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Archive for gennaio 2010

Jakub Vojtus dall’MSK Zilina all’Inter.
Bruno Teles dalla Juventude al Nacional de Madeira.
Olivier Giroud dal Tours al Montpellier.
Albert Baning dal PSG allo Strasburgo (prestito).
Zurab Khizanishvili dai Blackburn Rovers al Reading (prestito).
Mody Traoré dal Valenciennes all’Ajaccio (prestito).
Philippe Senderos dall’Arsenal all’Everton (prestito).

Philippe Senderos passa in prestito all'Everton

Tébar dal Real Madrid al Girona (prestito).
Adlene Guedioura dallo Charleroi ai Wolves (prestito).
Danny Welbeck dal Manchester United al Preston North End (prestito).
Gavin Gunning dai Blackburn Rovers al Rotherham (prestito).
Lateef Elford-Alliyu dal WBA all’Hereford (prestito).
Paul Downing dal WBA all’Hereford (prestito).
Matthew Hill dai Wolves al QPR (prestito).
Patrick Agyemang dai QPR al Bristol City (prestito).

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Roberto Fabian Ayala dal Real Saragozza alla lista svincolati.
Craig Gardner dall’Aston Villa al Birmingham.
Gabriel Hauche dall’Argentinos Juniors al Racing.
Ruud Van Nistelrooy dal Real Madrid all’Amburgo.

Ruud Van Nistelrooy tenterà l'avventura tedesca

Andrew Hawhorth dai Blackburn Rovers al Rochdale (prestito).
Marcus Marshall dai Blackburn Rovers al Rochdale (prestito).
Gavin Gunning dai Blackburn Rovers al Rotherham (prestito).
Ross Atkins dal Derby County al Burton (prestito).
Josh Payne dal West Ham al Wycombe (prestito).

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Muntari entra in maniera molto dura su Gattuso: il derby di Milano è anche questo

Inter-Milan, derby della Madonnina. Inter-Milan, scontro al vertice.
Per ritrovare un derby giocato con le milanesi ai primi due posti della classifica dobbiamo tornare indietro nel tempo di quasi diciassette anni: 10 aprile 1993, ventisettesima giornata di Serie A, Milan in testa alla classifica con 42 punti, sette più dell’Inter seconda in classifica. All’epoca lo scontro diretto terminò 1 a 1 ed a deciderlo furono le reti di Berti e Gullit.
All’epoca le due squadre si schierarono così: Zenga, Bergomi, De Agostini, Paganin, Battistin, Berti, Orlando, Manicone, Shalimov, Schillaci e Sosa nell’Inter, Rossi, Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini, Lentini, Albertini, Rijkaard, Eranio, Gullit e Papin nel Milan.

Oggi, invece, Mourinho propone Julio Cesar in porta, Maicon e Santon terzini, Lucio e Samuel centrali, Cambiasso, Zanetti e Muntari a centrocampo, Sneijder ad agire sulla trequarti ed il duo Pandev-Milito in attacco. Il tutto per provare a mantere un’imbattibilità interna che dura ormai da 32 partite (l’ultima sconfitta risale al 22 marzo 2008 quando la Juventus s’impose 2 a 1 a San Siro).
Leonardo, di contro, schiera Dida in porta, Antonini ed Abate terzini, Favalli e Thiago Silva centrali, Ambrosini, Pirlo, Gattuso e Beckham a centrocampo e Ronaldinho a supportare Borriello.

CRONACA
L’Inter comincia subito forte tanto che i giocatori del Milan si vedono costretti a fare diversi falli già nella prima manciata di minuti con Beckham che si prende anche un giallo.

Dopo tre soli minuti Sneijder si rende subito pericoloso con una conclusione volante dal limite che termina però al di fuori dello specchio di porta.

Al sesto, invece, è Antonini a creare una situazione pericolosa. Sul suo cross basso, però, Borriello arriva con scarsa coordinazione e spedisce palla alle stelle.

Due minuti e l’Inter ha un’occasione d’oro: Pandev scende centralmente ed una volta arrivato al limite conclude verso la porta, vedendo però il suo tiro venire deviato da un avversario. Il rimpallo finisce quindi sui piedi di Sneijder che può colpire a botta sicura: Dida, probabilmente senza nemmeno sapere bene come, riesce a respingere in qualche modo.

Il goal è però solo rimandato: la lancetta fa giusto un giro d’orologio e Milito sfruttando un’ingenuità clamorosa di Abate, che praticamente stoppa il lancio di Pandev a favore della punta argentina, buca Dida con un bel diagonale potente.

Milito esulta dopo aver sbloccato il risultato

L’Inter comunque non si accontenta: al quarto d’ora Pandev imbecca ancora in area Milito il cui diagonale, questa volta, è chiuso in angolo da Dida. Al ventunesimo è Pandev stesso a provarci: stop al limite e tiro di sinistro, che però Dida non ha grossa difficoltà a parare.

A quel punto il Milan ci prova per vie centrali ma l’assist morbidissimo di Pirlo, con cui prova a scavalcare tutta la difesa per mettere im movimento Borriello al limite dell’area, è allontanato da una rovesciata di Lucio che spazza il pallone lanciando contestualmente il contropiede, con Pandev che viene però fermato poco oltre la metà campo.

Al venticinquesimo il fattaccio: Sneijder applaude ironicamente dopo l’ammonizione appena rifilata a Lucio portando l’arbitro ad estrarre il cartellino rosso nei suoi confronti.

Il Milan con l’uomo in più prova quindi a cercare il pareggio: alla mezz’ora Ronaldinho chiede il rigore quando Maicon nel controllare un pallone lascia che lo stesso fantasista milanista gli occhi il pallone, che finisce in pieno sulla sua mano destra. Rocchi, però, non fischia nulla, lasciando continuare il gioco. Al trentanovesimo è invece Pirlo che ci prova, ma la sua punizione da un ventidue metri circa è deviata in angolo dalla barriera.

La tensione continua a restare palpabile tanto che viene allontanato dalla panchina anche un aiutante di Mourinho.

