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Archive for 11 aprile 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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I Bianconeri padroni di casa ospitano il Cagliari con un solo obiettivo: vincere per mantenere vive le residue speranze di qualificarsi alla prossima Champions.

Giornata tutto sommato tranquilla quella che passa Gigi Buffon, oggi capitano dei Bianconeri

CRONACA
La Juventus comincia bene, almeno rispetto alle ultime prestazioni, pur senza fare nulla di particolare per pungere.

L’occasione più ghiotta dell’inizio della partita è però appannaggio del Cagliari: Chiellini interviene anticipando Matri ed impennando il pallone che viene quindi colpito di testa all’indietro da Cannavaro, che prova a liberare l’area con un intervento che lascia molto a desiderare. La palla, dopo essere finita contro la nuca di Cannavaro, termina infatti tra i piedi di Cossu che non ci pensa due volte e calcia verso la porta difesa da Buffon prima che lo stesso Chiellini possa rinvenire su di lui per togliergli la possibilità di calciare a rete. La conclusione del trequartista sardo si infrange comunque contro la traversa della porta juventina, risolvendo l’occasione in un nulla di fatto.

E’ comunque una partita che non riesce a decollare: il goal sfiorato da Cossu resta infatti lungamente solo una luce nel buio totale.

Per vedere una seconda azione degna di nota dobbiamo infatti aspettare il ventisettesimo minuto quando Camoranesi si accentra partendo da destra per calciare poi dal limite, dando non pochi grattacapi ad un Marchetti che dà però bella mostra di sè distendendosi e deviando in angolo il tiro dell’oriundo Bianconero.

La terza fiammata della partita arriva invece al trentatreesimo quando il solito Melo perde una palla sanguinosissima a centrocampo sulla pressione di Cossu, con il trequartista cagliaritano che mette quindi in movimento Matri, su cui esce Buffon. La punta ex Milan riesce quindi a superare il portiere Azzurro con la sua conclusione su cui interviene però poi Cannavaro che fa sua la palla e libera l’area.

Giusto due minuti ed arriva un goal inaspettato: a realizzarlo è Chiellini, che sfrutta una disattenzione notevole della retroguardia ospite andando a bucare Marchetti con un colpo di testa che beffa l’uscita del portiere avversario.

Chiellini esulta dopo la rete che vale la vittoria

Il primo tempo si chiude quindi con un colpo di testa sotto misura portato da Iaquinta proprio allo scadere della prima frazione con la punta Campione del Mondo che non riesce però a trovare lo specchio di porta, graziando il Cagliari e mantenendo aperta una partita per altro comunque poco emozionante.

In apertura di ripresa, quindi, Chiellini dimostra di essere proprio in palla andando a fare una chiusura in area in tackle scivolato stoppando l’avanzata di un avversario che puntava dritto alla porta Bianconera intervenendo in maniera pulitissima sul pallone, nonostante il rischio di commettere un fallo da rigore fosse sicuramente elevato.

Esattamente come nel primo tempo, comunque, la partita resta su ritmi piuttosto blandi. A scuotere i tifosi ci pensa quindi Marchisio che al sessantaduesimo calcia da fuori con un bel tiro a giro che si alza però troppo, vanificando la conclusione dell’ex centrocampista under 21.
Cinque minuti e Camoranesi dimostra tutta la sua qualità andando a liberare Iaquinta con un filtrante perfetto che non è però controllato dalla punta di Reggiolo, che agevola l’uscita di Marchetti non riuscendo a stoppare il pallone.

Al settantaduesimo, quindi, succede un paradosso: Marchetti esce malissimo su di un angolo battuto da Camoranesi andando a bucare il pallone e spianando la strada alla doppietta di Chiellini che, in effetti, calcia  verso la porta vuota. Sulla traiettoria del pallone si para però Iaquinta, che gira in rete una palla che lì  stava comunque per finire. Segnando, quindi, una rete irregolare: l’arbitro gli annulla infatti il goal per fuorigioco, cosa che non sarebbe successa se Iaquinta avesse lasciato terminare la palla in porta, disinteressandosi della cosa. Raddoppio fallito in maniera clamorosa, quasi grottesca.
Al settantaseiesimo lo stesso Chiellini, migliore in campo per distacco, ci prova per l’ennesima volta: dopo essersi visto rubare un goal già fatto da Iaquinta il centrale Azzurro ci prova quindi con una girata volante sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Giorgio, però, mette la palla alta sulla traversa.

