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Archive for 9 gennaio 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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L’Inter, già campione d’inverno prima di scendere in campo, si presenta sul terreno di gioco con il solito Julio Cesar tra i pali protetto da una difesa tutta sudamericana: dalla coppia di centrali Lucio-Cordoba ai terzini, Maicon e Zanetti (che prende il posto dell’infortunato Chivu). A centrocampo rientra invece Stankovic e viene schierato il discontinuo Quaresma assieme a Motta e Snejder. In attacco, infine, la coppia scelta – ma quasi obbligata – da Mourinho è composta da Pandev e Milito. Assieme a Toldo e Samuel, poi, il tecnico lusitano si porta con sè in panca uno stuolo di giovani: Crisetig, Stevanovic, Donati ed Arnautovic.
Dal canto suo, invece, Malesani risponde con Curci in porta, Brandao, Cribari, Rosi e Del Grosso in difesa, Ekdal, Codrea, Jajalo e Vergassola a centrocampo e Reginaldo a supporto di Maccarone.

Serata di grande tensione per Josè Mourinho

CRONACA
L’Inter comincia benissimo e nei primi dieci minuti dimostra una netta superiorità territoriale rispetto ad un Siena piuttosto contratto.

Dopo sei minuti di gioco Maicon pesca Sneijder in area ma il trequartista orange è chiuso sul controllo. Poco dopo Pandev si libera con un tunnel al limite dell’area e calcia radente il suolo, con Curci che però disinnesca una conclusione che pareva comunque destinata ad uscire. Un battito di ciglia ed i Nerazzurri sono ancora nell’area avversaria: Maicon serve Pandev che si libera al tiro piazzando la palla a fil di palo. Ci vuole un grande intervento di Curci per evitare una rete che sembrava fatta.

Dopo questa sfuriata iniziale, comunque, l’Inter abbassa un minimo il ritmo, pur continuando a mantenere saldamente il pallino del gioco nelle proprie mani.

Al 17′, quindi, succede l’inusitato: Maccarone parte centralmente e non trova grande opposizione tanto che può portarsi fin quasi sul limite dell’area dove esplode un mancino molto preciso che buca un incolpevole Julio Cesar. Il Siena è incredibilmente avanti a San Siro.

Bastano però sei soli minuti all’Inter per pareggiare. Dapprima è Maicon che fa le prove generali per il goal scendendo centralmente, un po’ come fatto da Maccarone poco prima, salvo concludere a lato d’esterno. Poi è Milito che si fa lanciare nello spazio e dopo aver puntato Cribari fredda Curci, posizionato in maniera non proprio impeccabile in quest’occasione.

L’Inter comunque non si accontenta di un pareggio: il miglior attacco della Serie A – quello Nerazzurro, appunto – incontra la peggior difesa del nostro massimo campionato. Pensare di chiudere la partita con un solo goal all’attivo e senza portarsi a casa i tre punti non è nemmeno plausibile.

Così poco dopo la mezz’ora Stankovic guadagna una punizione un passo fuori dall’area di rigore. Sul punto di battuta si presenta Sneijder che, implacabilmente, buca prima la barriera e poi lo specchio della porta difesa da un irretito Curci, che nulla può su questa conclusione del forte trequartista ex Real Madrid.

Sneijder e compagni dedicano il goal del 2 a 1 a Christian Chivu

La partita, a quel punto, dovrebbe essere in discesa. Dopo aver ribaltato il risultato, infatti, l’Inter avrebbe l’inerzia del match dalla sua. Solo che neanche centoventi secondi dopo il 2 a 1 il Siena trova il pareggio: Reginaldo riceve da rimessa laterale e crossa in mezzo pescando un Albin Ekdal che, tutto solo sul secondo palo, ha buon gioco e grossa facilità nel bucare Julio Cesar firmando il pareggio.

La ripresa si apre con una doppia sostituzione: tra le fila ospiti Pegolo prendere il posto di Curci mentre tra le fila interiste Arnautovic prende il posto di Stankovic. Ma non solo: si apre anche sulla stessa falsariga di come era andato il primo tempo, cioè con l’Inter che mantiene il possesso del gioco lasciando comunque spazi importanti al Siena.

Dopo cinque minuti dal rientro delle squadre in campo è Sneijder che scalda subito le mani a Pegolo calciando da fuori. Il portiere senese, però, respinge in qualche modo ed è poi salvato dall’approssimazione con cui Arnautovic giunge su quella palla per il peggiore dei tap-in.

Al 54′ Rosi porta palla sulla destra per scaricarla a Reginaldo che crossa in direzione di Ekdal, anticipato però dall’intervento tempestivo di Maicon.
Il goal è comunque nell’aria: dieci minuti dopo è Ekdal a portare palla per mettere poi in movimento il solito Reginaldo che dopo essere entrato in area ed aver temporeggiato per far salire la propria squadra scarica al limite all’accorrente Maccarone il cui destro piazzato è tanto preciso da freddare per la terza volta nel corso del match Julio Cesar.

Questo goal, esattamente come il primo segnato dall’ex Middlesbrough, dovrebbe scuotere l’Inter e spingere i giocatori di Mourinho a ribaltare il risultato. Così non è. Resta infatti il Siena, di lì in avanti, a costruire le occasioni migliori.
Prima Reginaldo crossa per Maccarone che, incredibilmente dimenticato da Lucio in mezzo all’area, non è però preciso nel suo colpo di testa. Poi Rosi fa un’ennesima discesa sulla fascia per scaricare a Maccarone che da fuori, questa volta, non troverà la porta. Infine un batti e ribatti al limite dell’area Nerazzurra porta il solito Maccarone, vera calamita di palloni quest’oggi, a concludere non trovando però la via della rete e facendosi parare la conclusione da Cesar.

I giocatori del Siena festeggiano il goal del 3 a 2

In mezzo a queste occasioni solo una velleitaria conclusione portata da un opaco Arnautovic al 73′: un tiro senza grandi pretese che si spegne ben lontano dalla porta difesa da Pegolo.

Proprio quando il risultato sembra essere deciso Sneijder si erge ancora a salvatore della patria: a due minuto dal novantesimo batte una punizione chirurgica che beffa un colpevolissimo Pegolo sul proprio caso andando a sigillare il 3 a 3 e ridando verve e coraggio ai suoi compagni di squadra che sfrutteranno gli ultimi minuti rimanenti (recupero compreso) per tentare di ribaltare per la seconda volta nel match il risultato.

Riuscendoci.

Al 93′, infatti, Samuel riceve palla al limite beffando la trappola del fuorigioco per bucare poi Pegolo con un diagonale che non lascia scampo. 4 a 3, partita davvero rocambolesca!

COMMENTO
Che partita, ragazzi!

In pochi penso avrebbero pensato che un Inter-Siena come tanti avrebbe potuto riservare tutte queste emozioni. Invece i senesi, probabilmente rinvigoriti dalla cura Malesani (che è sicuramente un ottimo motivatore), vendono cara la pelle facendo sudare le proverbiali sette camice ai giocatori Nerazzurri e tenendo lungamente in scacco i tifosi avversari, sino a due minuti dal termine rassegnati a vedere la loro squadra perdere inusitatamente.

Però quest’Inter pur costretta a giocare con una formazione di emergenza da problemi vari dimostra di avere cuore e carattere, esattamente quelle due caratteristiche che sembravano mancare qualche anno fa e che invece oggi abbondano e portano questa squadra a dominare lo scenario italiano.

Ora a questa squadra manca uno step solo: fare il definitivo salto di qualità anche in Europa. Dopodiché potrà davvero entrare nel novero delle squadre storiche.
Altrimenti, qualora non riuscisse a farlo, finirebbe con l’essere solo una grande incompiuta.

MVP
In linea generale è giusto fare un grandissimo plauso al Siena tutto: ogni singolo giocatore ha giocato su livelli importanti ed a parte qualche errore dei singoli possiamo sicuramente promuovere a pieni voti il collettivo, con punte davvero ottimali.

Un'istantanea relativa alla prima rete realizzata da Maccarone

Tra queste è giusto citarne tre, che sono anche quei tre giocatori che mi sento, in mancanza di un vero dominatore del match, di votare come migliori in campo. Mi sto riferendo al mattatore di questo match, quel Massimo Maccarone che ha messo ripetutamente in affanno la retroguardia interista riuscendo anche a centrare per due volte il bersaglio grosso (il primo goal, tra l’altro, è davvero notevole, balisticamente raffinato), ed alla corsia di destra della squadra toscana (più o meno tutte le azioni di rilievo del Siena sono venute da lì): Rosi ha spinto quasi costantemente dalla sua parte mettendo spesso pressione agli avversari e contribuendo a costruire azioni interessanti, Reginaldo, oggi in serata di grazia, ha giocato una partita molto solida impreziosita da due ottimi assist.

TABELLINO
Inter vs. Siena 4 – 3
Marcatori: 17′, 64′ Maccarone, 23′ Milito, 35′ 88′ Sneijder, 36′ Ekdal, 93′ Samuel.
Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Cordoba, Zanetti; Stankovic (45′ Arnautovic), T. Motta (67′ Stefanovic), Sneijder, Quaresma (46′ Samuel); Pandev, Milito. A disposizione: Toldo, Donati, Crisetig. Allenatore: Mourinho.
Siena: Curci (46′ Pegolo); Rosi, Cribari, Brandao, Del Grosso; Vergassola, Codrea, Ekdal (81′ Jarolim), Jajalo; Reginaldo (72′ Fini), Maccarone. A disposizione: Ficagna, Rossi, Calaiò, Paolucci. Allenatore: Malesani.
Arbitro: Peruzzo (Schio).
Ammoniti: 40′ Stankovic, 75′ Sneijder, 89′ Codrea.

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La Roma scende in campo in odore di zona Champions per provare a riconquistare uno dei primi quattro posti del campionato. Per farlo mister Ranieri lancia dal primo minuto un Luca Toni molto voglioso di impressionare per provare a convincere Marcello Lippi ad inserirlo nella lista dei giocatori che tenteranno di difendere il titolo Mondiale vinto tre anni e mezzo fa in Germania. Dal canto suo, invece, Di Carlo vuole invece strappare almeno un pareggio per poter continuare sulla buona strada percorsa in questo girone di andata dai suoi ragazzi.

CRONACA
L’inizio è col botto ed inganna un po’ tutti. Dopo solo ventidue secondi di gioco, infatti, Toni si fa subito vedere provando una conclusione che viene però deviata in angolo dal tempestivo intervento di Davide Mandelli. Sugli sviluppi dello stesso la Roma passa però in vantaggio: Pizarro centra in direzione di capitan De Rossi che svetta bene per un’incornata che non dà scampo a Sorrentino.

De Rossi e compagni festeggiano l'immediato 1 a 0

Una manciata di minuti e la punta proveniente dal Bayern Monaco dimostra ancora una volta tutta la sua pimpantezza: Taddei crossa da destra per lo stesso Toni che, mossosi benissimo, si libera del suo diretto marcatore per andare ad impattare di testa. La sua conclusione è però imprecisa e non trova lo specchio della porta difesa dall’ex portiere dell’AEK Atene.

Al decimo la partita viene segnata irrimediabilmente: lo slancio Giallorosso è infatti frenato dall’intempestiva espulsione di Doni, con il portiere carioca costretto ad un’uscita rocambolesca che lo porta a colpire il pallone con una mano per chiudere su Abbruscato.
Per ovviare a quanto successo Ranieri è quindi costretto a correre ai ripari inserendo Bogdan Lobont al posto di Vucinic e ridisegnando tatticamente la squadra: un lineare 4-4-1 con Toni unica punta che in fase di possesso diventa però 4-3-1-1, con il mobilissimo Perrotta pronto a guadagnare la trequarti campo per sostenere la punta di Pavullo nel Frignano.

Giocando in 10 contro 11 i Giallorossi sono quindi costretti a rallentare il ritmo e, nel contempo, ad arretrare di qualcosa il proprio baricentro, tenendendo quindi ad addormentare il gioco. Perché, c’è da dirlo, dal canto loro i giocatori clivensi non fanno nulla per imporre un’accelerata alla partita né per sfruttare la superiorità numerica.

