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CRONACA

Il match inizia su ritmi non elevatissimi con il solito Porto in avanti. Dopo un tiro dalla distanza di Guarin, però, è lo Spartak a rendersi pericoloso con McGeady che s’incunea in area convergendo da destra per trovare però l’opposizione di Helton in calcio d’angolo.
Partita comunque piuttosto spenta con il Porto in assoluto controllo del match dopo il 5 a 1 dell’andata e lo Spartak incapace di costruire azioni degne di questo nome.

Partita praticamente soporifera che viene scossa solo al ventottesimo quando Hulk parte da centrocampo e sfonda la difesa avversaria, per penetrare in area e bucare l’estremo portiere avversario con un bel diagonale.

Portoghesi incontenibili che pur senza strafare si portano subito vicini al due a zero: tre minuti dopo la rete di Hulk, infatti, Falcao imbuca un pallone che mette in movimento Christian Rodriguez il cui diagonale mancino è però respinto da Dikan.
Altri cinque minuti ed è Moutinho a provarci, questa volta da fuori. Senza però inquadrare la porta.

Bella anche, sul fronte opposto, l’azione portata da Yakovlev che s’inserisce in area dalla sinistra liberandosi di un paio di avversari per calciare poi sopra la traversa.
Spartak che prova a sfruttare il buon momento quando al quarantaduesimo prende in contropiede la difesa portoghese con Alex che s’infila alle loro spalle per portarsi in area inseguito da Pereira calciando però sopra la traversa.

In chiusura di tempo è quindi ancora Hulk, con un mancino al volo da fuori, a provarci, ma senza riuscire a battere Dikan.
Sugli sviluppi dell’angolo che ne consegue è però Christian Rodriguez a bucare il portiere ucraino della squadra moscovita andando a segnare il raddoppio.

In apertura di ripresa arriva subito il tre a zero: Falcao ci prova ma trova la respinta di Dikan con il centravanti colombiano che appoggia allora all’arrembante Guarin il cui interno destro fredda l’estremo difensore ucraino.

Lo Spartak vuole però trovare almeno la rete della bandiera e pochi minuti dopo costringe Helton al miracolo: Alex svetta infatti su di un cross dalla destra incornando bene di testa trovando però la grande risposta del portiere brasiliano, bravo a dire no al proprio connazionale avversario.
Helton che subito dopo è costretto ad uscire a bomba dalla sua area per anticipare l’imbucata di Ari con una bella scivolata.

Lo Spartak però preme molto e trova il goal con Dzyuba che al cinquantesimo vince un rimpallo per poi saltare Otamendi con un bel tunnel ed un altro avversario giusto al limite il tutto prima di freddare poi Helton d’interno destro.

Russi che hanno però una difesa assolutamente fragilissima e dopo tre minuti subiscono la quarta rete, questa volta ad opera di Falcao che si muove bene in area sugli sviluppi di un corner per infilare Dikan di testa.

Partita che continuerà su ritmi non eccelsi con un Porto assolutamente tranquillo, ovviamente, nel gestire palla ed uno Spartak che prova di tanto in tanto a costruire folate offensive però assolutamente sterili.
Il tutto fino al settantaduesimo quando Ari riceverà palla dentro da Dzyba per resistere al tentativo d’intervento di Rolando, saltarà l’uscita di Helton e depositerà comodamente in rete.

In chiusura il neo entrato James Rodriguez entra in area sulla destra per riuscire poi a servire Hulk il cui destro è però facile preda di Dikan.
Ad un minuto dal triplice fischio finale c’è poi il tempo per Ruben Micael di firmare la quinta rete portoghese del match con un tap-in sulla traversa colpita dallo stesso James.

COMMENTO

Il match in sè aveva poco da dire, posto il risultato dell’andata.
Porto che passeggia anche in quel di Mosca al cospetto di uno Spartak assolutamente non all’altezza della situazione. Squadra moscovita che probabilmente non sta attraversando un buon momento, visto anche il brutto inizio di campionato (quattro punti in quattro gare).

Parlando del Porto, invece, sempre piacevole vedere le loro manovre dalla cintola in su, ma qualche perplessità resta, anche in questo caso, relativamente alla difesa.

