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Archivio per la categoria ‘Le Pagelle di SM’

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Manchester City eliminato dalla Champions League. Ancora una volta.

In realtà era una notizia che ci aspettavamo un po’ tutti un paio d’ore fa. Del resto con due soli punti guadagnati in quattro match sembrava davvero difficile che i Citizens di Mancini potessero sovvertire i pronostici.

City che per altro non fa molto nemmeno per provarci. La prima frazione di gioco è tutta appannaggio madridista. Nella ripresa invece ci si prova, a ribaltare il match. Riuscendo però a trovare solo il pareggio. Su rigore.

Prima di dare il via all’analisi uomo per uomo un solo, ultimo, appunto: hai solo la vittoria a disposizione. Giochi in casa. E scendi in campo col 5-3-2 nonostante tu abbia a disposizione uno dei migliori attacchi del globo (riuscendo per altro a prendere goal dopo soli nove minuti)?

Mancini… Mancini…

Manchester City

Hart 6
Vivacchia salvando anche su Ronaldo, dopo il miracolo di Nastasic, il possibile colpo del K.O.

Maicon 5
I tifosi interisti che hanno guardato questa partita certo non saranno poi così tristi nel pensare che Maicon non difende più la loro fascia di destra. Completamente addormentato sul goal madridista, quando non segue Benzema che, tutto solo, ha buon gioco a trovare la rete del vantaggio. Solo l’ombra di ciò che era un paio d’anni fa.

Zabaleta 6
E’ l’unico tra i difensori Citizens a capirci qualcosa in quella “banda del buco” che è la difesa inglese nel primo tempo. E’ lui il giocatore con più tackle e più palle rubate. Un motivo ci sarà.

Kompany 5
Dovrebbe essere l’uomo in più della retroguardia, appare invece un pugile suonato molle sulle gambe.

Nastasic 6
Nonostante la gioventù prova a rimanere in partita. Sufficienza meritatissima per via del goal salvato sulla linea, che avrebbe probabilmente chiuso il match già nel primo tempo.

Kolarov 5
Come? Giocava anche lui?
(Dal 45′ Javi Garcia 5
Una percentuale di passaggi riusciti da far invidia a Xavi e Pirlo: 91%. Solo che finché non cerca la giocata smarcante è capibile che abbia percentuali del genere. E tutto sommato pure inutile.)

Tourè 6
Il miglior mediano del mondo abbandonato a sé stesso. Che tristezza. Non lo conosco personalmente, ma credo sia tra i primi ad augurarsi il licenziamento di Mancini.

Nasri 5
Si perde nella pochezza del primo tempo Citizens. Esce quando i suoi stanno iniziando a provarci.
(Dal 60′ Tevez 5,5
Prova a dare un po’ di pimpantezza agli attacchi Sky Blues.)

Silva 7
Migliore dei suoi assieme ad Aguero. Prova a dare pimpantezza e brio ad una squadra piatta.

Dzeko 5
Sbaglia tantissimo, soprattutto passaggi (circa uno su due quelli errati). Nel complesso fa davvero troppo poco, pur giocando tutti e novanta i minuti a disposizione.

Aguero 6,5
Come detto, il migliore tra i suoi con Silva. Prova a combinare qualcosa ma nel deserto di idee che è il City manciniano anche i talenti rischiano di combinare poco. Nonostante questo è l’unico a calciare più di due volte (quattro). E, a differenza del compagno di reparto, non sbaglia un passaggio. Qualità. Sprecata.
Certo, quel goal mangiato a un metro dalla porta grida ancora vendetta…

Real Madrid

Casillas 7
Buona parte del merito di questo pareggio che sancisce l’eliminazione del City è suo. Miracolo su Aguero.

Arbeloa 5,5
Partita sufficiente rovinata dall’espulsione con tanto di rigore del pareggio annesso.

Pepe 5,5
Partita senza infamia e senza lode. Ma evitate di dargli la palla tra i piedi in fase d’impostazione.

Ramos 6
Idem come sopra. Senza la postilla sulla gestione della sfera.

Coentrao 6
Certo, in Fifa12 era praticamente il miglior terzino del mondo. Cosa che poi non si conferma nella realtà. Disputa comunque un buon match, affrontato con attenzione.

Khedira 5,5
Tanto tanto cuore. Ma troppa approssimazione. Avrebbe sul destro la palla del K.O., ma zappa clamorosamente il terreno regalandola ad Hart.

Alonso 6
Davanti non si fa mai vedere, nonostante sia anche dotato di una bella “castagna”. In fase di possesso non gestisce la sfera come sa fare, essendo tra i migliori registi al mondo (ovviamente ben dopo i “mostri” Xavi e Pirlo). In fase di non possesso, però, è la vera diga della squadra. Peccato si limiti a fare solo il mediano.

Di Maria 6,5
Tra i migliori in campo pur senza brillare. Ma del resto in una partita complessivamente – lasciatemelo dire – così brutta basta poco per risaltare!
(Dall’89′ Albiol s.v.)

Modric 5,5
Ah, giocava anche lui? (cit.)
(Dal 68′ Callejon 5,5
Non dà sostanza.)

Ronaldo 7,5
Migliore in campo per distacco. E del resto credo che questa notizia non stupisca nessuno. Peccato solo non abbia attorno a sé un impianto di gioco che ne possa esaltare fino in fondo le caratteristiche. Cosa che invece accade a Messi.

Benzema 6,5
Ci prova quattro volte, centrando lo specchio una sola. Basta e avanza.
(Dal 75′ Varane s.v.)

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La Juve fa visita ai Campioni d’Europa. Ne esce un 2 a 2 giusto, ma piuttosto episodico. Andiamo a dare un po’ di voti e vediamo come sono andati nello specifico i giocatori scesi in campo…

Chelsea

Cech 5,5
A lungo inoperoso. Graziato da Marchisio e Vucinic, incolpevole su Vidal, lascia le gambe aperte nell’a tu per tu con Quagliarella. Errore che costa due punti al suo Chelsea.

Ivanovic 6,5
Controlla bene la sua zona, andando anche in diagonale quando necessario. Non è un caso se Asamoah, fin qui tra i migliori di questo inizio di stagione, fatichi molto più del preventivabile.

Terry 6
Non era al top, ma contribuisce ad annullare Giovinco e Vucinic.

David Luiz 5,5
Un sei e mezzo pieno. Che diventa 5,5 in relazione al buco sul secondo goal. Del resto lo spiraglio dove lanciare Quagliarella Marchisio lo trova proprio là dove – non – si fa trovare lui.

Cole 6
Non la sua miglior partita. Non è più il Cole dei bei tempi, quello che sapeva proporsi in avanti con continuità. Disputata comunque un match più che onesto.

Ramires 6,5
Generosissimo come al solito. Non incide come gli è capitato in certe occasioni lo scorso anno, dove fu tra i protagonisti della cavalcata Blues, ma nel complesso è tra i più positivi.
(Dal 70′ Bertrand s.v.)

Obi Mikel 5,5
Essien era tutt’altra pasta.

Lampard 5,5
Un altro che ha ormai imboccato il viale del tramonto. Peccato, ma prima o poi tocca a tutti. Si fa notare solo per una (bella) punizione sventata da Buffon.

Oscar 7,5
Il secondo goal potrebbe valere, da solo, l’8. Di certo c’è che questo ragazzino ha cominciato a mostrare perché tanto (una trentina di milioni) ha dovuto spendere Abrahmovich per portarlo a Londra.
(Dal 74′ Mata s.v.)

Hazard 6
Da lui ci si aspetta qualcosa in più, inutile dirlo. Fa comunque la sua parca figura.

Torres 5,5
Drogba se ne è andato e non ritornerà. Puntare tutto su di lui, però, potrebbe essere un errore da rimpiangere a lungo…

Juventus

Buffon 6
Il primo tiro di Oscar sarebbe preda facile, non ci si mettesse Bonucci. Il secondo è letteralmente imparabile. Per il resto gioca da Buffon. Ma senza venire sollecitato poi moltissimo…

Barzagli 6
Cerca di amministrare una partita in cui due fiammate di Oscar negano la vittoria (pareggio comunque giusto) alla sua Juve. Non ancora ai livelli dello scorso anno, ma assolutamente sufficiente. Rischia solo su Hazard lanciato a rete.

Bonucci 5
La deviazione sul primo goal è praticamente solo pura sfortuna. In occasione della seconda rete invece ce lo si aspetterebbe più deciso. Nel complesso partita sottotono, nonostante abbia avuto la fortuna di non trovarsi davanti un Torres in grande spolvero.

Chiellini 6,5
Il migliore tra i tre centrali Bianconeri. Cresce alla distanza, come un buon diesel. Ma del resto sta rientrando ora dagli acciacchi Europei…

Lichtsteiner 6,5
Solito corridore instancabile che percorre la fascia ripetutamente più e più volte. Dalla sua parte stazionano Cole e Hazard, che non brillano. Un motivo ci sarà.
(Dal 77′ Isla s.v.)

Vidal 8
Nettamente il migliore in campo. Davvero raramente ho visto un giocatore con così tante “palle” e tanto cuore. Evidentemente la musichetta della Champions lo esalta, anziché irretirlo. Perché quando scende in campo tiene fede al suo soprannome e sguaina la spada, lottando contro tutti e su ogni pallone. Giù il cappello. Anche perché non è cosa di tutti i giorni vedere un giocatore segnare, da fuori, subito dopo un contrasto pesante che lo stava costringendo a zoppicare…

Pirlo 5,5
Oscar si spende tanto in pressing su di lui, che ne soffre. Ma del resto lo abbiamo capito fin dall’inizio di questa stagione: lo stato di forma non è ottimale. Il Pirlo di stasera non è quindi quello delle grandi occasioni, e la Juve un po’ paga la cosa. Ma nel complesso la sua tranquillità lì in mezzo vien sempre utile.

Marchisio 7,5
Sono lui e Vidal i motorini di questa Juve. Che se riesce nell’impresa di rimontare due reti ai Campioni d’Europa è proprio per la grinta e classe dei suoi due interni. Peccato per quell’occasione sprecata ad inizio partita, che avrebbe tradotto anche il suo voto in 8. Perché poi l’assist per Quagliarella è da grande giocatore. Coi suoi 12,34 chilometri percorsi è tra l’altro il giocatore ad aver corso di più allo Stamford Bridge (davanti a Vidal, Pirlo, Barzagli e Chiellini… non certo un caso che nei top 5 ci siano solo Bianconeri…).