Così nei minuti successivi all’espulsione del portiere romanista la partita si fa di una noia unica tanto che la prima vera conclusione verso la porta della squadra di casa arriva solo al trentasettesimo quando Abbruscato, uno dei pochi vivi sulla sponda clivense, calcia a lato dal limite.

Prima di rientrare negli spogliatoi c’è spazio per l’ennesima combinazione Taddei-Toni con la punta che non riesce però ad infrangere lo specchio della porta facendosi disinnescare la conclusione dal portiere avversario.

In apertura di ripresa un intervento approssimativo di Lobont, goffo nello smanacciare un traversone giunto dalla propria sinistra, offre ad Ariatti un’occasione d’oro. Il centrocampista di Reggio Emilia dimostra però una sensibilità di piede quantomeno approssimativa e nel mettere a lato il pallone si mangia una discreta opportunità di trovare il pareggio.

Ariatti e Toni lottano per il possesso del pallone

Un solo minuto e Perrotta prova a sfruttare una sponda di Toni con una conclusione piuttosto velleitaria dal limite. Poco più tardi, quindi, Toni fa il Vucinic: Luca prende infatti palla da sinistra e dopo aver portato palla sino sul fianco dell’area salta seccamente Mandelli con un tunnel, penetrando in area. A quel punto al centrale clivense non resta che trattenere per la maglia l’avversario che, molto furbescamente, si lascia andare. L’arbitro non ha dubbi: calcio di rigore. Non dimostra però dubbi nemmeno Sorrentino che fa il fenomeno andando a parare la potente conclusione di Pizarro.

La paratona di Sorrentino dovrebbe dare la carica ai suoi, ma così non è. Il gioco del Chievo resta infatti molto più che compassato tanto che guardando il match si fa quasi fatica ad accorgersi che la squadra di casa gioca con l’uomo in meno. Non solo: per quanto siano in svantaggio i giocatori del Chievo non riescono a costruire palle goal nemmeno con la forza dei nervi, finendo anche per concedere qualcosa agli avversari. Al 67′, ad esempio, ci prova Riise con uno dei suoi proverbiali quanto micidiali calci di punizione. Il terzino norvegese però non trova lo specchio, mettendo la palla non di molto a lato.

Un paio di minuti e Cassetti si mangia un’occasione incredibile: il Chievo sembra in bambola nonostante la superiorità numerica, Taddei effettua l’ennesimo cross da destra e trova sul secondo palo un Cassetti che si può inserire completamente in solitaria. Il terzino bresciano, però, affossa clamorosamente il pallone non riuscendolo ad impattare adeguatamente e divorandosi letteralmente il goal che probabilmente avrebbe chiuso il match.

Il Chievo pare proprio non riuscire a costruire nulla tanto che l’unica occasione interessante che riesce a costruire arriva all’84’ ed è un calcio di punizione di Bentivoglio, parato comunque senza eccessivi patemi dal portiere rumeno.

COMMENTO
Se non avessi visto coi miei occhi Mazzoleni espellere Doni all’undicesimo minuto non avrei mai potuto credere che la Roma abbia giocato in inferiorità numerica questa partita. Il tutto, è giusto dirlo, più per la pochezza a tratti sconcertante del Chievo di oggi che per la prestazione di una buona ma non trascendentale Roma cui va comunque un applauso per aver retto ottanta minuti senza il ben che minimo tentannamento.

Roma che quindi agguanta, almeno temporaneamente, la quarta posizione e che si candida fortemente per un posto in Champions. Soprattutto se Luca Toni dovesse essere quello visto stasera sino al termine del campionato. A lui va infatti, e senza ombra di dubbio, il mio personalissimo riconoscimento come MVP del match.

E' Luca Toni l'MVP del match

MVP
Non può che essere Toni, come detto.
L’ex Bayern Monaco, infatti, lotta come un leone dal primo all’ultimo minuto risultando decisivo in occasione del goal vittoria (è lui, infatti, a guadagnarsi il calcio d’angolo che porterà all’1 a 0) ma, soprattutto, nel corso degli ottanta minuti giocati dalla sua Roma in inferiorità numerica. Lasciato tutto solo là davanti, infatti, si batterà allo stremo delle forze per tenere il più alto possibile ogni pallone transitante nella sua zona e per provare, quando gliene viene data l’opportunità, a pungere.

Maiuscolo, ad esempio, nell’occasione del rigore guadagnato: con un’azione di altri tempi, infatti, la punta di Pavullo nel Frignano si fa largo tra le maglie della difesa avversaria senza esitazioni di sorta, lasciandosi poi andare nel momento in cui sente la sua maglietta venire tirata.

Una prestazione davvero eccellente, non c’è che dire. Continuasse così sino a giugno metterebbe davvero in crisi Marcello Lippi: il Luca Toni visto oggi un posto ai Mondiali lo varrebbe senza ombra di dubbio.

TABELLINO
Roma vs. Chievo 1-0
Marcatore: 1′ De Rossi
Roma: Doni; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Pizarro, De Rossi (65′ Brighi), Taddei, Perrotta; Vucinic (13′ Lobont) Toni. (81′ Baptista). A disposizione: Andreolli, Motta, Cerci, Guberti. Allenatore Ranieri.
Chievo: Sorrentino; Frey, Mandelli (74′ Marcolini), Yepes, Mantovani; Bentivoglio, Rigoni (56′ Luciano), Ariatti, Pinzi; Bogdani (71′ Granoche), Abbruscato. A disposizione: Squizzi, Morero, Malagò, De Paula. Allenatore: Di Carlo.
Arbitro: Mazzoleni (BG).
Ammoniti: 33′ Mandelli (C), 45′ Yepes (C), 68′ Mantovani (C).
Espulsi: 11′ Doni (R).
Note: all’11’ del secondo tempo Sorrentino para una rigore a Pizarro.

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Data di nascita: 2 febbraio 1991
Luogo di nascita: Tyseley, Birmingham
Nazionalità: inglese
Ruolo: punta
Club: Aston Villa
Scadenza contratto: 30 giugno 2012
Valutazione: 15 milioni di euro

CARRIERA
Nato il 2 febbraio del 1991 a Tyseley, quartiere a sud di Birmingham, Nathan entra a far parte dell’Academy Villans nel 2006 esordendo nella squadra riserve il marzo dell’anno successivo. La prima rete con questa rappresentativa la realizzerà in ottobre in un match pareggiato col Reading. Col passare del tempo, quindi, le sue quotazioni crescono sempre di più tanto che nel febbraio 2008, appena compiuti i 17 anni, i dirigenti inglesi sono costretti a fargli firmare il suo primo contratto da professionista, un triennale con il quale lo blindano per evitare lo sciacallaggio da parte di qualche altro team d’oltremanica. Nel firmare il contratto, tra l’altro, gli viene assegnato il suo primo numero ufficiale. Nathan non ha dubbi in merito e decide di scegliere il 14, numero scelto in onore ad uno dei suoi più grandi idoli calcistici: Thierry Henry.

La corsa ai giovani di talento nel calcio di oggi si sta facendo sempre più sfrenata. Impossibile per i dirigenti dell’Aston Villa, dunque, non far firmare a Delfouneso un contratto. Al termine di quella stagione, infatti, il ragazzo vanterà uno score davvero importante: nelle 41 partite disputate con la maglia delle varie rappresentative dell’Academy Villans è infatti riuscito a mettere a segno ben 22 reti, bottino non indifferente per un calciatore così giovane.

All’inizio della stagione successiva, quindi, Nathan inizia ad entrare più insistentemente nel giro della prima squadra (in precedenza era stato convocato in una sola occasione, senza comunque scendere in campo). A riprova di ciò arriva l’esordio in Coppa UEFA in un match che il suo Villa disputa contro gli islandesi dell’FH Hafnarfjörður, cosa questa che lo fa diventare il più giovane esordiente della storia dell’Aston Villa per quanto concerne un match continentale. Poco più tardi arriverà anche il suo primo esordio da titolare – avvenuto sempre in UEFA contro l’MSK Zilina – bagnato anche dalla sua prima rete ufficiale. Rete che bisserà il 17 dicembre di quell’anno nella sconfitta di Amburgo.

Tre partite giocate in Europa, quindi. Ma nessuna in una competizione ufficiale inglese. Per il suo esordio in patria, infatti, bisogna aspettare il gennaio successivo: l’Aston Villa è ospite al Priestfield Stadium di Gillingham in un match valevole per l’FA Cup. La prima rete in terra inglese arriva invece un mese più tardi, sempre in FA Cup, questa volta contro il Doncaster Rovers.

Pochi giorni più tardi iniziano le prime voci di mercato: i media d’oltremanica parlano in fatti con sempre maggiore insistenza di come Neil Warnock, tecnico del Crystal Palace, sia intenzionatissimo ad acquistare Delfouneso in prestito per poterne sfruttare il grande talento. Martin O’Neill, però, riufiuterà con forza ogni possibile destinazione: il futuro del ragazzo sarebbe rimasto legato a doppio filo con quello dei Villans.

Il 15 marzo 2009, quindi, arriva finalmente il suo esordio in Premier: l’Aston Villa gioca contro il Tottenham ed O’Neill decide di farlo subentrare ad Agbonlahor alla metà del primo tempo. Per il primo goal in Premier, però, dovremo aspettare ancora: nelle cinque apparizioni che seguirono quella contro il Tottenham, infatti, Nathan non riuscì a centrare il bersaglio grosso. Ma questa soddisfazione, c’è da scommetterci, se la leverà presto.

Delfouneso che, comunque, proprio in quel finale di stagione è stato capace di regalarsi altre gioie: il 13 maggio, infatti, venne premiato come miglior giovane dell’anno e miglior giovane dell’anno secondo i tifosi nell’annuale Awards night del suo Aston Villa. Pochi giorni più tardi, poi, fu lui ad aprire le marcature nel 3 a 1 con cui il suo Aston Villa si impose sul Sunderland nella finale della Premier Reserve League.E chissà che dopo aver vinto un campionato riserve Nathan non sarà capace un giorno di trascinare i Villans a vincere anche una Premier. Anche perché, in realtà, questo fu il secondo campionato vinto da Delfouneso con questa maglia: il primo fu la Premier Academy League del 2007/2008 con un Delfouneso che fu decisivo nella semifinale contro il quotatissimo Arsenal, partita risolta proprio da una sua rete.

Detto di quanto combinato dal ragazzo in maglia Villans non si può non parlare delle sue prestazioni con le varie under inglesi: Nathan, infatti, vanta presenze e goal nelle under 16, 17 e 19, squadra quest’ultima con cui ha disputato i recenti Europei under 19 in cui la sua Inghilterra si piegò solo all’Ucraina in finale dopo i pareggi con Svizzera e la stessa Ucraina ed il roboante 7 a 1 (in cui lui realizzò due reti) con la Slovenia nel corso del gironcino ed il 3 a 1 (deciso da una sua doppietta realizzata ai supplementari) nella semifinale con la Francia.

Ah, per chi se lo chiedesse… come dissi già parlando dei giocatori che si svincoleranno in Premier Delfouneso non sarà acquistabile a parametro zero a giugno, quando, come giustamente avrete notato voi stessi, scadrà il suo primo contratto da pro. A Nathan, infatti, è stato fatto firmare un rinnovo del contratto lo scorso 6 novembre. L’accordo attuale prevede una scadenza dello stesso a giugno 2012. Chi volesse acquistarlo, quindi, deve essere pronto a sborsare moneta sonante!

