Feeds:
Articoli
Commenti

Posts contrassegnato dai tag ‘Fiorentina’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

E’ una brutta Juve quella scesa in campo al Franchi di Firenze stasera. Che al cospetto di una bella Fiorentina stenta, fatica, non produce gioco ma dimostra grande solidità, portandosi a casa un punto comunque importante visto come si era messa la partita.

Giù il cappello quindi davanti a Montella e alla sua squadra, che mette alle corde per buona parte del match una Juve che continua comunque la propria striscia di imbattibilità in campionato.

Più Viola che Bianconeri quindi, coi primi che sicuramente meriterebbe di più ma, alla fine, devono accontentarsi dello 0 a 0.

Juve che resta ovviamente favoritissima per la vittoria del campionato. Ma occhio alla Fiorentina. Non per il primo posto, ma la squadra dei Della Valle sicuramente si giocherà un posto in Europa. E chissà se nella mediocrità di questo campionato, con Inter e Milan che stentano oltremodo, i Viola non possano arrivare a giocarsi anche l’Europa più prestigiosa… un posto in Champions League…

Fiorentina

Viviano s.v.
Praticamente mai impegnato seriamente. Sarebbe ingiusto dargli un 6.

Roncaglia 7
Il migliore dei suoi. Generoso, bravo in chiusura, propositivo e coraggioso davanti. Ad oggi davvero una bella presa.

Rodriguez 6,5
Dirige bene il pacchetto arretrato Viola, che controlla bene i tre attaccanti – che si alternano – juventini.

Tomovic 6
Fa il compitino.

Cuadrado 6,5
Parte bene. Poi Asamoah gli spiega chi comanda su quella fascia. E non riesce ad essere incisivo come potrebbe.

Romulo 6
E’ giovane ma volenteroso. Solo un po’ fumoso, ancora. E tende ad andare a pestare troppo i piedi a Cuadrado, pur senza dare il plus necessario per mettere in seria difficoltà Asamoah.

Pizarro 7
Il metronomo cileno distribuisce gioco e fa girare attorno a sé una squadra che a tratti riesce quasi a dominare, a livello di gioco, gli avversari.

Valero 6,5
Premetto che a me piace molto. Proprio in questo senso da lui mi aspetto di più. Potenzialmente può incidere tanto nella Serie A di oggi.

Pasqual 7-
Al 7 pieno mancherebbero cross un pochino più precisi. O forse un compagno, là davanti, capace di sfruttare i tanti cross che il capitano recapita da sinistra.

Ljajic 6+
Anche lui è ancora piuttosto giovane. Non gioca certo male, ma nel complesso patisce un po’ la marcatura dei tre juventini. In più è lui ad avere la palla migliore, quando riesce a bruciare un acciaccato Bonucci trovandosi a tu per tu con Buffon. Sbagliando malamente.
(Dal 75′ Fernandez s.v.)

Jovetic 6,5
Ha tutto per essere l’arma in più di questa squadra. La traversa grida vendetta. Nel complesso, comunque, la difesa lo contiene abbastanza bene.
(Dall’87′ Toni s.v.)

Juventus

Buffon 6,5
Sempre attento. Battuto solo sul colpo di testa che s’infrange sulla traversa. Per sua fortuna.

Barzagli 6,5
Voto che vale per tutti e tre i centrali. Che riescono a contenere una grande Fiorentina. Uscire con la rete inviolata, dopo una partita del genere, è una vittoria per i difensori della Juve.

Bonucci 6,5
Come sopra. Con menzione speciale: ha problemi fisici, cosa che si denota alla grande quando Ljajic gli scappa, ma tiene bene tutta la partita. Bravo.

Chiellini 6,5
Leggasi Barzagli.

Lichtsteiner 5
Davanti non si vede mai. Dietro fa una fatica notevole a tenere Pasqual. Male.

Vidal 5,5
E’ il leader emotivo di questa squadra. Che oggi viene a mancare. Giocasse come a Londra

Pirlo 5,5
E’ palesemente fuori forma. Pesante dirlo, ma forse dovrebbe fermarsi per qualche giorno a lavorare un po’. Perché così non riesce a dare quel quid capace di rendere grande questa squadra.
(Dal 67′ Pogba 6
Un po’ meno timido di sabato. La strada è quella giusta. Ci si deve lavorare tanto. Certo è che oggi, con questo Pirlo, servirebbe una presa di coscienza da parte sua ed un salto di maturità che è però piuttosto improbabile in quanto non fisiologico.)

Giaccherini 6
E’ – Asamoah a parte – il più volenteroso del suo centrocampo. Davanti fa poco, perché del resto la squadra non si propone, in fase di non possesso cerca di fare il possibile. Meno peggio.
(Dal 74′ Marchisio s.v.)

Asamoah 7,5
Nettamente il migliore in campo. Davanti non può fare molto, ma dietro chiude qualsiasi cosa, fin dentro l’area. Londra a parte un inizio di stagione stupefacente, soprattutto perché sta giocando in un ruolo che sembrava non calzargli a pennello.

Giovinco 5,5
E’ l’unico, per buona parte della partita, che quantomeno ci prova. Qualche dribbling (l’unico dei suoi a saltare l’uomo, per altro), quattro tiri (di cui uno solo nello specchio, non difficile da parare per Viviano), un po’ di movimento. Di certo non può bastare così. Ma l’accanimento dei tifosi nei suoi confronti è davvero eccessivo.

Quagliarella 5
Dopo Londra e la partita col Chievo una battuta a vuoto per Quagliarella. Che non era un fenomeno “ieri”, non è una pippa oggi.
(Dal 58′ Vucinic 6
Giusto per la volontà. Ma anche lui, non supportato, non può cambiare una partita che la Juve certo non merita di vincere.)

________________________________________________________________

Profilo Twitter personale: http://twitter.com/Mahor17
Profilo Twitter blog: http://twitter.com/sciabolatablog
Pagina Facebook blog: http://www.facebook.com/sciabolatamorbida

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

L’epico rifiuto di Berbatov è già storia e a poco più di ventiquattro ore dalla chiusura della mercato non ci si può fermare a riflettere troppo, in special modo se si ha una rosa da completare.

Ecco quindi che Marotta e Paratici ingoiato il boccone amaro cucinato dal bulgaro si sono subito rituffati sul mercato.

E, davanti a loro, si trovano ora un bivio. Una strada porta ancora in Inghilterra, Londra più precisamente. Non tanto per andare in quel di Fulham a convincere Dimitar quanto più per formalizzare l’acquisizione, praticamente già definita prima dell’affaire Berbatov, del danese Niklas Bendtner, ex promessa Gunners che, a conti fatti, ha dimostrato di essere solo una punta piuttosto mediocre.

Dall’altra, invece, un dejavù: Marco Borriello, attore non molto protagonista dello Scudetto dello scorso anno.

