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Quello colombiano è un movimento in grande crescita, e non lo scopriamo certo oggi.
Basta guardare un po’ qua e là nel mondo per renderci conto di come sempre di più e sempre migliori siano i talenti Cafeteros che stanno imponendosi sui prati verdi dei vari stadi.
L’esempio più fulgido, certo, è quel Falcao divenuto bomber assolutamente inarrestabile tra Portogallo e Spagna. Ma tanti altri sono i suoi “fratellini” più che dotati. Giusto per ricordarne qualcuno: James Rodriguez, Zuniga, Martinez, Guarin, Armero.
Ultimo, ma non per importanza, è Juan Quintero. Che a casa sua è già una star del pallone. E da noi ha ben iniziato a farsi conoscere, in questa prima mezza stagione di A con il modestissimo Pescara.
Quintero che questa notte ha preso per mano la propria nazionale per guidarla al trionfo contro la modesta Albirroja allenata da Victor Genes.
Schierato in posizione più avanzata di quanto non accada in Italia, diciamo in appoggio alle punte, il numero 10 colombiano mette ancora una volta in mostra, ma certo non ce n’era bisogno, tutte le sue importantissime doti da calciatore.
A partire da una tecnica nettamente sopra la media, per arrivare ad un cervello evidentemente creato per pensare calcio.
Così schierato come raccordo tra la mediana e l’attacco il fantasista pescarese crea calcio ed illumina una partita dai contenuti tecnici non propriamente sfavillanti.
Perché il Paraguay è la solita squadra diciamo solida, per non essere offensivi, e poco altro. Molto, anche troppo “europea”, nell’accezione negativa del termine.
La Colombia invece è un buon insieme di giovani interessanti, guidati appunto da Quintero.
Cafeteros che però, pur controllando bene il match, non creano occasioni da gioco continue, anzi.
Così per sbloccare il risultato e portare a casa una vittoria comunque meritata i colombiani hanno bisogno di una invenzione di Quintero che inventa per Nieto, bravo a rifinire per un Cordoba lesto a difendere palla, liberarsi del marcatore e fare secco Morel.
Passata in vantaggio la formazione allenata da Restrepo terrà comunque il pallino del gioco saldamente nelle proprie mani. Almeno fino all’ottantesimo, quando gli schemi salteranno ed in nemmeno un paio di minuti il Paraguay sfiorerà il pari almeno tre o quattro volte. In una di queste occasioni sarà Jherson Vergara, difensore dell’Universitario Popayan, a salvare baracca e burattini con una deviazione giusto sulla linea di porta.
Poco da segnalare, come detto, nelle fila paraguayana. Dove però, soprattutto nel secondo tempo, si mette in mostra un buon Jorge Rojas, centrocampista abile nell’unire discreta qualità e buona quantità.
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