Analizzando i numeri in realtà tutto ciò sembrerebbe infondato: fino ad una settimana fa il Porto aveva subito solo nove reti in campionato, con la seconda miglior difesa – quella del Benfica – a quasi il triplo.

Poi però nell’arco di sette giorni questa squadra ha subito cinque reti, di cui tre nel doppio confronto contro uno Spartak che come detto ha lasciato piuttosto il tempo che ha trovato e due nell’ultimo match di campionato contro il non irresistibile Portimonense.

La questione qui può quindi essere duplice: è un momento non propriamente esaltante per la forma dei difensori oppure Villas Boas, che resta tecnico interessentissimo, deve ancora affinare le proprie capacità di gestione della fase difensiva?

In ultimo una piccola parentesi su Rolando: come detto sette giorni fa il centrale del Porto pare interessare la Juventus, che lo ha fatto visionare da Paratici in persona giusto nel corso della gara di andata.
Personalmente l’ho seguito con attenzione solamente in questo doppio confronto con i moscoviti. E pur non essendo un banco di prova particolarmente probante debbo dire che non sono affatto rimasto colpito positivamente da questo ragazzo.

Che certo, andrebbe seguito con più continuità. Ma i primi segnali non sono proprio dei migliori.

MVP

Difficile trovare un migliore in campo in un match che pur con sette reti segnate non mi ha coinvolto minimamente.

Diciamo allora André Villas Boas, che ha saputo dare la giusta motivazione ai suoi ragazzi dopo il 5 a 1 dell’andata. Si poteva infatti pensare che il Porto scendesse in campo svagato, ma le cinque reti segnate quest’oggi hanno dato il chiaro segnale di come in realtà questi ragazzi siano stati caricati anche per questo quasi inutile ritorno.

TABELLINO

Spartak Mosca vs. Porto 2 – 5
Marcatori: 28′ Hulk, 45+2′ C. Rodriguez, 47′ Guarin, 50′ Dzyuba, 53′ Falcao, 72′ Ari, 89′ Ruben.

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CRONACA

Trenta secondi e i russi si rendono subito pericolosi con Wellinton che buca la difesa portoghese e dopo aver resistito al tentativo di intervento di Rolando calcia a lato del primo palo.
Porto che prova a ribattere al quarto minuto quando Guarin riceve palla poco oltre la trequarti da Falcao e scarica un destro potente che è però ben controllato da Dikan e finisce con lo spegnersi sopra la traversa.

All’ottavo occasionissima per Varela: Moutinho batte una punizione dal fianco sinistro dell’area di rigore e pesca il compagno, solissimo al limite dell’area piccola. L’ala sinistra della formazione di Villas Boas riesce però solo a sfiorare di testa, non riuscendo a trovare la zuccata vincente ad un passo dalla porta.
Tre minuti e l’occasionissima capita sui piedi di Welliton che parte in velocità dalla trequarti facendo secco Fernando al limite dell’area riuscendo poi a calciare prima del ritorno di Rolando, trovando però la pronta respinta di Helton. Certo, avesse indirizzato meglio il tiro avrebbe chiuso alla grandissima la splendida iniziativa personale di cui si era reso protagonista…

Sul fronte opposto è invece Hulk a farsi vedere. Il suo mancino da fuori sfila però a lato del palo alla sinistra di Dikan.
Punta brasiliana che poco più tardi salta secco Rafael Carioca per sfondare sulla destra convergendo in area e centrando un pallone basso respinto, in qualche modo, da Dikan, che così facendo anticiperà quindi Falcao.

E’ Hulk, pur senza strafare, il protagonista principale di questa prima parte di match: al ventiduesimo, infatti, la punta esterna carioca rientra da destra per scaricare il suo potente mancino, impreciso anche in questa occasione.
Hulk che al ventiseiesimo servirà una palla bassa (schema su punizione) a Falcao che arriverà a calciare di prima intenzione contrato da un avversario, finendo con lo spedire la palla alle stelle.
Dieci minuti più tardi il Porto eseguirà invece uno schema da corner con Moutinho che centrerà una palla bassa sul primo palo in direzione di Hulk il quale proverà a girarla di prima intenzione spedendola però oltre la traversa.

