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Archive for 19 aprile 2010

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La strutturazione di molte coppe nazionali permette la coltivazione di sogni anche da parte di squadre della provincia profonda, di paesini sperduti, fatte da giocatori che giocano per passione e non per soldi e con giusto poco più di parenti ed amici come seguito di tifosi.

In paesi come la Francia, infatti, non sono solo le squadre delle due o tre serie principali a giocarsi la vittoria finale: la corsa è aperta a tutti, dilettanti compresi.

I giocatori del Quevilly esultano nel corso del match col Boulogne

E’ proprio da qui, quindi, che nasce la favola dell’US Quevilly e dei suoi tifosi, dalla possibilità cioè di provare a giocarsi un posto al sole nel calcio che conta.

L’avventura del piccolo club di Le Petit Quevilly, piccola cittadina di poco più di ventimila abitanti del dipartimento della Senna Marittima, parte da lontano.
Fondato nel 1902 fu finalista in Coppa di Francia nel 1927 e semifinalista nel 1968. Nessuno, però, si sarebbe mai potuto aspettare che i ragazzi di Régis Brouard sarebbero stati in grado di bissare proprio quanto fatto nella famosa primavera del 1968, andando a centrare un’altra semifinale.

E invece…

Il primo impegno nella Coppa di quest’anno risale allo scorso novembre quando il Quevilly si scontrò con il Kaweni imponendosi con un secco 6 a 0 senza storia. A febbraio, quindi, fu la volta di andare a giocare allo Stade Pacy-Ménilles di Pacy-sur-Eure per affrontare la squadra di casa, battuta 2 a 0. Ai trentaduesimi arrivò invece un altro 6 a 0, questa volta ai danni dell’Olympique Saint-Quentin.

E’ però dai sedicesimi di finale che iniziano ad esserci gli impegni un po’ più seri: ad attendere il Quevilly a questo punto del torneo è infatti l’Angers, che arriva allo Stade Amable Lozai piuttosto sicuro di uscirne col bottino pieno. Les Scoïstes, infatti, fanno parte di quell’elite calcistica francese che va sotto il nome di “calcio professionistico”. Niente lavoro in officina, cantiere o negozio per i ragazzi di Jean-Louis Garcia, calciatori a tutti gli effetti, per professione.
Angers che nonostante sia fissa nella prima metà della Ligue 2, quando l’US Quevilly gioca nel campionato amatoriale francese, non riesce però a sopraffarre gli avversari, facendosi sconfiggere per 1 a 0.

Cosa ancora più incredibile, poi, quella che accade ai sedicesimi: l’imperforabile retroguardia della squadra del Presidente Mallet resiste anche contro l’attacco del Rennes, equipe transalpina che troviamo oggi al settimo posto della Ligue 1. Non possiamo dire lo stesso, invece, della difesa dei Rouges et Noirs, che si fa bucare una volta.

Una squadretta di dilettanti, insomma, sta mettendo in subbuglio il calcio francese: nemmeno le squadre della massima divisione transalpina riescono a frenarne l’incedere.

Quanto accade allo Stade Robert Diochon di Rouen (preso in prestito apposta per questo match) il 23 marzo scorso è quindi già storia. Anche se, forse, a quel punto i giocatori di Brouard probabilmente non si aspettavano certo potesse andare altrimenti.

Ad arrivare a Rouen è il modesto Boulogne. Modesto se paragonato alle grandi del calcio francese, un colosso rispetto alla squadra di Le Petit Quevilly. Che però dopo aver eliminato uno dei club in corsa per un posto in Europa non poteva certo temere nulla al cospetto della penultima della Ligue 1.

Sarà stata proprio questa convinzione ad aiutare Beaugrard e compagni nel corso di questi quarti di finale, forse, fattostà che i tifosi dell’USQ hanno potuto assistere ad un trionfo assoluto.
Davanti ai 10490 del Diochon, quindi, è stata scritta una pagina storica del calcio transalpino, a suo modo.

Il 4-5-1 di mister Brouard funziona: dopo soli undici minuti, infatti, Agouazi, mediano ospite, perde un pallone sanguinoso che è quindi recapitato a Anthony Laup, ala destra della formazione di casa, che lo gira a sua volta su Florian Coquio, punta della squadra, che lo deposita in rete. 1 a 0, entusiasmo alle stelle.

Ed è proprio cavalcando quest’entusiamo che alla mezz’ora arriva il raddoppio, ancora una volta propiziato da un errore ospite: Bellaid perde infatti un pallone con un errore grossolano favorendo Laup, che dopo averlo recuperato fredda quindi Bédenik con un piatto destro senza scampo né appello. E’ il delirio.

Tutte le favole, però, prima o poi finiscono. Ed anche quella dell’insormontabile retroguardia dell’USQ trova la sua fine. Nel recupero del primo tempo, infatti, Locointe, su cui non va in pressione la difesa di casa, effettua un cross teso per Marcq che arrivando da dietro all’altezza del dischetto del rigore incorna di testa. E’ una conclusione imparabile per Rhoufir, bucato per la prima volta nel corso di questa edizione della Coppa di Francia.

Se la favola della retroguardia dell’USQ finisce non si può dire lo stesso per quanto riguarda la cavalcata della modesta squadra della Senna Marittima. Che, non contenta del solo goal di vantaggio rispetto agli avversari, decide di triplicare al sessantasettesimo: Vaugeois fa infatti un buon lavoro in mediana e lancia Corbard, subentrato solo sei minuti prima a Colinet, che appoggia a Laup. L’ala destra dell’USQ, quindi, centra per Ouahbi, che spinge il pallone in fondo alla rete per chiudere il match in tripudio.

Anche la favola del Quevilly, comunque, ha trovato una fine: si è infatti chiusa proprio pochi giorni fa, giusto settimana scorsa.

Per l’occasione la società aveva predisposto di giocare nello stadio del Caen, nemmeno più in quello del Rouen. Una semifinale di Coppa di Francia contro niente popò di meno che il PSG, infatti, avrebbe accolto un pubblico ancora maggiore rispetto ai quarti.

E così lo scorso 14 aprile le due squadre si sono scontrate al Michel d’Ornano per decidere chi si sarebbe trovato di fronte al Monaco il prossimo primo maggio allo Stade de France, per la finalissima.

A spuntarla, quindi, è stato proprio il club della capitale, che è riuscito ad imporsi grazie ad un goal realizzato al cinquantesimo da Erdinç.

Erdinç esulta coi compagni dopo aver segnato il goal che sancisce l'eliminazione del Quevilly

Una cavalcata comunque trionfale quella dell’USQ, che ha compiuto un atto successo poche volte nel corso della storia ad una società di dilettanti.

E se fosse arrivata la vittoria finale…

A margine: quanto sarebbe bello se queste cose potessero accadere anche in Italia?

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