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Archive for 18 aprile 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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La Roma batte la Lazio per 2 a 1 con una grande rimonta firmata da una doppietta di Mirko Vucinic e resta aggrappato al primo posto in classifica.  

La coreografia romanista ad inizio partita

Dopo aver visto cronaca, commento, mvp e tabellino del derby, quindi, andiamo a stilare le pagelle dei giocatori scesi in campo.  

Lazio  

Fernando Muslera: 5,5
Il portierino uruguagio non ha grossissime colpe, in particolar modo in occasione del rigore che intuisce senza riuscire a parare. Sul calcio di punizione, però, sembra non piazzarsi benissimo, per quanto la responsabilità maggiore paia essere di Brocchi. Lui, comunque, resta completamente immobile, forse senza nemmeno vedere il siluro imbucarsi in rete.
  

Andrè Dias: 6,5
Discreta partita del brasiliano alla sua prima esperienza in Europa dopo una carriera passata interamente in Brasile.
  

Guglielmo Stendardo: s.v.
Esce dopo quattro soli minuti di gioco: la scarpata in faccia di Toni, infatti, gli impedisce di continuare il suo match.
  

Stefan Radu: 6
Se tenessimo conto anche del post partita il voto scenderebbe indubbiamente. E’ proprio lì, infatti, che il difensore rumeno dimostra di essere uno dei più nervosi del lotto. In partita, comunque, Radu si comporta abbastanza bene, anche se è proprio lui a fermare fallosamente Menez in occasione del goal del 2 a 1. Tenere il francesino quando è in questo stato di forma, del resto, è cosa ostica per tutti.
  

Stephan Lichtsteiner: 6,5
Il fluidificante elvetico dimostra di essere uno dei migliori interpreti del ruolo anche stasera abbinando qualità e quantità come pochi altri interpreti del ruolo.
  

Aleksandar Kolarov: 6
Gioca un po’ meno bene il corrispettivo mancino di Lichtsteiner che oltre ad apparire meno incisivo si macchia del fallo da rigore che vale il pareggio giallorosso. Sufficienza stiracchiata per lui. 

Discreta prestazione quella di Kolarov che si macchia però del fallo del rigore che vale l'1 a 1

Cristian Brocchi: 6
Più che qualità non può dare questo centrocampista passato da Milan e Inter prima di sbarcare a Roma. E qualità è ciò che dà, provando a mettere grande intensità in ogni azione. Esattamente come Kolarov, però, si macchia di una colpa piuttosto importante: è lui, infatti, a staccarsi malamente dalla barriera in occasione del goal del 2 a 1, addebitabile per buona parte a lui.
  

Cristian Ledesma: 5,5
Tirato fuori dalla naftalina a gennaio Ledesma dimostra di essere l’unico giocatore tra quelli disponibili in rosa a poter gestire il gioco dando qualità alla manovra. Macchia però la sua discreta prestazione facendosi espellere per proteste a partita quasi terminata.
  

Stefano Mauri: 6
Volenteroso anzichéno, ma non basta. Mauri dimostra infatti di aver passato da un pezzo il picco della sua carriera da tempo e di essere oggi solo un onesto mestierante del pallone.
  

Sergio Floccari: 4,5
Valutando solo la prestazione sarebbe giusto dargli mezzo voto in più. L’errore dal dischetto, dove si presenta per tirare una mozzarella inguardabile, è però pesantissimo. Avesse realizzato quel goal, infatti, avrebbe probabilmente chiuso la partita. Così, invece, permette all’inerzia della partita di girare completamente a favore degli ospiti, che la sfrutteranno al massimo sino a ribaltare il risultato.
  

Tommaso Rocchi: 6,5
Segna la rete del vantaggio biancoleste sfruttando al massimo il buco di Burdisso per disputare poi una partita in cui risulta essere molto più brillante del proprio compagno di reparto. Grande mobilità per lui.
  

Giuseppe Biava: 6
Subentra a Stendardo dopo sei soli minuti di gioco e si allinea ai compagni di reparto. 

Biava subentra ad un infortunato Stendardo dopo sei soli minuti di gioco

Mauro Zarate: 6,5
Prestazione piuttosto brillante del talentino argentino che entra e crea scompiglio nella difesa ospite. Il tutto, però, senza riuscire a trovare la zampata giusta per riportare in equilibrio il risultato.
  

Julio Ricardo Cruz: s.v.
Gioca un quarto d’ora toccando pochissimi palloni.
  