Incassati il no di Berbatov, dell’Athletic per Llorente e appurati i problemi che arrivare a giocatori come Cavani e Dzeko comporterebbero la Juventus deve dire quindi definitivamente addio alle chance di portare in Bianconero un giocatore di respiro e valore internazionale per ripiegare su due ragazzi le cui caratteristiche tecniche difficilmente potranno spostare gli equilibri in un campionato ormai pur povero come il nostro.

Caliamoci nei loro panni e proviamo a dire la nostra.

Voi chi acquistereste se vi trovaste nella condizione di scegliere tra questi due (posto che certo, nel calciomercato di oggi tutto può succedere e alla fine se qualcuno arriverà potrebbe anche essere un terzo nome!)?

Parto io.

Beh, innanzitutto posto che la Juventus ha in rosa Vucinic, Giovinco, Matri, Quagliarella e Boakye (più Iaquinta e Martinez, che mi sono perso per strada ma penso siano ancora di proprietà del club di Corso Ferraris) sarebbe proprio un bomber, quale sulla carta poteva essere Berbatov (capocannoniere della Premier solo nel 2011), il giocatore di cui questa squadra necessita. Di certo, per il resto, mi pare che la scelta là davanti sia abbastanza varia.

Proprio in questo senso, con un Borriello che poco in più dei giocatori già presenti avrebbe da dare, se proprio qualcuno dovrà arrivare (perché, come si sarà capito, tra i due io credo deciderei di non prendere nessuno, e restare così) ecco che la mia scelta cadrebbe sul danese.

Il perché è presto detto: caratteristiche fisiche uniche in una rosa in cui il giocatore più alto non raggiunge l’1 e 90, Bendtner non è però il classico puntero d’area di rigore quanto più un attaccante che a discapito di quei centonovantaquattro centimetri che si porta appresso ama svariare lungo tutto il fronte d’attacco.

In questo senso, quindi, potrebbe essere un’arma tattica importante: la sua fisicità darebbe sicuramente filo da torcere anche al più arcigno tra i difensori e proprio la mobilità di cui sopra sarebbe utile ad aprire varchi per gli inserimenti dei centrocampisti.

Tra cui, giova ricordarlo, c’è un certo Marchisio, il cui feeling col goal è una piacevole costante per i tifosi Bianconeri. Ma anche quel Vidal che impressionò in Germania proprio per la sua capacità di trovare la rete o, ancora, i vari Lichtsteiner, Isla ed Asamoah, che se istruiti nella giusta maniera potrebbero dare un importante contributo in questo senso.

Insomma: la Juventus ha inseguito per tutta l’estate un attaccante capace di garantire un minimo di venti goal a campionato.

Questa è stata infatti la costante dei sondaggi Bianconeri: da Cavani a Llorente, passando per Dzeko e Suarez fino ad arrivare a Jovetic (che ancora non li può garantire, ma la cui consacrazione definitiva potrebbe essere vicina) la Juve ha trattato giocatori sì dalle caratteristiche diverse ma tutti sempre e comunque a loro agio sotto porta.

Giusto fino a ieri, quando con l’ultimo, disperato, tentativo Marotta & Co. hanno provato ad arrivare a Berbatov, che con i suoi 237 goal in 517 presenze in carriera (ed un bagaglio internazionale importante fatto di 48 reti in 77 partite disputate con la maglia della nazionale bulgara) rappresentava l’ultima spiaggia in ottica bomber.

Sfumato anche questo trasferimento pare davvero, almeno stando a radiomercato, che non ci siano più alternative.

Niente bomber, bisogna cambiare i propri progetti tattici.

E allora, forse, bene puntare sul brindellone danese, sperando che stazza e mobilità vengano fatti fruttare al meglio e che lungo tutto il corso dell’anno i centrocampisti ne sfruttino gli spazi aperti per segnare goal a ripetizione…

________________________________________________________________

Profilo Twitter personale: http://twitter.com/Mahor17
Profilo Twitter blog: http://twitter.com/sciabolatablog
Pagina Facebook blog: http://www.facebook.com/sciabolatamorbida

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

La giornata di ieri è stata a tratti assurda.
Basta scorrere la timeline della nostra pagina Facebook per capirlo.

Dapprima la Fiorentina chiude il trasferimento di Berbatov e gli paga un volo per Firenze, con scalo a Monaco.

Proprio giunto in Baviera, però, le cose cambiano. Nella trattativa, praticamente definita ma non ancora formalizzata, si inserisce la Juventus, che fa saltare il banco. Trovato l’accordo con lo United la società di Corso Galileo Ferraris non ci mette molto a convincere anche lo stesso giocatore, che così non prende la coincidenza per Firenze ma decide di trasferirsi a Torino.

I colpi di scena, però, non sono finiti. A pochissime ore dalla definizione verbale del suo passaggio alla Juve si inserisce il Fulham, e le cose iniziano a scricchiolare.

Certo, nessuno si aspetta che un qualsivoglia giocatore possa preferire la squadra nona classificata in Inghilterra alla Campionessa in carica italiana, soprattutto perché sbarcando a Torino il bulgaro potrebbe giocare la Champions League, vero traguardo di ogni calciatore professionista.

Eppure… gli sfottò lanciati per tutto il pomeriggio dai tifosi Bianconeri agli odiati Viola vengono riflessi e tornano alla base. Perché subito dopo cena Dimitar prende la sua decisione, si suppone definitiva: niente Firenze e niente Torino. Quindi niente Italia e niente Serie A. Il suo futuro sarà ancora in Premier: questa volta al Fulham.

Ora… da questa situazione ne escono malino un po’ tutti.

Perché la Fiorentina si sente defraudata ma certo poteva gestire meglio l’acquisizione del ragazzo, sia in quanto a tempi che in quanto a modi. Non parliamo poi di alcuni supporter, che appena saputo del rifiuto – legittimo – del giocatore, che preferiva la possibilità di giocare in Champions a quella di giocarsi il futuro terzo posto in Viola hanno iniziato a subissare di insulti (al solito è stato “zingaro” quello più usato) il ragazzo.

Allo stesso modo una figuraccia, probabilmente ancor più grande, l’ha fatta la Juve, che prima si inserisce “in malo modo” (per quanto legittimamente, anche qui) in una trattativa praticamente già definita per poi, allo stesso modo, non riuscire a concluderla prima che una terza società faccia altrettanto.
E stesso dicasi per i tifosi, subito pronti a sfottere gli omologhi toscani e incensare un nuovo arrivo che, a conti fatti, pare non ci sarà.

E che dire del giocatore? Legittimo anche in questo caso il suo comportamento: nessuna firma sul contratto significa libertà assoluta di cambiare idea anche più di due volte nel corso di una giornata. Ma certo questo sposare una causa da cui divorziare nell’arco di un paio d’ore, riuscendo a reiterare la cosa più volte, non ne fa un giocatore affidabilissimo, fuori dal campo. Cosa su cui, forse, i tifosi Toffees potrebbero trovarsi a ragionare.

Ma in assoluto, a mio avviso, la figura peggiore la fa il nostro calcio tutto.