Porto che passerà al trentasettesimo di gioco quando Alvaro Pereira crosserà a giro dalla sinistra pescando Falcao sul secondo palo con la punta colombiana che si tufferà incornando ad incrociare, prendendo in controtempo Dikan che verrà quindi bucato facilmente dall’attaccante della formazione di Villas Boas, che potrà così salire a quota 8 reti in questa competizione.

Spartak che proverà a reagire subito con McGeady che si libererà alla grande con uno splendido numero di due avversari andando poi a servire Kombarov che sbaglierà però il tempo dell’inserimento finendo quindi col farsi chiudere tempestivamente da Maicon.
Porto che cercherà invece il raddoppio al quarantatreesimo quando Hulk si libererà bene di Makeev sulla destra per poi crossare sul secondo palo dove il solito Falcao prenderà il tempo ad un avversario incornando però a lato e chiudendo così, di fatto, la prima frazione di gioco.

La ripresa si apre col solito Porto in avanti.
Bella, al cinquantunesimo, l’iniziativa di Guarin che fa partire un cucchiaio con cui serve Pereira in area il cui controllo è però difettoso, con la palla che sfila quindi sul fondo.

Cinque minuti più tardi è ancora una volta il centrocampista colombiano a rendersi protagonista di un bell’assist per un compagno: questa volta è Varela ad essere servito ma la sua girata, arrivata in seguito ad un bello stop di petto, termina alta sopra la traversa.
All’ora di gioco è invece ancora Hulk a rendersi protagonista: dopo essersi guadagnato una punizione con una bella iniziativa palla al piede va a battere la stessa in maniera praticamente perfetta, trovando però l’interno della traversa a negargli la gioia di una meritatissima rete.

Quattro minuti più tardi Guarin batte un calcio d’angolo con cui pesca Falcao sul secondo palo la cui sponda aerea non è però sfruttata né da Rolando né da Maicon. Sugli sviluppi dell’azione è ancora la punta colombiana a rendersi protagonista smorzando di petto un pallone in favore di Varela, la cui conclusione di prima intenzione bucherà Dikan per il 2 a 0.

Al sessantasettesimo torna, al solito sporadicamente, a farsi vedere lo Spartak con il solito Wellinton che s’infila in velocità alle spalle di un non sveglissimo Rolando andando poi ad effettuare un tiro-cross dalla sinistra con cui non riuscirà però a servire l’accorrente McGeady.

C’è comunque una sola squadra in campo ed al sessantanovesimo il Porto triplica: calcio d’angolo battuto dalla sinistra con Maicon che taglia sul primo palo sfruttando la dormita della difesa russa per firmare la rete che chiude definitivamente il match.

A riaprirlo immediatamente è Kombarov che due minuti più tardi sfrutta un buco enorme della difesa portoghese ricevendo da Dzyuba per bucare poi facilmente Helton sul proprio palo.

Spartak che quindi pare tornare a crederci ed al settantasettesimo ci riprova con Alex, il cui sinistro da fuori è però chiuso in angolo dall’estremo difensore avversario.
Sul fronte opposto arriva invece l’immediata risposta di Hulk che fa secco un avversario per portarsi in area e scaricare di destro, senza però trovare lo specchio di porta.

Il solito Hulk si fa poi vedere con un’ennesima discesa sulla destra con cui guadagna un calcio di punizione sul lato destro dell’area russa. Sul punto di battuta si presenta lui stesso e pennella un bel cross per Fernando, che incorna però sopra la traversa. Sarà questa l’ultima azione dell’MVP del match, che uscirà tra gli applausi dei suoi tifosi per fare posto a Christian Rodriguez.
All’ottantaduesimo è invece James a rendersi protagonista raccogliendo un rilancio immediato del proprio portiere per scendere sulla destra e rientrare andando al tiro di sinistro, non riuscendo però ad infrangere lo specchio di porta.

A porre la definitiva parola fine sul match è colui che l’aveva aperto, Falcao. A sei dal termine, infatti, il puntero colombiano s’infila tra i due centrali russi per andare a raccogliere il cross dalla sinistra di Rodriguez, bucando Dikan con un bel piatto al volo.

Prima del triplice fischio finale ci sarà quindi tempo per il tentativo di Belluschi, che ci proverà con un destro a giro direttamente su calcio di punizione che terminerà però di poco a lato.