Roma  

Julio Sergio: 7
Può poco sul goal, così come non si possa definire esattamente un miracolo la parata sul rigore che, però, vale buona parte della vittoria.  

Marco Cassetti: 6
Ha vissuto momenti sicuramente migliori questo terzino destro che pare sia tenuto d’occhio da Lippi in ottica Mondiale. Oltre a non incidere in fase offensiva, infatti, causa anche un rigore che sarebbe potuto costare molto caro.  

Nicolas Burdisso: 6
L’erroraccio fatto sul goal di Rocchi sarebbe potuto costare davvero carissimo. Per sua fortuna, però, la partita poi gira e si mette al meglio. Errore a parte disputa comunque un buon match.  

Juan: 6,5
Vale quanto detto per Burdisso, con la differenza che non fa errori macroscopici come il compagno di reparto.  

John Arne Riise: 6,5
Nel primo tempo è uno dei pochi positivi della sua squadra. Nella ripresa, però, patisce parecchio l’uno contro uno con Zarate. Nel complesso, comunque, risulta essere meritevole questo terzino norvegese che non sta facendo rimpiangere chi l’ha preceduto.  

Daniele De Rossi: 5,5
Disputa un solo tempo e lo fa malino. Tanto che Ranieri decide, coraggiosamente, di toglierlo. Certo da uno come lui ci si aspetterebbe qualcosa di più, in special modo in un derby.  

De Rossi festeggia la vittoria nel derby al termine dello stesso

David Pizarro: 6,5
Nel primo tempo prova a dare qualità ad una spentissima manovra giallorossa, nel secondo tempo resta l’ultimo baluardo del centrocampo ma, nel contempo, contribuisce al salto di qualità romanista.  

Simone Perrotta: 6,5
L’ex centrocampista clivense dimostra un buono stato di forma: prestazione solida quella del capitano del secondo tempo romanista.  

Francesco Totti: 5
E’ il peggiore in campo del primo tempo il capitano giallorosso, giustamente sostituito nel corso dell’intervallo da Ranieri. Verranno tempi migliori per lui.  

Mirko Vucinic: 7,5
Nel primo tempo si spende in un grande lavoro di ripiegamento sulla fascia sinistra che ricorda tanto quanto faceva a suo tempo un altro idolo Giallorosso, Marco Delvecchio. Nel corso della ripresa, poi, il suo destro decide il match da calcio piazzato. Il siluro lanciato in occasione del secondo goal, specialmente, è davvero balisticamente apprezzabile.  

Luca Toni: 6
Nel primo tempo non tocca quasi mai palla, nel secondo contribuisce alla vittoria romanista lottando su ogni pallone. Pur senza incidere fattivamente sul risultato.  

Rodrigo Taddei: 6,5
Il suo ingresso a metà partita contribuisce a cambiare la partita. Risulta poi essere fondamentale in occasione del primo goal, quando è proprio da un suo dribbling che nasce il calcio di rigore che frutta l’1 a 1.  

Jeremy Menez: 7
La sua brillantezza risulta essere fondamentale. Menez è infatti una vera e propria spina nel fianco della difesa Biancoceleste: quando parte in percussione palla al piede risulta letteralmente devastante. Mica per nulla è lui a guadagnare la punizione che vale il goal vittoria.  

Menez cambia il match con il suo ingresso

Matteo Brighi: s.v.
Gioca una decina di minuti, troppo poco per attribuirgli un voto.

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La Roma scende in campo in un derby arroventato: se da una parte la Lazio, infatti, è ancora alla caccia dei punti che darebbero ai Biancocelesti la sicurezza di rimanere in Serie A anche nel corso della prossima stagione i Giallorossi devono centrare il bottino pieno a tutti i costi per andare in controsorpasso sull’Inter, con i Nerazzurri capaci di sorpassare la Lupa grazie alla vittoria di venerdì con la Juventus.

CRONACA
La prima conclusione arriva dopo due soli minuti di gioco quando Toni riesce in qualche modo ad appoggiare il pallone qualche metro indietro rispetto alla sua posizione in favore di un arrembante Totti il cui tiro, però, non trova lo specchio di porta.

Un altro paio di minuti e Stendardo, centrale difensivo laziale, deve lasciare il campo: dopo aver preso una scarpata in faccia – involontaria – da parte di Toni, infatti, il volto dell’ex Juventus diventa subito una maschera di sangue ed il medico sociale biancoceleste intima subito il cambio. A rilevare Stendardo, quindi, è Biava, giunto in gennaio dal Genoa.