A tempo quasi scaduto, quindi, è Giovinco a provarci. Il tiro del piccolo fantasista Bianconero, usato sempre col contagocce, esalta però i riflessi del portiere avversario, che si distende completamente andando a deviare la conclusione dell’avversario negandogli la via del goal.

Felipe Melo e Davide Biondini si contrastano per ottenere il possesso del pallone

COMMENTO
La Juventus ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo. Intendiamoci, la vittoria ci sta ed è meritata, la prestazione della squadra non è comunque stata sopra le righe e se la si unisce a quella di un Cagliari ancora più spento dei padroni di casa ecco che si ha la fotografia di un match piuttosto noioso per colpa di entrambe le contendenti.

Oltre ad essere meritata, comunque, la vittoria di oggi risulta essere anche particolarmente importante per i Bianconeri, ancora in piena rincorsa al quarto posto in campionato.

Nella giornata che vale il primo posto in classifica per la Roma dell’ex Ranieri, quindi, anche Zaccheroni ha di che sorridere.

MVP
Come detto in sede di cronaca personalmente non ho dubbi né esitazioni. Il migliore in campo non può che essere quel Chiellini il cui goal ha deciso il match. Ma, intendiamoci, al solito non è un premio che assegno solo in funzione di una rete realizzata: Giorgio disputa infatti una grandissima partita, giocando praticamente a tutto campo. Oltre ad essere una roccia pressoché insuperabile in difesa (il Cagliari non costruisce molto e quel poco è quasi sempre distrutto proprio dai suoi interventi risolutivi) risulta infatti pressoché inarrestabile anche in fase offensiva dove oltre alla già citata rete-partita si rende pericoloso in più occasioni, andando a meritare anche una doppietta che solo l’intervento maldestro di un compagno va a vanificare.

Honorable mention, invece, per Marchisio: il centrocampista Azzurro, schierato oggi centrale di una linea a quattro al fianco di Melo, dimostra infatti come sia indubbiamente uno dei migliori italiani in quel ruolo. Se non avesse avuto i problemi fisici che ha purtroppo avuto, quindi, avrebbe sicuramente disputato una stagione su ben altri livelli, il tutto nonostante la Juventus abbia stentato ripetutamente.
Un posto tra i 23 sudafricani è quasi un obbligo: il futuro del centrocampo della nostra nazionale, infatti, passa anche dai suoi piedi.

Marchisio, qui ritratto mentre prova a contrastare Cossu, disputa una gran partita contro il Cagliari

TABELLINO
Juventus vs. Cagliari 1 – 0
Marcatori: 35′ Chiellini
Juventus: Buffon; Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso (66′ Poulsen); Camoranesi (92′ Salihamidzic), Felipe Melo, Marchisio, De Ceglie; Iaquinta (73′ Giovinco), Amauri. All.: Zaccheroni.
Cagliari: Marchetti; Pisano, Canini, Ariaudo, Agostini; Biondini, Conti, Dessena (61′ Lazzari); Cossu; Matri (82′ Ragatzu), Nené (77′ Larrivey). All.: Allegri
Ammoniti: Chiellini, Grosso, Felipe Melo, Marchisio, Conti, Canini
Arbitro: Valeri

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Kyperounda APEP

Girovagando per la rete mi sono imbattuto in una classifica, stilata dal sito The Best Eleven, delle squadre che hanno attualmente il peggior rendimento in ogni campionato europeo (escludendo le leghe “estive” come quella russa, quella norvegese, quella svedese, ecc) e voglio riproporvela.