Inter che comunque nonostante l’inferiorità numerica continua a reggere molto bene il campo, pur non dominando più come accaduto fino all’espulsione di Sneijder.

Il secondo tempo si apre con un Milan arrembante: dopo due soli minuti prima Seedorf di testa sugli sviluppi di un angolo, poi Ronaldinho in girata su sponda di Borreillo sfiorano il goal, senza però trovare la rete.

I Rossoneri sono comunque nettamente superiori agli avversari: al contrario della prima frazione di gioco, infatti, sono gli assoluti padroni del campo e riescono a tenere l’Inter chiusa nella propria area.

Al cinquantaquattresimo, però, l’Inter ribalta il fronte offensivo con Pandev che lancia in profondità Milito il quale dopo essersi liberato di Abate calcia con scarsa potenza, non impensierendo Dida.

Due minuti e Borriello va di testa in anticipo su Lucio, trovando però la pronta risposta di Julio Cesar. Altri due minuti e lo stesso Borriello arriva, sempre di testa, sul cross tagliato di Beckham, sfiorando la traversa.

Pandev esulta dopo aver realizzato il 2 a 0

Al sessantaduesimo altro ribaltamento di fronte, con la coppia offensiva interista che quando accelera fa danni: Milito porta palla centralmente e la serve filtrante sul taglio di Pandev che, partito giusto sul filo del fuorigioco, supera Dida con un tocco sotto. Portiere battuto, ma palla che si schianta contro al palo.
Subito dopo Rocchi sbaglia ancora, viziando per l’ennesima volta il risultato. Questa volta, però, a beneficiarne è l’Inter: Maicon taglia dalla fascia, Favalli entra in scivolata in maniera piuttosto avventata portando il terzino brasiliano, nemmeno toccato, a lasciarsi cadere a terra. Rocchi darà la punizione senza dubbio alcuno. Sul punto di battuta si presenterà Pandev che disegnerà una traiettoria non certo perfetta ma con cui andrà a battere Dida.

Il Milan subisce quindi un discreto contraccolpo psicologico e nonostante continui bene o male a tenere il possesso palla per buona parte del tempo inizierà ad essere sempre meno incisivo.

Dopo lunghi minuti senza riuscire a costruire vere palle goal, quindi, all’ottantaquattresimo Ronaldinho ha sui piedi una palla interessante ma il suo tiro dal limite terminerà ben oltre la traversa della porta difesa dal suo connazionale Julio Cesar.
Un paio di minuti più tardi sarà invece Pirlo a fare altrettanto.

Appena entrati nel recupero Cesar chiuderà la porta in faccia a Borriello: sul lancio di Seedorf, infatti, il centravanti milanista girerà verso la porta avversaria di prima intenzione, trovado però la pronta risposta del portiere avversario.
Subito dopo ennesimo fattaccio: sul cross basso di Thiago Silva arriverà il tiro di Huntelaar che finirà contro al braccio di Lucio. Rocchi non ha timori né tentennamenti: ammonizione – con conseguente espulsione – e calcio di rigore. Sul dischetto si presenterà quindi Ronaldinho, che si lascerà però imbambolare da Cesar: tiro a mezz’altezza sulla propria sinistra, pronta risposta dell’estremo difensore avversario.

L’Inter giocherà quindi in nove uomini gli ultimi quattro minuti di gioco, rischiando, al novantaquattresimo, di trovare la terza rete. Sarà però Dida a chiudere la porta a Maicon, negando al terzino verdeoro la gioia di un goal che avrebbe avuto dell’incredibile.

Ronaldinho sbaglierà un rigore che porra la fine definitiva al match

Si chiude lì, praticamente, un derby a tratti davvero emozionante.

COMMENTO
I derby riservano spesso grandi emozioni e quello odierno non è da meno.

L’Inter riesce infatti ad imporsi su di un Milan discreto ma poco incisivo nonostante giochi in dieci per buona parte della partita, terminando addirittura il match con nove solo uomini in campo.

Come se non bastasse, poi, il finale riserva il meglio: dopo l’espulsione di Lucio, infatti, l’eventuale realizzazione del rigore da parte di Ronaldinho avrebbe riportato in partita il Milan. Certo, in quattro minuti sarebbe stato difficile trovare il pareggio, ma a quel punto i Rossoneri sarebbero stati galvanizzati e tutto sarebbe stato possibile.

Monumentale, quindi, Julio Cesar, che dopo aver chiuso la porta in faccia a Borriello pochi minuti prima si ripete anche sul rigore calciato da Ronaldinho, scrivendo la parola fine su di una partita che a quel punto non ha più molto da dire.

Sicuramente negativo, invece, l’arbitraggio di Rocchi, colpevole in diverse occasioni. Nonostante tutto, comunque, si può dire che il suo operato non abbia influito sul risultato: a vincere è stata infatti la squadra che più ha meritato.

MVP
Fino al novantesimo minuto circa non avrei avuto alcun tipo di dubbio: Milito.
L’attaccante argentino, infatti, era stato assolutamente decisivo nello sbloccare la partita con uno dei suoi ormai classici diagonali letali. Ma non solo: di lì in poi aveva dimostrato tutte le sue qualità riconfermando, ancora una volta e se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere una delle punte più complete al mondo.

Quanto fatto nel recupero da Julio Cesar, però, lo spinge di diritto ad aggiudicarsi, quantomeno a parimerito con Diego, il titolo di migliore in campo: i due miracoli effettuati prima su Borriello e poi, soprattutto, parando il rigore calciato da Ronaldinho hanno del fenomenale e, soprattutto, risultano assolutamente decisivi per la sua squadra. Senze quelle due parate, infatti, il Milan sarebbe riuscito a recuperare il risultato in extremis.

