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Archivio per la categoria ‘FIFA’

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CRONACA

Dieci minuti ed ecco la prima occasionissima del match: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dalla destra del fronte offensivo londinese la palla giunge tra i piedi di Cahill che lo calcia dritto per dritto verso la porta difesa da Cassio che, in qualche modo, riesce a bloccarlo prima che questo sorpassi la linea di porta.
Il match però stenta a decollare. Il Timao fatica a dare forma ad un qualsiasi tipo di gioco, foss’anche di rimessa. E si affida così a ripartenze di singoli, senza alcuna anima. I Blues invece cercano di imbastire azioni corali, senza però riuscire a a farlo con efficacia.Rafa Benitez

Per avere un secondo brivido dobbiamo quindi aspettare ben altri ventotto minuti quando Moses è pescato da Hazard in ripartenza e calcia a giro dal limite dell’area, cercando il palo lontano. Bravissimo però Cassio a deviare in angolo in tuffo, con la mano di richiamo a “pulire” lo specchio di porta.
Estremo difensore brasiliano che deve ripetersi poco più tardi andando però a bloccare un bella conclusione dritto-per-dritto scoccata centralmente da Mata.

La ripresa si apre quindi con una bella imbucata centrale di Mata per Hazard, capace di bucare sullo scatto ogni avversario per presentarsi a tu per tu con Cassio, bravo però ad uscirgli sui piedi tempestivamente riuscendo a guadagnare anche un rinvio dal fondo.
E’ un secondo tempo che vede comunque un Timao molto più convinto dei propri mezzi. La pochezza del gioco Blues spinge infatti i brasiliani a spingersi in avanti con più continuità, pur senza grande capacità di pungere. L’occasione interessante arriva comunque al sessantaquattresimo, quando Paulinho riceve in area e scarica di destro, spendendo però di poco a lato.

Il goal che legittimi la superiorità brasiliana è nell’aria e arriva al settantesimo quando un misto tra una buona azione ed un po’ di fortuna portano Danilo a calciare a rete, trovando la deviazione di un difensore che impenna il pallone mettendo fuori dai giochi Cech. Sulla sfera piomba quindi Guerrero che, tutto solo, incorna in rete.

La rete scuote un poco i Blues, che comunque non riescono a trovare quella convinzione e quella ficcantezza necessaria a trovare il pareggio.
A cinque dal termine riescono comunque, in qualche modo, a pescare la palla goal che potrebbe valere i supplementari, ma il solito Cassio, migliore in campo (lo anticipo), spranga la porta, facendo no con la testa.

Come non bastasse all’ottantanovesimo Cahill “decide” di finire la partita anzitempo, facendosi espellere.
Il match però non è finito. Al novantaduesimo Mata scodella in area, Torres scatta e anticipa l’uscita di Cassio, segnando un insperato pareggio. Non fosse che il guardalinee si mostra attentissimo e gli sbandiera un fuorigioco sacrosanto.

Sono proprio questi due episodi a mettere la pietra tombale al match: Corinthians Campione del Mondo 2012.

COMMENTO

Scommettessi, dopo aver visto le due semifinali disputate rispettivamente contro Al Ahly e Monterrey, mi sarei giocato la vittoria del Chelsea. Non tanto perché mi fidassi dei Blues, squadra che ha già messo più e più volte in mostra tanto i suoi limiti quanto la mancanza di un Drogba là davanti.

No, avrei giocato la vittoria degli inglesi semplicemente perché il Timao mi aveva fatto una pessima impressione contro gli egiziani.

Impressione confermata anche nel primo tempo di questa partita.

Poi all’intervallo dev’essere successo qualcosa. Probabilmente i brasiliani devono essersi resi conto di trovarsi davvero di fronte ad un avversario abbordabile. Un avversario senz’anima, capace di vincere la Champions grazie ad un gioco molto rinunciatario ed un Campione là davanti. Una squadra costruita male con spese ingenti ma non ragionate.

Ed ecco la trasformazione.

Perché dal primo minuto della ripresa al momento del goal c’è stato praticamente solo il Corinthians in campo, con il Chelsea spettatore non pagante, abulico, incapace di portare anche solo qualche ripartenza davvero efficace.

E poi il patatrac della realizzazione.

Tanti gli errori dei Blues quest’oggi. Dall’aver regalato la ripresa ad un avversario abbordabile ad una fase difensiva completamente piena di falle e lacune ovunque.

Anche la sfortuna ha inciso, certo. Perché in occasione della rete di Guerrero è una deviazione fortuita a mettere fuori gioco Cech trasformandosi in assist prelibato per la punta peruviana.

Niente scuse, però. Quando ti chiami Chelsea, vieni da una Champions League vinta pochi mesi fa ed hai speso tanto sul mercato non puoi regalare una finale così.

MVP

Come detto è Cassio il migliore in campo, secondo il sottoscritto.

Questo perché da abbastanza sicurezza a tutto il reparto e, soprattutto nel primo tempo, mura bene la propria porta, non permettendo agli avversari di trovare un vantaggio comunque non so quanto meritato.Cassio

Certo, se Torres, giusto a fine match, fosse partito in posizione laterale ora mi toccherebbe parlare molto diversamente della sua prestazione…

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CRONACA

E’ una gara di livello molto maggiore rispetto ad Al Ahly vs. Corinthians e lo si capisce subito, dal ritmo impresso dalle due compagini. Così dopo quattro soli minuti di gioco arriva la prima occasione interessante: David Luiz buca centralmente e calcia dalla distanza, mettendo fuori di poco.
Il tempo che la lancetta lunga faccia altri due giri d’orologio ed è ancora il centrale carioca a mettersi in mostra, con un filtrante che libera Hazard, la cui conclusione d’interno non trova però il giro giusto e si spegne a lato.David Luiz

Chelsea che resta in completo controllo del match. Al decimo Hazard fa secchi due uomini in fascia e crossa all’altezza del dischetto del rigore dove solo un controllo difettoso di Oscar permette alla difesa messicana di chiudere e salvarsi.
Così al diciassettesimo arriva la prima rete: Oscar libera di tacco Cole che centra un pallone radente il suolo per Mata, il cui mancino non lascia scampo a Orozco.