Come recita il titolo il peggiore tra tutti è un club cipriota, il Kyperounda APEP. Squadra di Kyperounta, cittadina del distretto di Limassol, il club attualmente presieduto da Panayiotis Neocleous ha infatti il peggior rendimento d’Europa: con 0,38 punti di media, infatti, sono proprio i ciprioti ad avere il peggior rendimento tra tutti i club di prima divisione del Vecchio Continente.
Il club in cui militano gli italiani Luigi Gennamo e Pasquale Sbarra (quest’ultimo italo-svizzero) fa infatti appena peggio degli elvetici dell’Aarau e degli austriaci dell’Austria Vienna, che hanno entrambi una media di 0,39 punti a partita.

Chiude quindi il podio degli orrori l’RKC Walwijk. Gli olandesi non fanno infatti molto meglio di chi li precede, avendo guadagnato sino ad oggi 0,40 punti a match.

E le squadre dei campionati maggiori?

Quella peggiore è il Grenoble: i transalpini sono infatti riusciti a guadagnare sino ad oggi la miseria di 0,48 punti, meno di un punto ogni due match.

Sono invece tutte nella fascia tra gli 0,70 ed i 0,80 punti le ultime in classifica di Premier, Bundesliga e Liga spagnola.
0,70 che è la media punti del Portsmouth, fanalino di coda in Inghilterra. 0,76 è invece la media dello Xerex, mentre poco meglio ha sinora fatto l’Herta Berlino, che si piazza a quota 0,77.

Qui va comunque aperta una parentesi doverosa: i Pompy sono stati penalizzati di nove punti a causa dei loro problemi finanziari ma ai fini di questa classifica la penalizzazione non è stata presa in considerazione. Del resto si parla di rendimento, ed il Portsmouth, rispetto agli altri fanalini di coda, non ha nemmeno fatto così male, in campo.
Togliendogli quei nove punti, comunque, il Portsmouth crollerebbe: con 14 punti in 33 match, infatti, la media degli inglesi sarebbe di 0,42, ovvero sia una delle peggiori in Europa.

Parlando dei campionati maggiori, quindi, troviamo che la situazione migliore l’hanno le ultime in classifica del nostro campionato: Livorno e Siena, che occupano a parimerito l’ultima posizione della nostra Serie A, viaggiano infatti su di una media di 0,81 punti a match, cosa che non ha pari in Spagna, Germania, Francia ed Inghilterra.

Anche prendendo in considerazione l’intera Europa le cose cambiano relativamente: meglio delle due toscane, infatti, hanno fatto solo le cenerentole di Serbia, Slovacchia, Polonia e Bosnia.

Ecco, quindi, la classifica completa:

Media Punti/Partite Squadra Paese
0,38 10/26 Kyperounda APEP Cipro
0,39 11/28 Aarau Svizzera
0,39 11/28 Austria Vienna Austria
0,40 12/30 RKC Olanda
0,43 12/28 Panthrakikos Grecia
0,44 11/25 Køge HB Danimarca
0,48 15/31 Grenoble Francia
0,48 11/23 Sesvete Croazia
0,55 12/22 Svoge Sportist Bulgaria
0,59 17/29 Hapoel Ra’anana Israele
0,60 15/25 Belenenses Portogallo
0,61 14/23 Krvbas Kryvyi Rih Ucraina
0,61 14/23 Bohemians 1905 Repubblica Ceca
0,64 18/28 Denizlispor Turchia
0,64 18/28 Roeselare
KSC Lokeren
Belgo
0,68 17/25 Unirea Alba Iulia Romania
0,70 23/33 Portsmouth Inghilterra
0,76 22/29 Herta BSC Germania
0,77 23/30 Xerez Spagna
0,78 25/32 Falkirk Scozia
0,81 26/32 Siena
Livorno
Italia
0,82 18/22 Cukariki Serbia
0,85 22/26 Kosice Slovacchia
0,87 20/23 Wodzislaw Idra
Polonia Varsavia
Polonia
1,00 21/21 Laktasi
Modrica
Bosnia

Nel leggere questa classifica va ricordato che in Bulgaria il Bote Plovdiv è stato espulso dal campionato a causa dei debiti mentre in Turchia la stessa sorte è toccata all’Ankaraspor, anche se in questo caso il problema è stata la sua partnership con l’Ankaragucu, cosa reputata contraria alla competitività sportiva dalla Federazione turca.