Julio Cesar monumentale, specialmente nel recupero del match

TABELLINO
Inter vs. Milan 2 – 0
Marcatori: 10′ Milito; 21′ st Pandev
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Santon; J.Zanetti, Cambiasso, Muntari (43′ st Cordoba); Sneijder; Milito (36′ st Balotelli), Pandev (21′ st Motta). A disp.: Toldo, Materazzi, Quaresma, Arnautovic. All.: Mourinho
Milan: Dida; Abate, Thiago Silva, Favalli, Antonini (32′ st Jankulovski); Gattuso (1′ st Seedorf), Pirlo, Ambrosini (34′ st Huntelaar); Beckham, Borriello, Ronaldinho. A disp.: Abbiati, Kaladze, Flamini, Inzaghi. All.: Leonardo
Arbitro: Rocchi
Ammoniti: Beckham (M), Favalli (M), Muntari (I), Pandev (I), Thiago Silva (M)
Espulsi: 27′ Sneijder (I) per proteste; 46′ st Lucio (I) per doppia ammonizione

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All’Olimpico di Torino si scontrano due squadre che attraversano momenti molto diversi: da una parte la Juventus è in grossa crisi tanto che dopo un inizio quantomeno accettabile è finita addirittura fuori dalla zona Champions. Dall’altra, invece, una Roma cui la cura Ranieri ha dato i suoi frutti tanto da iniziare a macinare gioco e risultati.

Per lo scontro contro la sua ultima squadra, quindi, Ranieri decide di schierare la coppia Juan-Burdisso a difesa di Julio Sergio e Vucinic in supporto a Toni. Per provare a ritrovare la via della vittoria, invece, Ferrara rimette in campo Grygera terzino destro e ritrova Sissoko in mediana. Panchina, invece, per il nuovo arrivato Candreva.

CRONACA
Dopo meno di tre minuti di gioco Toni fa un gesto verso la panchina. L’espressione del suo volto dice tutto: il polpaccio non gli permette di continuare. La partita è appena iniziata, quindi, e Ranieri si trova subito a dover sprecare un cambio.

Toni deve abbandonare prematuramente il campo

All’ottavo minuto è Salihamidzic, un po’ a sorpresa titolare al posto del più quotato Candreva, a farsi vedere: il bosniaco riceve palla sulla trequarti e punta la porta, arrivando a calciare poco oltre il limite dell’area. Conclusione però infelice, con il pallone che termina piuttosto lontano dallo specchio di porta.

Tre minuti più tardi è invece Vucinic che riceve palla sul vertice destro dell’area e dopo essersi liberato bene di un avversario conclude in maniera discreta, non trovando però la porta e colpendo solo l’esterno della rete.

Al tredicesimo è invece Marchisio a rendersi pericoloso: la mezz’ala Bianconera riceve in area e conclude un’azione insistita dei suoi con un bel tiro a giro che non trova la porta solo di poco, sfiorando il palo e spegnendosi sul fondo. Sulla traiettoria, tra l’altro, stava per intervenire Del Piero la cui deviazione sarebbe probabilmente stata decisiva.

Cinque minuti ed è Totti, subentrato all’infortunato Toni, a farsi vedere: il tiro scoccato dal Pupone, però, termina alto sulla traversa e non impensierisce un attento Gigi Buffon cui il freddo, a giudicare dalla maglietta smanicata che indossa, non sembra fare alcuna paura.

Subito dopo è la Juventus, in questa sorta di ping-pong iniziale, a farsi vedere: Grygera crossa in mezzo dove Amauri è però disturbato da Cassetti e non riesce a trovare la porta di testa.

Al venticinquesimo è invece Juan a salvare la Roma: Diego prova infatti a tagliare la difesa Giallorossa con un ottimo filtrante a giro che terminerebbe giusto sul piede dell’accorrente Amauri. Il centrale romanista, però, non ci sta ed anticipa il proprio connazionale in angolo. L’azione successiva è ancora Bianconera: questa volta è Del Piero ad avere l’intuizione giusta, ma Marchisio non riesce a raggiungere il pallone.

Alla mezz’ora Grosso scodella un ottimo cross in mezzo all’area su cui è Amauri a svettare. La sua testata, però, spinge la palla oltre il palo. Un paio di minuti ed è Salihamidzic a provarci, sempre di testa, sugli sviluppi di un angolo. Il risultato è però lo stesso.

Al trentasettesimo è da una punizione battuta da Diego che nascono i pericoli per la retroguardia Giallorossa: sul cross effettuato dal trequartista brasiliano, infatti, è Del Piero a spizzare con la fronte, non riuscendo però a deviare la palla di quel tanto che serva a far terminare il pallone nello specchio della porta.

Del Piero festeggia il goal dell'1 a 0

Ad un paio di minuti dal termine la Juve segna, ma l’arbitro annulla per fuorigioco (che sembra esserci). L’azione, comunque, è davvero meritevole e va raccontata: Marchisio vede Del Piero partire tagliando alle spalle dei difensori e lo serve con un ottimo lancio che pesca il capitano Bianconero in area. Alessandro stoppa quindi magistralmente il pallone per poi battere Julio Sergio con un tocco morbido. Tutto inutile, ma azione davvero pregevole.

La ripresa si apre con lo stesso equilibrio che aveva aperto la prima frazione. A spezzarlo, però, ci pensa Del Piero: Diego dà dentro, Juan devia il passaggio facendo impennare il pallone che finisce giusto al capitano Bianconero, implacabile nel battere il portiere avversario siglando l’1 a 0.

Di lì in poi resta comunque un equilibrio discreto per diverso tempo, con la Juve che non riesce più a essere padrona del campo come buona parte del primo tempo, riuscendo a costruire ancora meno.

Al sessantasettesimo il fattaccio: Chiellini esce palla al piede allungandosi troppo il pallone e permettendo il recupero del pallone da parte romanista. Verticalizzazione immediata per Taddei che entrato in area punta Grosso, venendo atterrato dal terzino Azzurro. Sul dischetto si presenta quindi Totti che segna nonostante Buffon intuisca la traiettoria arrivando a sfiorare il pallone.

Due goal in questa frazione di gioco, ma partita la cui intensità è calata fortemente all’intervallo tanto da diventare, nonostante le segnature, molto più monotona del primo tempo.

