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Sul prossimo numero di Pianeta Sport uscirà uno speciale sui campionati scandinavi e baltici curato anche dal sottoscritto. E proprio di un giocatore messosi in luce in uno di quei campionati, la Tippeligaen norvegese, vi parlerò oggi.
Nome: Baye Djiby Fall
Data di nascita: 20 aprile 1985
Luogo di nascita: Thiès (Senegal)
Nazionalità: senegalese
Altezza: 186 cm
Peso: 82 kg
Ruolo: punta
Club: Molde FK (in prestito dalla Lokomotiv Mosca)
Scadenza contratto: ?
Valutazione: 3.000.000 €
CARRIERA
Nato il 20 aprile del 1985 a Thiès, terza città più grande del Senegal, crebbe calcisticamente in Francia, passando per i settori giovanili del piccolo Saint-Louis Center prima e del rinomato Auxerre poi.
La sua carriera aggregato ad una prima squadra, quindi, iniziò a circa vent’anni quando si trasferì all’Amicale Sportive de Vitré, squadretta fondata nel 1907 a Vitré, appunto, e che attualmente milita nel Gruppo D del CFA francese (lo stesso campionato in cui, come abbiamo visto qualche giorno fa, era finito a giocare Kezman).
Il ragazzo, nonostante la giovane età, metterà da subito in mostra il suo grande feeling con il goal. In sedici match di campionato, infatti, metterà a referto otto reti, mediamente una ogni due partite disputate.
Il tutto gli varrà quindi la chiamata dei danesi del Randers, che lo ingaggeranno facendogli disputare tra le loro fila la stagione 2006/2007 in cui arriverà quarto in classifica capocannonieri con tredici reti all’attivo, confermandosi bomber di razza.
Avendo giocato solo in campionati minori, però, nessun club della nobiltà europea busserà alla sua porta così che il ragazzo deciderà di tentare l’avventura araba, finendo all’Al Ain, che però proprio poco dopo il suo arrivo subirà un cambiamento a livello di guida tecnica cosa questa che comporterà la sua esclusione dalla squadra.
Nel 2008, quindi, Baye deciderà di tornare in Danimarca, laddove aveva lasciato ottimi ricordi, firmando, questa volta, per l’Odense. E ancora una volta, dopo la sfortunata parentesi araba, Fall si dimostrerà bomber rapace realizzando diciotto goal in trentuno partite di SAS Ligaen ed attirando su di sè le attenzioni del Lokomotiv Mosca.
Davanti a lui, quindi, si schiudono le porte della Premier russa, occasione irrinunciabile per tentare poi l’assalto ai principali campionati del Vecchio Continente.
Sbarcato nella capitale russa, però, il ragazzo di Thiès non riuscirà a integrarsi nella nuova realtà, perdendo completamente il feeling con il goal. Nelle undici presenze effettuate con le Locomotive, infatti, non troverà mai la via della rete finendo con l’essere bocciato da tutto l’ambiente.
Proprio in seguito a questa bocciatura verrà quindi informalmente messo sul mercato finendo, dapprima, sulla lista dei desideri del Brondby, altro club danese che pareva intenzionato a puntare su di lui per rimpiazzare Morten Rasmussen, trasferitosi ai Celtic.
Qualche giorno più tardi, però, si inserì prepotentemente nella trattativa il Molde, club norvegese alla caccia di un sostituto di Mame Biram Diouf, che dalle parti dell’Aker Stadion era ormai diventato un idolo.
E chi meglio di un senegalese poteva provare a non far rimpiangere un altro senegalese?
Detto – fatto. Fall sbarca a Molde all’inizio dell’ultima stagione di Tippeligaen, quella finita giusto una settimana fa. Il tutto, ovviamente, in prestito per una stagione, ma con diritto di riscatto a favore della società norvegese.
Acquisto azzeccatissimo, quello di Baye Djiby Fall, che della Tippeligaen si laureerà il capocannoniere grazie alla realizzazione di sedici reti in ventotto match.
Probabile, quindi, che il Molde provi ora a riscattarne il cartellino, per evitare di perdere la propria punta di diamante.
Ma chissà che la sua esperienza in Norvegia non sia destinata a durare che pochi mesi. Quella in Russia, del resto, sembra essere stata più che altro una parentesi positiva e non è del tutto improbabile che se non a gennaio quantomeno a giugno qualche squadra militante in un campionato un po’ più nobile (come Olanda o Francia, ad esempio) possa voler scommettere su questo venticinquenne senegalese…
CARATTERISTICHE
E’ roccioso, il nostro Baye Djiby Fall.
Con il fisico che si ritrova, infatti, ha la possibilità di fare a sportellate anche con il difensore più fisicato senza colpo ferire.
E proprio le qualità fisiche sono uno dei suoi punti di forza: grazie ad esse, infatti, risulta difficile da marcare negli ultimi quindici metri, suo terreno di caccia preferito. Al tempo stesso, poi, è proprio la possenza del suo fisico ad aiutarlo nel gioco spalle alla porta su rinvio lungo, quando va a gravitare nei dintorni della trequarti avversaria per ricevere i rilanci di portiere o difensori e, temporeggiando, far salire la squadra, o giocare di sponda.
Oltre a sfruttare le sue peculiarità fisiche, comunque, Baye risulta essere anche un ragazzo molto determinato in ogni giocata e azione, tratto fondamentale di ogni bomber che si rispetti.
Destro naturale, poi, non disdegna affatto anche l’uso del mancino che pur non essendo dotato di un calcio preciso e potente quanto il suo piede prediletto ne risulta comunque essere un ottimo surrogato.
