasi da dilettanti, significa anche mostrare una certa fragilità là dietro.

Così è bravo Salpingidis, indubbiamente tra i migliori in campo, ad approfittare dello svarione e della sfortuna polacca per firmare l’1 a 1 finale.

Il tutto con la Grecia in dieci, per espulsione più che dubbia di Papastathopoulos.

Polonia che quindi avrebbe tutte le carte in regola per vincere il match.

Il solito Salpingidis, però, guadagna un rigore netto, che porta peraltro all’espulsione del portiere di casa.

Sul dischetto si presenta quindi l’ex interista Karagounis, uno degli eroi dell’impresa greca all’europeo 2004, che si fa disinnescare la conclusione, in realtà molto angolata, dall’ottimo Tyton, entrato a freddo ma subito in partita.

Polonia che fa un mezzo passo falso pesante, insomma.

Sempre indomita, invece, la Grecia. Che non ripeterà certo l’exploit del 2004, ma che continua a mostrare un carattere raro.

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