Perché è inutile nasconderci dietro un dito: solo dieci anni fa nessuno, nemmeno il tifoso più accanito del Fulham, avrebbe preferito la nona della Premier League alla squadra Campione in carica italiana. Ma, probabilmente, il paragone non si sarebbe posto nemmeno nei confronti della Fiorentina, a maggior ragione in un momento in cui i Viola si stanno trovando ad investire in maniera importante sul mercato per provare a ritrovare un posto al sole in Italia in primis, ma magari anche fuori dai patri confini (Aquilani, Pizarro, Valero, Jovetic sono tutti giocatori capaci di incidere quantomeno anche in Europa League… e presto potrebbe aggiugnersi anche il neo-Azzurro Ogbonna, che pare essere il rinforzo scelto per puntellare la difesa dopo l’addio di Nastasic).

Per non parlare di qualche anno più addietro, all’epoca delle sette sorelle. Quando un Mijatovic lasciava Madrid, sponda Real, proprio per Firenze. O quando all’ombra della Torre di Giotto tiravano calci ad un pallone due fuoriclasse come Rui Costa e Batistuta, e a guardia della porta posta sotto la Fiesole c’era un certo Francesco Toldo, tra i migliori estremi difensori della sua epoca.

Insomma, questo discorso non vuol essere il solito discorso distruttivo e depressivo, esterofilo e quant’altro.

Nel momento in cui Dimitar Berbatov preferisce un Fulham qualsiasi ad una Fiorentina e, ancor più, ad una Juventus significa veramente che l’appeal del nostro calcio si sta riducendo (o si è già ridotto) ai minimi storici.

C’è solo da sperare che questa cosa, unita al fatto che Portogallo e Francia potrebbero superarci già quest’anno nel ranking UEFA, risvegli un po’ le coscienze di chi gestisce il calcio nel Belpaese, a livello federale e non.

Altrimenti nel giro di poco finiremo davvero con l’essere un calcio provinciale. Salvato forse solo da una nazionale capace, di tanto in tanto, di compattarsi e tirare fuori prestazioni da urlo.

________________________________________________________________

Profilo Twitter personale: http://twitter.com/Mahor17
Profilo Twitter blog: http://twitter.com/sciabolatablog
Pagina Facebook blog: http://www.facebook.com/sciabolatamorbida

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

“Spero solo che tutto si possa chiudere in fretta”.

Non usa mezze misure il brasiliano Amauri nel commentare le voci sul suo possibile approdo a Firenze.

Intervenuto a Lady-Radio, infatti, l’ex centravanti del Palermo ha parlato chiaramente della sua situazione attuale e di ciò che si aspetta dal futuro: “Sapete bene cosa sta succedendo. Le società si stanno parlando e io spero che tutto si possa risolvere il prima possibile. So che a Firenze c’è grande stima nei miei confronti ed io non posso far altro che ricambiare. Al momento mi sto allenando in attesa di evoluzioni. Ripeto, la mia speranza è che tutto si possa chiudere velocemente, vedremo cosa succederà”.

Così dopo aver buttato via altri sei mesi di carriera in quel di Torino, dove per altro era sicuro non avrebbe giocato, il 31enne nativo di Carapicuíba si sarebbe finalmente deciso a lasciare la Juventus. E dopo la mezza stagione disputata a Parma sarebbe pronto, stavolta, a vestirsi di Viola.

Il tutto sancirebbe quindi la chiusura di un bel valzer di punte che andrebbe a completarsi così: Borriello lascia Roma per Torino, da dove, a sua volta, parte Amauri in direzione Toscana. Perché a Firenze c’è da colmare il vuoto lasciato dal trasferimento di Alberto Gilardino sulla sponda rossoblu di Genova.

Ma non solo.

Al trasferimento di Amauri in Viola sono infatti legate almeno altre due operazioni di mercato.

Da una parte quella che vuole Grosso in procinto di trasferirsi a Novara. Dall’altra quella che potrebbe portare Behrami in Bianconero.

Ma perché il trasferimento di Grosso agli Azzurri piemontesi si interseca con quello di Amauri?

Perché, secondo alcune fonti, proprio il risparmio derivante dalla cessione del terzino Campione del Mondo nel 2006 permetterebbe a Marotta & Co. di avere liquidi con cui poter venire incontro alle richieste di Amauri e della Fiorentina.
Pare infatti che tra le due parti ballino circa 300 mila euro, che potrebbero essere rimediati proprio dalla cessione dell’ex esterno sinistro palermitano.

La connessione con la trattativa Behrami, invece, credo sia molto più immediata.

Agevolare l’approdo di Amauri a Firenze servirebbe infatti a favorire il possibile accordo tra Bianconeri e Viola per il trasferimento del jolly di origine kosovara in quel di Torino.

Il giocatore sarebbe infatti una delle prime scelte di Conte, che dopo aver optato per un uso massivo di Vidal, Marchisio e Pirlo ed aver in qualche modo bocciato Pazienza si trova a dover a tutti i costi chiedere a Marotta un rinforzo a centrocampo.

In questo senso, comunque, credo si debba anche essere chiari. Difficilmente al trasferimento di Amauri in Viola si opporrebbe quello di Behrami alla Juventus.

Perché lo svizzero è amato dalla piazza ed apprezzato da società e guida tecnica.

Però certo, la prospettiva di trasferirsi alla Juventus potrebbe ingolosire il ragazzo…

Amauri alla Fiorentina, comunque, è una soluzione che potrebbe fare comodo a tutte le parti in gioco.

Il giocatore di riffa o di raffa dovrebbe ottenere comunque tutti i soldi che, per contratto, la Juventus doveva versargli quest’anno.

Una parte gli verranno corrisposti dalla Fiorentina, certo, ma a lui questo non vedo come possa interessare, da un punto di vista meramente pratico, economico e finanziario.

Se non bastasse, poi, c’è l’aspetto tecnico da considerare.

Perché Amauri a Torino non trova né troverà mai spazio, tantomeno finché Antonio Conte siedrà su quella panchina.

A Firenze, invece, la musica potrebbe cambiare. E chissà che non possa ripetere l’esperienza vissuta l’anno scorso a Parma.

Nel contempo, poi, questa operazione di mercato alleggerirebbe anche il monte stipendi juventino, e non potrebbe che essere quindi manna dal cielo per la società di Corso Galileo Ferraris.

In ultimo il passaggio di Amauri alla Fiorentina sarebbe un bel colpo anche per gli stessi Viola, che dopo la succitata cessione di Gilardino si trovano coi soli Babacar e Santi Silva come punte di ruolo.

Insomma, parafrasando i Promessi Sposi… un matrimonio che s’ha da fare!

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

E’ l’attuale capocannoniere del campionato olandese.

E se segni 14 reti in 13 partite non passi inosservato, nemmeno se ti trovi a giocare in un campionato di seconda fascia come è l’Eredivisie.

Lui è Bas Dost, il gigante di Deventer.