Al settantacinquesimo Marchisio scocca un tiro dal limite, il tutto sugli sviluppi di un’azione insistita da parte dei Bianconeri. Il centrocampista torinese, però, non trova la porta. Poco dopo è invece ancora Amauri, sempre di testa, a provarci. Nessuna difficoltà per Julio Sergio, però, che para sicuro.

A otto minuti dal termine la Juventus resta in dieci: la Roma parte in contropiede e Riise si infila tra le maglie della difesa avversaria costringendo Buffon ad uscire quasi sulla trequarti intervenendo senza pensarci due volte. Il fallo è netto, l’espulsione sacrosanta. Del Piero deve quindi lasciare spazio a Manninger.

Totti realizza il rigore del pareggio

In pieno recupero, quindi, la Roma colpisce: Pizarro recupera palla a centrocampo e crossa lungo, pescando Riise sul secondo palo. Il terzino norvegese salta quindi indisturbato di testa bucando il malcapitato Manninger.

COMMENTO
Vittoria in extremis per la Roma, sconfitta pesante, pur immeritata, per la Juventus.

I padroni di casa hanno infatti giocato un primo tempo sicuramente più gagliardo rispetto agli avversari, andando via via a guadagnare metri fino a prendere il dominio più o meno netto del campo.

Dominio che, però, non si tramuta in goal, lasciando quindi le due squadre in perfetta parità sino al termine della prima frazione.

Nella ripresa l’intesità della gara scende e così anche l’interesse nei confronti della stessa. Nonostante questo arrivano comunque tre reti.

La faccia dei giocatori juventini tanto al goal di Riise quanto al triplice fischio finale è significativa: gli sguardi vacui stanno a dimostrare il senso di smarrimento di tutto un ambiente che non sa più che pesci pescare.

Per quanto io sia ampiamente contrario alla politica sempre più in voga nello Stivale degli esoneri facili penso che sia ormai davvero lapalissiano: Ferrara, che già andava rimosso dopo la pesantissima sconfitta contro il Bayern con relativa eliminazione, va sostituito, anche solo per dare una scossa all’ambiente.

Prima vittoria contro i Bianconeri, invece, per Ranieri, che mai prima di oggi era riuscito, nel corso della sua lunga carriera, a battere la Juventus. Ed è sicuramente una vittoria dolcissima per lui, che non deve aver preso benissimo, per quanto mascheri ottimamente il tuo con il suo inconfondibile aplomb, l’esonero dello scorso anno.

MVP
Difficile trovare un migliore in campo, a maggior ragione dopo la mediocrità vista nella ripresa da parte di entrambe le squadre. E se anche Chiellini, notoriamente sempre tra i migliori in campo quest’anno, si lascia andare ad uno svarione non indifferente non si sa davvero più a che santo votarsi.

E' David Pizarro il man of the match

La palma da MVP se la aggiudica, quindi, Pizarro. Partita certo non sopra le righe la sua, che fa comunque in maniera discreta il suo compitino. Risultando però assolutamente decisivo: sul primo goal è lui a rubare palla a Chiellini verticalizzando per Taddei, che andrà a guadagnare il rigore del pareggio. Sempre lui, poi, si ripeterà a fine partita su Sissoko, pennellando poi un cross perfetto per Riise.

Più che sufficiente a renderlo il migliore in campo, oggi.

TABELLINO

JUVENTUS-ROMA 1-2
RETI: 6’ st Del Piero, 23’ st rig. Totti, 48’ st Riise.
JUVENTUS: Buffon; Grygera (31’ st Candreva), Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Sissoko, Marchisio, Salihamidzic; Diego; Amauri (45’ st Paolucci), Del Piero (38’ st Manninger). A disposizione: Zebina, Cannavaro, De Ceglie, Yago. All. Ferrara.
ROMA: Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, De Rossi, Pizarro; Perrotta; Vucinic, Toni (8’ pt Totti). A disposizione: Doni, Mexes, Motta, Brighi, Cerci, Menez. All. Ranieri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
ELPULSI: 38’ st Buffon.
AMMONITI: 15’ st De Rossi, 16’ st Burdisso, 22’ st Grosso, 26’ st Taddei, 41’ st Salihamidzic.

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Sasa Ilic dai Red Bull Salisburgo al Partizan.
Romain Vincelot dal Gueugnon al Dagenham.
Henri Bienvenue dall’Esperance Tunis agli Young Boys.
Miguel Hoyos dal Club Bolivar all’Hapoel Tel Aviv.
Craig Gardner dall’Aston Villa al Birmingham.
Lee Bernard dal Southend al Southampton.
Luigi Pieroni dal Valenciennes al Gand.
Abuda dall’Anversa al Tours.
Peter Van der Heyden dal Mainz al Bruges.
Nigel Quashie dal West Ham ai QPR.
Nicolas Lodeiro dal Nacional Montevideo all’Ajax.
Lucho Figueroa dal Genoa al Rosario Central.
Eduardo Antonio Salvio dal Lanus all’Atletico Madrid.
Sergio Canales dal Racing al Real Madrid.

Sergio Canales passa a titolo definitivo al Real che lo lascia però in prestito al Racing

Sergio Canales dal Real Madrid al Racing (prestito).
Franck Songo’o dal Saragozza alla Real Sociedad (prestito).
Braulio dal Saragozza al Recreativo (prestito).
Adrian Colunga dal Recreativo al Saragozza (prestito).
Marco Malagò dal Chievo al Siena (prestito).
Emra Tahirovic dallo Zurigo al VVV Venlo (prestito).
Julio Martinez dal Leon agli Chicago Fire (prestito).
Ilario Aloe dall’Ascoli al Varese (prestito).
Rolando Galatto dall’Atletico Paranaense al Litex Lovech (prestito).
Vladimir Weiss dal Manchester City al Bolton (prestito).
David Stockdale dal Fulham al Plymouth Argyle (prestito).
Thomas Gaudu dal Moulins al Nancy (fine prestito).
Mkhanyiseli Siwahla dall’Ajax Cape Town alla lista svincolati.
Nolberto Solano dalla lista svincolati al Leicester.

