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Mercoledì ho avuto il piacere e la possibilità di fare un viaggetto a Torino.

Sono infatti stato ospite di UniCredit in occasione del match di ritorno che ha visto la Juventus opposta al Celtic alla ricerca di un ormai già più che scontato passaggio del turno.Juventus Stadium

Certo, arrivare due giorni dopo a raccontare una partita può sembrare insensato. Ma essendo questo blog un punto di incontro e di racconto, e non un vero e proprio strumento informativo, dirò comunque la mia sul match. Anzi, sulla serata.

Perché era la mia prima volta allo Juventus Stadium, e debbo dire di essere rimasto molto favorevolmente impressionato tanto dalla struttura in sé quanto dall’ambiente.

Davvero, in un paese imbolsito come l’Italia, una sorta di avanguardia che mi auguro in molti possano seguire presto.

Non che di stadi carini in Italia non ce ne siano. Se penso a Genova o Milano, ad esempio, mi vengono in mente due impianti storici e tutt’altro che disprezzabili.

Fuori dai tempi, però.

Splendido, oltre alla struttura in sé, anche l’ambiente che si è creato, almeno mercoledì sera.

Dalla coreografia, con migliaia di bandierine che hanno dipinto a strisce bianconere gli spalti – con una sezione dedicata al tricolore -, fino al pubblico. Caldo, vicino alla squadra.
Per non parlare dei tifosi scozzesi, che hanno fatto tutto il match a cantare e saltare, in molti casi a petto nudo nonostante la temperatura piuttosto rigida ed il tempo certo non accattivante.

Venendo alla partita, non c’è stata molta storia. Ma questo era più che preventivabile, a maggior ragione posto che il discorso qualificazione si era già chiuso con il 3 a 0 maturato a Glasgow.

Conte così dà discreto spazio al turn over schierando Marrone davanti al solito Buffon sostenuto da Bonucci e Barzagli ai suoi lati.

A centrocampo dentro Padoin, Pogba e Peluso ad affiancare Vidal e Pirlo. In avanti il duo Matri-Quagliarella.

Da parte sua invece Lennon, che probabilmente aveva già il cuore in pace ancor prima di prendere l’aereo per Torino, mette in campo un 4-3-3 piuttosto pretenzioso, con il quale però più che cercare l’impresa vuole assicurare almeno una gioia ai tanti tifosi che hanno seguito la squadra fino in Italia.

Come sia andata la partita l’avrete visto o letto tutti, ormai. Un 2 a 0 senza appello che chiude definitivamente ogni conto, con Matri e Quagliarella a timbrare il cartellino ed una squadra tutta che si impone contro un avversario indubbiamente inferiore con il classico approccio “massimo risultato col minimo sforzo”.

Qualche considerazione sparsa sulla partita, allora.

Partiamo da Buffon. che deve fare poco, ma quando è chiamato in causa con una parata tutt’altro che facile (tiro da fuori deviato, lui preso in controtempo che si sdraia alla sua sinistra ed alza la palla sopra la traversa) risponde alla grande, mantenendo un’imbattibilità europea sempre più importante. E soprattutto segnando ancora una volta, ce ne fosse il bisogno, la differenza tra un portiere ed un grande portiere: quella di sapersi far trovare pronto anche in quell’unica occasione nel corso di novanta minuti in cui vieni chiamato in causa.

Capitolo difesa.
Marrone si piazza lì in mezzo e gioca discretamente. Guidato mano nella mano da un Bonucci cresciuto moltissimo soprattutto da un punto di vista caratteriale dal suo arrivo a Torino.
Bonucci stesso che, a sua volta, gioca più che discretamente. Per quanto il migliore in campo, almeno là dietro, sia ancora una volta Barzagli.

Giocatore per il quale io non ho mai straveduto nemmeno quando, nel 2006, si laureò campione del mondo in Germania.
Ma che oggi, e ormai da un paio d’anni, è una vera e propria sicurezza. Non avrà le qualità ed il talento dei tanti fenomeni difensivi che gli appassionati hanno potuto ammirare fino a qualche anno fa (oggi c’è in giro pochino, in questo senso), ma ha raggiunto una solidità globale davvero notevole.

A centrocampo c’è il solito Pirlo ad orchestrare gioco. Meno smagliante di altre volte, ha comunque sempr quel destro chirurgico capace di spaccare le difese con un tocco. Come in occasione del 2 a 0, quando è proprio una sua invenzione a pescare Vidal in posizione favorevolissima, per il successivo assist a Quagliarella.

Vidal che dal canto suo è ormai un idolo dello Stadium ed una sicurezza. Ma che in certi casi pecca un po’, forse per la troppa voglia di fare, finendo con l’eccedere ed il bucare qualche intervento di troppo. Interventi che, va detto, un giocatore “normale” nemmeno proverebbe. E che, in realtà, gli escono quasi sempre. Non è un caso se proprio lui, già prima di quest’ultimo turno, era il giocatore con il maggior numero di tackle riusciti in questa Champions League…

I due esterni fanno il loro, senza infamia né lode. Pogba, invece, ha già stregato tutti. Ed ogni volta che ha palla diciamo entri gli ultimi venticinque metri di campo è spinto da tutto lo stadio a calciare, anche qualora non abbia nemmeno lo spazio per farlo.
Fortuna sua, in questo senso, che è già abbastanza maturo da non farsi trascinare troppo. Altrimenti il suo numero di palle perse aumenterebbe in maniera esponenziale.

In ultimo i due là davanti. Giocatori certo non di primissimo piano, ma che quest’anno stanno trovando una buona continuità, almeno in Europa.
Però certo, la gara di mercoledì non è molto indicativa in questo senso. Giocavano contro una squadra i cui valori tecnici sono veramente bassi…

E allora due parole anche riguardo a questo Celtic. Che ha poco da dire.
Perché la squadra è davvero piuttosto scarsa. E come se non bastasse non c’è nemmeno una chiarissima idea di gioco.

Ambrose, che regalò due delle tre reti all’andata, è tenuto in panchina, almeno ad inizio match. Non che questo serva ad alzare una muraglia invalicabile là dietro, però.

Tra tutti, a discapito di quanto ho letto ieri abbia detto la Gazzetta, sono rimasto piacevolmente impressionato da un giocatore sopra gli altri: Charlie Mulgrew.

