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Archivio per la categoria ‘Campionato Argentino’

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Il Velez scende in campo per provare a continuare la rincorsa al primo posto: Godoy Cruz e Colon Santa Fè si trovano infatti a quota 12 punti, giusto uno in più del Fortin che deve quindi provare a battere un Boca che, di contro, ha vinto una sola volta nelle precedenti sei partite.
Xeneizes che per tentare di uscire dall’impasse in cui si trovano si affida invece alla coppia Palermo-Riquelme, con il primo dei due alla caccia di quel goal che gli consentirebbe di arrivare a quota 218 goal, agguantando Roberto Cherro in vetta alla classifica dei migliori goleador di tutti i tempi del club di Buenos Aires.

Palermo diventa il miglior marcatore della storia del Boca Juniors arrivando a quota 218 reti

CRONACA
La partita inizia subito su buoni ritmi con le squadre che dimostrano di volersi dare battaglia lungo tutto il corso della partita senza risparmiare nemmeno una goccia della propria energia.
Nonostante questo le due squadre stentano a costruire palle goal e occasioni interessanti, troppo impegnate a darsi furiosa battaglia su ogni pallone.

Il tutto fino al tredicesimo minuto quando i padroni di casa passano in vantaggio: il Boca, manco fosse allenato da Ancelotti, soffre terribilmente le situazioni da calcio piazzato ed è proprio sugli sviluppi di una punizione calciata in centro area che arriva il goal del Velez con Zapata che s’infila in mezzo a due difensori Xeneizes e colpendo di nuca firma la rete dell’1 a 0.

E’ comunque solo una fiammata isolata, perché da lì in avanti la partita continuerà a correre sugli stessi binari. Il tutto fino al venticinquesimo quando Gaitan sarà atterrato nell’area del Velez, guadagnando un rigore. Sul dischetto si presenterà quindi Martin Palermo, alla caccia del goal che lo renda il miglior marcatore della storia degli Xeneizes. La punta nativa di La Plata, però, batterà un bruttissimo calcio di rigore badando solo alla potenza. Il pallone sarà quindi facile preda di Montoya, che lo respingerà facilitando l’intervento a pulire l’area di un compagno.

Al trentasettesimo arriva però il pareggio: Riquelme apre sulla sinistra a Monzon che crossa basso in mezzo trovando l’opposizione di Dominguez, il cui disimpegno è però portato malamente e permette proprio a Monzon di tornare sul pallone calciando con cattiveria e bucando Montoya.

Il Velez però non ci sta e si riporta subito in attacco arrivando vicino al goal con Silva, il cui colpo di testa in tuffo termina però a lato.
E’ comunque solo un fuoco fatuo: un minuto e Palermo va a segnare il goal che lo porta a parimerito in classifica con Roberto Cerro come miglior cannoniere nella storia del Boca Juniors.

Non è però finita: a tre minuti dal termine della prima frazione il Boca sfiora il terzo goal con una conclusione di Herbes dalla distanza, sventata però dalla parata di Montoya.

In apertura di ripresa è Riquelme a provarci: un buco di Marcos Torsiglieri libera infatti il trequartista argentino, il cui destro è però parato in due tempi da German Montoya.
Sul ribaltamento di fronte il Velez sfiora il pareggio: sugli sviluppi di un corner è infatti il Tanque Silva ad incornare di testa, colpendo però la traversa e graziando gli ospiti.

All’undicesimo minuto il Boca riesce addirittura a triplicare e lo fa in grande stile: Palermo serve Riquelme che dimostra tutta la sensibilità del suo piede tagliando la retroguardia del Fortin con un bel filtrante con cui lancia Gaitan che va ad infilare Montoya con un mancino potente e preciso.

Il Velez comunque non ci sta ed arriva vicino al goal ancora una volta con Silva che si dimostra un abilissimo colpitore di testa. Questa volta, però, tra lui e la rete si frappone Javier Garcia, 23enne portiere nativo di Buenos Aires.
Silva che si fa vedere ancora poco più tardi quando prova a piombare in area sull’assist di Rodigo Lopez. La punta uruguaiana nativa di Avellaneda è però anticipata da Monzon, che salva la propria porta, rimasta sguarnita.

Il goal dei padroni di casa è comunque nell’aria ed arriva al diciottesimo, sempre su situazione di calcio piazzato: Maximiliano Moralez butta un pallone in area lungo sul secondo palo che è girato in mezzo dal colpo di testa del neo entrato Juan Manuel Martinez. Sul pallone piomba quindi proprio il Tanque Silva che ad un passo dalla porta trova la rete che accorcia le distanze e riaccende le speranze per il Fortin.

Al ventiseiesimo il Velez torna a farsi molto pericoloso: Martinez questa volta opera una grande azione travolgente sulla destra apportando un cross in mezzo che è girato sul secondo palo da Rodrigo Lopez che con il suo ponte aereo libera il solito Silva, il cuii colpo di testa si spegne però a lato della porta difesa da Javier Garcia.
Ancora una volta, però, il goal è nell’aria: tre minuti e il Velez pareggia col Burrito Martinez. L’ala dei padroni di casa è liberata da Maxi Moralez, bravo a saltare Prediger con un gioco di prestigio per centrare poi il pallone verso il compagno, altrettanto meritevole nel colpire il pallone di prima intenzione freddando il portiere avversario.

La partita non è comunque finita qui. Al trentasettesimo, infatti, arriva la doppietta di Santiago Silva che porta il suo Velez dall’1 a 3 al 4 a 3, per una rimonta epica. La punta uruguagia è lanciata nello spazio ed arrivata al limite dell’area calcia con potenza un diagonale che non lascia scampo al portiere avversario, che per la quarta volta nel match deve andare a raccogliere il pallone dal fondo della propria rete.

