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Archivio per la categoria ‘Lega Pro’

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Due punti persi, e piovono le contestazioni.

L’aria che si respira nei pressi dello Stadio Speroni di Busto Arsizio a fine partita è piuttosto pesantuccia. Perché lo 0 a 0 strappato da una modestissima Valenzana non soddisfa minimamente un pubblico esigente come quello di casa, che già chiede la testa di mister Cusatis e non risparmia insulti a un po’ tutti i giocatori.

Scene come quelle viste a fine partita, dove la rabbia dei tifosi non è comunque sfociata in atti violenti per fortuna, non li vorrei vedere mai.

E anziché andare a dire a un ragazzino di 19 anni “sei scarso” forse farebbero bene a valutarne l’impegno. Perché se quello che passa in convento è quello e lo stesso ce la mette tutta per ben figurare… certi atteggiamenti sono davvero censurabili ed evitabili.

Ma questo è solo la fine di una partita a due facce. Perché nel primo tempo, dopo un quarto d’ora di studio, la Pro Patria sale in cattedra e domina la partita sino all’intervallo. Pungendo poco in attacco, dove un asfittico capitan Serafini risulta forse il peggiore in campo e dove Luca Giannone -migliore in campo nei primi quarantacinque minuti di gioco – dà del filo da torcere agli avversari, senza però trovare la rete.

Crea diverse azioni la Pro, che gioca di gran lunga meglio di una squadra, la Valenzana, che attua un catenaccio strenuo, mettendo assieme giusto un paio di azioni discrete nell’arco degli interi novanta minuti.

L’intervallo, comunque, spezza il ritmo dei padroni di casa, che rientrati in campo nella ripresa non saranno più capaci di ripetersi.

E così ne esce una seconda frazione di gioco assolutamente non all’altezza di una Serie C2.

Da una parte la Valenzana non prova praticamente mai a costruire nulla, dimostrando ampiamente di cercare semplicemente un misero 0 a 0 (festeggiato, del resto, a fine partita). Dall’altra i padroni di casa non riescono praticamente più a mettere assieme due passaggi di fila, e naufragano nel nulla.

L’unico a provarci fino all’ultimo è Devis Nossa. L’ex centrale della Primavera interista è però, appunto, solo un difensore. E così oltre a sgolarsi per cercare di far crescere intensità ed attenzione prova a staccarsi dal proprio reparto per dare man forte a centrocampo e attacco. Per provare, insomma, a mettere pressione agli avversari. Senza però riuscire a spezzare gli equilibri sin lì costituiti.

Un vero peccato. Perché Nossa, indubbiamente il migliore in campo al termine dei novanta minuti, meriterebbe, da solo, i tre punti.

E’ però l’unico a mettere in campo quel carattere di cui il resto della squadra sembra assolutamente sprovvista, facendosi schiacciare dai mormorii dei tifosi.

Sbaglierò, ma fossi in Cusatis toglierei seduta stante la fascia da capitano a Serafini per consegnarla proprio a lui.

Arrivato alla terza partita vista allo Speroni questa stagione posso azzardarmi a dare un giudizio sulla globalità di questa squadra. Che a parte i problemi di finalizzazione non vale certo una retrocessione in Serie D.

Chissà se Cusatis riuscirà ad infondere sicurezza a questi ragazzi, tirandoli fuori dagli impicci.

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Vittoria ampiamente meritata quella della Pro Patria sul Borgo a Buggiano, formazione che esordisce quest’anno nel professionismo calcistico.

E’ una squadra ben diversa da quella che potei vedere nel corso della prima giornata, quando venne affondata dal Santarcangelo.

Squadra compatta, difesa attenta, centrocampo tonico e attacco letale. Ecco la ricetta di mister Cusatis, che riesce così a sbrigare la pratica toscana con una prestazione decisa.

A decidere il match le reti di capitan Serafini e Della Rocca. Che giusto mezz’ora prima di firmare il raddoppio, arrivato allo scadere, si mangia una rete più facile da realizzare che da sbagliare.

Ma del resto il calcio è così, e se da una parte ti toglie facendoti commettere errori del genere dall’altra ti da. La segnatura di Della Rocca, del resto, arriva su errore di Grandi, che si fa passare in mezzo alle gambe la conclusione dell’attaccante bustocco.

Il cerchio sembra stia iniziando a quadrare ed è palese una cosa: serve carattere, perché a livello tecnico questa squadra ha tutto per salvarsi.

Venendo agli ospiti sono rimasto piacevolmente colpito da Francesco Stella, ventenne ala destra nativa di Melbourne.

