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CRONACA
L’Inter sembra iniziare subito con un piglio discreto, quasi che un minimo di scossa dal cambiamento di guida tecnica sia arrivata.
All’ottavo gli ospiti si portano subito vicini al goal quando, sugli sviluppi di un calcio piazzato, Samuel riceve palla al limite dell’area piccola ma calcia contro Gillet, mangiandosi un goal piuttosto elementare.
Due minuti più tardi è però la squadra di casa ad avere un’occasione clamorosa quando Di Vaio è lanciato alle spalle della difesa nerazzurra e dopo essere penetrato in area prova a piazzare la palla sotto il secondo incrocio, mettendo però palla a lato.
E’ poi Forlan a cercare la via della rete. Il destro del capitano della nazionale uruguaiana si stampa però contro il palo.
Al sedicesimo è invece Coutinho a provarci dal limite. Ma il sinistro del giovane talento brasiliano non trova lo specchio di porta e sfiora il palo alla sinistra del portiere belga ex Bari.
Alla mezz’ora Antonsson macchinoso si fa rubare palla facendosi anticipare da Pazzini, che poi si farà però chiudere la conclusione in angolo da Gillet. Il tutto comunque a gioco fermo: secondo l’arbitro infatti Pazzini ruberà palla fallosamente al difensore svedese.
Cinque minuti più tardi Konè batterà una punizione da posizione defilatissima. Sul tiro del centrocampista greco ex Brescia la barriera si aprirà ed il pallone s’infilerà sul secondo palo, con Julio Cesar bravo a chiudere lo specchio e parare, anche se con qualche piccolo affanno.
Al trentanovesimo gli ospiti passano: Pazzini riceve palla da Cambiasso e calcia da fuori, bucando uno Gillet che riesce solo a sfiorare con la punta delle dita.
Quattro soli minuti dall’inizio della ripresa e l’Inter va vicinissima al 2 a 0: Pazzini sfonda sulla destra e centra un pallone che Cambiasso gira verso la porta superando Gillet con un bel pallonetto morbido, ma venendo fermato dal legno superiore.
Partita che nella ripresa scende di tono e livello. Così per creare qualcosa il Bologna si affida ad un calcio piazzato: è il sessantacinquesimo quando Ramirez calcia a giro da più di venti metri, trovando lo splendido volo plastico di Julio Cesar.
Sugli sviluppi del calcio d’angolo che ne segue Samuel affossa Portanova in area e l’arbitro non ha dubbi: rigore. Sul dischetto si presenta quindi Diamanti che trova l’angolo giusto, bucando Julio Cesar.
A dieci dal termine il secondo rigore di giornata: Cambiasso dà dentro un pallone che Pazzini fa scorrere per Milito, steso da Morleo. Espulsione e massima punizione. Sul dischetto si presenta lo stesso Principe che buca Agliardi, subentrato una decina di minuti prima all’infortunato Gillet.
Come se non bastasse a quattro dalla fine Lucio s’infila sul primo palo sugli sviluppi di una punizione trovando la rete del definitivo 3 a 1.
COMMENTO
E’ un’altra Inter quella che si presenta in campo a Bologna.
E’ un’Inter ben diversa rispetto a quella vista sino a martedì sotto la guida di mister Gasperini.
La guida Ranieri funziona?
No.
E’ assolutamente troppo presto per dirlo.
La verità è diversa. Scegliete voi, le possibilità più probabili sono due.
Da una parte che la botta psicologica del cambio di allenatore – sempre invocata in questi casi – abbia fatto effetto, spronando i giocatori a dare qualcosa più delle prime uscite stagionali.
Dall’altra, un po’ come fatto con Benitez l’anno scorso, la squadra non gradiva Gasperini. Vuoi per la difesa a tre vuoi perché mal si adattava alle caretteristiche della rosa, i giocatori potrebbero aver fatto “cartello” per spingere l’ex allenatore del Genoa lontano dalla panchina interista.
Certo è che questa squadra corre – pur sempre rispetto alla media delle squadre italiane, quindi meno delle compagini tedesche o inglesi – più di come ci aveva abituato e ci mette una grinta diversa.
Vedremo poi nelle prossime uscite su che squadra vorrà puntare Ranieri.
Là davanti sembra che il tandem prescelto possa essere Forlan-Pazzini, che è effettivamente – almeno a mio parere – sulla carta la coppia migliore a sua disposizione.
E proprio il Pazzo oggi mette a segno una rete importante che sicuramente, dentro di sè, avrà dedicato al suo ex mister.
Che a lui preferiva un Milito un po’ bollito (e non sarà certo il goal di stasera a farmi cambiare idea). Panchinando una prima punta sicuramente non fenomenale ma certo oggi più brillante e funzionale di un Milito solo lontano parente di quello che due stagioni fa incantò il mondo.
Il Bologna da parte sua invece, e ancora una volta, mi lascia un po’ l’amaro in bocca.
Contro la Juve vivacchiò trovando l’1 a 1 un po’ fortunosamente sugli sviluppi di un calcio piazzato, per poi essere letteralmente schiacciata nell’ultima mezz’ora (pur riuscendo a reggere fino in fondo).
Stasera sconfitta che non ci sarebbe stata fino al rigore di Milito, ma che nel complesso è sicuramente meritata per la squadra di mister Bisoli.
Che ora non può nascondersi: il campionato è solo all’inizio e certo sarebbe prematuro chiederne la testa, ma il suo Bologna qualche problema ce l’ha.