Il ragazzo, costruito in casa, è tornato in biancoverde nel 2010, diventando uno dei punti fissi della squadra.

Mercoledì è stato schierato da perno centrale del centrocampo (schierato a 3, come detto in precedenza), nonostante sia nato centrale difensivo.
Certo, il paragone diretto, posto che si è messo in qualche modo in cabina di regia, sarebbe impietoso, perché di Pirlo non ha nulla.

La sapienza tattica, la tranquillità e la ricerca di porsi a “metronomo” della squadra, però, lo hanno fatto emergere rispetto alla “massa informe” rappresentata dai suoi compagni di squadra, laddove solo in un altro paio – a parer mio – si sono in qualche modo salvati.Charlie Mulgrew

Certo non si può sperare che un giocatore dalla visione e dai piedi comunque limitati potesse creare chissà quale occasione. Ma un po’ di ordine tattico, quello sì, ha provato a darlo.

Davvero una gran bella serata, insomma. Perché la Champions è sempre la Champions, e visitare lo Stadium è stato un vero piacere. Il tutto nonostante il grande freddo che mi sono dovuto sorbire (e davvero, non so come abbiano fatto gli scozzesi a resistere tutto quel tempo a petto nudo… l’alcol da solo non è una spiegazione valida…)!

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“Massimo risultato col minimo sforzo” è una massima calcistica che non calzerà forse a pennello questa sera, ma che non descrive nemmeno malissimo la prestazione della Juventus di Antonio Conte.Antonio Conte

Che passa in vantaggio dopo tre minuti per uno svarione difensivo che nemmeno in Serie D per poi vivacchiare lungamente. Di certo per tutto il primo tempo, in cui esce discretamente – pur con scarsa qualità – il Celtic. Forse anche per i primissimi minuti della ripresa.

Alla lunga però l’impeto tutto cuore e volontà dei padroni di casa va scemando ed escono i valori tecnici.

Che per quanto in Italia siano sempre più bassi restano nettamente sbilanciati a favore della Juventus, oggi.

Così, alla lunga, proprio questi valori tecnici finiscono col pesare. E, contestualmente, i limiti evidenti di una squadra che comunque merita gli applausi di un Celtic Park violato per la prima volta nella storia dalla Juventus (due i precedenti, in entrambi i casi vinsero gli scozzesi).

Così prima Marchisio, ben imbeccato un ottimo Matri, fa secco Brown (che di contro, invece, avrebbe dovuto finire la partita anzitempo) in area per scaricare in rete. Poi Vucinic sfrutta la seconda immensissima cappella di Ambrose – la prima era valsa l’1 a 0 – e pone definitivamente la parola “fine” non solo sulla partita, ma probabilmente proprio sul discorso qualificazione.

Si conferma così benevolo il sorteggio per la Juventus, che dopo essere incappata in un girone non proprio morbidissimo in cui si è dovuta sbarazzare dei Campioni d’Europa in carica ha avuto l’indubbia fortuna di pescare i non irresistibili scozzesi, regolati alla grande questa sera.

Credo bastino queste poche parole per far capire a chi non ha visto il match cosa può essersi perso.

Se siete amanti dei numeri, però, ve ne aggiungo qualcuno, giusto per inquadrare meglio il tutto.

Il possesso è stato leggermente a favore dei padroni di casa (53%), esattamente come i tiri totali (17 a 10). Interessante in questo senso, però, notare come quelli fuori dallo specchio mostrino una netta preponderanza nel fondamentale da parte dei Bianconeri, che solo in un caso non hanno trovato lo specchio, contro le ben otto volte degli scozzesi.
Una volta, poi, si pensava al calcio d’Oltremanica come ad un calcio semplicemente agonistico e roccioso, con difensori e punte infallibili nel gioco aereo e centrocampisti tecnicamente forse non eccelsi ma invalicabili a centrocampo. Beh, quest’ultima tendenza resta, con i 23 tackle a 17 (nonostante abbiano tenuto di più il possesso di palla) di Brown e compagni.  Il gioco aereo, però, è stato fondamentale appannaggio degli ospiti, che hanno vinto il 60% dei contrasti.

Tra i giocatori chiave della Juventus sicuramente il solito Andrea Pirlo: 81% di passaggi corretti ed un totale di 79 possessi (il secondo è Barzagli, a 66), a dimostrazione di come sia lui il cuore pulsante di una squadra che pure questa sera non mi ha impressionato.Andrea Pirlo

Una citazione finale mi permetto di riservarla a Federico Peluso. Giocatore martoriato dagli insulti al momento del suo sbarco a Torino, ma che oggi ha esordito alla grande in Europa in un ambiente comunque non facile (splendida, in questo senso, la cornice di pubblico) risultando in assoluto uno dei migliori in campo.

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CRONACA

La prima occasione interessante del match la costruiscono gli ospiti, che attaccano sulla destra con Ruggiero il cui cross sul primo palo è incornato da Lanini, con palla di poco alta sulla traversa.
Lanini che al quarto d’ora spunta in velocità superando Arrondel per poi mettere un pallone basso all’altezza del dischetto, dove Beltrame perde tempo a stoppare la palla facendosi murare la conclusione da Conte.Beltrame

Il match stenta però a decollare davvero. Con entrambe le squadre già qualificate alla fase successiva, infatti, i ritmi restano blandi.
Come succede nella maggior parte di questi casi, quindi, è un calcio piazzato a sbloccare il risultato: l’arbitro vede infatti un fallo inesistente su Coman. Sul punto di battuta si presenta Yaisien, giovane stellina che presentai quasi due anni fa su questo blog, e tiro a giro a freddare il modesto Branescu.

Rotti gli argini, i parigini raddoppiano in chiusura di prima frazione. Quando Coman porta palla, la difesa juventina rincula e lui, giunto al limite dell’area, pennella a giro sotto l’incrocio.

Nella ripresa la Juve, senza più nulla da perdere, prova ad alzare i ritmi del match, andando quantomeno alla ricerca di un goal della bandiera capace di rendere meno amara la sconfitta. Con il fortino parigino che regge però bene.
Poco dopo l’ora di gioco a cercar fortuna è Mattiello, che prova a calciare al volo dal limite su assist di Beltrame. Trovando però la pronta risposta di un attento Areola.