CARATTERISTICHE
Fisicamente è ancora in crescita, il suo corpo è in fase di formazione. Già oggi, comunque, mette in mostra un fisico niente male. Ma non solo: tra le sue peculiarità, infatti, vi sono anche delle doti atletiche poco comuni, tra cui una velocità eccezionale, ben superiore a quella di molti suoi colleghi. Velocità che il ragazzo non esprime solo puramente nella corsa, ma anche nei movimenti: molto agile, infatti, Nathan ha una velocità di piede elevatissima, cosa questa che gli da la capacità di gestire il pallone spostandolo con grande rapidità riuscendo quindi spesso a stordire il diretto avversario.
Certo, non tutto è oro ciò che luccica. Anche lui, come tutti del resto, ha i suoi punti deboli. Un aspetto su cui deve lavorare molto è sicuramente il gioco di squadra, ma anche la cattiveria sotto porta.

IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Parlare dei traguardi raggiungibili da ragazzi così giovani è sempre come giocare un terno al lotto. Molteplici, infatti, sono i fattori che influenzano la crescita, o l’involuzione, di un giocatore.
Nel caso di Delfouneso, comunque, la sensazione di trovarci di fronte ad una possibile star del futuro è realmente molto forte. E a dirlo non è solo il sottoscritto, ma anche molti addetti ai lavori, primi fra tutti quel Martin O’Neill che sa di avere tra le mani un diamante grezzo di inusitato valore, perla di rara bellezza che con il giusto lavoro potrebbe raggiungere vette importanti. Ma non solo: tecnici federali, tifosi, compagni di squadra, allenatori e dirigenti di club rivali… un po’ tutti sono concordi nel ritenere che questo ragazzo abbia un potenziale notevolissimo. I primi a pensarlo sono i giornalisti del The Guardian che l’hanno inserito in una lista di 20 nomi inerente i migliori under 18 del loro paese (lista in cui compaiono, fra gli altri, anche Jack Wilshere, John Bostock e José Baxter, tutti ragazzi di cui ho già avuto modo di parlare in passato).

Il futuro, insomma, sembra davvero essere nelle sue mani e se saprà trattarlo con cura tra qualche tempo finiremo per parlare di Nathan non come di una possibile star del futuro ma come di uno dei migliori giocatori al mondo sulla piazza.

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Essendo disponibili le liste dei convocati alla prossima Coppa d’Africa possiamo andare a fare un breve excursus riguardo ai giocatori da tenere d’occhio. Ovviamente, però, ci concentreremo su quei giocatori meno conosciuti: a questa Coppa d’Africa infatti, come vedremo, parteciperanno anche numerosi giocatori già affermati e riguardo cui ci sarebbe ben poco da dire. Consigliarvi di seguirli risulterebbe piuttosto banale.

Andiamo quindi con ordine, gruppo per gruppo, squadra per squadra, a conoscere un po’ di possibili outsider, di possibili rivelazioni di questa Coppa d’Africa.

Gruppo A

Angola: pochi sono i giocatori già conosciuti dal grande pubblico ed un minimo affermatisi nei principali campionati europei. Tra i 23 convocati da mister Jose spiccano i nomi di Pedro Mantorras, punta in forza al Benfica, Manucho, punta nativa di Luanda attualmente al Real Valladolid e con all’attivo presenze in Manchester United, Panathinaikos ed Hull City, e Flavio, punta attualmente in forza all’El Shabab.
Tra gli altri un nome da tenere sicuramente d’occhio è quello di Djalma Braume Manuel Abel Campos, anche noto come Campos Djalma, ventiduenne punta nativa di Luanda che dopo aver passato la sua carriera giovanile tra il Loures e l’Alverca è approdato nel 2006 al Maritimo, squadra nella quale gioca ancora tutt’oggi. Sembra essere lui, figlio dell’ex Benfica Abel Campos, l’erede del grande Akwa, uno dei giocatori più forti della storia del calcio angolano nonché eroe della qualificazione delle Antilopi Nere agli scorsi Mondiali.

Mali: qui i giocatori noti sono molti, alcuni dei quali si possono definire anche star. Dal barese Diamoutene al madridista Diarra, passando per il blaugrana Keita, il bordolese Traore, lo juventino Sissoko fino ad arrivare al sivigliano Kanoutè. Una serie di nomi davvero importanti che costituiscono la spina dorsale di una squadra in rapida crescita che andrà in Angola pronta a puntare al titolo in veste di outsider.
Tra i giocatori meno conosciuti spicca invece, almeno per gli addetti ai lavori, il nome di Soumbeïla Diakité, venticinquenne portiere e capitano dello Stade Malien che in patria è già considerato un eroe: è stato lui, infatti, a guidare il suo club alla recente conquista della CAF Confederations Cup, torneo che è assimilabile alla nostra Europa League. Maiuscolo in tutti gli incontri che hanno visto scendere in campo la sua squadra (impegnata dal secondo turno in poi e capace di avere la meglio su Stade Tunisien, JSM Bejaia e Ittihad Khemisset nei turni qualificatori, Bayelsa United, Primeiro de Agosto ed Haras el Hodood nel corso del girone, ENPPI in semifinale e, infine, ES Setif in finalissima) si è poi erto ad eroe assoluto nel corso del match decisivo: dopo il 2 a 0 dell’andata, infatti, il suo Stade Malien è riuscito in casa propria a ribaltare il risultato andando a riequilibrare le cose. Furono quindi necessari i calci di rigore per definire la squadra vincitrice e qui Diakité diede il meglio di sè: tre rigori parati e Coppa in cassaforte. Per la prima volta nella sua storia, quindi, lo Stade Malien si è imposto al di fuori dei confini del suo paese.

Soumbeïla Diakité sarà con ogni probabilità il portiere titolare del Mali

Diakitè la cui esperienza, comunque, non è solo relativa al continente africano: nel 2003 disputò il Mondiale under 20 che si giocò negli Emirati Arabi, l’anno successivo partecipò invece alle Olimpiadi di Atene dove riuscì a vincere il proprio girone (davanti a Corea del Sud, Messico e Grecia) salvo poi essere eliminato ai quarti dall’Italia.
Soumbeila, insomma, è sicuramente un giocatore da tenere d’occhio. Anche se, in realtà, non è nemmeno così scontato scenda in campo. La lotta per un posto da titolare infatti sarà durissima: c’è da sconfiggere la concorrenza di niente popò di meno che Mahamadou Sidibe, portiere dell’AC Omonia con novanta presenze in nazionale alle spalle.

Malawi: i giocatori del Malawi sono invece per lo più tutti sconosciuti. Potremmo dire ci sia quindi l’imbarazzo della scelta.
Dovendo però fare un nome mi butto su Chiukepo Msowoya, 21enne punta in forza all’Armée Patriotique Rwandaise FC, società Ruandese di Kigali meglio conosciuta come APR FC, che decise l’ultimo match giocato dalle Flames contro gli attuali campioni continentali egiziani. Ma non solo: nel corso delle qualificazioni, infatti, Msowoya è riuscito a centrare il bersaglio grosso in ben sei volte su dieci match giocati, segnando cinque di queste reti in partite iniziate dalla panca. Tutte sostituzioni capaci di portare la luce nel gioco del Malawi, potremmo dire. E non ci sarebbe nemmeno nulla di strano: Msowoya, infatti, ha militato nel Super ESCOM, club della compagnia elettrica del suo paese con sede a Blantyre.
Sarà quindi in lui e nei suoi goal che coach Phiri cercherà di trovare la via per un passaggio del turno che si prospetta realmente molto ostico.

Algeria: se giusto un esperto di calcio africano può conoscere i giocatori convocati nel Malawi le cose cambiano parlando della nazionale che fu di Meftah e Madjer. Tra i convocati di mister Saadane, infatti, troviamo un buon numero di giocatori più o meno noti: Bougherra, Belhadj, Yahia, Mansouri, Saifi, Ziani, Yebda, Meghni, Bezzaz, Ghezzal e Bouazza sono tutti giocatori che militano – o hanno militato – in club europei e ai tifosi più attenti diranno sicuramente qualcosa.
E in un club del Vecchio Continente milita anche il giocatore su cui focalizziamo l’attenzione: Karim Matmour. Nato il 25 giugno del 1985 a Strasburgo crebbe calcisticamente proprio tra le fila del Racing fino ad arrivare a giocare nella formazione riserve di quel club. Nel 2003, tra l’altro, aiuta la sua squadra ad arrivare alla finale della Gambardella Cup, partita che però non può giocare per via della rottura di tibia e perone subita a pochi giorni dal match. Nel 2004, quindi, pare voler lasciare il calcio tanto che decide di tornare a giocare nella squadra in cui tirò i primi calci ad un pallone, finendo quindi tra gli amatori del Vauban. Qui però resta davvero pochino: verso dicembre arriva la chiamata del Friburgo, club nel quale passa un annetto con la squadra riserve prima di disputare un’ottantina di match in poco più di due stagioni disputate in Zweite Liga. E furono proprio le sue prestazioni di questo periodo a fargli guadagnare la nazionale: la prima chiamata, infatti, avvenne in occasione del match giocato contro la Libia il 6 febbraio del 2007. Il tutto prima che, siamo nell’estate del 2008, il Borussia Moenchengladbach lo acquisti pagando due milioni di euro al suo precedente club.

Karim Matmour è uno dei punti di forza del Borussia Moenchengladbach

Recentemente è stato eletto come rivelazione algerina del 2009 ed è ormai una realtà molto solida del paese nordafricano tanto da essere considerato quasi imprescindibile da coach Saadane, che solitamente lo schiera sulla destra del suo centrocampo. E se in Algeria hanno ormai imparato ad apprezzarlo chissà che l’Angola ed il Sud Africa non lo facciano apprezzare anche al di fuori del suo paese d’origine, l’Algeria appunto, e del suo paese d’adozione, la Germania.

Gruppo B

Costa d’Avorio: gli Elefanti sono senza dubbio una delle squadre più quotate dell’intero continente africano, il tutto perché in una rosa ricca di individualità importanti (Eboue, Meite, Boka, Kolo e Yaya Toure, Demel, Zokora, Kalou, Gervinho, Kone e Dindane) possono vantare anche una superstar come Didier Drogba.
L’outsider su cui puntare, quindi, potrebbe essere quel Souleymane Bamba che è attualmente uno dei punti di forza degli scozzesi dell’Hibernian. Ma andiamo con ordine: nato il 13 gennaio del 1985 ad Ivy-sur-Seine entra a 14 anni nelle fila delle formazioni giovanili del PSG, squadra in cui impressiona tutti per le sue qualità fisiche ed in cui riesce ad arrivare a disputare due match in prima squadra nella stagione 2005/2006, l’ultima passata in quel di Parigi. Quando sembra che tutto vada per il meglio, però, succede il patatrac: Vahid Halilodzic (guarda caso lo stesso che allena ora la nazionale ivoriana) lascia il PSG ed il rapporto con il suo successore, Laurent Fournier, non è altrettanto buono. A questo si aggiunge il rifiuto – consigliato dal suo procuratore che pare fosse sicuro di poterlo portare niente popò di meno che alla Juventus – di firmare un contratto professionistico con il club parigino. Le due cose sommate lo portano  ad abbandonare il club in cui è cresciuto. Dopo un periodo di prova, quindi, Bamba firma per il Dunfermline Atlethic, iniziando la sua esperienza scozzese. Dopo due stagioni viene dato in partenza per Watford ma l’affare salta e ad acquistare Bamba ci pensa il Motherwell, cui bastano cinquantamila sterline per convincere il suo vecchio club a lasciarlo partire. Ed è proprio nel Motherwell che Souleymane firma la sua prima rete da professionista: è il 22 agosto del 2009 ed il suo club è opposto al Falkirk.
L’esperienza calcistica di Bamba, comunque, non si limita ai campionati giovanili francesi ed a quelli professionistici scozzesi. Il ragazzo, infatti, è stato un punto di forza delle under ivoriane con cui ha giocato il Mondiale under 20 del 2003, l’African Youth Championship del 2005 ed il Torneo di Tolone del 2008 oltre alle Olimpiadi disputatesi quello stesso anno. 2008 che è anche l’anno in cui Bamba ha ricevuto la sua prima chiamata in nazionale maggiore, rappresentativa con cui ha sinora collezionato 12 presenze.