A chiudere ogni discorso in relazione al passaggio del turno sarà quindi il solito Falcao che andrà a deviare in tuffo di testa una punizione battuta dalla sinistra da Belluschi, firmando il 5 a 1 che vale la semifinale di Europa League.

COMMENTO

C’è una sola squadra in campo, il Porto. Che senza poi sforzarsi nemmeno troppo riesce a liberarsi alla grandissima di un avversario sulla carta tutto sommato piuttosto insidioso come lo Spartak Mosca con un roboante 5 a 1 che chiude del tutto la pratica qualificazione.

Praticamente impossibile pensare che i russi possano ribaltare il risultato al ritorno imponendosi 4 a 0 perché se è vero che la difesa del Porto mi ha lasciato non pochi dubbi e perplessità – e sulla cosa tornerò più avanti - è altrettanto vero che nel complesso il Porto è sembrato troppo superiore agli avversari. Posto poi che la fase offensiva dei portoghesi – ed anche su questo tornerò più avanti – è sembrata inarrestabile per la fragilissima difesa moscovita ecco che pensare alla possibilità di ribaltare il risultato al ritorno diventa piuttosto irrealistico.

Padroni di casa che nel primo tempo giocano praticamente a scartamento ridotto, chiudendo i primi quarantacinque minuti di gioco sull’1 a 0 per poi incrementare il ritmo nella ripresa chiudendo i giochi grazie alla splendida tripletta di Falcao, che grazie a questi goal scavalca il nostro Pepito Rossi in vetta alla classifica dei marcatori di questa Europa League.

Tornando alla questione delle fasi di gioco del Porto va aperta un’importantissima parentesi, quella riguardante l’allenatore dei lusitani Villas Boas. Lo stesso, credo tutti lo sappiate, è ormai sulla bocca di tutti: allievo di Mourinho ha portato quest’anno i Dragões a vincere il campionato portoghese con cinque giornate d’anticipo oltre che, di fatto, in semifinale di Europa League.
E cosa dire rispetto al suo lavoro? Giudicare appieno un allenatore dopo una partita non è possibile farlo, ma in effetti il lavoro che sta svolgendo il giovane tecnico di Oporto nella squadra della sua città è davvero notevole.

Partiamo quindi dalla fase offensiva: Porto che domina a qualsiasi ritmo sfruttando la buona tecnica di due mezz’ali come Moutinho e Guarin, la velocità di Varela, la rapacità di Falcao e lo strapotere fisico di Hulk. Trame di gioco ben studiate, diversi schemi su calcio piazzato, circolazione di palla fluida e continua.
Qualche problema in più, invece, per ciò che concerne la fase difensiva: il centrocampo non fa filtro al meglio in più di un’occasione laddove è il solo Fernando a schermare la difesa, aiutato sporadicamente dai due compagni di reparto. Difesa che di per sè sembra poi piuttosto fragile in special modo in mezzo, dopo Rolando e Maicon non hanno disputato una grandissima partita.

A discolpa del trentatrenne tecnico lusitano va comunque detto che il materiale a disposizione, in questo senso, non sembra essere di primissimo livello. Per capire qualcosa in più delle sue capacità in ambito di fase difensiva andrebbe visto all’opera in un contesto diverso, con giocatori di ben altro spessore.

In chiusura due parole rispetto alla presunta presenza di Fabio Paratici, braccio destro di Beppe Marotta, all’Estádio do Dragão: secondo i giornalisti di Mediaset Premium pare che lo stesso fosse in Portogallo per osservare Rolando che, come detto, personalmente non mi ha fatto una buonissima impressione (molto macchinoso e preso d’infilata praticamente in tutte le situazioni – già di per sè poche – pericolose costruite dai russi).
La sua presenza ad Oporto, però, potrebbe anche voler dire qualcosa d’altro.

Io osservatore non lo sono, ma almeno un paio di nomi da segnalargli inerenti alla partita di oggi li avrei…

MVP

Falcao tripletta e match chiuso con l’arbitro che gli consegna il pallone da portare a casa, come da tradizione.

A dominare il match è però Hulk, vera e propria forza della natura: la punta brasiliana, schierata sulla destra del tridente lusitano, è spesso praticamente inarrestabile. Fa un po’ di tutto, risultando una spina nel fianco piuttosto fastidiosa per la già di per sè fragile difesa russa.