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Ormai un paio di mesi fa il sito Futebol Finance ha pubblicato uno studio che porta avanti da tre anni riguardante i cinquanta calciatori più pagati al mondo.

Nell’andare a scorrere questa classifica paiono subito chiare alcune cose: innanzitutto come l’ultimo mercato abbia infulito notevolmente su questa classifica, posto che prendendo in considerazione le prime otto posizioni è subito possibile notare come ben sette di questi giocatori abbiano cambiato squadra giusto l’estate scorsa, andando quindi – chi più chi meno – a far crescere proprio il loro stipendio.

Ma non solo: fa davvero un certo effetto trovare ben quattro giocatori del Manchester City, che fino qualche mese fa era impensabile vedere inserito in una classifica del genere, nei primi venti posti.

Non stupisce, invece, notare come come sia proprio la Premier League a farla da padrona: del resto tra introiti da record, possibilità di indebitamento quasi senza fine, stadi di proprietà, ecc sono proprio gli inglesi che negli ultimi anni hanno fatto notevolmente gonfiare questo mercato.
A questi vanno però aggiunte le due superpotenze spagnole. Barcellona e Real che sembrano oggi le uniche, per altro, a poter continuare a tempo praticamente indeterminato a mantenere questo livello di investimenti.

Il calcio italiano ne esce invece in un certo qual senso con le ossa rotte. Intendiamoci: di per sè non è certo un male sapere che da noi raramente si raggiungono certi eccessi. Però vedendo la cosa in un’ottica globale è inutile nascondere il fatto che investendo meno di altri club sarà sempre più difficile colmare il gap che divide oggi le nostre rappresentative (Inter esclusa, forse) a Manchester, Chelsea, Barcellona e Real Madrid in primis.

Posto comunque qui di seguito la tabella completa, per poterla poi analizzare più nel dettaglio:

# Giocatore Club Stipendio
1 Cristiano Ronaldo Real Madrid CF 13.000.000 €
2 Zlatan Ibrahimovic FC Barcelona 12.000.000 €
3 Lionel Messi FC Barcelona 10.500.000 €
4 Samuel Eto´o Internazionale 10.500.000 €
5 Ricardo Kaká Real Madrid CF 10.000.000 €
6 Emmanuel Adebayor Manchester City 8.500.000 €
7 Karim Benzema Real Madrid CF 8.500.000 €
8 Carlos Tevez Manchester City 8.000.000 €
9 John Terry Chelsea FC 7.500.000 €
10 Frank Lampard Chelsea FC 7.500.000 €
11 Thierry Henry FC Barcelona 7.500.000 €
12 Xavi FC Barcelona 7.500.000 €
13 Ronaldinho Gaúcho AC Milan 7.500.000 €
14 Steven Gerrard Liverpool FC 7.500.000 €
15 Daniel Alves FC Barcelona 7.000.000 €
16 Michael Ballack Chelsea FC 6.500.000 €
17 Raúl Gonzalez Real Madrid CF 6.500.000 €
18 Rio Ferdinand Manchester United 6.500.000 €
19 Kolo Touré Manchester City 6.500.000 €
20 Wayne Rooney Manchester United 6.000.000 €
21 Robinho Manchester City 6.000.000 €
22 Iker Casillas Real Madrid CF 6.000.000 €
23 Victor Valdéz FC Barcelona 6.000.000 €
24 Frederic Kanouté Sevilha FC 6.000.000 €
25 Deco Chelsea FC 6.000.000 €
26 Didier Drogba Chelsea FC 5.500.000 €
27 Gianluigi Buffon Juventus 5.500.000 €
28 Francesco Totti AS Roma 5.500.000 €
29 Luca Toni Bayern/AS Roma 5.500.000 €
30 David Villa Valência 5.500.000 €
31 Arjen Robben Bayern Munique 5.500.000 €
32 Bastian Schweinsteiger Bayern Munique 5.500.000 €
33 Ashley Cole Chelsea FC 5.500.000 €
34 Fernando Torres Liverpool FC 5.500.000 €
35 Gareth Barry Manchester City 5.500.000 €
36 Patrick Vieira Manchester City 5.500.000 €
37 Charles Puyol FC Barcelona 5.000.000 €
38 Andres Iniesta FC Barcelona 5.000.000 €
39 Sergio Aguero Atletico Madrid 5.000.000 €
40 Andreas Pirlo AC Milan 5.000.000 €
41 Joe Cole Chelsea FC 5.000.000 €
42 Frank Ribery Bayern Munique 5.000.000 €
43 David Bechkam AC Milan 5.000.000 €
44 Wayne Bridge Manchester City 5.000.000 €
45 Lassana Diarra Real Madrid CF 5.000.000 €
46 Dimitar Berbatov Manchester United 4.800.000 €
47 Andrei Arshavin Arsenal FC 4.800.000 €
48 Nicolas Anelka Chelsea FC 4.800.000 €
49 Ryan Giggs Manchester United 4.800.000 €
50 Alessandro Del Piero Juventus 4.800.000 €