Burkina Faso: non sarà certo paragonabile alla Costa d’Avorio ma qualche giocatore interessante lo si può trovare anche tra le fila degli Stalloni. Alla loro tredicesima partecipazione ad una Coppa d’Africa (settima consecutiva) i burkinesi potranno contare sull’apporto del marsigliese Kabore, dell’amburghese Pitroipa, di Ouattara del Kaiserslautern, di Sanou del Colonia e di Kone del Cluj.

Bamogo ha finalmente deciso di accettare la chiamata del Burkina Faso

Il giocatore su cui vogliamo concentrare le nostre attenzioni è però Habib Bamogo, ventisettenne punta parigina che dopo aver giocato in Montpellier, Marsiglia, Nantes e Celta Vigo è dal 2007 a Nizza. Bamogo che non ci si aspetterebbe di vedere con addosso questa maglia essendo stato in gioventù un nazionale francese ma che per via dei nuovi regolamenti FIFA puà vestire la maglia degli Stalloni in quanto avente doppia nazionalità e non avendo mai esordito nella nazionale maggiore transalpina. Dopo ben sei anni di corteggiamento, quindi, Habib ha deciso di cedere alle avances del suo paese di origine così che nel 2009 è arrivato il suo debutto con la nazionale attualmente guidata da Paulo Duarte.
Bamogo che si è subito imposto nella nuova realtà e nonostante il suo nome possa non essere altisonante è già considerato come una delle colonne di questa nazionale.

Ghana: anche le Black Stars, esattamente come gli Elefanti, sono una delle nazionali più quotate del Continente Nero ed arrivano a questa rassegna continentale per provare a centrare il bersaglio grosso. Per farlo coach Rajevac potrà contare su diversi giocatori molto noti come Essien, Gyan e Kwadwo Asamoah, Amoah, Mensah e Kingson oltre che su giovani di grande talento come il neo milanista Adiyah e Ransford Osei, le due stelline del Ghana laureatosi campione Mondiale under 20 lo scorso ottobre.
L’outsider su cui puntare in questo caso è quindi Anthony Annan, ventitreenne centrocampista centrale nativo di Accra cresciuto tra le fila di Super Rainbow Stars, Venomous Vipers, S.C. Adelaide e Sekondi Wise Fighters prima di esordire come senior nelle fila dei Sekondi Hasaacas FC e disputare un paio di campionati nell’Accra Hearts of Oaks. Da qui, nel gennaio 2007, lo sbarco in Norvegia, più precisamente all’I.K. Start. Dopo mezza stagione in quel di Kristiansad, quindi, il prestito allo Stabaek come antipasto al passaggio, giunto nell’estate del 2008, al Rosenborg, squadra in cui milita tutt’ora. Annan che proprio quell’estate fu seguito dal Blackburn, con Paul Ince in persona che pare rimase molto impressionato dalle sue qualità, e ci furono rumors anche riguardo a dei presunti interessamenti da parte di Arsenal ed Everton. Alla fine, però, non se ne fece nulla ed Anthony firmò, come detto, per il Rosenborg.
Buon fisico, atletismo straripante, Annan potrebbe risultare fondamentale per le sorti delle Black Stars: in Angola, infatti, mancheranno due dei pilastri del centrocampo ghanese, Appiah e Muntari. Dovrebbe essere lui, quindi, a farne le veci, occupando il posto adiacente a quello preso da Essien al centro del campo.

Togo: anche la nazionale allenata da Velud, così come quella con cui abbiamo aperto le danze inerentemente a questo girone, può contare su di una punta di fama internazionale che gioca in Premier League, quell’Emmanuel Adebayor passato in estate dall’Arsenal al Manchester City. Adebayor che sarà comunque solo la stella di una nazionale che può contare anche sull’apporto di Agassa dell’Istres, Akakpo del Vaslui, Toure del Leverkusen, Salifou dell’Aston Villa, Romao del Grenoble, Gakpe del Monaco e Dossevi del Nantes.

Abdul-Gafar Mamah è deciso a non fallire nel corso di questa Coppa d'Africa

Ma non solo: gli Sparvieri potranno infatti contare anche sull’apporto di Abdoul-Gafar Mamah, ventiquattrenne nativo di Lomé che dopo aver trascorso quattro anni nell’Academy del Bristol City tornò in patria per disputare tre stagioni nel Gomido prima di trasferirsi in Gabon per passarne una nell’FC 105 Libreville.
La sua carriera in nazionale è piuttosto controversa: questa, infatti, è la sua seconda Coppa d’Africa. La prima la disputò solo sedicenne: era il 2002 e Tchanile Bana decise di portarlo con sè in Mali in quella spedizione piuttosto fallimentare (terminata con due soli punti frutto dei pareggi con Costa d’Avorio e Congo e del pesante 3 a 0 subito contro il Camerun) per i suoi. Nel 2006, quindi, partecipò, suo malgrado, alla Coppa d’Africa disputatasi in Egitto. Suo malgrado perché le pessime prestazioni offerte nelle due gare in cui scese in campo gli costarono il posto tanto da finire estromesso dalla lista dei 23 giocatori che andarono quell’estate stessa a disputare il Mondiale tedesco.
Per riprendersi dallo sconforto, oltre che per riprendersi una maglia da titolare in nazionale, Mamah compì quindi una scelta coraggiosa ed accettò l’offerta dello Sheriff Tiraspol, club moldavo tra le cui fila Abdoul-Gafar è riuscito ad imporsi sino a riconquistare saldamente un posto in nazionale.

Gruppo C

Egitto: i bicampioni in carica si presentano ai nastri di partenza guidati dal loro solito condottiero, Hassan Shehata, oltre che da un manipolo di giocatori considerabili delle vere e proprie star nella terra dei Faraoni ma poco conosciuti ai più al di fuori dei confini egiziani. Tra questi gli unici un poco più noti nel Vecchio Continente sono Zidan, che gioca a tutt’oggi nel Borussia Dortmund, Ahmed Hassan e Wael Gomaa dell’Al-Ahly (la squadra egiziana) ed Hosny dell’Al-Ahli (la squadra del Dubai). Ancora poco conosciuto è invece Shikabala, giocatore che però potremmo presto imparare a conoscere dato che su di lui è dato il Napoli.
La generazione che ha reso grande, almeno sul suolo continentale, l’Egitto sta arrivando ormai a tirare i propri ultimi calci ad un pallone. Dopo questa Coppa d’Africa, infatti, molti di quei giocatori probabilmente abbandonerà la nazionale. Quale modo migliore per farlo se non vincere la propria terza Coppa d’Africa di seguito (impresa, quella di vincere per tre volte consecutivamente un torneo continentale, riuscita fino ad oggi solo all’Argentina tra il 1945 ed il 1947, l’Iran tra il 1968 ed il 1976 ed il Messico tra il 1993 ed il 1998)?
Nel frattempo, però, Shehata non può non cominciare a dare spazio anche a giocatori più giovani e meno conosciuti, ragazzi che rappresentano il futuro del calcio egiziano. Tra questi vorrei porre l’attenzione su Ahmed Al-Muhammadi, ventiduenne jolly di fascia destra nativo di El-Mehalla El-Kubra che tirò i primi calci ad un pallone nel Ghazl El-Mehalla, squadra con cui disputò anche due stagioni tra i pro. Nel 2006, quindi, il passaggio all’ENPPI, squadra nella quale milita tutt’ora ma che potrebbe lasciare presto per sbarcare in Premier: negli ultimi tempi sono state numerose le voci che lo hanno accostato ai club di prima divisione inglese. Non solo rumors comunque: lo scorso luglio, infatti, Ahmed andò addirittura ad effettuare un periodo di prova per il Sunderland, che decise però poi di non ingaggiarlo.

Ahmed Al-Muhammadi proverà a conquistare l'Europa imponendosi nel massimo torneo africano

Ex nazionale giovanile egiziano Al-Muhammadi ha compiuto il suo esordio nella nazionale maggiore dei Faraoni nell’agosto 2007 per poi effettuare ben 32 presenze con quella maglia addosso. Tra queste anche quella che lo vide impegnato in Confederations Cup la scorsa estate contro il Brasile, match che finì però per lui anticipatamente in quanto che venne espulso nel finale per un fallo con cui regalò anche il rigore della vittoria alla nazionale carioca.
Il futuro, comunque, è dalla sua parte e questa Coppa d’Africa potrebbe fargli fare il definitivo salto di qualità, portandolo quindi a trasferirsi finalmente in Europa.

Nigeria: le Super Aquile sono tra le scuole africane più apprezzate in tutto il mondo. A riprova di ciò basti pensare ai giocatori che ne compongono attualmente la rosa che sono, chi più chi meno, tra i punti di forza di varie squadre europee: Enyeama (Hapoel Tel Aviv), Yobo (Everton), Taiwo (Olympique Marsiglia), Shittu (Bolton), Odiah (CSKA), Apam (Nizza), Obi Mikel (Chelsea), Olofinjana (Hull City), Uche (Almeria), Etuhu (Fulham), Kanu (Portsmouth), Obasi (Hoffenheim, Ayegbeni (Everton), Martins (Wolfsburg), Odemwingie (Lokomotiv) ed Obinna (Malaga).
Tra questi uno dei meno conosciuti, ma nel contempo dei più interessanti, è Chinedu Obasi, ventitreenne ala nativa di Enugu cresciuta tra River Lane Youth Club Enugu, Sheil Academy e J.C. Raiders che esordì tra i professionisti nel 2005 quando il Lyn, club norvegese, puntò su di lui dopo averlo visionato nel corso dei Mondiali under 20 di quell’anno in cui il ragazzo segnò tre reti trascinando i suoi al secondo posto alle spalle solo dell’Argentina di Messi. Obasi che tra l’altro a livello giovanile si è saputo far ben rispettare per quanto concerne le competizioni internazionali: indossando la maglia delle Super Aquile, infatti, Obasi ha ottenuto i secondi posti al Mondiale under 17 del 2001, al Mondiale under 20 del 2005 ed alle Olimpiadi del 2008. Chinedu che, tra l’altro, in Norvegia ebbe di che divertire e divertirsi tanto che venne eletto come miglior giocatore del mese dell’intero campionato nell’agosto del 2006 per poi quindi essere eletto come miglior giovane di quella stagione al termine della stessa. Nel 2007, poi, il trasferimento in Germania, più precisamente all’Hoffenheim, dove sta tenendo sinora una media di circa un goal ogni due partite.
In realtà Obasi non sarebbe dovuto partire per l’Angola. L’infortunio occorso a Micheal Eneramo, però, gli ha schiuso le porte della Coppa d’Africa e lui, c’è da esserne certi, farà di tutto per farsi trovare più che pronto a quest’appuntamento.

Mozambico: se le prime due squadre – nonché grandi favorite – di questo girone hanno diversi giocatori conosciuti le altre due non possono dire altrettanto. Il Mozambico di coach Mart Nooij, ad esempio, non ha nomi capaci di far vibrare le folle europee. Nonostante questo, comunque, qualche giocatore discreto c’è.

Tico-Tico è uno dei migliori giocatore della storia del Mozambico

E’ il caso ad esempio del trentaseienne Manuel Bucuane, meglio conosciuto come Tico-Tico. Nativo di Maputo vanta un’esperienza internazionale quasi ventennale (il suo primo match in nazionale, infatti, lo disputò nel 1992) e nel corso della carriera ha giocato nei posti più disparati: dal campionato di casa sua (disputato con il GD Maputo) a quello sudafricano, in cui milita tutt’ora (Jomo Cosmos), passando per quello portoghese (giocò due anni nell’Estrela Amadora) sino ad arrivare a quello USA (Tampa Bay Mutiny). Un bagaglio di esperienza non di altissimo livello ma sicuramente formativo per quello che è considerato il secondo miglior giocatore della storia mozambicana dietro niente popò di meno che al mitico Eusebio. Vedremo quindi se Manuel saprà mettere a frutto questo bagaglio d’esperienza in quella che probabilmente sarà l’ultima chiamata per la sua carriera: la Coppa d’Africa 2010.