TABELLINO

Porto vs. Spartak Mosca 5 – 1
Marcatori: 37′, 84′, 94′ Falcao, 65′ Varela, 69′ Maicon, 71′ K. Kombarov.

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CRONACA

Partenza sprint dello Spartak: palla battuta a centrocampo, verticalizzazione immediata, palla respinta male dai centrali russi e tiro immediato di Makeev, che va però solo a sfiorare il palo alla sinistra di un non reattivissimo Dubravka.
Spartak che torna vicino alla rete al nono minuto: McGeady riceve sul vertice sinistro dell’area e dopo aver stoppato e protetto palla scocca un tiro in direzione del secondo incrocio, che però riesce solo a sfiorare.

Un minuto ed è Parshivlyuk a penetrare sulla destra in percussione per poi calciare con forza, ignorando però un meglio piazzato Welliton. Tiro centrale, comunque, e facile parata del portiere slovacco.
Zilina messo sotto alla grandissima e al dodicesimo arriva la traversa colta dal tiro a giro di Alex, bravo a finalizzare bene – anche se con poca fortuna – una bella azione dell’asse Parshivlyuk-McGeady.

Al diciassettesimo si fa vedere, finalmente, lo Zilina. E’ comunque una fiammata sporadica ed estemporanea: Guldan ha palla sulla destra e notando la difficoltà dei suoi di arrivare al tiro decide di scoccarne uno da quasi quaranta metri, non riuscendo però a trovare lo specchio di porta. Peccato per lui, perché era comunque riuscito a sorprendere Dikan, portiere russo, che non aspettandosi la conclusione da quella posizione era chiaramente partito con non poco ritardo.

Dopo una ventina abbondante di minuti di netto – quanto piuttosto sterile – dominio lo Spartak sembra abbassare un po’ i ritmi, forse per provare a stanare gli avversari, molto chiusi nella propria metà campo, o forse per rifiatare un attimino.

Al venticinquesimo, però, accelerazione improvvisa: McGeady va via da destra ed entra in area saltando un uomo per poi centrare un pallone basso molto teso che viene svirgolato, nel tentativo di respinta, da un difensore slovacco. Autogoal mancato di poco.
Tre più tardi è Ari a provarci da fuori: uno-due secco tra lui e Welliton e calcio di prima intenzione per provare a bucare Dubravka. Fuori di poco.

Alla mezz’ora azione-assedio: cross, tiro, respinta, contro-cross, testa, palla stoppata di mano e spazzata in angolo. Trenta secondi tutto d’un fiato, ma che si risolvo in un nonnulla per i padroni di casa.
Tre minuti più tardi capitan Alex ci prova direttamente su calcio piazzato: la sua punizione, diretta all’incrocio, è però messa in angolo da Dubrovka. Ed è proprioi sugli sviluppi del corner che arriva la rete, fantasma, di Ari. Perché fantasma? E’ presto detto: sul colpo di testa della punta moscovita la palla entra nettamente per poi venire ricacciata fuori da un difensore ed il giudice di linea resta impassibile. Per qualche secondo sembra che il goal possa non essere scandalosamente convalidato ma Ari, dopo un po’ di tentennamento, va a festeggiare sotto i suoi tifosi: 1 a 0.

Al quarantaduesimo occasionissima per Welliton che va a concludere a tu per tu un velocissimo contropiede della sua squadra, trovando però il corpo di Dubrovka a dirgli di no. Azione comunque invalidata dall’arbitro: irregolare, infatti, la posizione del centravanti brasiliano nel momento della partenza del pallone. Ed è questa, di fatto, l’azione che chiude il primo tempo.

La ripresa si apre su ritmi notevolmente inferiori rispetto alla prima frazione. Di contro, però, l’approccio alla gara dello Zilina risulta essere molto migliore: gli slovacchi, assolutamente rinunciatari nel primo tempo, tornano infatti sul terreno di gioco con molta più voglia di fare, di provarci.

La prima azione importante risulta quindi essere proprio degli ospiti: palla dentro in verticale con Rilke che s’invola sul filo del fuorigioco e si presenta a tu per tu con Dikan sul limite destro dell’area piccola. La sua conclusione, però, non inquadra lo specchio di porta, spegnendosi sul fondo, alta sopra la traversa.