Il giocatore più pagato del mondo, manco a dirlo, è quel Cristiano Ronaldo che detiene anche un altro record importante sotto il punto di vista economico: quello del trasferimento più costoso della storia.
Con i suoi 94 milioni di costo del cartellino, infatti, Cristiano Ronaldo si era saldamente portato al comando di quella speciale classifica. Andando a firmare un contratto da 13 milioni netti l’anno, quindi, si è posto al comando anche di questa.

Immediatamente dietro di lui, in una sorta di gioco a due tra le regine di Spagna, si piazza Zlatan Ibrahimovic, che passando al Barcellona è andato a guadagnare un milione netto ogni mese, giusto un milione e mezzo in più ogni anno rispetto a quanto guadagna niente popò di meno che Lionel Messi, che chiude il podio dividendo la terza piazza con un ex compagno di squadra, quel Samuel Eto’o che non sta propriamente facendo impazzire i tifosi interisti.

La quinta posizione è quindi appannaggio di Kakà, che con i suoi 10 milioni tondi chiude il ristretto cerchio dei giocatori che oggi si permettono il lusso di andare in doppia cifra.

Senza voler commentare ora voce per voce tutta la classifica, posto che basta leggerla per rendersi conto di ciò di cui si parla, torniamo quindi a quanto detto in apertura, partendo proprio dai giocatori che militano in Italia. I nostri club, infatti, risultano essere molto più parsimoniosi rispetto agli omologhi spagnoli o inglesi.

Partiamo quindi subito, in relazione a questa cosa, dovendo forzatamente andare a sfatare un mito: posto che nel gennaio scorso Patrick Vieira, che compare in questa lista al trentaseiesimo posto, si è trasferito al Manchester City l’Inter resta con un solo giocatore classificato: proprio quel Samuel Eto’o che, come detto, condivide con Leo Messi la terza piazza. Nulla più.
Perché dico “sfatiamo un mito”? Perché, obiettivamente, l’idea che si ha della società di via Durini è di una società che spenda e spanda quasi senza ritegno. Certo, senza raggiungere il livello di follia di altri club (le due spagnole e il City se pensiamo all’ultimo mercato, ma si può allargare il discorso anche al Chelsea del primo Abrahmovic), ma comunque impegnando capitali come nessun altro in Italia riesce a fare oggi.