Sbilanciarsi in avanti, però, significa anche creare dei varchi dietro. In uno di questi ci si infila Sanrimat, che dopo aver vinto fortunosamente un contrasto con Rugani calcia sul palo, graziando gli avversari.
Juve che sembra aver finito le energie. Così a cercare la terza rete ci prova Rabiot, il cui tiro a giro dal limite è però smanacciato in angolo da Branescu.

Proprio nel momento migliore dei parigini, però, ecco il goal juventino che accorcia le distanze: a realizzarlo è Beltrame, con una bella volèe dal limite ad incrociare.

Beltrame che a quattro dal termine s’infila in area e calcia in diagonale, trovando però la pronta risposta di Areola a negargli la via del goal.
Il pareggio arriva però a tempo praticamente scaduto, con Bonatini lesto a girare in rete sotto misura un cross basso proveniente dalla sinistra per il 2 a 2 finale.

COMMENTO

Chi pensava che il PSG fosse solo petroldollari e superstar acquistate a suon di milioni (leggasi Thiago Silva ed Ibrahimovic su tutti, con Lucas in arrivo a gennaio) si sbagliava di grosso.

Perché a Parigi negli ultimi anni, e già da prima dell’arrivo dei qatarioti, sono stati capaci di costruire uno dei migliori settori giovanili dell’intero paese. E, quindi, d’Europa.

La riprova la si ha proprio – anche – guardando le prestazioni della squadra alla Next Gen Series, dove inserita in un contesto tutt’altro che semplice (con Juve, City e Fenerbache) riesce ad arrivare prima nel proprio girone. Dando, oggi, gran filo da torcere anche ai Bianconeri, capaci di rimontare solo nel finale.

Diversi i giocatori sicuramente interessanti con prospettive di giocare in Ligue 1, tra le fila dei capitolini.

Due, in particolari, sono però giocatori con grandi possibilità di imporsi in prima squadra. Ed in un contesto come quello del PSG attuale vuol dire TANTISSIMO.

Da una parte Adrien Rabiot, capace di stregare Ancelotti che già – nonostante sia ancora minorenne – l’ha fatto esordire sia in campionato che in Champions.

Dall’altra Abdallah Yaisien, uno dei talenti più puri e interessanti del nuovo corso francese. Che avrà però grandissima difficoltà ad imporsi in quel di Parigi, visto il sovraffollamento là davanti.

Dal canto suo la Juve lascia invece un pochino più tiepidi.

Perché parte malino finendo sotto di due goal, mette in mostra un portiere che non si capisce come possa indossare quella maglia, senza individualità di spicco come possano esserci dall’altra parte.

Poi nella ripresa si alza di tono, cerca la rete con più insistenza, aumenta il ritmo, si prodiga per trovare un pareggio che finalmente arriva allo scadere.

Partita nel complesso non emozionantissima, vissuta sugli alti e bassi di un match che comunque per la classifica valeva relativamente poco.

MVP

Difficile assegnare la palma di migliore in campo non essendoci stato un vero e proprio dominatore della partita.Abdallah Yaisien
Alla fine però, dovendo operare una scelta, opto per il pluricitato Yaisien: classe pura al servizio del collettivo.

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CRONACA

Inizio choc per gli ospiti, che dopo un minuto e venti secondi sono già sotto: nonostante si schieri a cinque in difesa, infatti, l’Atalanta si fa bucare subito da una verticalizzazione e Vucinic, a secco da settembre, buca Consigli in diagonale per l’1 a 0 immediato.Mirko Vucinic

Atalanta però che non ci sta e dopo un paio di minuti Denis (su regalo di Marrone) si trova subito a tu per tu con Buffon. Che però lo strega e gli nega la via del goal.
Nerazzurri che ci credono e provano a rispondere colpo su colpo, trovando però una retroguardia Bianconera sempre attenta a non farsi perforare.

La Juventus però non è prima per caso. E pur accusando un poco la manovra ospite trova la magia del due a zero, con Pirlo che estrae dal cilindro un calcio di punizione fenomenale che va a togliere le ragnatele dall’incrocio dei pali.

Il raddoppio scioglie del tutto i padroni di casa, che prendono il controllo del terreno di gioco. Al diciottesimo una bella azione manovrata porta Chiellini in posizione di sparo, col mancino del difensore Azzurro che viene però deviato in angolo.
Juve che ha ormai rotto gli argini. Tanto che al ventisettesimo arriva il 3 a 0. Marchisio riceve a più di venti metri dalla porta, prende la mira e buca per la terza volta Consigli. Match definitivamente chiuso.

Non bastasse questo, piove – anzi, diluvia – sul bagnato. Manfredini ferma infatti fallosamente una ripartenza veloce dei padroni di casa, guadagnandosi la seconda ammonizione. Alla mezz’ora, così, l’Atalanta si trova sotto sia nel risultato che nel conto dei giocatori in campo.
Da lì al termine della prima frazione, quindi, gli uomini di Colantuono si chiuderanno per evitare il tracollo definitivo.

La ripresa si apre con un tiro di Giovinco dal limite disinnescato in due tempi da Consigli.
Proprio il piccolo fantasista juventino troverebbe anche la rete del 4 a 0, intorno al cinquantasettesimo. Segnatura però annullata per fuorigioco.

Juve in pieno controllo del match, e non potrebbe essere altrimenti visto lo stato delle cose. Al sessantesimo ci prova ancora Marchisio, sempre da fuori. La leggera deviazione di Lucchini non impedisce comunque a Consigli di fare sua la sfera.
Alle tre reti effettive si aggiungono quindi le due annullate: Pirlo mette in difficoltà l’estremo difensore Nerazzurro con un tiro da fuori solo respinto. Sulla sfera si avventa come un condor il neoentrato Quagliarella, che ribadisce in rete. Il tutto, però, partendo da posizione irregolare. E il guardalinee se ne avvede nuovamente, in maniera molto puntuale.

Atalanta che comunque non vuole stare semplicemente a guardare e prova, anche se timidamente, ad andare alla ricerca quantomeno del goal della bandiera. Il cronometro segna sessantacinque minuti di gioco quando Peluso, sugli sviluppi di un angolo, può calciare a rete da posizione favorevole, senza però inquadrare lo specchio.
Una manciata di minuti ed altra bella manovra corale che porta Giovinco al tiro. Bravo però Consigli a chiudergli la porta in faccia.