Nonostante la prima conclusione della partita sia stata di marca Giallorossa sono i padroni di casa a tenere un pochino di più il pallino del gioco. Il tutto, comunque, si trasforma poi in un equilibrio sostanziale posto che nonostante tutto la Lazio non riesce a bucare la difesa romanista.
Il tutto fino al quattordicesimo minuto quando  Ledesma verticalizza un pallone che viene completamente bucato da Burdisso per terminare poi giusto tra i piedi di Rocchi. Che, senza grandi difficoltà, stoppa il pallone per bucare poi l’uscita di Julio Sergio. Inter sempre più saldamente in testa alla classifica.

Al ventitreesimo, quindi, Rocchi avrebbe un’altra occasione interessante sugli sviluppi di un’azione tambureggiante di Lichtsteiner sulla destra ma Burdisso, questa volta, riesce in qualche modo a chiuderlo in angolo per quanto il capitano laziale chieda il calcio di rigore.

La partita non è comunque godibilissima. Le due squadre si fronteggiano infatti più che altro tra le due trequarti, non creando gioco né portandosi in maniera continuativa alla conclusione.

L’apertura di ripresa è di rigore.

Dapprima, infatti, è la Lazio a poter usufruire di una massima punizione. Floccari, però, si fa parare la conclusione dal dischetto da Julio Sergio. Poco più tardi, invece, è la Roma a guadagnare un rigore: Taddei, entrato da poco al posto di uno spento Totti, raccoglie la palla in area sugli sviluppi di un angolo e punta Kolarov, facendo per saltarlo. Il terzino serbo, però, allunga il piede fuoritempo, trovando il contatto con l’avversario.
Sul dischetto si presenta quindi Vucinic che fredda Muslera, capace solo di intuire l’angolo senza arrivare sul pallone.

Vucinic buca Muslera con un missile su punizione

Al sessantunesimo, quindi, Menez riceve palla centralmente da Taddei e si lancia palla al piede verso l’area laziale, venendo però fermato fallosamente al limite della stessa. Sul punto di battuta del calcio di punizione si presenta quindi Mirko Vucinic che calcia un siluro che buca la barriera per freddare poi un assolutamente immobile Muslera. In una manciata di minuti, quindi, il destro di Vucinic ribalta il risultato.

Roma che risulta essere piuttosto galvanizzata dal vantaggio e cerca di costruire gioco, cosa che non accadeva invece nel primo tempo, per arrivare a colpire Muslera. Al settantesimo, quindi, è Burdisso a svettare sugli sviluppi di un calcio d’angolo guadagnato grazie ad una bella azione manovrata. Muslera, però, para facilmente il pallone.
Un paio di minuti e Menez ruba palla a Toni per involarsi poi palla al piede, seminare un paio di avversari ed entrare in area per calciare. Sulla traiettoria del pallone si frappone comunque Dias che lo devia in angolo.

La Lazio comunque vuol vendere cara la pelle. E’ Zarate, quindi, a provare a pungere: postosi sulla destra del proprio fronte offensivo, infatti, il talento di Buenos Aires prova a mettere in crisi più e più volte la retroguardia giallorossa. In una di queste occasioni, all’ottantesimo, un suo spunto in velocità vale un cross al centro su cui arriva puntualissimo Rocchi, che gira però il pallone oltre il palo senza trovare lo specchio di porta.

A tempo ormai scaduto, quindi, Ledesma si fa scioccamente espellere prendendo un secondo cartellino giallo per proteste. La Lazio ci crede comunque, ma a quel punto la Roma si arrocca in difesa e porta a casa il risultato.

COMMENTO
Il primo tempo, bisogna dire la verità, non è stato particolarmente godibile.

Certo, se siete tifosi di una delle due squadre probabilmente vivevate il tutto con una tensione tale che vi sembrava di assistere ad una tiratissima finale di Champions, però obiettivamente, per gli altri almeno, il match non è stato niente di che con una Roma che teoricamente avrebbe dovuto fare la partita piuttosto arrendevole e priva di idee ed una Lazio più volenterosa ma comunque limitata da una certa mancanza di talento palese tra i Biancocelesti.