E' Samuel Eto'o, qui in goal nel corso dell'ultimo match di campionato contro la Fiorentina, il giocatore più pagato d'Italia

Beh, non che con questo voglia dire che non sia esattamente così, ma nel contempo questa classifica non può che ridimensionare l’idea di “grandi sperperatori” che ci si può fare in relazione ai Nerazzurri: oltre allo stipendio faraonico dato ad Eto’o (qui va aperta letteralmente una parentesi: quello stipendio è giustificabile con il fatto che non trovare un accordo con l’attaccante camerunense avrebbe comportato la non cessione di Ibrahimovic al Barcellona, almeno non in termini così vantaggiosi. Insomma, il tornaconto fu notevole), infatti, nessun altro giocatore interista si piazza nei primi cinquanta posti tra i calciatori più pagati al mondo quando, proprio secondo quel luogo comune, ci si sarebbe aspettato di vedere qualche Nerazzurro in più.

Sotto questo punto di vista, quindi, a vincere il derby dei Paperoni sono i cugini Rossoneri, che piazzano ben tre giocatori nei primi cinquanta posti. Milan che è quindi la squadra con più Paperoni d’Italia (il tutto nonostante la partenza di Kakà e nonostante il famoso buco di bilancio che la stessa andò a ripianare) posto che la Juventus ne piazza due e la Roma uno e mezzo (Totti e Toni, che è però in prestito dal Bayern Monaco).

Insomma, il nostro intero campionato (o meglio, le ultime quattro sorelle rimaste) piazza solamente otto giocatori tra i primi cinquanta, contro i ben diciassette che giocano nel campionato spagnolo (quasi tutti concentrati, per altro, in due squadre) ed i ventuno della Premier League. Tra i quattro maggiori campionati europei, quindi, sono Liga e Premier a fare la parte del leone: da sole si prendono infatti ben trentotto delle prime cinquanta posizioni. Non c’è proprio paragone.

Tutto ciò dovrebbe quindi far riflettere: spendere tanto non assicura la vittoria di nulla, questo è chiaro. A maggior ragione quando non si ha un progetto tecnico solido alle spalle.
Basti pensare, brevemente, alla differenza che c’è tra Barcellona e Real Madrid, guarda caso due delle squadre che spendono di più sia sul mercato (Ibrahimovic da una parte, Kakà e Ronaldo dall’altra) che per gli ingaggi: i primi hanno un progetto tecnico chiaro e ben strutturato, i secondi no. I primi hanno un’idea di gioco molto marcata e cercano di acquistare solo giocatori che siano funzionali a quel progetto (o nel senso che possano inserirsi a meraviglia in un dato contesto o nel senso che possano dare alternative in più, proprio come con Ibrahimovic che era il giocatore di peso che gli mancava), i secondi pare acquistino giusto per fare mercato e creare hype mediatico attorno alla squadra, andando ad ammonticchiare talento un po’ a casaccio. I primi hanno un filo diretto che collega il proprio settore giovanile con la prima squadra, ed i risultati si vedono (Messi è indubbiamente il prodotto più sgargiante, ma da Valdes a Xavi passando per Puyol ed Iniesta i giocatori prodotti dalla loro cantera per poi essere inseriti in prima squadra sono davvero tanti), i secondi sembra gesticano senza grande attenzione nemmeno quell’aspetto, con la recente notizia dà Pablo Sarabia, uno dei più grandi talenti passati negli ultimi dieci anni per le giovanili del Real, in partenza proprio per Barcellona.

Pablo Sarabia, qui nel corso del match disputato dalle Furie Rosse contro la Colombia nel corso dell'ultimo Mondiale under 17, è uno dei talenti più interessanti della cantera merengue

Del resto abbiamo appena visto come dopo tre anni di dominio assoluto le inglesi abbiano fatto un clamoroso buco nell’acqua in Champions, non riuscendo a portare nessuna loro rappresentante in semifinale ed andando a perdere pezzi fin dai gironi. Il tutto nonostante, come detto, siano proprio le inglesi a spendere di più nel complesso.

Scorrendo questa classifica, comunque, ci sono diverse cose che fanno storcere il naso. La prima, sicuramente, riguarda la quantità di soldi che certi giocatori incassano: un vero e proprio insulto alla fame alla miseria che attanaglia tantissime persone al mondo, ma un insulto anche nei confronti di una crisi economica evidente e che ha colpito anche i paesi più ricchi e sviluppati.