E’ però lo Spartak a trovare, ancora una volta, il goal: Kombarov scende sulla sinistra e centra un pallone su cui Welliton, che taglia sul primo palo, non arriva ma che è spinto in rete da Ari, appostatosi sul secondo.

La seconda rete dello Spartak uccide del tutto la partita. Da lì in poi lo Zilina tenterà qualche altro timido approccio all’area avversaria, senza però combinare un granché. Dal canto loro, invece, i padroni di casa si limiteranno quasi solo a controllare una partita ormai già vinta.

A scaldare un po’ il match ci pensa Alex che ad un quarto d’ora dal termine scocca un mancino ad incrociare da fuori trovando però una doppia deviazione (di Piacek prima e di Dubravka poi) che farà terminare la corsa del pallone sul palo alla sinistra dell’estremo difensore slovacco. Secondo legno della partita per il capitano della compagine russa.
Tre minuti ed è Kombarov a provarci da fuori trovando però ancora una volta la buona risposta del portiere avversario.

Spartak che quindi continuerà nella propria opera attendista, portando facilmente in porto una importantissima vittoria che sarà anche resa ancor più larga dal goal di Ibson, capace di bucare Dubrovcek a fine partita segnando di controbalzo al volo su cross di Maidana.

COMMENTO

Tre punti importantissimi per i moscoviti: vincere con lo Zilina, in attesa del risultato tra Chelsea ed Olympique, permette infatti ai russi di portarsi in prima posizione solitaria. L’eventuale sconfitta dei francesi, poi, permetterebbe loro di portarsi a più sei sulla terza in classifica, mettendo quindi, alle porte del difficilissimo doppio confronto con il Chelsea, già tanto terreno tra loro e gli inseguitori.

Spartak che comunque è sembrato poca roba: nonostante avesse contro un avversario assolutamente indegno del palcoscenico rappresentato dalla Champions League, infatti, è sembrato che i giocatori moscoviti facessero più fatica del dovuto a trovare la via della rete.
Anche per merito di un grande Dubravka, certo, ma in linea di massima posta la mole di gioco prodotta nel primo tempo ci si sarebbe aspettato di vedere la squadra arrivare con molta più facilità al tiro.

I tre goal, quindi, sono ascrivibili in buona parte, se non in toto, alla pochezza della difesa slovacca: oltre alla prima rete, arrivata su situazione di colpo piazzato, le altre due realizzazioni sono infatti state effettuate con la difesa presa d’infilata da palloni provenienti dalla sinistra. In occasione della seconda rete di Ari lo stesso è stato lasciato troppo solo sul secondo palo, mentre in occasione del goal di Ibson il cratere formatosi all’interno dell’area di rigore è risultato essere quasi imbarazzante.

Insomma, giocassero così tutti i match non ci sarebbe da stupirsi qualora dovessero terminare il proprio girone a quota zero punti, gli slovacchi.

MVP

Nonostante i tre goal incassati e nonostante non sia forse del tutto esente da colpe sulla prima rete mi sento di assegnare la palma di migliore in campo a Dubravka: nettamente il migliore dei suoi sia qualitativamente parlando che a livello di rendimento, infatti, il portiere slovacco ha fatto ciò che ha potuto per limitare un passivo che sarebbe potuto essere anche più pesante.

TABELLINO

Spartak Mosca vs. Zilina 3 – 0
Marcatori: 33′, 60′ Ari, 89′ Ibson

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Dopo lo storico Scudetto Primavera ottenuto lo scorso anno il Palermo – che ha però perso i sette undicesimi di quella formazione – prova ad imporsi anche in questa prestigiosa manifestazione. Per farlo deve provare ad iniziare subito bene il Torneo. Ecco quindi che i Rosanero scendono in campo a Pistoia reduci da una sconfitta in campionato con grande voglia di riscatto. Per provare ad imporsi, quindi, Pergolizzi schiera un 3-5-2 con Mbakogou e Giovio di punta ed i vari Davì, Corsino ed Adamo a completare una squadra molto interessante.

Lo Spartak, dal canto suo, si schiera invece con un 4-3-3 con Kocholava prima punta.

CRONACA
Dopo quattro soli minuti di gioco lo Spartak ha già messo in evidenza la propria potenza fisica. La prima occasione arriva quindi da calcio piazzato, con la palla che finisce non molto oltre la traversa.