Intorno alla mezz’ora arriva però la reazione messicana: Delgado affonda sulla sinistra e crossa in mezzo dove pesca De Nigris, perso dai centrali inglesi. La cui incornata non trova però lo specchio.
Chelsea che a quel punto cerca quindi di abbassare il ritmo per condurre in porto vittoriosamente una prima frazione in cui comunque è risultato – come ci si poteva aspettare – superiore agli avversari.

La riapertura del match è quindi choc per i messicani, che affondano: nemmeno un minuto ed Hazard semina il panico sulla sinistra appoggiando centralmente a Torres, il cui tiro è deviato alle spalle di Orozco per il 2 a 0 Chelsea.
Ma non basta. Un paio di minuti scarsi e arriva un secondo autogoal. Stavolta è torres a fuggire a sinistra e servire Mata, il cui controcross basso è deviato in rete da Chavez. Game over.

Chelsea che, rilassatissimo, decide comunque di provare a regalare ancora spettacolo. Al cinquantaduesimo così è il solito Mata a sfiorare il goal, calciando a lato di poco. Posizione di partenza comunque irregolare e realizzazione che sarebbe stata annullata.
Dal canto suo il Monterrey, forte di un maggior possesso palla, cerca il modo di arrivare quantomeno al goal della bandiera, palesando per una scarsa incisività sotto porta che ne certifica l’incapacità di passare il turno, soprattutto contro avversari così quotati.

Il tutto comunque produce solo la segnatura all’ultimo istante di De Nigris. Buona per l’onore, non certo per il passaggio del turno. Col Chelsea che può così raggiungere il Corinthians in finale.

COMMENTO

Troppo Chelsea per questo Monterrey. Basta poco ai talentuosi Bleus per regolare i generosi messicani, che con anche non poca sfortuna, alla fine, devono abbassare lo sguardo di fronte ai Campioni d’Europa in carica.

Vittoria meritata dagli uomini di Benitez che pur debbono ringraziare la loro buona stella, posto che riescono a chiudere un match pur sino a quel punto controllato solo grazie a due deviazioni assolutamente decisive. La prima su tiro di Torres, con la palla che s’impenna e risulta imprendibile per Orozco, la seconda su cross di Mata.

Inglesi ben messi in campo che ora, soprattutto grazie al potenziale tecnico a disposizione, sono i doverosissimi favoriti per la vittoria finale, stante anche il fatto che troveranno un Timao che come sappiamo ha sofferto non poco di fronte ai pur modestissimi egiziani dell’Al Ahly.

La seconda imposizione mondiale per Benitez, così, sembra essere sempre più vicina.

MVP

Poche cose ma di classe e qualità assoluta. Quando Eden Hazard parte palla al piede risulta essere assolutamente inarrestabile. Ed è proprio dalla sua fascia che arrivano i problemi maggiori per gli Albiazules. Certo non un caso.Hazard Torres

Honorable mention finale per David Luiz. Schierato in mediana al fianco di Obi Mikel si spende tanto in fase di non possesso per spingersi in penetrazione centrale in diverse situazioni. Davvero bravo e presente.

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CRONACA

Ritmi blandi per l’inizio della prima semifinale di Mondiale per Club. Così per vedere la prima occasione interessante dobbiamo aspettare dieci minuti, quando Soliman pennella una punizione in area cogliendo impreparata la linea difensiva corinthiana e trovando l’incornata di Rabiea, che non riesce però a trovare lo specchio di porta.
Brasiliani meno brillanti di quanto ci si aspetterebbe che intorno al venticinquesimo minuto cercano però di aumentare il ritmo, per provare a sbloccare il match.Paolo Guerrero

Rete che arriva giusto alla mezz’ora, quando Douglas crossa dalla sinistra un campanile profondo sul secondo palo dove pesca Guerrero, la cui incornata diagonale non lascia scampo ad Ekramy.

Le occasioni stentano comunque ad arrivare. Perché entrambe le squadre mancano della giusta imprevedibilità e creatività, oltre che forse della volontà di colpire.
La partita si trascina così all’intervallo senza ulteriori sussulti di rilievo.

La ripresa inizia male per gli egiziani, che dopo dieci soli minuti di gioco vedono Ekramy, portiere titolare, infortunarsi alla gamba destra rinviando il pallone. Estremo difensore che decide però di restare in campo, nonostante il problema muscolare che gli impedisce di calciare la sfera.
Al Ahly comunque in grado di combinare poco. Così la seconda conclusione verso la porta avversaria arriva solo al sessantaquattresimo minuto, con Rabiea che calcia trovando però la pronta risposta di Cassio. Il tutto giusto un attimo prima della sostituzione di Ekramy, che alla fine decide di alzare bandiera bianca.

L’occasione vera giunge tre minuti più tardi, quando Abou Trika, subentrato nella ripresa, inventa un lob con cui smarca Fathi, in propensione offensiva. Ricevuta palla alle spalle della difesa il terzino destro nordafricano non riesce però a centrare lo specchio di porta, mettendo di poco a lato.
La difesa corinthiana mette comunque in mostra grandi falle. Proprio in queste prova ad infilarsi l’attacco egiziano, ancora una volta con un’invenzione di Abou Trika che scodella in area in direzione di Hamdi, il cui stop è però difettoso e permette l’uscita vincente di Cassio.