Uno dei suoi pezzi forti, poi, è il colpo di testa. Perché aiutato proprio da quelle importanti caratteristiche fisiche di cui dicevamo poc’anzi Fall risulta essere spesso incisivo nel gioco aereo.
Per finire, poi, è bene sottolineare anche un’altra caratteristica di primaria importanza per ogni prima punta: la rapacità.
Non sarà Inzaghi, certo, ma nonostante tutto il nostro Baye sa muoversi discretamente, andando spesso a trovarsi al posto giusto nel momento giusto, un po’ come se anche lui fiutasse nell’aria l’odore del goal.
IMPRESSIONI E PROSPETTIVE
Una stagione negativa può capitare a tutti.
Anche se, certo, il fatto che questa sia capitata proprio in corrispondenza del suo approdo nel campionato russo, quello più competitivo in cui ha mai giocato, non depone certo a suo favore.
Nonostante questo Baye Djiby Fall ha caratteristiche realmente interessanti e mi stuzzicherebbe molto vederlo in un campionato un poco più competitivo rispetto a quello norvegese, dove risulta praticamente dominante.
Ecco perché sarei ben contento se magari già nel corso del prossimo mercato, tra un paio di mesi scarsi quindi, qualche squadra di Ligue 1 si facesse avanti e lo riportasse là dove il ragazzo iniziò la sua carriera di calciatore, in Francia.
Perché avendoci vissuto per qualche anno e conoscendo bene la lingua e la cultura d’Oltralpe difficile il ragazzo potrebbe avere grandi problemi di adattamento.
Nel contempo, poi, potrebbe misurarsi con un campionato di ottimo livello, che certo non raggiunge le vette toccate da Inghilterra, Italia, Spagna o Germania ma che è tutt’altro che soffice.
Proprio la Ligue 1, insomma, potrebbe essere il trampolino di lancio perfetto per lui. Il tutto premesso che, ovviamente, non è assolutamente detto possa conquistarsi un posto nell’elite del calcio europeo perché nonostante le buone qualità di cui è in possesso non stiamo certo parlando di un fuoriclasse alla Van Basten…

Vedremo quindi come completerà questa stagione, il buon Bogdan, e dove si trasferirà l’estate prossima, posto che è molto probabile che lascerà la Romania. Una volta valutato all’impatto con un campionato più competitivo di quello in cui gioca oggi, quindi, potremo farci un’idea più chiara di quali siano le sue potenzialità.



Purtroppo, però, nessuno in Italia ebbe il coraggio di investire su di lui quando lo si poteva acquistare ad un prezzo tutto sommato contenuto. Ed esattamente come nelle mie previsioni oggi c’è chi sognerebbe di averlo in squadra, ma per assicurarsene i servigi dovrebbe spendere cifre folli.
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Stagione, questa, che si chiude in maniera molto positiva per lui, con 10 reti realizzate (miglior goleador stagionale della sua squadra) e 3 assist distribuiti in trentaquattro presenze totali risultando decisivo per la salvezza della squadra: oltre al buon apporto nel corso dell’anno, infatti, fu sua la rete salvezza segnata il 5 maggio scorso contro Boulogne.
E’ sempre difficile dire dove possa arrivare un ragazzo di vent’anni, a meno che non si abbia la capacità di prevedere il futuro o leggere all’interno di una sfera di cristallo ciò che sarà.
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Idee ben chiare in testa, comunque, per il Faraone savonese che subito dopo la vittoria del Campionato Primavera così si espresse rispetto al suo futuro: “Tramite il mio procuratore so che sono soprattutto quattro le squadre interessate a me: Lecce, Siena, Novara e Cesena. Tutte destinazioni molto importanti ma, quel che conta, è che mi venga data la possibilità di giocare”. Alla fine a spuntarla è stata la quinta contendente, il Padova. E la scelta di Stephan di trasferirsi in Veneto snobbando piazze importanti come Lecce, Cesena (entrambe in Serie A) e Siena o con progetti solidi e vincenti come Novara ha pagato: El Shaarawy è diventato infatti subito una delle colonne Biancoscudate, andando giusto nel corso di quest’ultimo week-end a firmare la sua prima rete assoluta tra i professionisti, infilandosi nelle larghe maglie della difesa reggina per andare a trafiggere il malcapitato Puggioni.
Ben sapendo che di lì a qualche anno la sua valutazione sarebbe potuta crescere ancora e che per qualche stagione, comunque, Stephan sarebbe anche potuto tornare utile al Grifone.
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Queste due disattenzioni così importanti, e che tanto avrebbero potuto costare all’ottima under 17 targata Pasquale Salerno, portarono proprio il Tecnico Federale ad escludere il ragazzo dai successivi match con Camilleri che, quindi, dovette accontentarsi di guardare i compagni solo dalla panchina sino al termine del torneo.
Detto ciò è comunque importante rendersi conto che non si deve caricare di troppa pressione questo ragazzo, che deve avere tempo e modo di crescere al meglio. A maggior ragione quando, a parere di chi scrive, la sua lacuna più grossa non è riscontrabile a livello tecnico o tattico quanto più di approccio psicologico al match.
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Ancora una volta, però, il suo rendimento non sarà all’altezza, specialmente sotto porta: 4 reti in 22 match è un bottino realmente troppo esiguo per una punta.
Come detto a livello tecnico vi è una solo controindicazione al suo ingaggio: non si acquisterebbe certo una prima punta capace di assicurare un bottino di goal importante, anzi.