Asamoah 5,5
Non parte nemmeno male. Ma forse alla distanza sente un po’ la fatica di un inizio di stagione a spron battuto e un po’, soprattutto, l’emozione di una competizione vista solo fino ai preliminari, in quel di Udine…

Giovinco 4,5
Molto male il piccolo fantasista fatto in casa, che ancora non riesce a consacrarsi ad alto livello. Dopo aver dato gran dimostrazione di sé in provincia è davvero arrivato il momento di cambiare passo. Nel primo tempo, però, un totale disastro: nemmeno i passaggi gli escono. Nella ripresa sembra un pochino più volenteroso ed in partita, ma assolutamente sotto la sufficienza. Andrebbe tolto prima.
(Dal 74′ Quagliarella 7,5
Entrare e segnare praticamente al primo pallone giocabile è una cosa rara. Ovvio, ci va anche della fortuna. Ma Quagliarella, lo dimostrò anche al Mondiale 2010, è questo: non il Campione che sa trascinare quanto l’arma tattica capace di cambiare le partite più complicate con una giocata. E quella traversa ancora grida vendetta…)

Vucinic 5
Poco meglio di Giovinco. Si mangia però un goal nel primo tempo. Chi aveva iniziato a parlare di top player dovrà tenere a freno i proprio “bollenti spiriti”!
(Dall’87′ Matri s.v.)

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Nulla da fare per il Milan. Per un commentino vi rimando qui.

Milan

Abbiati 6
Chiamato poco in causa. Segno che l’Anderlecht se la gioca ma senza pungere.

De Sciglio 6,5
Mezzo punto in più d’incoraggiamento. Mezzo punto in più perché è il più giovane tra i Rossoneri, ma fa meglio di tanti altri compagni di ben maggiore esperienza. Discreto in entrambe le fasi.

Bonera 6,5
Nel complesso è il migliore della difesa milanista. Certo non è Baresi, come gli veniva prospettato in gioventù, ma comunque dopo le partenze di Silva e Nesta è uno dei principali su cui fare affidamento.
(Dal 74′ Yepes s.v.)

Mexes 6
Senza infamia né lode. Nel complesso il Milan non rischia moltissimo.

Antonini 5,5
Che fosse inadeguato a vestire una maglia da titolare al Milan ormai lo si sa da tempo. Il problema vero è che nel Milan attuale non sfigura nemmeno come dovrebbe.

Flamini 5
Si mangia la prima occasione che riesce a costruire il Milan calciando il pallone addosso a Proto. Per il resto sembra vagare senza una meta per il campo. Uno dei tanti senza idee di questa squadra (a partire dall’allenatore, verrebbe da dire).

De Jong 5
Non è un regista e lo si sapeva. Nel complesso però da uno dei giocatori con la maggior esperienza internazionale di questa squadra ci si aspetterebbe una prestazione di ben altro livello. Poca roba.

Nocerino 5,5
Ibrahimovic impediva al Milan di avere un gioco. Ma permetteva a Boateng e soprattutto Nocerino di rendere molto al di sopra delle loro possibilità. Senza quel punto di riferimento davanti, capace di tener palla per ore aspettando i suoi inserimenti, Nocerino si sente perso. Come tutto il Milan, in realtà.

Boateng 5,5
Mezzo punto in più di quello che dovrebbe essere giusto perché ci prova. Come detto forse ha il difetto di provarci anche troppo. Cercare la conclusione con troppa insistenza finisce sempre col danneggiare la squadra.
(Dal 60′ El Shaarawy 6
Dà una piccola scossa alla sua squadra, arrivando anche vicino al goal. La base ci sarebbe, bisognerebbe lavorarci su. Certo non credo abbia la serenità giusta, visto l’ambiente, per svilupparsi al meglio.)

Emanuelson 6
Non finirò mai di dirlo: a me questo ragazzo non piace (oltre a non essere da Milan, anche se presto dovremo rivedere gli standard. Di molto al ribasso…). Oggi però è sicuramente uno dei meno peggio. Volontà e qualche buona trovata. Non basta, comunque.
(Dal 77′ Constant s.v.)

Pazzini 5
Non è nemmeno tutta colpa sua, dato che non è praticamente mai servito a dovere. Però resta assolutamente impalpabile per tutto il match.

Anderlecht

Proto 7
Se l’Anderlecht esce imbattuto da San Siro è anche grazie a lui, che ha da fare in più di una circostanza sui vari Flamini, Emanuelson, Boateng ed El Shaarawy. Nel complesso migliore in campo. E questa è una – pur piccola – buona notizia per il Milan.

Gillet 6,5
Veniva da un goal in nazionale, è sicuramente uno dei giocatori di spicco dell’Anderlecht. Ci si aspetterebbe forse qualcosa di più da lui. Che ha comunque buon gioco contro Antonini.

Wasilewski 6
Difficile dare un voto ai centrali Biancomalva. Perché annullano Pazzini. Ma non danno comunque impressione di costituire una linea difensiva impenetrabile.

Nuytinck 6
Come sopra.

Descacht 6
Chi lo conosce sa che non è terzino di spinta. E il suo lavoro, lì dietro, lo fa bene, senza fronzoli.

Biglia 6,5
Il metronomo Biancomalva gioca un buon match, cercando di dare geometrie e giro palla alla squadra di cui è capitano. Paradossalmente oggi servirebbe anche lui a questo Milan troppo povero di idee.

Kouyaté 5,5
Il paggio di Biglia non mette in mostra grandissime qualità. Nemmeno da medianaccio.
(Al 77′ Juhasz s.v.)

Kljestan 6
L’americano parte bene, per calare alla distanza. Lo conosco da anni ed è un bel giocatorino. Certo inadatto ad altissimi livelli, ma fa sempre piacere rivederlo.

Kanu 5
C’è. Ma non si vede.
(Dall’88′ Yakovenko s.v.)

Bruno 6
Vale per lui un po’ lo stesso discorso fatto anche per Kljestan. Parte bene per calare alla distanza. Come un po’ tutto l’Anderlecht però, che nella ripresa probabilmente capisce di potersi (e forse doversi, per non rischiare troppo) accontentare del pari.
(Dal 77′ Praet s.v.)

Mbokani 6,5
Forse è più un 6+, ma nel complesso Mbokani è bravo a fare reparto da solo. Svaria, protegge palla, fa salire i compagni, dialoga. Bravo.

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Sampdoria

Romero: 5,5
Praticamente incolpevole sul goal, non sembra però dare grossa sicurezza al reparto arretrato.

Volta: 4-
Non è in partita e lo si vede sin da subito. Tanti falli, tanti giri a vuoto. E’ il giocatore da puntare e non è un caso se è da una situazione di uno contro uno che lo vede coinvolto se esce il goal varesino.

Rossini: 4,5
La difesa non gira e lui, che ne è il centrale, non si salva di certo. Anzi.

Costa: 5
Prova da dimenticare anche per lui.

Rispoli: 5,5
Prova a contenere più che ripartire. Lo fa anche discretamente, ma non può che perdersi nel marasma Blucerchiato.

Padalino: 7
Un vero leone. Corre a perdifiato e lotta su ogni pallone. Almeno finché ha una stilla di forza nel corpo. Immenso e sprecato nel contesto in cui si trova a giocare.
(85′ Koman: 3
Di per sè il peggiore in campo è Volta. Ma Koman merita una menzione d’onore. Entra a partita praticamente finita giusto per effettuare un intervento spacca gambe dopo la rete varesina. E io che pensavo fosse entrato per dare qualità alla manovra.)

Palombo: 4,5
Che fine ha fatto l’ex centrocampista della Nazionale Azzurra?

Bentivoglio: 4
Partitaccia. Anche lui pensa più a tirare a calci che a giocare a calcio.
(Kristicic: 5
Fare meglio del Bentivoglio di ieri non è certo impresa titanica. Però anche lui può poco nella confusione doriana.)

Lazcko: 5
Poco propositivo, poco dinamico. Prova insufficiente (che lo rende comunque uno dei migliori della squadra).

Juan Antonio: 5
Parte bene ma si spegne presto. Peccato, avrebbe potuto dare verve all’incontro.
(45′ Pozzi: 5,5
Prova a dare nerbo alla manovra offensiva. Non ci riesce. Generoso.)

Bertani: 5,5
Lasciato veramente troppo solo. Cosa avrebbe potuto fare di più? In un paio d’occasioni riesce comunque a rendersi pericoloso, confermandosi attaccante tra i più interessanti della categoria.

Varese

 Bressan: 6,5
Poco impegnato, risponde comunque con sicurezza alle due conclusioni interessanti portate da Bertani.

Pucino: 6,5
Come ho detto in telecronaca è il più giovane in campo ma non lo dimostra. Disputa un primo tempo di altissimo livello per poi tirare un po’ i remi in barca nella ripresa. Affidabilissimo, qualora crescesse ulteriormente il suo livello di gioco finirebbe con lo sbarcare in Serie A senza problemi.

Troest: 6,5
Con Terlizzi compone una coppia di sicuro affidamento e grande valore. Una sola piccola sbavatura cui comunque rimedia lui stesso. Big Roccia.

Terlizzi: 7
Praticamente perfetto. Un solo appunto: alle volte si fida troppo di sè stesso, quando tratta il pallone.

Grillo: 7
Primo tempo su livelli accettabili, ripresa super. Ha da contenere il migliore dei doriani e lo fa alla grande. In più spinge come può, piazzando una discesa stile Zambrotta versione 2006.

Nadarevic: 6
Come detto è tutto sommato il giocatore meno in palla degli undici titolari. Disputa comunque una partita pienamente sufficiente.
(71′ Carrozza: 7
Un fattore. Entra, corre, dribbla. Bene isolarlo in uno contro uno con Volta. Situazione risolutiva, come da me predetto.)

Kurtic: 7
Finalmente una prestazione pienamente convincente per lui, che in B dovrebbe fare la differenza bendato.

Corti: 7-
Solito piccolo gigante del centrocampo!

Zecchin: 6,5
Quantità e qualità per la fascia sinistra (principalmente) biancorossa.

Neto: 6,5
Desse continuità durante tutto il match alla sua prestazione sarebbe da nazionale.
(85′ Damonte: 7
Una giornata che non scorderà mai.)

Martinetti: 6,5
Tra i migliori nel complesso. Centravanti di manovra che dovrebbe solo affinare le proprie doti di realizzatore per arrivare al sette fisso.
(65′ De Luca: 6
Mette un po’ di pressione alla retroguardia avversaria con la sua grande rapidità.)

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Anche ieri, come sabato, mi sono recato a San Siro grazie a WeAreSocial, invitato da Indesit che già mi aveva ospitato quest’estate a Londra per il lancio del portale Genuine Football Fan.

Da lì ho potuto godermi Milan – Bate, che ho poi raccontato proprio su GFF.
Riporterò quindi qui di seguito l’articolo per far capire a grandi linee come ho visto le cose, per poi analizzare giocatore per giocatore le prestazioni – esclusivamente – dei giocatori del Milan.

Massimo risultato col minimo sforzo, e il Milan è già praticamente sicuro degli ottavi di finale.

Non che ci fossero molti dubbi già il giorno del sorteggio. Ma oggi i tifosi rossoneri possono cominciare a festeggiare.
Ora ai ragazzi di Allegri non resta che contendere al Barcellona delle meraviglie la prima posizione nel girone.

Milan - Bate Barisov

Tutto facile, per il Milan.
Ma del resto nel vedere la squadra di casa fronteggiare la compagine bielorussa si nota subito chiaramente come la sfida sia assolutamente impari.
Un po’ come vedere una battaglia in cui un gruppetto di ragazzi disorganizzati, senza un’ora di addestramento militare alle spalle ed armati solo di pistole ad acqua affrontassero le Forze Speciali Americane equipaggiate di tutto punto.

Insomma, non c’è proprio partita. Né sulla carta né in campo.
E così la poltroncina su cui mi siedo a pochi minuti dall’inizio del match, primo anello arancio, diventa lo scranno da cui osservare pregi e difetti di una squadra ancora lontana dai fasti del passato.

Perché il Milan è croce e delizia di un San Siro vivace e ricettivo.

Il divario tecnico tra i Rossoneri e il modestissimo Bate è oceanico.
Eppure il risultato non è largo quanto ci si immaginerebbe.

Sbaglia troppo il Milan, forse non abbastanza motivato nell’affrontare un avversario così inferiore.

Dietro si balla, e in più di un’occasione.
Se Renan Bressan all’anagrafe facesse Lionel Messi (o anche solo Manolo Gabbiadini) il Milan riuscirebbe anche a passare in svantaggio. E certo non per merito dei bielorussi, quanto per un’approssimazione diffusa che porta – nell’occasione – Van Bommel a regalare un goal praticamente già fatto al numero dieci avversario.
Che però, dall’alto – anzi, dal basso – della sua pochezza si fa imbambolare da Abbiati.
Diverse (almeno un altro paio quelle clamorose) sono comunque le occasioni che i padroni di casa lasciano agli ospiti, sbagliando cose elementari che costerebbero carissimo se l’avversario si chiamasse Real Madrid o Manchester United.

Anche davanti sembra si giochi con troppa sufficienza.
La buona stella di Cassano appare momentaneamente offuscata e Ibrahimovic si mostra quasi infastidito dal livello dell’avversario. Tanto da non volersi sprecare per batterlo.
Cosa che in effetti non serve. E non è un caso se è proprio lui, pur senza impegnarsi, a portare avanti il Milan.

A dare nerbo alla squadra rossonera – dove si possono annotare le prestazioni piuttosto impacciate di Bonera e Van Bommel – sono quindi, in particolar modo, Nocerino e Boateng.
Del primo, con una battuta, dicevo allo stadio che “questi (il Bate, ndr) fanno fare bella figura anche a lui”. E se in parte è sicuramente merito della pochezza dei bielorussi Nocerino, già tra i migliori in campo sabato, ci mette in realtà anche molto del suo. La condizione sembra finalmente farsi quantomeno accettabile, e lui ci dà dentro a fondo. Corre, pressa, si propone, tampona, ci prova. Una prestazione sicuramente sopra alla media per un giocatore dai limiti ben marcati, ma con una generosità indubbiamente preziosa.

Boateng, invece, fa quello che sa fare meglio: dare consistenza tra le linee. Trequartista atipico, non ha certo bisogno di presentazioni. È ormai amatissimo dal suo pubblico e temuto dai tifosi avversari.
E per lasciare un segno chiaro nella partita si inventa un goal da incorniciare.

Nocerino e Boateng che rappresentano le eccellenze ma non sono certo gli unici due ad aver disputato una partita più che degna.

Tra tutti vorrei segnalare Taye Taiwo.
Il terzino sinistro nigeriano parte timidissimo e cresce alla distanza, incoraggiato anche da un pubblico che sembra averlo preso in simpatia. La condizione migliore è ancora lontana e le qualità tecniche non sono certo da novello Roberto Carlos, ma posto il livello medio dei terzini del nostro campionato ecco che un ruolo quantomeno da comprimario potrà ritagliarselo anche lui.
Che però, prima, deve trovare più fiducia nei propri mezzi. E l’ultimo spezzone della gara di ieri è sicuramente, in questo senso, la base da cui partire.

Il Milan vince facilmente, insomma. Senza nemmeno impegnarsi più di tanto. Di fronte ad un avversario che non sa approfittare delle diverse sbavature che i rossoneri si trovano a compiere.

Che dire? Alle Forze Speciali non serve nemmeno imbracciare i fucili. La differenza è così ampia che gli bastano le fionde.

Milan

Abbiati: 7
Pochi interventi, ma decisivi.
Si aspettava di passare una serata totalmente inoperosa invece i compagni (Van Bommel, Abate, Bonera) decidono di testarlo a fondo. Evita ai suoi una bella figuraccia.

Abate: 6,5
Spinge bene nel primo tempo, nella ripresa tira un pochino di più i remi in barca. O almeno, è spesso nella metà campo avversaria, ma cerca meno di quello che dovrebbe il fondo.
Si meriterebbe sicuramente il sette pieno non fosse che compie qualche sbavatura di troppo. Che, in un paio di casi (una, il passaggio al centro per un avversario, clamorosa posto che si tratta di cose che si insegna a non fare già nei pulcini), potrebbe costare carissimo.

Nesta: 6,5
Vale un po’ lo stesso discorso fatto per Abbiati. Nonostante l’età e gli infortuni resta un punto di riferimento nel ruolo.
(Dal 84′ Mexes: s.v.)

Bonera: 5,5
Un po’ troppe sbavature. Piuttosto inadatto a certi livelli, oggi è considerabile, ad andar bene, il quinto centrale del Milan.

Taiwo: 6,5
Sembra un po’ bloccato, timido. Non è un caso se il calore di San Siro piano piano lo scioglie. Ne esce una prestazione discreta, punto di partenza su cui costruire il suo futuro Rossonero.

Aquilani: 6,5
Buona partita per l’ex Juventus, che dà un quid in più di qualità alla sua squadra pur senza strafare. Meriterebbe il goal nel primo tempo, quando è fermato solo dal palo.

Van Bommel: 5
Se Abbiati non facesse il miracolo forse parleremmo di un’altra partita. Mark appare appesantito, molle, sempre in ritardo nell’andare a chiudere.

Nocerino: 7
Indubbiamente tra i migliori in campo. Corre tantissimo, tampona, si propone, ci prova. Certo non un Campione, ma ieri ha fatto la sua più che onesta partita.

Boateng: 7
Gioca benissimo tra le linee e dà sostanza lì in mezzo. Tanta fisicità unita a buona tecnica. E ad un goal da incorniciare.
(Dal 78′ Emanuelson: s.v.)

Ibrahimovic: 7
Segna. Gioca. Però dà l’impressione di essere troppo altezzoso. Giocasse con la determinazione di Gattuso ne farebbe cinque. Bendato.

Cassano: 5,5
Offuscato rispetto all’ultimo periodo. Pare risentirne un po’ a livello atletico. Forse sarebbe stato meglio farlo rifiatare.
(Dal 62′ Robinho: 6,5
La sua vivacità è imprescindibile. Gioca lungo tutto il fronte offensivo mettendo in continua apprensione ogni singolo difensore avversario. Da fare giocare sempre.)

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Il vento sta iniziando a cambiare.

E’ questa la consapevolezza di cui possono farsi forte oggi i tifosi juventini.

Perché dopo un biennio fatto di stenti sembra che la cura Conte funzioni.

E prima ancora che una questione tecnico-tattica è proprio un fattore di approccio alle gare. Di grinta messa in campo.

Conte che ieri ha avuto grandissimi meriti. Innanzitutto la sua squadra schianta gli avversari sul piano atletico, riuscendo a correre quasi senza cali per novanta minuti filati ed attuando un pressing ed un forcing che lascia i rossoneri senza la forza di reagire.

Poi tatticamente. Perché, a differenza del suo predecessore, Conte dimostra una grande duttilità. Tutti parlavano di talebano del 4-2-4, lui “s’inventa” un 4-5-1 molto duttile con un’unica punta atipica capace anche di fare gioco, svariare, favorire gli inserimenti.

Insomma, una trovata che sicuramente vale buona parte della bella vittoria ottenuta ieri sera contro un Milan che, di contro, è molle, senza forza nelle gambe, arruffone nel giro palla, spuntato là davanti.

Il calcio sta cambiando, se qualcuno non se ne fosse accorto. Ed ecco allora che per magia la tecnica incide (del resto le partite non sono manifestazione podistiche) ma l’atletismo occupa una fetta sempre più importante di quello che è un match di calcio. E quindi se vuoi vincere non ti puoi permettere di non correre.

Ed ecco così che oggi le tre squadre sul campo migliori d’Italia sono magicamente anche quelle che corrono di più. Di certo quello che hanno il miglior rapporto corsa-tecnica: Napoli, Udinese e Juventus.

Da cosa nasce la grande crisi che affligge il calcio italiano in questo periodo nero?

Da tanti fattori.

Primo fra tutti proprio il fatto che le preparazioni atletiche che vengono a tutt’oggi seguite in Italia sembrano essere per lo più antiquate. E non è un caso, in questo senso, che le avanguardie – stile Napoli – ben figurino anche al di fuori del nostro paese.

Tra i tanti problemi del nostro calcio (assieme anche ad una gestione del merchandising da Terzo Mondo e all’obsolescenza dei nostri stadi) c’è anche sicuramente una sfiducia latente nei giovani. Una mancanza di coraggio nel lanciarli che rischia davvero di tarpare le ali a tutto il movimento.