Benin: così come il Mozambico anche il Benin di mister Dussuyer non può vantare molti nomi noti fatto salvo quello di Stephane Sessegnon, stella del PSG.
Tra i tanti semi-sconosciuti o sconosciuti totali di questa rosa, quindi, uno di quelli che potrebbe meglio impressionare è Mohamed Aoudou, ventenne punta nativa di Aplahoué che da questa stagione milita nell’Evian TG, club militante nel campionato National francese. In patria è già una sorta di eroe nazionale: in trentanove soli minuti di gioco – raccolti in tre diverse presenze – con addosso la maglia degli Scoiattoli, infatti, Mohamed è già stato capace di segnare due reti. Goal, questi, capaci di farlo uscire dall’anonimato per renderlo, appunto, uno dei giocatori più attesi di questo Benin.

Gruppo D

Camerun: anche la nazionale guidata da Le Guen essendo una delle grandi d’Africa si presenta ai nastri di partenza con molti giocatori conosciuti. Tra questi vi sono ad esempio Kameni, Alex e Rigobert Song, Chedjou, Nkolou, Geremi, Mandjeck, Bikey, Mbia, Nguemo, Makoun, Eyong, Emana, Tchoyi e Webo oltre, ovviamente, ad una superstar: Samuel Eto’o.
Il nome su cui è però giusto soffermarsi è quello del più giovane del gruppo: Joel Matip. Nato a Bochum diciotto anni fa, infatti, il roccioso difensore in forza allo Schalke 04 iniziò prestissimo a tirare calci ad un pallone: a soli tre anni iniziò la sua carriera giovanile nell’SC Weitar 45. A sei, quindi, la chiamata del Bochum, dove restò altri tre anni. Nel 2000, infine, l’approdo alle giovanili dello Schalke, squadra con cui ha debuttato in Bundesliga lo scorso 7 novembre.  In realtà la sua partecipazione alla Coppa d’Africa non è così scontata. Il ragazzo parrebbe infatti aver rifiutato la chiamata della nazionale maggiore per questa Coppa d’Africa, forse perché consapevole del fatto che la sua accettazione gli avrebbe precluso la possibilità di essere poi chiamato in un eventuale futuro dalla nazionale tedesca. In queste ore, quindi, Le Guen dovrà derimere la questione anche se pare si stia andando verso una sua esclusione dalla lista convocati. E certamente sarebbe un peccato: il Camerun perderebbe un giovane interessantissimo oggi ma, soprattutto, rischierebbe di perdere una colonna del domani.

Joel Matip accetterà la chiamata del Camerun?

Gabon: anche gli Azingo sono guidati da un francese. Se il Camerun è guidato da Paul Le Guen, infatti, il Gabon è nelle mani di Alain Giresse. L’ex nazionale transalpino però non ha, a differenza del suo connazionale, una rosa composta da giocatori conosciutissimi. I soli ad esserlo un minimo sono Moulongui del Nizza, Cousin dell’Hull City e, per gli osservatori più attenti del nostro calcio giovanile, i fratelli Pierre-Emerick e Willy Aubameyang (figli di Pierre, difensore con vent’anni di professionismo e più di 200 presenze in Ligue 1 alle spalle nonché votato come miglior difensore del secolo scorso in Gabon), entrambi passati per le giovanili Rossonere (tra i due pare essere il primo, oggi al Lille, quello con le maggiori capacità e prospettive).
Ed il giocatore su cui voglio porre l’accento è proprio quel Pierre-Emerick Aubameyang che tra tutti i figli di Pierre sembra essere quello più promettente. Nato a Parigi il 18 giugno del 1989 raggiunse le giovanili Rossonere nel 2007 e partecipò subito alla prima edizione della Champions Youth Cup svoltasi in Malesia, competizione di cui si laureò capocannoniere mettendo a segno sette reti ed aggiudicandosi quindi il trofeo “Roberto Bettega” (giusto per la cronaca: quell’edizione fu vinta dallo United capace di battere in finale la Juventus di Ariaudo, Duravia, Daud e Pasquato). La stagione successiva l’ha quindi passata interamente in Ligue 2 al Digione, mentre attualmente è in prestito – con diritto di riscatto – al Lille, squadra con cui ha esordito anche in Europa League lo scorso 6 agosto.
Ex under 21 francese Pierre-Emerick ha deciso lo scorso marzo di accettare la convocazione della nazionale maggiore gabonese con cui ha ad oggi disputato otto match nel corso dei quali ha realizzato due reti.

Zambia: se pochi sono i giocatori gabonesi conosciuti cosa dire di quelli zambiani dove l’unico giocatore a militare in un club di certo livello (e parliamo comunque del modesto Utrecht) è lo sconosciutissimo Jacob Mulenga?
Tra i tanti volti ignoti, quindi, mi voglio concentrare su quello del giovanissimo Emmanuel Mbola, diciassette anni ancora da compiere. Nativo di Kabwe, infatti, il piccolo Emmanuel è nato il 10 maggio del 1993. Ciò significa che inizierà e terminerà questa competizione solo sedicenne.

Riuscirà Emmanuel Mbola ad affermarsi nonostante i suoi 16 anni?

La sua striminzitissima carriera di calciatore è sino ad oggi molto particolare: dopo gli esordi al Mining Rangers è notato dagli scout del Pyunik Yerevan, pluridecorato club armeno di cui Mbola diventa l’unico straniero in rosa. Il matrimonio con la società guidata da Karen Harutunyan è comunque felice: Emmanuel, infatti, entra subito nelle grazie di mister Minasyan ed aiuta il club con sede all’Hanrapetakan Stadium ad aggiudicarsi campionato (vinto con sette punti di margine sul Mika) e coppa armena (vinta battendo in finale il Banants) del 2009.
Talento precocissimo quello di Mbola che oltre ad essersi già imposto come titolare in Armenia ha potuto esordire nei preliminari di Champions contro la Dinamo Zagabria attirando a sé l’interesse dell’FK Vojvodina, club che parrebbe essere la sua prossima meta, e del CSKA, che gli ha proposto un periodo di prova. Come se non bastasse, poi, ha già collezionato più di dieci presenze in nazionale. Un bottino realmente incredibile per un ragazzino ben lungi dall’essere maggiorenne.

Tunisia: il nostro viaggio alla scoperta di possibili volti nuovi che possano affermarsi in questa Coppa d’Africa termina con le Aquile di Cartagine. La nazionale nordafricana non può certo contare su molti giocatori con una reputazione quantomeno dignitosa in Europa, anche se la situazione è sicuramente più positiva rispetto che a quella dello Zambia. Coach Benzarti potrà infatti contare su ragazzi come Haggui, Ragued e Ben Saada, tutti militanti in qualche club europeo.
Tra i volti sconosciuti ai più c’è però quello di uno dei giocatori più interessanti dell’intera rosa: quello di Osama Darragi. Fedelissimo di Faouzi Benzarti (che ricoprendo il doppio ruolo di allenatore della nazionale e dell’Esperance Tunisi lo allena sia tra le Aquile di Cartagine che nel club) Darragi è un trequartista dal buon dribbling e dal passaggio ispirato che ha nel colpo di testa uno dei suoi fondamentali migliori e che non disdegna la via del goal come dimostrano le due reti segnate negli otto match di qualificazione da lui disputati. Complice il fatto che non sarà presente in Angola Ben Khalfallah, quindi, Darragi è dato in rampa di lancio e potrebbe spiccare il volo finendo con l’atterrare, magari, in Europa.

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Ecco la lista completa dei convocati alla prossima Coppa d’Africa:

Gruppo A

ANGOLA
C.T.: Manuel JOSE (POR)

PORTIERI
01 – JOAO LUIS MAMONA (Petro Du Luanda) – 1981 (29)
13 – CARLOS F. A.Fernandes (Rio Ave) – 1979 (31)
22 – E.P.Alegre WILSON (Rec Caala) – 1984 (25)

DIFENSORI
02 – M.ALEXANDRE JAMUANA (Petro du Luanda) – 1988 (22)
03 – ENOQUE PAULO GIULHERME (Santos FC) – 1984 (25)
04 – YAHENDA JC FERNANDES (Sagrada Esperanca) – 1978 (32)
05 – Carlos MJ ALONSO (/) – 1978 (32)
15 – RUI MARQUES (Leeds Utd) – 1977 (33)

CENTROCAMPISTI
06 – David D MAGALHAES (Petro de Luanda) – 1981 (29)
08 – Fernando A COSTA CHARA (Petro de Luanda) – 1981 (29)
10 – F.Santos ZUELA (Kuban) – 1983 (26)
11 – Felisberto SG Amaral GILBERTO (Al Ahly SC) – 1982 (26)
19 – W.A.Carvalho Aderito DEDE (/) – 1981 (29)
20 – R.Cruz STELVIO (Leiria) – 1989 (20)
21 – P.Alberto JOSE MABINA (Petro de Luanda) – 1983 (26)

ATTACCANTI
07 – Ricardo JOB ESTEVAO (Petro de Luanda) – 1987 (22)
09 – Manuel PEDRO MANTORRAS (SL Benfica) – 1982 (26)
12 – MP Macaba JONSHON (Recreativo do Libolo) – 1978 (32)
14 – BMA Campos DJALMA (Maritimo) – 1987 (22)
16 – S Amado FLAVIO (El Shabab) – 1979 (31)
17 – Paulo Baptista Nsimba ZE KALANGA (Dinamo Bucarest) – 1983 (27)
18 – Sebastiao L.CABUNGULA Arsenio (1 De Agosto) – 1979 (31)
23 – C.Alberto Mateus MANUCHO (Real Valladolid) – 1983 (26)
MALI
C.T.: Stephen KESHI (NGA)

PORTIERI
01 – Mahamadou SIDIBE (Omonoia) – 1978 (32)
16 – Soumaila DIAKITE (Stade Malien de Bamako) – 1984 (25)
22 – Oumar SISSOKO (FC Metz) – 1987 (22)

DIFENSORI
02 – Ousmane BERTHE (Jomo Cosmos) – 1987 (22)
03 – Adama TAMBOURA (Helsingborg) – 1985 (24)
04 – Samba SOW (Lens) – 1989 (20)
05 – Souleymane DIAMOUTENE (AS Bari) – 1983 (26)
06 – Mahamadou DIARRA (Real Madrid) – 1981 (29)
13 – Bakary SOUMARE (Boulogne Sur Mer) – 1985 (24)
23 – Abdoulaye MAIGA (Stade Malien de Bamako) – 1988 (21)

CENTROCAMPISTI
12 – Seydou KEITA (FC Barcelona) – 1981 (28)
14 – Abdou TRAORE (Bordeaux) – 1988 (21)
15 – Traore BAKAYE (Nancy) – 1985 (24)
18 – Mohamed Lamine SISSOKO (Juventus FC) – 1985 (24)
20 – Lassana FANE (EL Merrick) – 1987 (22)
21 – Moustapha YATTABARE (Clermont Ferrand) – 1986 (23)

ATTACCANTI
07 – Tenema N’DIAYE (FC Nantes) – 1981 (29)
08 – Mamadou DIALLO (Le Havre) – 1982 (28)
09 – Mamadou BAGAYOKO (OGC Nice) – 1979 (31)
10 – Modibo MAIGA (Le Mans) – 1987 (22)
11 – Mamadou SAMASSA (Valenciennes) – 1986 (23)
17 – El Hadj MAHAMANE TRAORE (OGC Nice) – 1988 (21)
19 – Frederic Oumar KANOUTE (FC Sevilla) – 1977 (32)
MALAWI
C.T.: Kinnah PHIRI (MWI)

PORTIERI
01 – Swadick SANUDI (Dynamos FC) – 1983 (26)
16 – Simplex NTHALA (MTL Wanderers FC) – 1988 (21)
22 – Charles SWINI (Escom Utd FC) – 1985 (24)