Le difficoltà brasiliane perdurano. Così al settantatreesimo Fathi affonda sulla destra e mette in mezzo una palla bassa che è toccata al limite all’accorrente Abou Trika, il cui mancino piazzato è però deviato in angolo da un difensore.
Corinthians che prova quindi a scrollarsi di dosso la paura con Guerrero che serve in area Paulinho, ben inseritosi. La cui conclusione è però schermata dalla retroguardia nordafricana.

A sette dal termine è Soliman – il “Messi d’Egitto” – a provarci. Saltato Alessandro con un bel tunnel calcia da fuori, ma spedendo oltre la traversa.
L’ultimo quarto d’ora, recupero compreso, non permette ai Diavoli Rossi di trovare il pareggio. Così che il Corinthians diventa la prima squadra qualificata alla finale di questo  Mondiale per Club.

COMMENTO

La notizia per qualcuno è la vittoria del Corinthians sull’Al Ahly. Beh, non per me.

Per due motivazioni: la prima, scontata, che quella ottenuta dai brasiliani è una vittoria ampiamente preventivata. Strano sarebbe stato non fosse arrivata, non certo il contrario.

La seconda entra invece più nel merito delle cose: “la” notizia, per me, è la pochezza di un Corinthians assolutamente sottotono, autore di una prima frazione di gioco nel complesso incolore e di una ripresa atroce, in cui, pian piano, gli egiziani sono riusciti a prendere campo, fino ad arrivare a schiacciare letteralmente nella propria trequarti il Timão.

E’ infatti una partita a due facce, sia come match in sé che come prestazione profusa dai brasiliani in particolar modo.

Perché nella prima frazione i ritmi sono molto lenti, l’Al Ahly resta corto, ben disposto in campo, lasciando il pallino del gioco in mano al Corinthians (che avrà il 57% di possesso palla al quarantacinquesimo). Che, dal canto suo, gestisce le cose con una comunque solo mediocre fase di palleggio, in cui risaltano le qualità di Paulinho – centrocampista piuttosto completo, da testare in Europa – e Guerrero (che invece in Europa c’è già stato).

Nella ripresa però la sinfonia cambia.Abou Trika

L’ingresso in campo di Abou Trika suona infatti la sveglia che desta i Diavoli Rossi. Il ritmo si alza, le iniziative si moltiplicano, il Corinthians si schiaccia. E trema.

Se solo l’Al Ahly fosse squadra più concreta e spietata ora starei probabilmente parlando di un’altra partita…

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E’ un calcio italiano che sta attraversando un momento di difficoltà evidente a livello di club.

Ma ogni crisi porta con sé opportunità di rinnovamento e nuovo sviluppo.

Ecco quindi che il nostro movimento, a livello di rappresentative nazionali, si riempie la pancia con le prestazioni di Azzurri ed Azzurrini, che sfidano il calcio nordico uscendone con due vittorie importantissimi.

I baby strappano infatti il biglietto per i prossimi Europei di categoria.

I grandi, anche sfruttando il pareggio tra ceki e bulgari, prendono con autorità la testa del gruppo, che ora guidano a quota 10 punti (in quattro partite).

Che dire?

Alla vigilia il nostro C.T. chiedeva i tre punti. E che questi arrivassero anche senza gioco brillante.

Alla fine le cose non sono andate malaccio nemmeno da questo punto di vista.

Il tutto con il solito Pirlo, Fenomeno vero, sugli scudi.

Il regista bresciano, infatti, sforna due assist al bacio che risultano essere assolutamente determinanti per il risultato finale.

Dapprima, dopo l’1 a 0 firmato Montolivo, scodella al centro un cross perfetto per il solito Daniele De Rossi, che galvanizzato dalle critiche ricevute dal proprio mister in quel di Roma sigla due reti nel giro di cinque giorni in Azzurro e mette a tacere (o forse fomenta) le polemiche da par suo.

Poi, con l’Italia ridotta in dieci ad inizio ripresa per l’espulsione diretta di Osvaldo (guarda caso un altro romanista in polemica con Zeman), mostra uno dei suoi pezzi migliori del repertorio: fendente alto a verticalizzare e saltare la difesa, con Balotelli che scatta con tempismo e batte il portiere avversario con un tocco delizioso di misura.

E non ce n’è per nessuno.

Per quanto Marchisio e De Rossi siano giocatori di alto livello l’unico con la scintilla, in grado di decidere un match con uno sguardo, resta sempre lui, Andrea Pirlo.

In attesa di vedere i ceki recuperare il match non ancora disputato (sono a quota 3, a differenza di Italia e Bulgaria che li precedono in classifica) la nazionale di Prandelli guida quindi il Gruppo B con quattro punti sulla concorrenza.

Un vantaggio importante giunto pur non senza qualche difficoltà (il pareggio con la Bulgaria, la prova non brillante contro Malta, la vittoria a tratti stentata in Armenia).

Il calendario ora prevede sosta fino a fine marzo. Quando i ceki nel giro di quattro giorni ospiteranno la Danimarca (con la speranza che Bendtner e compagni gli facciano almeno uno scherzetto) per poi volare sul non facilissimo campo armeno.

Italia che, di contro, sfiderà la sola Malta.

Coi Bulgari anch’essi impegnati in un solo match che li vedrà opposti ai maltesi – ma in casa – ecco che proprio tra cinque mesi avremo un quadro migliore e più completo del girone. Con la speranza di vedere l’Italia ancora lassù, e con vantaggio immutato sulle inseguitrici.

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Il Belgio va a far visita al Galles alla ricerca di una vittoria che possa permettere ai Diavoli Rossi di iniziare subito col piede giusto le qualificazioni a questo Mondiale.

Inserito nel gruppo 1 assieme a Croazia, Scozia, Serbia e Macedonia il Belgio punta, senza mezze misure, quantomeno al secondo posto, che varrebbe la qualificazione agli spareggi.

E nonostante giochino in trasferta i Diavoli Rossi non si fanno certo intimorire dal pubblico avversario. Anzi.

La volontà è quella di tenere il possesso di palla, farla girare, mettere in crisi la difesa avversaria con la manovra e gli acuti degli esterni offensivi (Mertens e Hazard).

Nonostante il gap tecnico sia evidente (e venga solo parzialmente attenuato dalla presenza in campo di Ramsey e Bale) il Galles regge comunque piuttosto bene. Ben messo in campo, cerca di non scoprirsi mai, occupando ogni porzione del rettangolo di gioco e provando, di tanto in tanto, a verticalizzare la propria azione, giusto per cercare quantomeno di farsi vedere dalle parti di Courtois.

Al venticinquesimo il fattaccio, che cambia inesorabilmente le sorti di un match probabilmente comunque già segnato, ma che difendendosi arcignamente i padroni di casa avrebbero potuto quantomeno anche portare in porto con un pareggio. Gillet manovra a centrocampo, si allunga un tantino la palla e si distende per sospingerla in avanti, verso le punte. James Collins, centrale difensivo gallese, però ha un’idea diversa: quella palla deve essere sua, ad ogni costo. Così si lancia a sua volta in scivolata, ma con piede a martello. Centrando esattamente in pieno la caviglia dell’avversario.

L’arbitro, a pochi passi dal luogo del misfatto, non ha alcun dubbio. Non solo assegna un calcio di punizione sacrosanto in favore del Belgio. Ma, per evitare che la partita possa prendere una piega violenta, estrae senza esitazione un cartellino rosso nei confronti del 29enne difensore attualmente in forza al West Ham, lasciando in inferiorità numerica i padroni di casa.

A quel punto tutti dietro la palla e una sola parola d’ordine: DIFENDERE.

Cosa che in realtà al Galles, abituato ad impostare proprio sul contenimento i propri match, non viene nemmeno male, nonostante l’inferiorità numerica.

Il problema, e qui l’inferiorità numerica incide solo molto relativamente, sono le palle da fermo.

Il vantaggio belga arriva infatti sugli sviluppi di un angolo battuto dalla sinistra del loro fronte offensivo. Mertens crossa sul primo palo, Kompany svetta assolutamente indisturbato e gira in rete. Non si può certo dire che con un uomo in più in campo tutto ciò non sarebbe potuto accadere.

E la cosa si potrebbe ripete, identica, solo un paio di minuti più tardi, se solo Fellaini incornasse bene il pallone anziché spedirlo alle stelle.

Non è certo un caso, quindi, che il raddoppio arrivi ancora una volta da calcio da fermo: a colpire è nuovamente un difensore – stavolta Vertonghen -, che tira una sassata su punizione su cui Myhill non riesce ad arrivare, pur distendendosi alla propria destra.

Discorso chiuso e primi tre importantissimi punti per la compagine belga. Arrivati al termine di una partita certo non bellissima. Ma il tempo è tutto dalla loro parte.

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Poche parole.

Dette a caldo. Quindi le cose importanti me le dimenticherò per strada.

Che pena.
Iniziamo da qui.

Che in realtà non faccio in tempo ad iniziare a scrivere, che già partono le solite scuse.
“E’ settembre, condizione precaria, gambe pesanti”, e chi più ne ha più ne metta.

Solite scuse da perdenti.

La verità è che giochiamo contro una squadra che, non me ne vogliano gli eventuali tifosi maltesi che dovessero passare di qui, è un mix tra professionisti (comunque modesti) e semi-pro. Gente che, con tutto il rispetto e lo ribadisco, in Italia farebbe fatica a giocare in Serie D.

Onore e merito a quei ragazzi, quindi, che tengono benissimo il campo (merito anche di un italiano che siede in panca, guarda caso… sempre maestri…) e mettono in difficoltà i vicecampioni d’Europa.

Perché scuse a parti contro una squadra di semi-professionisti non si può vincere con una sola rete di scarto fino al novantesimo, quando esce la seconda rete – fortunosa – sugli sviluppi di un calcio d’angolo che non doveva nemmeno venirci assegnato (fallo di mano di Pazzini).

La difesa non rischia. E ci mancherebbe solo quello.

I terzini non spingono. Di Cassani fatico a ricordare un tocco di palla oltre la metacampo. Peluso si propone con un po’ più di continuità. Ma sembra aver paura. Di una squadra di semi-pro. Riceve palla sulla trequarti, cincischia, retropassaggio. E via così, fino al goal, fortunoso, di fine partita.

Marchisio è tra i pochi a salvarsi. Quantomeno per la prestazione fornita nel primo tempo, dove dimostra dinamismo e visione di gioco.

Nocerino si perde per il centrocampo. E non è un buon segno.

Pirlo non è un granché in forma. L’aveva già dimostrato venerdì. Personalmente gli avrei preferito Verratti nella ripresa, anche per dare un po’ di spazio al giovane “parigino”.

Diamanti non trova mai la posizione. La maledizione del trequartista continua (l’ultimo ad aver fatto bene in Azzurro chi è?).

Là davanti vabbè. Si fa fatica anche a giudicarli. Giocano imbottigliati nel traffico, non sono serviti bene dai compagni. Partita difficile.

Nulla da dire invece ad Insigne. Prende e salta chiunque gli passi a tiro. Che subito dopo il primo dribbling vien logico pensare “Perché non è partito prima?” O, ancora, “Perché non l’ha fatto nessuno, prima?”

Non così, ragazzi.

Per arrivare al Mondiale bisognerà giocare infinitamente meglio di così!

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Domani seconda giornata di bagarre in vista del Mondiale 2014. Sicuramente presto per tirare vere e proprie conclusioni, ma i rapporti di forza andranno sempre più delineandosi. E qualche match interessante si potrà anche vedere…

Gruppo A

Belgio vs. Croazia
Scozia vs. Macedonia
Serbia vs. Galles

Con le vittorie della prima giornata Belgio e Croazia hanno preso il comando del girone. Per questo il match dello stadio Re Baldovino di domani potrebbe già significare molto: chi vince parte in mini-fuga e, soprattutto, lancia un segnale chiaro a tutto il gruppo.

Proprio per questo, o ancor di più se il match di Bruxelles finirà in pareggio, Scozia e Serbia non possono commettere nemmeno mezzo passo falso, dopo lo zero a zero fatto registrare nello scontro diretto di sabato.
Vincere vorrebbe dire, per entrambe, andare a quota 4 punti. Ovvero sia, a seconda del risultato del big match del girone, appaiati o comunque a due punti di scarto dalla vetta.

Perdere o anche solo pareggiare, invece, non significherebbe resa incondizionata ma la direbbe lunga sulle chance di qualificazione di queste due outsider.

Gruppo B

Bulgaria vs. Armenia
Italia vs. Malta

Equilibrio assoluto in un girone che, sulla carta, doveva vedere una serie di W messe in fila dalla nostra nazionale.

L’esordio, però, è stato pessimo, compensato solo in parte dal pareggio fatto registrare sabato da Danimarca e Repubblica Ceca (che domani riposeranno, stranezze del calendario).

Un pareggio (per non dire una sconfitta) contro Malta non è nemmeno ipotizzabile. Vincere. Possibilmente con qualche goal di scarto.

Al Vasil Levski di Sofia, intanto, l’Armenia proverà a bissare i tre punti guadagnati venerdì al Ta’ Qali per provare a mantenere la vetta del girone in solitaria.

Gruppo C

Svezia vs. Kazakistan
Austria vs. Germania

Approfittando della giornata di pausa che si prenderà la nazionale del Trap la Germania farà visita alla vicina Austria per allungare il passo, andando a raccogliere altri tre punti dopo quelli centrati venerdì ad Hannover.

Seconda giornata che vedrà anche scendere in campo, per la prima volta, la Svezia di Zlatan Ibrahimovic, a riposo venerdì e pronta ad accogliere il Kazakistan allo Swedbank Stadion di Malmö.

Svezia che in quanto seconda forza del girone, almeno sulla carta, non potrà che rispondere con una vittoria al 2 a 1 fatto registrare proprio contro i kazaki dalla nazionale irlandese.

Gruppo D

Turchia vs. Estonia
Romania vs. Andorra
Ungheria vs. Olanda

Dando per scontata la vittoria rumena contro la cenerentola Andorra assumono un valore particolare gli altri due match del girone.

Da una parte Ungheria e Olanda – con gli Oranje ovviamente favoriti d’obbligo – si giocano il primo posto del girone (in coabitazione con i rumeni), dall’altra la Turchia è praticamente già all’ultima chiamata: dopo la sconfitta di Amsterdam, infatti, la nazionale guidata da Abdullah Avcı non può permettersi passi falsi contro l’Estonia.
Un’eventuale sconfitta la porterebbe a sei punti dalla vetta. Dopo due sole giornate un distacco certo non invidiabile.

Gruppo E

Cipro vs. Islanda
Norvegia vs. Slovenia
Svizzera vs. Albania

Turno molto interessante nel gruppo E. Dove la Svizzera è chiamata a confermare la vittoria di venerdì contro gli sloveni ospitando alla Swissporarena di Lucerna la non irresistibile Albania. Mettere in cascina altri tre punti sarebbe un buon viatico per questo inizio di qualificazione.

L’interesse, però, nasce soprattutto in merito agli altri due match.

Da una parte l’Islanda, vittoriosa per 2 a 0 a Reykjavik contro la Norvegia, farà visita a Cipro per provare a continuare il proprio cammino, alla ricerca di una qualificazione che sarebbe assolutamente storica per chi, come loro, non ha mai partecipato né a un Mondiale, né ad un Europeo, né ad un’Olimpiade.

Dall’altra Norvegia – Slovenia. Che suona un po’ come l’ultimo appello per due squadre che se vogliono continuare a serbare sogni mondiali (la Norvegia manca dal 1998, quando fu eliminata agli ottavi dall’Italia, la Slovenia invece vorrebbe bissare la partecipazione del 2010) devono imporsi di vincere.

Gruppo F

Israele vs. Russia
Irlanda del Nord vs. Lussemburgo
Portogallo vs. Azerbaigian

E’ sicuramente uno dei gruppi meno interessanti d’Europa. Laddove solo il match tra russi e portoghesi potrà assumere contorni di una qualche importanza.

Ecco quindi che solo un capitombolo inaspettato potrebbe destare interesse.

Difficile, però, che Russia e Portogallo si facciano impensierire da Israele ed Azerbaigian.

Ben poco appeal, poi, per lo scontro tra Irlanda del Nord e Lussemburgo.

Gruppo G

Bosnia vs. Lettonia
Slovacchia vs. Liechtenstein
Grecia vs. Lituania

Bosnia e Grecia chiamate alla prova di maturità.

Dopo gli esordi positivi della prima giornata le due squadre deputate a giocarsi il primo ed il secondo posto del girone dovranno dare continuità alle loro prestazioni e soprattutto ai loro risultati.

Anche perché la Slovacchia ha tre punti in tasca, che la farebbero salire a quota quattro.

Vietato sbagliare, insomma.

Gruppo H

San Marino vs. Montenegro
Polonia vs. Moldavia
Inghilterra vs. Ucraina

L’esordio ucraino sarà subito col botto. Trasferta a Londra che significherà già tantissimo.

Vincendo, infatti, gli ucraini raggiungerebbero i Maestri inglesi e si porterebbero ad un punto dalla coppia Montenegro – Polonia (ovviamente diamo per scontate le vittorie di queste due compagini). Il tutto con una partita in meno rispetto alle avversarie.

Perdendo, invece, legittimerebbero la leadership inglese e si troverebbero poi quasi obbligati a centrare due W nei prossimi due match (in Moldavia e in casa con Montenegro).

Gruppo I

Georgia vs. Spagna
Francia vs. Bielorussia

Esordio tutto sommato comodo per i Campioni del Mondo in carica, impegnati in quel di Tbilisi contro la non temibilissima Georgia.

Morbido anche l’impegno casalingo della Francia di Deschamps, che dopo i tre punti raggranellati in Filandia ospita a Saint-Denis la Bielorussia.

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Terminata la prima giornata di qualificazione della zona UEFA al prossimo Mondiale. Andiamo a vedere come sono andate le cose.

Gruppo 1

Croazia vs. Macedonia 1 – 0
Galles vs. Belgio 0 – 2
Scozia vs. Serbia 0 – 0

Si iniziano a delineare i rapporti di forza, esattamente per come ce li si poteva aspettare.

La Croazia sulla carta dovrebbe essere destinata al primo posto, e infatti inizia con tre punti strappati alla Macedonia. Ma occhio al Belgio. Il potenziale c’è, la vittoria in Galles, per quanto non esaltante, anche.

Pareggio a reti inviolate tra Scozia e Serbia. E saranno proprio queste due a giocarsi con Croazia e Belgio il passaggio del turno.

Gruppo che si preannunciava molto interessante, da seguire con grande attenzione.

Gruppo 2

Malta vs. Armenia 0 – 1
Bulgaria vs. Italia 2 – 2
Danimarca vs. Repubblica Ceca 0 – 0

Logico, ci si aspetterebbe di vedere l’Italia in prima posizione, con Danimarca e Repubblica Ceca ad inseguire.

E invece succede quello che non t’aspetti: l’Armenia passa a Malta (e ci sta), Danimarca e Cechia si annullano in un pareggio a reti bianche (anche questo ci sta) e l’Italia non carbura, fatica, arruffa, pareggia in Bulgaria.

In quello che è sulla carta il girone più competitivo (almeno prendendo le prime tre) d’Europa, un mezzo passo falso che non ci voleva.

Gruppo 3

Kazakistan vs. Irlanda 1 – 2
Germania vs. Far Oer 3 – 0

Si giocano solo due partite, tutto secondo i piani.

Ozil trascina la Germania contro le modeste Isole Far Oer. L’Irlanda ha in realtà diversi problemi a domare il Kazakistan, passato in vantaggio grazie a Nurdawletov.

All’ottantanovesimo però le cose girano: prima Keane dal dischetto, poi Doyle, e gli irlandesi vanno.

Gruppo 4

Estonia vs. Romania 0 – 2
Andorra vs. Ungheria 0 – 5
Olanda vs. Turchia 0 – 2

Anche qui, tutto secondo i piani.

L’Olanda si ritrova dopo un Europeo andato realmente malissimo. Due reti, e la Turchia è affondata.

Tutto bene per Romania ed Ungheria, le due squadre dell’est che si giocheranno il passaggio agli spareggi proprio con la Turchia.

Con il primo posto praticamente già assegnato, sarà comunque interessante seguire la lotta per la seconda piazza.

Gruppo 5

Albania vs. Cipro 3 – 1
Slovenia vs. Svizzera 0 – 2
Islanda vs. Norvegia 2 – 0

Inizia bene la Svizzera. Sulla carta prima forza del torneo, non dovrà comunque mai abbassare la guardia.

Per la seconda piazza sarà verosimilmente lotta a tre tra Islanda, Slovenia e Norvegia. Coi primi che essendo partiti in maniera così positiva iniziano forse a sperare davvero quantomeno nello spareggio.

In tutto questo viaggia sotto traccia l’Albania di Bogdani, autore di un goal contro i ciprioti. Tre punti importanti, da mettere in cascina. Tra qualche mese si vedranno quali saranno i rapporti di forza in maniera più definita.

Gruppo 6

Russia vs. Irlanda del Nord 2 – 0
Azerbaigian vs. Israele 1 – 1
Lussemburgo vs. Portogallo 1 – 2

Ancora, anche qui, tutto secondo programma. Con Russia e Portogallo (qualche problema più del previsto ad imporsi in Lussemburgo) che dovranno solo decidere chi si accaparrerà il secondo posto. E tutte le altre a guardare.

Gruppo 7

Liechtenstein vs. Bosnia 1 – 8
Lituania vs. Slovacchia 1 – 1
Lettonia vs. Grecia 1 – 2

Gruppo dai valori tecnici certo non eccelsi. Difficile definire chi lo vincerà. Favorite sono sicuramente Bosnia e Grecia, che non a caso lo guidano da subito. Ma un occhio va dato sicuramente anche alla Slovacchia di Hamsik, che non va oltre l’1 a 1 in Lituania.

E, perché no, anche alle due repubbliche baltiche.

Di certo l’unica nazionale tagliata completamente fuori è il Liechtenstein, non a caso battuto 8 a 1 da Dzeko e compagni nel primo match di questa loro campagna qualificatoria a Brasile 2014.

Gruppo 8

Montenegro vs. Polonia 2 – 2
Moldavia vs. Inghilterra 0 – 5

Anche qui, due sole partite.

Inghilterra prima forza del girone, è ancora presto per definire chi sarà la seconda. Di certo il pareggio tra Montenegro e Polonia potrebbe avvantaggiare un minimo l’Ucraina.

Ma la realtà è che la strada è ancora lunghissima. E il cammino complicato.

Chissà che, alla fine, una delle tre outsider, oltre a lottare alla ricerca del secondo posto, non provi a combinare uno scherzetto pure ai Maestri inglesi!

Gruppo 9

Georgia vs. Bielorussia 1 – 0
Finlandia vs. Francia 0 – 1

Coi Campioni del Mondo e d’Europa a riposo occhi tutti puntati sulla Francia, che dovrà battagliare per provare a strappare proprio alla Spagna la prima posizione. Cosa tutt’altro che facile.

Francesi, comunque, che partono bene. Una rete di Diaby permette ai Galletti di strappare i primi tre, importantissimi, punti.

Interessante anche la vittoria georgiana sulla Bielorussia. Pur non portando a nulla in termini qualificatori la corsa al terzo posto, nel gruppo 9, potrebbe rivelarsi a suo modo interessante.

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L’altro ieri presentai i gironi europei di qualificazione al prossimo Mondiale. Illustrando, caso per caso, quali potessero essere i rapporti di forza, almeno sulla carta.

Oggi, in attesa che si completi la prima giornata, andiamo invece ad analizzare ogni gruppo cercando di capire quale, sempre sulla carta, sia il più duro e quale quello più semplice.

Partiamo quindi dal ranking Fifa. Che lascia il tempo che trova in valore assoluto, sicuramente, ma che da comunque un’idea dei valori in campo.

Ecco, in  questo senso, le posizioni di ogni squadra di ogni singolo girone. E, soprattutto, la media degli stessi.

Gruppo 1 – 46,67

Croazia 9
Serbia 42
Belgio 40
Scozia 47
Macedonia 97
Galles 45

Gruppo 2 – 52,67

Italia 6
Danimarca 10
Repubblica Ceca 19
Bulgaria 89
Armenia 53
Malta 139

Gruppo 9 – 54,8

Spagna 1
Francia 15
Bielorussia 76
Georgia 86
Finlandia 96

Gruppo 3 – 65

Germania 2
Svezia 18
Irlanda 26
Austria 49
Far Oer 154
Kazakistan 141

Gruppo 4 – 65,17

Olanda 8
Turchia 35
Ungheria 37
Romania 57
Estonia 55
Andorra 199

Gruppo 5 – 69,17

Norvegia 34
Slovenia 24
Svizzera 20
Albania 84
Cipro 135
Islanda 118

Gruppo 6 – 72,33

Portogallo 4
Russia 13
Israele 75
Irlanda del Nord 129
Azerbaigian 107
Lussemburgo 106

Gruppo 7 – 74,17

Grecia 11
Slovacchia 45
Bosnia 30
Lituania 116
Lettonia 94
Liechtenstein 149

Gruppo 8 – 82,17

Inghilterra 3
Montenegro 48
Ucraina 39
Polonia 56
Moldavia 141
San Marino 206

Come si evince da questo specchio, se prendiamo in considerazione TUTTE le squadre che compongono i gironi quello mediamente più competitivo dovrebbe essere il gruppo 1, che nonostante non abbia una nazione tradizionalmente tra le più competitive vanta ben cinque squadre su sei nelle prime cinquanta al mondo. Con la sola Macedonia – di molto – sopra a questo limite.

Al secondo posto il gruppo dell’Italia. L’unico, tra tutti, a vantare due squadre nella top ten del ranking FIFA. Non solo: è anche l’unico con ben tre squadre tra le prime venti.

Terzo posto il girone di Spagna e Francia. Accoppiati con Bielorussia, Georgia e Finlandia sconta qualcosa proprio per la presenza di tre squadre su cinque tra il settantacinquesimo e il centesimo posto ma, ranking alla mano, dovrebbe essere uno dei gruppi più interessanti.

Differenza relativa tra i gruppi 3 e 4, niente di che i gironi 5, 6 e 7, il vero gruppo “pacco” sarebbe l’ottavo, con una sola squadra nelle prime trenta e tre, su sei, nelle prime cinquanta. Ma è soprattutto la presenza di due tra le squadre peggio classificate nel ranking (Moldavia e soprattutto San Marino) ad affossare un girone che in realtà potrebbe risultare tra i più competitivi e interessanti, vista la presenza di outsider come Montenegro, Ucraina e Polonia a giocarsi il secondo posto (sempre che l’Inghilterra non ceda) dietro ai Maestri inglesi.

In linea di massima, però, in ogni girone ci possono essere tre, massimo quattro squadre che partono realisticamente con qualche chance di qualificazione, anche solo agli spareggi.

Quindi per capire il vero interesse che un gruppo può suscitare dobbiamo togliere la “tara” che le squadre meno competitive (e meno quotate nel ranking) comportano.

Prendiamo quindi in considerazione solo le prime tre forze di ogni girone e vediamo il quadro che ne esce.

Gruppo 2 – 11,67

Italia 6
Danimarca 10
Repubblica Ceca 19

Gruppo 3 – 15,3

Germania 2
Svezia 18
Irlanda 26

Gruppo 5 – 26

Norvegia 34
Slovenia 24
Svizzera 20

Gruppo 4 – 26,67

Olanda 8
Turchia 35
Ungheria 37

Gruppo 7 – 28,67

Grecia 11
Slovacchia 45
Bosnia 30

Gruppo 8 – 30

Inghilterra 3
Montenegro 48
Ucraina 39

Gruppo 1 – 30,3

Croazia 9
Serbia 42
Belgio 40

Gruppo 6 – 30,67

Portogallo 4
Russia 13
Israele 75

Gruppo 9 – 30,67

Spagna 1
Francia 15
Bielorussia 76

Guardandola così le cose cambiano abbastanza. Il Gruppo 1, in prima posizione nell’altra classifica, crolla al terz’ultimo posto. Quello dell’Italia, al secondo posto, guadagna una posizione. Segno che per quanto concerne il ranking dubbi non ce ne sono: quello dell’Italia è tra i gruppi più complessi da affrontare.

Discorso simile per quello di Germania, Svezia e Irlanda, che sicuramente renderanno interessante la disputa. E via così, fino ad arrivare ai due gironi con la lotta più interessante per il primo posto: il 6, con Portogallo e Russia a darsi battaglia, e il 9, con Spagna e Francia a dare spettacolo. Nel complesso, però, due gruppi con pochino da dire. Praticamente già segnati. In cui c’è da decidere solo chi volerà diretto in Brasile e chi dovrà passare per gli spareggi.

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E’ un Colombia – Uruguay dal forte sapore italiano quello che si gioca all’Estadio Metropolitano Roberto Melendez.

Sono infatti sei i giocatori in campo che militano attualmente in compagini del nostro campionato: gli uruguagi Cavani (Napoli), Arevalo Rios (Palermo), Alvaro Pereira (Inter), Diego Perez (Bologna), oltre ai colombiani Armero (Udinese) e Zuniga (ancora Napoli).

Buttando un occhio alle panchine il conto sale: da una parte l’interista Gargano, dall’altra il parmense Pabon e il Viola Cuadrado.

Per un totale di nove giocatore.

Se poi contiamo gli assenti (Yepes, che però ormai pare fuori dal giro, Ibarbo e Guarin) e gli ex (Muslera, Ramirez e Forlan) ecco che esce una squadra fatta e finita, con anche qualche riserva. Per un undici che potrebbe schierarsi così:

Muslera; Zuniga, Yepes, Rios, Armero; Cuadrado, Perez, Guarin, Pereira; Cavani, Forlan.

Niente male davvero, se escludiamo il fatto che uno dei due centrali sarebbe un mediano adattato. Senza contare, però, che ci sarebbe il talento di Ramirez da poter inserire a piacimento!

La partita, tutt’intorno al mondo, più che per i legami con il nostro calcio è comunque logicamente attesa soprattutto per lo scontro tra due dei bomber più forti ed in forma che il panorama globale offra oggi: lo scatenatissimo Falcao da una parte, il sempre generoso Cavani dall’altra.

Alla fine a spuntarla è… Teofilo Gutierrez.

In realtà a portare in vantaggio la Colombia, dopo un paio di minuti, è proprio l’infallibile Falcao, punto di forza di una nazionale da non sottovalutare.

Nella ripresa, però, James Rodriguez e Teofilo Gutierrez salgono in cattedra e mettono k.o. da par loro la Celeste.

Dapprima il numero 10 Cafetero scambia con Falcao per far partire poi un bel filtrante che pesca il taglio di Gutierrez, bravo ad incrociare bucando Muslera.

Poi il solito Rodriguez (tempo fa obiettivo di mercato juventino, chissà che qualcuno nei pressi di Torino non stia iniziando a mangiarsi le mani…) sfonda sulla sinistra, centra in area di rigore e trova l’inserimento, ancora una volta puntuale, del solito Gutierrez, che firma da par suo la doppietta che affonda definitivamente l’Uruguay.

Come non bastasse ad inizio recupero ci pensa Zuniga a rendere ancora peggiore il conto: scambio con Falcao, tunnel all’interista Pereira, ingresso in area e saetta a trafiggere Muslera. 4 a 0 pesantissimo. E vittoria molto più che meritata da parte di questa Colombia.

Celeste invece molto brutta e deludente, praticamente mai in partita.

Forlan è solo l’ombra del giocatore che era fino ad un paio d’anni fa. Più che giocare a calcio gioca a nascondersi. Cavani può poco, lasciato troppo solo dai compagni, sembra comunque non crederci nemmeno.

Dietro qualche sbavatura di troppo, nonostante la presenza di due difensori molto esperti come Godin e Lugano. In mezzo si resta in balia della mediana colombiana, che pur essendo orfana dell’ottimo Guarin dimostra di tenere benissimo il campo.

Bisogna comunque levarsi il cappello di fronte a questa Colombia. La nazionale Cafetera attraversa infatti un ottimo momento. Raramente, in passato, aveva raggiunto queste vette di talento.

Insomma, questa è sicuramente una delle “Colombie” più forti della storia.

Basta anche solo scorrere il loro – misero – albo dei trofei per notare come questa nazionale, in tanti anni di storia, abbia combinato davvero molto poco.

Ai Mondiali (dove manca da Francia 1998) solo quattro presenze. Per tre volte non oltre il primo turno, in Italia (miglior risultato di sempre) si dovette invece accontentare di raggiungere i quarti di finale, quando la squadra di Higuita (non ha bisogno di presentazioni), Escobar (ucciso per un autogoal fatto ai Mondiali di quattro anni dopo), Rincon (passato da Napoli), Guerrero (passato da Bari) e Valderrama (anche per lui vale il discorso fatto per Higuita) tra gli altri passò come una delle migliori terze il primo turno (dietro a Germania Ovest e Jugoslavia) per venire poi subito eliminata dalla rivelazione Camerun (doppietta di Luis Milla e goal di Redin, tutto avvenuto nei supplementari).

Le cose non sono andate poi tanto meglio in Copa America, dove la Colombia vanta una sola vittoria, quella del 2001. Avvenuta però in una situazione particolarissima: innanzitutto la nazionale Cafeteros giocò in casa. Poi, proprio per problemi legati alla sicurezza, a quella competizione non partecipò l’Argentina ed il Brasile mandò una squadra di “rincalzi”.

Insomma, una vera e propria edizione monca, che aiutò non poco la Colombia ad imporsi per la prima (e al momento unica) volta.

Ora è prematuro dire dove potranno arrivare questi ragazzi. Che ancora, ad oggi, nemmeno sono qualificati al prossimo Mondiale.

C’è però da dire che la qualità non manca. A partire da quel Falcao che è indubbiamente uno degli attaccanti più forti del mondo, passando poi per i vari Rodriguez, Zuniga, Guarin e Armero (vabbè, qui son qualità atletiche più che altro!) chissà che la Colombia, in futuro, non possa stupire.

Magari come fatto proprio questa sera.

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