Un esempio relativo proprio a questo match in esame?

Cassano titolare. Che di per sè ci potrebbe anche stare.
Cassano che però è un giocatore che non corre nemmeno quando gioca bene e risulta decisivo.

E allora in un match come quello di ieri far sì che un giovane dinamico come El Sharaawy possa prenderne il posto sarebbe cosa buona e giusta.

E invece?

E invece El Sharaawy non è nemmeno in panchina, evidentemente ritenuto troppo giovane per reggere la pressione derivante dal giocare dal Juventus Stadium.

Un ragionamento che potrebbe filare anche, non fosse che dalla panchina si alza Emanuelson, per sostituire Cassano.
Stiamo parlando di un giocatore che in carriera non ha ancora capito quale sia il suo ruolo. Ma che, di certo, nel sostiuire Cassano come fatto ieri finisce per giocare fuori ruolo.

Ma non solo. Stiamo parlando anche di uno dei giocatori con meno carattere che io abbia mai visto calcare un campo di calcio.

Di fronte a questo scenario… davvero El Sharaawy era troppo giovane per essere portato allo Juventus Stadium?

Nel complesso, comunque, un 2 a 0 strameritato per i padroni di casa. Due goal sotto certi aspetti un po’ fortunosi (sorta di rimpallo nel primo, papera di Abbiati nel secondo) che permettono comunque alla Juve di capitalizzare una partita in cui ogni altro risultato oltre all’1 sarebbe stato bugiardo.

Ma vediamo più nello specifico le prestazioni dei singoli.

Juventus

Buffon: s.v.
Praticamente sempre inoperoso. E’ chiamato ad una sola parata e lui risponde alla grande.

Lichtsteiner: 6,5
Dopo anni a soffrire sugli esterni la fascia destra sembra aver trovato il suo padrone. Il terzino elvetico è sempre attentissimo in fase difensiva e bravo ad appoggiare la fase offensiva. Una sola pecca: un piede non proprio educatissimo.

Barzagli: 6,5
La riconvocazione in nazionale è assolutamente meritatissima per uno degli interpreti più positivi di questo inizio di stagione bianconero. Che anche ieri si riconferma su ottimi livelli.

Bonucci: 6
Non rischia praticamente nulla la difesa bianconera e lui esegue il suo compitino senza sbavature. Per lui, al contrario che per il compagno di reparto, la convocazione è – in questo momento – assolutamente immeritata. Speriamo solo, per il calcio italiano, che il match di ieri abbia contribuito a dargli fiducia nei propri mezzi.

Chiellini: 7
Spostato a sinistra per coprire una falla che questa squadra si porta dietro ormai da anni, Giorgio si esalta e torna il gladiatore apprezzato nella stagione 2007/2008.
Ormai è piuttosto chiaro: ha bisogno di giocare di nervi. Nel momento in cui l’intensità si abbassa escono tutte le sue lacune.

Krasic: 5
L’unica vera nota stonata della trionfante serata juventina. E’ un corpo estraneo rispetto alla squadra. Giocatore che sta palesando limiti d’intellingenza tattico-calcistica notevoli.
(Giaccherini: 6
Entra e fa sicuramente meglio di Krasic, propiziando anche l’azione del 2 a 0.)

Vidal: 6,5
Grande partita del cileno che mette in mostra tutta la sua garra. Corre a perdifiato per novanta minuti aiutando la squadra in ogni fase di gioco ed in ogni zona del campo. Gli manca solo una cosa per il 7: più precisione in fase conclusiva, dove sciupa diversi palloni.
(Dal 90′ Pazienza: s.v.)

Pirlo: 6,5
Ricama calcio, anche contro la sua ex squadra.

Marchisio: 8
Indecisissimo se dargli 7,5 o 8, alla fine decido di premiarlo con un voto che do realmente col contagocce.
Ha sempre avuto grandi mezzi, a mio avviso, questo ragazzo. Che però dopo aver mostrato grande futuribilità ai tempi della prima Juve post-Calciopoli si era un po’ perso nel marasma delle ultime stagioni bianconere.
Sarà la guida di Conte in panca o quella di Pirlo in campo il Principino sembra finalmente essersi ritrovato. Segnale positivissimo in ottica nazionale.

Pepe: 6,5
Conte oggi non può fare a meno di lui. Se avesse solo un po’ di tecnica e dribbling in più sarebbe l’esterno perfetto.

Vucinic: 7
Un altro capace di ricamare calcio. Sbaglia un pochino troppi palloni, ma ne trasforma in oro tanti altri. Colpisce anche una traversa con un colpo di fioretto che avrebbe fatto venire giù lo stadio, se trasformato in goal.

Milan

Abbiati: 5
L’ombra del portiere apprezzato la scorsa stagione.

Bonera: 5
Soffre, come buona parte dei suoi compagni. E chiude in ritardo in occasione del primo goal. Su di un’occasione comunque non esattamente facilissima.

Nesta: 6
Certo non è più lo splendido difensore che era qualche stagione fa, ma nel marasma rossonero è tra i pochi a salvarsi.
(Dal 71′ Antonini: 6
Entra per sostituire l’acciaccato Nesta e fa il suo compitino.)

Thiago Silva: 7
Tra i migliori in campo. L’unico vero baluardo di un Milan allo sbando. Splendido in particolar modo quando recupera e chiude su di un Vucinic leziosetto lanciato a rete da uno dei tanti errori di Van Bommel.

Zambrotta: 5
Solo l’ombra del terzino che nel 2006 dominava il mondo.

Nocerino: 5
Qualitativamente non vale una squadra come il Milan. E si sapeva. Però non da nemmeno un contributo significativo in quanto a quantità.
(Dall’83′ Ambrosini: s.v.)

Van Bommel: 4,5
Sbaglia tantissimi palloni.

Seedorf: 5
Solo il miglior Clarence potrebbe salvare un Milan molle dal tracollo. Ma non c’è nemmeno lui, come la maggior parte dei suoi compagni.

Boateng: 4
Si merita tre cartellini gialli in tutta la partita. Non incide là davanti. Prova a dare un po’ di nerbo senza però riuscirci. Partita da dimenticare.

Ibrahimovic: 5
Non è ancora in forma e si vede.

Cassano: 5
Le partite giocate a questa intensità non fanno per lui.
(Dal 61′ Emanuelson: 4,5
Gioca fuori posizione. Ma è come se non giocasse. Non fosse per il mancato rinvio in occasione del secondo goal, quando di fatto serve proprio Marchisio per il 2 a 0.)

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Catania

Andujar: 5
Poco impegnato, regala il pareggio alla Juventus. L’acqua che rende viscidi campo e palla non l’aiuta, ma su quel tiro di Krasic doveva fare meglio.

Alvarez: 6
Gioca solo mezz’ora e lo fa senza sbavature.
(Dal 29′ Marchese: 5,5
Completa l’opera iniziata dal compagno. Almeno fino all’ingresso di Pepe, che lo mette un po’ in affanno.)

Bellusci: 6,5
Gioca una buona partita brillando della luce che riflette stando vicino a Spolli. E’ comunque spesso troppo irruento. Deve crescere.

Spolli: 7
Migliore in campo. Una vera colonna in fase difensiva. Cancella Matri, si sbatte e lotta su ogni pallone, mettendo in mostra una forza ed una condizione davvero notevoli.

Capuano: 5
Bene nel primo tempo, quando ha solo il fantasma di Krasic da controllare. Poi nella ripresa il serbo lo salta ogni volta che lo punta. E lui, come se non bastasse, regala pure a Vidal un assist per un rigore in movimento che il cileno fallisce clamorosamente.

Delvecchio: 6,5
Se Pirlo non illumina come in altre occasioni è anche merito suo.

Almiron: 6
Giochicchia senza strafare. Se voleva farsi rimpiangere dai tifosi bianconeri immagino non ci sia riuscito.
(Dal 67′ Ledesma: 6
Non si vede tantissimo ma fa il suo.)

Lodi: 6
Talento discreto ma incisività da rivedere. Quantomeno su calcio piazzato dovrebbe rendersi più pericoloso.

Gomez: 7
Un bel furetto quando parte palla al piede. Mette in grave difficoltà Grosso, in special modo.

Catellani: 6,5
Molto in forma, disputa un primo tempo da sette. Nella ripresa cala un po’. Alla fine non ce la fa proprio più.

Bergessio: 6,5
Segna un ottimo goal di rapina.
(Dal 78′ Suazo: s.v.)

Juventus

Buffon: 6,5
Subisce un goal su cui può poco per colpa di una difesa ballerina, poi tira sempre giù la clair con puntualità.

Lichtsteiner: 6
Tanta grinta e tanta corsa.

Barzagli: 5,5
La colpa del goal catanese è anche sua. Oggi meno sicuro che in altre occasioni. Certo che giocare di fianco a questo Chiellini non è facile.

Chiellini: 4
Si fa anticipare alla grande sul suo palo da Bergessio, quando avrebbe semplicemente potuto accorciare un attimo e spazzare il pallone in tribuna, piuttosto. A fine match regala pure a Suazo la palla del possibile 2 a 1, che solo un grande Buffon riesce ad evitare.
Tanti errori e sbavature per un difensore che si è involuto tantissimo negli ultimi tre anni.

Grosso: 4,5
Buco o bella statuina. A seconda della prospettiva da cui lo si guarda. La Juve da quella parte ha davvero un grosso problema… Ziegler non piaceva a Conte, ma forse ora qualche chance l’avrebbe avuta comunque.

Marchisio: 6
Gioca sotto ai suoi standard ma si sbatte comunque tanto, in entrambe le fasi.
(Dall’81′ Quagliarella: s.v.)

Vidal: 5,5
Generoso ma arruffone. Da rivedere.

Pirlo: 5
E’ stato il migliore in campo per tre partite di fila. Oggi tira un po’ il fiato.

Elia: 5,5
Probabilmente tra i migliori del pessimo primo tempo juventino. Ma non può fare un’azione in quarantacinque minuti.
Se non altro, comunque, prova a dare una mano dietro.
(Dal 45′ Pepe: 6,5
Dà tutto in tempo e dimostra una grande condizione. In questo momento, forse, meriterebbe di partire titolare.)

Krasic: 7-
Primo tempo pessimo, ripresa alla grandissima. In cui risulta essere il migliore in campo.
Certo, non può pensare di giocare un tempo solo. Però va premiato, perché oltre a essere il migliore in campo segna pure il goal del pareggio.

