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Archive for 4 novembre 2009

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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Sneijder festeggia il suo goal vittoria (gazzetta.it)

Ottima serata per le nostre italiane, che chiudo una due giorni di Champions positivissima per i nostri colori.
Dopo i quattro punti raccolti ieri da Juventus e Milan arrivano i sei punti riportati da Fiorentina ed Inter. I primi, infatti, si disfano senza grandi patemi e giocando un grande secondo tempo del modestissimo Debrecen, i secondi vincono invece sul filo di lana a Kiev e si portano in testa ad un girone combattutissimo.

Il Liverpool, intanto, pareggiando a Lione finisce a 5 punti dalla seconda – la Fiorentina – e rischia quindi ora grossissimo.

Già qualificato, invece, il Siviglia… e altrettanto potrebbe fare, incredibilmente, l’Urziceni, seconda proprio dietro ai sivigliani.

Goleada dell’Arsenal che si disfa facilmente dell’AZ e strappa un biglietto per gli ottavi, alle sue spalle è lotta a due tra Olympiakos e Standard Liegi, con i belgi che hanno battuto i greci proprio stasera.

Risultati ed highlights:

Gruppo E

Fiorentina – Debrecen 5 – 2 14’ Mutu, 52’ Dainelli, 59’ Montolivo, 61’ Marchionni, 74’ Gilardino
38’ Rudolf, 70’ Coulibaly
Lione – Liverpool 1 – 1 90’ Lisandro Lopez
83’ Babel

Gruppo F

Rubin Kazan – Barcellona 0 – 0  
Dinamo Kiev – Inter 1 – 2 21’ Shevchenko
86’ Milito, 89’ Sneijder

Gruppo G

Siviglia – Stoccarda 1 – 1 14’ Jesus Navas
78’ Kuzmanovic
Unirea Urziceni – Rangers 1 – 1 88’ Onofras
78’ McCulloch

Gruppo H

Arsenal – AZ 4 – 1 25’, 52’ Fabregas, 43’ Nasri, 72’ Diaby
82’ Lens
S. Liegi – Olympiakos 2 – 0 30’ Mbokani, 88’ Jovanovic

Classifiche:

Gruppo E

Lione 10
Fiorentina 9
Liverpool 4
Debrecen 0

Gruppo F

Inter 6
Barcellona 5
Rubin 5
Dinamo Kiev 4

Gruppo G

Siviglia 10
Unirea Urziceni 5
Stoccarda 3
Rangers 2

Gruppo H

Arsenal 10
Olympiakos 6
Standard Liegi 4
AZ 2

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Perin è il grande assente di giornata

PRESENTAZIONE
Salerno ripropone titolari Natalino e Beretta: il primo si riprende il posto da terzino destro che era stato preso da Bagnai nel match contro l’Uruguay, il secondo torna invece a fare coppia in attacco con Iemmello, che nel corso dell’ultima partita aveva invece duettato con lo juventino Libertazzi. A difesa dei pali degli Azzurri, invece, trova posto Francesco Bardi del Livorno: il titolarissimo Perin, infatti, si è infortunato il giorno precedente alla partita – distorsione alla caviglia per lui – e non può scendere in campo.
Gli States dal canto loro mettono invece in bella mostra il loro gioiellino di punta, Jack McInerney (autore di due delle tre reti fin lì segnate nel corso del Mondiale dagli americani), oltre ad altri talenti interessanti come capitan Watts, le ali Jerome e Shinsky e Luis Gil, trequartista in forza all’Academy Gunners.
La temperatura è alta, 34 gradi centigradi, l’umidità contenuta (20%) e c’è una brezza piuttosto piacevole. Ci sono le condizioni atmosferiche ideali, insomma, per mettere in scena un bello spettacolo. Unica pecca la scarsa affluenza di pubblico allo stadio: al contrario di quanto fatto vedere nel corso delle prime partite, infatti, gli spalti sono semivuoti.

CRONACA
Nei primissimi secondi Jerome, ala destra della formazione statunitense, accende un fuoco di paglia: la sua velocissima fuga sulla sinistra mette subito in difficoltà capitan Sini, il suo cross verso Shinsky trova impreparata tutta la retroguardia Azzurra, il colpo di testa del numero 8 americano, però, non sorprende Bardi, che dimostra subito sicurezza tra i pali.