Al quarto d’ora il Palermo costruisce una gran bella azione: dopo aver recuperato palla, infatti, i giocatori Rosanero manovrano bene al limite con Mbakogou che scarica un paio di passi indietro all’accorrente Davì, che calci bene di prima intenzione. Il tiro è potente ma piuttosto centrale, ed il portiere moscovita para senza grandissimo affanno.
Sul ribaltamento di fronte è invece Kocholava a rendersi pericoloso andando a concludere dopo un’azione molto ostinata che lo porta a calciare verso la porta avversaria chiudendo però troppo l’angolo di tiro, non trovando quindi lo specchio.

Subito dopo è ancora il Palermo a rendersi pericoloso: Pergolizzi scodella una punizione in area dalla grande distanza che Mbakogou va ad intercettare di testa giocando di sponda per Giovio. La punta lariana prova quindi a battere il portiere sotto misura ma la sua conclusione, che buca sì l’estremo difensore russo, è fatta propria da un difensore, bravo ad evitare una rete a quel punto quasi scontata.
Nemmeno il tempo di uno sbatter di ciglia e la coppia d’attaccanti si ripete: questa volta Mbakogou è lanciato nello spazio da un compagno ed invece di provare a concludere col mancino cerca Giovio, che a porta vuota, con il portiere fatto fuori dall’assist del compagno, segna la rete che varrebbe l’1 a 0. La terna arbitrale, però, annulla il tutto per un presunto fuorigioco.

Al venticinquesimo Laribi ha un’ottima intuizione: il suo passaggio di prima coglie in controtempo i difensori, che vengono aperti dal suo assist, ma non è raggiunto da Mbakogou, che nonostante provi ad arrivare sul pallone viene anticipato dall’uscita bassa del portiere.
Poco dopo è invece lo Spartak a provarci in contropiede: dopo aver rubato palla a Laribi a centrocampo, infatti, i moscoviti partono velocemente verso la porta di Di Gregorio arrivando a lanciare Grigoriev nello spazio che, però, è chiuso proprio dal portiere palermitano.

Jerry Uche Mbakogou

Al quarantesimo il Palermo costruisce un’occasionissima, che però non sa sfruttare: Laribi effettua un lancio dalla propria trequarti per Mbakogou che partendo da poco oltre la linea di metà campo semina i centrali avversari entrando in area completamente solo. Col portiere in uscita bassa, però, affretta il tiro, spedendo il pallone fuori.
Sul ribaltamento di fronte, invece, Grigoriev da l’impressione di aver bucato Di Gregorio direttamente su calcio di punizione. E’ solo un’impressione però, appunto. La palla, infatti, sfiora solo il palo alla sinistra del portiere Rosanero, spegnendosi sul fondo.

La ripresa si apre quindi sulla stessa falsariga della prima frazione di gioco. Continua quindi il dominio fisico-atletico di Mbakogou, che però resta impreciso sia da un punto di vista della rifinitura che nei momenti in cui deve concludere a rete.

Dopo quasi dieci minuti è quindi Laribi a provarci: il talento italo-tunisino opera largo a sinistra e dopo aver portato a spasso un difensore riesce a guadagnarsi lo spazio per una conclusione che risulta però centrale ed è quindi facilmente parata dal portiere avversario. Al quarto d’ora è invece Giammarco Corsino a provarci sugli sviluppi di un’azione manovrata: il fluidificante destro è infatti liberato al tiro da Giovio, ma la sua conclusione non è all’altezza della situazione e si spegne a lato.

Al ventesimo Mbakogou mette ancora in mostra tutta la sua rapidità quando dopo essersi allungato troppo il pallone riesce a bruciare un difesore moscovita che si era trovato in posizione vantaggiosa per fare proprio il pallone. La conclusione che ne segue, però, si spegne sopra alla traversa. Sette minuti più tardi Laribi verticalizza per Giovio che dopo essere entrato in area riesce a liberarsi di un difensore ma non può far altro che calciare contro al portiere, arrivatogli addosso in uscita.