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Lunedì 01.02 – 1a Giornata Gruppo A
15.00 – Match 01 – Gruppo1 – Juventus (ITA) vs. Legia Varsavia (POL)
15.00 – Match 02 – Gruppo1 – Vicenza (ITA) vs. Livorno (ITA)
15.00 – Match 03 – Gruppo2 – Inter (ITA) vs. FK Jedinstvo (SRB)
15.00 – Match 04 – Gruppo2 – Rappresentativa Serie D (ITA) vs. APIA Leichhardt Tigers (AUS)
15.00 – Match 05 – Gruppo3 – Torino (ITA) vs. Maccabi Haifa (ISR)
15.00 – Match 06 – Gruppo3 – Bologna (ITA) vs. L.I.A.C. New York (USA)
15.00 – Match 07 – Gruppo4 – Sampdoria (ITA) vs. Gremio (BRA)
15.00 – Match 08 – Gruppo4 – Siena (ITA) vs. Nacional (PAR)
15.00 – Match 09 – Gruppo5 – Empoli (ITA) vs. Kaposvari Rakoczi (HUN)
15.00 – Match 10 – Gruppo5 – Mantova (ITA) vs. Olbia (ITA)
15.00 – Match 11 – Gruppo6 – Palermo (ITA) vs. Spartak Mosca (RUS)
15.00 – Match 12 – Gruppo6 – Sassuolo (ITA) vs. Pergocrema (ITA)

Martedì 02.02 – 1a Giornata Gruppo B
15.00 – Match 13 – Gruppo7 – Fiorentina (ITA) vs. Belasica Strumica (MKD)
15.00 – Match 14 – Gruppo7 – Cesena (ITA) vs. Sambenedettese (ITA)
15.00 – Match 15 – Gruppo8 – AS Roma (ITA) vs. FK Ventspils (LAT)
15.00 – Match 16 – Gruppo8 – Reggina (ITA) vs. Cisco Roma (ITA)
15.00 – Match 17 – Gruppo9 – AC Milan (ITA) vs. Leme FC (BRA)
15.00 – Match 18 – Gruppo9 – Esperia Viareggio (ITA) vs. Guarani (PAR)
15.00 – Match 19 – Gruppo10 – Genoa (ITA) vs. Dukla Praga (CZE)
15.00 – Match 20 – Gruppo10 – AS Bari (ITA) vs. Sol Do Campo Grande (PAR)
15.00 – Match 21 – Gruppo11 – Atalanta (ITA) vs. Anderlecht (BEL)
15.00 – Match 22 – Gruppo11 – SS Lazio (ITA) vs. Pakhtakor (UZB)
15.00 – Match 23 – Gruppo12 – SSC Napoli (ITA) vs. FC Kallon (SLE)
15.00 – Match 24 – Gruppo12 – Parma (ITA) vs. Chivas Guadalajara (MEX) 

Mercoledì 03.02 – 2a Giornata Gruppo A
15.00 – Match 25 – Gruppo1 – Juventus (ITA) vs. Vicenza (ITA)
15.00 – Match 26 – Gruppo1 – Legia Varsavia (POL) vs. Livorno (ITA)
15.00 – Match 27 – Gruppo2 – Inter (ITA) vs. Rappresentativa Serie D (ITA)
15.00 – Match 28 – Gruppo2 – FK Jedinstvo (SRB) vs. APIA Leichhardt Tigers (AUS)
15.00 – Match 29 – Gruppo3 – Torino (ITA) vs. Bologna (ITA)
15.00 – Match 30 – Gruppo3 – Maccabi Haifa (ISR) vs. L.I.A.C. New York (USA)
15.00 – Match 31 – Gruppo4 – Sampdoria (ITA) vs. Siena (ITA)
15.00 – Match 32 – Gruppo4 – Gremio (BRA) vs. Nacional (PAR)
15.00 – Match 33 – Gruppo5 – Empoli (ITA) vs. Mantova (ITA)
15.00 – Match 34 – Gruppo5 – Kaposvari Rakoczi (HUN) vs. Olbia (ITA)
15.00 – Match 35 – Gruppo6 – Palermo (ITA) vs. Sassuolo (ITA)
15.00 – Match 36 – Gruppo6 – Spartak Mosca (RUS) vs. Pergocrema (ITA)

Giovedì 04.02 – 2a Giornata Gruppo B
15.00 – Match 37 – Gruppo7 – Fiorentina (ITA) vs. Cesena (ITA)
15.00 – Match 38 – Gruppo7 – Belasica Strumica (MKD) vs. Sambenedettese (ITA)
15.00 – Match 39 – Gruppo8 – AS Roma (ITA) vs. Reggina (ITA)
15.00 – Match 40 – Gruppo8 – FK Ventspils (LAT) vs. Cisco Roma (ITA)
15.00 – Match 41 – Gruppo9 – AC Milan (ITA) vs. Esperia Viareggio (ITA)
15.00 – Match 42 – Gruppo9 – Leme FC (BRA) vs. Guarani (PAR)
15.00 – Match 43 – Gruppo10 – Genoa (ITA) vs. Bari (ITA)
15.00 – Match 44 – Gruppo10 – Dukla Praga (CZE) vs. Sol Do Campo Grande (PAR)
15.00 – Match 45 – Gruppo11 – Atalanta (ITA) vs. SS Lazio (ITA)
15.00 – Match 46 – Gruppo11 – Anderlecht (BEL) vs. Pakhtakor (UZB)
15.00 – Match 47 – Gruppo12 – Napoli (ITA) vs. Parma (ITA)
15.00 – Match 48 – Gruppo12 – FC Kallon (SLE) vs. Chivas Guadalajara (MEX) 