E’ però un fuoco di paglia, come detto, perché la formazione statunitense creerà un’altra sola occasione interessante in tutto il primo tempo, lasciando il netto dominio del campo ai ragazzi allenati da Pasquale Salerno.

Nei cinque minuti successivi, quindi, gli Azzurrini creeranno ben tre occasioni degne di nota: prima Carraro scodella in area un calcio di punizione battuto da più di 40 metri sul quale accorre Iemmello che taglia benissimo sul primo palo ma è anticipato di un soffio di angolo da un attento Watts. Subito dopo Fossati imita Carraro pescando al limite dell’area Beretta che dopo un bel controllo difende bene palla ed imbecca proprio il trequestista Viola arrivato a rimorchio il cui tiro è però stretto troppo e termina alla sinistra del palo della porta difesa da Edwards.
Dopo la pesante (e molto generosa) ammonizione inflitta a Mannini – che, diffidato, salterà il quarto di finale – Fossati dimostra ancora una volta la sua ottima sensibilità di piede andando a battere una punizione verso l’area avversaria: la traiettoria del pallone è perfetta e pesca Carraro che, dimenticato dalla difesa, si coordina però in maniera non perfetta e calcia a lato.

Al dodicesimo tornano a farsi vivi gli USA: Polak, terzino sinistro della formazione statunitense, scarica sulla trequarti a McInerney che, poco pressato, ha il tempo di stoppare, girarsi e scaricare verso la porta difesa da Bardi, che è comunque bravo ed attento a rifugiarsi subito in angolo.

Tocca quindi ancora al solito Fossati mettersi in mostra: subito prima del quarto d’ora, infatti, penetra in area palla al piede creando scompiglio in una difesa americana piuttosto arruffona a livello tattico; il centrocampista in forza alla Primavera dell’Inter, quindi, scarica a Iemmello che in un fazzoletto di campo stoppa, protegge palla e si libera per un cross su cui Beretta arriva però in ritardo.

Bardi non fa rimpiangere l'assenza di Perin (livornocalcio.it)

Poco dopo, quindi, il fattaccio: Mannini imita il Camilleri versione Corea e per stoppare una banalissima palla arrivata in area, lui che aveva tutto il tempo di controllare senza pressione, commette un fallo di mano piuttosto ingenuo. Carlos Amarilla non ha dubbi e decreta il calcio di rigore.
Sul dischetto si presenta McInerney che viene però stregato dal portiere livornese: la punta americana, infatti, calcia basso sulla destra di Bardi che intuendo il tutto si distende e respinge con grande efficacia, salvando il risultato.

Da lì in poi, fino alla fine del primo tempo, ci sarà quindi solo la nazionale Azzurra in campo.

Al diciottesimo Carraro fa partire un tiro-cross su calcio di punizione che potrebbe beffardamente infilarsi all’incrocio ma sul quale Edwards si dimostra sicuro. Poco dopo Sini pesca Beretta che scattato sul filo del fuorigioco centra d’esterno per Iemmello; sul pallone s’avventa però Zavaleta che è in anticipo netto ma liscia clamorosamente il pallone. E’ comunque un liscio utile perché mette fuori tempo la punta Viola, che non può quindi raggiungere il pallone.
Iemmelo che si rifà però di lì a poco quando spizza di testa un pallone sulla trequarti prolungandone la traiettoria e mettendo in movimento Beretta che scattato sul filo del fuorigioco brucia capitan Watts e batte Edwards in uscita firmando l’1 a 0.

Subito dopo il goal, quindi, l’Italia dà l’idea di poter dilagare: in un paio di minuti Carraro semina il panico nella difesa americana. Dapprima crossa per Iemmello, che infilatosi tra Watts ed Herold non trova però il bersaglio grosso, poi rifinisce con un tocco di classe per Beretta che viene però anticipato dall’uscita del portiere statunitense.

La difesa USA è completamente in bambola tanto che al trentasettesimo si fa infilare ancora: De Vitis fa un assist magistrale a Beretta che partito sul filo del fuorigioco giunge puntuale con l’appuntamento al pallone e batte Edwards con un pallonetto delizioso. L’assistente di Amarilla, però, alza erroneamente la bandierina, spingendo l’arbitro paraguayano ad annullare la rete.