Al trentacinquesimo è ancora l’ex Varese a rendersi pericoloso, questa volta su punizione: battendo un calcio piazzato da poco meno di venticinque metri, infatti, la punta comasca calcia bene cercando l’angolino basso ma trovando la pronta risposta del portiere moscovita. Cinque minuti più tardi Giovio veste invece i panni del rifinitore ed offre a Laribi un cross interessante che il talento di origini tunisine incorna di testa, costringendo l’estremo difensore avversario a rifugiarsi in angolo.

COMMENTO
La prima frazione di gioco si chiude con uno 0 a 0 che non rispecchia appieno quanto visto sul campo di gioco.

I giocatori del Palermo festeggiano la vittoria nel campionato primavera dello scorso anno

Nonostante lo Spartak Mosca sia sicuramente un avversario degno – molto più di quanto non lo sia stato il Legia per la Juventus poco prima - è infatti il Palermo di mister Pergolizzi a fare il match: i Rosanero costruiscono infatti molto più degli avversari e riescono, grazie al grande dinamismo dei propri centrocampisti ed alla compattezza di un reparto arretrato guidato dall’ottimo Adamo, anche a limitare al massimo le avanzate moscovite.

L’unica vera grande azione da goal del match, per altro, se la costruisce proprio la squadra sicula che con Mbakogou arriva veramente vicinissima alla rete, cosa che avrebbe concretizzato la superiorità vista sino a quel momento.

Russi che comunque mettono in evidenza sì una certa forza fisica di molti dei loro elementi ma, altrettanto, un punto debole notevole: la difesa, reparto non certo solidissimo già di per sè anche in quanto ad alchimia tra i vari componenti dello stesso, si regge infatti su di una coppia di centrali assolutamente inadeguata a contenere giocatori rapidi come Giovio e, soprattutto, Mbakogou.

La ripresa è ancor più dominata dai Rosanero, che pare quasi giochino da soli nel corso dei secondi quarantacinque minuti. A mancare, però, è sempre la fase conclusiva: le due punte fanno infatti un discreto movimento ma risultano essere entrambe incapaci, oggi, di concretizzare il grande lavoro loro e di tutta la squadra prima di loro.

Personalmente, dopo aver visto il primo tempo, mi sarei aspettato di vedere Mbakogou sfruttato in maniera differente. L’avrei infatti visto molto meglio se fatto partire più lontano rispetto alla porta per essere sfruttato in velocità negli spazi che, di tanto in tanto, venivano a crearsi tra le larghe maglie della difesa moscovita.

Palermo quindi che deve sicuramente gioire sotto il punto di vista di dominio del possesso del pallone, ma che ha da lavorare molto per migliorare negli ultimi venti metri.

Karim Laribi, MVP del match

MVP
Il migliore in campo risulta essere Karim Laribi, giovane ragazzo italo-tunisino che giocò nell’Inter e nel Fulham prima di sbarcare, il 19 agosto scorso, in Sicilia.
Partita di grande qualità, la sua. Qualità messa a disposizione di due punte che, però, risultano essere un po’ spuntate quest’oggi, non riuscendo a concretizzare in goal le tante palle distribuite da Karim.

Honorable mention, invece, proprio per una delle due punte: Jerry Uche Mbakogou si mangia infatti la più incredibile delle occasioni create e deve quindi sentirsi fortemente responsabile della mancata vittoria di oggi. Detto questo, però, bisogna anche dire che la punta arrivata in estate in prestito dal Padova dimostra, nonostante la giovanissima età, di essere veramente un giocatore molto interessante capace di unire ad una forza fisica che a questi livelli risulta essere devastante una velocità davvero rara. Peccato solo per la poca freddezza sotto porta…

TABELLINO
Palermo vs. Spartack Mosca 0 – 0
Palermo: Di Gregorio, Pellegrini (38’st. Sposito), Pergolizzi (10’st. Pitarresi), Davì, Cappelletti, Siragusa, Corsino, Giovio, Laribi, Mbakogu, Adamo. All. Pergolizzi.
Spartak Mosca: Zabolotry, Kadeey, Kozheynikov, Maleey, Ozobic, Kayumov, Chezhiya, Rvabov, Khocholaya, Grigoriev (30’st. Llin), Malyaka. All. Dmitry.
Arbitro: Raspollini di Livorno. 
Ammoniti: Chezhiya (S), Pellegrini (P), Corsino (P), Rvabov (S) e Maleey (S).
[Credits tabellino: www.viareggiocup.it]

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