Il Boca dopo il goal del 3 a 1 si è bloccato, affaticato più del lecito. Ad un minuto dal termine, però, arriva lo scatto d’orgoglio di una squadra che non vuole mai dirsi morta: Monzon calcia dalla distanza e mette in difficoltà Montoya, che riesce solo a respingere il pallone. Sullo stesso ci si avventa Medel, che effettua un tap-in con il quale firma la rete del definitivo 4 a 4.

COMMENTO
Il calcio argentino sa essere emozionante come pochi altri al mondo, ed anche questo Velez – Boca non è da meno: le due squadre si affrontano infatti a viso aperto scordandosi tutto ciò che concerne la classifica. Da una parte i padroni di casa dimenticano per novanta minuti di essere in piena lotta per il primo posto e provano a dare tutto più per imporsi sugli acerrimi rivali, che per ottenere i tre punti. Dall’altra il Boca scorda di aver totalizzato solo sette punti nei primi sei incontri: c’è il Velez da battere, questo conta.

Il tutto porta ad una partita ricca di colpi di scena.

Sono i padroni di casa a portarsi quasi subito in vantaggio sugli sviluppi di un calcio piazzato. Nell’occasione tornano quindi a galla gli evidenti problemi che la retroguardia Xeneizes trova nel contrastare le situazioni di palla inattiva: su di una punizione calciata in area, infatti, i difensori del Boca lasciano che la palla giunga proprio al limite dell’area del portiere, dove è quindi girata in porta da un colpo di nuca di Zapata.

Boca che comunque non demorde e dopo la mezz’ora riesce a ribaltare il risultato in tre minuti, prima con Monzon che sfrutta un erroraccio di un non certo irreprensibile Dominguez, poi con Palermo che dopo aver sbagliato una decina di minuti prima un rigore si rifà trovando il goal del vantaggio. Come se non bastasse, poi, gli Xeneizes si portano in doppio vantaggio in apertura di ripresa.

Proprio quando sembra che la squadra abbia in mano la partita, però, le forze iniziano a venir meno e l’ingresso di Martinez cambia il volo al match: nel giro di venti minuti, infatti, i padroni di casa riescono incredibilmente a ribaltare a loro volta il risultato, portandosi sul 4 a 3.

Le cose, però, non sono finite: Medel arriva infatti al pareggio ad un minuto dal termine e chiude una partita che ha davvero dell’incredibile.

MVP
In un match con otto reti segnate i migliori in campo, possiamo dirlo, non sono certo stati i difensori. MVP del match, quindi, è Juan Manuel Martinez che, come detto in sede di commento, cambia il match con il suo ingresso in campo. La prima palla che tocca, infatti, la trasforma in assist per Silva ed una decina di minuti più tardi, non contento, va a trovare la realizzazione personale, mettendo la firma su di una rimonta che sino a prima del suo ingresso sembrava impossibile da raggiungere.

Honorable mention, invece, per Santiago Silva, autore di due reti, di una traversa colpita e di diverse altre conclusioni interessanti. L’ex centravanti di, tra le altre, Energie Cottbus e Beira Mar, disputa infatti una partita molto solida dimostrandosi ancora una volta una delle punte più in forma dell’intero campionato argentino.

Santiago Silva (sulla sinistra) segna due reti e mette più volte sotto pressione la retroguardia Xeneizes

TABELLINO
Velez Sarsfield vs. Boca Juniors 4 – 4
Marcatori: 13′ Zapata, 36′ Monzon, 39′ Palermo, 57′ Gaitan, 62′, 82′ Silva, 74′ Martinez, 89′ Medel
Velez: Montoya; Cubero, Dominguez, Lima (45′ Papa), Torsiglieri; Somoza (75′ Razzotti), Cabrera (62′ Martinez), Zapata, Moralez; Lopez, Silva. A disposizione: Barovero, Tobio, Cabral, Zarate. Allenatore: Gareca.
Boca: Garcia; Barroso, Luiz Alberto, Medel, Monzon; Riquelme, Chavez, Erbes (77′ Insua), Pedriger; Palermo (63′ Viatri), Gaitan (90′ Rosada). A disposizione: Ayala, Perez, Mendez, Mouche. Allenatore: Alves.
Arbitro: Nestor Pitana.
Ammoniti: 21′ Erbes, 52′ Garcia, 61′ Pedriger, 77′ Dominguez, 82′ Silva, 83′ Cubero, 85′ Medel

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E’ il Club Atlético Vélez Sársfield, polisportiva fondata a Liniers nel barrio Floresta nel 1910, ad imporsi nello scontro diretto con l’Huracan, aggiudicandosi quindi il torneo Clausura 2009 e laureandosi campione d’Argentina.

Maxi Moralez, autore della rete decisiva, ed i suoi compagni esultano: il Velez è campione dArgentina per la settima volta nella sua storia (ole.clarin.com)

Maxi Moralez, autore della rete decisiva, ed i suoi compagni esultano: il Velez è campione d'Argentina per la settima volta nella sua storia (ole.clarin.com)

Vittoria, quella ottenuta in campionato, assolutamente meritata: il Velez è stata infatti la squadra migliore di questo torneo, dove molte squadre sono state soggiogate dal tiki tiki e dal carattere della squadra di Gareca. Huracan compreso.

E’ infatti proprio la squadra del Presidente Balestrini ad imporsi nello scontro diretto che il destino, in maniera tanto crudele quanto spettacolare, ha riservato alle prime due della classe: Huracan, primo a 38 punti, e Velez, secondo a 37.

Davanti ad un Josè Amalfitani gremito, quindi, il Fortìn ha messo in campo tutta la garra e tutte le proprie qualità tecniche per poter avere la meglio in questa sorta di finale scudetto (nella quale, però, l’Huracan partiva avvantaggiato dato che l’El Globo poteva accontentarsi anche solo di un pareggio) che ha avuto i contorni epici che solo certi match decisivi giocati in Sud America possono avere.

Un classico match di campionato da 90′, infatti, si è trasformato in una partita pressoché infinita: dopo una ventina di minuti di gioco, infatti, Gabriel Brazenas, arbitro dell’incontro, ha dovuto sospendere la partita stessa per via di una fittissima grandinata abbattutasi sull’José Amalfitani, grandinata tanto intensa e dai chicchi così grossi da mettere in pericolo l’incolumità dei giocatori stessi.

Dopo la pausa forzata, compresa di aspiramento dei chicchi dal terreno di gioco, si è potuto quindi tornare a giocare. Almeno fino alla rete della vittoria dei padroni di casa, arrivata a pochissimi minuti dal termine: da quel momento in poi, infatti, i giocatori dell’Huracan, in un misto di incredulità e rabbia, hanno dato il via ad una serie di proteste protattesi per un quarto d’ora circa. Tra grandinata, proteste e normale intervallo, quindi, la partita si è protratta per circa tre ore.

Ma anche nel corso del match in sè ci sono stati diversi episodi che hanno fatto discutere: dall’annullamento di un goal regolare di Dominguez dell’Huracan all’errore dal dischetto di Hernan Lopez del Velez, passando per un salvataggio sulla linea di Araujo (difensore dell’Huracan) fino alla rete della vittoria di Maxi Moralez, goal che ha scatenato tutta quella serie di polemiche per via di un nettissimo fallo di Larrivey (sì, proprio quell’El Bati arrivato in prestito da Cagliari che era stato lanciato nel grande calcio dall’Huracan stesso) su Monzon, portiere del Globo con il piccolo fantasista di Granadero Baigorria espulso per essersi poi levato la maglia esultando nonostante fosse già ammonito

Un campionario di errori e colpi di scena da far sobbalzare sulla propria poltrona anche il tifoso più tranquillo tra tutti.

Alla fine è quindi il Fortin, pur grazie ad una rete irregolare, ad aggiudicarsi la vittoria del torneo: un Velez che, come detto, ha sicuramente meritato il titolo, strappato ad un giovane Huracan che è comunque stata la squadra rivelazione di questo campionato. Se il Velez partiva per conquistare il settimo trofeo della sua storia, infatti, l’Huracan partiva invece solo per mettere in mostra i suoi talenti più brillanti (tra cui quel Pastore che non ha saputo trascinare alla vittoria i suoi ma sulle cui tracce restano Palermo, in primis, e squadre blasonate come l’Arsenal) ottenendo nel contempo una posizione di classifica perlomeno discreta.

L’ottima stagione del Velez (giunto nono nell’Apertura e primo nel Clausura), intanto, ha già portato i suoi frutti, almeno in termini di visibilità: è di ieri, infatti, la notizia, riportata dal sito argentino MinutoUno.com, secondo cui Emiliano Papa, laterale difensivo in forza al Fortin, passerà nei prossimi giorni al Palermo per una cifra vicina ai 4 milioni di euro.
Bisogna invece capire quale sarà il futuro di due dei giocatori più interessanti scesi in campo ieri: se per Pastore, secondo il suo agente, si deciderà tutto nei prossimi giorni, Otamendi, centrale difensivo del Velez, dovrebbe invece restare nella squadra in cui milita ora almeno per un altro anno. A meno che, a quanto dicono a Linares, qualcuno non sborsi subito 15 milioni di euro per il suo cartellino.

E chissà che non ci sarà un futuro europeo anche per Josè Sand, attaccante del Lanus appena laureatosi capocannoniere del campionato con 15 reti realizzate nell’ultimo campionato.
Su di lui sembra crederci Diego Armando Maradona, che l’ha fatto esordire in un match di qualificazione al prossimo mondiale e che sembra apprezzarne le qualità.
Queste referenze unite ai suoi goal basteranno a convincere qualche squadra del Vecchio Continente a portarlo in Europa prima che sia troppo tardi, avendo lui già 29 anni?

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Sensini ai tempi della sua ultima esperienza come giocatore allUdinese (valechumbar.com)

Sensini ai tempi della sua ultima esperienza come giocatore all'Udinese (valechumbar.com)

Cambio alla guida della squadra per una delle due maggiori società di Rosario: il Club Atletico Newell’s Old Boys (club chiamato così dagli ex allievi della High School inglese di Rosario in onore del loro direttore ed allenatore di calcio, l’inglese Isaac Newell) ha infatti ufficializzato l’arrivo di Roberto Nestor Sensini alla guida del club a partire dal 6 gennaio prossimo.

Quello di Sensini è un nome molto noto ai tifosi italiani in quanto che da calciatore giocò ben 16 anni nel nostro campionato.

Sensini, nato ad Arroyo Seco il 12 ottobre del 1966, firma il suo primo contratto da calciatore con il Newell’s nel lontano 1986, a 20 anni. In Argentina, sua terra natale, giocherà solo tre stagioni disputando 74 partite di campionato mettendo a segno 2 reti. Nell’89, poi, lo sbarco nel Belpaese: è l’Udinese la prima ad acquistarlo e a puntarci, venendo ampiamente ripagata. Nelle successive quattro stagioni Nestor diventerà infatti uno dei punti fermi della squadra, totalizzando 149 presenze condite da 8 reti.

Nel 1993 il passaggio al Parma: in Emilia Sensini resterà per ben sei stagioni, mettendo assieme più di 150 presenze con 11 reti all’attivo.

A questo punto Sensini era già uno dei migliori e più affidabili difensori del nostro campionato: non aveva doti da fenomeno ma grande senso tattico ed un’infinita esperienza. Nella stagione 99/00 un’esperienza alla Lazio (24 presenze e 1 goal) per poi tornare a giocare due stagioni tra i ducali (35 presenze). Nel 2002 il ritorno laddove la sua avventura italiana era cominciata ben tredici anni prima, ad Udine. In bianconero rimarrà altre quattro stagioni, mettendo assieme 91 presenze condite da 7 reti e continuando ad essere un punto di riferimento per i propri compagni di reparto, che da lui si facevano guidare. A 40 anni deciderà quindi di chiudere la carriera da calciatore per intraprendere quella da allenatore: nel 2006 sostituirà, assieme a Dominissini, Serse Cosmi proprio sulla panca del Friuli.

Lo scorso anno il ritorno in Argentina, dove ha allenato – sino allo scorso settembre – l’Estudiantes. Da oggi, come detto, è il nuovo allenatore del Club Atletico Newell’s Old Boys.

Sensini, neo allenatore dei Newells

Sensini, neo allenatore dei Newell's (cielosports.com)

Come calciatore ha vinto 1 campionato argentino coi Newell’s (87/88), 1 campionato italiano con la Lazio (99/00), 3 coppe Italia (2 col Parma nel 98/99 e 01/02 ed una con la Lazio nel 99/00), 1 Supercoppa italiana con la Lazio (2000), 2 supercoppe UEFA (con il Parma nel 93 e la Lazio nel 2000) e 2 coppe UEFA col Parma (94/95 e 98/99).

Inoltre ha giocato diverse volte con l’albiceleste, partecipando a tre spedizioni mondiali (1990, 1994, 1998) una Copa America (1989) ed un’Olimpiade (1996). Con la Seleccion ha vinto le medaglie di argento ai mondiali italiani del 90 e all’Olimpiade di Atlanta del 96.

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Nonostante la sconfitta 1 a 0 inflittale dal Tigre è il Boca Juniors ad aggiudicarsi l’Apertura 2008, grazie ad una miglior differenza reti.

A decidere la partita è la rete di Lazaro al 67′ minuto, bravo ad anticipare Javier Hernan Garcia di testa. Garcia che nelle due partite di questi spareggi ha viziato con due suoi errori le due reti subite dal Boca: di certo non un bel biglietto da visita per lui.

E’ un Boca che non meriterebbe comunque la sconfitta, ma risulta essere troppo sprecone, rischiando così di lasciarsi sfuggire la vittoria finale: se il Tigre fosse riuscito a vincere 2 a 0, infatti, sarebbe stato El Matador ad aggiudicarsi l’Apertura 2008, per la prima volta nella loro storia. Ma così non sarà.

Complimenti quindi ai ragazzi di Carlos Ischia per questa vittoria, ventiquattresima nella loro storia.

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Gli xeneizes sgonfiano il Ciclòn ed arrivano ad un passo dall’Apertura 2008: al Boca basterà infatti strappare un pareggio nella partita di domani sera contro il Tigre per laurearsi campioni di Argentina e vincere quindi questo campionato dal finale così strano.

Dopo aver ciclonizzato il Tigre, infatti, il San Lorenzo non può nulla davanti alla squadra più titolata del mondo (in coabitazione col Milan e tenendo in considerazione solo i titoli internazionali): la grande esperienza degli uomini guidati in campo da Juan Roman Riquelme esce tutta in questo scontro molto teso e nervoso, in cui si registreranno anche due espulsi tra le fila del San Lorenzo.

Allo stadio Presidente Peron di Avellaneda le squadre si danno gran battaglia di fronte ad un pubblico che affolla numerosissimo e coloratissimo gli spalti.

Sono gli xeneizes a portarsi in vantaggio: si è già nel recupero del primo tempo quando Riquelme va a battere un angolo dalla destra di Orion; in mezzo all’area arriva puntuale Lucas Viatri – considerato dai tifosi il nuovo Palermo – che segna la rete del vantaggio bochense.

Al sessantesimo, quindi già nel secondo tempo, è invece Solari a trovare la via della rete, riequilibrando il risultato e tornando a dare una speranza ai propri tifosi: l’ex interista riceve palla poco oltre il limite dell’area e calcia di destro, nonostante non sia il suo piede. Il tiro è tutt’altro che irresistibile ma Javier Hernan Garcia compie uno svarione tremendo e se lo lascia passare tra le gambe.

Tre minuti più tardi Carlos Ischia fa una mossa che cambia la partita: dentro uno spento Figueroa e spazio a Rodrigo Palacio. Il genietto della formazione bochense ripagherà la fiducia al settantaseiesimo firmando la rete del vantaggio, finalizzando nel migliore dei modi un rapidissimo contropiede su cui la difesa del San Lorenzo si fa trovare totalmente impreparata.

Quattro minuti più tardi Ischia ha un’altra folgorazione: dentro Cristian Manuel Chavez, fuori Fabian Vargas. Il 22enne centrocampista argentino chiuderà quindi definitivamente la partita al novantesimo (dopo le espulsioni di Aguirre e Bergessio tra le fila del Ciclòn) con un bel tiro dal limite.

MVP della partita direi Carlos Ischia, l’allenatore xeneizes che coi suoi cambi è andato a spostare gli equilibri della partita raggiungendo quindi una vittoria che può essere assolutamente fondamentale.

Boca Juniors che è quindi molto vicino al suo prestigioso traguardo. Domani sera sapremo quindi chi salirà sul trono d’Argentina.

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Morel tradisce le aspettative e gioca sottotono (goal.com)

Morel tradisce le aspettative e gioca sottotono (goal.com)

E’ il San Lorenzo de Almagro ad aggiudicarsi il primo atto del triangolare-spareggio che assegnerà il titolo dell’Apertura 2008. Il Ciclòn si è imposto, infatti, sulla cenerentola Tigre grazie alla propria stella e ad un primo tempo giocato a livelli stellare o, per tenere fede al suo soprannome, ciclonici.

In un Josè Amalfitani gremito in ogni ordine di posto è andato in scena uno spettacolo di primo livello, con due squadre che si sono affrontate a viso aperto per portare a casa la prima vittoria, in attesa di sfidare poi il Boca Juniors (che, se non altro per il blasone, parte favorito in questo triangolare).

Entrambe le squadre sono scese in campo per vincere: da una parte il Tigre, guidato dal vicecapocannoniere del campionato Morel, dal portiere Islas, dal centravanti Altobelli e dall’esperto terzino ex Boca e Villareal Arruabarrena, dall’altra il San Lorenzo con la stella Barrientos, l’ex interista Solari, Bergessio e il portiere Orion.

E’ stata una partita da subito frizzante ed emozionante, che sembrava però essersi chiusa dopo soli 20 minuti.

Al diciottesimo minuto, infatti, Solari mostra la sua classe andando via sulla sinistra al diretto marcatore, per poi crossare teso e radente il suo suolo in mezzo; sulla palla prova ad intervenire il portiere del Tigre, Daniel Islas, che però manca la presa. Spunta quindi il numero 10 del Ciclòn, Pablo Barrientos, che deposita in rete, portando in vantaggio i suoi.

Passano due soli minuti ed è ancora lui, Barrientos, a rendersi protagonista: il 23enne fantasista del San Lorenzo salta secco Arruabarrena e fugge sulla fascia di destra senza che nessuno vada a pressarlo; Pablo può quindi alzare la testa e prendere la mira con tutta tranquillità prima di effettuare il cross: sulla palla messa magistralmente in mezzo dal numero 10 ciclonico arriva Bergessio, che segna al volo.

Un uno-due pazzesco, che stenderebbe anche un elefante. Ma non una Tigre.

Il Matador continua infatti a giocarsela, come se fosse ancora sullo zero a zero. Il primo tempo è comunque tutto appannaggio del San Lorenzo, che gioca molto meglio. Ad inizio ripresa il Ciclòn sembra ormai sentirsi sicuro di portare a casa la vittoria ed il tecnico, Miguel Angel Russo, decide di arretrare un po’ il baricentro della squadra, facendo anche uscire Solari per preservarlo per la gara di sabato contro il Boca. La mossa lascia quindi più spazio al Tigre, che dopo aver onorevolmente combattuto per tutta la partita arriva quindi, al 76′, a trovare il pareggio con Leandro Lazzaro, subentrato dalla panchina, abile ad incornare di testa un cross proveniente dalla sinistra del fronte offensivo del Tigre. E’ un goal che da ulteriore carica ai giocatori del Matador, che non riescono però, da lì al triplice fischio dell’arbitro, a trovare il tanto sospirato pareggio.

In chiusura di gara un fatto increscioso: Barrientos si scontra con Isla, il portiere del Tigre, che per tutta risposta gli da una manata in faccia. Il gesto non è particolarmente violento, perché non viene dato per fare male ma per spingere via l’avversario, in un eccesso di nervosismo. Barrientos, da tipico sudamericano, cade a terra come se gli avessero sparato in volto… Saul Laverni, arbitro della partita, viene quindi richiamato dal suo assistente, che lo informa dell’accaduto e convince Laverni ad espellere il portiere del Tigre, che terminerà quindi la partita in 10 e senza un vero portiere in porta.

Barrientos, il ciclone che si è abbattuto sul Matador (goal.com)

Barrientos, il ciclone che si è abbattuto sul Matador (goal.com)

Il mio MVP della partita è sicuramente Pablo Cesar Barrientos, assolutamente determinante con le sue giocate che hanno deciso il match (peccato solo per l’evitabile sceneggiata finale…). Il 23enne nativo di Comodoro Rivadavia (provincia di Chubut, Patagonia) crebbe nella squadra della sua città, il C.A.I. (Comision de Actividad Infantiles Comodoro Rivadavia), per poi passare nel 2003 al San Lorenzo. Col Ciclòn giocherà tre stagioni, disputando più di 70 partite. Nell’estate del 2003 la rottura con tutto l’ambiente ed il trasferimento all’FC Mosca per una cifra di poco superiore ai 3 milioni di dollari. Pablo giocherà quindi altre 3 stagioni con il club moscovita (arrivando a giocare e perdere una finale di Coppa di Russia contro il Lokomotiv) prima di far ritorno al San Lorenzo, acquistato dal Presidente del club, Rafael Savino, per sopperire alla partenza di Andrés D’Alessandro. Barrientos si riappacificherà subito con l’ambiente, tifosi compresi, e nell’Apertura 2008 trascinerà la squadra coi suoi 7 goal e le sue giocate d’alta classe a questo triangolare-spareggio.

Sabato quindi, come detto, potrebbe già chiudersi il discorso: se il San Lorenzo battesse anche il Boca, infatti, andrebbe a 6 punti nella classifica di questo triangolare e renderebbe anche inutile lo contro tra xeneizes e Matador. Il Ciclone si abbatterà anche sul Boca?

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Cambio in vista sulla panchina del Velez Sarsfield. La squadra di Liniers, sobborgo di Buenos Aires, non avrà più Hugo Tocalli a guidarla; dopo il deludente nono posto dell’ultimo campionato di Apertura, infatti, Alvaro Balestrini (il Presidente della società) ed il suo staff hanno deciso un cambio di guardia: fuori Tocalli, dentro Ricardo Alberto Gareca Nardi.

Gareca ai tempi in cui giocava

Gareca ai tempi in cui giocava (wikipedia.it)

El Tigre, come venne soprannominato quando ancora calcava i campi di gioco, nacque il 10 febbraio del 1958 a Tapiales, piaccola cittadina del distretto de La Matanza, provincia di Buenos Aires. Cominciò la sua carriera da calciatore 30 anni fa nel Boca Juniors, squadra in cui rimase per un paio di stagioni, senza però vedere molto il campo. A quel punto la dirigenza xeneizes decise di prestarlo al Sarmiento de Junin, dove giocò 33 partite segnando 13 reti e convincendo quindi i suoi dirigenti di riportarlo al Boca, dove in tre anni si affermò come uno dei migliori goleador del campionato, avendo una media superiore al goal ogni due partite. Nel 1985 passò agli acerrimi rivali del Boca, il River Plate; qui, però, giocò pochissimo: un problema contrattuale portò alla risoluzione del contratto e Gareca si accasò quindi all’America de Cali dove in 53 partite mise a segno 31 reti. Nell’89 il ritorno in Argentina, questa volta al Velez Sarsfield (squadra di cui da oggi è allenatore); con el Fortìn giocò tre stagioni, prima di andare a chiudere la carriera nella terza grande (dopo Boca e River) del suo paese: l’Independiente. In carriera giocò anche 20 volte – segnando 5 reti – nella Seleccion.

Due anni dopo aver lasciato il calcio giocato – siamo nel 1996 – comincia la sua carriera da allenatore del Talleres, squadra della città di Cordoba. L’anno successivo viene ingaggiato dall’Independiente, ma i risultati tardano ad arrivare e la sua esperienza in quella che era stata la sua ultima squadra da giocatore dura poco; decide così di tornare subito al Talleres, dove resta sino al 2000, per poi passare al Colòn di Santa Fè.  Anche qui, però, l’esperienza dura poco e Gareca deciderà di fare ritorno al suo Talleres. Nel 2002 fa un’esperienza al Quilmes in Seconda Divisione, seguita poi da una nell’Argentinos Juniors. Nel 2004 va poi a fare il secondo di Ruggeri all’Elche, in Spagna; l’anno successivo torna in Sud America, ma decide di tentare un’avventura già provata da giocatore: l’America de Cali. Anche qui un anno, poi il passaggio all’Independiente Santa Fè, sempre in Colombia.

Il nuovo allentore del Fortin (espn.com)

Il nuovo allentore del Fortin (espn.com)

Nel 2006 torna, per la quarta volta, sulla panca del Talleres, mentre nelle stagioni 2007 e 2008 è l’allenatore dell’Universitario de Deportes, in Perù; squadra che ha allenato sino ad oggi. Da oggi, infatti, è il nuovo allenatore del Fortìn.

In carriera ha vinto quattro titoli nazionale da giocatore (2 colombiani all’America de Cali e 2 argentini, uno col Boca ed uno con l’Independiente) ed uno da allenatore (il Torneo Apertura 2008 in Perù, con l’Universitario); da allenatore ha vinto anche un campionato di Primera B Nacional ed una Copa Conmebol, entrambe al Talleres.

Ora vedremo se riuscirà a migliorare le prestazioni del Velez, dato che Alvaro Balestrini vorrebbe i suoi capaci di lottare per il titolo.

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Ci sarà infatti un finale storico per il Campionato Argentino di quest’anno. Dico ci sarà, dovrei dire c’è stato. Perché? Semplice, perché l’ultima giornata dell’Apertura 2008 si è giocata oggi, ma non ha deciso un bel niente. Già prima di quest’ultima giornata, infatti, ben tre squadre si trovavano in prima posizione, appaiate: San Lorenzo, Tigre e Boca Juniors. Già prima di stasera, quindi, si stava profilando un finale incredibile, che etichettare come “al cardiopalma” sarebbe poco: con tre squadre in testa, infatti, si sarebbe dovuto giocare un triangolare per decidere la squadra campione.

In passato era già capitato che due squadre terminassero a pari punti il campionato, dovendo quindi giocarsi la vittoria finale in uno spareggio; questa volta, però, uno spareggio non basterà. Le tre squadre, infatti, sono tutte riuscite a centrare una vittoria fondamentale, che le tiene così appaiate in testa alla classifica e le vedrà quindi costrette a giocarsi tutto in un triangolare all’ultimo sangue.

Luciano Figueroa. Fondamentale la sua doppietta di oggi per il Boca (esmas.com)

Luciano Figueroa. Fondamentale la sua doppietta di oggi per il Boca (esmas.com)

Il Boca Juniors è riuscito, pur con fatica, ad imporsi 3 a 2 sul Colòn de Santa Fe; gli xeneizes erano in realtà stati capaci di chiudere il primo tempo in assoluta scioltezza, con un tre a uno che pareva metterli al sicuro da qualsiasi pericolo. Mattatore della partita era stato Luciano Gabriel Figueroa, giocatore sbarcato a Buenos Aires in prestito dal Genoa pochi mesi fa, autore di una doppietta; di Riquelme il terzo goal per i padroni di casa. Era stato invece Nicolas Torres in chiusura di tempo ad accorciare le distanze.

Nel secondo tempo, poi, le granitiche certezze dei tifosi xeneizes s’incrinano: dopo 7 soli minuti di gioco Lucas Martin Valdemarin accorcia ulteriormente le distanze e fa vivere un brutto secondo tempo al Boca, che entra in apprensione perché sente possa scivolargli di mano una vittoria che pareva certa e, con essa, la possibilità di vincere il campionato.

La squadra di Riquelme riesce comunque a reggere, portando quindi a casa tre punti fondamentali.

Il San Lorenzo va invece a vincere allo stadio Diego Armando Maradona contro l’Argentinos Juniors. Eroe della partita è Gonzalo Bergessio, 24enne attaccante argentino che dopo soli 7 minuti trafigge Sebastian Torrico.

Il Tigre, dal canto suo, s’impone di misura al Monumental de Victoria contro il Rosario Central grazie ad una rete del suo bomber Martin Morel, vicecapocannoniere del torneo con 13 reti.

Ma parliamo un attimo di questo Tigre: se San Lorenzo e Boca sono infatti tra le squadre più titolate di Argentina (10 titoli nazionali per i primi e 23 per il Boca, secondo solo al River) il Tigre non è mai andato oltre ad un secondo posto (ottenuto, tra l’altro, lo scorso anno). Tigre che ha anche molta meno confidenza con la prima divisione argentina rispetto alle altre: il club di Victoria, infatti, ha giocato solo 24 tornei di Primera Division e prima di questo storico campionato (che come detto potrebbe anche riuscire a vincere) era riuscito a conquistare al massimo 34 punti nell’Apertura dello scorso anno (contro i 39 attuali).

Quest’anno, poi, il Tigre può fregiarsi di un merito particolare, che sicuramente i giocatori che saranno impegnati nel triangolare decisivo per l’assegnazione di questo Apertura non scorderanno: la squadra del Presidente Luis San Andres è infatti riuscita, durante la stagione, a battere sia Boca che San Lorenzo, proprio le due squadre che si ritroverà contro da qui a breve.

Diego Cagna, allenatore del Matador (cielosports.com)

Diego Cagna, allenatore del Matador (cielosports.com)

Allenatore de El Matador è quel Diego Cagna che da calciatore giocò 167 partite di campionato (inframezzate da due esperienze poco fortunate al Villareal ed all’Atletico Celaya) proprio con la maglia del Boca Juniors, squadra cui adesso contenderà il titolo in questo triangolare molto atteso. Cagna che, tra l’altro, in maglia xeneizes fece incetta di trofei: 4 campionati (apertura 98 e 2003, clausura 99 e 2005), 1 Copa Libertadores (2003), 1 Coppa Intercontinentale (2003), 2 Copa Sudamericana (2004 e 2005) ed una Recopa Sudamericana (2005). Da calciatore vinse inoltre 1 Confederations Cup con la Seleccion. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo nel 2005 si prende un anno sabbatico per perfezionare le sue conoscenze tattiche ed infine nel dicembre 2006 diventa l’allenatore del Tigre.

Ma quando verrà quindi giocato, questo benedetto triangolare? Il prossimo mercoledì alle 22.30 italiane si scontreranno, sul campo del Velez, la cenerentola Tigre e el Ciclon, il Ciclone San Lorenzo. Sabato 20 alla stessa ora sarà invece la volta di Boca Juniors – San Lorenzo, mentre martedì 23 (ancora non si sa a che ora) giocheranno l’ultima partita di questo triangolare los xeneizes e el Matador.

Insomma, un finale thrilling, quasi noir, per uno dei campionati più calienti del mondo.

 

Ma in tutto questo che fine ha fatto la squadra più titolata (parlando di titoli nazionali) d’Argentina? Il River aveva giocato ieri al Ciudad de La Plata contro l’Estudiantes, impattando 1 a 1 contro la squadra di Veron (espulso all’82′). Grazie a questo punto sale quindi a 14, ma resta in ultima posizione. Un’onta incredibile, per una società che nella sua storia ha collezionato 33 primi, 25 secondi ed 11 terzi posti, finendo quindi su di un ipotetico podio per ben 69 volte (contro le 51 del Boca, che salirà quest’anno a 52).

Ora, come anticipato su questo blog dieci giorni fa, los Millonarios si affideranno all’attuale allenatore dell’Argentinos Juniors, Nestor Raul Gorosito, per risollevare le proprie sorti e tornare agli antichi splendori (nemmeno troppo antichi, in realtà, dato che il River ha vinto l’ultimo campionato di Clausura). Vedremo quindi presto se El Pipo saprà dimostrarsi all’altezza della situazione.

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Bundesliga: è il Bayern Monaco ad aggiudicarsi l’anticipo della 16esima giornata di Bundesliga. La squadra bavarese, infatti, è riuscita a piegare la prima della classe, il TSG Hoffenheim, grazie alle reti di Lahm e Toni, goal che hanno permesso al Bayern di ribaltare il risultato dopo che l’implacabile Ibisevic aveva sbloccato il risultato al 49′. 

Grazie a questi 3 punti la squadra di Oddo e Toni agguanta proprio l’Hoffenheim, cui si appaia a 34 punti.

 

Ligue 1: è invece il Bordeaux ad aggiudicarsi l’anticipo della Ligue 1. Al Valenciennes non è infatti bastato il goal di Pujol per strappare un pareggio (in precedenza i padroni di casa erano passati in vantaggio grazie alla rete di Chamakh): al 47esimo, infatti, è Cavenaghi (di cui avevamo parlato proprio ieri nella rubrica sul mercato) a siglare il goal partita, facendo guadagnare 3 importantissimi punti ai suoi, punti grazie ai quali resta quindi aggrappato al gruppo di testa, in attesa che tutti giochino le partite di giornata.

 

Campionato Argentino:  è notizia di oggi che il nuovo allenatore del River Plate, a partire dal prossimo 5 gennaio, sarà Néstor Raùl Gorosito, l’attuale allenatore dell’Argentinos Juniors (club che ha riportato a giocare una competizione internazionale, la Copa Sudamericana, dopo 12 anni di assenza da questo contesto).

El Pipo torna quindi nella squadra che lo aveva lanciato ben 26 anni fa nel calcio professionistico, come giocatore. Sempre da calciatore, tra l’altro, Gorosito ha collezionato 12 presenze nella Seleccion (giocando due Copa America e vincendo quella del 1993, ultimo successo argentino nella competizione) ed ha avuto diverse esperienze all’estero (in Austria – dove vinse il premio di miglior giocatore del campionato dell’anno 1991 – all’FC Swarovski Tirol, in Giappone allo Yokohama Marinos e in Cile all’Universidad, dove chiuse la carriera agonistica) prima di tornare in Argentina per iniziare la carriera da allenatore del Nueva Chicago. Ha allenato anche San Lorenzo, Lanus e Rosario Central. 
Una foto recente del neo allenatore riverplatense.

Una foto recente del neo allenatore riverplatense.

Come giocatore oltre al premio di miglior giocatore del campionato austriaco ha vinto diversi trofei: un campionato argentino (proprio al River), due campionati austriaci, una Coppa del Cile, due Liguilla Pre-Libertadores cilena e una coppa interamericana (con la maglia dell’Universidad).

Da allenatore il suo piazzamento migliore lo ha realizzato nel Torneo Apertura 2003, quando portò il San Lorenzo al secondo posto (dietro al Boca).

Vedremo se saprà dimostrarsi anche un allenatore vincente, dopo aver vinto diversi trofei da calciatore.

 

Calciomercato: La notizia principale per quanto riguarda la Premier League è sicuramente il probabile, almeno secondo quanto riporta il Mirror, ingaggio di Stephen Appiah da parte del Tottenham. La squadra londinese avrebbe infatti intenzione di ingaggiare il 27enne centrocampista ghanese ex Juventus per rinfoltire il centrocampo. Appiah è svincolato dalla scorsa estate, quando rescisse il proprio contratto con il Fenerbaçhe e divento free agent. Un paio di mesi fa era sembrato molto vicino ad un ritorno a Torino, ma poi la dirigenza bianconera decise di puntare sui centrocampisti già in rosa e non se ne fece niente. Vedremo nei prossimi giorni se Appiah tornerà quindi a firmare un contratto e, nel caso, se lo farà proprio accettando l’offerta del Tottenham.

Sempre parlando di centrocampisti ghanesi ci sono da riportare le dichiarazioni di Scolari: l’allenatore del Chelsea è intervenuto oggi per chiarire il fatto che non ha alcuna intenzione di privarsi di Essien (che secondo l’allenatore brasiliano sarebbe seguito da Real, Barcellona e Milan) e che il giocatore rimarrà quindi un utilissimo jolly della sua squadra.

Chelsea che intanto avrebbe mandato degli emissari in Portogallo, più precisamente a Braga, per trattare l’acquisto del 20enne Orlando Carlos Braga de . L’attaccante, nato a Barcelos Portugal, è cresciuto nelle giovanili della società braghense, per arrivare poi in prima squadra, dove si stà ben comportando. Il club di Abramovich potrebbe acquistarlo per lasciarlo sino al termine della stagione all’SC Braga.

Orlando Sà

Orlando Sà

Comincia a prendere corpo, sempre parlando del club di Abramovich, la possibilità che Alex lasci davvero la squadra, magari proprio per trasferirsi al Panathinaikos, dove è stato espressamente richiesto da Ten Cate. La notizia era uscita qualche giorno fa, oggi il manager del giocatore ha parlato chiaro, dicendo che il suo assistito, sentendosi chiuso, gradirebbe essere ceduto in prestito con diretto di riscatto già a gennaio ed aggiungendo poi che ha effettivamente avuto dei contatti col club greco. Di sicuro, però, Alex avrà molte altre richieste, quindi nei prossimi giorni si parlerà sicuramente molto della sua prossima destinazione.

Restando a Londra, ma parlando di Gunners, è di oggi una dichiarazione sibillina di Wenger che vuole a tutti i costi trattenere Gallas a Londra. Questa dichiarazione per tamponare la situazione creatasi, che vorrebbe Gallas in procinto di chiedere il trasferimento; il difensore francese sognerebbe infatti il Milan, che tempo fa l’aveva cercato, e vorrebbe trasferirsi già a gennaio, soprattutto dopo aver perso la fascia di capitano dell’Arsenal. La situazione è molto delicata e non è improbabile che possano esserci colpi di scena nei prossimi giorni.

Per un Gallas che pare avvicinarsi a Milano un Agger che ci si allontana: il giocatore, più volte accostato alla società di via Turati, ha infatti dichiarato di non voler assolutamente abbandonare il Liverpool. Dato che quest’anno la squadra sta andando molto bene anche in Premier (il Liverpool è primo, ad oggi) è anche assolutamente capibile che il 23enne danese non voglia lasciare la squadra.

In giornata ha parlato anche Cristiano Rolando, rivelando un retroscena molto gustoso sul suo passaggio allo United: prima di firmare con il club di Manchester, infatti, era già stato praticamente trovato l’accordo con l’Arsenal, accordo cui mancavano solo alcuni dettagli. A quel punto, però, s’inserì con decisione lo United che offrendo 16 milioni sbaragliò la concorrenza. Il neo pallone d’oro, quindi, fu ad un passo dall’Arsenal.

Potrebbe lasciare la Premier per tornare in Italia David Di Michele. L’ex fantasista del Torino ha infatti dichiarato oggi che nonostante si stia ambientando bene a Londra continua a pensare alla Roma. Se il campionato della Maggica dovesse continuare sottotono chissà, la Sensi potrebbe farci un pensierino.

Di oggi anche le dichiarazioni di Galliani sul capitolo Thiago Silva. L’Amministratore Delegato della società di via Turati ha smentito il possibile arrivo del centrale brasiliano per due motivi: il primo, regolamentare, è il fatto che il Milan non può acquistare altri extracomunitari per questa stagione (la cosa, in realtà, nega la possibilità dell’acquisto solo per gennaio… a giugno chissà…), il secondo, tecnico, è il fatto che la società si sente coperta già così com’è e non crede di dover intervenire sul mercato per rimpolpare il reparto arretrato.

Della rescissione del contratto di Hildebrand abbiamo parlato ieri, oggi cominciano a girare le prime voci sulla prossima possibile destinazione del portiere tedesco. Il giocatore ha estimatori in diversa parti d’Europa, specialmente in Inghilterra, Francia e Germania. Presupposto fondamentale per la firma del suo prossimo contratto sarebbe la rassicurazione del posto da titolare. Di certo possiamo pensare che Timo non ci metterà molto a trovare una squadra disposta a farlo giocare.

Notizie in pillole dal mondo: Juan Sebastian Veron potrebbe continuare la sua carriera in Brasile, al Corinthians; club e agente del giocatore stanno trattando in queste ore, anche se Veron vorrebbe giocare (e magari vincere) la Libertadores con l’Estudiantes. Potrebbe invece finire nella MLS Bosko Balaban, attualmente alla Dinamo Zagabria; non si sa ancora, però, la squadra che sarebbe interessata all’acquisto. Bruno Marioni, invece, tornerà all’Atlas subito dopo aver disputato il Mondiale per Club con il Pachuca. Fabian Frei, intanto, ha rinnovato col Basilea fino al 2012.

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