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Archive for 19 gennaio 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Nome: Panagiotis Tachtsidis
Data di nascita: 15 febbraio 1991
Luogo di nascita: Nafplion (Grecia)
Nazionalità: greca
Ruolo: mediano
Club: AEK Atene
Scadenza contratto: 30 giugno 2010
Valutazione: 1 milione

CARRIERA
Panagiotis Tachtsidis nacque il 15 febbraio 1991 a Nafplion, cittadina greca sita sull’Argolikós, piccolo golfo del Mar Egeo.

Cresciuto nel Peloponneso, nei dintorni della sua città Natale, a quattordici anni riceve una chiamata importante, cui non si può dire di no: sulle sue tracce c’è infatti il grande AEK Atene, club della capitale ellenica. E se a cercarcarti è una delle squadre principali della tua nazione negarsi è  un delitto.
Così il nostro Panagiotis, nonostante sia ancora solo poco più che un bambino, decide di prendere armi e bagagli e di trasferirsi ad Atene, lasciandosi la sua vita precedente a centocinquanta chilometri da sè. Ma del resto queste sono scelte spesso obbligate per chi vuol diventare un calciatore professionista.

Non possiamo certo sapere se, prima o dopo, Tachtsidis si sia mai pentito della scelta presa: la mancanza della propria fidanzatina, degli amici, del tran tran in quel di Nafplion… tutte cose che possono sicuramente essere mancate ad un ragazzino appena adolescente che lascia la propria casa per tentare l’avventura, schiudendo davanti a sè le porte di un mondo nuovo.

Quello che è certo è che il nostro Panagiotis ha saputo resistere ad ogni momento di solitudine e sconforto, non abbandonando mai la barca su cui aveva deciso di salire.
E la scelta, alla lunga, ha pagato.

Un paio d’anni dopo il suo arrivo nell’attica Tachtsidis vede ripagati tutti i suoi sforzi. In un attimo tutto il sudore versato sul campo sembra solo un ricordo lontano, accantonato. Qualcosa che non lo può sfiorare più.
La fatica spesa per allenarsi e per puntare a migliorare di giorno in giorno sparisce in un attimo, lasciando il posto solo alla gioia più profonda: è il 1 novembre del 2007 e Panagiotis, solo sedicenne, pone la firma sul suo primo contratto da professionista. Un contratto da due anni e mezzo che, guarda un po’ il caso, vedrà la sua scadenza proprio il prossimo giugno.

Di lì in poi, comunque, sarà tutto in discesa.
Meno di tre mesi dopo la firma del contratto arriverà l’esordio in prima squadra. Ed è, anche qui, la realizzazione di un sogno: Panagiotis entra a partita in corso in un match di Super Liga greca contro il Thrasivoulos Filis – squadra che attualmente milita nella Beta Ethniki (la Serie B greca) – cogliendo subito due piccioni con una fava. Da una parte, infatti, diventa – con 16 anni e 348 giorni – il più giovane esordiente nella storia dell’AEK, dall’altra dimostra subito di saper essere decisivo realizzando, al novantaduesimo di quel match, il goal decisivo che regala la vittoria ai Kitrinomavri.

Tachtsidis contrasta Cahill nel match di Europa League che l'AEK ha disputato contro l'Everton lo scorso 2 dicembre

E proprio il suo far capolino in prima squadra lo spingerà anche a diventare parte integrante della nazionale delle rappresentative nazionali under 20 e 21. Ed è proprio con quest’ultima che Tachtsidis potrebbe compiere un’impresa non da poco: l’under 21 greca, che può contare anche sul talento di due giocatori già molto in voga in Grecia come Ninis e Mitroglu oltre che sul genoano Papastathopoulos, Panagiotis sta infatti ben comportandosi nel corso delle attuali qualificazioni ai prossimi Europei di categoria. Gli ellenici, infatti, sono attualmente ai vertici della classifica del Gruppo 9, raggruppamento che comprende anche Inghilterra, Portogallo, Lituania e Macedonia. E lui, con quattro presenze da titolare su sette, sta partecipando fattivamente al raggiungimento di questo che sarebbe un traguardo notevole, a maggior ragione se gli ellenici riuscissero a terminare davanti a due potenze come quella inglese e quella lusitana.