L’ultimo quarto d’ora regala ancora qualche fuoco d’artificio, ma nessun’altra segnatura.

COMMENTO

Troppa Juve per questa Atalanta, che comunque parte in maniera discreta per poi farsi travolgere dall’uragano Bianconero.

Così mentre ogni giornalista sportivo d’Italia si affanna a cercare “l’antiJuve”, che a loro volta si prodigano in continuazione per smentirli, la squadra di Conte mostra autorità ed autorevolezza, si porta a casa facilmente tre punti importanti per l’inseguimento al titolo di “Campione d’Inverno” e dimostra ancora una volta, se mai  ce ne fosse bisogno, di essere la squadra più forte d’Italia.

Quadrata e qualitativamente dotata, questa squadra doma facilmente i ragazzi di Colantuono dominando in ogni zona del campo, mettendo in mostra quel gioco corale che solo a sprazzi aveva mostrato quest’anno – a differenza dello scorso – e guadagna altri tre punti.

Il tutto facendosi prendere per mano e guidare da uno dei pochi Fenomeni rimasti nel nostro calcio: Andrea Pirlo.

MVP

Che altro non può essere se non il mio MVP di giornata. Taglia e cuce con maestria, dribbla anche solo alzando un sopracciglio, dipinge calcio con un mancino sopraffino ed un destro che è un vero e proprio dono divino.Andrea Pirlo

Il goal del due a zero, poi, è una perla balistica assoluta. Che non stupisce però, essendo stata confezionata da un giocatore con le sue – immense – qualità.

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Il 4 luglio scorso sul sito ufficiale della Juventus apparse la notizia dell’ingaggio di Lucimar Ferreira da Silva, svincolatosi dall’Inter.Lucio

Un ingaggio interessante che poteva, in qualche modo e con tutte le differenze del caso, ricalcare quello compiuto solo dodici mesi presi con il trasferimento di Pirlo da Milano – sponda Rossonera – a Torino a parametro zero.

Poi però le cose sono andate come tutte sappiamo. TRE presenze che hanno fatto maturare nel “Cavallo” la volontà di lasciare il Piemonte per andare a giocare con più continuità altrove.

Piccola premessa: offrire un biennale a due milioni e due netti l’anno per un giocatore  trentaquattrenne che sarebbe stato solo una riserva del trio Barzagli-Bonucci-Chiellini è stato un errore, per quanto non madornale.

Detto ciò, ora Marotta dovrà a tutti i costi cercare un acquirente per il brasiliano, destinato probabilmente a campionati di secondo livello ma che pagano bene (del resto non credo voglia rinunciare a granché degli emolumenti che gli garantisce oggi la Juventus, si potrebbe quindi profilare un futuro stile Turchia per lui), a un ritorno in Germania (dove ha comunque segnato un’epoca) o ad un ritorno a casa.

Anche perché voci di corridoio vogliono che lo stesso Caceres, anch’esso ai margini della prima squadra (otto presenze totali per lui, di cui la metà da subentrante), abbia avanzato una mezza richiesta di trasferimento. Cedere Lucio potrebbe in qualche modo tranquillizzare il “Pelado”, che vedrebbe così ridotta la concorrenza.
Per quanto, piccola parentesi, il problema vero per lui sta nel fatto che Conte non sia propenso a fare turn over là dietro.

La cessione di Lucio però apre un problema puramente numerico: perché se la Juventus decidesse di continuare a giocare con la difesa a tre per tutta la stagione avere quattro soli centrali di ruolo, con l’unica aggiunta di un Marrone (anch’esso dato come possibile partente, alla ricerca di un titolarità altrove) adattato, potrebbe essere troppo poco per una squadra ancora in corsa – e che corsa – su tutti e tre i fronti.

Cinque, quindi, le vie che potrebbero essere battute dai dirigenti di Corso Galileo Ferraris per la sostituzione del centrale laureatosi Campione del Mondo nel 2002.

  • La prima è “interna” e prevedrebbe l’uso, all’occorrenza, di un difensore della Primavera. Per quanto ben sappiamo la reticenza italiana nel lanciare i giovani, specialmente quando giocano là dietro.
  • La seconda, quella che è oggi indicata come la più realistica, potrebbe invece portare a Salvatore Bocchetti, il cui contratto che lo lega al Rubin Kazan andrà in scadenza tra dodici mesi. E che potrebbe liberarsi oggi per una cifra attorno ai quattro milioni di euro. Tutto sommato una soluzione “low cost”.
  • La terza porterebbe ad un altro giocatore che andrà presto in scadenza, Campagnaro. Che lascerà quasi sicuramente Napoli già a gennaio, ma su cui è in vantaggio l’Inter.
  • La quarta, poi, porterebbe ad un ennesimo nazionale italiano, già cercato in estate: Angelo Ogbonna. In questo caso però la trattativa sarebbe difficile (trattandosi di Torino) e sicuramente molto dispendiosa (essendo lui uno dei giovani più interessante del panorama Europeo, come minimo). Praticamente impossibile quindi sbloccare la trattativa a gennaio. Operazione, comunque difficilissima, da rimandare a luglio.
  • La quinta, infine, potrebbe ricalcare un po’ quell’operazione-Stendardo compiuta qualche anno fa. Insomma, un giocatore da squadra di medio livello che possa arrivare in prestito per fare la riserva e colmare una falla nella rosa.Salvatore Bocchetti

Quale sarà l’evolversi delle cose lo scopriremo presto. Di certo Marotta e soci dovranno fare i conti col fatto che Conte ha già scelto i suoi titolari. Ed aggiustare il tiro in base a questo.

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Dopo le vittorie roboanti quanto comode con Nordsjelland e Pescara la Juve legittima la prima posizione in campionato con una grande prova di fronte alla Lazio di Petkovic, schiacciata per buona parte del match nella propria metà campo.

C’è però un problema che affligge la banda Conte e sembra essere lungi dall’essere superato: quello del goleador.

Perché se meriti la vittoria, passi la maggior parte del tempo nella trequarti avversaria e non trovi mai la rete (andandoci vicino quasi più con difensori e centrocampisti che non con le punte) significa che un problema c’è.