Perché questa squadra non gioca certo bene e, soprattutto, non segna. Non riuscendo minimamente a sfruttare l’eccellente – almeno per il rango del club – potenziale offensivo a disposizione.
Perché sulla carta i felsinei partono per fare un campionato da metà classifica, con una salvezza da guadagnarsi comodamente per poi eventualmente provare l’assalto – difficile – alle zone alte.
E con giocatori come Konè, Diamanti, Ramirez, Acquafresca e Di Vaio a disposizione non potrebbe che essere altrimenti.
Un potenziale offensivo importante appunto, che però non trova sfogo.
Ed in questo se qualche responsabilità diretta possono averla i giocatori stessi certo non può nemmeno essere esente da colpe il mister. Che dovrà provare a migliorare di molto questo aspetto della sua squadra.
MVP
Un goal importante, con cui sblocca il match, ed una bella giocata sull’azione che porta al rigore di Milito. Dove Pazzini effettua una bel velo. Forse non cercatissimo, ma sicuramente molto funzionale.
Il Pazzo c’è e si vede. Come detto in fase di commento non siamo davanti al nuovo Van Basten o al nuovo Eusebio, ma ad una punta più che discreta sì. Speriamo – anche in ottica nazionale ed Europeo 2012 – che Ranieri continui a dargli spazio con continuità.
Menzione d’onore per Forlan, che dimostra di essere un giocatore di grande caratura. Da tenere d’occhio, perché posizionato in una zona di campo a lui più congeniale potrà sicuramente far bene anche in Italia.
Da sottolineare – in negativo – è invece la prestazione di Antonsson. Sempre impacciato, pesante, poco lucido e molto approssimativo, il centrale ex Copenhaghen non è stato minimamente all’altezza, vera palla al piede della sua squadra stasera.
TABELLINO
Bologna vs. Inter 1 – 3
Marcatori: 39′ Pazzini, 66′ (rig.) Diamanti, 81′ Milito, 86′ Lucio.
BOLOGNA: Gillet (Agliardi); Casarini, Antonsson, Portanova, Morleo; Mudingayi, Perez, Kone; Diamanti, Ramirez (Krhin); Di Vaio (Acquafresca). A disposizione: Loria, Vitale, Pulzetti, Paponi. All.: Bisoli
INTER: Julio Cesar; Nagatomo, Lucio, Samuel, Chivu; Cambiasso, Obi (Muntari), Zanetti; Coutinho (Jonathan); Forlan (Milito), Pazzini. A disposizione: Castellazzi, Castaignos, Alvarez, Zarate. All. Ranieri
ARBITRO: Tagliavento
AMMONITI: Coutinho, Perez, Krhin
ESPULSO: Morleo
Le vicende di mercato di cui si rese protagonista la Sampdoria lo scorso gennaio sono note a tutti: ceduti – a prezzi di saldo – Cassano e Pazzini, rimpiazzati con giocatori sicuramente non di egual valore (tanto che nelle mie
E proprio questi cattivi pensieri hanno finito col deprimere un ambiente già in precedenze non tonicissimo mentalmente.
Al settantaquattresimo altra grandissima occasione per Pepe che s’infila nella difesa avversaria ricevendo un taglio di Toni per concludere l’azione con un destro piazzato che sarà però deviato giusto a filo del palo dal solito Eduardo.
Come detto il Grifone fa pochino per giocare – e soprattutto vincere – questa partita. Ecco quindi che i due goal del Genoa nascono uno in maniera piuttosto casuale, l’altro su di un contropiede: l’autorete di Bonucci è infatti una fatalità, con il centrale azzurro che devia sfortunosamente in rete un passaggio basso effettuato da Antonelli. Antonelli che si renderà poi protagonista di una bella sgroppata sulla sinistra in occasione della seconda rete, quando andrà poi a centrare il pallone per il bel goal di Floro Flores.
L’uno-due laziale – con traversa e rete del nuovo vantaggio nel giro di un amen – placa i bollenti spiriti partenopei, con il Napoli che perderà quindi l’incredibile slancio che l’aveva portato a trovare il repentino pareggio a cavallo dell’ora di gioco.
Decisivo, in questo senso, quanto accade a dieci dal termine quando Cavani si lascia andare in area su pressione di Biava, espulso nell’occasione. Matador che segna quindi la rete del pareggio e Napoli che a quel punto potrà sfruttare la superiorità numerica per trovare una vittoria che ad inizio secondo tempo sembrava più lontana che mai.
M
I
Al quarantatreesimo errore incredibile di Eto’o: cross da destra spizzato da Cambiasso per un solissimo camerunense che – sul secondo palo ed a due passi dalla porta – colpirà di prima intenzione,
Al settantacinquesimo, comunque, il Milan triplicherebbe: Robinho dimostra infatti di essere molto più a suo agio nelle vesti dell’assistman servendo a Flamini un cioccolatino da dover solo spingere alle spalle del portiere avversario. Il guardalinee, però, rileva la posizione di fuorigioco del mediano francese, che si vedrà quindi annullare la rete.
Milan superiore in tutte le zone del campo, quindi. Milan che soffre solo sporadicamente e più su episodi che altro.
Al cinquantesimo bella iniziativa di Del Piero che si allarga a destra andando a trovare il fondo per crossare un bel pallone nel mezzo laddove Aquilani viene però anticipato dal solito Zambelli.
Dal canto loro le Rondinelle dimostrano invece, specialmente nei primi quarantacinque minuti, di non meritare la brutta posizione di classifica che occupano: squadra capace di mettere sotto praticamente per l’intero primo tempo gli avversari con un gioco ragionato per quanto poco incisivo.