Il ragazzo, giunto in estate dal Siena, ha dimostrato una buona facilità di dribbling, risultando la vera e propria spina nel fianco della difesa di casa. Che ha comunque retto bene, ben guidata dal maiuscolo Nossa.

Sempre parlando di giovani interessante anche il dinamismo, in mezzo al campo, del biondo Samuele Mugelli (anch’egli classe 91).

Bene, tornando ai padroni di casa, anche i tre giovani messi in campo da Giovanni Cusatis.

Bonfanti e Taino (rispettivamente classe 92 e 93) hanno retto bene sulle fasce, Ghidoli ha giocato una partita essenziale sbagliando pochissimo e facendo discreto filtro davanti ai due centrali difensivi.

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Inizia male il campionato dei Tigrotti che sotto un diluvio copioso – che rende il campo piuttosto pesante – vengono affondati dalla neopromossa Santarcangelo.

E se non è tutto oro ciò che luccica per gli ospiti, che inizialmente palesano una fragilità difensiva preoccupante, è altrettanto vero che non è nemmeno tutto da buttare per i bustocchi.

I padroni di casa iniziano infatti piuttosto bene, palesando una capacità di bucare la retroguardia ospite con discreta continuità.

Dopo il venticinquesimo, però, la partita cambia: l’arbitro non assegna un rigore che sembra esserci e giusto un minuto più tardi Ferri – classe 92 – libera Bezzi che tira fuori dal cilindro un grandissimo goal, calciando di sinistro a giro sotto il secondo incrocio, là dove Frasca non può assolutamente mai arrivare.

E lì la Pro si sfalda completamente.

Per la cronaca la partita terminerà 3 a 0, con Ferri a siglare la seconda rete sfruttando un buco di Nossa ed un’incertezza di Frasca e Graziani a chiudere i conti a meno di dieci dal termine, con i padroni di casa rimasti in dieci per l’espulsione di Cortesi (doppia ammonizione su due falli fatti ai danni del figlio dell’ex Campione del Mondo ’82).

C’è da lavorare molto in quel di Busto, quindi. E a mio parere in special modo a livello psicologico.
Perché nonostante l’età media piuttosto bassa non è assolutamente accettabile che una squadra subisca così una rete. Mettendosi poi ad imbarcare acqua in ogni modo.

Tecnicamente la squadra non è certo scarsa. E la dimostrazione sono proprio quei venticinque minuti in cui la Pro ha dimostrato di poter fare male ad un Santarcangelo che, comunque, dimostra un livello di gioco superiore, con una qualità di palleggio interessantissima. Favorita, però, proprio da quell’incapacità di reagire che ha caratterizzato l’ultima ora di gioco bustocca.

Settimana prossima la trasferta di Renate farà già capire moltissimo rispetto a quale possa essere il futuro della Pro.

Perché questa squadra deve dimostrare di saper reagire subito. In caso contrario si tratterebbe già di una resa fin troppo prematura.

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Il Varese scende a Benevento cercando l’impresa. I Biancorossi sono infatti alla caccia di un traguardo storico: tornare in Serie B dopo 25 anni.

CRONACA
Un solo minuto e mezzo e il Varese ha subito l’occasionissima di portarsi in vantaggio: Neto Pereira fugge sul filo del fuorigioco e si presenta a tu per tu con Gori. La conclusione dell’attaccante Biancorosso è però debole e viene facilmente respinta dall’estremo difensore di casa.

E’ comunque solo un fuoco fatuo: nei primi minuti di gioco è infatti il Benevento a cercare di tenere il possesso di palla per provare ad impensierire la retroguardia ospite. Il tutto, comunque, si tramuta in una manovra piuttosto sterile, fine a sè stessa.

Il Varese, quindi, ne approfitta: al quarto d’ora Buzzegoli lancia in area d’esterno un pallone che Zecchin stoppa alla grande per poi centrare un pallone basso su cui si piomba Ebagua che sfondando tra due difensori buca Gori sottomisura firmando l’1 a 0.

I beneventani non riesco a reagire con la giusta veemenza: al diciannovesimo, infatti, la reazione della squadra di casa si concretizza con una conclusione velleitaria dal limite dell’area che non impensierisce minimamente Moreau.
Al ventiduesimo torna quindi a farsi vedere il Varese: Carrozza taglia in area sul primo palo e riceve palla in area. Una volta in possesso del pallone effettua quindi un cross basso su cui chiudono però i difensori di casa.
Sulla ripartenza il Benevento si fa quindi pericoloso per la prima volta nel match: Ciarcià parte veloce e lancia Castaldo che appoggia al limite per  la cui conclusione di prima intenzione viene respinta da Moreau.