Anche volendo accettare queste cifre (del resto per quanto possa essere ingiusto un operaio che lavora su tre turni non muove il denaro che può muovere un Cristiano Ronaldo tra abbonamenti, tourneè, sponsor, ecc), comunque, fa accapponare la pelle vedere che certi giocatori guadagnino così tanto, quando obiettivamente non sembrano essere calciatori che meritino ingaggi da top player.
Sotto questo punto di vista, è indubbio, a incidere tantissimo è l’effetto City: i Citizens hanno infatti drogato il mercato grazie ai soldi dei nuovi proprietari, smaniosi di costruire da subito una squadra che potesse qualificarsi in Champions e di creare nel più breve tempo possibile una rosa concorrenziale anche per la vittoria del campionato.

Proprio nel tentativo di attirare giocatori di livello, quindi, i dirigenti della seconda squadra di Manchester hanno offerto cifre folli a a destra e a manca, con il risultato che una buona punta come Adebayor si trova oggi a guadagnare quasi nove milioni di euro l’anno, molto più di un Rooney che, per fare un esempio, è un Campione vero e vale indiscutibilmente più dell’attaccante togolese.
Allo stesso modo, sempre parlando di City, lascia un po’ storditi vedere come Touré, altro buon giocatore che non è comunque definibile come campione assoluto, guadagni più di sei milioni l’anno quando un Chiellini, che secondo chi scrive vale indubbiamente più del centrale ivoriano, si attesterà più o meno sulla metà di quella cifra.

E, personalmente, non oso immaginare cosa possano combinare nel prossimo mercato: posto che hanno costruito una rosa composta da diversi giocatori validi (come quelli che, appunto, campeggiano in questa lista) hanno sicuramente posto le basi per fare un ulteriore salto di qualità perché è indubbio che costruire una squadra forte significa crearsi una certa credibilità e, allo stesso modo, un Campione con la ci maiuscola può arrivare a trovarsi notevolmente invogliato dalla prospettiva di andare in una squadra competitiva a guadagnare cifre così importanti.
In più qualora centrassero la qualificazione in Champions (nel momento in cui scrivo i Citizens occupano proprio la quarta posizione in campionato con un punto di margine sul Tottenham) avrebbero anche quella carta da giocare per convincere qualche top player ad accasarsi da loro. E a quel punto se ci sarà ancora la voglia di spendere cifre folli chissà che non vedremo il record di Cristiano Ronaldo venire ritoccato…

Chiudo, quindi, con un’ultima riflessione: da questa classifica appare palese come al di là dei casi particolari (leggasi Manchester City, appunto) siano le squadre che gestiscono in un certo modo le proprie finanze a potersi permettere le spese maggiori. Ed è ovvio che la possibilità di dare ingaggi principeschi ti porta ad aver più margine per tesserare o trattenere i grandi campioni.

E' contestazione aperta per Glazer: il suo avvento come proprietario dei Red Devils ha generato un debito pauroso per lo United

Poi certo, qui ci sarebbe da aprire anche una parentesi a parte riguardando i debiti che hanno alcune squadre. Però è pur vero che nonostante il grande debito – dovuto ad una situazione particolare inerente l’acquisto della società stessa da parte di Malcolm Glazer – lo United continui a fatturare cifre importantissime e che se non dovesse pagare ogni anno gli interessi di quel debito chiuderebbe ogni esercizio con un attivo notevole.

In Italia, da questo punto di vista, abbiamo davvero tanto da recuperare. Il gap è ampio in questo senso, basti solo pensare alla maestria che hanno in altri paesi di gestire il merchandising od il fatto che da noi ancora nessuna squadra ha uno stadio di proprietà (per quanto ce n’è una che se lo sta costruendo).
Insomma, o arriverà il collasso economico di qualcuno di questi club (anche se pare quasi impossibile possa succedere a due colossi come Barça e Real, per dire) oppure probabilmente pian piano le squadre nostrane andranno via via sparendo da questa classifica. A meno che non ci sia un ridimensionamento globale del mondo-calcio, cosa che però sembra oggi assolutamente fuori discussione.

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