Tutto questo porta gli Azzurrini ad abbassare un po’ i ritmi di gioco, con la prima frazione che si chiude praticamente lì.

Nella ripresa, quindi, scendono in campo gli stessi 22 uomini che avevano giocato la prima frazione di gioco, ma gli Stati Uniti sembrano quasi un’altra squadra, soprattutto per ciò che riguarda la convinzione nel credere ad una possibile vittoria.

Dopo tre minuti di gioco, quindi, Jerome punta la porta italiana e dopo aver vinto un paio di rimpalli libera in maniera piuttosto fortunosa McInerney, che colpisce a botta sicura. Il pallone è però leggermente deviato dall’ottimo Bardi e va quindi a schiantarsi contro la traversa, vanificando l’occasione americana. Il bomber a stelle e strisce, quindi, ci riprova subito dopo: punizione a due in area, calcia potente ma trova la barriera sulla deviazione della quale è quindi bravo Camporese ad anticipare in angolo Palodichiuk.
Proprio su quel corner, però, i difensori Azzurri si perdono Palodichiuk che salta più in alto di tutti e batte un incolpevole Bardi.

Al cinquantaduesimo il portiere livornese compie invece il suo unico intervento impreciso del match: esce male su di un lancio lungo tanto che McInerney riesce in qualche modo ad arrivare su di un pallone che, poi, si impenna a campanile finendo in prossimità di Gil. Il trequartista Gunners, quindi, sapendo che la porta è in quel momento vuota prova a cercare il goal del vantaggio in rovesciata, ma la palla termina alta.
Poco dopo Natalino lascia Palodichiuk completamente libero di colpire di testa dal limite per prolungare la palla in direzione di McInerney che dopo aver stoppato bene è però chiuso dal sempre attento Camporese.

Iemmello decisivo nella gara di oggi con un goal ed un assist

Sulla ripartenza l’Italia colpisce ancora: Carraro trova Iemmello al limite dell’area, la punta viola si libera del marcatore diretto e calcia bene, trovando il giusto spiraglio per battere Edwards andando quindi a firmare il 2 a 1, risultato che non cambierà più.

Non cambierà, anche se entrambe le squadre proveranno più volte a mutarlo nuovamente.

Gli States dapprima dimostrano subito di soffrire molto psicologicamente nel momento in cui vanno in svantaggio. Subito dopo il goal, infatti, pasticciano col possesso di palla e fanno un retropassaggio sulla propria trequarti a Watts che, tutto solo, subisce la pressione di Beretta perdendo palla. Nell’occasione, però, è bravo Edwards che chiude in uscita impedendo alla punta varesina di porre la parola fine al match.
Qualche minuto più tardi, quindi, l’ex punta dell’Albinoleffe avrebbe un’altra occasione ghiotta per chiudere la partita ma sul cross di Sini, ben liberato dal solito Fossati, non raggiunge il pallone in spaccata pur dopo avendo bruciato sul tempo Polak.

A quel punto Salerno, C.T. Azzurro, inizia ad arretrare il baricentro: decide infatti di togliere una punta, Iemmello, rinfoltendo il centrocampo (con l’ingresso di Scialpi).

Nell’immediato, però, l’atteggiamento degli Azzurri non cambia così come resta uguale il senso di stordimento tra le fila americane. Sini prova quindi a portare un ennesimo cross dalla sinistra col quale trova Carraro che, tutto solo, ha il tempo di stoppare per poi calciare, non trovando però la porta.

Ad un quarto d’ora dalla fine, quindi, gli Stati Uniti trovano la forza di reagire e iniziano un forcing molto interessanto quanto improduttivo.

A cominciare il tutto è Shinsky che dopo aver saltato Natalino crossa basso ma trova l’intervento di Fossati, davvero a tutto campo oggi. Poi il neo entrato Chavez riceve in area ma il suo tiro è prontamente stoppato da Camporese.

A quel punto Salerno decide di arretrare ulteriormente il proprio baricentro inserendo Benedetti, un difensore, per Carraro, portando così a cinque uomini la linea difensiva Azzurra.