Il goal è comunque nell’aria: indecisione della difesa Biancorossa che facilita l’intervento in area di Castaldo il cui colpo di testa libera Ciarcià: il suo piattone destro buca inesorabilmente il portierino francese ex Inter che fa da guardia ai pali del Varese.

Alla mezz’ora è ancora Neto Pereira ad andarsene palla al piede: una volta entrato in area salta il proprio diretto marcatore per finire poi a terra, forse toccato sul piede d’appoggio. L’arbitro lascia comunque correre. Sul ribaltamento di fronte, quindi Evacuo protegge il pallone per appoggiarla poi all’accorrente D’Anna, la cui conclusione è però deviata in angolo da Moreau.

Da lì in poi le due squadre si equivarranno, sostanzialmente, senza che nessuna delle due riesca quindi a sopraffarre l’altra.

In apertura di ripresa il Varese fa una partenza-shock: Carrozza entra in area e riceve il pallone, dopo aver controllato cerca quindi di saltare un avversario ma viene fermato. Il pallone carambola quindi verso Zecchin che, arrivando da destra di gran carriera, piazza il pallone sul secondo palo con un interno sinistro che non lascia scampo a Gori.

Al decimo è ancora l’ala varesina ad avere un’opportunità d’oro: Ebagua se ne va sulla sinistra e centra basso un pallone che Zecchin calcia col suo solito mancino trovando però, questa volta, la pronta risposta del portiere beneventano che tiene in partita i suoi evitando il colpo del possibile K.O.

Goal sbagliato goal (quasi) subito: D’Anna riceve palla sulla destra e pennella un cross sul secondo palo su cui arriva, puntualissimo come al solito, Ciarcià. Il suo interno sinistro al volo impegna quindi Moreau che piazzatosi a guardia del suo primo palo respinge il pallone in angolo.
Al quarto d’ora, quindi, Castaldo trova Evacuo in area: la punta scuola Lazio stoppa e facendo perno sul suo piede sinistro si gira rapidamente per calciare verso la porta difesa dal portiere francese. Preite salva però tutto opponendosi alla conclusione dell’attaccante beneventano.

Al 19′, quindi, l’arbitro fischia un rigore dubbio per una spinta su Castaldo. Sul dischetto si presenta quindi Evacuo che spiazza Moreau.

Al venticinquesimo il Varese torna a farsi vedere sugli sviluppi di un angolo. Il colpo di testa in mischia di Pisano, però, è troppo debole, risultando facile preda per Gori.

Alla mezz’ora è ancora Moreau a rendersi protagonista: Clemente riceve sulla trequarti e scarica una staffilata dritta per dritta senza pensarci su due volte costringendo il portiere varesino a tuffarsi alzando sopra la traversa con la mano di richiamo.

L’ultimo quarto d’ora scorrerà con il netto predominio territoriale dei beneventani: gli ospiti appariranno infatti troppo affaticati per poter tenere botta e dovranno quindi limitarsi a chiudere alla bell’e meglio per riuscire a resistere alla pressione dei giocatori di casa che sospinti dal folto pubblico giunto allo stadio cercheranno in ogni modo di trovare il goal vittoria. Il tutto, però, senza riuscire a creare vere e proprie occasioni da goal.

COMMENTO
Missione parzialmente compiuta per la truppa di Sannino: il 2 a 2 del Santa Colomba, infatti, tiene i Biancorossi davanti. In quel dell’Ossola ora il Varese avrà due risultati su tre a disposizione, il tutto in virtù della miglior posizione in classifica ottenuta al termine della stagione regolamentare.

La partita si è svolta, per buona parte, sui binari dell’equilibrio. Né l’una né l’altra squadra, infatti, è riuscita a prendere saldamente il controllo di gioco e a sottomettere l’avversario. Il tutto fino alla prima metà del secondo tempo. L’ultimo quarto d’ora, infatti, è risultato invece essere quasi totalmente appannaggio della squadra di casa, bisognosa di trovare il goal vittoria.

Certo che, nel contempo, va detto che se Zecchin avesse chiuso la partita segnando il 3 a 1 sull’assist di Ebagua ora si starebbe probabilmente parlando in ben altra maniera di questo match.

L’accesso alla finale, che sarà giocata quasi sicuramente contro la Cremonese (vittoriosa per 2 a 0 in quel di Arezzo), si deciderà quindi al Franco Ossola. Vedrò di esserci, per poter poi raccontare delle impressioni avute dal vivo rispetto ad un match che tutta la città aspetta frementemente.

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