Venerdì 05.02 – 3a Giornata Gruppo A
15.00 – Match 49 – Gruppo1 – Juventus (ITA) vs. Livorno (ITA)
15.00 – Match 50 – Gruppo1 – Legia Varsavia (POL) vs. Vicenza (ITA)
15.00 – Match 51 – Gruppo2 – Inter (ITA) vs. LEICHHARDT TIGERS (AUS)
15.00 – Match 52 – Gruppo2 – FK Jedinstvo (SRB) vs. Rappresentativa Serie D (ITA)
15.00 – Match 53 – Gruppo3 – Torino (ITA) vs. L.I.A.C. New York (USA)
15.00 – Match 54 – Gruppo3 – Maccabi Haifa (ISR) vs. Bologna (ITA)
15.00 – Match 55 – Gruppo4 – Sampdoria (ITA) vs. Nacional (PAR)
15.00 – Match 56 – Gruppo4 – Gremio (BRA) vs. Siena (ITA)
15.00 – Match 57 – Gruppo5 – Empoli (ITA) vs. Olbia (ITA)
15.00 – Match 58 – Gruppo5 – Kaposvari Rakoczi (HUN) vs. Mantova (ITA)
15.00 – Match 59 – Gruppo6 – Palermo (ITA) vs. Pergocrema (ITA)
15.00 – Match 60 – Gruppo6 – Spartak Mosca (RUS) vs. Sassuolo (ITA)

Sabato 06.02 – 3a Giornata Gruppo B
15.00 – Match 61 – Gruppo7 – Fiorentina (ITA) vs. Sambenedettese (ITA)
15.00 – Match 62 – Gruppo7 – Belasica Strumica (MKD) vs. Cesena (ITA)
15.00 – Match 63 – Gruppo8 – AS Roma (ITA) vs. Cisco Roma (ITA)
15.00 – Match 64 – Gruppo8 – FK Ventspils (LAT) vs. Reggina (ITA)
15.00 – Match 65 – Gruppo9 – AC Milan (ITA) vs. Guarani (PAR)
15.00 – Match 66 – Gruppo9 – Leme FC (BRA) vs. Esperia Viareggio (ITA)
15.00 – Match 67 – Gruppo10 – Genoa (ITA) vs. Sol Do Campo Grande (PAR)
15.00 – Match 68 – Gruppo10 – Dukla Praga (CZE) vs. AS Bari (ITA)
15.00 – Match 69 – Gruppo11 – Atalanta (ITA) vs. Pakhtakor (UZB)
15.00 – Match 70 – Gruppo11 – Anderlecht (BEL) vs. SS Lazio (ITA)
15.00 – Match 71 – Gruppo12 – Napoli (ITA) vs. Chivas Guadalajara (MEX)
15.00 – Match 72 – Gruppo12 – FC Kallon (SLE) vs. Parma (ITA) 

Domenica 07.02
Sorteggio Ottavi di Finale

Martedì 09.02 – Ottavi di Finale
15.00 – Match 73 – Ottavo1
15.00 – Match 74 – Ottavo2
15.00 – Match 75 – Ottavo3
15.00 – Match 76 – Ottavo4
15.00 – Match 77 – Ottavo5
15.00 – Match 78 – Ottavo6
15.00 – Match 79 – Ottavo7
15.00 – Match 80 – Ottavo8

 Mercoledì 10.02
Sorteggio Quarti di Finale 

Giovedì 11.02 – Quarti di finale
15.00 – Match 81 – Quarto1
15.00 – Match 82 – Quarto2
15.00 – Match 83 – Quarto3
15.00 – Match 84 – Quarto4

 Venerdì 12.02
Sorteggio Semifinali

Sabato 13.02 – Semifinali
15.00 – Match 85 – Semifinale1
15.00 – Match 86 – Semifinale2

Lunedì 15.02 – 15.00 – Finali
12.00 – Match 87 – Perdente Semifinale1 vs. Perdente Semifinale2
15.00 – Match 88 – Vincente Semifinale1 vs. Vincente Semifinale2

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Jo dal Manchester City al Galatasaray (prestito).
Geoffrey Mujangi Bia dallo Charleroi ai Wolves (prestito).
Mariano Romano dal Siena al Pergocrema (prestito).
Agostino Garofalo dal Siena al Torino (prestito).
Stefan Scepovic dall’OFK Belgrado alla Sampdoria (prestito).
Ricardo Anthony Clark dagli Houston Dynamo all’Eintracht Francoforte (prestito).
Gaston Angel Casas dal Larissa al Gimnasia (prestito).
Daniel de Ridder dal Wigan all’Hapoel Tel Aviv (prestito).
Raffaele Gragnaniello dal Potenza al Lecce (prestito).
Simone Patacchiola dalla Sampdoria al Foligno (prestito).
Cristian Daminuta dall’Inter alla Dinamo Bucarest.
Mathieu Robail dal Digione al Bastia.

Mathieu Robail - al centro - lascia Digione e s'accasa a Bastia

Emran Alji dal Parma al Carpi.
Gheorghe Grozav dall’Unirea Alba Iulia allo Standard Liegi.
Souleymane Youla dall’Eskişehirspor al Denizlispor.
Brown Ideye dal Neuchatel Xamax al Sochaux.
Abdul Fattah Al Agha dall’Al-Ittihad all’Al-Ahly.
Jurgen Prutsch dallo Sturm Graz al Livorno.
Danny Allsopp dall’Al Rayyan ai DC United.
Jacob Peterson dai Colorado Rapids ai Toronto FC.
Edinho dal Lecce al Palmeiras.
Joey Gjertsen dai Montreal Impact ai San Josè Earthquakes.
Matthew Kilgallon dallo Sheffield United al Sunderland.
Quinton Fortune dai Doncaster Rovers alla lista svincolati.
Elliot Grandin dalla lista svincolati al CSKA Sofia.

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Luca Vigiani dal Bologna alla Reggina.
Federico Dionisi dal Livorno alla Salernitana.
Maxi Lopez dall’FC Mosca al Catania.
Lucien Aubey dal Rennes al Sivasspor.
Mustapha Yatabarè dal Clermont Foot al Boulogne.
Thomas Rogne dallo Stabaek al Celtic.
Danny Simpson dal Manchester United al Newcastle United.
Danilo Soddimo dalla Salernitana alla Sampdoria (fine prestito).
Antonio Candreva dal Livorno all’Udinese (fine prestito).
Antonio Candreva dall’Udinese alla Juventus (prestito).

Candreva - qui tra Dorsin e Majstorovic nel corso dell'amichevole disputatasi il novembre scorso tra Svezia ed Italia - passa alla Juventus in prestito con diritto di riscatto della metà

Leandro Gracian dal Boca Juniors all’Independiente (prestito).
Loris Arnaud dal PSG al Clermont Foot (prestito).
Frederic Nimani dal Monaco al Burnley (prestito).
Mattia Ferrato dal Parma al Carpenedolo.
Yoessef El Akchaoui dal NEC all’FC Augsburg (prestito).
Francesco Modesto dal Genoa al Bologna (prestito).
Mario Jardel dalla lista svincolati al Flamengo Piauì.
Andreas Schifano dalla lista svincolati all’Arles.
Javier Lopez Vallejo dal Real Saragozza alla lista svincolati.
Edmilson dal Palmeiras alla lista svincolati.

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Nome: Mats Rits
Data di nascita: 18 luglio 1993
Luogo di nascita: Anversa (Belgio)
Nazionalità: belga
Ruolo: centrocampista centrale
Club: Germinal Beerschot Antwerpen
Scadenza contratto: 30 giugno 2011
Valutazione: 700mila euro

CARRIERA
Mats Rits, astro nascente del calcio belga, nacque il 18 luglio del 1993 ad Antwerpen (questo il nome in neerlandese), città che in Italia conosciamo come Anversa.
Capoluogo della provincia omonima, Anversa è inoltre la città più importante della regione delle Fiandre.

E proprio nel suo luogo di nascita può essere scritto il destino di questo ragazzo: Anversa, infatti, ha dato i natali a molti pittori, nel corso della sua lunga storia. Frans Floris, Gillis van Coninxloo, Bartholomäus Spranger, Paul Brill, Abraham Janssens, Frans Snyders, Frans Hals, Gaspar de Crayer, David Teniers il Vecchio, Jacob Jordaens, Antoon van Dyck, David Teniers il Giovane, Jan Fyt, Nicolaes Maes, Pieter Paul Rubens e Constant Permeke: davvero lunga, quasi scofinata, è la lista dei pittori nati qui. E chissà che anche lui, a modo suo, non diventi un pittore. Un artista che invece di usare pennello e tavolozza dipinge emozioni con un pallone tra i piedi.

Parlare della carriera di un ragazzo di sedici anni non è certo difficile. A quell’età i passi fatti sono davvero pochi.
Pochi ma buoni, nel suo caso.

Cominciamo dall’inizio: Rits inizia a giocare da piccolissimo. A soli sei anni, infatti, inizia a tirare i primi calci ad un pallone nell’FC Walem. Un paio di stagioni dopo, quindi, il salto nelle giovanili del Lierse, squadra già abbastanza quotata nel panorama nazionale tanto da aver vinto quattro campionati nazionali nella propria storia.

Altri tre anni e il piccolo Mats decide di cambiare nuovamente squadra: lascia quindi Lier per trasferirsi ad Anversa, dove ad accoglierlo a braccia aperte c’è il Germinal Beerschot, squadra nata giusto cinque anni prima (guarda caso proprio l’anno in cui lui iniziò a giocare a calcio) dalla fusione di Germinal Ekeren e del Beerschot VAC.

E’ proprio negli anni di Anversa che Mats inizia a farsi conoscere ed apprezzare tanto in Belgio quanto all’estero, tanto che iniziano a circolare voci di un possibile “scippo” da parte di altre squadre, sia belga che straniere.

Proprio per evitare problemi di questo tipo i dirigenti del suo club si affrettano a fargli firmare un contratto da professionista: il giorno del suo sedicesimo compleanno, quindi, la giovane stellina del vivaio del Germinal pone la firma su di un biennale che lo lega saldamente alla società di Anversa e lo fa entrare a tutti gli effetti nel giro della prima squadra nonostante la giovanissima età.

Di lì a pochi mesi arriverà anche il debutto ufficiale in campionato. E avverrà come se Mats vivesse in una favola.

Sono le otto di sera di sabato 3 ottobre 2009, il GBA si sta apprestando a scendere in campo all’Olympisch Stadium in un match di campionato contro il KVC Westerlo e per l’occasione coach Daerden ha deciso di portare in panchina il giovane Rits. C’è grande attesa su di lui, tanto che un po’ tutti i tifosi si interrogano su di un suo possibile impiego nel corso del match.

Dopo un quarto d’ora dal fischio d’inizio gli ospiti passano in vantaggio un po’ a sorpresa: Dieter Dekelver riceve al limite dell’area e fa tutto in un attimo, stop di sinistro e conclusione di destro. La sua rapidità di esecuzione è tale che il povero Tome Pacovski, estremo difensore del club di casa, non prova nemmeno ad opporsi al tiro. 1 a 0.

Alla mezz’ora di gioco, quindi, succede qualcosa che cambia il match: il povero Daniel Cruz, centrocampista colombiano ex Ajax, si infortuna ed è costretto a lasciare il campo. Al suo posto Daerden decide di inserire proprio lui, Mats Rits. E la scelta pagherà.

Il piccolo Rits giocherà infatti una buona partita, mettendo in mostra grandi qualità tecniche e caratteriali. Ed inciderà molto pesantemente sul risultato.

Al sessantesimo il primo acuto: Bart Goor, ex centrocampista di Anderlecht e nazionale, lo pesca in area. Certo, la difesa ospite si dimenticata completamente di coprire lo spazio, ma bisogna anche dare il merito a Mats di essersi saputo smarcare bene. Dopo aver addomesticato docilmente il pallone con il destro, quindi, se lo sposta sul sinistro per calciare poi rapidamente. Yves De Winter, portiere ospite, è battuto. Il pallone si alza, colpisce la traversa interna e ricade pesantemente al suolo, ben oltre la linea: Mats Rits segna il suo primo goal in campionato dopo solo mezz’ora dal suo ingresso in campo. Mats Rits segna la sua prima rete nella Jupiler League il giorno stesso del suo debutto.