La sfortuna (come nel caso di Bonucci – guarda caso un difensore -, che colpisce la traversa) ed un super Marchetti (incredibile la parata sul tiro di Vidal, deviato quel tanto che basterebbe a mettere fuori gioco chiunque ma non lui) non possono quindi mascherare un problema atavico che i dirigenti juventini devono risolvere se vogliono fare un salto di qualità importante. Quello del bomber.

Juventus

Buffon s.v.
Ah, ma ha giocato anche lui?

Chiellini, Bonucci, Barzagli 6,5
Solitamente do i voti separatamente, com’è giusto fare. Ma avendo poco tempo (voglio vedermi anche l’altro anticipo) ed essendo un semplice blog me lo posso permettere.
Menzione d’onore, in qualche modo, per Bonucci: splendido il suo lancio con cui innesca Giovinco, per l’azione più bella della serata. Ma anche Barzagli, che con un suo anticipo oltre la metà campo dà il via ad un’altra ottima azione (Isla che crossa per Giovinco, fuori di poco).

Isla 6
Ci vorrà ancora molto prima di rivedere l’ottimo giocatore che si fece apprezzare ad Udine nel pre-infortunio.
(Pepe 6
Dà il suo apporto alla squadra, ma non basta per sbloccare il risultato.)

Vidal 6,5
Solo un miracolo di Marchetti gli impedisce di trovare il goal. Si fa ammonire verso la fine con un intervento dei suoi.

Pogba 6
Quando lo vedo giocare faccio sempre due cose: da una parte mi lustro gli occhi, perché vedo i colpi che ha (ad un certo punto gioca solo di prima, senza sbagliare un passaggio). Dall’altra storco il naso, perché capisco che può dare cento volte tanto. Tutto starà a capire se e quanto crescerà. Il potenziale è ottimo.
(Bendtner s.v.)

Marchisio 6,5
Solito motorino di centrocampo.

Asamoah 7
Come dicevo su Facebook mai mi sarei aspettato un Asamoah che, posto a giocare da esterno, diventasse così devastante. Chapeau a chi l’ha comprato e a chi se l’è reinventato così. Oltre che a lui, ovviamente.

Giovinco 6,5
Tre cose d’altissima classe. Anche se per due volte fa tutto benissimo (le due cose più belle della serata sono sue), non centrando però la porta al momento del tiro. Meriterebbe più fiducia da parte di un pubblico che non gli ha mai perdonato certi – comprensibili – sfoghi del passato.

Quagliarella 5,5
E’ da lui, capocannoniere della squadra, che ci si aspetterebbe il colpo in grado di affondare la squadra di Petkovic. Che però non arriva.
(Matri 5,5
Non dà nulla più del compagno.)

Lazio

Marchetti 8
Nettamente il migliore in campo. Fa due parate super, di cui un vero e proprio miracolo da vedere e rivedere. Tiene a galla una Lazio che nel complesso meriterebbe di uscire a mani vuote dallo Juventus Stadium.

Konko 5,5
Fatica a contenere Asamoah, che quando lo punta in velocità dimostra tutt’altro passo.

Dias s.v.
(Ciani 6,5
Fisicato e rude al punto giusto.)

Biava 6
Fa la sua partita, contro un attacco nel complesso non irresistibile.

Radu 5
Rientrato da poco. E si vede.

Brocchi 6
Corre per tutti. Come al solito.
(Ederson 5
Entra e spara dalla distanza, come a voler segnare il territorio. Poi praticamente sparisce.)

Gonzalez 5
Naufraga con tutto il centrocampo laziale.

Ledesma 5,5
Ha poche occasioni per provare a dettare legge lì in mezzo.

Hernanes 5
Da lui ti aspetti sempre la giocata illuminante. Stasera ti accontenteresti almeno di una giocata. Ectoplasmico!

Candreva 5,5
Dovesse giudicare solo da stasera difficilmente Prandelli lo richiamerebbe in Nazionale. Ma è tutta la Lazio che si chiude a protezione della propria porta, non lo si può certo incolpare più di tanto!

Klose 5
Troppo isolato. Ma quando sei Klose e non pungi certo non ti puoi meritare un 6.
(Kozak s.v.)

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Chi mi segue sa che non amo parlare di arbitraggi, soprattutto perché poi in Italia ci si riduce a non fare altro.
E allora meglio concentrarsi sulle questioni di gioco in sé, annotando solo gli eventuali errori (che nel nostro paese chiamano “furti”, proprio a denotare grandissima cultura sportiva) che vengono di volta in volta commessi.

Per parlare di Catania – Juve, però, non si può assolutamente prescindere proprio dalla componente arbitrale che, a conti fatti, risulta assolutamente decisiva nell’indirizzare un match per altro già poco emozionante di suo.

Sotto il profilo del gioco valgono infatti un po’ le stesse cose dette in relazione a Milan – Genoa di ieri sera, con un calcio italiano davvero senza idee ed uno spettacolo sempre più povero.

Così una partita scialba che meriterebbe di chiudersi – guarda caso – sullo 0 a 0 diventa il classico pretesto per scatenare polemiche arbitrali che ci tireremo dietro come minimo una settimana.

Gli errori, del resto, sono evidenti ed altrettanto evidentemente condizionano la gara.

Tra i due netto soprattutto il primo, quello che porta all’annullamento del vantaggio catanese ad opera di Bergessio.

Sul cross di Marchese c’è infatti il tocco di Spolli di testa e poi, forse, anche quello di Lodi.

Sicuramente, però, in nessuna delle due occasioni la punta argentina, controllata da Asamoah, va a trovarsi in posizione irregolare.

Così il suo tap-in su respinta del palo, sicuramente fortunoso ma altrettanto regolare, non andrebbe annullato.

Con i giocatori catanesi impegnatissimi a festeggiare una realizzazione inizialmente convalidata, però, partono le proteste dei Bianconeri e, soprattutto, una discussione tra il direttore di gara ed i suoi collaboratori.

Il parapiglia in campo è marcato, arbitro ed assistenti sembrano non saper che pesci pigliare ma il loro ruolo gli impone di prendere una decisione.

E, alla fine, prendono quella sbagliata. Goal annullato in maniera assolutamente ingiusta e nuovo parapiglia, questa volta con protagonisti gli etnei.