DIFENSORI
03 – Moses CHAVULA (Nathi Lions FC) – 1985 (24)
05 – James SANGALA (Primeiro Da Agusto) – 1986 (23)
06 – Allan KAMANGA (Dynamos FC) – 1981 (28)
07 – Peter MPONDA (Black Leopards FC) – 1981 (28)
12 – Ivis Bryson KAFOTEKA (Escom Utd FC) – 1978 (32)
21 – Maupo MSOWOYA (Escom Utd FC) – 1982 (27)
23 – Harry NYIRENDA (MTL Wanderers FC) – 1990 (19)

CENTROCAMPISTI
02 – Peter MGANGIRA (Silver Strikers FC) – 1980 (29)
08 – Jacob NGWIRA (Carrara Kicks FC) – 1985 (24)
10 – Josephy KAMWENDO (Orlando Pirates FC) – 1986 (23)
13 – Mwakasungula HELLINGS (Silver Strikers FC) – 1980 (29)
15 – Robert NG’AMBI (Black Leopards FC) – 1986 (23)
18 – Peter WADABWA (Thanda Royal Zulu FC) – 1988 (21)
19 – Davi BANDA (Red Lions FC) – 1983 (26)

ATTACCANTI
04 – Msowoya CHIUKEPO (Malculmana Desportivo FC) – 1988 (21)
09 – Russell MWAFULIRWA (IFK Norrkoping FC) – 1983 (26)
11 – Esau KANYENDA (FC Kamaz) – 1982 (27)
14 – Victor Nyirenda (Escom Utd FC) – 1988 (21)
17 – Jimmy ZAKAZAKA (Bay Utd FC) – 1984 (25)
20 – Atusaye NYONDO (Carrara Kicks FC) – 1990 (19)
ALGERIA
C.T.: Rabah SAADANE (ALG)

PORTIERI
01 – Lounes GAOUAOUI (Asochlef) – 1977 (33)
16 – Faouzi CHAOUCHI (Essetif) – 1984 (26)
23 – Mohamed Lamine ZEMMAMOUCHE (McAlger) – 1985 (24)

DIFENSORI
02 – Madjid BOUGHERRA (Rangers FC) – 1982 (28)
03 – Nadir BELHADJ (Portsmouth FC) – 1982 (28)
04 – Anther YAHIA (Bochum) – 1982 (28)
05 – Rafik HALLICHE (Nacional) – 1986 (23)
11 – Slimane RAHO (Essetif) – 1975 (35)
12 – Reda BAABOUCHE (McAlger) – 1979 (31)
14 – Abdelkader LAIFAOUI (Essetif) – 1981 (29)
17 – Samir ZAOUI (Asochlef) – 1976 (34)
21 – Abdelmalik ZIAYA (Essetif) – 1984 (25)

CENTROCAMPISTI
06 – Yazid MANSOURI (Lorient FC) – 1978 (32)
08 – Kaled LEMMOUCHIA (Essetif) – 1981 (29)
10 – Rafik SAIFI (El-Khor) – 1975 (35)
13 – Karim MATMOUR (Borussia M’gladbach) – 1985 (24)
15 – Karim Koceila Yanis ZIANI (VFL Wolfsburg) – 1982 (28)
19 – HASSAN YEBDA (Portsmouth fc) – 1984 (25)
20 – Mourad MEGHNI (Lazio) – 1984 (25)
22 – Djamel ABDOUN (Nantes FC) – 1986 (23)

ATTACCANTI
07 – Yassine BEZZAZ (Strasbourg RC) – 1981 (29)
09 – Abdelkader Mohamed GHEZZAL (Siena) – 1984 (26)
18 – Hamer BOUAZZA (Blackpool) – 1985 (24)

Gruppo B

COSTA D’AVORIO
C.T.: Vahid HALILHODZIC (BIH)

PORTIERI
01 – Boubacar BARRY (Lokeren) – 1979 (30)
16 – Aristide Benoit ZOGBO (FC Maccabi Netanya) – 1981 (28)
23 – Atchouailou Vincent de Paul ANGBAN (Asec Mimosas) – 1985 (24)

DIFENSORI
02 – Brou Benjamin ANGOUA (Kispest Honved) – 1986 (23)
03 – Etienne Arthur BOKA (Vfb Stuttgart) – 1983 (26)
04 – Kolo Abib TOURE (Man City) – 1981 (28)
12 – Abdoulaye MEITE (WBA) – 1980 (29)
17 – Siaka TIENE (FC Valenciennes) – 1982 (27)
20 – Guy-Roland DEMEL (Hamburg SV) – 1981 (28)
21 – Emmanuel EBOUE (Arsenal FC) – 1983 (26)
22 – Souleman BAMBA (Hibernian FC) – 1985 (24)

CENTROCAMPISTI
05 – Deguy Alain Didier ZOKORA (FC Sevilla) – 1980 (29)
06 – Yaya TOURE (FC Barcelona) – 1983 (26)
07 – Emerse FAE (OGC Nice) – 1984 (25)
09 – Cheik Ismael TIOTE (FC Twente) – 1986 (23)
13 – Jean Jacques GOSSO (AS Monaco) – 1983 (26)
19 – Emmanuel KOUAMATIEN (FC International de Arges) – 1986 (23)

ATTACCANTI
08 – Salamon Armand Magloire KALOU (Chelsea FC) – 1985 (24)
10 – Kouassi Gervais GERVINHO (LOSC Lille) – 1987 (22)
11 – Didier DROGBA (Chelsea) – 1978 (31)
14 – Bakary KONE (OM) – 1981 (28)
15 – Aruna DINDANE (Portsmouth FC) – 1980 (29)
18 – Abdul Kader KEITA (Galatasaray) – 1981 (28)

BURKINA FASO 
C.T.: Paulo DUARTE (POR)

PORTIERI
01 – Daouda DIAKITE (Makawllo Al Arab) – 1983 (26)
02 – Moussa Germain SANOU (Asse-HB) – 1992 (18)
03 – Adama SAWADOGO (ASFA-Y) – 1990 (19)

DIFENSORI
04 – Ibrahim GNANOU (Alania Vladikavkaz) – 1986 (23)
05 – Bakary KONE (Guingamp) – 1988 (22)
06 – Keba Paul KOULIBALY (Al Itthiad Tripoli) – 1986 (23)
07 – Moussa OUATTARA (Kaiserslautern) – 1981 (29)
08 – Saidou Mady PANANDETIGUIRI (Uniao Leiria) – 1984 (25)
09 – Hamadou TALL (Uniao Leiria) – 1982 (27)

CENTROCAMPISTI
10 – Charles KABORE (OM) – 1988 (22)
11 – Mahamadou KERE (Charleroi) – 1982 (28)
12 – Mohamed KOFFI (Petrojet) – 1986 (23)
13 – Abdoul Aziz NIKIEMA (Qingdao Jonoon) – 1985 (24)
14 – B.Y.Jonathan PITROIPA (Hamburg SV) – 1986 (23)
15 – T.Florent ROUAMBA (Sheriff Tiraspol) – 1986 (23)

ATTACCANTI
16 – Wilfried SANOU (FC Koln) – 1984 (25)
17 – Habib BAMOGO (OGC Nice) – 1982 (27)
18 – Wilfried Benjamin BALIMA (Sheriff Tiraspol) – 1986 (23)
19 – Moumouni DAGANO (AL Khor) – 1981 (28)
20 – Issouf KONE (CFR Cluj) – 1982 (27)
21 – Issouf OUATTARA (Uniao Leiria) – 1988 (21)
22 – Narcisse YAMEOGO (Mugan) – 1980 (29)
23 – Patrick B.ZOUNDI (F.Dusseldorf) – 1982 (28)

GHANA
C.T.: Milovan RAJEVAC (SRB)

PORTIERI
01 – Phelimon MACCARTHY (Accra Hearts of Oak) – 1983 (26)
16 – Daniel AGYEI (Liberty) – 1989 (20)
22 – Richard KINGSON (Wigan Athletic) – 1978 (31)

DIFENSORI
02 – Hans Adu SARPEI (Bayer Leverkusen) – 1976 (33)
05 – Jonathan MENSAH (Granada) – 1990 (19)
07 – Samuel INKOOM (FC Basel) – 1989 (20)
12 – Lee ADDY (Berekum Chelsea) – 1990 (19)
15 – Isaac VORSAH (TSG Hoffenheim) – 1988 (21)
17 – Ibrahim AYEW (Zamalek SC) – 1988 (21)
18 – Eric Pappoe ADDO (Roda SC) – 1978 (31)
21 – Harrison AFFUL (Esperance) – 1986 (23)

CENTROCAMPISTI
06 – Anthony ANNAN (Rosenborg) – 1986 (23)
08 – Micheal ESSIEN (Chelsea FC) – 1982 (27)
10 – Kwadwo ASAMOAH (Udinese) – 1988 (21)
11 – Moussa NARRY (Auxerre) – 1986 (23)
13 – Andre Morgan RAMI AYEW (Arles) – 1989 (20)
19 – Emmanuel Agyeman BADU (Udinese) – 1990 (19)

ATTACCANTI
03 – Gyan ASAMOAH (Stade Rennes) – 1985 (24)
04 – Ransford OSEI (FC Twente) – 1990 (19)
09 – Opoku AGYEMANG (Al Saad) – 1989 (20)
14 – Mathew AMOAH (NAC Breda) – 1986 (23)
20 – Dominic ADIYIAH (AC Milan) – 1989 (20)
23 – Haminu DRAMAN (FC Kuban) – 1986 (23)
TOGO
C.T.: Hubert VELUD (FRA)

PORTIERI
01 – K.Dodji A.OBILALE (FC Pontivy) – 1984 (25)
16 – Kossi AGASSA (Istres) – 1978 (31)
22 – Baba TCHAGOUNI (Dijon FCO) – 1990 (19)

DIFENSORI
02 – Vincent BOSSOU (Maranatha) – 1986 (23)
03 – Kacla KA ENINFUL (US Monastir) – 1984 (25)
05 – Ognadon Serge AKAKPO (FC Vaslui) – 1987 (22)
06 – Abdoul-Gafar MAMAH (FC Sherif) – 1985 (24)
12 – Eric AKOTO (Maccabi Nazareth) – 1980 (29)
13 – Richmond FORSON (Thouars) – 1980 (29)
14 – Boussari AKINSOLA (Enugu Rangers) – 1986 (23)
23 – Assimiou TOURE (Bayer Leverkusen) – 1988 (21)

CENTROCAMPISTI
07 – Moustapha SALIFOU (Aston Villa) – 1983 (26)
08 – Komlan AMEWOU (Stromgodset) – 1983 (26)
10 – Floyd Ama AYITE (Nancy) – 1988 (21)
15 – Jacques Alaixys ROMAO (Grenoble FC) – 1984 (25)
17 – Serge Selom GAKPE (Monaco) – 1987 (22)
18 – Yao Junior SENAYA (Dibba Hils CS) – 1984 (25)
19 – Sapol MANI (Al Ittihad) – 1991 (19)
20 – Guillaume BRENNER (Alki FC) – 1986 (23)

ATTACCANTI
04 – ADEBAYOR Sheyi Emmanuel (Manchester City) – 1984 (25)
09 – Thomas Folivi DOSSEVI (FC Nantes) – 1979 (30)
11 – Jonathan AYITE (Nimes Olympique) – 1985 (24)
21 – Liyabè KPATOUMBI (Asko FC) – 1986 (23)

Gruppo C

EGITTO
C.T.: Hassan SHEHATA (EGY)

PORTIERI
01 – Essam Kamal Tawfik EL HADARY (Ismailia) – 1973 (36)
16 – Abdelwahed WAHID (El Zamalek) – 1977 (32)
23 – Mahmoud ABOLSEOUD (Elmansoura) – 1988 (21)

DIFENSORI
02 – Mahmoud Fata AllaAbdo Ibrahim FATHALLA (El Zamalek) – 1982 (27)
03 – Ahmed Elmehamady Abdelfattah Aly Eissa EL MAHAMADY (Ennpi) – 1987 (22)
04 – Salem Bakr Hussein MOATASEM (Ismailia) – 1980 (29)
05 – Abdelzaher Ahmed Mohamed Hassan EL SAKA (Eskisehirspor) – 1974 (36)
06 – Hany Mohamed Zakaria Gad Omar SAID (El Zamalek) – 1980 (29)
07 – Ahmed FATHI (El Ahly) – 1984 (25)
14 – Sayed S.MOAWAD (El Ahly) 1979 (30)
19 – Mohamed ABDELSHAFI (Zamalek) – 1985 (24)
20 – Wael GOMAA (EL Ahly) – 1975 (34)

CENTROCAMPISTI
08 – Abdrabou Abdelmotaleb Ibrahim HOSNY (Ahli Dubai) – 1984 (25)
11 – Ahmed EID (Haras El Hodoud) – 1980 (29)
12 – Hosam H GHALY (ElNasr) – 1981 (28)
13 – Abdelaziz TAWFIK (Enppi) – 1986 (23)
15 – Mohamed GEDO (Eletehad) – 1984 (25)
17 – Ahmed HASSAN (El Ahly) – 1975 (34)
18 – Mahmoud SHIKABALA (Zamalek) – 1986 (23)

ATTACCANTI
09 – Abdalla Mohamed ZIDAN (Borussia Dmd) – 1981 (28)
10 – Emad METEEB (El Ahly) – 1983 (26)
21 – Ahmed A.RAOUF (ENPPI) – 1982 (27)
22 – El Sayed S HAMDY (Petrojet) – 1984 (25)

NIGERIA
C.T.: Shaibu AMODU (NGA)

PORTIERI
01 – Vincent ENYEAMA (Hapoel Tel Aviv) – 1982 (27)
12 – Austine Amamchukwu EJIDE (Hapoel Petah Tikva) – 1984 (25)
23 – Dele AIYENUGBA (Beni Yehuda FC) – 1983 (26)

DIFENSORI
02 – Joseph Michael YOBO (Everton FC) – 1980 (29)
03 – Taye TAIWO (OM) – 1985 (24)
05 – Obinna NWANERI (FC Sion) – 1982 (27)
06 – Daniel Olusola SHITTU (Bolton Wanderers) – 1980 (29)
17 – Chidi ODIAH (CSKA Moscow) – 1983 (26)
19 – Mohammed YUSUF (FC Sion) – 1983 (26)
21 – Elderson ECHIEJILE (Rennes FC) – 1988 (21)
22 – Onyekachi APAM (OGC Nice) – 1986 (23)

CENTROCAMPISTI
10 – John Obi MIKEL (Chelsea FC) – 1987 (22)
13 – Yussuf Atanda AYILA (Dynamo Kiev) – 1984 (25)
14 – Oluwaseyi George OLOFINJANA (Hull City) – 1980 (29)
15 – Haruna Sani KAITA (Lokomotiv Moscow) – 1986 (23)
16 – Kalu UCHE (Almeria FC) – 1982 (27)
20 – Dickson Paul ETUHU (Fulham FC) – 1982 (27)

ATTACCANTI
04 – Mwankwo Christian KANU (Portsmouth FC) – 1976 (33)
07 – Chinedu Ogbuke OBASI (Hoffenheim FC) – 1986 (23)
08 – Yakubu AYEGBENI (Everton FC) – 1982 (27)
09 – Obafemi Akinwunmi MARTINS (VFL Wolfsburg) – 1984 (25)
11 – Osaze Peter ODEMWINGIE (Lokomotiv Moscow) – 1981 (28)
18 – Obinna Victor NSOFOR (Malaga FC) – 1987 (22)
MOZAMBICO
C.T.: Mart NOOIJ (NED)

PORTIERI
01 – Albino COSSA (Liga Muculumana) – 1989 (20)
12 – Joao RAFAEL (Tersana FC) – 1975 (34)
22 – Otshudi LAMA (Liga Muculumana) – 1985 (24)

DIFENSORI
04 – Junior Mate SIMAO (Panathinaikos) – 1988 (21)
05 – Martinho MUCANA (FC Sion) – 1982 (28)
13 – Massingue FANUEL (Liga Muculumana) – 1982 (28)
15 – Francisco MASSINGA (Ferroviario de Maputo) – 1984 (25)
18 – Khan DARIO (Al Kharitiyate) – 1981 (28)
19 – Chavango Junior ZAINADINE Abdula (Desportivo de Maputo) – 1988 (21)
21 – Samuel CHAPANGA (Maxaquene) – 1982 (27)
23 – Edson SITOE (Desportivo de Maputo) – 1984 (25)

CENTROCAMPISTI
02 – Momed HAGI (Ferroviario de Maputo) – 1985 (24)
03 – Eugenio BILA (Nea Salamis) – 1979 (30)
06 – Nasser Amade CARIMO (Desportivo de Maputo) – 1974 (35)
07 – Elias PELEMBE (Sundows) – 1983 (26)
14 – Carlos PARRUQUE (Ferroviario de Maputo) – 1983 (26)
16 – Almiro LOBO (Platinum Stars) – 1982 (27)
17 – Vaz Luis de SOUSA Perreira (El Mahala) – 1989 (20)
20 – Machaisse JOSEMAR (Costa do Sol) – 1986 (23)

ATTACCANTI
08 – Gonçalves FUMO (Olympiakos CYP) – 1979 (30)
09 – Manuel BUCUANE (Jomo Cosmos FC) – 1973 (36)
10 – Monteiro DARIO (Supersport) – 1977 (29)
11 – Pelembe HELDER (Maxaquene) – 1987 (22)
BENIN
C.T.: Michel DUSSUYER (FRA)

PORTIERI
01 – Yoann DJIDONOU (FC Libourne) – 1986 (23)
02 – Rachad CHITOU (Wikki Tourists) – 1980 (29)
03 – Valere AMOUSSOU (Mogas 90) – 1987 (22)

DIFENSORI
04 – Khaled ADENON (SC Bastia) – 1985 (24)
05 – Mouftaou ADOU (ASPAC) – 1991 (18)
06 – Romuald BOCO (Sligo Rovers) – 1985 (24)
07 – Damien CHRYSOSTOME (Denizlispor) – 1982 (27)
08 – Emmanuel IMOROU (FC Gueugnon) – 1988 (21)
09 – Reda JOHNSON (Plymouth FC) – 1987 (22)
10 – Junior SALOMON (ASPAC) – 1986 (23)
11 – Felicien SINGBO (Lokomotiv Plovdiv) – 1980 (29)

CENTROCAMPISTI
12 – Gerard ADANHOUME (FC Soleil) – 1986 (23)
13 – Jocelyn AHOUEYA (FC Sion) – 1985 (24)
14 – Djiman KOUKOU (Evian TG FC) – 1990 (19)
15 – Seidath TCHOMOGO (East Riffa) – 1985 (24)
16 – Pascal ANGAN (Wydad Casablanca) – 1986 (23)
17 – Mouri Ola OGUNBIYI (EA Guingamp) – 1982 (27)
18 – Arnaud SEKA (FC Tonnerre) – 1985 (24)
19 – Stephane SESSEGNON (PSG) – 1984 (25)

ATTACCANTI
20 – Mohamed AOUDOU (Evian TG FC) – 1989 (20)
21 – Nouhoum KOBENA (Al Madina Tripoli) – 1982 (27)
22 – Razak OMOTOYOSSI (FC Metz) – 1985 (24)
23  – Mickael POTE (OGC Nice) – 1984 (25)

Gruppo D

CAMERUN
C.T.: Paul LE GUEN (CAM)

PORTIERI
01 – Idriss Carlos KAMENI (Espanyol) – 1984 (25)
16 – Hamidou SOULEYMANOU (Kayserispor) – 1973 (36)
22 – Guy Roland NDY ASSEMBE (Valenciennes) – 1986 (23)

DIFENSORI
03 – Nicolas Julio NKOULOU (AS Monaco) – 1990 (19)
04 – Rigobert SONG (Trabzonspor) – 1976 (33)
05 – Aurelien CHEDJOU (LOSC Lille) – 1985 (24)
06 – Alexanre Dimitri SONG (Arsenal FC) – 1987 (22)
08 – Geremie NJITAP (Newcastle UTD) – 1978 (31)
12 – Henri BEDIMO (Chateauroux) – 1984 (25)
20 – Georges Constant MANDJECK (Kaiserslautern) – 1988 (21)
23 – Andre Stephane BIKEY (Burnley FC) – 1985 (24)

CENTROCAMPISTI
02 – Augustyn Gilles BINYA (Neuchatel Xamas) – 1984 (25)
07 – Joel Landry NGUEMO (Celtic Glasgow) – 1985 (24)
11 – Jeann II MAKOUN (OL) – 1983 (26)
18 – Takang Enoh EYONG (Ajax) – 1986 (23)
19 – Stephane MBIA (OM) – 1986 (23)
21 – Joel MATIP (FC Schalke04) – 1991 (18)

ATTACCANTI
09 – Samuel ETO’O (Inter) – 1981 (28)
10 – Achille EMANA (Real Betis S) – 1982 (27)
13 – Somen A TCHOYI (Red Bulls Salzburg) – 1983 (26)
14 – Paul Claudel ALO’O (AS Nancy) – 1983 (26)
15 – Pierre Achille WEBO (RCD Mallorca) – 1982 (27)
17 – Mahamadou IDRISSOU (SC Freiburg) – 1980 (29)
GABON
C.T.: Alain GIRESSE (FRA)

PORTIERI
01 – Ebang Didier OVONO (Le Mans) – 1983 (26)
02 – Moto Yves Bitseki (Bitam) – 1989 (20)
04 – Boris Claude NGUEMA (Telestars) – 1984 (25)

DIFENSORI
03 – Rodrigue MOUNDONGA (Mangasport) – 1982 (27)
05 – Georges AMBOUROUET (Makedonjia) – 1986 (23)
06 – Bruno Ecuele MANGE (Angers) – 1988 (21)
07 – Moise BROU APANGA (Brest) – 1982 (27)
08 – Aymard Fabrice MORO MVE (Mechelen) – 1987 (22)
09 – Ernest AKOUASSAGA (Fc Nantes) – 1985 (24)
10 – Arsene DO-MARCOLINO (Les Herbiers) – 1986 (24)
22 – Erwine Obame NGUEMA (Bitam) – 1989 (20)

CENTROCAMPISTI
11 – Zategwa Ulrich Paul KESSANY (FC Istres) – 1985 (24)
12 – Thierry ISSIEMOU (Monastir) – 1983 (26)
13 – Cedric MOUBAMBA (Dhofar FC) 1979 (30)
14 – Arsene COPA (Gyori ETO) – 1988 (21)
15 – Bruno ZITA (Sivasspor) – 1980 (29)
16 – Alain DJISSIKADIE (TP Mazembe) – 1977 (32)
20 – Eric MOULOUNGUI (OGC Nice) – 1984 (25)
23 – Alexandrer NODUMBOU (OM) – 1992 (17)

ATTACCANTI
17 – Daniel COUSIN (Hull City) – 1977 (32)
18 – Pierre Emeric AUBAMEYANG (LOSC Lille) – 1989 (20)
19 – Fabrice DO-MARCELINO (Stade Laval) – 1983 (26)
21 – Willy AUBAMEYANG (KAS Eupen) – 1987 (22)
ZAMBIA
C.T.: Hervè RENARD (FRA)

PORTIERI
01 – Kalililo KANONJE (Amazulu) – 1985 (24)
16 – Kennedy MWEENE (Free State Stars) – 1984 (25)
22 – Jacob BANDA (Zescp Utd) – 1988 (21)

DIFENSORI
03 – Dennis BANDA (Green Buffaloes) – 1988 (21)
04 – Joseph MUSONDA (Golden Arrows) – 1977 (32)
05 – Hichani HIMONDE (Zesco Utd) – 1987 (22)
06 – Emmanuel MBOLA (Pyunik Yerevan) – 1993 (16)
13 – Stoppila SUNZU (Afrisport) – 1989 (20)
15 – Kampamba CHINTU (Amazulu) – 1980 (29)
19 – Thomas NYIRENDA (Zanaco) – 1986 (23)

CENTROCAMPISTI
02 – Francis KASONDE (Al Suwaiq) – 1986 (23)
08 – Isaac CHANSA (Helsingborg) – 1984 (25)
10 – Felix KATONGO (Mamelodi Sundowns) – 1984 (25)
14 – Noah Sikombe CHIVUTA (Maritzburg Utd) – 1983 (26)
17 – Rainford KALABA (Uniao Leiria) – 1986 (23)
20 – William NJOBVU (Hapoel Kiryat Shimone) – 1987 (22)

ATTACCANTI
07 – Jacob MULENGA (Utrecht FC) – 1984 (25)
09 – Collins MBESUMA (Moroka Swallows) – 1984 (25)
11 – Christopher KATONGO (A.Bielefeld) – 1982 (27)
12 – James CHAMANGA (Dalian Shide) – 1980 (29)
18 – Given SINGULUMA (TP Mazembe) – 1986 (23)
21 – Emmanuel MAYUKA (Maccabi Tel Aviv) – 1990 (19)
23 – Clifford MULENGA (Mpumalanga Black Aces) – 1987 (22)
TUNISIA
C.T.: Faouzi BENZARTI (TUN)

PORTIERI
01 – Adel NEFZI (Club Africain) – 1974 (35)
16 – Aymen MATHLOUTHI (ES du Sahel) – 1984 (25)
22 – Farouk BEN MUSTAPHA (Club Atletique Bizertin) – 1989 (20)

DIFENSORI
02 – Khaled SOUISSI (Club Africain) – 1985 (24)
03 – Karim HAGGUI (Hannover C) – 1984 (25)
04 – Radhouane FELHI (Munich 1860) – 1984 (25)
05 – Ammar JEMAL (ES du Sahel) – 1987 (22)
11 – Souhail BEN RADHIA (ES de Tunis) – 1985 (24)
12 – Khelil CHAMMAM (ESS de Tunis) – 1987 (22)
18 – Yassim SALIM MIKARI (FC Sochaux) – 1983 (26)
21 – Bilel IFA (Club Africain) – 1990 (19)

CENTROCAMPISTI
06 – Hocine RAGUED (Slavia Praha) – 1983 (26)
08 – Khaled KORBI (ESS du Sahel) – 1985 (24)
13 – Chadi HAMMAMI (Club Sportif Sfaxien) – 1986 (23)
14 – Haithem M’RABET (Club Sportif Sfaxien) – 1980 (29)
20 – Mohamed ALI NAFKHA (ES du Sahel) – 1986 (23)

ATTACCANTI
07 – Hocine BEN SAADA (OGC Nice) – 1984 (25)
09 – Amine CHERMITI (Ittihad Jeddah) – 1987 (22)
10 – Ousama DARRAGI (ESS de Tunis) – 1987 (22)
15 – Zouhaier DHAOUADHI (Club Africain) – 1988 (21)
17 – Issam JEMAA (FC Lens) – 1984 (25)
19 – Youssef MSAKNI (ESS de Tunis) – 1990 (19)
23 – Ahmed AKAICHI (ES du Sahel) – 1989 (20)

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Avendo iniziato una collaborazione con il sito goal.com mi è stato chiesto di redigere alcuni articoli riguardanti la sessione di calciomercato a tutt’oggi aperta. Ecco, quindi, le situazioni di Milan, Atalanta e Siena.

Milan

Cosa serve: I tasselli da innestare per riportare il Milan ai vertici a livello internazionale sarebbero molti. La lacuna principale in questo momento sembra comunque essere nel reparto arretrato, zona in cui la società dovrebbe agire già a gennaio. Centralmente la coppia Nesta-Thiago Silva offre buone garanzie, sono i terzini a destare qualche preoccupazione in più. Zambrotta, ormai quasi 33enne, può reggere nel breve periodo, ma sarebbe bene cominciare a pensare ad un suo sostituto. Non vanno certo meglio le cose sul versante opposto, al momento di competenza di Jankulovski (inviso ai tifosi e lontano dagli standard di rendimento richiesti), Favalli (ad un passo dal ritiro) e Antonini (poco più che un modesto rincalzo a questi livelli). Qualcosa, insomma, andrebbe fatto.

Chi viene: Quella degli esterni difensivi è una lacuna comune a molte squadre. Oggi, infatti, i terzini di qualità sono pochi, e quei pochi risultano spesso inarrivabili. Nel breve termine, quindi, ci si deve arrangiare come possibile. Proprio in questo senso una soluzione valida potrebbe essere quella di riportare in Italia, anche solo in prestito, Andrea Dossena, terzino ex Udinese trasferitosi a Liverpool nel 2008. Il ragazzo non sta avendo molto spazio nei Reds e vorrebbe cambiare aria per tornare a giocare con continuità nell’intento di ritrovare l’Azzurro (vestito già in dieci occasioni) in vista del Mondiale. Dossena è però dato vicinissimo a Napoli e Roma, difficilmente potrà finire a Milano. Come nomi interessanti e fattibili per la società rossonera resterebbero quindi quello di Gareth Bale, tra gli Under 20 più talentuosi su scala planetaria, e di Benoit Tremoulinas, considerato in patria come il nuovo Lizarazu. Sempre che, ovviamente, Leonardo non decida davvero di adattare Beckham a terzino!

Chi va: Molto affollata risulta essere la rosa di portieri a disposizione di Leonardo: con Dida che pare vicino al rinnovo è quindi possibile che almeno uno tra Abbiati, Roma e Storari chieda di partire. In partenza parrebbe essere anche Kaladze. Il centrale georgiano è infatti stato chiuso dall’arrivo di Thiago Silva e pare desideri giocare con più continuità. Su di lui, tra l’altro, pare si stia muovendo Roberto Mancini in persona, desideroso di portarlo con sé a Manchester, sponda City. Non del tutto improbabile, infine, una cessione di Jan Klaas Huntelaar. La punta Oranje era arrivata a Milano con ben altre aspettative, ma finora ha deluso le attese. La mancanza del posto fisso in squadra, le tante critiche subite da stampa e tifosi e la prospettiva di perdere il Mondiale starebbero infatti spingendolo a chiedere alla dirigenza del Diavolo di cambiare aria.

Atalanta

Cosa serve: La situazione a Bergamo non è certo delle migliori: dal suo ultimo ritorno in Serie A, infatti, la Dea era sempre riuscita ad ottenere buoni piazzamenti. Quest’anno però la situazione sembra molto più complicata. L’Atalanta ha infatti il terzo peggior attacco (peggio hanno fatto solo Livorno e Lazio) e la quarta peggior difesa (meglio solo di Siena, Genoa e Catania) del campionato, segno evidente che i problemi sono generalizzati e che un intervento sul mercato di riparazione è più che auspicabile. Una punta ed un centrale di difesa: di questo, come minimo, necessitano gli Oribici, che potrebbero però muoversi anche su di un esterno di centrocampo, ruolo fondamentale nelle alchimie tattiche di Conte.

Chi viene: Il rinforzo per la difesa è di quelli “fatti in casa”: il reparto arretrato, infatti, è stato puntellato con il ritorno di Daniele Capelli dopo l’esperienza in prestito alla Reggina. Il ragazzo a Bergamo ritrova, tra l’altro, Antonio Conte, suo mentore in quel di Arezzo. Il colpo più importante, quello in attacco, è stato messo a segno già da diverse settimane: si tratta di Javier Ernesto Chevanton, punta uruguagia consacratasi a Lecce, che arriverà da Siviglia in prestito con diritto di riscatto. Per l’esterno, infine, il nome giusto sarebbe indubbiamente quello di Stefano Guberti, centrocampista offensivo che tanto bene fece a Bari lo scorso anno proprio sotto la guida di Conte e che è in cerca di un rilancio dopo questa prima parte di stagione – piuttosto fallimentare – vissuta a Roma.

Chi va: Per un Capelli che rientra potrebbe esserci un Peluso in uscita: il difensore scuola Lazio potrebbe essere considerato in esubero dalla dirigenza orobica. Sempre in difesa potrebbe partire anche Leonardo Talamonti, ormai ai margini della squadra. Diverso, passando al centrocampo, il discorso riguardante Fabio Caserta: prima di cedere l’ex leccese, infatti, i dirigenti atalantini voglio assicurarsi che il paraguayano Barreto possa ristabilirsi appieno dopo l’infortunio. Sul piede di partenza, infine, sarebbero anche i giovani Madonna, Tiboni e Bonaventura, tutti pronti ad un prestito in cadetteria. Layun, invece, è stato già ceduto in Messico.

Siena

Cosa serve: La situazione di classifica è molto critica: ultima posizione, peggior difesa e quint’ultimo attacco dell’intera Serie A. Allo stesso modo molto delicato è anche il contesto societario, con un cambio di proprietà in atto. Con questi presupposti il lavoro dei dirigenti senesi è tanto complicato quanto vitale: c’è una difficile salvezza da raggiungere e per ottenerla servono rinforzi in tutti i ruoli. Cominciando dalla difesa, ovviamente. Un centrale (che sarebbe stato richiesto da Malesani in persona),  un esterno ed una punta: questa dovrebbe essere la lista della spesa della Robur.

Chi viene: L’ingaggio più impellente riguarda proprio la difesa. Per colmare la falla lasciata dalla partenza estiva di Portanova, quindi, il Siena si sta guardando in giro e già diversi sono i nomi accostatigli. Cribari è già arrivato, si parla anche del viola Cesare Natali, del ceko Loukas Vyntra e del genoano Andrea Esposito. Gli esterni potrebbero invece essere rinforzati dai possibili arrivi di Giourkas Seitaridis dal Panathinaikos o Aldo Corzo dal Club Universidad San Martin sulla destra ed Antonio Langella dal Bari sull’out opposto. Il reparto offensivo, infine, potrebbe vedere l’arrivo di Nicola Pozzi dalla Sampdoria: l’ex empolese, infatti, è giocatore conosciuto e gradito dal tecnico di Verona che lo allenò già nella stagione 2007/2008 ed essendo ai margini della squadra allenata da Del Neri potrebbe gradire una sua partenza verso Siena, dove giocare con più continuità.

Chi va: Tanti sono, come detto, i nomi dei possibili arrivi. Ovvio però che non si possa nemmeno far crescere la rosa smisuratamente, quindi qualcuno dovrà  partire. Uno dei nomi più gettonati in questo senso è quello di Emanuele Calaiò, punta che potrebbe essere girata al Bari nell’ambito dell’affare Langella e su cui si starebbe muovendo anche il Palermo. Sempre nel reparto avanzato potrebbe esserci la partenza anche di Michele Paolucci, arrivato in estate come l’acquisto più dispendioso dell’intero calciomercato senese ma sottoutilizzato poi in questa prima parte di stagione. Discorso simile anche per il giovane Marcelo Larrondo, stellina della Primavera che fatica ad imporsi in prima squadra ma la cui voglia di calcio “vero” potrebbe spingerlo altrove. Grande smobilitazione in attacco, quindi. Ma non solo: sul piede di partenza sarebbero infatti anche Andrea Rossi, Agostino Garofalo, Gael Genevier e Paul Codrea.

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Didier Digard dal Middlesbrough al Nizza (prestito).
Andrea Dossena dal Liverpool al Napoli.
Tiago Cardoso Mendes dalla Juventus all’Atletico Madrid (prestito).
Humberto Suazo dal Monterrey al Real Saragozza.

Humberto Suazo tenterà l'avventura europea nel Real Saragozza

Nikita Rukavytsya dal Twente al Roeselare (prestito).
Jeroen Heubach dal Twente al NEC (prestito).
Fabien Laurenti dal Lens allo Stade Brestois.
Olivier Kapo dal Wigan al Boulogne (prestito).
Dieter Elsneg dal Frosinone alla Sampdoria (prestito).

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