Ex nazionale giovanile olandese, Bas mosse i primi passi nel Germanicus per passare poi all’Emmen, dove l’8 febbraio 2008 realizzò la sua prima rete ufficiale nel calcio professionistico in un match contro il Fortuna Sittard.

A fine stagione il trasferimento all’Heracles Almelo, che sborsò 300mila euro per assicurarsi le prestazioni, e soprattutto il cartellino, di questo centravanti d’area.

L’acquisto di Bas Dost non era infatti visto solo in funzione migliorativa del roster degli Heraclieden. Ma anche, e soprattutto, come un investimento per il futuro.

Investimento che ha pagato dividendi alti. Passano due anni e il ragazzo, seguito anche da Ajax e Twente, si accasa all’Heerenveen, squadra in cui milita – e soprattutto segna – tutt’ora.

Due milioni e mezzo il prezzo pagato per lui, praticamente il decuplo di quanto la squadra di Almelo dovette sborsare per acquistarlo ventiquattro mesi prima.

Bas che sta crescendo molto. Lo dicono le statistiche.

La stagione 2008/2009 la chiuse con tre sole reti all’attivo. Che in quella seguente divennero 14 in 34 match, tutti giocati da titolare.

L’anno scorso, alla sua prima stagione ai Trots van het Noorden, furono 13 i timbri posti sul cartellino, frutto però di 10 sole partite disputate da titolare più altre 13 giocate da subentrante.

E quest’anno, come detto, il boom definitivo, che ha messo il suo nome al centro dell’attenzione degli esperti di mercato. 14 goal in 13 partite, frutto soprattutto della spettacolare prestazione disputata lo scorso 10 dicembre contro l’Excelsior quando Bas mise a segno ben cinque reti, affondando così la malcapitata terza squadra di Rotterdam.

Allo score fatto registrare in campionato vanno poi aggiunte le cinque segnature realizzate in KNVB Beker, l’equivalente della nostra coppa Italia. Due doppiette (FC Oss e Harkemase Boys) e una rete nel match contro il VVV Venlo, per un totale di ben 19 goal messi a segno nell’arco di 16 match.

Ed è un repertorio completo, il suo. Da attaccante di razza.

Goal di testa, ovviamente. Perché quando madre natura ti dota di un fisico di quel genere non puoi che essere forte nel gioco aereo.
Non solo quello, comunque. Tocchi sotto misura, goal di rapina, calci di rigore.

Per un fiuto del goal spiccato, che lo può rendere una delle punte di spicco nel panorama calcistico europeo.

Ma come dice il titolo questo pezzo non vuol solamente celebrare lo splendido stato di forma di una delle giovani punte che più si stanno mettendo in mostra nel corso di questa stagione.

Perché il nome di Bas Dost sta salendo alla ribalta in questi giorni non tanto per le reti realizzate quanto più per le voci di mercato che si stanno susseguendo sul suo conto.

Perché secondo quanto si inizia a vociferare da più parti sul gigante di Deventer si stanno muovendo due compagini nostrane: Napoli e Fiorentina.

Due squadre che sono alla ricerca di una punta da inserire a roster e che potrebbero puntare proprio sull’attuale capocannoniere dell’Eredivisie.

Qualche dubbio, però, su quando potrebbe chiudersi il trasferimento.

Probabile che il talentino Oranje possa infatti essere lasciato in Olanda sino al termine della stagione.

Questa, almeno, potrebbe essere una soluzione ottimale un po’ per tutti. Perché così il ragazzo potrebbe terminare la stagione trionfalmente, continuando a questi ritmi. E l’Heerenveen, inoltre, non si priverebbe della sua punta di diamante proprio ora che è in piena corsa per cercare di centrare l’Europa.

Ma non solo: acquistarlo oggi che la sua valutazione di mercato oscilla tra i 6 e gli 8 milioni di euro permetterebbe anche all’acquirente di assicurarsi le prestazioni future di uno dei talenti più interessanti d’Olanda senza spendere una cifra allucinante.

Perché inutile negarlo: se da qui a giugno Bas dovesse fare altri venti goal, oltre ad assicurarsi un posto per Euro 2012 vedrebbe soprattutto crescere – e di molto – la sua valutazione…

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Napoli

De Sanctis: 7
Insuperabile.
Maiuscolo sul colpo di testa di Natali.

Campagnaro: 6,5
Nessuna sbavatura di livello, gioca una buona partita.

Cannavaro: 6
Guida discretamente un pacchetto arretrato che non soffre tantissimo, se non sulle sfuriate di Cerci.

Fideleff: 6
Buona partita, dimostra potenzialità interessanti. Solo un paio di mezzi black-out, da tenere d’occhio per il futuro.
(Dal 54′ Aronica: 6
Fa il suo compitino facendosi vedere un paio di volte davanti. Se avesse un piede solo discreto…)

Zuniga: 7
Migliore dei suoi per distacco, disputa una partita di grande livello da vero e proprio trenino su quella fascia.

Inler: 6
Forse un minimo più in affanno fisico del solito, fa comunque la sua partita ordinata.

Gargano: 6,5
Motorino instancabile di centrocampo, sopperisce alla vena non proprio positivissima del compagno di reparto.

Dossena: 5
Soffre tantissimo Cerci.
Ma è più che capibile.
(Dal 67′ Pandev: 5,5
Non convince. Nemmeno oggi.)

Hamsik: 5,5
Serata di scarsa vena. Ma capita anche ai migliori.

Lavezzi: 6+
Quando ha palla lui si sussulta sempre, sulla poltrona. Non è però in forma smagliante, e si vede.

Cavani: 7-
Al sette pieno manca solo il goal. Per il resto gioca praticamente in ogni singola zolla del campo. Monumentale.

Fiorentina

Boruc: 6
Subisce pochi tiri nello specchio. Perché anche quando il Napoli accelera non trova lo specchio con continuità.

Cassani: 6
Qualche spunto interessante, ma dovrebbe sfruttare di più la buona vena di Cerci.

Gamberini: 5,5
Soffre Cavani.

Natali: 6,5
Sicuramente meglio del compagno di reparto. Ma che paura su quel colpo di tacco che si trasforma in assist per l’avversario!
Certo meriterebbe il goal quando va su di testa nell’area di casa. Se solo non ci fosse stato De Sanctis…

Pasqual: 5
Soffre parecchio Zuniga ed a tratti anche Lavezzi. Come se non bastasse rischia fortemente pure un rigore. Insomma, serata da dimenticare.

Behrami: 6
Da diga davanti alla difesa funziona a sprazzi. Sicuramente da rivedere.

Munari: 6
Fa il suo match. Corre tanto e cerca di dare una mano in entrambe le fasi di gioco.
(Dal 78′ Kharja: s.v.)

Montolivo: 5,5
Forse non ha più stimoli. Di sicuro in nazionale, nelle ultime partite, si è visto un altro Riccardo Montolivo.
(Dall’85′ Lazzari: s.v.)

Cerci: 7
Quando parte in velocità palla al piede è praticamente inarrestabile. Chiedere a Dossena ulteriori info.
Se continuasse così sarebbe giusto aprirgli le porte della Nazionale…

Vargas: 5
E’ tra i giocatori più importanti di questa Fiorentina ma oggi manca all’appello. Fa il suo in fase di non possesso, certo, ma serve il suo apporto anche davanti.
(Dal 68′ Romulo: 5,5
Un po’ troppo irruento a tratti, dà comunque idea di essere molto generoso. Corre tanto, alle volte un po’ a vuoto. Da rivedere.)

Jovetic: 6
Alcuni colpi di classe assoluta ma come detto in sede di commento da prima punta atipica è un po’ più fuori dal gioco di quanto non lo sarebbe giocando venti metri più indietro.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

La prima azione degna di nota arriva dopo sei minuti di gioco quando Zuniga salta bene a centrocampo un avversario e dà modo al Napoli di distendersi con il pallone che finisce per essere dato dentro in direzione di Cavani, che però non lo intercetta.
Altri sei minuti e Lavezzi crea il panico nell’area viola incuneandosi bene in area, con la difesa ospite che riesce però in qualche modo a salvarsi.

Dieci minuti più tardi bell’azione del tandem Cerci-Cassani che sfruttano un buco di Fideleff per portarsi in area. Il cross dell’ex terzino palermitano è però liberato dalla difesa napoletana.
Cerci che si accende e al ventiquattresimo vola sulla destra, bruciando Dossena. Il suo cross è però ancora una volta preda della difesa avversaria.

Alla mezz’ora Hamsik riceve al limite e dà dentro a Cavani, che è però anticipato da Natali. L’intervento del centrale viola lascia in realtà molto a desiderare ed è una sbucciata che per poco non causa un autogoal.
Sul ribaltamento di fronte Cerci dimostra ancora una volta tutta la sua esplosività saltando tre uomini in velocità per portarsi in area dalla destra, centrando un pallone che risulta però corto da Jovetic. Il montenegrino lotta comunque come un leone e costringe Fideleff ad un rinvio corto su cui piomba Montolivo, il cui destro è comunque respinto da De Sanctis.

Al trentottesimo Cerci libera Cassani con un bel colpo di tacco, mandando fuori giri Dossena, con il terzino destro azzurro che cede a Jovetic per buttarsi dentro sul passaggio di ritorno. Fideleff è però molto attento e chiude, impedendo all’ex Palermo di raggiungere il pallone.
Due minuti ed è il Napoli a portarsi vicino al goal, con Cavani che taglia in area per calciare in diagonale sul secondo palo, senza però trovare lo specchio.

Partita che si accende negli ultimi dieci minuti del primo tempo: al quarantaduesimo Natali riceve palla in area da calcio da fermo e svetta sopra a tutti, girando in porta un pallone che sembra destinato alla rete ma che viene respinto dal riflesso miracoloso di De Sanctis, che poi chiude anche sulla ribattuta di Cerci.
Un minuto più tardi è invece Vargas da fuori a ricevere una respinta corta calciando potente in direzione della porta avversaria, senza però trovare lo specchio.

In apertura di ripresa Cerci sfonda e serve Munari che crossa bene in mezzo, dove Jovetic è però anticipato da Campagnaro al momento di incornare.
Sul fronte opposto è invece Lavezzi a scendere centralmente mettendo in affanno la difesa avversaria. Il tiro del Pocho è però rimpallato e finisce sul fondo. Ultimo tocco suo, rimessa per il portiere.

La Fiorentina sfiora la rete con Montolivo quando, al cinquantanovesimo, Jovetic effettua un assist al buio per il centrocampista azzurro che calcia bene, riuscendo però solo a sfiorare il palo alla sinistra di De Sanctis.
Napoli che comunque non rinuncia a giocare. Un minuto dopo l’occasione di Montolivo è Inler a calciare da fuori. Tiro non irresistibile ma rimbalzo beffardo che mette in difficoltà Boruc, bravo comunque a salvarsi in angolo.

Un altro minuto e il Napoli richiede a gran voce un rigore che non viene assegnato: Zuniga fugge a destra e crossa bene, Pasqual chiude con un braccio. Occasione dubbia. Il tocco è netto. La dinamica della corsa porta comunque Pasqual ad avere il braccio in quella situazione. I dubbi restano.
Napoli che prende fiducia e dopo nemmeno sessanta secondi libera Aronica al tiro. Il difensore cresciuto nella Juventus dimostra comunque di non essere un goleador e spara alto.

La partita si infiamma con il Napoli che cresce, sospinto dal caldissimo pubblico del San Paolo. Così al sessantacinquesimo Zuniga scende a destra e mette in mezzo un pallone basso in direzione di Cavani, che è però chiuso giusto nel momento in cui va ad impattare col pallone.
Fiorentina che ci mette del suo, nel subire. Così al sessantasettesimo un pallone piuttosto innocuo messo dentro da calcio piazzato viene trasformato da Natali, che prova a liberare l’area con un colpo di tacco molto approssimativo, in un assist per l’accorrente Aronica, che però non riesce, per la seconda volta nel giro di cinque minuti.

Al settantunesimo Zuniga scende a destra e salta alla grande Behrami con uno splendido numero di tacco, per poi mettere in mezzo un pallone d’esterno destro che è però allontanato da un giocatore viola che rientrava giusto in quel momento.
Nell’ultimo quarto d’ora tira un po’ i remi in barca anche il Napoli, ed il match scorre senza ulteriori grandi sussulti.

COMMENTO

E’ una Fiorentina staticissima quella che scende in campo stasera al San Paolo di Napoli.
Sprovvista di una prima punta di ruolo, la squadra allenata da Sinisa Mihajlovic parte molle e un po’ svogliata.

Alla lunga però cresce, anche spronata dalle frustate di un Cerci capace di accelerazioni devastanti. Così che ne esce un match discreto.

Il tutto almeno sino all’ora di gioco, quando i Viola sembrano accusare un po’ la stanchezza e il Napoli sale in cattedra mettendo in campo un quarto d’ora di intensità assoluta con cui fanno vacillare la resistenza avversaria, senza però riuscire ad avere la meglio.

Fiorentina senza punta di ruolo, dicevo. Perché il tecnico Viola decide, anche intelligentemente, di non sostituire Gilardino con Santiago Silva, bensì di schierare un centrocampo folto con Munari-Montolivo-Behrami a creare densità in mezzo al campo e la coppia Vargas-Cerci ad agire sull’esterno, in appoggio all’unica punta (atipica) Jovetic.

Una soluzione molto interessante che potrebbe essere riproposta ancora, almeno contro squadre di alto retaggio.

Del resto tenere in panca uno tra Cerci (in forma strepitosa), Vargas e lo stesso fantasista montenegrino sarebbe – oggi – un sacrilegio. Nel contempo però quando in situazioni come quella di stasera hai bisogno di occupare bene il campo ecco che una trequarti a tre giocatori potrebbe diventare eccessiva.