Matri: 5
Lasciato troppo solo, non combina nulla.
(Dal 72′ Del Piero: 5,5
Prova a farsi vedere un pochino più del compagno rilevato, ma combina comunque poco.)

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Napoli

De Sanctis: 7
Insuperabile.
Maiuscolo sul colpo di testa di Natali.

Campagnaro: 6,5
Nessuna sbavatura di livello, gioca una buona partita.

Cannavaro: 6
Guida discretamente un pacchetto arretrato che non soffre tantissimo, se non sulle sfuriate di Cerci.

Fideleff: 6
Buona partita, dimostra potenzialità interessanti. Solo un paio di mezzi black-out, da tenere d’occhio per il futuro.
(Dal 54′ Aronica: 6
Fa il suo compitino facendosi vedere un paio di volte davanti. Se avesse un piede solo discreto…)

Zuniga: 7
Migliore dei suoi per distacco, disputa una partita di grande livello da vero e proprio trenino su quella fascia.

Inler: 6
Forse un minimo più in affanno fisico del solito, fa comunque la sua partita ordinata.

Gargano: 6,5
Motorino instancabile di centrocampo, sopperisce alla vena non proprio positivissima del compagno di reparto.

Dossena: 5
Soffre tantissimo Cerci.
Ma è più che capibile.
(Dal 67′ Pandev: 5,5
Non convince. Nemmeno oggi.)

Hamsik: 5,5
Serata di scarsa vena. Ma capita anche ai migliori.

Lavezzi: 6+
Quando ha palla lui si sussulta sempre, sulla poltrona. Non è però in forma smagliante, e si vede.

Cavani: 7-
Al sette pieno manca solo il goal. Per il resto gioca praticamente in ogni singola zolla del campo. Monumentale.

Fiorentina

Boruc: 6
Subisce pochi tiri nello specchio. Perché anche quando il Napoli accelera non trova lo specchio con continuità.

Cassani: 6
Qualche spunto interessante, ma dovrebbe sfruttare di più la buona vena di Cerci.

Gamberini: 5,5
Soffre Cavani.

Natali: 6,5
Sicuramente meglio del compagno di reparto. Ma che paura su quel colpo di tacco che si trasforma in assist per l’avversario!
Certo meriterebbe il goal quando va su di testa nell’area di casa. Se solo non ci fosse stato De Sanctis…

Pasqual: 5
Soffre parecchio Zuniga ed a tratti anche Lavezzi. Come se non bastasse rischia fortemente pure un rigore. Insomma, serata da dimenticare.

Behrami: 6
Da diga davanti alla difesa funziona a sprazzi. Sicuramente da rivedere.

Munari: 6
Fa il suo match. Corre tanto e cerca di dare una mano in entrambe le fasi di gioco.
(Dal 78′ Kharja: s.v.)

Montolivo: 5,5
Forse non ha più stimoli. Di sicuro in nazionale, nelle ultime partite, si è visto un altro Riccardo Montolivo.
(Dall’85′ Lazzari: s.v.)

Cerci: 7
Quando parte in velocità palla al piede è praticamente inarrestabile. Chiedere a Dossena ulteriori info.
Se continuasse così sarebbe giusto aprirgli le porte della Nazionale…

Vargas: 5
E’ tra i giocatori più importanti di questa Fiorentina ma oggi manca all’appello. Fa il suo in fase di non possesso, certo, ma serve il suo apporto anche davanti.
(Dal 68′ Romulo: 5,5
Un po’ troppo irruento a tratti, dà comunque idea di essere molto generoso. Corre tanto, alle volte un po’ a vuoto. Da rivedere.)

Jovetic: 6
Alcuni colpi di classe assoluta ma come detto in sede di commento da prima punta atipica è un po’ più fuori dal gioco di quanto non lo sarebbe giocando venti metri più indietro.

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Citizens stoppati in casa dal Napoli. Ecco le pagelle.

Manchester City

Hart: 6
Sul goal può poco. Per il resto fa il suo compitino senza strafare, e tremando non poco in un paio d’occasioni.

Zabaleta: 6,5
Buona partita dell’ex capitano dell’Argentina under 20 che tiene bene la sua fascia rendendosi protagonista di un buon match sia in fase difensiva che in fase offensiva.

Kompany: 6,5
Meriterebbe mezzo voto in più. Non fosse che ogni tanto si spegne e perde del tutto la concentrazione. Su un paio di suoi errori grossolani il City rischia moltissimo. Per il resto è comunque quasi perfetto. Come quando salva sulla linea un goal già fatto di Hamsik.

Lescott: 6
Fa il compitino. Meno decisivo di Kompany sia nel bene che nel male.

Kolarov: 6,5
Partita da sei la sua, che in un’occasione buca anche una palla che sarebbe potuta essere sanguinosissima (sugli sviluppi di quell’azione Kompany salva sulla linea un tiro di Hamsik). Poi però si inventa il goal del pareggio e allora…
(Dal 74′ Clichy: 6,5
Gioca solo un quarto d’ora ma fa molto bene. Dietro regge e davanti porta sovrapposizioni continue. Essendo fresco gli viene facile, ma comunque si fa vedere con continuità.)

Barry: 5,5
Meriterebbe mezzo punto in più anche lui, ma l’errore da cui scaturisce il contropiede del momentaneo vantaggio partenopeo pesa. Per il resto partita da sufficienza piena.

Yaya Tourè: 6,5
Colpisce una traversa. Ma non solo: diga quasi insormontabile, dimostra anche di avere una tecnica inusuale per un martellatore di centrocampo. I dieci milioni l’anno che prende d’ingaggio non li vale, ma resta comunque uno dei migliori interpreti mondiali nel ruolo.

Nasri: 6
Giochicchia ma senza incidere. Da uno come lui ci si aspetterebbe sicuramente di più.
(Dal 74′ Johnson: s.v.)

Silva: 6
Giocatore che mi piace moltissimo, questa volta, un po’ come Nasri, fatica ad incidere.

Aguero: 7
E’ l’arma in più di questo Manchester City. Bravissimi comunque i difensori del Napoli che, alle volte con le maniere cattive, riescono tutto sommato a contenerlo.

Dzeko: 6,5
Forza fisica straripante, grande punto di riferimento là davanti.
(Dall’80′ Tevez: 5
Gioca solo dieci minuti, ma con una svogliatezza unica. Censurabile.)

Napoli

De Sanctis: 6,5
Maiuscolo in un paio d’occasioni, fortunato in un altro paio, non può nulla sulla punizione di Kolarov.

Campagnaro: 7
E’ il migliore là dietro. Chirurgicamente insuperabile.

Cannavaro: 6,5
E’ tutta la difesa napoletana a giocare bene, in realtà. Del resto concedere un solo goal ad un attacco come quello del City, e per di più solo su calcio piazzato, non è roba da poco. Bravo anche Cannavaro, che guida bene la sua linea arretrata.

Aronica: 6,5
Nel vederlo titolare a Manchester un piccolo sobbalzo non si può non farlo. Aronica però è uno di quei giocatori che seppur non sia certo eccezionale, e forse proprio conscio dei suoi limiti, non molla mai un metro. A nessuno. E così anche stasera compie un solo vero errore: si lancia in scivolata abbattendo Aguero quando, dopo averlo portato sull’esterno dell’area, avrebbe semplicemente potuto provare a temporeggiare aspettando il raddoppio di un compagno.

Maggio: 7
Tecnicamente rivedibile, atleticamente devastante. Ecco chi è Christian Maggio, giocatore che adoro, pur con tutti i suoi limiti. Se proprio l’Inter vuol giocare con la difesa a tre dovrebbe pensare a lui – che oggi offre l’assist a Cavani al termine di un contropiede eccezionale – come esterno destro.

Inler: 7
Scontrarsi in mediana con Barry e – soprattutto – Tourè non è semplice, ma lui non si tira mai indietro. Quantità e qualità ad alto livello. Acquisto realmente importante per questo Napoli.

Gargano: 6,5
Il piccolo uruguagio è il soldatino ideale di una squadra che come questo Napoli di Mazzarri deve correre a perdifiato per novanta minuti, pressando tutto e tutti. Gargano infatti non si ferma mai nemmeno dieci secondi a rifiatare.

Zuniga: 6,5
Scende in campo un po’ a sorpresa al posto di Dossena, certo non fa rimpiangere Mazzarri della scelta. Discreto davanti, attento dietro.

Lavezzi: 6,5
Nel primo tempo è il più vivo dei suoi. Poi si fa male e deve lasciare il campo anzitempo. Peccato.
(Dal 57′ Dzemaili: 6
Fa il compitino senza strafare. Certo non ha le qualità di Lavezzi per poter fungere da spina nel fianco della difesa avversaria.)

Hamsik: 7
Pochissimi giocatori al mondo sanno inserirsi come lui. Che anche quando non riceve palla mette comunque in grande apprensione la difesa avversaria. In più, col suo gioco, aiuta tantissimo tutta la squadra, mantenendo un equilibrio quasi perfetto. In un calcio italiano sempre più povero di talenti è veramente un bene che questo ragazzo – forse un po’ sottovalutato a livello mondiale – sia rimasto nel Belpaese.
(Dall’89′ Santana: s.v.)

Cavani: 6,5
E’ forse il meno brillante di tutto il Napoli. Alla fine, però, la mette. Non si può volere molto di più, no?
(Dall’83′ Pandev: 5
Vale un po’ quanto detto per Tevez: entra molle. A questo punto tanto valeva restare seduto in panca…)

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A mercato chiuso andiamo a dare i voti alle venti squadre di Serie A. Che si sono mosse sul mercato in uno scenario internazionale sempre più avverso (sia economicamente che come appeal).