Non solo.

Nella ripresa è la Juventus, con un tap-in di Vidal, a trovare il goal che vale vantaggio e vittoria.

In presa diretta nulla da dire, ma osservando il replay ecco il misfatto: Bendtner, autore del tiro sulla cui ribattuta si avventa Vidal, era in posizione di fuorigioco, con la propria gamba destra oltre l’ultimo difensore siculo.

Goal da annullare, che viene però convalidato.

Insomma, spettacolo assolutamente indegno sotto un po’ tutti i punti di vista.

Sia a livello di qualità di gioco, dove si registra qualcosa di meglio rispetto a quanto visto ieri a San Siro ma comunque nulla di trascendentale, sia a livello di arbitraggio, con due errori più o meno importanti che marchiano irrimediabilmente il match.

La necessità di una sorta di moviola stile NFL è assolutamente conclamata.

Peccato solo che il sistema-calcio sia così chiuso a questo tipo di innovazioni.

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E’ una brutta Juve quella scesa in campo al Franchi di Firenze stasera. Che al cospetto di una bella Fiorentina stenta, fatica, non produce gioco ma dimostra grande solidità, portandosi a casa un punto comunque importante visto come si era messa la partita.

Giù il cappello quindi davanti a Montella e alla sua squadra, che mette alle corde per buona parte del match una Juve che continua comunque la propria striscia di imbattibilità in campionato.

Più Viola che Bianconeri quindi, coi primi che sicuramente meriterebbe di più ma, alla fine, devono accontentarsi dello 0 a 0.

Juve che resta ovviamente favoritissima per la vittoria del campionato. Ma occhio alla Fiorentina. Non per il primo posto, ma la squadra dei Della Valle sicuramente si giocherà un posto in Europa. E chissà se nella mediocrità di questo campionato, con Inter e Milan che stentano oltremodo, i Viola non possano arrivare a giocarsi anche l’Europa più prestigiosa… un posto in Champions League…

Fiorentina

Viviano s.v.
Praticamente mai impegnato seriamente. Sarebbe ingiusto dargli un 6.

Roncaglia 7
Il migliore dei suoi. Generoso, bravo in chiusura, propositivo e coraggioso davanti. Ad oggi davvero una bella presa.

Rodriguez 6,5
Dirige bene il pacchetto arretrato Viola, che controlla bene i tre attaccanti – che si alternano – juventini.

Tomovic 6
Fa il compitino.

Cuadrado 6,5
Parte bene. Poi Asamoah gli spiega chi comanda su quella fascia. E non riesce ad essere incisivo come potrebbe.

Romulo 6
E’ giovane ma volenteroso. Solo un po’ fumoso, ancora. E tende ad andare a pestare troppo i piedi a Cuadrado, pur senza dare il plus necessario per mettere in seria difficoltà Asamoah.

Pizarro 7
Il metronomo cileno distribuisce gioco e fa girare attorno a sé una squadra che a tratti riesce quasi a dominare, a livello di gioco, gli avversari.

Valero 6,5
Premetto che a me piace molto. Proprio in questo senso da lui mi aspetto di più. Potenzialmente può incidere tanto nella Serie A di oggi.

Pasqual 7-
Al 7 pieno mancherebbero cross un pochino più precisi. O forse un compagno, là davanti, capace di sfruttare i tanti cross che il capitano recapita da sinistra.

Ljajic 6+
Anche lui è ancora piuttosto giovane. Non gioca certo male, ma nel complesso patisce un po’ la marcatura dei tre juventini. In più è lui ad avere la palla migliore, quando riesce a bruciare un acciaccato Bonucci trovandosi a tu per tu con Buffon. Sbagliando malamente.
(Dal 75′ Fernandez s.v.)

Jovetic 6,5
Ha tutto per essere l’arma in più di questa squadra. La traversa grida vendetta. Nel complesso, comunque, la difesa lo contiene abbastanza bene.
(Dall’87′ Toni s.v.)

Juventus

Buffon 6,5
Sempre attento. Battuto solo sul colpo di testa che s’infrange sulla traversa. Per sua fortuna.

Barzagli 6,5
Voto che vale per tutti e tre i centrali. Che riescono a contenere una grande Fiorentina. Uscire con la rete inviolata, dopo una partita del genere, è una vittoria per i difensori della Juve.

Bonucci 6,5
Come sopra. Con menzione speciale: ha problemi fisici, cosa che si denota alla grande quando Ljajic gli scappa, ma tiene bene tutta la partita. Bravo.

Chiellini 6,5
Leggasi Barzagli.

Lichtsteiner 5
Davanti non si vede mai. Dietro fa una fatica notevole a tenere Pasqual. Male.

Vidal 5,5
E’ il leader emotivo di questa squadra. Che oggi viene a mancare. Giocasse come a Londra

Pirlo 5,5
E’ palesemente fuori forma. Pesante dirlo, ma forse dovrebbe fermarsi per qualche giorno a lavorare un po’. Perché così non riesce a dare quel quid capace di rendere grande questa squadra.
(Dal 67′ Pogba 6
Un po’ meno timido di sabato. La strada è quella giusta. Ci si deve lavorare tanto. Certo è che oggi, con questo Pirlo, servirebbe una presa di coscienza da parte sua ed un salto di maturità che è però piuttosto improbabile in quanto non fisiologico.)

Giaccherini 6
E’ – Asamoah a parte – il più volenteroso del suo centrocampo. Davanti fa poco, perché del resto la squadra non si propone, in fase di non possesso cerca di fare il possibile. Meno peggio.
(Dal 74′ Marchisio s.v.)

Asamoah 7,5
Nettamente il migliore in campo. Davanti non può fare molto, ma dietro chiude qualsiasi cosa, fin dentro l’area. Londra a parte un inizio di stagione stupefacente, soprattutto perché sta giocando in un ruolo che sembrava non calzargli a pennello.

Giovinco 5,5
E’ l’unico, per buona parte della partita, che quantomeno ci prova. Qualche dribbling (l’unico dei suoi a saltare l’uomo, per altro), quattro tiri (di cui uno solo nello specchio, non difficile da parare per Viviano), un po’ di movimento. Di certo non può bastare così. Ma l’accanimento dei tifosi nei suoi confronti è davvero eccessivo.