La mossa, però, non è assolutamente fruttuosa.

La difesa italiana, infatti, va subito in bambola e Chavez si infila nelle sue maglie riuscendo anche a battere Bardi ma mandando la palla a lato. E’ quindi la volta di Agudelo, appena entrato, che dopo aver saltato secco Sini entra in area da destra e centra un pallone su cui interviene però il solito monumentale Camporese. Subito dopo Gil riceve in area, mette a sedere Nataliano ma trova la risposta di Bardi. Tocca poi a Sarle creare scompiglio: Sini prova a rilanciare ma il pallone rimpalla contro uno statunitense finendo tra i piedi dell’ala destra americana che crossa in mezzo trovando però un Benedetti attento e lesto a liberare l’area di rigore.

Sini, capitano Azzurro, è stato autore di una discreta prova contro gli USA

Ad un solo minuto dal termine di recupero, quindi, ci prova Felice Nataliano, autore di una prova eufemisticamente opaca in fase difensiva, ad alleggerire la pressione: il terzino destro interista sale palla al piede e dopo aver saltato un avversario vede Zavaleta farglisi in contro. Il lametino prova quindi a saltarlo con il classico palla da una parte, difensore dall’altra ma il centrale americano va dritto per dritto sull’uomo, guadagnandosi un cartellino rosso che sancisce formalmente la fine della partita.

IL COMMENTO
Ci sono diverse cose da dire in merito a questa partita. La suddivisione della stessa, innanzitutto: primo tempo dominato dagli Azzurrini con gli States a guardare e poco più, tanto che l’occasione migliore giunge su di un rigore guadagnato in modo più casuale che altro. Nel secondo tempo, invece, le squadre si sono divise un po’ più equamente il mantenimento del pallino del gioco.
Gli States si sono comunque dimostrati molto fragili in più aspetti e fasi di gioco: dopo ogni goal preso, infatti, hanno regalato almeno due o tre ottime occasioni agli avversari per chiudere il match e solo l’imprecisione degli avanti italiani li ha tenuti in gioco fino al termine. Inoltre la linea difensiva è acerbissima tatticamente, tanto che nel guardarli muoversi in campo sorgerebbe quasi il dubbio che a 11 ci avessero giocato davvero molto poco, prima di oggi. Altra gravissima pecca, poi, per quanto concerne la gestione delle palle inattive a favore degli avversari: ogni calcio di punizione battuto dalla trequarti, in special modo, mandava in completa confusione qualsiasi giocatore americano che stazionasse nei pressi della propria area. Anche qui a fare la differenza in positivo (per gli americani) è stata l’imprecisione dei giocatori italiani, ma la pochezza tattica di questi ragazzi in certe situazioni di gioco è davvero imbarazzante.
Di contro gli italiani, invece, hanno per la prima volta in questo Mondiale giocato davvero da squadra in entrambi le fasi di gioco. Dietro, reparto che più di tutti era parso poco sicuro sino ad oggi, si sono mossi molto meglio e solo gli errori dei singoli hanno favorito le azioni americane, almeno sino all’ultimo quarto d’ora di gioco quando poi, passati a cinque, gli Azzurrini si sono fatti schiacciare troppo a ridosso della propria area ed hanno faticato notevolmente a proteggere la porta difesa da Bardi. La scelta di Salerno di arretrare così tanto il baricentro, insomma, è più che mai opinabile.

A livello di singoli, invece, si sono messi in mostra alcuni giocatori interessanti negli States come Edwards, portiere che non ha grandi colpe in occasione delle due reti e che fondamentalmente ha parato il parabile, Jerome, un’ala destra molto veloce che si propone bene negli spazi, Shinsky, un’ala sinistra molto capace nell’1 contro 1, Gil, trequartista di discreta classe, e McInerney, stellina della squadra che al di là del rigore fallito ha dimostrato di avere nel proprio arco movimenti interessante e di essere dotato di una buona tecnica di base.
Di contro bocciati invece tutti i difensori, autori di prove che definire rivedibili vorrebbe dire far loro un complimento.
In casa Italia, invece, promosso a pieni voti il sempre ottimo Fossati, a tutto campo ed autore di una partita di altissimo livello, e con lui ben si son comportati Bardi, sicuro in tutte le occasioni ed incolpevole sul gol, Camporese, un vero e proprio muro oggi, De Vitis, trottolino instancabile, Carraro, sempre pronto ad accendere la luce, e le due punte, decisive con una rete a testa.