Nel suo club, intanto, le cose vanno discretamente bene: nonostante venga ritenuto uno dei migliori giovani del suo paese (tanto che è arrivato al secondo posto nella classifica dei PSAP Awards come miglior giovane del 2009 dietro a Vasilis Koutsianikoulis dell’Ergotelis) non è ancora riuscito a convincere mister Bajevic del fatto che andrebbe usato con più frequenza.
Proprio per questo motivo, quindi, non è ancora un titolare indiscusso nel suo club. E potrebbe anche non diventarlo mai se, come pare, lascerà davvero Atene a fine anno a parametro zero per accasarsi a Genova, con il Presidente Preziosi che avrebbe individuato in lui l’ennesimo colpo della sua politica giovanile (dopo l’ingaggio di Aleksic, quindi, un altro ’91 straniero potrebbe a breve vestirsi di Rossoblù).

Niente titolarità indiscussa, quindi, ma qualche altra soddisfazione il buon Panagiotis se l’è potuta togliere: oltre al titolo di runner-up come miglior giovane dello scorso anno, infatti, Tachtsidis ha avuto anche il merito – e la fortuna – di vedere il suo secondo – e per ora ultimo – goal ufficiale con la maglia dei Kitrinomavri venir votato come miglior goal della ventiduesima giornata della scorsa stagione. Correva il trentacinquesimo minuto della prima frazione di gioco ed il suo AEK era ancora fermo sullo 0 a 0 nel match di Super Liga che lo vedeva opposto al Levadiakos. E’ proprio in quel momento, però, che il giovane centrocampista ellenico riceve palla al limite dell’area e dopo aver stoppato di destro fa una mezza rotazione su se stesso per colpire di mancino, disegnando una traiettoria praticamente perfetta che porta il pallone a spegnersi sotto l’incrocio dei pali, assolutamente imprendibile per il malcapitato portiere avversario.

CARATTERISTICHE
Il fisico non gli manca certo. Anzi, possiamo tranquillamente dire sia uno dei suoi punti di forza: con più di 190 centimetri a sua disposizione, infatti, Tachtsidis è un giocatore che sa farsi valere su ogni contrasto quanto nel gioco aereo.
Mancino naturale Panagiotis è un centrocampista che ama giocare in mediana, dove sa far valere tanto la sua forza fisica quanto le sue discrete qualità tecniche. Nonostante che le sue caratteristiche fisiche possano far pensare ad un medianaccio tutto contrasti e tackle, infatti, il giovane under 21 greco ha ricevuto in dono anche una buona capacità di amministrazione del pallone, cosa questa che lo rende capace anche di impostare l’azione.

All’occorrenza, poi, può anche essere schierato dietro le punte, dato che avendo ricevuto in dotazione anche una certa visione di gioco sa anche rifinire il gioco per gli attaccanti. Il suo meglio, oggi come oggi, lo da comunque diversi metri più indietro, dove può appunto sfruttare al meglio il suo mix di qualità fisiche e tecniche. Quel mix che inglesi e portoghesi hanno già potuto amminare nel corso delle qualificazioni all’europeo under 21 dove lui, come detto, si sta mettendo in mostra come uno dei trascinatori della stupefacente squadra greca, determinata più che mai a ben figurare, a pochi anni di distanza dall’impresa compiuta all’europeo portoghese (corsi e ricorsi storici…) dalla nazionale maggiore.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Può essere che non sarà mai un giocatore dominante in una grande competizione, ma il suo posto al sole può sicuramente trovarlo questo ragazzino di Nafplion.

Nonostante non sia ancora maggiorenne (traguardo, questo, che compirà a breve) sta già infatti facendosi apprezzare da più parti tanto che, come detto, su di lui avrebbe già allungato le grinfie il Genoa, sempre più desideroso di portarsi a casa giovani talenti cui terminare le svezzamento per poterli lanciare poi nel grande calcio.