Quagliarella 5
Dopo Londra e la partita col Chievo una battuta a vuoto per Quagliarella. Che non era un fenomeno “ieri”, non è una pippa oggi.
(Dal 58′ Vucinic 6
Giusto per la volontà. Ma anche lui, non supportato, non può cambiare una partita che la Juve certo non merita di vincere.)

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E’ una Juve che sta entrando a regime quella che si sbarazza del Chievo senza eccessiva fatica nel secondo anticipo della quarta giornata di questo campionato.

Perché dopo che fino ad oggi la squadra non era sembrata, a livello di condizione atletica, allo stesso livello della passata stagione ecco che oggi, in quanto ad intensità, i Bianconeri hanno cambiato passo.

Una vittoria piuttosto facile, dicevo, non tanto perché il Chievo non si difenda bene, anzi. Quanto più perché davanti gli ospiti sono quasi assolutamente nulli. E anche dietro, pur non comportandosi malissimo per buona parte della partita, ha bisogno dei miracoli di Sorrentino (portiere che ritengo sottovalutato, da sempre) per restare in carreggiata almeno fino all’ora di gioco.

Quando, nell’arco di cinque minuti, Quagliarella indirizzerà la partita.

Nel complesso, comunque, la Juventus lascia una bella impressione: oltre a rullare a livello fisico stanno anche tornando, almeno parzialmente, quegli automatismi che erano valsi lo Scudetto dello scorso anno.

Parlando di singoli non benissimo Isla e Pogba, alla prima da titolari. Ma analizziamo più nel dettaglio le prestazioni di tutti.

Juventus

Buffon s.v.
Non ricordo una sua parata. Non ho una grande memoria, ok. Ma resta sostanzialmente inoperoso…

Lucio 7
Partita maiuscola per il centrale brasiliano, che qualcuno aveva già iniziato a massacrare in estate. Fortunatamente per lui Conte e Carrera sono un po’ più evoluti del tifoso medio e superati i problemi fisici eccolo qui, a far valere la propria fisicità dietro e a sgroppare come tanto ama fare ogni volta che ce n’è la possibilità.

Bonucci 6,5
Non sbaglia praticamente niente. Giocando anzi una partita più in cabina di regia che non da difensore. Significativo. Soprattutto per giudicare la prestazione di Pogba…

Chiellini 6
Contribuisce a modo suo a blindare la difesa juventina.

Isla 5,5
L’Isla di Udine era tutt’altro. Ma del resto gli va dato tempo. Sia per ambientarsi nella nuova realtà che, soprattutto, per riprendersi dal bruttissimo infortunio della scorsa stagione. Il ragazzo vale infinitamente più di quanto mostrato oggi.
(Dal 52′ Vidal 6
Normale amministrazione.)

Marchisio 6,5
Solita partita giocata a tutto campo per Marchisio, che tampona, rincula, porta palla, s’inserisce…
(Dal 67′ Lichtsteiner s.v.)

Pogba 5,5
Le cose migliori le fa in fase di non possesso, facendo valere il fisico sui rinvii avversari (duella spesso con Thereau in questo senso), tamponando alla bisogna e in generale spendendosi abbastanza bene in questo senso. Peccato che sia veramente troppo timido in fase di possesso: sia nel non andare a smarcarsi quando la palla l’hanno i suoi compagni (in special modo i difensori, con Bonucci che come detto deve fare gli straordinari) sia nel non cercare mai nulla più di un passaggio elementare quando, finalmente, la palla staziona tra i suoi piedi.

Giaccherini 6/7
Un sei al sette che lo piazza tra Marchisio (più vivace di lui) e Asamoah (più incisivo). Quando gioca mezz’ala, comunque, fa praticamente sempre bene. E nel primo tempo la sbloccherebbe pure, se Sorrentino non facesse il miracolo.

Asamoah 7
In Champions la strada da fare è ancora tanta. Ma in Italia fa onde. Diverse occasioni importanti nascono dalla sua parte. Gioca un primo tempo mostruoso.

Vucinic 6,5
Come sopra. Solo meno dirompente. Anche se sfiora un goal d’autore e delizia la platea con diverse giocate d’alta scuola.
(Bendtner s.v.)

Quagliarella 8
Mvp. Si inventa due grandissimi goal. Senza contare la prestazione, generosa come al solito. Chapeau.

Chievo Verona

Sorrentino 7,5
Para praticamente di tutto. Per metà, anche l’1 a 0 di Quagliarella. Però contro il bomber napoletano, alla lunga, non può nulla. Nettamente il migliore dei suoi.

Frey 5
Patisce l’esuberanza di Asamoah.

Dainelli 6
Una partita da sei e mezzo facile. Poi Quagliarella si scatena. E lui non può che restare a guardarlo.
(Dal 72′ Sardo s.v.)

Cesar 5,5
Anche per lui ci starebbe mezzo voto in più. Almeno se la partita finisse all’ora di gioco, prima dello show di Quagliarella.

Jokic 5,5
Dalla sua parte transita il peggiore tra gli avversari, Isla. Ma nonostante questo lui non ne approfitta. Dovrebbe osare qualcosa di più. Almeno proporsi, sostenere la manovra…

Vacek 6
Tanta quantità ma questa Juventus, soprattutto lì in mezzo, è troppa roba. Difficile da arginare.

L. Rigoni 5,5
Prova a fungere da diga.
(Dal 62′ Cruzado 5,5
Fatica ad entrare in partita.)

Hetemaj 5,5
Prova anche lui a dare quantità, ma si perde un pochino.

M. Rigoni 5
E’ uno dei giocatori deputati a dare qualità al gioco del Chievo. Non gli riesce. Certo, la missione era quasi proibitiva, quindi è anche capibile…

Thereau 5+
Per lui vale ciò che vale per Rigoni. Con la differenza, che gli vale quel “più”, che quantomeno prova a duellare nel gioco aereo.
(Dal 70′ Moscardelli 6
Il più vivace là davanti.)

Pellissier 5
Di palloni giocabili praticamente non ne ha. Ma lui non sembra nemmeno brillante come altre volte. Serataccia.

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La Juve fa visita ai Campioni d’Europa. Ne esce un 2 a 2 giusto, ma piuttosto episodico. Andiamo a dare un po’ di voti e vediamo come sono andati nello specifico i giocatori scesi in campo…

Chelsea

Cech 5,5
A lungo inoperoso. Graziato da Marchisio e Vucinic, incolpevole su Vidal, lascia le gambe aperte nell’a tu per tu con Quagliarella. Errore che costa due punti al suo Chelsea.

Ivanovic 6,5
Controlla bene la sua zona, andando anche in diagonale quando necessario. Non è un caso se Asamoah, fin qui tra i migliori di questo inizio di stagione, fatichi molto più del preventivabile.

Terry 6
Non era al top, ma contribuisce ad annullare Giovinco e Vucinic.

David Luiz 5,5
Un sei e mezzo pieno. Che diventa 5,5 in relazione al buco sul secondo goal. Del resto lo spiraglio dove lanciare Quagliarella Marchisio lo trova proprio là dove – non – si fa trovare lui.

Cole 6
Non la sua miglior partita. Non è più il Cole dei bei tempi, quello che sapeva proporsi in avanti con continuità. Disputata comunque un match più che onesto.

Ramires 6,5
Generosissimo come al solito. Non incide come gli è capitato in certe occasioni lo scorso anno, dove fu tra i protagonisti della cavalcata Blues, ma nel complesso è tra i più positivi.
(Dal 70′ Bertrand s.v.)

Obi Mikel 5,5
Essien era tutt’altra pasta.

Lampard 5,5
Un altro che ha ormai imboccato il viale del tramonto. Peccato, ma prima o poi tocca a tutti. Si fa notare solo per una (bella) punizione sventata da Buffon.

Oscar 7,5
Il secondo goal potrebbe valere, da solo, l’8. Di certo c’è che questo ragazzino ha cominciato a mostrare perché tanto (una trentina di milioni) ha dovuto spendere Abrahmovich per portarlo a Londra.
(Dal 74′ Mata s.v.)

Hazard 6
Da lui ci si aspetta qualcosa in più, inutile dirlo. Fa comunque la sua parca figura.

Torres 5,5
Drogba se ne è andato e non ritornerà. Puntare tutto su di lui, però, potrebbe essere un errore da rimpiangere a lungo…

Juventus

Buffon 6
Il primo tiro di Oscar sarebbe preda facile, non ci si mettesse Bonucci. Il secondo è letteralmente imparabile. Per il resto gioca da Buffon. Ma senza venire sollecitato poi moltissimo…

Barzagli 6
Cerca di amministrare una partita in cui due fiammate di Oscar negano la vittoria (pareggio comunque giusto) alla sua Juve. Non ancora ai livelli dello scorso anno, ma assolutamente sufficiente. Rischia solo su Hazard lanciato a rete.

Bonucci 5
La deviazione sul primo goal è praticamente solo pura sfortuna. In occasione della seconda rete invece ce lo si aspetterebbe più deciso. Nel complesso partita sottotono, nonostante abbia avuto la fortuna di non trovarsi davanti un Torres in grande spolvero.

Chiellini 6,5
Il migliore tra i tre centrali Bianconeri. Cresce alla distanza, come un buon diesel. Ma del resto sta rientrando ora dagli acciacchi Europei…

Lichtsteiner 6,5
Solito corridore instancabile che percorre la fascia ripetutamente più e più volte. Dalla sua parte stazionano Cole e Hazard, che non brillano. Un motivo ci sarà.
(Dal 77′ Isla s.v.)

Vidal 8
Nettamente il migliore in campo. Davvero raramente ho visto un giocatore con così tante “palle” e tanto cuore. Evidentemente la musichetta della Champions lo esalta, anziché irretirlo. Perché quando scende in campo tiene fede al suo soprannome e sguaina la spada, lottando contro tutti e su ogni pallone. Giù il cappello. Anche perché non è cosa di tutti i giorni vedere un giocatore segnare, da fuori, subito dopo un contrasto pesante che lo stava costringendo a zoppicare…

Pirlo 5,5
Oscar si spende tanto in pressing su di lui, che ne soffre. Ma del resto lo abbiamo capito fin dall’inizio di questa stagione: lo stato di forma non è ottimale. Il Pirlo di stasera non è quindi quello delle grandi occasioni, e la Juve un po’ paga la cosa. Ma nel complesso la sua tranquillità lì in mezzo vien sempre utile.

Marchisio 7,5
Sono lui e Vidal i motorini di questa Juve. Che se riesce nell’impresa di rimontare due reti ai Campioni d’Europa è proprio per la grinta e classe dei suoi due interni. Peccato per quell’occasione sprecata ad inizio partita, che avrebbe tradotto anche il suo voto in 8. Perché poi l’assist per Quagliarella è da grande giocatore. Coi suoi 12,34 chilometri percorsi è tra l’altro il giocatore ad aver corso di più allo Stamford Bridge (davanti a Vidal, Pirlo, Barzagli e Chiellini… non certo un caso che nei top 5 ci siano solo Bianconeri…).

Asamoah 5,5
Non parte nemmeno male. Ma forse alla distanza sente un po’ la fatica di un inizio di stagione a spron battuto e un po’, soprattutto, l’emozione di una competizione vista solo fino ai preliminari, in quel di Udine…

Giovinco 4,5
Molto male il piccolo fantasista fatto in casa, che ancora non riesce a consacrarsi ad alto livello. Dopo aver dato gran dimostrazione di sé in provincia è davvero arrivato il momento di cambiare passo. Nel primo tempo, però, un totale disastro: nemmeno i passaggi gli escono. Nella ripresa sembra un pochino più volenteroso ed in partita, ma assolutamente sotto la sufficienza. Andrebbe tolto prima.
(Dal 74′ Quagliarella 7,5
Entrare e segnare praticamente al primo pallone giocabile è una cosa rara. Ovvio, ci va anche della fortuna. Ma Quagliarella, lo dimostrò anche al Mondiale 2010, è questo: non il Campione che sa trascinare quanto l’arma tattica capace di cambiare le partite più complicate con una giocata. E quella traversa ancora grida vendetta…)

Vucinic 5
Poco meglio di Giovinco. Si mangia però un goal nel primo tempo. Chi aveva iniziato a parlare di top player dovrà tenere a freno i proprio “bollenti spiriti”!
(Dall’87′ Matri s.v.)

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