Atalanta: 5,5
Acquisti: Lucchini (Sampdoria), Masiello (Bari), Longo (Milan), Pozzi (Monza) Moralez (Velez), Lallo (Tritium), Fabbri (Castelnuovo Carfagnana), Bagni (Margine Coperta), Verga (Tritium), Denis (Udinese), Galimberti (Inter), Audino (Renate), Brighi (Roma), Cigarini (Napoli), Schelotto (Cesena).
Cessioni: Delvecchio (Catania), Basha (Torino), Ruopolo (Padova), Defendi (Bari), Dalla Bona (Napoli), Amoruso (parametro zero), Cia (Albinoleffe), Talamonti (Rosario Central), Troest (Varese), Radovanovic (Novara), Bjelanovic (Verona), Barreto (Palermo), Gasparetto (Cittadella), Kone (Pescara), Scozzarella (Juve Stabia).
Spese totali: 9,15 milioni.
Incassi totali: 0,55 milioni.
Saldo mercato: -8,6 milioni.
Valutazione: saldo fortemente negativo, per essere una squadra di provincia. A fronte di investimenti di questo tipo ci si aspetterebbe quindi che la squadra sia completa in ogni reparto.
E invece… là davanti manca qualcosa. Quel quid che possa permettere loro di raggiungere la piena sufficienza.
Sulla carta gli innesti di Lucchini, Masiello, Cigarini, Brighi e Moralez aumentano sicuramente la qualità complessiva della squadra. Ma Denis punta titolare fa un po’ storcere il naso dato che il suo impatto con il calcio italiano non è certo stato dei migliori.
Insomma, cinque punte (tra cui due giovani) per un posto. Ma nessuno in grado di fare davvero la differenza. Nemmeno nelle zone basse della classifica.

Bologna: 6+
Acquisti: Gillet (Bari), Rickler (Piacenza), Pulzetti (Livorno), Crespo (Padova), Vantaggiato (Padova), Antonsson (Copenaghen), Rodriguez (Genoa), Stojanovic (Lustenau), Vitale (Napoli), Agliardi (Padova), Acquafresca (Genoa), Diamanti (Brescia), Taider (Grenoble), Raggi (Palermo), Loria (Roma), Kone (Brescia), K. Caidi (Cesena), Gregorio (Cesena), Pavarotti (Carpi), Berti (Forlì).
Cessioni: Viviano (Inter), Lupatelli (Genoa), Esposito (Lecce), Ekdal (Juventus), Meggiorini (Novara), Bernacci (Modena), Buscè (Empoli), Mutarelli (svincolato), Moras (svincolato), Britos (Napoli), Pisanu (Prato), Della Rocca (Palermo), Rubin (Torino), Bassoli (Chievo), Montelongo (Milan), Siligardi (Inter).
Spese totali: 12,96 milioni.
Incassi totali: 17 milioni.
Saldo mercato: +4,04 milioni.
Valutazione: Felsinei poco più che sufficienti.
Se davanti le cose sono state fatte molto bene, con Diamanti ed Acquafresca che sono aggiunte di valore, dietro bisogna capire come andranno le cose. Crespo si dimostrerà giocatore da Serie A? Antonsson si rivelerà all’altezza? Gillet non farà rimpiangere Viviano.
Buon mercato, comunque, nel complesso per questo Bologna, che se troverà la giusta quadratura potrà togliersi qualche soddisfazione anche quest’anno.
La bilancia, per altro, registra un più quattro molto incoraggiante, frutto dell’importante cessione di Britos al Napoli.

Cagliari: 5,5
Acquisti: El Kabir (Mjallby), Larrivey (Colon), Sivakov (Wisla Cracovia), Ibarbo (Atletico Nacional), Avramov (Fiorentina), Gozzi (Modena), Ekdal (Juventus), Eriksson (Goteborg), Rui Sampaio (Beira Mair), Diop (Bonifacese).
Cessioni: Marchetti (Lazio), Acquafresca (Genoa), Missiroli (Reggina), Ragatzu (Gubbio), Lazzari (Fiorentina), Pelizzoli (Padova), Sivakov (Zulte), Mancosu (Siracusa), Sau (J. Stabia), Laner (Albinoleffe).
Spese totali: 16,2 milioni.
Incassi totali: 8,2 milioni.
Saldo mercato: -8 milioni
Valutazione: anche per il Cagliari, come per l’Atalanta, bilancia che pende in negativo di quasi una decina di milioni.
Ed anche in questo caso l’esborso sembra eccessivo a fronte del reale rafforzamento della squadra.
L’undici titolare, infatti, dovrebbe vedere solo due modifiche rispetto all’anno scorso: Ekdal, arrivato in comproprietà dalla Juventus, e Thiago Ribeiro, scommessa che Cellino ha deciso di giocarsi per l’attacco.
Se difesa e mediana sembrano essere sicure ed affidabili qualche dubbio in più sorge sull’attacco.
E, soprattutto, sul portiere. Lasciato finalmente partire Marchetti Agazzi lascia ancora qualche dubbio. Forse il Cagliari avrebbe dovuto investire su di una sicurezza tra i pali (o, piuttosto, un giovane di sicuro avvenire).

Catania: 6-
Acquisti: Moretti (Ascoli), Barrientos (Estudiantes), Delvecchio (Atalanta), Terracciano (Nocerina), Keko (Atletico Madrid), Lanzafame (Palermo), Paglialunga (Rosario), Suazo (Inter), Legrottaglie (Milan), Almiron (Juventus), Bergessio (Saint-Etienne), Capuano (Monteruschello), D’Isanto (Monteruschello), Maccarone (Milazzo), Romano (Aversa Normanna), Gargiulo (Sorrento), Brai (Sambiase), Mangano (Milazzo), Addani (Milazzo).
Cessioni: Schelotto (Atalanta), Carboni (Banfield), Terlizzi (Varese), Pesce (Novara), Morimoto (Novara), Martinho (Cesena), Silvestre (Palermo), Moretti (Grosseto), Augustyn (Vicenza).
Spese totali: 4,5 milioni.
Incassi totali: 8,3 milioni.
Saldo mercato: +3,8 milioni.
Valutazione: bilancio positivo per un Catania che come al solito fa mercato dando un occhio al bilancio.
Lasciare andare Silvestre per sostituirlo con un Legrottaglie la cui efficenza è tutta da verificare, però, non sembra essere una soluzione di alto livello.
Buono invece l’innesto di Almiron, giocatore utilissimo per le medio-piccole e che a Catania troverà per altro molti connazionali. 

Cesena: 7-
Acquisti: Mutu (Fiorentina), Rennella (Grasshoppers), M. Rossi (Bari), Comotto (Fiorentina), Eder (Brescia), Gilnics (Athletic), Candreva (Udinese), Guana (Palermo), Martinho (Catania), Martinez (Cesena), Djokovic (Monza), Livaja (Hajduk Spalato), Ghezzal (Bari), Ottaviani, Tonti, Sottile e Grassi (Misano), Canini (Inter), Rodriguez (Penarol), Cica (Lihmann).
Cessioni: Jimenez (Al Alhi), Felipe (Fiorentina), Santon (Inter), Dellafiore (Palermo), Caserta (Atalanta), Pellegrino (Colon), Budan (Palermo), Rosina (Zenit), Sammarco (Sampdoria), Fatic (Chievo), Gorobsov (Torino), Appiah, Chiavarini (Sudtirol), De Feudis (Torino), Sammarco (Chievo), Giaccherini (Juventus), Rosseti e Cusaro (Monza).
Spese totali: 7,6 milioni.
Incassi totali: 3 milioni.
Saldo mercato: -4,6 milioni.
Valutazione: difesa rinforzata con gli arrivi di Comotto, Rossi e Rodriguez, centrocampo la cui qualità cresce grazie all’apporto di Candreva ed attacco rivoluzionato con il tentativo di far sbocciare anche in A Eder, di trarre il massimo da un Mutu che vorrà far vedere di non essere ancora finito e di rilanciare Martinez dopo la pessima annata a Torino.
Sette meno è un voto forse un tantino largo, sei e mezzo sarebbe stato più realistico. Ma va premiato il coraggio di una società che ci prova.

Chievo: 5,5
Acquisti: Acerbi (Reggina), Bassoli (Foligno), Hetemaj (Brescia), Bentivoglio (Bari), Iunco (Torino), Fatic (Cesena), Carretta (Andria), Longhi, Cruzado (Grasshoppers), Paloschi (Milan), Puggioni (Reggina), Drame (Sochaux), Sammarco (Cesena), Viotti (Triestina), Vacek (Sparta Praga), Bradley (Borussia M.), Grandolfo (Bari).
Cessioni: Constant (Genoa), Bogliacino (Napoli), Gelson Fernandes (Leicester), Marcolini (Padova), Mantovani (Palermo), Iori (Torino), Granoche (Novara), Guana (Cesena), Iunco (Spezia), Malagò (Lumezzane), Rincon (Troyes), Bentivoglio (Sampdoria), De Falco (Bari), De Paula (Bari), Carretta (Benevento), Fatic (Empoli).
Spese totali: 7,25 milioni.
Incassi totali: 13 milioni.
Saldo mercato: +5,75 milioni.
Valutazione: Vende bene il Chievo, che raccoglie 13 milioni cedendo Costant al Genoa, Mantovani al Palermo e la propria metà di Parolo al Cesena.
Nel mentre cerca anche di piazzare acquisti interessanti, come quello dello statunitense Bradley in mezzo al campo o di Acerbi dietro.
Nel complesso, però, il mercato è tutt’altro che entusiasmante.
Da capire poi se Paloschi riuscirà finalmente a sbocciare o meno. Nel caso la sufficienza potrebbe forse anche scapparci ma, ad oggi, non può essere assolutamente regalata.

Fiorentina: 5,5 
Acquisti: Nastasic (Partizan Belgrado), Romulo (Atletico Paranaense), Felipe (Cesena), Papa Waigo (Grosseto), Munari (Palermo), Lazzari (Cagliari), Kharja (Cagliari), Santiago Silva (Velez), Cassani (Palermo), Di Carmine (Frosinone), Rozzio (Canavese), Ibekwe (Campobasso), Campanharo (Juventude).
Cessioni: Mutu (Cesena), Donadel (Napoli), D’Agostino (Siena), Avramov (Cagliari), Comotto (Cesena), Santana (Napoli), Seculin (Juve Stabia), Frey (Genoa), Seferovic (Neuchatel Xamax), Papa Waigo (Ascoli), Maritato (Vicenza), Aya (Reggiana), Lepiller (Verona).
Spese totali: 13,3 milioni.
Incassi totali: 0,35 milioni.
Saldo mercato: -12,95 milioni.
Valutazione: il progetto Viola è ormai definitivamente involuto.
Soldi la Fiorentina ne ha spesi, sì, ma a parte l’arrivo di Cassani da Palermo sembra proprio che l’undici titolare non subirà variazioni rispetto all’anno scorso. Quando la Fiorentina non aveva certo brillato.
Le conferme di Vargas e Gilardino sono in un certo senso importanti, certo. Dall’altra parte, però, è pure vero che forse era meglio cedere i due, un po’ a corto di stimoli, per provare ad aprire un ciclo nuovo…

Genoa: 6
Acquisti: Birsa (Auxerre), Constant (Chievo), Granqvist (Groningen), Ribas (Digione), Ze Eduardo (Santos), Pratto (Universidad Catolica), Seymour (Universidad de Cile), Jorquera (Colo Colo), Krajnc (Maribor), Vinetot (Crotone), Acquafresca (Cagliari), Meggiorini (Bologna), Lupatelli (Bologna), Kharja (Inter), Papastathopoulos, Beretta e Merkel (Milan), Frey (Fiorentina), William (Corinthians), Bovo (Palermo), Caracciolo (Brescia).
Cessioni: Criscito (Zenit San Pietroburgo), El Shaarawy e Paloschi (Milan), Rafinha (Bayern Monaco), Boakye e Cofie (Sassuolo), Floro Flores (Udinese), Boselli (Wigan), Lamanna (Bari), Rodriguez (Bologna), Konko (Lazio), Destro (Siena), Meggiorini (Novara), Acquafresca (Bologna), Eduardo (Benfica), Paro (Vicenza), Chico (Mallorca), Zuculini (Saragozza), Milanetto (Padova), Hallenius (Padova), Kharja (Fiorentina), Polenta (Bari).
Spese totali: 18,8 milioni.
Incassi totali: 35,65 milioni.
Saldo mercato: +14,85 milioni.
Valutazione: solita sfilza di acquisti e cessioni per un Preziosi cui la calma piatta sul mercato evidentemente deve infastidire non poco.
Genoa che nel complesso è da considerarsi quantomeno sullo stesso livello dello scorso anno, con i buoni innesti di Frey (se si ritroverà), Costant e Birsa.
Due sole vere pecche a questo mercato, che non permettono al voto ricevuto di decollare: la cessione senza passare dal via di El Sharaawy, che almeno una chance l’avrebbe meritata, e l’acquisto di Caracciolo davanti, laddove sarebbe servita una punta capace di garantire più reti dell’Airone.

Inter: 5
Acquisti: Castaignos (Feyenoord), Viviano (Bologna), Caldirola (Vitesse), Santon (Cesena), Muntari (Sunderland), Alborno (Libertad), Alvarez (Velez), Jonathan (Santos), Forlan (Inter), Tassi (Brescia), Zarate (Inter), Poli (Sampdoria). 
Cessioni: Materazzi (ritirato), Suazo (Catania), Kharja (Genoa), Obinna (Lokomotiv Mosca), Bardi (Livorno), Mariga (Real Sociedad), Eto’o (Anzhi), Alibec (Mechelen), Siligardi (Livorno), Pandev (Napoli), Santon (Newcastle), Napoli (J. Stabia).
Spese totali: 36,2 milioni.
Incassi totali: 36 milioni.
Saldo mercato: -0,2 milioni.
Valutazione: il sostanziale pareggio nella bilancia delle compravendite è, di fatto, una delle pochissime note positive di quest’Inter che, come detto a suo tempo, sbaglia fin dall’inizio, scegliendo un allenatore non adatto alla rosa a disposizone.
Far partire Eto’o senza trovargli un sostituto vero, poi, è un altro errore che Moratti e soci rischiano di pagare a carissimo prezzo.
A salvare quest’Inter da un voto che sarebbe potuto essere ben più pesante, quindi, sono fondamentalmente solo gli acquisti di Poli, Tassi e Castaignos, tre giovani di prospettiva assolutamente interessante.
Così come interessante sarà anche valutare l’impatto di Zarate a Milano. Giocatore dal talento indiscutibile che, però, non ha ancora spiccato il volo.

Juventus: 6
Acquisti: Pirlo (Milan), Ziegler (Sampdoria), Lichtsteiner (Lazio), Pazienza (Napoli), Amauri (Parma), Almiron (Bari), Ekdal (Bologna), Marrone (Siena), Pasquato (Modena), Vidal (Bayer Leverkusen), Vucinic (Roma), Giaccherini (Cesena), Estigarribia (Deportivo Maldonado), Elia (Amburgo).
Cessioni: Aquilani (Liverpool), Traore (Arsenal), Rinaudo (Napoli), Salihamidzic (Wolfsburg), Immobile (Pescara), Tiago (Atletico Madrid), Felipe Melo (Galatasaray), Sissoko (Psg), Ekdal (Cagliari), Yago (Tottenham), Almiron (Catania), Martinez (Cesena), Grygera (Fulham), Giandonato (Lecce), Pasquato (Lecce).
Spese totali: 50,5 milioni.
Incassi totali: 10,5 milioni.
Saldo mercato: -40 milioni.
Valutazione: cambiare modulo di gioco ogni anno è quanto di più controproducente esista nel mondo del calcio. Eppure a Torino sembra continuino a non capirlo.
Arrivato Conte, quindi, spazio a questo 4-2-4 che, però, necessita dei giusti inserimenti.
Missione compiuta solo a metà per un Marotta che acquista tanto e non sempre benissimo (al contrario di quanto promesso ad inizio estate).
Lichtsteiner, Pirlo e Vucinic, comunque, sono giocatori già testati e di sicuro affidamento (fatta salva la tendenza del montenegrino ad essere piuttosto discontinuo). Vidal ed Elia due scommesse tedesche che se vinte pagheranno dividendi molto alti.
Ai tifosi juventini non resta quindi che aspettare e vedere. Un terzo settimo posto di fila, però, dovrebbe essere sulla carta scongiurato.

Lazio: 6,5
Acquisti: Klose (Bayern Monaco), Lulic (Young Boys), Konko (Genoa), Cavanda (Torino), Mendicino (Ascoli), Marchetti (Cagliari), Stankevicius (Valencia), Cissè (Panathinaikos), Cana (Galatasaray).
Cessioni: Lichtsteiner (Juventus), Muslera (Galatasaray), Berni (Braga), Meghni, Manfredini (Sambonifacese), Mendicino (Gubbio), Bonetto (Bassano), Bresciano (Al-Nasr), Foggia (Sampdoria), Zarate (Inter), Floccari (Parma).
Spese totali: 27 milioni.
Incassi totali: 22,4 milioni.
Saldo mercato: -4,6 milioni.
Valutazione: mercato interessante quello portato avanti da Lotito e Tare.
Muslera rimpiazzato con Marchetti (che non dovrebbe assolutamente farlo rimpiangere), Lichtsteiner con Konko (e qui qualche dubbio in più viene, stante il fatto che lo svizzero era il miglior terzino destro del campionato dopo Maicon), dentro due vecchi volponi come Cissè e Klose, arriva anche Cana a dare nerbo al centrocampo.
Ecco, diciamo che se avessero rinforzato un tantino di più la difesa il sette pieno sarebbe stato assolutamente meritato.

Lecce: 6+
Acquisti: Esposito (Bologna), Cacia (Piacenza), Diamoutene (Pescara), Carrozzieri (Palermo), Strasser (Milan), Obodo (Udinese), Julio Sergio (Roma), Cuadrado (Udinese), Bertolacci (Roma), Oddo (Milan), Giandonato (Juventus), Pasquato (Juventus), Muriel (Udinese).
Cessioni: Rosati (Napoli), Munari (Fiorentina), Rispoli (Sampdoria), Coppola (Parma), Sini (Roma), Gustavo (Botafogo), Fabiano (Shandong Luneg), Giuliatto (fc), Chevanton (Colon), Donati (Padova), Vives (Torino), Jeda (Novara), Cacia (Padova).
Spese totali: 0,8 milioni.
Incassi totali: 5,1 milioni.
Saldo mercato: +4,3 milioni.
Valutazione: mercato come sempre a basso costo quello dei salentini, che si presentano al via anche quest’anno con una squadra che, sulla carta, dovrà lottare per salvarsi.
Innesti come quelli di Julio Sergio, Oddo e Pasquato, comunque, sono a modo loro, e per ragioni diverse, sicuramente interessanti.
Certo, per Di Francesco non sarà facile. Ma del resto il Lecce lo scorso anno partì come spacciato, e ce la fece. L’ex tecnico del Pescara, insomma, non avrà certo alibi.

Milan: 6,5
Acquisti: Mexes (Roma), Taiwo (Marsiglia), El Shaarawy, Paloschi e Zigoni (Genoa), Comi (Torino), Aquilani (Liverpool), Nocerino (Milan).
Cessioni: Pirlo (Juventus), Jankulovski (Banik Ostrava), Papastathopoulos, Beretta e Merkel (Genoa), Albertazzi (Getafe), Didac Vilà (Espanyol), Coppola, Oduamadi e Verdi (Torino), Beretta (Ascoli), Onyewu (Sporting Lisbona), Osuji (Padova), Legrottaglie (Catania), Adiyiah (Karsiyaka), Strasser (Lecce), Paloschi (Chievo), Oddo (Lecce)
Spese totali: 5 milioni.
Incassi totali: 1 milione.
Saldo mercato: -4 milioni.
Valutazione: mercato a bassissimo costo per i Campioni d’Italia, che in effetti non avevano bisogno di grandissimi cambiamenti per provare a ripetersi.
Quando in rosa si ha gente come Silva, Seedorf, Boateng, Ibrahimovic e Pato, infatti, tutto è più semplice. E confermare questi giocatori potrà risultare assoltuamente decisivo a fine anno.
Nel contempo, però, è pesante la partenza di un Pirlo che nella squadra costruita da Allegri avrebbe sì rischiato di trovare poco spazio, ma che resta il miglior centrocampista d’Italia per distacco degli ultimi anni.
Mercato comunque più che positivo perché si è sistemata la difesa senza spendere (Taiwo terzino superiore ad Antonini, Mexes ottima riserva) e ci si è assicurati un talento che potrà davvero ritagliarsi spazi importanti in futuro.

Napoli: 7.
Acquisti: Fernandez (Estudiantes), Donadel (Fiorentina), Dzemaili (Parma), Rosati (Lecce), Bogliacino (Chievo), Mannini (Sampdoria), Rinaudo (Juventus), Cigarini (Siviglia), Dalla Bona (Atalanta), Inler (Udinese), Britos (Bologna), Santana (Fiorentina), Colombo (Triestina), Pandev (Inter), Chavez (San Lorenzo), Fideleff (Newell’s Old Boys).
Cessioni: Pazienza (Juventus), Blasi e Santacroce (Parma), Yebda (Granada), Cribari (Cruzeiro), Iezzo, Gianello, Amodio, Bucchi, Hoffer (E. Francoforte), Vitale (Bologna), Dumitru (Empoli), Sosa (Metalist), Sepe (Pisa), Mannini (Siena), Ruiz (Valencia), Cigarini (Atalanta), Bogliacino (Bari).
Spese totali: 42,15 milioni.
Incassi totali: 10,4 milioni.
Saldo mercato: -31,75 milioni.
Valutazione: il Napoli è una delle squadre che investe di più. E lo fa cercando di rinforzare tutti i reparti.
Obiettivo centrato in pieno, sulla carta. E sette assolutamente meritato.
In porta arrivano Colombo e Rosati a guadare le spalle a De Sanctis. Difesa in cui vengono inseriti Fernandez, Fideleff e Britos. Centrocampo che fa un bel salto di qualità con Inler e Dzemaili. Attacco, infine, con un Pandev in più nel motore.
La qualificazione in Champions, insomma, sarà ancora una volta alla loro portata.

Novara: 5,5
Acquisti: Paci e Galassi (Parma), Meggiorini (Genoa), Mazzarani (Udinese), Morimoto (Catania), Pesce (Catania), Garcia (Palermo), Coser (Ascoli), Granoche (Chievo), Giorgi (Ascoli), Radovanovic (Atalanta), Dellafiore (Parma), Jeda (Lecce).
Cessioni: Bertani (Sampdoria), Gonzalez (Palermo), Gheller (Pavia), Gigliotti (San Lorenzo), Parola, Strukelj, Drascek, Bianchi e Lanteri (Foggia), Evola e Motta (Triestina).
Spese totali: 4,8 milioni. 
Incassi totali: 1,85 milioni.
Saldo mercato: -2,95 milioni.
Valutazione: cambia tanto questo Novara. E proprio questa è la nota più dolente per una squadra che, forse, avrebbe fatto meglio a confermare più giocatori nell’undici titolare. Primo fra tutti quel Bertani che ha scelto la Sampdoria per tentare un nuovo assalto alla A.
Nel complesso, comunque, questa squadra dovrà lottare fino all’ultimo, sulla carta, per ottenere una salvezza certo non così scontata.

Palermo: 5
Acquisti: Gonzalez (Novara), Cetto (Tolosa), Milanovic (Lokomotiv Mosca), Zahavi (Hapoel Tel Aviv), Simon (Haladas), Labrin (Huachipato), Pisano (Varese), Munari (Lecce), Lanzafame (Brescia), Mantovani (Chievo), Lores (Defensor), Silvestre (Catania), Malele (Zurigo), Peralta (Nacional Lyd), Aguirregaray (Wanderers), Tzorvas (Panathinaikos), Alvarez (Bari), Barreto (Atalanta), Della Rocca (Bologna).
Cessioni: Paolucci (Siena), Liverani (fc), Glik (Torino), Darmian (Torino), Carrozzieri (Lecce), Ciani (Polonia Varsavia), Munari (Fiorentina), Garcia (Novara), Guana (Cesena), Goian (Glasgow Rangers), Kasami (Fulham), Sirigu e Pastore (Psg), Kurtic (Varese), Raggi (Bologna), Lanzafame (Catania), Andjelkovic (Ascoli), Joao Pedro (Penarol), Bovo (Genoa), Cassani (Fiorentina), Gonzalez (Siena) Milanovic (Siena), Succi (Padova), Nocerino (Milan).
Spese totali: 36,7 milioni.
Incassi totali: 32,7 milioni.
Saldo mercato: -4 milioni.
Valutazione: ogni anno una rivoluzione.
Quest’anno, sulla carta, dovrebbero essere sei i nuovi giocatori che verranno inseriti nella formazione titolare che sarà guidata da un tecnico, Mangia, che per altro predilige il 4-4-2 puro, e che quindi potrebbe fare fatica a gestire le risorse a propria disposizione.
Certo, anche questo fatto di aver fatto saltare Pioli proprio subito dopo la chiusura del mercato…

Parma: 6+
Acquisti: Pellè (Az Alkmaar), Borini (Chelsea), Sansone (Bayern Monaco), Brandao (Siena), Blasi e Santacroce (Napoli), Coppola (Lecce), Danilo (Aris Salonicco), Biabiany (Sampdoria), Schiavi (Vicenza), Valdes (Sporting Lisbona), Fabio Nunes (Portimonense), Rubin (Torino), Brosco (Triestina), Musacci (Empoli), Floccari (Lazio).
Cessioni: Amauri (Juventus), Dzemaili (Napoli), Angelo (Siena), Paci e Galassi (Novara), Rispoli (Sampdoria), Bojinov (Sporting Lisbona), Pisano (Vicenza), Schiavi (Padova), Filipe Oliveira (Videoton), Dellafiore (Novara), Coppola (Empoli), Fontanello (Chernomoretz), Lunardini (Gubbio), Sansone (Crotone), Borini (Roma).
Spese totali: 4,2 milioni.
Incassi totali: 20,2 milioni.
Saldo mercato: +16 milioni.
Valutazione: squadra confermata quasi in blocco, con Floccari al posto di un Amauri rientrato alla base e Rubin a fungere da terzino sinistro.
E, soprattutto, una bilancia fortemente in postivo, viste alcune cessioni importanti come quelle di Dzemaili e Bojinov.
Nel complesso, quindi, il Parma non si muove male, per una salvezza che dovrebbe arrivare, alla fine.
Peccato solo per la partenza finale di Borini. Punta interessante che in provincia avrebbe forse potuto sbocciare.

Roma: 6+
Acquisti: Cicinho (Villarreal), Okaka (Bari), Curci e Guberti (Sampdoria), Sini (Lecce), Crescenzi (Crotone), Pettinari (Crotone), José Angel (Sporting Gijon), Nego (Nantes), Bojan (Barcellona), Lamela (River Plate), Heinze (Marsiglia), Stekelenburg (Ajax), Osvaldo (Espanyol), Kjaer (Wolfsburg), Pjanic (Lione), Gago (Real Madrid), Borini (Parma).
Cessioni: Mexes (Milan), Castellini (Sampdoria), G. Burdisso (Arsenal Sarandì), Loria (Bologna), Riise (Fulham), Guberti (Torino), Pettinari (Crotone), Doni (Liverpool), Menez (Paris Saint Germain), Julio Sergio (Lecce), Vucinic (Roma), Crescenzi, Sini e Stoian (Bari), Bertolacci (Lecce), Antei (Grosseto), Brighi (Atalanta).
Spese totali: 58,43 milioni.
Incassi totali: 25,67 milioni.
Saldo mercato: -32,76 milioni.
Valutazione: è la squadra che spende di più in Italia. E già questa, dopo gli ultimi anni, è una notizia non da poco.
L’effetto Di Benedetto si fa sentire, quindi. E Sabatini parte subito con un progetto giovane e molto intigrante.
Che però porta con sè tanti punti interrogativi.
Angel e Bojan sono molto giovani e tutti da verificare. Osvaldo bisognerà capire se è realmente maturato in Spagna. Pjanic ha talento ma era stato scaricato a Lione, Gago buon volante che non ha mai mantenuto le promesse. Lamela potenziale crack col rischio bust dietro l’angolo.
E poi quel Luis Enrique che dopo l’eliminazione dall’Europa League è già in discussione.
Insomma, tantissimi punti di domanda per uno dei progetti sicuramente più interessanti dell’intero campionato.

Siena: 6+
Acquisti: Angelo (Parma), Tziolis (Racing), Paolucci (Palermo), Belmonte e Codrea (Bari), Destro (Genoa), Grossi (Varese), D’Agostino (Udinese), Angella (Udinese), Brkic (Udinese), Pesoli (Varese), Mannini (Napoli), Contini (Saragozza), Gazzi (Bari), Acosta (Boca Juniors), Gonzalez (Palermo), Milanovic (Palermo).
Cessioni: Brandao (Parma), Coppola (Torino), Marrone (Juventus), Cacciatore (Varese), Carobbio (Spezia), Genevier (Livorno), Coulibaly (Tottenham), Kamata (svincolato), Mastronunzio (Spezia), Garofalo (Bari), Paolucci (Vicenza), Tziolis (libero).
Spese totali: 16,5 milioni.
Incassi totali: 9,4 milioni.
Saldo mercato: -7,1 milioni.
Valutazione: spende tanto, per essere una neopromossa, il Siena. Che mette comunque a disposizione di mister Sannino un organico interessante, soprattutto viste le caratteristiche dell’ex tecnico del Varese.
Che tra le altre cose spero riesca a far sbocciare Mattia Destro. In un calcio italiano sempre più povero di talento, infatti, è vitale che i giovani italiani di qualità trovino spazio. Anche in Serie A.

Udinese: 5
Acquisti: Danilo (Palmeiras), Fabbrini (Empoli), Barreto (Bari), D’Agostino (Fiorentina), Floro Flores (Genoa), Brkic (Vojvodina), Mazzarani (Modena), Doubai (Young Boys), Sissoko (Troyes), Neuton (Gremio), Torje (Dinamo Bucarest), Pereyra (River Plate), Padelli (Sampdoria), Koprivec (Bari)
Cessioni: Beleck (Aek Atene), D’Agostino (Siena), Angella (Siena), Zapata (Villarreal), Romero (Granada), Inler (Napoli), Brkic (Siena), Forestieri (Bari), Sanchez (Barcellona), Vydra (Bruges).
Spese totali: 10,1 milioni.
Incassi totali: 66 milioni.
Saldo mercato: +55,9 milioni.
Valutazione: tante scommesse. Come al solito. E una bilancia fortemente in attivo. Ok.
Però pure le cessioni di Zapata, Inler e Sanchez, che riducono fortemente il potenziale di una squadra che, se confermata in blocco, avrebbe giocato quantomeno ad armi pari contro un Arsenal certo non irresisitible nei preliminari di Champions.
Peccato.
Pozzo, comunque, ha già dato modo di capire come la pensa al riguardo. Pesca giocatori interessanti un po’ ovunque, li fa crescere nella tranquillità friulana, li lancia nel grande calcio e poi li vende a peso d’oro.
Da un punto di vista aziendale strategia assolutamente ineccepibile. Ma dato che il calcio non può essere ridotto ad un mero gioco di plusvalenze ecco che quel cinque va a bocciare un mercato che ha penalizzato tantissimo questa squadra.

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