Totti non disputa certo un derby brillante tanto che Ranieri decide di sostituirlo dopo i primi quarantacinque minuti

Nel secondo tempo, invece, Ranieri prende una decisione coraggiosissima togliendo Totti e De Rossi per Taddei e Menez e la partita si infiamma: dapprima Cassetti regala alla Lazio un rigore che potrebbe chiudere il match, poi, dopo la parata di Julio Sergio, è Kolarov a fare fallo in area. E qui la partita cambia: la Roma pareggia infatti grazie a Vucinic e si trova con tutta l’inerzia dalla propria parte. Il rigore sbagliato da Floccari ed il pareggio appena trovato, infatti, galvanizzano i Giallorossi.

A dare ulteriore man forte alla Roma, poi, c’è il genio abbinato alla brillantezza di Menez, che fa il diavolo a quattro quando parte palla al piede. Ed è proprio da una sua azione personale che nasce il calcio di punizione che deciderà il match, con un Brocchi che si staccherà malamente dalla barriera agevolando il goal di Vucinic.

Roma che resta quindi in testa alla classifica e che si lancia verso la conquista dello Scudetto. Si prospetta quindi un finale di campionato davvero palpitante!

MVP
Il titolo di migliore in campo non può che essere assegnato a chi ha deciso questo derby: Mirko Vucinic.
L’attaccante montenegrino, infatti, risolve un match fondamentale per il prosieguo del campionato con rigore e punizione che freddando per due volte Muslera, decidendo l’incontro.

Due doverose honorable mention, però, vanno riservate a Claudio Ranieri e Jeremy Menez.

Il primo dimostra infatti un coraggio notevolissimo nel togliere due colossi romanisti come Totti e De Rossi nel corso di un derby forse decisivo per lo Scudetto. Mossa davvero notevole.

Il secondo, subentrato proprio a De Rossi, dimostra invece come quando sia in palla possa risultare davvero un fattore: quando parte palla al piede è davvero incontenibile a tratti.

Mirko Vucinic festeggia dopo aver bagnato il suo derby con una doppietta

Citazione altrettando doverosa, infine, per Julio Sergio: la sua parata sul rigore – calciato malissimo – da Floccari non è tanto difficile ma sicuramente decisiva. E pensare che fino a qualche mese fa sembrava fantascienza potesse vedere il campo…

TABELLINO
Lazio vs. Roma 1 – 2
Marcatori: 14′ Rocchi, 53′ (rig.), 61′ Vucinic
Lazio: Muslera; Dias, Stendardo (6′ Biava), Radu; Lichtsteiner (20′ st Zarate), Brocchi, Ledesma, Mauri, Kolarov; Rocchi, Floccari (29′ st Cruz). A disp.: Berni, Diakitè, Firmani, Baronio. All.: Reja.
Roma: Julio Sergio; Cassetti, Juan, Burdisso, Riise; Perrotta, Pizarro, De Rossi (1′ st Taddei); Vucinic (38′ st Brighi), Toni; Totti (1′ st Menez). A disp.: Doni, Mexes, Tonetto, Baptista. All.: Ranieri
Arbitro: Tagliavento
Ammoniti: Brocchi, Kolarov (L), Riise, De Rossi, Totti, Juan, Taddei, Toni, Menez (R)
Espulsi: 46′ st Ledesma (L), per doppio ammonizione

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Il Milan arriva a Genova per provare a mantenere in vita le residue speranza di Scudetto. A pararsi sulla strada dei Rossoneri, però, sono i Blucerchiati della Sampdoria, a caccia di punti per fare proprio l’ultimo posto Champions disponibile, coi primi tre praticamente già assegnati.

Tifosi del Milan in trasferta a Marassi

Le due squadre si ritrovano di fronte per la centottesima volta nella storia con un bilancio dei centosette precedenti (due dei quali disputati in serie B) nettamente favorevole agli ospiti capaci di riportare il bottino pieno in cinquantacinque occasioni contro le ventisei volte in cui a vincere sono stati i padroni di casa.

A Marassi sono invece cinquantaquattro i precedenti: anche in questo caso il maggior numero di vittorie è stato fatto riportare dagli ospiti, capaci di vincere in venti occasioni contro le sedici del Doria.

CRONACA
Il match è da subito piuttosto equilibrato e giocato sui classici ritmi italiani, ovvero sia tutto fuorché frenetici. La cosa porta quindi alla costituzione di una partita non propriamente spettacolare ed in cui non fioccano certo le occasioni da rete.

Per vedere la prima occasione realmente pericolosa bisogna quindi aspettare il sedicesimo minuto quando Seedorf riceve centralmente da Mancini e, conscio delle sue capacità balistiche, calcia con forza cercando il palo alla sinistra di Storari, facendo però sfilare il pallone di poco a lato rispetto allo stesso.

Non si può assolutamente dire che il goal fosse nell’area, ma giusto quattro minuti dopo il tiro appena raccontato Mancini va a battere un calcio d’angolo con cui recapita il pallone giusto sulla testa di Borriello che colpendolo con forza lo spedisce alle spalle di uno Storari freddato, immobile.

Due soli minuti e Mancini si mangia incredibilmente un’occasione d’oro: Borriello è lanciato in profondità da Ronaldinho e scattando sul filo del fuorigioco semina i suoi marcatori andando a tu per tu con Storari. La punta rossonera potrebbe quindi saltare il portiere doriano con un comodo pallonetto ma preferisce saltarlo per non rischiare di spedire la palla fuori. Una volta scartato Storari, quindi, avrebbe lo spazio per calciare verso la porta sguarnita, ma ancora una volta non si fida, essendo in posizione defilata. La punta Rossonera decide quindi di restituire al compagno l’assist che l’ex interista gli aveva servito poco prima ma Mancini, praticamente solo in mezzo all’area, colpisce malissimo il pallone, spedendolo alle stelle.

Borriello complimentato dai compagni dopo il goal del vantaggio rossonero

Poco oltre la mezz’ora è la Sampdoria che prova a farsi vedere: sugli sviluppi di un calcio d’angolo a favore del Milan, infatti, i doriani partono in contropiede con Semioli che arrivato a metà campo lancia lungo per Cassano che gira subito dentro di testa per l’accorrente Pazzini, chiuso però prontamente dal ritorno di Thiago Silva giusto al limite dell’area.

Al trentasettesimo arriva la prima vera azione goal per i padroni di casa: Guberti effettua un lancio da centrocampo per Cassano; sulla palla interviene Bonera di testa che riesce però solo a spizzicare il pallone prolungandone la  traiettoria così che Cassano può comunque arrivare sul pallone per girarlo verso la porta milanista, trovando però la pronta risposta di Dida che alza il pallone in angolo.
Giusto un minuto ed è ancora il Pibe de Bari a rendersi pericoloso, questa volta di testa. La sua incornata, però, esce di poco oltre il palo alla destra dell’ex portiere della nazionale carioca.

In apertura di ripresa arriva subito, dopo poco più di cinque minuti, l’occasione che chiude il match: Semioli dà palla dentro a Cassano che dopo aver stoppato il pallone viene travolto da Bonera. L’arbitro non ha dubbi: calcio di rigore ed espulsione per l’ex centrale bresciano, che lascia la sua squadra in inferiorità concedendo anche una ghiottissima occasione ai padroni di casa per trovare il pareggio. E Cassano, ovviamente, non se lo fa ripetere due volte: tiro radente l’erba alla destra di un Dida che si distende sfiorando solo il pallone, 1 a 1.

La Sampdoria non sa comunque approfittare della superiorità numerica tanto che è il Milan, in dieci a tenere il pallino del gioco.
Tanto che al sessantaseiesimo minuto Ronaldinho se ne va sulla sinistra e dopo essere penetrato in area giusto parallelamente alla linea di fondo offre un pasticcino a Gattuso che calcia di prima intenzione trovando però la pronta respinta di Storari, che salva il risultato.

Al sessantanovesimo è invece Borriello ad avere tra i piedi la palla che riporterebbe il Milan davanti: ancora una volta è Ronaldinho a vestirsi da assistman, questa volta però la punta rossonera strozza il pallone col destro, spedendolo a lato.
Cinque minuti più tardi, quindi, è il fantasista carioca stesso a provarci. Il suo tiro a giro dal limite, però, non ha abbastanza effetto per potersi infilare a filo del palo, tanto da spegnersi sul fondo.

Cassano, sul dischetto, aspetta il fischio dell'arbitro: sta per realizzare il rigore che vale l'1 a 1

Per vedere la Sampdoria rendersi un minimo pericolosa dopo il pareggio dobbiamo quindi aspettare l’ottantunesimo minuto quando Ziegler riceve sul vertice destro dell’area di rigore milanista per scagliare un mancino che non mette però in grossissima difficoltà Dida.
Ad un solo minuto dal termine, quindi, Tissone ha sul destro il goal vittoria ma il suo tiro viene deviato sulla linea di porta da Zambrotta, che mette il pallone in angolo. Sugli sviluppi dello stesso, quindi, Dida buca malamente il cross dovendo quindi poi salvare la propria porta alla disperata, con il pallone che stava incredibilmente entrato nello specchio sguarnito dopo un rimpallo contro un difensore rossonero.

Dopo un minuto di recupero, quindi, arriva il goal che non t’aspetti. A segnarlo è Giampaolo Pazzini che svetta su di un cross di Mannini andando ad incornare il pallone in netto anticipo su di un approssimativo Oddo. 2 a 1.

COMMENTO
Non si può dire sia un goal propriamente meritato nel senso che, tutto sommato, era forse il Milan a meritare qualcosina in più, a maggior ragione per il fatto che la Sampdoria ha giocato per quasi un tempo in superiorità numerica.

Nonostante siano rimasti in dieci uomini, infatti, i Rossoneri creano diverse occasioni interessanti soprattutto per merito di un ispirato Dinho, cresciuto alla distanza.

Sul finale cresce però la Sampdoria che sospinta dalla prospettiva di continuare la rincorsa alla Champions League riesce, a partita ormai finita, a trovare la rete della vittoria grazie ad un Pazzini lestissimo a beffare un non certo perfetto Oddo.

Qui, però, bisogna aprire una parantesi importante: in settimana era infatti uscita la notizia che il Milan avrebbe deciso di promuovere Michelangelo Albertazzi fisso in prima squadra a partire dalla prossima stagione. Albertazzi che, dopo aver vinto la Coppa Italia Primavera in settimana, era stato convocato anche per la partita odierna.

Dida si distende ma non arriva sul pallone calciato dal dischetto da Cassano

Bene: nel momento in cui viene espulso Bonera e non si ha la possibilità di arretrare Ambrosini a che pro si sposta centralmente Massimo Oddo, giocatore che è risaputo non abbia grandi doti di marcatore, quando si ha in panca un ragazzo di belle speranze come l’ex Bologna?

Sono il primo a pensare che non si debba esagerare con l’uso di giovanissimi a profusione, in special modo per evitare di bruciarli. In una situazione del genere però – nonostante si stesse giocando una partita di una certa importanza e c’era la prospettiva che ci sarebbe stato parecchio da soffrire visto l’inferiorità numerica – il minimo sarebbe stato far entrare Albertazzi (che può giocare anche terzino, ma che fondamentalmente è un centrale) per provare a dare solidità al reparto.

Certo, facile dirlo ora a partita finita e con proprio una non brillante marcatura di Oddo in occasione del 2 a 1. Però, obiettivamente, è ciò che avrei fatto io fossi stato in Leonardo.

Del resto se è vero che i giovani non vanno buttati in campo a caso è pur altrettanto vero che non li si possa nemmeno tenere in panca per sempre. Il risultato sarebbe lo stesso.

MVP
Nonostante il match sia stato perso voto Ronaldinho come man of the match: il fantasista brasiliano non parte infatti fortissimo e disputa un primo tempo da sufficienza stiracchiata, ma nel secondo tempo si accende e risulta essere l’uomo più pericoloso degli ospiti sia quando veste i panni dell’assistman, che quando porta palla costringendo gli avversari al fallo che, infine, quando prova a concludere in prima persona.

Certo, per chi ha negli occhi il miglior Dinho del Barcellona questo appare comunque solo come il fratello scarso di quel giocatore. Nonostante questo, comunque, la crescita rispetto al suo arrivo a Milano è palese e per quanto non sia considerabile oggi come uno dei migliori top player del mondo è altresì indubbiamente vero che si deve riconoscere in lui una qualità tecnica raramente riscontrabile in altri giocatori. Talento allo stato puro.

Dinho disputa un secondo tempo notevole

TABELLINO
Sampdoria vs. Milan 2 – 1
Marcatori: 20′ Borriello, 54′ Cassano, 91′ Pazzini
Sampdoria: Storari; Zauri, Lucchini, Rossi, Ziegler; Semioli, Palombo, Poli (34′ st Tissone), Guberti (21′ st Mannini); Pazzini, Cassano. A disposizione: Guardalben, Cacciatore, Regini, Mannini, Testardi, Scepovic. All. Delneri
Milan: Dida; Abate, Thiago Silva, Bonera, Antonini; Gattuso, Ambrosini (2′ st Zambrotta); Mancini (10′ st Oddo), Seedorf; Ronaldinho; Borriello. A disposizione: Abbiati, Albertazzi, Jankulovski, Huntelaar, Inzaghi. All. Leonardo
Arbitro: Rizzoli
Ammoniti: Abate, Ambrosini, Borriello (M), Lucchini, Poli, Tissone (S)
Espulsi: Bonera (M)

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