Detto-fatto: niente punte di ruolo e via con quei tre. Con un’unica piccola pecca: in quella posizione Jovetic tocca meno palloni di quelli che toccherebbe giocando quindici-venti metri indietro. E questo è sicuramente un peccato.

Napoli che invece gioca a fasi alterne e nel complesso meriterebbe forse qualcosina di più, anche se nel complesso il pareggio ci sta assolutamente.

Male, rispetto a come siamo abituati a vederlo, Hamsik, che non ho visto particolarmente brillante o coinvolto nel gioco della sua squadra.

MVP

Benissimo, invece, Zuniga, migliore in campo assieme a Cerci. Sono loro due, che giocano uno all’opposto dell’altro, i giocatori a costruire di più, rendendosi pericolosi con le loro sgroppate sull’out destro dei due fronti offensivi.

Menzione d’onore, poi, per Cavani, che riesce di tanto in tanto a rendersi pericoloso là davanti nonostante compia un lavoro monumentale in fase di non possesso.

TABELLINO

Napoli vs. Fiorentina 0 – 0
Marcatori:
Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Fideleff (9′ st Aronica); Zuniga, Inler, Gargano, Dossena (27′ st Pandev); Hamsik, Lavezzi (37′ st Santana); Cavani. A disp.: Rosati, Fernandez, Chavez, Mascara. All.: Mazzarri
Fiorentina (4-3-3): Boruc; Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual; Munari (34′ st Kharja), Behrami, Montolivo (41′ st Lazzari); Cerci, Jovetic, Vargas (23′ st Romulo). A disp.: Neto, De Silvestri, Nastasic, Silva. All.: Mihajlovic
Arbitro: Valeri
Ammoniti:
Inler, Hamsik (N); Vargas, Behrami, Montolivo (F)

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Fiorentina

Seculin: 6,5
Non è molto impegnato a dire il vero. Ma il suo lo fa. Prende un goal a freddo, su cui forse avrebbe potuto provare a fare qualcosina in più (ma la colpa principale resta dei compagni, che si fanno bucare con grande facilità), vero. Poi però si riscatta sulla punizione battuta da Scialpi e, soprattutto, parando il rigore a Jadilson, che mette l’inerzia dei rigori nettamente a favore dei Viola. Se solo Iemmello e Seferovic non calciassero alle stelle…

Piccini: 5
Ha la qualità per fare molto meglio.
Spinge poco e si fa battere dall’imbucata di Lazaar in occasione dell’1 a 0, risultando poi approssimativo anche in altre occasione, nel corso del match.

Fatticcioni: 5
Fisicamente ben messo, sembra sempre lasciare a desiderare in quanto a concentrazione. E’ lui a guidare una difesa che si fa bucare dopo un solo quarto d’ora… una difesa che si trova contro un attacco spuntato, ma che nei supplementari sembra andare in crisi addirittura sulle rarissime avanzate solitarie dei vari Jadilson e Serrano.

Biondi: 5
Senza Camporese e Masi tocca a lui. Che però non risponde al meglio. Finché il Varese è in grado di attaccare soffre. Poi, esattamente come i compagni, ha poco da fare… ma nonostante questo riesce, con tutto il reparto, a soffrire qualcosina anche con le rare avanzate di cui sopra.

Bittante: 6
Effettua il suo compitino senza strafare. Sembra soffrire meno dei compagni di reparto, nonostante dalla sua parte giochi Ferreira, reduce dalla doppietta alla Juve.
(Dal 70′ Bagnai: 5,5
E’ tra i più freschi in campo, dove scende quando il Varese ha già un uomo in meno. Ha poi la fortuna di giocare una buona ventina di minuti  con il triplo vantaggio numerico, ma non sfrutta la sua freschezza sulla fascia, non creando grossi problemi a Toninelli.)

Agyey: 6
Medianaccio classico. Il suo apporto in fase di costruzione e finalizzazione è assolutamente nullo, ma resta pedina tattica importante per la sua squadra. Svolge poco più del compitino, ma nel complesso è tra i pochi a salvarsi nei suoi.

Taddei: 5,5
Non fa certo male in cabina di regia, ed è tra i meno colpevoli dato che quando esce il Varese è ancora in 10 uomini, se non altro. Certo, la provocazione a Scialpi – assolutamente da censurare la sua reazione – non sembra un atto di scaltrezza, come scritto da qualcuno, ma altrettanto censurabile.
(Dal 76′ Grifoni: 5
Non arricchisce la manovra Viola e non dà verve dopo le espulsioni di Marchi e Ferreira.)

Acosty: 5
Corre tantissimo. E soprattutto mette in mostra una velocità di base notevole. Però corre a vuoto. Chissà, magari fosse stato in campo una volta raggiunta la tripla superiorità numerica avrebbe potuto incidere di più.
(Dal 54′ Seferovic: 4
E’ tra i più freschi quando il Varese resta prima in 9 e poi in 8 uomini. Eppure non sembrerebbe. Molto macchinoso, finisce anche per sbagliare il rigore decisivo, che consegna agli avversari l’accesso in finale.)

Carraro: 7
In mezzo allo scempio compiuto dai Viola, capaci di buttare via in maniera incredibile una partita del genere, menzione d’onore a Carraro, che manda la partita ai supplementari con una punizione d’autore. Sembra però predicare un po’ nel deserto…

Matos: 5
Cala alla distanza, dopo un inizio molto buono. Quando il Varese resta in 8 ci si aspetterebbero goal a frotte ma lui, come tutto il suo reparto, tende un po’ a sparire.

Iemmello: 4
Gioca 120 minuti, è vero. E non lo fa nemmeno malissimo, nel complesso. Però è la punta da cui ci si aspettano i goal… e non è possibile che non centri mai la porta nonostante le tre espulsioni complessive a carico degli avversari…

Varese

Micai: 7
Gioca alla grandissima. Poi sui rigori delude. Non ne prende nemmeno uno, venendo anzi spiazzato con puntualità dai tiratori avversari. Nel complesso resta comunque una buona prova, per un giovanissimo portiere che, chissà, potrebbe ritagliarsi un po’ di spazio il prossimo anno.

Toninelli: 8
Maiuscolo. Dalla sua parte la Fiorentina non sfonda quasi mai e nei supplementari sembra non sentire minimamente la fatica, diventando in assoluto uno tra i più strenui difensori della propria porta. Liberando la propria area, in un’occasione, addirittura con una splendida rovesciata. Serata di grazia, probabilmente avrebbe resistito su quel ritmo tutta la notte…

Miceli: 7
La difesa disputa nel complesso una grandissima partita, com’è logico. E pure Miceli non sfigura affatto, facendosi battere sul tempo da Iemmello in una sola occasione (con palla però a lato).

Bianchetti: 8
E’ il capitano di questa squadra, condottiero di una compagine – e in particolar modo di una difesa – che non abbassa mai la testa. Accusa crampi già nel tempo regolamentare ma, di riffa o di raffa, riesce a resistere sino al termine dei supplementari, trasformando pure il rigore. Eroico.