Jack McInerney disputa una buona partita

L’OSSERVATO SPECIALE
Gli occhi erano tutti puntati sulla punta degli Stati Uniti, quel McInerney di cui tanto bene si comincia a parlare negli States. Il ragazzo in forza al Cobb SC si è ben comportanto nonostante la pochezza tecnica di molti suoi compagni ed ha più volte impegnato la retroguardia Azzurra oltre che l’estremo difensore livornese.
Una prestazione, la sua, sicuramente più che sufficiente cui è mancato solo il goal. E se non avesse sbagliato quel rigore…

AI QUARTI
Ora l’Italia dovrà incontrare la vincente dello scontro tra Svizzera e Germania che si giocheranno l’approdo ai quarti in serata.

GUARDA GLI HIGHLIGHTS

TABELLINO
ITALIA – USA 2 – 1
RETI: 29′ Beretta, 51′ Palodichuk, 56′ Iemmello
Italia: Bardi; Natalino, Camporese, Mannini, Sini; De Vitis, Crisetig (60′ Bianchi), Fossati; Carraro (83′ Benedetti); Iemmello (66′ Scialpi), Beretta. A disposizione: Venturi, Camilleri, El Shaarawy, Dell’Agnello, Bagnai. Allenatore: Pasquale Salerno
USA: Edwards; Herold (84′ Agudelo), Watts, Zavaleta, Polak; Duran, Palodichuk; Jerome (66′ Sarle), Shinsky (81′ Chavez), Gil; McInerney. A disposizione: Richey, Cardona, Kitchen, Martinez, Packwood, Craven, Okwuonu. Allenatore: Wilmer Cabrera
AMMONITI: 6′ Mannini, 68′ De Vitis, 74′ Shinsky, 94′ McInerney
ESPULSI: 93′ Zavaleta

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Al Kuwait Sports Stadium, stadio in cui s'è disputata la finale dell'AFC Cup 2009 (wikimedia.org)

Questa volta il nostro viaggio sarà in direzione di Kuwait City: all’Al Kuwait Sports Club Stadium, infatti, l’Al-Kuwait e l’Al-Karamah, formazione siriana di Hims, si giocano la finale dell’AFC Cup.

Ma cos’è quest’AFC Cup?

Anche in Asia, esattamente come in Europa, esiste una competizione continentale di assoluto rilievo, l’AFC Champions League (la cui squadra vincitrice va a giocare il Mondiale per Club). Verrebbe quindi scontato pensare che l’AFC Cup sia una sorta di Coppa UEFA. Anzi, di Europa League.

Invece non è così.

L’AFC Cup, infatti, è una coppa riservata solo ai club di alcuni paesi affiliati alla Confederazione asiatica: sono infatti ammessi a partecipare solo quei paesi che vengono ritenuti “in via di sviluppo” dalla Confederazione. Ad oggi fanno parte di questa cerchia 13 nazioni: Indonesia, Singapore, Thailandia, Vietnam, Giordania, Kuwait, Siria, Uzbekistan, India, Bahrain, Oman, Hong Kong e Malesia.

Questa competizione è peraltro molto recente: a differenza dell’AFC Champions League che si gioca, pur con nomi e formule diverse, fin dal lontano 1967, l’AFC Cup è un’invenzione moderna. La prima edizione è infatti stata giocata solo nel 2004.

Fino ad oggi erano state le squadre giordane le grandi mattatrici della competizione: dopo che la prima edizione era stata vinta dalla siriana Al-Jaish, infatti, erano arrivate tre imposizioni giordane. Due consecutive ad opera dell’Al-Faisaly, una dello Shabab Al-Ordon. L’anno passato, invece, era stata la volta dell’Al-Muharraq trascinata da uno strepitoso Rico – attaccante ex San Paolo – capace di segnare addirittura 19 reti in questa competizione, e da un ottimo Mahmood Abdulrahman, poi votato miglior giocatore della competizione (nella doppia finale, vinta 10 a 5 nel risutato aggregato, i due hanno segnato rispettivamente sei e quattro reti).