Ed un centrocampo come quello dei Grifoni potrebbe certamente beneficiare della sua presenza: gioventù, freschezza e centimetri. Tutte qualità che nell’attuale mediana di mister Gasperini non sembrano abbondare.

I giocatori della nazionale greca festeggiano la qualificazione a Sudafrica 2010. Nel giro di qualche anno anche Panagiotis potrebbe entrare nel gruppo

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Branko Ilic dal Betis Siviglia alla lista svincolati.
Ilan dal St. Etienne alla lista svincolati.
Daniele Vantaggiato dal Parma al Padova (comproprietà).
Danilo Russo dal Genoa al Vicenza (comproprietà).
Alberto Frison dal Vicenza al Genoa (prestito).
O’Neil Thompson dal Barnsley al Burton Albion (prestito).
Salvatore Caturano dall’Empoli al Viareggio (prestito).

Salvatore Caturano si trasferisce da Empoli a Viareggio

Savio Nsereko dalla Fiorentina al Bologna (prestito).
Amr Zaki dall’FC Zamalek all’Hull City (prestito).
Gökhan Ünal dal Trabzonspor al Fenerbache.
Lucas Neill dall’Everton al Galatasaray.
Francesco Di Gennaro dal Gallipoli al Verona.
Mario Ariel Bolatti dal Porto alla Fiorentina.
Aleksandr Kerzhakov dalla Dynamo Mosca allo Zenith.
Igor Prahic dal Varteks al Sedan.

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Mbola contrasta Matmour nel corso di una gara di qualificazione ai Mondiali

Nome: Emmanuel Mbola
Data di nascita: 10 maggio 1993
Luogo di nascita: Kabwe (Zambia)
Nazionalità: zambiana
Ruolo: terzino sinistro
Club: Pyunik Football Club
Scadenza contratto: 30 giugno 2011
Valutazione: 550mila euro

CARRIERA
Il nome di Emmanuel Mbola dirà poco alla maggior parte dei lettori di questo blog (nonostante ne avessi già parlato presentando le possibili rivelazioni della Coppa d’Africa), così come direbbe pochissimo alla maggioranza degli appassionati italiani. Perché Mbola tra le tante fortune non ha ricevuto due cose importanti, che sicuramente gli avrebbero dato molta fama in più: non ha nazionalità nobile – calcisticamente parlando, s’intende – e non gioca in uno dei più grandi club al mondo.

Queste due cose, in realtà, si rivelano un’arma a doppio taglio. Perché certo, se invece che uno zambiano in Armenia fosse un brasiliano in Italia ora avrebbe molta più considerazione da parte di stampa e tifosi, sarebbe sicuramente in qualche formazione Primavera importante e magari, chissà, di tanto in tanto farebbe anche capolino in prima squadra (del resto un suo coscritto, Crisetig, è già stato convocato in campionato da Mourinho quest’anno). Di contro, però, il fatto di essere nato in una nazione calcisticamente povera come lo Zambia (di cui i più conoscono il solo Kalusha Bwalya, vera e propria icona del calcio zambiano e che, tra l’altro, segnò una tripletta proprio all’Italia alle Olimpiadi del 1988) e di trovarsi a giocare in un campionato molto più che mediocre come quello armeno lo stanno aiutando a bruciare ogni tappa, imponendosi alle attenzioni di tutti sia nel suo paese d’origine che in quello d’adozione: nonostante abbia solo sedici anni, infatti, Emmanuel, che in Zambia è considerato una sorta di ragazzo prodigio, sta mettendo in fila tutti coloro i quali, nel club quanto in nazionale, mai avrebbero pensato di dover stare attenti alla concorrenza di un ragazzino per quanto concerne un posto da titolare.

Ebbene sì: ancora ben lungi dall’essere maggiorenne Mbola è già titolare tanto nel suo club quanto nei Chipolopolo.

Ma ripercorriamo brevemente – perché pur sempre di un adolescente parliamo – la sua carriera: nato a Kabwe – città principale della provincia dello Zambia Centrale – il 10 maggio del 1993 diventa calciatore nei Mining Rangers, club che lo farà esordire, solo quindicenne, in prima squadra. Certo, esordire a quindici anni in una squadretta (i Mining Rangers hanno chiuso l’ultimo campionato al tredicesimo posto della seconda divisione nord zambiana) dello Zambia potrebbe essere un gioco da ragazzi, ma per farlo bisogna comunque avere qualcosa in più rispetto ai propri coetanei.

E quel qualcosa in più Emmanuel lo mette in mostra giorno dopo giorno fino a quando degli emissari del Pyunik, importante squadra di Yerevan, non giungono in Zambia decisi ad acquistarlo.
Il tutto nonostante che su di lui ci fossero anche le moscoviti CSKA e Spartak. Mbola decide infatti di snobbare le due nobili russe ed andare a giocare in Armenia: meglio provare ad imporsi lì piuttosto che andare a vivacchiare nelle giovanili russe. E per un ragazzo già titolare in nazionale e nel suo club è un discorso sicuramente capibile, anche se forse poco condivisibile. Il tutto comunque paga: il 14 luglio 2009, infatti, arriva l’esordio in Champions nello 0 a 0 del suo Pyunik in un preliminare contro la Dinamo Zagabria. E di lì a poco arriveranno altre due soddisfazioni: il Pyunik vince campionato e coppa d’Armenia.

Non solo soddisfazioni nella sua carriera di club, comunque: nonostante sia ancora solo un adolescente, infatti, Emmanuel conta già ben 18 presenze in nazionale. Dopo l’esordio, avvenuto nel 2008, Mbola è diventato uno dei punti fermi della formazione allenata da Renard, che lo sta schierando titolare anche nel corso dell’attuale Coppa d’Africa. Cosa questa che, tra l’altro, gli ha permesso di diventare il secondo più giovane giocatore ad esordire in questa competizione, con il record che resta quindi saldamente nelle mani di Shiva N’Zigou, punta gabonese attualmente in forza al Reims: quest’ultimo esordì infatti il 23 gennaio del 2000 all’età di 16 anni e 4 mesi, mentre Mbola ha esordito all’età di 16 anni, 8 mesi e 3 giorni.

Ad oggi l’apice della sua carriera internazionale l’ha raggiunto il 6 giugno scorso quando venne eletto man of the match nel post gara di una partita giocata contro il Ruanda dove oltre ad essere ineccepibile nei suoi interventi difensivi offrì anche un assist – decisivo – a Kalaba. Essendo così giovane, però, avrà sicuramente modo di migliorarsi in più occasioni nel corso del tempo.

Essere zambiano e giocare in Armenia è proprio un’arma a doppio taglio, insomma: vero è che è poco conosciuto ed ancor meno sponsorizzato, altrettanto vero è però che questo gli ha permesso di esordire precocemente sia in nazionale che in Champions e, soprattutto, gli sta permettendo di venire considerato una pedina fondamentale tanto nello Zambia quanto nel proprio club, cosa che non accadrebbe, per dire, se fosse italiano e giocasse nell’Inter.

Mbola nel corso del suo esordio in Coppa d'Africa contro la Tunisia mentre copre l'uscita di Mweene

Ma non solo: pensate a cosa potrebbe fare un giocatore che quando compirà diciassette anni avrà già più di venti presenze in nazionale. La strada per il record di presenze internazionali sembra davvero tutta in discesa per lui…

Se tifosi e stampa delle principali nazione europee non se lo filano – e, anzi, la maggior parte di questi non ne conosce nemmeno l’esistenza – diversa è la situazione per quanto riguarda gli addetti ai lavori, che ben conoscono il suo nome. Tanto che il suo futuro potrebbe essere lontano da Yerevan. Su di lui si starebbero infatti muovendo alcuni club del Vecchio Continente. Due di questi, in particolare, parrebbero essere molto interessati all’acquisto del giovane laterale: l’FK Vojvodina, che potrebbe quindi decidere di reinvestire subito parte dei soldi incassati dalla cessione di Aleksic, ed il CSKA Mosca, che dopo aver fallito l’assalto proprio ad Aleksic sembrerebbe interessato ad investire in un altro reparto e vorrebbe quindi ritentare l’affondo su di lui.

Così come accaduto quando scelse il Pyunik, però, Mbola sembra deciso a puntare il serbo: lì, infatti, avrebbe sicuramente molto più spazio in prima squadra rispetto a quanto non ne avrebbe a Mosca. Cosa questa che, evidentemente, per Emmanuel conta più della nomea del club.

Oltre a Vojvodina e CSKA, comunque, sarebbero interessati a lui anche Siviglia, Tottenham ed Helsingborg.

CARATTERISTICHE
Se a sedici anni sei in grado di batterti con naturalezza su di un palcoscenico importante come la Coppa d’Africa significa che hai doti fuori dal comune. E nemmeno tanto da un punto di vista tecnico quanto – soprattutto – caratteriale.

Nel corso di questo pezzo è ricorsa più volte la parola “ragazzino”. Ma, del resto, questo è Emmanuel. Nulla di più, nulla di meno. Un ragazzino che, però, in campo sembra un veterano navigato: la sicurezza che mostra in ogni momento, la professionalità con cui cura ogni aspetto, la tranquillità di ogni giocata: tutti aspetti che non ci si aspetterebbe mai da un giocatore così giovane, ma che saltano subito all’occhio quando si vede giocare lui.

Mbola insegue Saifi nel corso di un match di qualificazione ai Mondiali

Ad una forza di carattere assolutamente straordinaria per la tenerissima età si abbinano altre qualità molto importanti, quelle che vanno a completare il profilo di un calciatore a tutto tondo, già degno di calcare, appunto, certi palcoscenici.

Mbola è infatti dotato di un grande atletismo e di un’ottima esplosività, nonostante fisicamente sia tutto fuorché un colosso. Inoltre ha un ottimo senso dell’intervento, tanto in anticipo quanto in tackle sull’uomo che avanza palla al piede. In più ha già dato ampia dimostrazione di non essere, a differenza di molti calciatori cresciuti nel suo continente d’origine, un anarchico a livello tattico (in entrambe le fasi), cosa questa cui abbina anche una discreta capacità di gestione del pallone in fase offensiva, quando cerca di amministrare lo stesso nella maniera più proficua possibile.

Insomma, già oggi è superiore ad un buon numero di terzini che giocano nei campionati professionistici di Italia, Spagna ed Inghilterra.

Però certo, non è tutto oro quello che luccica: alle indubbie qualità, infatti, si contrappongono anche alcune lacune. Tra queste la principale è sicuramente la smania di intervenire, cosa che in diverse occasioni finisce con il portarlo fuori posizione.
Ma questa è una cosa che sicuramente può essere migliorata con dedizione ed applicazione.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Se è difficile dire dove possano arrivare i prospetti di casa nostra ancora più difficile è poter prevedere il livello cui potrà arrivare un giocatore come Mbola: un po’ perché il campionato armeno resta pur sempre un banco di prova relativo, un po’ perché è indubbio che lo scetticismo rispetto ad un giocatore di una nazione calcisticamente esotica come lo Zambia è sicuramente superiore a quello che si avrebbe rispetto a ragazzi italiani, francesi, inglesi o argentini.

Però le basi da cui parte questo ragazzo sono indubbiamente importanti. Ora c’è solo da lavorarci e farlo lavorare al meglio, cercando di trarne il massimo.

Vedremo quindi nei prossimi mesi dove deciderà di continuare la sua crescita, tenendo sempre in conto che oltre che nel club continuerà ad avere la possibilità di mettersi alla prova anche in nazionale.

Mbola mette pressione a Djebbour nel corso di un match di qualificazione mondiale

E chissà che tra una quindicina d’anni non si parlerà di lui come di una nuova leggenda del calcio zambiano, tanto da far sbiadire il ricordo di mister Bwalya in persona…

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