Marchi: 6
Disputa un buon match. Peccato solo per l’espulsione finale, comunque la più discutibile tra le tre.

Ferreira: 5
Molto più spento rispetto al quarto di finale, meriterebbe qualcosa in più se nei supplementari non commettesse una sciocchezza assolutamente evitabile, facendosi espellere.

Vagner: 8
Cresce alla distanza. Più il Varese perde pezzi e più lui giganteggia in mezzo al campo.

Scialpi: 5,5
Difficile da giudicare. E così ecco un 5,5 che è la media tra il 7 che si guadagna nei 37 minuti giocati, ed il 4 che si guadagna per la sciocca reazione che gli costa il rosso.

Lazaar: 7
Disputa un buon match. Trovando pure la rete, seconda in due partite. Personalmente non avrei tolto lui per fare spazio a Jadilson…
(Dal 70′ Jadilson: 5
Seconda volta che lo vedo, seconda volta che mi pare non all’altezza del contesto. Giochicchia. E sbaglia il rigore che sarebbe potuto risultare decisivo. Per sua fortuna Iemmello e Seferovic la pensano diversamente.)

Pompilio: 6,5
Sembrava essere piuttosto sottotono. Nonostante l’assist servito a Lazaar. Costretto a lasciare il campo dopo l’espulsione di Scialpi, dovrà essere l’arma in più del Varese in finale…
(Dal 38′ Barberis: 7,5
Maiuscolo. Aiuta Vagner a dominare il centrocampo, mettendo anche in mostra discreta tecnica.)

De Luca: 5
La vera nota stonata della serata Biancorossa.
Reduce da un goal ai playoff contro il Padova sembra a tratti quasi svogliato, di certo mai incisivo. Eppure dovrebbe essere l’arma in più di questa squadra…
(Dall’83′ Serrano: 7
Entra appena prima che arrivi la seconda espulsione. Poi la terza. Parte esterno alto a destra per chiudere terzino a sinistra. Aiutando a blindare una difesa che resiste nonostante la tripla inferiorità numerica. Non si sa bene nemmeno come.)

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Da quando ventisei anni fa emisi il primo vagito di partite ne ho viste davvero tantissime.
E credo di non aver mai assistito ad una cosa del genere.

Sulle migliaia di match che mi sono trovato a guardare qualcuno fu sicuramente tendente all’incredibile.

Un esempio?

Olanda – Italia, semifinale Europeo 2000.

Non sto nemmeno a raccontarvelo, perché ve lo ricorderete tutti (età permettendo).

Bene.
Stasera mi sono trovato con alcuni amici per vedere il nostro Varese (come detto è proprio nel suo hinterland che sono nato e cresciuto). Speranzoso, ovviamente. Ma convinto che sarebbe stata dura.

Mai e poi mai avrei però immaginato di trovarmi di fronte ad uno spettacolo di questo genere.
Chi si è perso la partita – che di spettacolare in senso stretto in realtà ha avuto poco – dovrebbe mangiarsi le mani.

Una squadra che rimasta in soli otto uomini riesce a trascinarsi, stancamente, fino ai rigori… per poi vincere… è qualcosa che davvero può accadere solo una volta ogni chissà quanto.

Eppure è proprio quanto successo stasera a Pistoia.

La partita, per i Biancorossi, si mette subito piuttosto bene.
Pompilio, a dire il vero non brillante come in altre occasioni, buca la difesa Viola con un filtrante che mette in movimento Lazaar, il cui diagonale trova il bersaglio grosso.

Sbloccata la partita il Varese continua in controllo. I suoi avanti (De Luca, tornato in gruppo vista l’eliminazione dai playoff della prima squadra, a far coppia con Pompilio) sono sottotono, ma la squadra nel complesso sembra giocare ad armi pari contro i più talentuosi avversari.

Il tutto fino all’attimo di follia che attraversa per un attimo la mente di uno dei migliori della partita. Scialpi, talentino classe 92 in comproprietà col Lecce, finisce a terra dopo un contatto con Taddei. E proprio da lì scalcia l’avversario.

L’arbitro non ha dubbi: rosso diretto.

Siamo ancora nel primo tempo, e le cose sembrano mettersi davvero male per gli uomini di Mangia. Resistere un’ora con un uomo in meno contro una squadra che schiera giocatori come Iemmello, Carraro e Matos sembra praticamente impossibile.

Eppure il destino l’ha pensata proprio grossa.

Così, non contento, ecco la seconda espulsione. Questa volta è Marchi a lasciare il campo, quando ferma con un’ancata l’avanzata di un avversario (cui, per dovere di cronaca, era già stata sottratta la palla da Vagner).
Secondo giallo e spogliatoi anzitempo.

Eppure il Varese, rimasto in nove, continua a reggere.

Ma il destino ha deciso di rendere davvero la partita memorabile. Così Ferreira, tra i migliori contro la Juventus, perde per un attimo la lucidità, esattamente come successo a Scialpi in precedenza. Ed effettua un’entrata piuttosto censurabile da dietro, guadagnandosi a sua volta gli spogliatoi.

Il tutto, va detto, con la partita già in parità. Perché il tempo regolamentare si chiude sull’1 a 1, dopo la pennellata di Carraro su punizione, che conferma in pieno le grandissime doti tecniche del numero 10 Viola.

Rimasta in 8 la squadra di Mangia tira fuori un carattere unico. I ragazzi danno davvero fondo a tutte le proprie forze, mettendo in piedi una resistenza stoica.

In realtà, va detto, è la Fiorentina a buttare via la partita. Ma non potrebbe essere altrimenti. Con ben tre uomini in più come è possibile non riuscire a chiudere il match?

Eppure le cose vanno così. La difesa Biancorossa è un fortino, Micai insuperabile, i tre centrocampisti rimasti cercano di chiudere ogni buco… e si arriva ai rigori.

Qui il primo errore lo commette Jadilson, come ampiamente preventivato dal sottoscritto. Poi ci pensa Iemmello a sparare in tribuna, riequilibrando le cose.

Si arriva quindi all’oltranza.
Con Seferovic che va sul dischetto dopo la rete di Serrano, per incrociare un sinistro alle stelle. Ed è il putiferio.

Non so quante altre migliaia di partite dovrò vedere per poter assistere ancora ad una cosa del genere.
Ma sono tutt’ora incredulo.

La vittoria del Varese mi fa piacere, ovvio. Ma più di tutto, ora, è un senso di sgomento a pervadermi. Come può aver fatto la squadra di Buso, per altro superiore tecnicamente, a non chiudere una partita in cui si è trovata a giocare tutti i supplementari con tre uomini in più?

Va bene la stanchezza… ma credo che davvero non ci possano essere scusanti.