Ma non è finita qui: a due minuti dal termine Haroun porta in vantaggio il GBA, ma il ragazzino di Anversa non è contento. Così, a tempo ormai scaduto, mette la firma sull’impresa.
Tosin Dosunmu, entrato una decina di minuti prima in sostituzione di Pieter-Jan Monteyne, fugge sulla destra e mette in mezzo un pallone che, radente il suolo, attraversa tutta l’area ospite senza che nessuno riesca ad intercettarlo. Sul secondo palo, ancora una volta ignorato da tutti, c’è il piccolo pittore del centrocampo del GBA che non ha alcun tipo di fatica a depositare in rete il pallone, per il più facile dei goal.

E’ il giorno del suo esordio e Mats Rits ha compiuto un’impresa non da ridere, a maggior ragione per un centrocampista. Sedici anni e settantasette giorni, un’ora di gioco, due reti segnate. Una favola.
Favola che, tra l’altro, ricorda tantissimo quella di un grande del calcio belga: a suo tempo, infatti, Henri Coppens (389 partite e 258 goal in campionato, 47 partite e 21 goal in nazionale, miglior attaccante del Mondiale svizzero del 1954 secondo L’Equipe) esordì nel Beerschot VAC (che come detto fu uno dei due club che si è andato poi a fondere nel Germinal Beerschot) all’età di sedici anni segnando una doppietta. Che sia di buon auspicio?

L’unica cosa certa, ad oggi, è che mister Daerden vuole andarci coi piedi di piombo. Dopo quel match, infatti, ha fatto disputare solo altri due scampoli di partita al piccolo Mats, facendogli mettere assieme mezz’ora in tutto. La giovanissima età del ragazzo, del resto, consiglia di dosarlo per evitare che si bruci.
E’ altresì vero, però, che il carattere dimostrato il giorno del suo esordio porterebbe a pensare che sarebbe in grado di gestire le tensioni di un posto fisso in prima squadra già da ora.

A livello internazionale fa attualmente parte della nazionale under 17 (5 presenze ed 1 goal per lui), squadra di cui è la stella al pari di Thorgan Hazard, fratello minore dell’ormai famosissimo Eden. Ma se dovesse trovare più spazio nel suo GBA da qui al termine della stagione chissà che non finisca con il bruciare rapidamente le tappe arrivando, magari, subito in under 21.

Su di lui, intanto, si stanno muovendo tantissimi club. Già prima del suo esordio venivano dati sulle sue tracce alcuni dei più importanti club Europei: a partire dall’Anderlecht – attuale capolista del campionato belga – passando per l’Ajax fino ad arrivare a due colossi come Real Madrid e Manchester United. Fu però proprio il ragazzo stesso a fugare ogni dubbio rispetto al suo futuro: non avrebbe lasciato il club della sua città tanto presto, il tutto per non abbandonare la propria famiglia e per poter finire con calma gli studi. Nonostante queste parole i dirigenti del Germinal Beerschot decisero comunque di cautelarsi e, come detto, gli fecero firmare un contratto da professionista.

Allontanati, almeno momentaneamente, gli interessi delle grandi d’Europa gli ultimi rumors di mercato lo danno in possibile partenza verso Liegi, dove ad attenderlo ci sarebbe lo Standard: il club di László Bölöni è attualmente in crisi nera ed ha un grosso bisogno di rinforzarsi sul mercato, magari tendendo anche ad una mezza rifondazione. Solo ottavi dopo venti partite, infatti, Les Rouches sono dati proprio sul giovane talento di Anversa, che potrebbe quindi a breve decidere di spostarsi 130 chilometri a sud est per stabilirsi in quel di Liegi.

CARATTERISTICHE
Nonostante abbia solo sedici anni possiede un fisico già ben formato, che comunque può ancora crescere molto ed essere plasmato secondo la propria volontà. La base comunque, come detto, è buona: 180 centimetri d’altezza per 70 chilogrammi di peso.

Centrocampista centrale di talento e dall’inserimento facile Mats è considerabile ambidestro dato che sa colpire il pallone con entrambi i piedi per quanto, ad oggi, pare preferisca utilizzare il sinistro.
Abile battitore di calci piazzati, dotato di una tecnica invidiabile, sa addomesticare il pallone con facilità e saltare gli avversari senza colpo ferire. E’ altresì abile nel gioco di prima e piuttosto preciso nei passaggi.

Grande carattere, Mats gioca con la tranquillità tipica di chi crede nei propri mezzi e con la spensieratezza che è propria dei ragazzi della sua età.

Non è un caso, del resto, se su di lui, ancora solo 15enne, si stavano muovendo Real e United.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
In Belgio sono sicuri: Mats è destinato a essere una delle colonne della nazionale dei Diavoli Rossi. E chissà che, nel contempo, non lo diventi anche di una qualche grande squadra del Vecchio Continente.

Che vada allo Standard nel giro di qualche mese o meno non ha molta importanza. Quel che è certo è che difficilmente resterà ancora molti anni a casa sua, ad Anversa.

Le qualità per imporsi, è inutile dirlo, le ha. Bisogna solo dargli modo di svilupparle.

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Andrea Esposito dal Genoa al Livorno (prestito).
Sam Cox dal Tottenham al Torquay United (prestito).
Christian Conti dal Bari al Como (prestito).
Gianmarco Baldassarre dal Bari al Brindisi (prestito).
Daniel Fernandes dal Bochum all’Iraklis (prestito).
Wojciech Kowalewski dall’Iraklis alla lista svincolati.
Claudio Bellucci dalla Sampdoria al Livorno.

Bellucci lascia Genova per trasferirsi a Livorno

Ruben Micael dal Nacional al Porto.
Jamal Campbell-Ryce dal Barnsley al Bristol City.
Jan Simak dallo Stoccarda al Mainz.
Jonathan Pereira dal Villareal al Betis.
Alessandro Bernardini dal Varese al Livorno (comproprietà).
Leonardo Moracci dal Chievo all’Alessandria (comproprietà).
Mario Antonio Salgado Jimenez dal Foggia al Torino (comproprietà).

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