Quest’anno, comunque, l’AFC Cup ha proposto un cambiamento: la finale, infatti, è stata giocata in partita secca e non più con andata e ritorno.

Alla fine ad avere la meglio è stato l’Al-Kuwait che dopo aver eliminato Al-Wahdat e Mohun Began nel primo girone, Dempo agli ottavi di finale, Arbil ai quarti e South China in semifinale si è imposto sull’Al-Karamah nella finalissima, laureandosi quindi campione dell’AFC Cup per la prima volta nella propria storia grazie alle reti di Hakem (con papera clamorosissima del portiere avversario) e Sulaiman (nel recupero di un match che sembrava destinato ai supplementari). Di Al Shbli – anche qui con il portiere, stavolta quello kuwaitiano, non certo incolpevole – il momentaneo pareggio siriano.

Ismail Al Ajmi festeggia il goal della vittoria (the-afc.com)

Ismail Al Ajmi festeggia il goal della vittoria (the-afc.com)

Niente goal in finale, quindi, per Al Hussain né per Al Hamawi, che si laureano quindi capocannonieri del torneo assieme ad Akaruye del Buisateen e Kesley Alves del Binh Duong con otto reti all’attivo.

Questa è, tra l’altro, la prima imposizione dell’Al-Kuwait in un torneo internazionale ufficiale: prima di oggi, infatti, la squadra presieduta da Abdul Aziz Marzouq era riuscita a vincere solo in patria (10 Kuwaiti Premier League, 9 Kuwait Emir Cup ed 1 Al Kurafi Cup).

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Serata discreta per le italiane: la Juve, infatti, batte senza troppi patemi il Maccabi in Isreaele e sfruttando la contemporanea sconfitta interna del Bayern contro il Bordeaux si porta a più quattro sui bavaresi.
Il Milan, invece, dopo la grande vittoria di Madrid pareggia con le Merengues e resta al vertice del proprio girone proprio assieme agli spagnoli.

Ma c’è anche altra Italia in questo turno di Champions: a Manchester Macheda parte per la prima volta titolare in Champions e disputa una buona partita nel deludente pareggio dei suoi contro il CSKA.

Il Chelsea di Ancelotti, invece, impatta 2 a 2 con l’Atletico Madrid ed oltre a mantenere la vetta del girone sancisce anche la definitiva eliminazione dei Colchoneros che avendo raccolto due soli punti in quattro match non sono già più in corsa per il passaggio del turno.

Notevole, nel gruppo del Milan, il 6 a 1 con cui l’OM distrugge lo Zurigo. Ottimo anche il 3 a 0 del Wolfsburg al Besiktas Inönü.

Risultati ed highlights:

Gruppo A

Bayern – Bordeaux 0 – 2 37’ Gourcuff, 90’ Chamakh
Maccabi Haifa – Juventus 0 – 1 45’ Camoranesi

Gruppo B

Besiktas – Wolfsburg 0 – 3 14’ Misimovic, 80’ Gentner, 87’ Dzeko
Manchester UTD – CSKA 3 – 3 29’ Owen, 84’ Scholes, 90’ (og.) Shennikov
25’ Dzagoev, 31’ Krasic, 47’ Berezutsky

Gruppo C

Milan – Real 1 – 1 35’ (p.) Ronaldinho
29’ Benzema
OM – Zurigo 6 – 1 3’ (og.) Aegerter, 11’ Abriel, 52’ Niang, 80’ Hilton, 87’ Cheyrou, 90’ Brandao
31’ Alphonse

Gruppo D

Apoel Nicosia – Porto 0 – 1 84’ Falcao
Atletico Madrid – Chelsea 2 – 2 66’, 90’ Aguero
82’, 88’ Drogba

Classifiche:

Gruppo A

Bordeaux 10
Juventus 8
Bayern 4
Maccabi 0

Gruppo B

Manchester UTD 10
Wolfsburg 7
CSKA 4
Besiktas 1

Gruppo C

Real Madrid 7
Milan 7
OM 6
Zurigo 3

Gruppo D

Chelsea 10
Porto 9
Atletico Madrid 2
Apoel Nicosia 1

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