Solo un grandissimo applauso al cuore di questi ragazzi. Prestazioni come le loro riconciliano col calcio, in barba a tutti gli scandali di questo mondo.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

La prima conclusione a rete arriva dopo tre minuti di gioco: a portarla è Carraro che dopo aver lanciato Iemmello dalla propria trequarti arriverà a rimorchio del proprio compagno di reparto per liberare un destro radente il suolo che non avrà però la giusta potenza per poter realmente impensierire Pigliacelli, che farà suo il pallone senza difficoltà.
Sul fronte opposto bella invece la conclusione portata da Viviani dopo otto minuti, con Seculin che si distende alla sua destra per respingere a pugni chiusi un pallone dall’effetto particolarissimo.

Buon momento per la Roma, che un solo minuto più tardi arriverà alla conclusione con Dieme che da dentro l’area metterà in difficoltà l’estremo difensore Viola, bravo comunque a farsi trovare pronto ancora una volta.
All’undicesimo è invece Iemmello a ricevere palla all’interno dell’area giallorossa: la punta viola sarà quindi bravissima a controllare palla appoggiandosi al diretto marcatore per saltarlo poi sfruttando proprio l’appoggio, andandosi a portare in situazione di uno contro uno con Pigliacelli che sarà a sua volta bravo a respingere la conclusione portata dall’avversario sul fondo.

Mladen che sarà però bravo al quattordicesimo quando andrà a chiudere con una spallata importante Salifu, infilatosi in area dopo una bella accelerazione condita da un ottimo uno-due con Carraro.
Al ventesimo azione interessante costruita dalla Fiorentina con Taddei che pescherà con un bel lancio lungo Iemmello che dopo aver difeso palla servirà Agyey, il quale si allungherà però troppo il pallone favorendo la chiusura della difesa giallorossa.

Al ventiseiesimo occasionissima viola: Acosty effettua una grande azione sulla destra, creando scompiglio nella difesa romanista. Giunto in area, quindi, l’ala destra ghanese offrirà centralmente il pallone ad Agyey, la cui conclusione di prima intenzione a botta sicura sarà però respinta dal corpo di un avversario. La sfera, ribattuta, terminerà dunque a Salifu, che ci proverà a sua volta di prima intenzione, non trovando però lo specchio di porta.
Sul fronte opposto, un paio di minuti più tardi, punizione da posizione favorevole per Viviani, la cui conclusione sarà però deviata provvidenzialmente in angolo dalla barriera. Sul corner bravo quindi Iemmello a dare manforte in difesa sfruttando la propria fisicità per spazzare l’area di rigore.

Dopo la mezz’ora di gioco la partita attraverserà quindi una fase di stanca che porterà le due squadre a tirare un po’ i remi in barca, abbassando notevolmente il ritmo del match.
In chiusura di prima frazione, però, la fiammata giallorossa che porta Montini in area a calciare in diagonale, trovando il palo alla destra di un battuto Seculin.

In apertura di ripresa subito grande occasione per i padroni di casa, con Iemmello che è però anticipato al momento di colpire a rete.
Sul fronte opposto è invece Frascatore, sugli sviluppi di un corner, a bucare clamorosamente il pallone giusto al limite dell’area piccola.

Al cinquantunesimo Carraro si libera sulla trequarti sinistra esplodendo un destro che dovrebbe essere un cross ma si tramuta in tiro, con Pigliacelli che blocca quindi in due tempi distendendosi alla sua sinistra.
Due minuti ed un bello spunto di Bittante sulla sinistra porta la Fiorentina a far girare palla con Carraro e Salifu sino a liberare Acosty al tiro, il cui destro è però assolutamente sballato e non trova la porta.
Al cinquantasettesimo occasionissima Viola: Carraro pesca bene Acosty che finisce a terra dopo aver toccato di petto un pallone che sfilerà quindi in direzione di Iemmello, che si allungherà però troppo la sfera finendo con l’essere fermato dall’uscita di Pigliacelli.

Il goal è nell’aria ma arriva solo al sessantanovesimo quando Federico Carraro è lanciato alle spalle dei difensori giallorossi, un po’ addormentati nell’occasione, e dopo aver bruciato Frascatore si presenta a tu per tu con Pigliacelli, superato con un pallonetto delizioso.

Fiorentina galvanizzata dal vantaggio che un paio di minuti dopo la rete del proprio numero 10 ci riprova: la punizione dello stesso Carraro è intercettata dalla testa di Seferovic, la cui incornata non ha però la forza necessaria ad impensierire il portiere avversario.
Al settantaseiesimo è lo stesso elvetico a creare un’occasione importante sulla sinistra: dopo aver sfondato in fascia, difatti, l’ex Campione del Mondo under 17 centra un pallone su cui, però, Matos è lento ad arrivare, sprecando tutto.

A quel punto la squadra di casa tirerà un po’ i remi in barca, lasciando più spazio agli avversari.
A cinque dal termine, quindi, bello slalom di Caprari che mette a ferro e fuoco la difesa avversaria, venendo però murato in angolo da Seculin.

Sulla battuta del corner erroraccio di Seculin, che si farà scappare una palla facile facile permettendo a Frascatore di siglare il più comodo degli 1 a 1.

La rete del pareggio chiuderà quindi, di fatto, il match.
Tutto rimandato alla gara di ritorno.

COMMENTO

Primo tempo tutto sommato equilibrato quello in scena all’Artemio Franchi, con la Roma che pur dimostrando minor qualità di gioco finirà col creare le occasioni migliori, sfruttando anche una fase difensiva non proprio all’altezza da parte viola, con i giocatori della Fiorentina un pochino troppo statici.

Nella ripresa i padroni di casa scenderanno invece molto più decisi e troveranno quindi forze fisico-atletiche insperate, andando a mettere in grave difficoltà la squadra avversaria.

Il tutto fino alla rete di un vantaggio a quel punto meritato.

Peccato, in tal senso, che Seculin a pochi minuti dalla fine commetta un erroraccio su di un corner che teoricamente non avrebbe dovuto assolutamente impensierire un portiere con le sue capacità.

Tutto rimandato al match di ritorno, quindi. Con una Fiorentina che a questo punto dovrà probabilmente partire a tavoletta sin da subito per non replicare quanto accaduto a Viareggio, andando quindi a perdere la seconda finale di questa stagione.

MVP

Federico Carraro è attualmente uno dei pochi giovani italiani che mi fa ben sperare per il futuro.

Il numero 10 della Primavera Viola, del resto, dimostra di saperci davvero fare, sapendo trattare il pallone con grande capacità e qualità.

Il goal, arrivato con uno splendido pallonetto su dormita generale della difesa avversaria, è quindi solo la ciliegina sulla torta di un’ennesima prestazione sopra le righe di questo talento che meriterebbe un po’ più di fiducia sia a livello di under 21 che di prima squadra.

Honorable mention, infine, per Agyey, mediano dalle grandi qualità atletiche capace di dare sempre grande equilibrio alla propria squadra. Si è sempre comportato davvero bene ogni volta che mi è capitato di vederlo.

TABELLINO

Fiorentina vs. Roma 1 – 1
Marcatori: 69′ Carraro, 86′ Frascatore

Read Full Post »

Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: