Feeds:
Articoli
Commenti

Archivio per la categoria ‘2011/2012’

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Il match inizia su buoni ritmi con le due squadre che dimostrano da subito di non volersi risparmiare.
Ne esce però una partita piuttosto combattuta su ogni pallone, ma povera di occasioni.

La prima occasione degna di nota arriva quindi solo dopo bene venti minuti di gioco quando Bergessio riceve da Catellani e cerca il tiro a girare da fuori, mettendo però palla a lato.
L’appuntamento col goal è comunque rimandato solo di un minuto: Gomez scende sulla destra e approfitta dello spazio lasciatogli da Grosso per centrare un pallone basso sul primo palo con Bergessio che s’infila anticipando Chiellini e mettendo la zampata dell’1 a 0.

Juve che prova subito a reagire: Marchisio riceve palla e scarica da più di venti metri di distanza, trovando però la pronta risposta di Andujar.
Catania che torna a farsi vedere con Lodi, la cui punizione è però disinnescata da Buffon.

La Juventus vorrebbe ricucire lo strappo creato dal goal di Bergessio, ma è troppo arruffona.
Al trentottesimo finalmente un’azione discreta con Vidal che dà dentro a Matri, anticipato però con la punta del piede dall’ottimo intervento di Spolli.

L’inizio di ripresa è scoppiettante: al quarantanovesimo Krasic, complice una papera di Andujar che si fa beffare da palla e terreno viscidi, trova il pareggio da fuori.
Un minuto più tardi Bergessio s’infila alle spalle di tutti sugli sviluppi di un calcio piazzato per fallire clamorosamente un’occasione facile sotto misura.

Al cinquantatreesimo è invece Vidal a provarci. Il destro ad incrociare dal limite del centrocampista cileno sfila però alla destra di Andujar, spegnendosi sul fondo.
Juve che sembra crescere alla distanza. Tre minuti più tardi Krasic mette in mezzo un pallone che balla un po’ in area per essere poi calciato verso la porta da Marchisio, che trova però la respinta della difesa di casa.

Al sessantaduesimo Marchisio s’infila verso la porta del Catania e dopo aver scambiato bene con Matri calcia alto.
Sul ribaltamento di fronte è invece il Catania a farsi pericoloso, con Buffon che chiude però lo specchio di porta.

Sessantottesimo: Krasic parte in contropiede dalla sua trequarti e vola sulla destra seminando il panico tra le fila catanesi. Arrivato al limite, però, preferirà calciare malamente di sinistro anziché servire l’accorrente Pepe, che avrebbe potuto concludere meglio. Vanificando una bella ripartenza.
Un minuto più tardi grande azione a sinistro dello stesso Pepe che pennella un gran cross in mezzo su cui il primo a piombare è però Capuano, che ha poi fortuna nel rimpallo. Colpita la palla di testa, infatti, la stessa finirà per carambolare contro Matri per scorrere poi sul fondo.

Altri quattro minuti e Ledesma arriverà a calciare centralmente dal limite, non riuscendo però a piazzare il pallone all’angolino.
A dieci dal termine altra bella galoppata di Krasic che salta due avversari e mette in mezzo un pallone che Del Piero impatta però male con la testa, mettendo a lato.

Cinque più tardi Chiellini perde una palla clamorosa nella propria area con Suazo che ci si avventa subito ma viene chiuso bene dall’immediata uscita di Buffon.
All’ottantottesimo giusto Pepe scende a sinistra e mette in mezzo un pallone che Capuano respinge cortissimo. Sulla sfera ci si avventa Vidal e calcia alle stelle una sorta di rigore in movimento, mangiandosi una clamorosa occasione per portare la sua squadra in vantaggio.

Nel primo dei minuti di recupero Gomez vola in contropiede a sinistra per poi portarsi in area saltando Lichtsteiner e concludendo di destro, non trovando però lo specchio di porta.

COMMENTO

E’ una partita sotto un certo punto di vista gradevole quella che va in scena a Catania. Dove le due squadre giocano su ritmi abbastanza elevati, almeno in rapporto a ciò che siamo abituati a vedere in Serie A.

Ritmi elevati ma spettacolo non proprio esaltante. Del resto la forte pioggia che cade ai piedi dell’Etna non aiuta certo le due squadre a dare il meglio da un punto di vista tecnico.

Il pareggio che ne esce è comunque tutto sommato il risultato più giusto. Perché nel primo tempo è il Catania a fare meglio, nella ripresa la Juve. Che forse ai punti potrebbe spuntarla, ma proprio di poco.

Ed è una Juve che, quindi, cresce ancora una volta nella ripresa.

Tanti comunque i problemi evidenziati dalla squadra di Antonio Conte, che dovrà correre al più presto ai ripari.

Innanzitutto la difesa: Chiellini è solo il lontano parente del centrale che apprezzammo tre stagioni fa. Grosso troppo statico per essere vero. Così, ovviamente, si balla là dietro.

A centrocampo poi oggi le cose non girano. Pirlo non è particolarmente ispirato e la squadra ne risente molto. Vidal piuttosto arruffone e sciupone, deve alzare di molto il proprio rendimento.

In avanti, infine, Matri è lasciato troppo solo. In particolar modo in un primo tempo in cui né Elia (deludente il suo esordio, ma va aspettato) e Krasic praticamente non scendono nemmeno in campo.

Le indicazioni migliori in generale arrivano quindi dal Catania, che dimostra potenzialità discrete per lottare e infastidire ogni avversario.

MVP

E proprio del Catania sono i due man of the match.

Spolli e Gomez giocano infatti un match ad altissima intensità, dando veramente tutto e dimostrandosi clienti scomodi per una Juve che dopo l’esordio di Parma non è ancora riuscita ad ingranare.

TABELLINO

Catania vs. Juventus 1 – 1
Marcatori: 21′ Bergessio, 49′ Krasic.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

Napoli

De Sanctis: 7
Insuperabile.
Maiuscolo sul colpo di testa di Natali.

Campagnaro: 6,5
Nessuna sbavatura di livello, gioca una buona partita.

Cannavaro: 6
Guida discretamente un pacchetto arretrato che non soffre tantissimo, se non sulle sfuriate di Cerci.

Fideleff: 6
Buona partita, dimostra potenzialità interessanti. Solo un paio di mezzi black-out, da tenere d’occhio per il futuro.
(Dal 54′ Aronica: 6
Fa il suo compitino facendosi vedere un paio di volte davanti. Se avesse un piede solo discreto…)

Zuniga: 7
Migliore dei suoi per distacco, disputa una partita di grande livello da vero e proprio trenino su quella fascia.

Inler: 6
Forse un minimo più in affanno fisico del solito, fa comunque la sua partita ordinata.

Gargano: 6,5
Motorino instancabile di centrocampo, sopperisce alla vena non proprio positivissima del compagno di reparto.

Dossena: 5
Soffre tantissimo Cerci.
Ma è più che capibile.
(Dal 67′ Pandev: 5,5
Non convince. Nemmeno oggi.)

Hamsik: 5,5
Serata di scarsa vena. Ma capita anche ai migliori.

Lavezzi: 6+
Quando ha palla lui si sussulta sempre, sulla poltrona. Non è però in forma smagliante, e si vede.

Cavani: 7-
Al sette pieno manca solo il goal. Per il resto gioca praticamente in ogni singola zolla del campo. Monumentale.

Fiorentina

Boruc: 6
Subisce pochi tiri nello specchio. Perché anche quando il Napoli accelera non trova lo specchio con continuità.

Cassani: 6
Qualche spunto interessante, ma dovrebbe sfruttare di più la buona vena di Cerci.

Gamberini: 5,5
Soffre Cavani.

Natali: 6,5
Sicuramente meglio del compagno di reparto. Ma che paura su quel colpo di tacco che si trasforma in assist per l’avversario!
Certo meriterebbe il goal quando va su di testa nell’area di casa. Se solo non ci fosse stato De Sanctis…

Pasqual: 5
Soffre parecchio Zuniga ed a tratti anche Lavezzi. Come se non bastasse rischia fortemente pure un rigore. Insomma, serata da dimenticare.

Behrami: 6
Da diga davanti alla difesa funziona a sprazzi. Sicuramente da rivedere.

Munari: 6
Fa il suo match. Corre tanto e cerca di dare una mano in entrambe le fasi di gioco.
(Dal 78′ Kharja: s.v.)

Montolivo: 5,5
Forse non ha più stimoli. Di sicuro in nazionale, nelle ultime partite, si è visto un altro Riccardo Montolivo.
(Dall’85′ Lazzari: s.v.)

Cerci: 7
Quando parte in velocità palla al piede è praticamente inarrestabile. Chiedere a Dossena ulteriori info.
Se continuasse così sarebbe giusto aprirgli le porte della Nazionale…

Vargas: 5
E’ tra i giocatori più importanti di questa Fiorentina ma oggi manca all’appello. Fa il suo in fase di non possesso, certo, ma serve il suo apporto anche davanti.
(Dal 68′ Romulo: 5,5
Un po’ troppo irruento a tratti, dà comunque idea di essere molto generoso. Corre tanto, alle volte un po’ a vuoto. Da rivedere.)

Jovetic: 6
Alcuni colpi di classe assoluta ma come detto in sede di commento da prima punta atipica è un po’ più fuori dal gioco di quanto non lo sarebbe giocando venti metri più indietro.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

La prima azione degna di nota arriva dopo sei minuti di gioco quando Zuniga salta bene a centrocampo un avversario e dà modo al Napoli di distendersi con il pallone che finisce per essere dato dentro in direzione di Cavani, che però non lo intercetta.
Altri sei minuti e Lavezzi crea il panico nell’area viola incuneandosi bene in area, con la difesa ospite che riesce però in qualche modo a salvarsi.

Dieci minuti più tardi bell’azione del tandem Cerci-Cassani che sfruttano un buco di Fideleff per portarsi in area. Il cross dell’ex terzino palermitano è però liberato dalla difesa napoletana.
Cerci che si accende e al ventiquattresimo vola sulla destra, bruciando Dossena. Il suo cross è però ancora una volta preda della difesa avversaria.

Alla mezz’ora Hamsik riceve al limite e dà dentro a Cavani, che è però anticipato da Natali. L’intervento del centrale viola lascia in realtà molto a desiderare ed è una sbucciata che per poco non causa un autogoal.
Sul ribaltamento di fronte Cerci dimostra ancora una volta tutta la sua esplosività saltando tre uomini in velocità per portarsi in area dalla destra, centrando un pallone che risulta però corto da Jovetic. Il montenegrino lotta comunque come un leone e costringe Fideleff ad un rinvio corto su cui piomba Montolivo, il cui destro è comunque respinto da De Sanctis.

Al trentottesimo Cerci libera Cassani con un bel colpo di tacco, mandando fuori giri Dossena, con il terzino destro azzurro che cede a Jovetic per buttarsi dentro sul passaggio di ritorno. Fideleff è però molto attento e chiude, impedendo all’ex Palermo di raggiungere il pallone.
Due minuti ed è il Napoli a portarsi vicino al goal, con Cavani che taglia in area per calciare in diagonale sul secondo palo, senza però trovare lo specchio.

Partita che si accende negli ultimi dieci minuti del primo tempo: al quarantaduesimo Natali riceve palla in area da calcio da fermo e svetta sopra a tutti, girando in porta un pallone che sembra destinato alla rete ma che viene respinto dal riflesso miracoloso di De Sanctis, che poi chiude anche sulla ribattuta di Cerci.
Un minuto più tardi è invece Vargas da fuori a ricevere una respinta corta calciando potente in direzione della porta avversaria, senza però trovare lo specchio.

In apertura di ripresa Cerci sfonda e serve Munari che crossa bene in mezzo, dove Jovetic è però anticipato da Campagnaro al momento di incornare.
Sul fronte opposto è invece Lavezzi a scendere centralmente mettendo in affanno la difesa avversaria. Il tiro del Pocho è però rimpallato e finisce sul fondo. Ultimo tocco suo, rimessa per il portiere.

La Fiorentina sfiora la rete con Montolivo quando, al cinquantanovesimo, Jovetic effettua un assist al buio per il centrocampista azzurro che calcia bene, riuscendo però solo a sfiorare il palo alla sinistra di De Sanctis.
Napoli che comunque non rinuncia a giocare. Un minuto dopo l’occasione di Montolivo è Inler a calciare da fuori. Tiro non irresistibile ma rimbalzo beffardo che mette in difficoltà Boruc, bravo comunque a salvarsi in angolo.

Un altro minuto e il Napoli richiede a gran voce un rigore che non viene assegnato: Zuniga fugge a destra e crossa bene, Pasqual chiude con un braccio. Occasione dubbia. Il tocco è netto. La dinamica della corsa porta comunque Pasqual ad avere il braccio in quella situazione. I dubbi restano.
Napoli che prende fiducia e dopo nemmeno sessanta secondi libera Aronica al tiro. Il difensore cresciuto nella Juventus dimostra comunque di non essere un goleador e spara alto.

La partita si infiamma con il Napoli che cresce, sospinto dal caldissimo pubblico del San Paolo. Così al sessantacinquesimo Zuniga scende a destra e mette in mezzo un pallone basso in direzione di Cavani, che è però chiuso giusto nel momento in cui va ad impattare col pallone.
Fiorentina che ci mette del suo, nel subire. Così al sessantasettesimo un pallone piuttosto innocuo messo dentro da calcio piazzato viene trasformato da Natali, che prova a liberare l’area con un colpo di tacco molto approssimativo, in un assist per l’accorrente Aronica, che però non riesce, per la seconda volta nel giro di cinque minuti.

Al settantunesimo Zuniga scende a destra e salta alla grande Behrami con uno splendido numero di tacco, per poi mettere in mezzo un pallone d’esterno destro che è però allontanato da un giocatore viola che rientrava giusto in quel momento.
Nell’ultimo quarto d’ora tira un po’ i remi in barca anche il Napoli, ed il match scorre senza ulteriori grandi sussulti.

COMMENTO

E’ una Fiorentina staticissima quella che scende in campo stasera al San Paolo di Napoli.
Sprovvista di una prima punta di ruolo, la squadra allenata da Sinisa Mihajlovic parte molle e un po’ svogliata.

Alla lunga però cresce, anche spronata dalle frustate di un Cerci capace di accelerazioni devastanti. Così che ne esce un match discreto.

Il tutto almeno sino all’ora di gioco, quando i Viola sembrano accusare un po’ la stanchezza e il Napoli sale in cattedra mettendo in campo un quarto d’ora di intensità assoluta con cui fanno vacillare la resistenza avversaria, senza però riuscire ad avere la meglio.

Fiorentina senza punta di ruolo, dicevo. Perché il tecnico Viola decide, anche intelligentemente, di non sostituire Gilardino con Santiago Silva, bensì di schierare un centrocampo folto con Munari-Montolivo-Behrami a creare densità in mezzo al campo e la coppia Vargas-Cerci ad agire sull’esterno, in appoggio all’unica punta (atipica) Jovetic.

Una soluzione molto interessante che potrebbe essere riproposta ancora, almeno contro squadre di alto retaggio.

Del resto tenere in panca uno tra Cerci (in forma strepitosa), Vargas e lo stesso fantasista montenegrino sarebbe – oggi – un sacrilegio. Nel contempo però quando in situazioni come quella di stasera hai bisogno di occupare bene il campo ecco che una trequarti a tre giocatori potrebbe diventare eccessiva.

Detto-fatto: niente punte di ruolo e via con quei tre. Con un’unica piccola pecca: in quella posizione Jovetic tocca meno palloni di quelli che toccherebbe giocando quindici-venti metri indietro. E questo è sicuramente un peccato.

Napoli che invece gioca a fasi alterne e nel complesso meriterebbe forse qualcosina di più, anche se nel complesso il pareggio ci sta assolutamente.

Male, rispetto a come siamo abituati a vederlo, Hamsik, che non ho visto particolarmente brillante o coinvolto nel gioco della sua squadra.

MVP

Benissimo, invece, Zuniga, migliore in campo assieme a Cerci. Sono loro due, che giocano uno all’opposto dell’altro, i giocatori a costruire di più, rendendosi pericolosi con le loro sgroppate sull’out destro dei due fronti offensivi.

Menzione d’onore, poi, per Cavani, che riesce di tanto in tanto a rendersi pericoloso là davanti nonostante compia un lavoro monumentale in fase di non possesso.

TABELLINO

Napoli vs. Fiorentina 0 – 0
Marcatori:
Napoli (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Fideleff (9′ st Aronica); Zuniga, Inler, Gargano, Dossena (27′ st Pandev); Hamsik, Lavezzi (37′ st Santana); Cavani. A disp.: Rosati, Fernandez, Chavez, Mascara. All.: Mazzarri
Fiorentina (4-3-3): Boruc; Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual; Munari (34′ st Kharja), Behrami, Montolivo (41′ st Lazzari); Cerci, Jovetic, Vargas (23′ st Romulo). A disp.: Neto, De Silvestri, Nastasic, Silva. All.: Mihajlovic
Arbitro: Valeri
Ammoniti:
Inler, Hamsik (N); Vargas, Behrami, Montolivo (F)

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Nemmeno un minuto e l’Inter rischia subito: la difesa cincischia troppo con la palla, il Novara pressa alto e la recupera con Meggiorini che sotto porta calcia in pieno sulla faccia di Julio Cesar, che alza la palla sopra la traversa con non poca fortuna.
Al terzo è ancora il Novara a portarsi vicino al goal con un angolo beffardo che per poco non infila Julio Cesar.

L’Inter si fa vedere al tredicesimo quando Forlan, Sneijder e Milito dialogono sino a portare al tiro da fuori proprio la punta uruguagia, che non inquadra però la porta.
Novara che è comunque ancora in partita e si fa vedere un solo minuto più tardi quando Rigoni pennella in area dove Meggiorini si coordina bene per colpire in acrobazia, mandando però la sfera di poco a lato.

Un altro minuto e l’Inter rischia ancora. A liberare l’area ci pensa quindi il portiere, che effettuerà un’uscita kamikaze anticipando Mazzarani con un’entrata ai limiti del regolamento.
E’ comunque una partita che si gioca sui classici ritmi all’italiana, senza emozioni a ripetizione. Al ventinovesimo tiro da fuori di Radovanovic, che non impensierisce Julio Cesar.

Al trentacinquesimo una leggerezza di Ranocchia permette a Porcari di servire Meggiorini. L’assist è però mal calibrato, e l’ex punta bolognese non riesce a raggiungere il pallone.
Poco più tardi Sneijder calcia dalla distanza, Paci devia, Ujkani si distende e blocca.

Subito dopo il trequartista olandese prova a pescare Castaignos alle spalle della difesa, ma la palla è irraggiungibile.
Al trentottesimo, quindi, il Novara passa: Mazzarani è seguito sulla sinistra e, sfruttando l’assenza di un Lucio fuori posizione, entra in area dove serve l’accorrente Meggiorini che s’infila tra due avversari per calciare con potenza, trovando l’1 a 0 che fa esplodere il Piola.

Passato in vantaggio il Novara traghetterà il match senza problemi sino a fine primo tempo.
Ad inizio ripresa Gasperini cambia: fuori Forlan e Castaignos e dentro Pazzini ed Obi, con il modulo che si tramuta in un 3-4-1-2.

Al settimo Cambiasso imbuca il pallone per Milito, che è però alle spalle dell’ultimo difensore ed è giustamente fermato per posizione di fuorigioco.
Inter che continua comunque a ballare in difesa. Così Mazzarani riesce ad infilarsi ed involarsi verso l’area avversaria per presentarsi a tu per tu con Julio Cesar, che lo incanta facendo sì che il giovane trequartista piemontese gli calci il pallone addosso.

Al dodicesimo Gemiti mette in mezzo bene dalla sinistra cercando Meggiorini, che è però anticipato dal buon intervento di testa di Ranocchia, bravo a togliere le castagne dal fuoco alla sua squadra.
Novara padrone del campo che meno di un minuto più tardi ci prova da fuori con Porcari, con Chivu che si immola alzando la palla sopra la traversa.

Al ventiseiesimo torna finalmente a farsi vedere l’Inter con Pazzini che riceve in area e calcia, senza però trovare lo specchio di porta.
Nemmeno un minuto e torna su il Novara: Jeda libera Giorgi con un bel colpo di tacco per andare al tiro, con Julio Cesar bravo a deviare in angolo. In tutto questo Rigoni, solo sul secondo palo, resta completamente ignorato.

Inter che prova comunque a dare timidi segni di risveglio: al trentunesimo Pazzini riceve ancora una volta in area, ma chiude troppo la conclusione, mettendo palla a lato.
Al quarantesimo piove sul bagnato: Ranocchia arranca per via di una caviglia ballerina e non riesce a tenere Morimoto, che gli va via. Così, non potendolo fermare in altro modo, il difensore interista entra in contatto con la punta nipponica che finisce a terra. Rigore ed espulsione. Sul dischetto si presenta Rigoni che spiazza Julio Cesar.

L’Inter comunque non ci sta e ad un minuto dal termine riesce a trovare il goal con cui provare a riaprire il match.

A ri-chiuderlo, però, ci pensa ancora Rigoni: è il novantunesimo quando Julio Cesar ribatte corto un pallone su cui piomba il nuovo Del Piero, che firma la sua personale doppietta.

COMMENTO

L’Inter è ormai totalmente allo sbando.

Gasperini ha le ore contate. Le cose non funzionano, è palese. Che sia questa o la prossima, non può davvero continuare ancora per molto a stare su quella panchina.

Certo che, comunque, i giocatori ci mettono del loro. Perché la difesa è sempre e comunque disordinatissima, e la colpa non può essere esclusivamente dell’allenatore posto che parliamo di Lucio, Ranocchia e Chivu.

In linea di massima, comunque, difficile salvare qualcuno in maglia Nerazzurra.

Giusto Ranocchia prima dell’espulsione e Sneijder. Per il resto pochissimo di interessante.

Gli attaccanti non pungono minimamente. Ne sono scesi in campo ben cinque, che insieme non riescono a farne uno capace di concludere qualcosa.

A centrocampo, poi, le cose non girano. Manca assolutamente brillantezza fisica e ci sono pochissime idee. E quelle poche sono persino molto confuse.

Ora come ora l’universo Inter è completamente nel panico. Un cambio allenatore potrebbe giovare anche da questo punto di vista, per provare a dare la scossa ad un ambiente che ne ha reale bisogno.

Intanto domani Juve e Napoli (due tra le squadre che contenderanno un posto Champions all’Inter) potrebbero andare a +8 sulla squadra che ad ora è ancora allenata da Gasperini.

Dopo tre sole giornate giocate vorrebbe dire forse poco, dato che il campionato è ancora lunghissimo. Nel contempo, però, avere già 8 punti di distacco sarebbe qualcosa di molto significativo. Anche perché quest’anno, è bene ricordarlo, i posti in Champions saranno solo tre.

Che dire di questo Novara?

Squadra che corre nella media delle compagini italiane e che, proprio come da tradizione italica, tiene bene il campo a livello tattico.

Un 4-3-2-1, quello di Tesser, funzionale quest’oggi, anche grazie alla buona vena di alcuni interpreti (come Meggiorini, Morimoto, Mazzarani e Rigoni, per citarne alcuni).

Il campionato sarà ancora molto lungo anche per loro, ma di certo i benefici di una vittoria ottenuta così contro l’Inter potrebbero farsi sentire a lungo…

MVP

Rigoni in gioventù era quotatissimo. Poi tantissimi problemi fisici ne hanno rovinato lo sviluppo.

Del Piero non lo sarebbe mai diventato credo, ma che bella soddisfazione che si è preso stasera questo ragazzo!

TABELLINO

Novara vs. Inter 3 – 1
Marcatori: 38′ Meggiorini, 86′, 91′ Rigoni, 89′ Cambiasso.
Novara (4-3-1-2): Ujkani; Dellafiore, Lisuzzo, Paci, Gemiti; Porcari, Radovanovic (19′ st Marianini), Rigoni; Mazzarani (23′ st Jeda); Morimoto, Meggiorini (17′ st Giorgi). A disp.: Fontana, Ludi, Morganella, Granoche. All.: Tesser
Inter (3-4-3): Julio Cesar; Lucio, Ranocchia, Chivu; Zanetti, Cambiasso, Sneijder (22′ st Zarate), Nagatomo; Forlan (1′ st Pazzini), Milito, Castaignos (1′ st Obi). A disp.: Castellazzi, Samuel, Jonathan, Coutinho. All.: Gasperini
Arbitro: Bergonzi
Ammoniti: Chivu, Pazzini, Obi, Lucio (I), Dellafiore (N)
Espulso: Al 40′ st  Ranocchia

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Il match inizia subito su buoni ritmi, con le due squadre che dimostrano subito discreta dinamicità.
Entrambi i team, comunque, dimostrano di essere ben messi in campo e sono quindi difficilmente penetrabili. Così le occasioni stentano ad arrivare.

La prima occasione degna di nota arriva quindi solo al diciottesimo quando Pirlo riceve una respinta corta al limite dell’area, fa fuori due avversari con una finta ma viene chiuso da Vitiello proprio al momento del tiro. L’arbitro però non si avvede dell’ultimo tocco del difensore senese e non assegna l’angolo.
Cinque minuti e proprio sugli sviluppi di un corner Pepe mette dentro una palla che Chiellini prova a rovesciare in porta, non trovando però lo specchio.

Alla mezz’ora si fa invece vedere il Siena che con Mannini prova a sorprendere Buffon, senza però trovare la via della rete.
Pochi minuti più tardi un errore di Barzagli consente a Calaiò d’involarsi verso la porta difesa da Buffon con il centrale ex Campione del Mondo che però recupererà la punta senese chiudendola con una scivolata praticamente perfetta.

Squadre bloccate, difese che hanno la meglio. E così il primo tempo si spegne senza sussulti.

In apertura di ripresa, comunque, la Juve passa: Vucinic è servito in area, salta un uomo, attrae a sè il portiere e serve palla a Matri, che ha vita facile a trovare la rete del vantaggio.
Il goal non cambia comunque il canovaccio di una partita molto chiusa. Il Siena sa infatti di essere molto inferiore agli avversari ed evita di sbilanciarsi più di troppo, sperando forse di trovare un goal “casuale” con cui riequilibrare il risultato. La Juve, dal canto suo, continua a sbattere sul muro costruito dal sempre attentissimo Sannino.

E il goal casuale per poco non arriva al ventiquattresimo quando sugli sviluppi di una punizione battuta sull’out sinistro Calaiò colpisce a botta sicura, centrando però la traversa. Tutto inutile comunque, dato che l’arbitro aveva firmato il gioco proprio sul tocco della punta senese per un presunto fuorigioco.
Alla mezz’ora una palla crossata in mezzo all’area crea scompiglio nell’area dei padroni di casa, senza però che né Matri né Vidal riescano a compiere la deviazione decisiva.

Cinque minuti più tardi Vidal è servito in area da Del Piero ma calcia malamente, spedendo palla alle stelle.
Partita che si chiuderà quindi senza ulteriori sussulti.

COMMENTO

Tutto secondo copione.

Esattamente come da me preventivato la Juve fatica moltissimo contro il Siena.

Chi pensava che questa squadra potesse fare di un sol boccone una squadra come il Siena, dopo aver distrutto il Parma, è subito stato smentito.

Perché chi pensava ciò probabilmente non conosce Sannino. Che io, da buon varesino, conosco invece piuttosto bene.

E così la squadra di Conte si trova a sbattere contro la grandissima organizzazione dei padroni di casa, realmente messi benissimo in campo.

Il Siena riesce a giocare su buoni ritmi (specialmente in rapporto a ciò che siamo abituati a vedere in Serie A) senza concedere nulla alla squadra avversaria.

Ecco quindi che Matri e Vucinic risultano essere tra i peggiori in campo. Del resto la difesa senese concede pochissimo ed il centrocampo va a soffocare le fonti di gioco.

Così oltre a essere ben marcati da Terzi e Rossettini si trovano anche scarsamente serviti.

Certo, al di là di tutti questi complimenti al Siena va mossa anche qualche critica. Perché davanti sono assolutamente troppo rinunciatari. E ok che giocare con Calaiò e Gonzalez significa non avere esattamente due fenomeni di punta, ma è altrettanto vero che il Siena sembra non provare nemmeno a voler fare male alla squadra avversaria.

Un pareggio, forse, sarebbe stato accolto come una vittoria. Ma quando giochi contro a ragazzi come Vucinic, che possono cambiare un match anche con una sola giocata, ecco che la situazione si può complicare da un momento all’altro.

Nota a margine: quando giocava ancora in Serie C2 dissi che Grossi aveva i numeri per poter arrivare ad assaggiare la Serie A.
Sono realmente contento di averlo visto esordire quest’oggi.

MVP

Nel primo tempo è l’unico a fare gioco e creare qualcosa. Nella ripresa guida bene il centrocampo, da Campione qual è.

Il vero top player dell’ultimo mercato juventino è lui: Andrea Pirlo.

TABELLINO

Siena vs. Juventus 0 – 1
Marcatori: 54′ Matri.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Cinque minuti ed il buon Palermo messo in campo da Mangia si avvicina subito alla rete: Miccoli mette dentro da sinistra pescando Hernandez tutto solo sul primo palo. Il colpo di testa della punta uruguaiana trova però la pronta risposta di Julio Cesar, che salverà il risultato opponendosi coi pugni.
E’ un Palermo che non accenna a diminuire il forcing trovando però in opposizione ad esso la resistenza di una difesa che si dimostra solidissima.

Al quarto d’ora Miccoli decide quindi di affidarsi ad un calcio piazzato per provare a piegare Julio Cesar. La sua punizione non è però all’altezza della situazione, con la palla che arriverà comoda tra le braccia del portiere brasiliano.
Inter completamente in bambola dalla cintola in su, ma assolutamente imperforabile dietro. Al diciannovesimo una magia di Miccoli lancia nello spazio Hernandez, Zanetti però rinviene e lo blocca proprio sul tentativo di dribbling, salvando la situazione da par suo.

La prima azione ben manovrata da parte degli ospiti arriva solo al venticinquesimo quando Jonathan scende sulla destra e pesca Forlan al limite dell’area. Ricevuta la sfera l’attaccante uruguagio la imbucherà bene tra le maglie della difesa avversaria trovando l’inserimento di Cambiasso, che non riuscirà però a trovare la via della rete.
E a passare in vantaggio è proprio l’Inter: al trentatreesimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una deviazione fortuita di Stankovic sotto porta permette agli uomini di Gasperini di portarsi sull’1 a 0.

Subita la rete dello svantaggio la squadra di Mangia la accuserà molto a livello psicologico, andando un po’ in bambola e regalando campo agli avversari.
Gli ultimi dieci minuti della prima frazione, quindi, scorreranno con l’Inter a fare possesso ed il Palermo annichilito, alla ricerca di nuovo vigore.

In apertura di ripreso il Palermo dimostra comunque subito di aver sfruttato al meglio l’intervallo. Tre minuti e Miccoli firma il sigillo dell’1 a 1.
Nemmeno il tempo di riprendersi e l’Inter torna in vantaggio: Samuel è trattenuto in area, Milito si presenta sul dischetto e fulmina Tzorvas.

E’ comunque un inizio di ripresa folle. Altri tre minuti e il Palermo trova una nuova rete: Ilicic scambia con Hernandez per lanciare poi Miccoli che dà dentro dalla destra per la stessa punta uruguaiana, che segna facilmente il goal che vale il nuovo pareggio.
All’ora di gioco Hernandez entra in area da destra e punta Zanetti, che però lo ferma alla grandissima impedendogli di presentarsi a tu per tu con Julio Cesar.

Continui ribaltamenti di fronte per una partita molto aperta. Intorno al sessantacinquesimo è quindi il portiere brasiliano dell’Inter a dover chiudere la saracinesca in faccia agli avanti rosanero, abili a ripartire in contropiede dopo un calcio d’angolo sfruttato male dai ragazzi di Gasperini.
Partita che comunque non offre altre occasionissime. Almeno fino a cinque dal termine quando Silvestre penetra centralmente e viene steso. Sul punto di battuta del calcio di punizione si presenta quindi capitan Miccoli, che traccia una pennellata con cui batte Julio Cesar per il 3 a 2.

A partita praticamente scaduta, quindi, Pinilla firma un incredibile 4 a 2. Accentrandosi da sinistra calcerà di destro trovando uno Julio Cesar assolutamente non all’altezza che battezzerà fuori una palla che, invece, s’infilerà comodamente in rete.
In chiusura Forlan firmerà la sua prima rete italiana, sigillando il 4 a 3 finale.

COMMENTO

Inizia benissimo il Palermo, che gioca una prima mezz’ora di alto livello annichilendo una Inter assolutamente non all’altezza.

Il fortunoso goal trovato da Stankovic, però, cambia il match, con gli uomini di Mangia, all’esordio assoluto in Serie A, che prendono l’imbarcata mentale e non riescono a ritrovarsi sino all’intervallo.

In apertura di ripresa, però, il Palermo dimostra subito di esserci, e trova l’immediato pareggio. Da lì ai cinque minuti successivi arriveranno altre due reti, che terranno comunque in equilibrio il risultato di un match in cui si sono visti diversi errori difensivi quantomeno censurabili.

A cinque dal termine quindi il goal di Miccoli, che sfrutta al meglio le sue qualità balistiche su calcio piazzato. Con Pinilla che a tempo quasi scaduto metterà il sigillo su di una vittoria tutto sommato meritata.

Un goal, questo, necessario, vista la rete finale di Forlan.

Buona la prima, comunque, per Devis Mangia, che imprime da subito – e quella prima mezz’ora lo dice chiaramente – la propria impronta su di un undici che schiera con un classico 4-4-2 molto aggressivo.
Partire con una vittoria davanti al proprio nuovo pubblico, poi, non può che essere considerato il top.

Piuttosto deludente invece il più navigato Gasperini, che si continua ad ostinare nel suo 3-4-3 quando, come ampiamente detto più volte, le caratteristiche della rosa che ha a disposizione dovrebbero suggerirgli di cercare altre soluzioni tattiche.

E che dire della prima ufficiale giocata da Mauro Zarate con la nuova maglia?

Nemmeno un tempo per lui, vero e proprio ectoplasma vagante per il campo. Se il buongiorno si vede dal mattino la sua esperienza milanese sarà certamente disastrosa.

Va comunque detto, a sua parziale discolpa, che in quella prima mezz’ora riuscire a ben figurare era praticamente impossibile. Lui era sì in versione fantasma, ma l’Inter tutta non ha fatto assolutamente nulla per dimostrare di essere in campo.

Maiuscolo, invece, capitan Zanetti, che nonostante gli anni dimostra ancora una volta di più la sua grandissima duttilità. Schierato centrale di destra della difesa a tre gasperiniana disputa un match di alto livello, facendo molto bene anche in situazioni di uno contro uno da centrale navigato.

Potremmo consegnare a lui il titolo di MVP del match, perché disimpegnarsi in una situazione del genere dopo aver giocato per tutta la carriera in altre zone del campo è davvero da levarsi il cappello.

Sette goal in una partita sono comunque piuttosto inusuali per il campionato italiano.
Difese di tante squadre che, insomma, sembra un po’ siano ancora in ferie.

Nulla di tragico, non fosse che martedì inizia l’Europa vera

TABELLINO

Palermo vs. Inter 4 – 3
Marcatori: 33′ Stankovic, 48′, 85′ Miccoli, 50′ Milito, 53′ Hernandez, 88′ Pinilla, 92′ Forlan.
PALERMO (4-4-2): Tzorvas; Pisano, Silvestre, Migliaccio, Balzaretti; Alvarez, Barreto, Della Rocca (46′ Acquah), Ilicic (69′ Bertolo); Hernandez (74′ Pinilla), Miccoli. All.: Mangia.
INTER (3-4-3): Julio Cesar; Lucio, Samuel, Zanetti; Jonathan, Stankovic, Cambiasso (72′ Alvarez), Nagatomo (62′ Obi); Zarate (34′ Sneijder), Milito, Forlan. All.: Gasperini.
ARBITRO: C. Brighi di Cesena.
AMMONITI: Julio Cesar (I), Samuel (I), Acquah (P), Zanetti (I).

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Inizia bene la Roma, che prova da subito a fare gioco.
Totti, posizionato punta centrale, scende quindi spesso sulla trequarti per provare a trovare la giocata illuminante, ma il Cagliari si difende molto bene.

La prima conclusione degna di nota arriva quindi solo dopo una dozzina di minuti di gioco, quando Ribeiro appoggia all’indietro all’accorrente Nenè che calcia di prima intenzione in diagonale, non trovando però lo specchio di porta.
La prima conclusione dei giallorossi arriva invece due minuti più tardi quando Josè Angel calcia da poco oltre la trequarti un bel mancino che mette un po’ in apprensione Agazzi, che comunque si salva.

Le emozioni stentano comunque ad arrivare, per una partita che sembra non decollare sotto il profilo delle occasioni.
A provare a ravvivare il match ci pensa Pjanic che al venticinquesimo cerca il goal all’esordio con una botta dalla lunga distanza, con cui non riesce però nemmeno ad inquadrare lo specchio di porta.

E’ comunque la monotonia a farla da padrone in questo primo tempo romano in cui le due squadre sembra non vogliano farsi del male.
Al trentatreesimo Cossu riesce ad inserirsi sulla sinistra alle spalle della linea difensiva romanista per centrare un pallone basso sul secondo palo per l’accorrente Ribeiro, che è però anticipato dalla bella chiusura diagonale di Josè Angel.

Tempo due minuti e la Roma si avvicina alla rete: Rosi salta bene Naingollan sulla destra ed appoggia all’accorrente Pjanic che scarica un bel destro potente dal limite, respinto coi pugni da Agazzi. Sfera che termina quindi ad Osvaldo che avrebbe gioco facile a ribadire in rete ma, in posizione comunque irregolare, si divorerà un tap-in già fatto colpendo mollissimamente tra le braccia dello stesso portiere sardo.
Roma che sul finale della prima frazione cresce: al trentanovesimo una conclusione dal limite di Osvaldo mette in difficoltà un sempre non sicurissimo Agazzi, che comunque riesce ancora una volta a salvarsi in qualche modo.

Al quarantatreesimo prova però a farsi vedere il Cagliari: prima Pisano serve Ribeiro, che calcia trovando la chiusura in angolo di Stekelenburg.
Poi, proprio sugli sviluppi del corner, Biondini calcia un diagonale dal limite che s’infrange contro la traversa, graziando l’estremo difensore olandese.

In apertura di ripresa un tiro-cross dalla destra di Rosi mette in movimento Osvaldo, che non si aspetta però il pallone a transitare da quelle parti e non riesce quindi a raggiungerlo in scivolata.
Al diciottesimo Totti se ne va sulla destra e crossa sul secondo palo dove Borriello colpisce in spaccata al volo di sinistro trovando però la pronta risposta, d’istinto, di Agazzi, a chiudere in angolo.

Cinque minuti più tardi arriva però l’1 a 0 cagliaritano: Josè Angel, fino a quel momento uno dei migliori in campo, respinge male di testa un traversone proveniente dalla sinistra, regalando palla a Conti che, da dentro l’area, avrà gioco facile a batte Stekelenburg.

Angel che un minuto più tardi rovina tutto facendosi espellere. Penetrato in area da sinistra verrà prontamente chiuso da Pisano. Da terra, quindi, cercherà di fermare la ripartenza di Biondini, falciandolo alle spalle. Per un rosso diretto che qualche critica la muoverà sicuramente.
Roma che cambia un po’ le carte in tavola e che una decina di minuti più avanti troverebbe la rete del pareggio col debuttante Borini, la cui rete viene però annullata per fuorigioco dalla terna.

A cinque dal termine discreta ripartenza di Ibarbo che servirà Nenè oltre la metà campo, sulla sinistra. La punta brasiliana partirà quindi cercando l’area di rigore, per calciare – a lato – dal limite.

A tempo ormai scaduto El Kabir penetra in area dalla destra per freddare Stekelenburg con un bel diagonale che vale il 2 a 0 finale.

C’è quindi solo il tempo di trovare un rocambolesco goal della bandiera romanista, con De Rossi che ribadisce in rete l’ennesima ribattuta di un davvero mai sicuro Agazzi.

COMMENTO

Classica partita all’italiana con due squadre per lunghi tratti piuttosto contratte e rinunciatarie e ritmi vertiginosamente… bassi.

Roma che costruisce più gioco – ovviamente – rispetto agli ospiti ma che mette in mostra una condizione fisico-atletica e di scorrimento del pallone ancora ben lontana dall’essere quantomeno discreta.

Davanti le cose poi non girano proprio. Totti scende spesso tra le linee per provare ad illuminare, ma è spesso vittima della gabbia che il Cagliari gli costruisce attorno, per limitarne le giocate.

Osvaldo e Bojan sono invece quasi spettatori non paganti di un match in cui, insomma, il reparto offensivo giallorosso si potrebbe quasi dire non essere pervenuto.

Venendo alle note positive bene invece un paio di nuovi acquisti: Pjanic è tra i più volenterosi (e pericolosi, con le sue conclusioni da fuori), Josè Angel divora avversari su avversari sulla sua fascia di competenza, mettendo in mostra grandi qualità.

Tecnica notevole, buon dribbling, propositività sono infatti le peculiarità di un terzino che mette però in mostra qualche limite in fase difensiva. Non è esattamente un caso, infatti, se la rete di Conti arrivi proprio su di un suo netto errore individuale.

Il giovane spagnolo poi, frustrato dall’erroraccio appena commesso, si farà espellere solo un minuto più tardi, rovinando completamente una prestazione sin lì sopraffina che l’avrebbe probabilmente reso MVP del match.

Nulla di particolare da segnalare invece tra le fila di un modesto Cagliari come al solito ben messo in campo in cui sono i soliti Cossu e Conti ad elevare il livello medio della squadra.

Tra i nuovi cose un minimo interessanti le ha sicuramente mostrate Thiago Ribeiro che però avrebbe forse bisogno di giocare più centrale per provare a rendere al meglio.

In questo senso personalmente non ho apprezzato tantissimo la sua sostituzione: personalmente per fare spazio ad Ibarbo avrei rilevato Nenè, che fino a quel momento aveva combinato davvero pochino.

Chiosa finale, infine, per Agazzi.
E’ sicuramente un piacere vedere un ragazzo italiano titolare in Serie A, ma è altrettanto vero che il portiere sardo dà sempre un po’ l’impressione di non essere sufficentemente sicuro.
In questo senso, quindi, Cellino farebbe forse bene ad interrogarsi per il futuro…

Del resto il goal romanista viene sulla sua ennesima ribattuta non propriamente efficace.

TABELLINO

Roma vs. Cagliari 1 – 2
Marcatori: 68′ Conti, 94′ El Kabir, 97′ De Rossi.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

La partita inizia su ritmi blandi, come da consuetudine tutta italiana.
Le due squadre si fronteggiano senza spingere sull’acceleratore, stazionando principalmente tra le due trequarti.

Al sedicesimo la Juventus passa. Pirlo illumina la scena con un lancio da applausi a scena aperta, Lichtsteiner si inserisce col giusto tempo e stoppa il pallone saltando Mirante per poi depositare nella porta vuota.

Ottenuto il vantaggio la Juventus si rilassa e inizia a prendere il controllo del campo. Per quanto gli avanti bianconeri non riusciranno a creare altre grandi apprensioni alla retroguardia ospite.
Almeno fino al trentaseiesimo quando un rimpallo fortuito mette in movimento Del Piero che giunto sul fondo sbaglia però il cross basso, vanificando l’azione del possibile – fortunoso – 2 a 0.

Raddoppio che arriverebbe al trentanovesimo ad opera di Matri. Goal però annullato per una presunta posizione di fuorigioco che sembra non esserci.

Ripresa che inizia sulla stessa falsariga della prima frazione di gioco. Ritmi blandi e Juventus a cercare di mantenere un certo dominio territoriale, pur senza bucare con frequenza la retroguardia avversaria.
Juve che si porta vicinissima al raddoppio al cinquantacinquesimo quando Matri è lanciato alle spalle di tutti gli avversari e dopo essersi involato per presentarsi a tu per tu con Mirante piazza la palla, colpendo però il palo interno.

Seconda rete che arriva comunque solo tre minuti più tardi quando Pepe riceve in area da Del Piero e batte Mirante in diagonale.

Emozioni che comunque stentano ad arrivare. Anche se al settantesimo un erroraccio della difesa parmense spiana la strada a Vucinic che però si allunga troppo il pallone favorendo l’uscita del portiere avversario.

Al settantatreesimo, comunque, arriva la terza rete. A segnarla è Vidal, che bagna il suo esordio con un bel goal: un tiro d’esterno destro dal limite che buca senza appello Mirante.

Juve che in chiusura dilaga: Pirlo scodella un pallone in area, Marchisio taglia alle spalle della difesa e colpisce d’esterno destro volante, per uno splendido goal del 4 a 0.

A partita finita la Juve riesce a rovinarsi parzialmente la propria partita: Valiani imbuca bene per Giovinco che s’infila in area e, a tu per tu con Buffon, viene steso dal rietrante De Ceglie. Espulsione diretta e rigore, che lo stesso Giovinco realizza, mettendo quindi il proprio nome sul tabellino del primo match ufficiale giocato in quello che avrebbe dovuto essere il “suo” stadio.

COMMENTO

Vittoria meritatissima per una Juventus che bagna con il risultato migliore la prima gara ufficiale nel nuovo – nonché splendido – stadio.

Parte quindi bene il nuovo corso che ha portato l’ex capitano di mille battaglie, Antonio Conte, a sedere in panchina per cercare di ritrovare quella mentalità vincente che manca da troppo tempo.

Da bilanciare bene i meriti juventini coi demeriti di un Parma assolutamente inguardabile.

Se da una parte la Juve gioca bene e vince pur senza strafare dall’altra il Parma è veramente pochissima roba.

Pellè può giusto provare a tenere su qualche lancio lungo, Giovinco è l’ombra di sè stesso, Modesto e Valiani non pungono sugli esterni e Galloppa non è ispirato come in altre occasioni.

Ne esce quindi un match in cui Pirlo sale in cattedra e spiega calcio al pubblico sugli spalti e a casa ed in cui il buon Pepe, spesso martoriato dalle critiche dei suoi tifosi, disputa una partita che gli vale il titolo di MVP in coabitazione proprio con l’ex regista milanista, vero top player dell’ultima campagna acquisti bianconera.

Nota a margine: l’espulsione di De Ceglie potrebbe mettere in qualche difficoltà Conte. L’unica alternativa di ruolo in rosa è infatti un Fabio Grosso che sembra solo l’ombra del cugino di quel terzino Campione del Mondo – con pieno merito – nel 2006.

Possibile – se non probabile – che Conte alla fine decida di sostituire il terzino valdaostano con Vidal, che difensore di ruolo non è ma che può disimpegnarsi bene nel ruolo.

TABELLINO

Juventus vs. Parma 4 – 0
Marcatori: 16′ Lichtsteiner, 55′ Pepe, 73′ Vidal, 83′ Marchisio.
Juventus (4-2-4): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Marchisio, Pirlo; Pepe (31′ st Krasic), Del Piero (22′ st Vidal), Matri (12′ st Vucinic), Giaccherini. A disposizione: Storari, Bonucci, Elia, Toni. All.: Conte.
Parma (4-4-1-1): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli, Rubin; Valiani, Morrone, Galloppa (29′ st Ze Eduardo), Modesto (16′ st Biabiany); Giovinco; Pellè (19′ st Floccari). A disposizione: Pavarini, Feltscher, Blasi, Crespo. All.: Colomba.
Arbitro: Celi
Ammoniti: Giaccherini (J), Lucarelli (P)
Espulsi: 45′ st De Ceglie (J

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

CRONACA

Partita non su ritmi vertiginosi, ma da subito sentita e combattuta. A prendere in mano fin dall’inizio il pallino del gioco sono gli ospiti, che dopo quattro minuti provano a rendersi pericolosi con la botta dalla distanza di Ledesma, che termina però oltre la traversa.
Un minuto e sul fronte opposto Cassano riceve in area ma non riesce a controllare il pallone, disturbato da Konko. Il cui rinvio termina però sul sinistro di Boateng, che colpisce sporco non inquadrando la porta.

La prima grandissima occasione arriva all’ottavo quando Ibrahimovic libera con una magia Aquilani che s’infila in una certo non attentissima retroguardia Biancoceleste per presentarsi a tu per tu con Bizarri. Dove, però, si farà imbambolare dall’estremo difensore argentino, finendo per calciargli contro il pallone.
Poco respiro nonostante ritmi non propriamente inglesi. Così sul ribaltamento di fronte Konko serve Mauri che sul vertice destro dell’area fa partire un traversone teso a mezz’altezza sul secondo palo, su cui però Klose non riesce ad intervenire.

Al dodicesimo il match si sblocca: Mauri pesca Klose in area che salta Nesta col controllo al volo per bucare poi di sinistro Abbiati. 0 a 1.

Partita frizzante. Milan che al tredicesimo si fa subito vedere davanti dove Aquilani prova a liberare Cassano a tu per tu con Bizarri con un colpo di tacco splendido. Il talento barese, però, si trova in posizione di offside al momento della partenza del pallone.
Quattro minuti e arriva la seconda grande opportunità laziale: Brocchi serve dentro per Cissè che è però anticipato da Gattuso e Nesta. Che ostacolandosi l’un l’altro, stile Paperissima, lasceranno palla e campo alla punta francese, il cui diagonale dal vertice sinistro dell’area metterà in difficoltà Abbiati. La respinta corta del portiere Rossonero metterà quindi in movimento Klose, che impatterà in scivolata, disturbato da Thiago Silva, mancando il tap-in del raddoppio.

Raddoppio che è solo rimandato ed arriva al ventiduesimo: Mauri ha un sacco di tempo per crossare da destra al centro dell’area dove piomba Cissè, bravo a tagliare repentinamente dalla fascia opposta, che svetta di potenza insaccando di testa.

Milan che però non ci sta e sette minuti dopo il raddoppio biancoceleste trova la rete che riapre i giochi: Aquilani dal limite pesca Cassano alle spalle della difesa con un bel tocco sotto, il talento barese centra un pallone basso che Ibrahimovic deve solo spingere in rete.

Tre minuti e gli ospiti provano nuovamente a farsi vedere. Cissè è liberato a sinistra e punta Nesta, per poi cercare Mauri al limite, che è però prontamente chiuso dalla rientrantre retroguardia milanista.
Sul fronte opposto Boateng calcia in diagonale da destra sul primo palo, attento Bizarri a chiudere in angolo.

Quattro soli minuti dopo il goal di Ibrahimovic arriva il pareggio: corner battuto sul primo palo, Cassano va su e impatta di testa, trovando il 2 a 2.

Partita viva. Al trentaseiesimo Konko va via a destra e mette in mezzo un pallone che Hernanes impatta di piatto un rigore in movimento che riesce però a sbagliare, mettendo palla a lato.
A chiudere, di fatto, questa bella prima frazione di gioco è Van Bommel che dopo aver saltato Hernanes calcia alto sopra la traversa.

In apertura di ripresa subito due occasioni per il Milan che si rende pericoloso con Cassano e Boateng. In entrambi i casi, però, il tutto si risolve in un nulla di fatto.
I ritmi sono comunque inferiori alla prima frazione con le due squadre che sembrano essere un poco più chiuse ed attendiste.

Al dodicesimo prova comunque a farsi vedere la Lazio con Hernanes che mette in movimento Konko il cui mancino da fuori non ha comunque né la potenza né la precisione sufficiente a trovare la rete, con Abbiati che fa suo il pallone senza problemi.
Sei primi più tardi occasionissima rossonera. Ibrahimovic manovra al limite e pesca Cassano in area con uno scavetto. Il talento di Bari Vecchia stoppa di petto e ha tutto il tempo di prendere la mira, non contrato dalla difesa. Il suo colpo di biliardo sul primo palo si infrange però proprio sul montante.

Lazio in bambola, Milan che torna subito vicino al goal: il tiro di prima intenzione di Boateng, scoccato in posizione centrale, è però ben respinto da Bizarri.
Al ventesimo però i padroni di casa bucano in difesa con Abbiati che sbaglia anche l’intervento ad anticipare Cissè e Nesta, oggi sottotono, che si riscatta riuscendo a salvare un goal già praticamente fatto.

Lazio che al ventitreesimo si copre. Mentre nel Milan Nocerino prende il posto di Aquilani gli ospiti sostituiscono Klose con Gonzalez, cercando quell’equilibrio perso per strada con l’inserimento di un corridore insantancabile.
Milan che continua quindi a guadagnare campo, trovandosi di fronte una Lazio ormai arresa a difendere il risultato. Alla mezz’ora, quindi, buona azione dei padroni di casa che liberano Ibrahimovic ad una conclusione che non trova però lo specchio di porta.

Nell’ultimo quarto d’ora il gioco dei padroni di casa si atrofizza ancora di più. La circolazione di palla va facendosi sempre più difficoltosa e sono quindi i lanci in direzione di Ibrahimovic a prendere il sopravvento, alla ricerca di una giocata risolutiva che però non arriva.

COMMENTO

Partita che dà spunti di discussione interessanti, quella che viene giocata a San Siro tra Milan e Lazio.

Partiamo proprio dagli ospiti.

Reja nel prepartita fa sapere come la sua squadra sia alla ricerca di un salto di qualità. Che, dice, dovrà essere ottenuto attraverso il gioco e l’attitudine offensiva.

Detto-fatto. I primi venti-venticinque minuti della sua Lazio sono notevolissimi. La difesa milanista (soprattutto sull’asse Antonini-Nesta) ci mette del suo, sicuramente, ma è pur vero che gli ospiti giocano e lo fanno con buona circolazione di palla.

Sia Klose che Cissè timbrano subito il cartellino. Mauri mette più volte in difficoltà Antonini (che forse si mette in difficoltà da solo coi suoi limiti, in realtà). L’unico, là davanti, non all’altezza è Hernanes, oggi piuttosto sottotono.

Venti minuti in cui la Lazio si porta sul doppio vantaggio. E sembra chiudere subito la pratica.

Solo che intorno alla mezz’ora i ragazzi di Reja si prendono una bambola da record, e nell’arco di quattro minuti regalano il pareggio ai padroni di casa.

Due difese insomma che lasciano parecchio a desiderare nel primo tempo, per crescere un minimo alla distanza.

Milan che gioca quindi in maniera inversamente proporizionale agli avversari. Inizia male, cresce alla distanza.

Il secondo tempo in realtà è storia a sè. Reja vede che i suoi sembrano cotti e, nell’intervallo, li invita palesemente a tirare i remi in barca, cercando di difendere un risultato comunque importante essendo ottenuto a San Siro contro i Campioni d’Italia in carica.

E la Lazio esegue subito.
La ripresa non è quindi all’altezza di un primo tempo piuttosto frizzante, ma si lascia comunque guardare.

In attesa di trovare il tempo di redigere le pagelle – che, lo dico subito, non so se troverò -, qualche considerazione volante.

Cissè largo a sinistra sembra un po’ sprecato. Bellissimo il suo taglio dentro in occasione del secondo goal, ma un po’ come fu per Eto’o negli ultimi due anni sacrificarlo così lontano dalla porta è un peccato.
E c’è anche un rovescio, ancor peggiore, della medaglia. Perché l’eccentrico attaccante francese, come è ovvio, aiuta poco in fase di non possesso, costringendo Brocchi a dover uscire in continuazione sulla fascia a tamponare. Cosa, questa, che rischia di indebolire l’architettura tattica della squadra, con Ledesma che rischia di ritrovarsi da solo a schermare la difesa (e posto che l’italoargentino ha caratteristiche più di costruttore ecco che qualche problema potrebbe sorgere).

Sulla sponda milanista, invece, immagino rimpiangeranno a lungo l’assenza di Taiwo. Che in realtà magari non avrebbe fatto meglio di Antonini, ma che se non altro avrebbe potuto portare a sua parziale scusante la questione ambientamento.
Entrambe le reti milaniste arrivano infatti dalla sua parte. E non è un caso.

Capitolo Nesta, infine.
Gli anni passano e lui sta iniziando davvero a sentirli tutti (o, forse, sente ancor di più i tanti problemi fisici avuti in carriera). Non una grande prestazione la sua, che però mette la zampata del fuoriclasse quando nel secondo tempo Abbiati (anche lui piuttosto negativo) buca clamorosamente un’uscita e lui recupera alla grande Cissè, levandogli dal piede con un grande intervento di suola un pallone che andava solo sospinto oltre la linea di porta.

MVP

Stefano Mauri, debbo dire la verità, è un giocatore che non ho mai apprezzato particolarmente.

Onesto mestierante del pallone con qualche giocata interessante in faretra l’ho sempre ritenuto giocatore utile ma certo non imprescindibile.

In questa Lazio esterofila – almeno per quel che concerne la fase offensiva -, però, è proprio lui, oggi, la chiave di volta del match.

Perché sì, i due nuovi acquisti, attesisissimi da tutti i tifosi biancocelesti e non solo, timbrano subito il cartellino.

Ma chi è a servirli?

TABELLINO

Milan vs. Lazio 2 – 2
Marcatori: 12′ Klose, 22′ Cissè, 29′ Ibrahimovic, 33′ Cassano.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Thiago Silva, Nesta, Antonini; Gattuso (19′pt van Bommel), Ambrosini, Aquilani (23′st Nocerino); Boateng (30′st Pato); Cassano, Ibrahimovic. All.: Allegri
Lazio (4-2-3-1): Bizzarri; Konko, Biava, Dias, Zauri; Ledesma, Brocchi; Mauri, Hernanes, Cissè; Klose (23′st Gonzalez). All: Reja
Arbitro: Rocchi di Firenze.

Read Full Post »

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________

A mercato chiuso andiamo a dare i voti alle venti squadre di Serie A. Che si sono mosse sul mercato in uno scenario internazionale sempre più avverso (sia economicamente che come appeal).

Atalanta: 5,5
Acquisti: Lucchini (Sampdoria), Masiello (Bari), Longo (Milan), Pozzi (Monza) Moralez (Velez), Lallo (Tritium), Fabbri (Castelnuovo Carfagnana), Bagni (Margine Coperta), Verga (Tritium), Denis (Udinese), Galimberti (Inter), Audino (Renate), Brighi (Roma), Cigarini (Napoli), Schelotto (Cesena).
Cessioni: Delvecchio (Catania), Basha (Torino), Ruopolo (Padova), Defendi (Bari), Dalla Bona (Napoli), Amoruso (parametro zero), Cia (Albinoleffe), Talamonti (Rosario Central), Troest (Varese), Radovanovic (Novara), Bjelanovic (Verona), Barreto (Palermo), Gasparetto (Cittadella), Kone (Pescara), Scozzarella (Juve Stabia).
Spese totali: 9,15 milioni.
Incassi totali: 0,55 milioni.
Saldo mercato: -8,6 milioni.
Valutazione: saldo fortemente negativo, per essere una squadra di provincia. A fronte di investimenti di questo tipo ci si aspetterebbe quindi che la squadra sia completa in ogni reparto.
E invece… là davanti manca qualcosa. Quel quid che possa permettere loro di raggiungere la piena sufficienza.
Sulla carta gli innesti di Lucchini, Masiello, Cigarini, Brighi e Moralez aumentano sicuramente la qualità complessiva della squadra. Ma Denis punta titolare fa un po’ storcere il naso dato che il suo impatto con il calcio italiano non è certo stato dei migliori.
Insomma, cinque punte (tra cui due giovani) per un posto. Ma nessuno in grado di fare davvero la differenza. Nemmeno nelle zone basse della classifica.

Bologna: 6+
Acquisti: Gillet (Bari), Rickler (Piacenza), Pulzetti (Livorno), Crespo (Padova), Vantaggiato (Padova), Antonsson (Copenaghen), Rodriguez (Genoa), Stojanovic (Lustenau), Vitale (Napoli), Agliardi (Padova), Acquafresca (Genoa), Diamanti (Brescia), Taider (Grenoble), Raggi (Palermo), Loria (Roma), Kone (Brescia), K. Caidi (Cesena), Gregorio (Cesena), Pavarotti (Carpi), Berti (Forlì).
Cessioni: Viviano (Inter), Lupatelli (Genoa), Esposito (Lecce), Ekdal (Juventus), Meggiorini (Novara), Bernacci (Modena), Buscè (Empoli), Mutarelli (svincolato), Moras (svincolato), Britos (Napoli), Pisanu (Prato), Della Rocca (Palermo), Rubin (Torino), Bassoli (Chievo), Montelongo (Milan), Siligardi (Inter).
Spese totali: 12,96 milioni.
Incassi totali: 17 milioni.
Saldo mercato: +4,04 milioni.
Valutazione: Felsinei poco più che sufficienti.
Se davanti le cose sono state fatte molto bene, con Diamanti ed Acquafresca che sono aggiunte di valore, dietro bisogna capire come andranno le cose. Crespo si dimostrerà giocatore da Serie A? Antonsson si rivelerà all’altezza? Gillet non farà rimpiangere Viviano.
Buon mercato, comunque, nel complesso per questo Bologna, che se troverà la giusta quadratura potrà togliersi qualche soddisfazione anche quest’anno.
La bilancia, per altro, registra un più quattro molto incoraggiante, frutto dell’importante cessione di Britos al Napoli.

Cagliari: 5,5
Acquisti: El Kabir (Mjallby), Larrivey (Colon), Sivakov (Wisla Cracovia), Ibarbo (Atletico Nacional), Avramov (Fiorentina), Gozzi (Modena), Ekdal (Juventus), Eriksson (Goteborg), Rui Sampaio (Beira Mair), Diop (Bonifacese).
Cessioni: Marchetti (Lazio), Acquafresca (Genoa), Missiroli (Reggina), Ragatzu (Gubbio), Lazzari (Fiorentina), Pelizzoli (Padova), Sivakov (Zulte), Mancosu (Siracusa), Sau (J. Stabia), Laner (Albinoleffe).
Spese totali: 16,2 milioni.
Incassi totali: 8,2 milioni.
Saldo mercato: -8 milioni
Valutazione: anche per il Cagliari, come per l’Atalanta, bilancia che pende in negativo di quasi una decina di milioni.
Ed anche in questo caso l’esborso sembra eccessivo a fronte del reale rafforzamento della squadra.
L’undici titolare, infatti, dovrebbe vedere solo due modifiche rispetto all’anno scorso: Ekdal, arrivato in comproprietà dalla Juventus, e Thiago Ribeiro, scommessa che Cellino ha deciso di giocarsi per l’attacco.
Se difesa e mediana sembrano essere sicure ed affidabili qualche dubbio in più sorge sull’attacco.
E, soprattutto, sul portiere. Lasciato finalmente partire Marchetti Agazzi lascia ancora qualche dubbio. Forse il Cagliari avrebbe dovuto investire su di una sicurezza tra i pali (o, piuttosto, un giovane di sicuro avvenire).

Catania: 6-
Acquisti: Moretti (Ascoli), Barrientos (Estudiantes), Delvecchio (Atalanta), Terracciano (Nocerina), Keko (Atletico Madrid), Lanzafame (Palermo), Paglialunga (Rosario), Suazo (Inter), Legrottaglie (Milan), Almiron (Juventus), Bergessio (Saint-Etienne), Capuano (Monteruschello), D’Isanto (Monteruschello), Maccarone (Milazzo), Romano (Aversa Normanna), Gargiulo (Sorrento), Brai (Sambiase), Mangano (Milazzo), Addani (Milazzo).
Cessioni: Schelotto (Atalanta), Carboni (Banfield), Terlizzi (Varese), Pesce (Novara), Morimoto (Novara), Martinho (Cesena), Silvestre (Palermo), Moretti (Grosseto), Augustyn (Vicenza).
Spese totali: 4,5 milioni.
Incassi totali: 8,3 milioni.
Saldo mercato: +3,8 milioni.
Valutazione: bilancio positivo per un Catania che come al solito fa mercato dando un occhio al bilancio.
Lasciare andare Silvestre per sostituirlo con un Legrottaglie la cui efficenza è tutta da verificare, però, non sembra essere una soluzione di alto livello.
Buono invece l’innesto di Almiron, giocatore utilissimo per le medio-piccole e che a Catania troverà per altro molti connazionali. 

Cesena: 7-
Acquisti: Mutu (Fiorentina), Rennella (Grasshoppers), M. Rossi (Bari), Comotto (Fiorentina), Eder (Brescia), Gilnics (Athletic), Candreva (Udinese), Guana (Palermo), Martinho (Catania), Martinez (Cesena), Djokovic (Monza), Livaja (Hajduk Spalato), Ghezzal (Bari), Ottaviani, Tonti, Sottile e Grassi (Misano), Canini (Inter), Rodriguez (Penarol), Cica (Lihmann).
Cessioni: Jimenez (Al Alhi), Felipe (Fiorentina), Santon (Inter), Dellafiore (Palermo), Caserta (Atalanta), Pellegrino (Colon), Budan (Palermo), Rosina (Zenit), Sammarco (Sampdoria), Fatic (Chievo), Gorobsov (Torino), Appiah, Chiavarini (Sudtirol), De Feudis (Torino), Sammarco (Chievo), Giaccherini (Juventus), Rosseti e Cusaro (Monza).
Spese totali: 7,6 milioni.
Incassi totali: 3 milioni.
Saldo mercato: -4,6 milioni.
Valutazione: difesa rinforzata con gli arrivi di Comotto, Rossi e Rodriguez, centrocampo la cui qualità cresce grazie all’apporto di Candreva ed attacco rivoluzionato con il tentativo di far sbocciare anche in A Eder, di trarre il massimo da un Mutu che vorrà far vedere di non essere ancora finito e di rilanciare Martinez dopo la pessima annata a Torino.
Sette meno è un voto forse un tantino largo, sei e mezzo sarebbe stato più realistico. Ma va premiato il coraggio di una società che ci prova.

Chievo: 5,5
Acquisti: Acerbi (Reggina), Bassoli (Foligno), Hetemaj (Brescia), Bentivoglio (Bari), Iunco (Torino), Fatic (Cesena), Carretta (Andria), Longhi, Cruzado (Grasshoppers), Paloschi (Milan), Puggioni (Reggina), Drame (Sochaux), Sammarco (Cesena), Viotti (Triestina), Vacek (Sparta Praga), Bradley (Borussia M.), Grandolfo (Bari).
Cessioni: Constant (Genoa), Bogliacino (Napoli), Gelson Fernandes (Leicester), Marcolini (Padova), Mantovani (Palermo), Iori (Torino), Granoche (Novara), Guana (Cesena), Iunco (Spezia), Malagò (Lumezzane), Rincon (Troyes), Bentivoglio (Sampdoria), De Falco (Bari), De Paula (Bari), Carretta (Benevento), Fatic (Empoli).
Spese totali: 7,25 milioni.
Incassi totali: 13 milioni.
Saldo mercato: +5,75 milioni.
Valutazione: Vende bene il Chievo, che raccoglie 13 milioni cedendo Costant al Genoa, Mantovani al Palermo e la propria metà di Parolo al Cesena.
Nel mentre cerca anche di piazzare acquisti interessanti, come quello dello statunitense Bradley in mezzo al campo o di Acerbi dietro.
Nel complesso, però, il mercato è tutt’altro che entusiasmante.
Da capire poi se Paloschi riuscirà finalmente a sbocciare o meno. Nel caso la sufficienza potrebbe forse anche scapparci ma, ad oggi, non può essere assolutamente regalata.

Fiorentina: 5,5 
Acquisti: Nastasic (Partizan Belgrado), Romulo (Atletico Paranaense), Felipe (Cesena), Papa Waigo (Grosseto), Munari (Palermo), Lazzari (Cagliari), Kharja (Cagliari), Santiago Silva (Velez), Cassani (Palermo), Di Carmine (Frosinone), Rozzio (Canavese), Ibekwe (Campobasso), Campanharo (Juventude).
Cessioni: Mutu (Cesena), Donadel (Napoli), D’Agostino (Siena), Avramov (Cagliari), Comotto (Cesena), Santana (Napoli), Seculin (Juve Stabia), Frey (Genoa), Seferovic (Neuchatel Xamax), Papa Waigo (Ascoli), Maritato (Vicenza), Aya (Reggiana), Lepiller (Verona).
Spese totali: 13,3 milioni.
Incassi totali: 0,35 milioni.
Saldo mercato: -12,95 milioni.
Valutazione: il progetto Viola è ormai definitivamente involuto.
Soldi la Fiorentina ne ha spesi, sì, ma a parte l’arrivo di Cassani da Palermo sembra proprio che l’undici titolare non subirà variazioni rispetto all’anno scorso. Quando la Fiorentina non aveva certo brillato.
Le conferme di Vargas e Gilardino sono in un certo senso importanti, certo. Dall’altra parte, però, è pure vero che forse era meglio cedere i due, un po’ a corto di stimoli, per provare ad aprire un ciclo nuovo…

Genoa: 6
Acquisti: Birsa (Auxerre), Constant (Chievo), Granqvist (Groningen), Ribas (Digione), Ze Eduardo (Santos), Pratto (Universidad Catolica), Seymour (Universidad de Cile), Jorquera (Colo Colo), Krajnc (Maribor), Vinetot (Crotone), Acquafresca (Cagliari), Meggiorini (Bologna), Lupatelli (Bologna), Kharja (Inter), Papastathopoulos, Beretta e Merkel (Milan), Frey (Fiorentina), William (Corinthians), Bovo (Palermo), Caracciolo (Brescia).
Cessioni: Criscito (Zenit San Pietroburgo), El Shaarawy e Paloschi (Milan), Rafinha (Bayern Monaco), Boakye e Cofie (Sassuolo), Floro Flores (Udinese), Boselli (Wigan), Lamanna (Bari), Rodriguez (Bologna), Konko (Lazio), Destro (Siena), Meggiorini (Novara), Acquafresca (Bologna), Eduardo (Benfica), Paro (Vicenza), Chico (Mallorca), Zuculini (Saragozza), Milanetto (Padova), Hallenius (Padova), Kharja (Fiorentina), Polenta (Bari).
Spese totali: 18,8 milioni.
Incassi totali: 35,65 milioni.
Saldo mercato: +14,85 milioni.
Valutazione: solita sfilza di acquisti e cessioni per un Preziosi cui la calma piatta sul mercato evidentemente deve infastidire non poco.
Genoa che nel complesso è da considerarsi quantomeno sullo stesso livello dello scorso anno, con i buoni innesti di Frey (se si ritroverà), Costant e Birsa.
Due sole vere pecche a questo mercato, che non permettono al voto ricevuto di decollare: la cessione senza passare dal via di El Sharaawy, che almeno una chance l’avrebbe meritata, e l’acquisto di Caracciolo davanti, laddove sarebbe servita una punta capace di garantire più reti dell’Airone.

Inter: 5
Acquisti: Castaignos (Feyenoord), Viviano (Bologna), Caldirola (Vitesse), Santon (Cesena), Muntari (Sunderland), Alborno (Libertad), Alvarez (Velez), Jonathan (Santos), Forlan (Inter), Tassi (Brescia), Zarate (Inter), Poli (Sampdoria). 
Cessioni: Materazzi (ritirato), Suazo (Catania), Kharja (Genoa), Obinna (Lokomotiv Mosca), Bardi (Livorno), Mariga (Real Sociedad), Eto’o (Anzhi), Alibec (Mechelen), Siligardi (Livorno), Pandev (Napoli), Santon (Newcastle), Napoli (J. Stabia).
Spese totali: 36,2 milioni.
Incassi totali: 36 milioni.
Saldo mercato: -0,2 milioni.
Valutazione: il sostanziale pareggio nella bilancia delle compravendite è, di fatto, una delle pochissime note positive di quest’Inter che, come detto a suo tempo, sbaglia fin dall’inizio, scegliendo un allenatore non adatto alla rosa a disposizone.
Far partire Eto’o senza trovargli un sostituto vero, poi, è un altro errore che Moratti e soci rischiano di pagare a carissimo prezzo.
A salvare quest’Inter da un voto che sarebbe potuto essere ben più pesante, quindi, sono fondamentalmente solo gli acquisti di Poli, Tassi e Castaignos, tre giovani di prospettiva assolutamente interessante.
Così come interessante sarà anche valutare l’impatto di Zarate a Milano. Giocatore dal talento indiscutibile che, però, non ha ancora spiccato il volo.

Juventus: 6
Acquisti: Pirlo (Milan), Ziegler (Sampdoria), Lichtsteiner (Lazio), Pazienza (Napoli), Amauri (Parma), Almiron (Bari), Ekdal (Bologna), Marrone (Siena), Pasquato (Modena), Vidal (Bayer Leverkusen), Vucinic (Roma), Giaccherini (Cesena), Estigarribia (Deportivo Maldonado), Elia (Amburgo).
Cessioni: Aquilani (Liverpool), Traore (Arsenal), Rinaudo (Napoli), Salihamidzic (Wolfsburg), Immobile (Pescara), Tiago (Atletico Madrid), Felipe Melo (Galatasaray), Sissoko (Psg), Ekdal (Cagliari), Yago (Tottenham), Almiron (Catania), Martinez (Cesena), Grygera (Fulham), Giandonato (Lecce), Pasquato (Lecce).
Spese totali: 50,5 milioni.
Incassi totali: 10,5 milioni.
Saldo mercato: -40 milioni.
Valutazione: cambiare modulo di gioco ogni anno è quanto di più controproducente esista nel mondo del calcio. Eppure a Torino sembra continuino a non capirlo.
Arrivato Conte, quindi, spazio a questo 4-2-4 che, però, necessita dei giusti inserimenti.
Missione compiuta solo a metà per un Marotta che acquista tanto e non sempre benissimo (al contrario di quanto promesso ad inizio estate).
Lichtsteiner, Pirlo e Vucinic, comunque, sono giocatori già testati e di sicuro affidamento (fatta salva la tendenza del montenegrino ad essere piuttosto discontinuo). Vidal ed Elia due scommesse tedesche che se vinte pagheranno dividendi molto alti.
Ai tifosi juventini non resta quindi che aspettare e vedere. Un terzo settimo posto di fila, però, dovrebbe essere sulla carta scongiurato.

Lazio: 6,5
Acquisti: Klose (Bayern Monaco), Lulic (Young Boys), Konko (Genoa), Cavanda (Torino), Mendicino (Ascoli), Marchetti (Cagliari), Stankevicius (Valencia), Cissè (Panathinaikos), Cana (Galatasaray).
Cessioni: Lichtsteiner (Juventus), Muslera (Galatasaray), Berni (Braga), Meghni, Manfredini (Sambonifacese), Mendicino (Gubbio), Bonetto (Bassano), Bresciano (Al-Nasr), Foggia (Sampdoria), Zarate (Inter), Floccari (Parma).
Spese totali: 27 milioni.
Incassi totali: 22,4 milioni.
Saldo mercato: -4,6 milioni.
Valutazione: mercato interessante quello portato avanti da Lotito e Tare.
Muslera rimpiazzato con Marchetti (che non dovrebbe assolutamente farlo rimpiangere), Lichtsteiner con Konko (e qui qualche dubbio in più viene, stante il fatto che lo svizzero era il miglior terzino destro del campionato dopo Maicon), dentro due vecchi volponi come Cissè e Klose, arriva anche Cana a dare nerbo al centrocampo.
Ecco, diciamo che se avessero rinforzato un tantino di più la difesa il sette pieno sarebbe stato assolutamente meritato.

Lecce: 6+
Acquisti: Esposito (Bologna), Cacia (Piacenza), Diamoutene (Pescara), Carrozzieri (Palermo), Strasser (Milan), Obodo (Udinese), Julio Sergio (Roma), Cuadrado (Udinese), Bertolacci (Roma), Oddo (Milan), Giandonato (Juventus), Pasquato (Juventus), Muriel (Udinese).
Cessioni: Rosati (Napoli), Munari (Fiorentina), Rispoli (Sampdoria), Coppola (Parma), Sini (Roma), Gustavo (Botafogo), Fabiano (Shandong Luneg), Giuliatto (fc), Chevanton (Colon), Donati (Padova), Vives (Torino), Jeda (Novara), Cacia (Padova).
Spese totali: 0,8 milioni.
Incassi totali: 5,1 milioni.
Saldo mercato: +4,3 milioni.
Valutazione: mercato come sempre a basso costo quello dei salentini, che si presentano al via anche quest’anno con una squadra che, sulla carta, dovrà lottare per salvarsi.
Innesti come quelli di Julio Sergio, Oddo e Pasquato, comunque, sono a modo loro, e per ragioni diverse, sicuramente interessanti.
Certo, per Di Francesco non sarà facile. Ma del resto il Lecce lo scorso anno partì come spacciato, e ce la fece. L’ex tecnico del Pescara, insomma, non avrà certo alibi.

Milan: 6,5
Acquisti: Mexes (Roma), Taiwo (Marsiglia), El Shaarawy, Paloschi e Zigoni (Genoa), Comi (Torino), Aquilani (Liverpool), Nocerino (Milan).
Cessioni: Pirlo (Juventus), Jankulovski (Banik Ostrava), Papastathopoulos, Beretta e Merkel (Genoa), Albertazzi (Getafe), Didac Vilà (Espanyol), Coppola, Oduamadi e Verdi (Torino), Beretta (Ascoli), Onyewu (Sporting Lisbona), Osuji (Padova), Legrottaglie (Catania), Adiyiah (Karsiyaka), Strasser (Lecce), Paloschi (Chievo), Oddo (Lecce)
Spese totali: 5 milioni.
Incassi totali: 1 milione.
Saldo mercato: -4 milioni.
Valutazione: mercato a bassissimo costo per i Campioni d’Italia, che in effetti non avevano bisogno di grandissimi cambiamenti per provare a ripetersi.
Quando in rosa si ha gente come Silva, Seedorf, Boateng, Ibrahimovic e Pato, infatti, tutto è più semplice. E confermare questi giocatori potrà risultare assoltuamente decisivo a fine anno.
Nel contempo, però, è pesante la partenza di un Pirlo che nella squadra costruita da Allegri avrebbe sì rischiato di trovare poco spazio, ma che resta il miglior centrocampista d’Italia per distacco degli ultimi anni.
Mercato comunque più che positivo perché si è sistemata la difesa senza spendere (Taiwo terzino superiore ad Antonini, Mexes ottima riserva) e ci si è assicurati un talento che potrà davvero ritagliarsi spazi importanti in futuro.

Napoli: 7.
Acquisti: Fernandez (Estudiantes), Donadel (Fiorentina), Dzemaili (Parma), Rosati (Lecce), Bogliacino (Chievo), Mannini (Sampdoria), Rinaudo (Juventus), Cigarini (Siviglia), Dalla Bona (Atalanta), Inler (Udinese), Britos (Bologna), Santana (Fiorentina), Colombo (Triestina), Pandev (Inter), Chavez (San Lorenzo), Fideleff (Newell’s Old Boys).
Cessioni: Pazienza (Juventus), Blasi e Santacroce (Parma), Yebda (Granada), Cribari (Cruzeiro), Iezzo, Gianello, Amodio, Bucchi, Hoffer (E. Francoforte), Vitale (Bologna), Dumitru (Empoli), Sosa (Metalist), Sepe (Pisa), Mannini (Siena), Ruiz (Valencia), Cigarini (Atalanta), Bogliacino (Bari).
Spese totali: 42,15 milioni.
Incassi totali: 10,4 milioni.
Saldo mercato: -31,75 milioni.
Valutazione: il Napoli è una delle squadre che investe di più. E lo fa cercando di rinforzare tutti i reparti.
Obiettivo centrato in pieno, sulla carta. E sette assolutamente meritato.
In porta arrivano Colombo e Rosati a guadare le spalle a De Sanctis. Difesa in cui vengono inseriti Fernandez, Fideleff e Britos. Centrocampo che fa un bel salto di qualità con Inler e Dzemaili. Attacco, infine, con un Pandev in più nel motore.
La qualificazione in Champions, insomma, sarà ancora una volta alla loro portata.

Novara: 5,5
Acquisti: Paci e Galassi (Parma), Meggiorini (Genoa), Mazzarani (Udinese), Morimoto (Catania), Pesce (Catania), Garcia (Palermo), Coser (Ascoli), Granoche (Chievo), Giorgi (Ascoli), Radovanovic (Atalanta), Dellafiore (Parma), Jeda (Lecce).
Cessioni: Bertani (Sampdoria), Gonzalez (Palermo), Gheller (Pavia), Gigliotti (San Lorenzo), Parola, Strukelj, Drascek, Bianchi e Lanteri (Foggia), Evola e Motta (Triestina).
Spese totali: 4,8 milioni. 
Incassi totali: 1,85 milioni.
Saldo mercato: -2,95 milioni.
Valutazione: cambia tanto questo Novara. E proprio questa è la nota più dolente per una squadra che, forse, avrebbe fatto meglio a confermare più giocatori nell’undici titolare. Primo fra tutti quel Bertani che ha scelto la Sampdoria per tentare un nuovo assalto alla A.
Nel complesso, comunque, questa squadra dovrà lottare fino all’ultimo, sulla carta, per ottenere una salvezza certo non così scontata.

Palermo: 5
Acquisti: Gonzalez (Novara), Cetto (Tolosa), Milanovic (Lokomotiv Mosca), Zahavi (Hapoel Tel Aviv), Simon (Haladas), Labrin (Huachipato), Pisano (Varese), Munari (Lecce), Lanzafame (Brescia), Mantovani (Chievo), Lores (Defensor), Silvestre (Catania), Malele (Zurigo), Peralta (Nacional Lyd), Aguirregaray (Wanderers), Tzorvas (Panathinaikos), Alvarez (Bari), Barreto (Atalanta), Della Rocca (Bologna).
Cessioni: Paolucci (Siena), Liverani (fc), Glik (Torino), Darmian (Torino), Carrozzieri (Lecce), Ciani (Polonia Varsavia), Munari (Fiorentina), Garcia (Novara), Guana (Cesena), Goian (Glasgow Rangers), Kasami (Fulham), Sirigu e Pastore (Psg), Kurtic (Varese), Raggi (Bologna), Lanzafame (Catania), Andjelkovic (Ascoli), Joao Pedro (Penarol), Bovo (Genoa), Cassani (Fiorentina), Gonzalez (Siena) Milanovic (Siena), Succi (Padova), Nocerino (Milan).
Spese totali: 36,7 milioni.
Incassi totali: 32,7 milioni.
Saldo mercato: -4 milioni.
Valutazione: ogni anno una rivoluzione.
Quest’anno, sulla carta, dovrebbero essere sei i nuovi giocatori che verranno inseriti nella formazione titolare che sarà guidata da un tecnico, Mangia, che per altro predilige il 4-4-2 puro, e che quindi potrebbe fare fatica a gestire le risorse a propria disposizione.
Certo, anche questo fatto di aver fatto saltare Pioli proprio subito dopo la chiusura del mercato…

Parma: 6+
Acquisti: Pellè (Az Alkmaar), Borini (Chelsea), Sansone (Bayern Monaco), Brandao (Siena), Blasi e Santacroce (Napoli), Coppola (Lecce), Danilo (Aris Salonicco), Biabiany (Sampdoria), Schiavi (Vicenza), Valdes (Sporting Lisbona), Fabio Nunes (Portimonense), Rubin (Torino), Brosco (Triestina), Musacci (Empoli), Floccari (Lazio).
Cessioni: Amauri (Juventus), Dzemaili (Napoli), Angelo (Siena), Paci e Galassi (Novara), Rispoli (Sampdoria), Bojinov (Sporting Lisbona), Pisano (Vicenza), Schiavi (Padova), Filipe Oliveira (Videoton), Dellafiore (Novara), Coppola (Empoli), Fontanello (Chernomoretz), Lunardini (Gubbio), Sansone (Crotone), Borini (Roma).
Spese totali: 4,2 milioni.
Incassi totali: 20,2 milioni.
Saldo mercato: +16 milioni.
Valutazione: squadra confermata quasi in blocco, con Floccari al posto di un Amauri rientrato alla base e Rubin a fungere da terzino sinistro.
E, soprattutto, una bilancia fortemente in postivo, viste alcune cessioni importanti come quelle di Dzemaili e Bojinov.
Nel complesso, quindi, il Parma non si muove male, per una salvezza che dovrebbe arrivare, alla fine.
Peccato solo per la partenza finale di Borini. Punta interessante che in provincia avrebbe forse potuto sbocciare.

Roma: 6+
Acquisti: Cicinho (Villarreal), Okaka (Bari), Curci e Guberti (Sampdoria), Sini (Lecce), Crescenzi (Crotone), Pettinari (Crotone), José Angel (Sporting Gijon), Nego (Nantes), Bojan (Barcellona), Lamela (River Plate), Heinze (Marsiglia), Stekelenburg (Ajax), Osvaldo (Espanyol), Kjaer (Wolfsburg), Pjanic (Lione), Gago (Real Madrid), Borini (Parma).
Cessioni: Mexes (Milan), Castellini (Sampdoria), G. Burdisso (Arsenal Sarandì), Loria (Bologna), Riise (Fulham), Guberti (Torino), Pettinari (Crotone), Doni (Liverpool), Menez (Paris Saint Germain), Julio Sergio (Lecce), Vucinic (Roma), Crescenzi, Sini e Stoian (Bari), Bertolacci (Lecce), Antei (Grosseto), Brighi (Atalanta).
Spese totali: 58,43 milioni.
Incassi totali: 25,67 milioni.
Saldo mercato: -32,76 milioni.
Valutazione: è la squadra che spende di più in Italia. E già questa, dopo gli ultimi anni, è una notizia non da poco.
L’effetto Di Benedetto si fa sentire, quindi. E Sabatini parte subito con un progetto giovane e molto intigrante.
Che però porta con sè tanti punti interrogativi.
Angel e Bojan sono molto giovani e tutti da verificare. Osvaldo bisognerà capire se è realmente maturato in Spagna. Pjanic ha talento ma era stato scaricato a Lione, Gago buon volante che non ha mai mantenuto le promesse. Lamela potenziale crack col rischio bust dietro l’angolo.
E poi quel Luis Enrique che dopo l’eliminazione dall’Europa League è già in discussione.
Insomma, tantissimi punti di domanda per uno dei progetti sicuramente più interessanti dell’intero campionato.

Siena: 6+
Acquisti: Angelo (Parma), Tziolis (Racing), Paolucci (Palermo), Belmonte e Codrea (Bari), Destro (Genoa), Grossi (Varese), D’Agostino (Udinese), Angella (Udinese), Brkic (Udinese), Pesoli (Varese), Mannini (Napoli), Contini (Saragozza), Gazzi (Bari), Acosta (Boca Juniors), Gonzalez (Palermo), Milanovic (Palermo).
Cessioni: Brandao (Parma), Coppola (Torino), Marrone (Juventus), Cacciatore (Varese), Carobbio (Spezia), Genevier (Livorno), Coulibaly (Tottenham), Kamata (svincolato), Mastronunzio (Spezia), Garofalo (Bari), Paolucci (Vicenza), Tziolis (libero).
Spese totali: 16,5 milioni.
Incassi totali: 9,4 milioni.
Saldo mercato: -7,1 milioni.
Valutazione: spende tanto, per essere una neopromossa, il Siena. Che mette comunque a disposizione di mister Sannino un organico interessante, soprattutto viste le caratteristiche dell’ex tecnico del Varese.
Che tra le altre cose spero riesca a far sbocciare Mattia Destro. In un calcio italiano sempre più povero di talento, infatti, è vitale che i giovani italiani di qualità trovino spazio. Anche in Serie A.

Udinese: 5
Acquisti: Danilo (Palmeiras), Fabbrini (Empoli), Barreto (Bari), D’Agostino (Fiorentina), Floro Flores (Genoa), Brkic (Vojvodina), Mazzarani (Modena), Doubai (Young Boys), Sissoko (Troyes), Neuton (Gremio), Torje (Dinamo Bucarest), Pereyra (River Plate), Padelli (Sampdoria), Koprivec (Bari)
Cessioni: Beleck (Aek Atene), D’Agostino (Siena), Angella (Siena), Zapata (Villarreal), Romero (Granada), Inler (Napoli), Brkic (Siena), Forestieri (Bari), Sanchez (Barcellona), Vydra (Bruges).
Spese totali: 10,1 milioni.
Incassi totali: 66 milioni.
Saldo mercato: +55,9 milioni.
Valutazione: tante scommesse. Come al solito. E una bilancia fortemente in attivo. Ok.
Però pure le cessioni di Zapata, Inler e Sanchez, che riducono fortemente il potenziale di una squadra che, se confermata in blocco, avrebbe giocato quantomeno ad armi pari contro un Arsenal certo non irresisitible nei preliminari di Champions.
Peccato.
Pozzo, comunque, ha già dato modo di capire come la pensa al riguardo. Pesca giocatori interessanti un po’ ovunque, li fa crescere nella tranquillità friulana, li lancia nel grande calcio e poi li vende a peso d’oro.
Da un punto di vista aziendale strategia assolutamente ineccepibile. Ma dato che il calcio non può essere ridotto ad un mero gioco di plusvalenze ecco che quel cinque va a bocciare un mercato che ha penalizzato tantissimo questa squadra.

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: