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Archivio per la categoria ‘Inghilterra’

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Uno si mette comodo in poltrona per gustarsi il “Super Sunday” inglese tra City e Gunners aspettandosi di vedere chissà quale spettacolo magnetico.

Dimenticandosi però certi particolari non da poco…

Come ad esempio il fatto che, da una parte, sulla panchina di una delle quattro squadre più forti del mondo siede un allenatore che non è ancora riuscito a dare un gioco all’accolita di campioni messi a disposizione dagli sceicchi.

E che dall’altra i tempi dei vari Pires, Ljungberg, Vieira ed Henry sono finiti da un pezzo.

Così quello che ne esce è una partita dai contenuti molto inferiori alle aspettative.

Perché i padroni di casa restano appunto vittime di quella cronica mancanza di un gioco che possa dare un senso alle presenze in campo di grandissimi giocatori come Aguero e Silva.

Non è quindi un caso se per sbloccare il risultato i Citizens debbano affidarsi a un calcio piazzato: a bucare Mannone ci pensa infatti Lescott, che svetta di testa in area avversaria sugli sviluppi di un calcio da corner.

Allo stesso modo l’Arsenal non ha più quel gioco frizzante e ficcante che aveva qualche anno fa, quando pur senza vincere nulla al di fuori dei patri confini era oggettivamente una squadra in grado di impaurire chicchessia.

Ma non solo.

La lacuna più grave di questa squadra risulta essere là davanti.

Troppo pesante la partenza di Robin Van Persie, trasferitosi sulla sponda “rossa” di Manchester a buttare palloni in rete a ripetizione (è già a quota 5 in campionato, e siamo alla quinta giornata).

Questo anche perché il buon Wenger prende delle scelte quantomeno discutibili, schierando Gervinho (giocatore che personalmente trovo anche sopravvalutato) unica punta, con alle spalle il trittico Podolski-Ramsey-Cazorla.

E se potremmo anche passare quei tre trequartisti (per quanto ci sarebbe tanto da dire anche qui) è logico che non può essere Gervinho unica punta il giocatore in grado di non far rimpiangere, dalle parti dell’Emirates, la dipartita di Campioni come Titì Henry e RVP.

Però certo, se Wenger è seduto su quella panchina ed io su questa poltrona un perché ci sarà anche…

L’Arsenal, comunque, riuscirà a trovare il – meritato – pareggio.

Come?

Ma sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ovviamente!

A colpire è guarda caso ancora una volta un difensore centrale, Koscielny, che sfrutta una mischia in area per bucare Hart.

Tristezza, se si pensa il potenziale tecnico in campo.

Un bel sussulto, comunque, questa partita me lo regala: subito dopo il goal dell’1 a 1 Kompany – ovviamente salito per situazione di calcio piazzato, tanto per cambiare – riceve in area, stoppa di petto e rovescia in buono stile, trovando però la pronta risposta di un Vito Mannone molto bravo a chiudere anche la ribattuta di Aguero.

Finisce pari una partita che sinceramente avrei anche potuto non vedere.

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E’ un Liverpool in crisi profonda quello che ospita lo United in occasione della quinta giornata di campionato.

Reduci dalla rocambolesca vittoria di Berna, infatti, i Reds si trovano in terz’ultima posizione con due soli punti guadagnati in ben quattro match disputati.

Con questi presupposti ci si aspetterebbe di vedere una squadra chiusa all’angolo per novanta minuti, come un pugile suonato. Invece è un Liverpool dominante, che non si risparmia e cerca di non dare respiro agli avversari.

Però il calcio è uno sport veramente strano, che non ha nulla di scontato.

E così come il Liverpool è bravissimo e generosissimo a non accettare un verdetto che parrebbe scontato lo United è altrettanto spietato nell’attendere, attendere, attendere… e colpire nel momento migliore.

La partita, inutile dirlo, prende una piega decisa quando Jonjo Shelvey, protagonista assoluto con la doppietta di Berna in Europa League, si fa espellere per un fallaccio sulla trequarti avversaria (in tutta sincerità non so se ci potesse stare il rosso, almeno un arancione sì).

Siamo alla fine del primo tempo, ed il Liverpool si trova così a dover disputare cinquanta minuti in inferiorità numerica.

La cosa, a dire il vero, non scuote Gerrard e compagni, che continuano a caricare la porta avversaria col cuore grondante di generosità.

Il tutto fino a far capitolare Lindegaard, che a cinquanta secondi dall’inizio della ripresa non può nulla sulla girata di Gerrard, che riceve palla in area, la mette giù di petto e buca l’estremo difensore avversario come il più esperto dei bomber.

Ecco, in situazione di undici contro undici il match sarebbe forse segnato.

Ma il Liverpool è in dieci, e nonostante questo non resta ad aspettare nella propria metà campo gli avversari, piuttosto deludenti a dirla tutta. Continua a provarci.

Così dopo nemmeno cinque minuti è già pareggio. Con Rafael che spinge sulla destra, scarica, si porta in area e ritrova lì il pallone, che riesce a spedire d’interno sinistro a filo del palo lungo, assolutamente inarrivabile per il malcapitato Reina.

E’ un pareggio amaro per il Liverpool, nel complesso immeritato da parte Red Devils.

Il Dio del calcio è però veramente spietato. E a dieci dal termine Valencia si invola in contropiede, entra in area e finisce a terra sull’intervento in recupero di Johnson. Che, saltato a centrocampo, è poi un po’ troppo irruento nel tentare di stoppare l’esterno ecuadoriano. Ma che, altresì, nel complesso non sono nemmeno così sicuro commetta fallo.

Sul dischetto si presenta comunque Robin Van Persie, che si prende la testa della classifica marcatori in solitaria firmando la quinta rete della sua stagione di Premier (per onor di cronaca, Reina arriva sulla palla ma riesce a toccarla e basta, senza deviarla in maniera decisiva).

Punizione oltremodo dura per un Liverpool assolutamente meritevole di ben altro risultato.

Giocassero sempre così, i Reds, non avrebbero e non avranno comunque problemi a salvarsi e anzi, con ogni probabilità tornerebbero a lottare per il traguardo che più gli compete: l’Europa.

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CRONACA

Il derby di Manchester che fa da finale all’edizione 2011 della Community Shield inizia subito su ritmi elevati.
Dopo tre soli minuti di gioco Rooney pesca Young che riesce a guadagnare solo un calcio d’angolo sui cui sviluppi arriva la conclusione di Smalling, intercettata però da Joe Hart.

Sulla sponda opposta Tourè cerca Dzeko con un lob morbido che è però intercettato e chiuso in corner da Ferdinand.
La lotta sembra comunque quasi solo limitarsi a metà campo, dove le due squadre si fronteggiano senza risparmiarsi colpi. Il tutto un po’ a discapito dello spettacolo, che stenta a decollare.

Nel complesso, comunque, è il gioco dello United ad essere un tantino superiore. La squadra di Ferguson mette infatti più qualità nel giro palla, cosa che i ragazzi di Mancini non riescono a fare nonostante le buone qualità tecniche dei singoli interpreti.
Per provare a sbloccare il risultato si prova quindi ad affidarsi ai calci piazzati. Al ventitreesimo allora Rooney si presenta sul punto di battuta di un calcio di punizione che l’ex stellina dell’Everton prova ad indirizzare sotto il secondo incrocio, non riuscendo però a centrare lo specchio di porta.

Splendida, due minuti più tardi, l’azione in velocità imbastita da Nani e Welbeck, che scambiano rapidamente più volte il pallone nello stretto venendo però contrati in corner dall’attenta difesa Citizens.
City che prova a farsi vedere poco prima della mezz’ora quando Silva filtra un pallone per Milner che prova a cercare il secondo palo, senza fortuna.

Per sbloccare una partita ingolfata ci si affida sempre ai calci piazzati. A dieci dal termine è Nani a provarci da circa venticinque metri. Il suo destro, deviato da Dzeko, fa correre qualche brivido ai supporter del City, con la palla che si spegne comunque a lato.
Detto-fatto. Silva batte una punizione da destra che scodella bene in mezzo all’area dove si fionda Lescott, bravo ad anticipare tutti e girare a rete. Nell’occasione, comunque, quantomeno rivedibile De Gea, che accenna all’uscita per poi fare un passo indietro e venire bucato senza appello dal centrale inglese.

Lo United prova a reagire. Al quarantaduesimo Young riceve decentrato sulla destra ed esplode un mancino con cui non riesce però ad inquadrare la porta.
In chiusura, però, il City raddoppia. Dzeko prende il pallone sulla trequarti e avanza, con Vidic che gli lascia troppo spazio. La punta bosniaca, così, calcia di destro. Tiro non irresistibile, ma De Gea, forse troppo emozionato per l’esordio, commette un errore grossolano e gli spiana la strada per la rete.

In apertura di ripresa lo United prova a far intravvedere timidi segnali di reazione. Smalling manovra sulla destra e serve centralmente per Cleverley che la gira in area, di prima intenzione, in direzione di Welbeck. La punta cresciuta proprio nel settore giovanile dei Red Devils prova quindi a girare immediatamente di testa verso la porta, senza però inquadrare lo specchio.
Segnali di reazione che si concretizzano al cinquantaduesimo quando – guarda caso – sugli sviluppi di un calcio di punizione Young pennella una palla al centro che viene raggiunta da Smalling, bravo a sgusciare tra Dzeko e Lescott. Giunto sulla sfera il difensore dello United non ha quindi alcuna difficoltà a deviare in rete, accorciando le distanze.

Il pareggio è nell’aria ed arriva cinque minuti giusti più tardi. Rooney-Cleverly-Nani imbastiscono un’azione splendida con l’ala portoghese che a quel punto si trova a tu per tu con Hart, battuto con un pallonetto delizioso.
Qualità del gioco dello United cresciuta nel secondo tempo, ma la squadra di Ferguson, nel complesso, non riesce a bucare con continuità la buona difesa costituita da Roberto Mancini.

Ad un quarto d’ora dalla fine si vede quindi finalmente De Gea. Il tiro che gli arriva, in realtà, non è che sia particolarmente ostico, ma riuscire a respingerlo può comunque aiutarlo a riacquisire fiducia in sè stesso.
Cinque minuti più tardi, sul fronte opposto, è Cleverley a provarci. Il destro del giovane centrocampista in maglia rossa, però, è sballato, e si risolve in un nulla di fatto.

Partita che è sempre bloccata. In chiusura una palla vagante in area è girata a rete senza troppa convinzione da Dzeko, con De Gea che non ha però problemi a parare.
In chiusura, però, erroraccio di Kompany che da ultimo uomo punta Nani facendosi rubare palla con l’ala portoghese che s’invola da solo, salta Hart e segna la rete della vittoria.

COMMENTO

Di fronte a 77169 spettatori è lo United a partire meglio, senza però riuscire a mordere. Sarà che i giocatori dotati di maggior talento non sembrano particolarmente ispirati, ma Hart non corre grossi pericoli.

La prima frazione scorre quindi senza particolari sussulti per più di mezz’ora, con i Citizens quasi solo spettatori non paganti di una partita giocata su livelli atletici interessanti ma con contenuti tecnici non all’altezza delle aspettative.

Negli ultimi sette-otto minuti, però, le cose cambiano. Due fiammate firmate City (o, meglio, due errori di De Gea) regalano infatti alla squadra di Mancini un doppio vantaggio certo non meritato ma sicuramente ben accetto dai tifosi accorsi a Wembley per questo importantissimo derby, che vale il primo trofeo inglese della stagione.

Nella ripresa il copione non cambia. E’ sempre lo United a fare la partita, con il City che continua a non avere gioco.

I ragazzi di Ferguson, così, riescono a trovare due reti nel giro di cinque minuti (la seconda, di Nani, molto bella), riequilibrando il risultato.

La rete-partita, poi, è una cappella allucinante di Kompany, che sbaglia grossolanamente regalando la vittoria agli avversari.

Risultato a parte fa molta tristezza il non-gioco del City. Accolita di grandi campioni gestiti piuttosto male da un allenatore, Mancini, che personalmente non capisco come possa essere ancora al suo posto.

Questa squadra, del resto, ha già dimostrato più volte di non avere gioco. Cambiare allenatore sarebbe quindi “il minimo”.

Eppure l’ex coach dell’Inter è ancora lì.

I tifosi credo non saranno contentissimi della cosa.

MVP

Nani firma una doppietta storica, che vale la vittoria del derby di Community Shield.

TABELLINO

Manchester United vs. Manchester City 3 – 2
Marcatori: 38′ Lescott, 45′ Dzeko, 52′ Smalling, 57′, 90′ Nani.

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CRONACA

Partita che inizia subito forte.
Dopo un minuto e mezzo Kebè sfonda sulla destra e centra un pallone a mezz’altezza che mette un po’ in difficoltà De Vries, la cui respinta coi pugni crea un parapiglia in area di rigore, con la difesa, un po’ in difficoltà, che riesce a liberare in qualche modo.

Sul fronte opposto Sinclair parte con una penetrazione centrale andando a subire fallo proprio al limite da Matthew Mills.
Sul punto di battuta si presenta quindi il nostro Borini, il cui piatto destro piazzato termina però alto sopra la traversa.

Bella l’azione costruita al quarto d’ora dal Reading. Azione che sfuma però in nulla, con un cross troppo lungo per essere controllato da McAnuff.
Al ventesimo un guizzo di Dyer vale il rigore per i gallesi: l’ala destra dello Swansea spunta palla al piede, venendo atterrato in area da Khizanisvili. Calcio di rigore.

Sul dischetto si presenta Sinclair che spiazza facilmente Federici, portando in vantaggio i gallesi.

Un minuto e arriva il raddoppio. Dobbie parte da centrocampo bucando la difesa avversaria e centrando un pallone basso che è solo sfiorato da Federici. La palla finisce quindi sul secondo palo, dove si fa trovare, tutto solo, il buon Sinclair, che griffa la sua doppietta personale.

Alla mezz’ora torna a farsi vedere il Reading: sugli sviluppi di un angolo è Noel Hunt a tagliare sul primo palo in tuffo di testa, senza però riuscire a centrare la porta.
Tre minuti ed il trio Borini-Dobbie-Sinclair costruisce un’azione interessante, ma ricevuta palla all’interno dell’area l’italiano vede la sua conclusione stoppata da un avversario.

A cinque dalla chiusura arriva anche la terza rete. Dyer si beve McAnuff e centra un pallone che è deviato dal tacco di Khizanisvili giusto là dove piomba Dobbie, il cui diagonale è imparabile per il portiere Royals. 3 a 0.

In chiusura di tempo occasionissima per Long che, tutto solo sul secondo palo, liscerà clamorosamente il pallone.

In apertura di ripresa la partita si riapre. A piazzare in rete la palla  che riaccende le speranze è Noel Hunt che brucia gli avversari sul primo palo andando ad incornare un cross battuto dalla sinistra da McAnuff.

Al cinquantacinquesimo grandissimo contropiede dello Swansea: ottima verticalizzazione di Borini per Dobbie che salta secco due avversari per presentarsi praticamente a tu per tu con Federici, fallendo però in pieno il destro che avrebbe chiuso definitivamente la partita.
Subito dopo proprio il trequartista della formazione gallese lascia il campo, sostituito dalla mezz’ala Pratley.

Reading che comunque ci crede: Hunt spizza un lancio lungo dalla difesa per il taglio di Kebè, chiuso però dall’intervento di Tate.

La rete è comunque nell’aria ed a firmarla è Mills: sul calcio d’angolo che segue la chiusura di Tate è infatti il capitano Royals a svettare in mezzo all’area, bucando imparabilmente De Vries per il goal che riporta sotto il Reading.

Borini prova quindi a dare subito la scossa: servito da Dyer fa secco un avversario tenendo poi palla bene in mezzo a due giocatori del Reading per tentare un taglio dentro a cercare Sinclair, con cui però non si capisce.
Reading che vola sulle ali dell’entusiasmo, sfiorando il pareggio: Karacan calcia da fuori battendo De Vries ma venendo fermato dal palo. Facile tap-in quindi per Hunt, la cui conclusione è però chiusa dall’intervento provvidenziale di capitan Monk.

Swansea che dopo lo sbandamento riesce comunque a riprendersi, rimettendosi in carreggiata.
Pericolo scampato, i gallesi possono pensare a controllare gli avversari per cercare di colpire in contropiede.

Ed al settantanovesimo arriva il secondo rigore per i gallesi. Tate filtra per Borini che viene messo giù dall’intervento del terzino destro avversario, per una massima punizione che ci stava assolutamente.
Sul dischetto si presenta quindi Scott Sinclair, che buca per la terza volta nella sua partita Adam Federici, chiudendo definitivamente un match che negli ultimi dieci minuti non avrà più molto da dire.

COMMENTO

E’ l’intero Galles a fare festa.

Mai, dalla sua fondazione, una formazione gallese era riuscita ad entrare in Premier League.

Assolutamente significativa, quindi, questa bella vittoria dello Swansea. Non solo per i tifosi della squadra che in questi mesi ha fatto da casa a Fabio Borini, quanto per l’intero Galles.

Bella squadra questa. Un piccolo Barcellona, potremmo azzardarci a dire.

Certo, i mondi in cui vivono le due squadre sono in realtà lontani anni luce, ma dello Swansea si può sicuramente apprezzare il loro tentativo di cercare di fare gioco senza buttare mai via il pallone.

Reading che dopo un inizio di ripresa a spron battuto deve quindi cedere al cospetto di una squadra che si è dimostrata nel complesso superiore.

A fare la differenza, nel complesso, sicuramente quel Sinclair che col suo hat-trick non può che essere votato come MVP del match!

 

TABELLINO

Reading vs. Swansea 2 – 4
Marcatori: 21′ (rig.), 22′, 80′ (rig.) Sinclair, 40′ Dobbie, 49′ Hunt

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Facciamo un viaggio virtuale.
Partiamo dalla nostra bella Italia e voliamo al cospetto di Sua Maestà, in terra d’Albione.
Una volta sulle rive del Tamigi scorriamo le statistiche di tutti i campionati.
Partiamo dalla ricchissima e conosciutissima Premier League, giù fino alla Conference.
Sette diversi campionati da visionare, un solo bomber da incoronare.

A spuntarla alla fine è lui, Matthew Steven Tubbs, ventiseienne (i ventisette li compirà il prossimo luglio) punta inglese nativa di Salisbury.

Cresciuto nelle Academy di Bolton e Bournemouth passò, dopo una breve parentesi a Dorchester, nella squadra della sua città, dove esordì nel 2003, segnando una rete nel 5 a 1 con cui il suo club battè il Fleet Town.

Il ragazzo iniziò da subito a segnare con buona regolarità, aiutando, nella stagione 05/06, la propria squadra a centrare la promozione, venendo inserito nella top undici del campionato.

L’anno successivo le cose andranno anche meglio. Matthew sarà infatti ancora uno dei protagonisti della vittoria del nuovo campionato, segnando goal importanti.
Ma non solo: il ragazzo si toglierà infatti anche la soddisfazione di segnare in FA Cup contro il blasonatissimo Nottingham Forest.

La stagione verrà quindi chiusa con trenta reti, una delle quali, molto pesante, segnate in finale di playoff.
Quell’estate Matt venne quindi inserito nell’England National Top XI, come riconoscimento per quanto fatto nel corso dell’anno.

Nel 2007, quindi, l’esordio internazionale, nell’Inghilterra “C”.
Con goal, ovviamente. Ma anche un infortunio che lo costringerà a saltare il resto del Four Nations Tournament.

Quell’estate il suo nome sarà quindi accostato al Leicester, pronto a scucire 100mila sterline per assicurarsene i servigi.
Tubbs metterà però a tacere ogni voce di mercato firmando un rinnovo importante col suo Salisbury, diventando calciatore a tempo pieno (non essendo un professionista, infatti, fino a quel momento Matt faceva il calciatore solo part-time).

Nella stagione seguente il ragazzo segnerà quindi il suo centesimo goal con la maglia della squadra della sua città, in un 3 a 3 contro l’Histon.

A novembre 2008 il ritorno, in prestito, al Bournemouth per un paio di mesi. Il tutto per via del tentativo di riduzione costi da parte del suo club.
Esperienza non molto positiva, che condizionerà, negativamente, il prosieguo della sua stagione. Chiusa piuttosto male anche una volta ritornato a casa.

L’anno dopo però si rifarà alla grandissima, non scoraggiandosi né per la brutta stagione precedente né, soprattutto, per il cattivo stato di salute della sua società. Finito sotto amministrazione controllata, infatti, il Salisbury iniziò la stagione scorsa con dei punti di penalizzazione. I suoi 26 goal in 40 partite (34 su 51 in totale), però, permiserò al suo club di salvarsi.

Ed eccoci giunti proprio all’ultima stagione.
Quella che ha reso Tubbs il bomber più prolifico dell’intero paese.

Passato in estate al Crawley Town (per una cifra vicina alle 70mila sterline, pare) Matt ha subito firmato un biennale importante. Onorato da subito al meglio.
Con 37 reti in 40 partite di campionato, infatti, Matthew Stephen Tubbs è il giocatore che ha segnato di più in tutta l’Inghilterra.

Complimenti a lui, che con le tre reti segnate in FA Cup è riuscito a sfondare il tetto delle 40 realizzazioni.
FA Cup in cui, per altro, stava per togliersi una soddisfazione forse ancor più grande: segnare allo United.

Solo un intervento di Wes Brown, infatti, sventò la sua rete. Che, immaginiamo, non avrebbe mai più dimenticato…

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CRONACA

Il Galles prova a raddoppiare: dopo la qualificazione alla finale playoff ottenuta ieri dallo Swansea è il Cardiff a cercare di raggiungere lo stesso traguardo, provando a sfidare il Reading dell’ex Leeds Ian Harte.

Anche in questo caso, esattamente come nella gara di ieri, sono i gallesi a partire forte. Di contro il Reading riesce comunque a difendersi con buon ordine, senza scoprire troppo il fianco agli avanti vestiti di blu.
Al dodicesimo i Bluebirds provano quindi a concretizzare il forcing, ma il batti e ribatti che scaturisce in area di rigore da un cross dalla destra di Emmanuel Thomas fa solo alzare la pressione ai tifosi Royals.

Cardiff costantemente nella metacampo avversaria. Cardiff incapace di rendersi realmente pericoloso dalle parti di Federici.
Al diciottesimo Chopra riceve palla in area da un compagno ma viene chiuso, proprio al momento del tiro, dall’intervento in scivolata di Mills.

Al ventitreesimo è invece Bothroyd a rendersi pericoloso. Il suo tiro, questa volta, è deviato in angolo da Khizanishvili.
La prima rete viene segnata però dal Reading: al ventottesimo Bywater effettua un’uscita fuori dall’area nel tentativo di calciare lontano un pallone che spedisce invece dritto contro a Long, per cui è un gioco da ragazzi, a quel punto, spedire la palla in porta.

Il Cardiff prova comunque subito a reagire: sessanta secondi ed Emmanuel-Thomas riceve palla sul secondo palo, andando a girarla di testa giusto sotto l’incorcio a lui più vicino. Buona, comunque, la risposta di Federici, che si allunga raggiungendo il pallone.
Al trentaseiesimo è Olofinjana a rendersi pericoloso: sul cross servito dalla destra da Burke il mediano nigeriano è però sbilanciato, forse fallosamente, da Legertwood, con Webb che decide comunque di far correre.

Se non bastasse il pasticcio della mezz’ora, però, al quarantaquattresimo  Keinan trattiene Mills sugli sviluppi di un angolo e Webb fischia un calcio di rigore piuttosto netto.
Sul dischetto si presenta lo stesso Shane Long, che spiazza Bywater senza problemi.

I Bluebirds provano ancora una volta a reagire immediatamente: Emmanuel-Thomas riceve al limite, converge e libera un destro che è bloccato in due tempi, senza grandissimi problemi, da Federici, per una prima frazione che di fatto si chiude così.

La ripresa si apre con un’altra occasione per Emmanuel-Thomas: Bothroyd scende da destra, converge e pennella di sinistro sul secondo palo dove il giovane scuola Arsenal colpsce male, mettendo a lato, per la disperazione di un Bellamy in borghese in tribuna.
Cardiff che perdura nel proprio sterile forcing, Reading che si porta vicino al colpo del K.O. E’ il cinquantacinquesimo minuto quando Long scende sulla sinistra e centra un pallone che dopo essere stato deviato da un difensore finisce sul petto di Hunt, che lo spedisce sul palo.

Tre minuti più tardi bell’azione di McAnuff che entra in area e dopo essersi liberato di Darcy Blake con una bellissima finta di tiro spedisce il pallone a lato, da posizione piuttosto favorevole (quantomeno per centrare lo specchio).
Al sessantacinquesimo è però Bothroyd a vedersi schizzare la palla davanti a pochi metri dalla porta. L’ex punta del Perugia non riesce però a girarla in porta con efficacia.

Poco dopo è Ian Harte a provarci, direttamente su calcio di punizione. L’ex Leeds prova a mettere in mostra il suo celebre mancino, ma il pallone non si abbassa per tempo, terminando alto sopra la traversa.
Al settantasettesimo sbavatura della difesa Royals, Federici esce della propria area e – a differenza del collega in blu – spazza anticipando l’avversario.

Tre minuti e Hunt, partito in posizione sospetta, si divora letteralmente una ghiottissima occasione di chiudere ogni discorso.
Il tre a zero arriva comunque all’ottantatreesimo quando McAnuff effettua una splendida serpentina centrale per poi portarsi in area battendo senza troppi problemi Bywater, chiudendo nel migliore dei modi il suo splendido assolo.

COMMENTO

Non riesce l’impresa, Cardiff City Stadium ammutolito.

Chi sognava una finale di playoff tutta gallese rimarrà deluso: la squadra allenata da Dave Jones parte infatti meglio degli avversari, ma non riesce a fiaccare la resistenza Royals.

Reading che dal canto suo gioca come deve: affronta questo impegno esterno con attenzione, senza lasciare nulla al caso. Difesa granitica e attacco pronto a sfruttare ogni minima disattenzione avversaria.

Un po’ come quella commessa intorno alla mezz’ora da Bywater, primo terribile atto del naufragio dei Bluebirds.

MVP

Bastano quarantacinque minuti a Long per risolvere la pratica Cardiff.
Buon match da parte della punta irlandese, grimaldello capace di scassinare la cassaforte gallese.

TABELLINO

Cardiff vs. Reading 0 – 3
Marcatori: 28′, 45′ Long, 83′ McAnuff

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CRONACA

Una paio di occasioni discrete per lo Swansea nei primi cinque minuti, una traversa colpita da McGoldrick – per il Nottingham – in contropiede al quinto.
Partenza subito a tutta da parte della squadra di casa, con un Forest che riesce comunque a reggere l’impatto.

Gallesi che continuano ad attaccare in maniera serrata: al quarto d’ora Borini taglia la difesa mettendo in movimento Angel Rangel, il cui scavetto di punta non centra però lo specchio di porta.
Il nostro under è scatenato. Tre minuti e dopo aver ricevuto palla in area stoppa e si gira in un fazzoletto con un bel colpo di tacco, scagliando un destro potente verso la porta avversaria, col pallone deviato sulla traversa da Wes Morgan.

Swansea che mette in campo un bel gioco, arioso e ben manovrato. Forest che, dal canto suo, si difende con buona efficacia.
A passare in vantaggio è quindi la squadra di casa: al ventottesimo minuto Leon Britton fa secco Marcus Tudgay al limite dell’area per poi accentrarsi e sparare un tiro ad incrociare sul secondo palo, bucando senza appello l’estremo difensore avversario.

Cinque minuti e lo Swansea raddoppia: Dobbie parte dalla trequarti scambiando con un compagno per poi saltare Luke Chambers con uno splendido tunnel andando a piazzare il pallone in rete con un bel sinistro ad incrociare.

Swansea che da lì in poi arretrerà un po’ il proprio baricentro, dando più campo agli avversari.
Che però non riusciranno a sfruttare la cosa, rintronati dall’uno-due gallese arrivato nel giro di cinque minuti.

Ad un paio di minuti dal termine del primo tempo ci pensa quindi Borini a dare una frustata alla partita: ricevuta palla sulla destra si libera del diretto marcatore per liberare un diagonale destro piuttosto potente, che è però chiuso in angolo da Lee Camp.

In apertura di ripresa il Forest prova subito a riaprire la partita: un retropassaggio sbagliato in maniera grossolana da Nathan Dyer mette in movimento Tyson il cui cross basso in mezzo trova l’inserimento diagonale di Tudgay, il cui tiro di prima intenzione schizza però alto sopra la traversa.
Al cinquantaseiesimo gli ospiti si portano ancora in avanti. Azione piuttosto confusa degli avanti in maglia rossa, con un batti e ribatti in area che si risolve in un nulla di fatto.

La rete è comunque nell’aria, ma il Forest riesce solo a sfiorarla: al cinquantottesimo McGugan spara un destro di potenza assoluta su calcio piazzato, dal limite dell’area. Il pallone si schianta però sulla traversa.
Quattro minuti ed è lo Swansea ad avere il match point: corner corto di Borini, cross in mezzo di Dyer e colpo di testa clamorosamente fuori, da un passo, di Pratley, che si mangia il goal del K.O.

Al sessantaseiesimo è invece Borini a proterci provare: sull’imbucata di Sinclair il ventenne bolognese scatta sul filo del fuorigioco. La stanchezza si fa però sentire, così che la punta della nostra under 21 si fa rimontare e chiudere in angolo da Chambers.
Forest che va quindi sbilanciandosi sempre più, creando quindi spazi nella propria difesa. Partita che si trasforma insomma in un naturale e continuo ribaltamento di fronte.

A dieci dalla fine Robert Earnshaw riapre però il match: Majewski verticalizza per l’ex Cardiff City che libera il suo destro sul primo palo, bucando facilmente Dorus de Vries.

Negli ultimi dieci minuti i Tricky Trees provano ad alzare il forcing, senza però riuscire a battere la strenua resistenza dei Jacks.
Anche se al novantunesimo ci andranno molto vicino con Earnshaw capace, nell’unico quarto d’ora di gioco effettuato, di mettere a ferro e fuoco la difesa avversaria, andando a colpire un palo dal sapore di beffa.

E ancor più di beffa saprà la rete del 3 a 1 firmata al novantatreesimo da Darren Pratley che sfrutterà la leggerezza del portiere avversario, salito nell’area avversaria per un calcio d’angolo, per chiudere il match calciando direttamente da centrocampo.

COMMENTO

Gran bella squadra questo Swansea. E, soprattutto, gran bel gioco.
Ha poi avuto l’occhio lungo il buon Carletto Ancelotti, che ha scelto con cura proprio i Jacks per dare modo a Fabio Borini, tra i 91 più interessanti dello Stivale, di cresce adeguatamente inserendosi in un contesto di un certo livello.

Swansea che con il 3 a 1 ottenuto a domicilio su di una delle nobili decadute del calcio inglese (ricordiamo infatti che il Forest vinse due Coppe dei Campioni tra la fine degli anni 70 e l’inizio del decennio successivo) si qualifica per la finalissima dei playoff di questo Championship.

Finale che, per altro, potrebbe essere giocata con un affascinatissimo derby gallese: stasera, difatti, il Cardiff affronta il Reading per definire la seconda squadra qualificata all’ultimo attimo di un campionato interminabile come quello della cadetteria d’Oltremanica.

Tifosi Swans che intanto si affidano alla cabala. L’unica altra promozione in massima serie nella loro storia arrivò giusto in concomitanza con tre eventi che si sono verificati anche quest’anno: l’Inghilterra è retta da un governo Tory, ha festeggiato un Royal Wedding ed il Preston North End ha terminato la propria stagione retrocedendo in First Division.

Basterà per la promozione in Premier League?
Probabilmente no, ma per i tifosi gallesi resta comunque un qualcosa cui aggrapparsi per darsi ulteriore animo.

MVP

Magari non sarà stato il dominatore assoluto del match, ma il nostro buon Fabio Borini ha disputato una partita davvero di buon livello.
In particolar modo nel primo tempo, dove si è davvero più volte rivelato come spina nel fianco della difesa dei Tricky Trees.

TABELLINO

Swansea vs. Nottingham Forest 3 – 1
Marcatori: 28′ Britton, 33′ Dobbie, 80′ Earnshaw, 93′ Pratley

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CRONACA

Partono subito su buoni ritmi i ventidue in campo, che però faticano a creare vere occasioni pericolose.
La prima arriva solo al tredicesimo quando Kalou si presenta in area venendo però ostacolato da Ramires, che finisce quindi per ostacolare il suo stesso compagno non permettendogli di colpire a rete.

Un minuto più tardi altra bella iniziativa di Kalou che viene però murato in area, col pallone che ne fuoriesce e viene calciato con potenza da Cole, che non trova però lo specchio di porta.
City che dopo il primo quarto d’ora scarso si rintana completamente nella propria metà campo, lasciando molto campo al Chelsea. Al diciottesimo ci prova quindi Lampard da fuori, senza però trovare lo specchio di porta.

Al ventitreesimo Ramires filtra un pallone per Lampard che si butta bene nello spazio infilandosi alle spalle della difesa ma trovandosi in fuorigioco nel momento della partenza del passaggio. Inutile, ma comunque notevole, la parata di Hart sulla conclusione ravvicinata del centrocampista Blues.
Dieci minuti più tardi Torres s’infila in area ricevendo il pallone decentrato sulla sinistra venendo chiuso al momento del tiro dall’ottima scivolata di De Jong.

Al quarantaduesimo buona occasione per Kalou che riceve un bel cross dalla sinistra portato da Malouda per stoppare e girarsi in un fazzoletto, trovando però la pronta risposta di Hart.

La ripresa si apre sulla stessa falsariga del primo tempo, sempre senza grandissime occasioni da rete.
Al sessantunesimo quindi buona chance per Ivanovic il cui colpo di testa dal centro dell’area è però deviato in angolo da un difensore.

Cinque minuti più tardi si va vedere invece Dzeko, il cui colpo di nuca sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto dalla sinistra non centra però la porta.
Al settantacinquesimo interessante azione Kolarov-Tourè-Silva col terzino serbo che riesce ad arrivare al tiro, venendo però stoppato da David Luiz.

City cresciuto nella ripresa, quindi, ma che vede il Chelsea passare a dieci dal termine quando Drogba calcia una punizione in area dalla sinistra trovando lo stacco di David Luiz il cui colpo di testa buca Hart per l’1 a 0.

Un paio di minuti ed è ancora su di una punizione battuta da Drogba che il Chelsea si fa pericoloso: la traiettoria del pallone attraversa tutta l’area venendo sfiorata prima da Kolarov poi da David Luiz e terminando poi sul fondo, di poco a lato del palo alla destra dell’estremo difensore Citizens.
All’ottantacinquesimo percussione centrale di Lampard che libera Cole sulla sinistra la cui botta mancina scoccata di prima intenzione è però respinta dalla scivolata di un difensore.

A tempo ormai scaduto arriva quindi il raddoppio: Ramires riceve sulla trequarti spalle alla porta e dopo una piroetta su sè stesso parte centralmente saltando seccamente prima Lescott poi Kolarov per portarsi in area indisturbato freddando Hart con un bel diagonale forte. 2 a 0.

COMMENTO

Partita piuttosto combattuta nella ripresa, dopo una prima frazione abbastanza monotematica.

Nei primi quarantacinque minuti è infatti il Chelsea a fare il match, rimbalzando però più volte contro la buona difesa Citizens.

Nella ripresa, poi, gli ospiti scendono invece in campo più determinati, riuscendo a creare qualcosina di più.

Di fondo resta comunque una verità, a mio avviso: il potenziale del City è notevole posto che a livello di singoli parliamo di una rosa sicuramente di prima fascia. La sua guida tecnica, invece, continua a non sembrare all’altezza.

Senza voler nulla togliere al nostro Mancini, oggi per altro alle prese con un derby tutto italico con il buon Ancelotti, sembra che l’ex allenatore dell’Inter non riesca assolutamente a dare un’impronta soddisfacente ad una squadra che da inizio stagione - quando la seguii in diverse partite - ad oggi continua ad avere un gioco assolutamente non all’altezza e ad essere salvata, quando riesce, dalle individualità più che dal collettivo.

Triste anche, in questo senso, vedere la fine fatta da Dzeko, che a Manchester sembra proprio non essersi ambientato: l’ex stella del Wolfsburg è infatti sotto utilizzato rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare relativamente ad un giocatore di questa qualità e quando gioca, come oggi, non sembra sentirsi propriamente a suo agio.

Fa molto effetto, in tal senso, il suo score: ancora zero reti in campionato.

A margine una piccola nota di colore: vittoria, quella Blues, targata Águias: sia David Luiz che Ramires, difatti, sono stati acquistati dal Benfica.

TABELLINO

Chelsea vs. Manchester City 2 – 0
Marcatori: 79′ David Luiz, 92′ Ramires

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La prima azione realmente interessante del match arriva dopo sette minuti, quando Lampard verticalizza per Drogba che punta l’area arrivando, controllato mollemente da Djorou, al limite dell’area di rigore, dove libera un destro che si spegne però di poco a lato.

Da lì in poi, però, il Chelsea si chiuderà nella propria metà campo, lasciando il pallino del gioco in mano ai padroni di casa tentando poi di colpirli in contropiede, pur senza grande ficcantezza.

Lo stesso dicasi per l’Arsenal che, appunto, fa la partita, ma schiantandosi ripetutamente contro la resistenza della robusta retroguardia Blues.

In chiusura di primo tempo, però, le cannonate Gunners abbattono la resistenza della difesa schierata da Carletto Ancelotti: Alex Song riceve palla in area e scocca un diagonale mancino sul secondo palo, con cui buca Cech chiudendo la prima frazione di gioco.

L’apertura di ripresa chiude poi il match: un rimpallo sulla trequarti Blues mette in movimento Walcott che s’infila alle spalle della difesa avversaria per presentarsi a tu per tu con Cech, servendo quindi il pallone in mezzo in direzione di Fabregas, lesto nel depositare facilmente in porta una palla che va solo spinta in rete.

Questa seconda rete mette quindi in ginocchio il Chelsea, che subisce subito la terza: Walcott ruba palla poco oltre la metà campo mettendo in movimento Fabregas che lancerà proprio l’ala destra inglese nello spazio. Presentatosi a tu per tu con Cech, quindi, questa volta l’ex Southampton firmerà da par suo il goal che chiuderà definitivamente ogni discorso.

Dopo un primo tempo piuttosto noioso la ripresa offre comunque continui colpi di scena.
A partita già chiusa Ivanovic prova, al cinquantasettesimo di gioco, a riaprirla, staccando in mezzo all’area su di una punizione battuta dalla lunga distanza. Un 3 a 1 con cui il Chelsea prova quindi a riportarsi in carreggiata.

E proprio la rete del difensore serbo aiuta la squadra di Ancelotti a rialzare la testa: di lì in poi Drogba e compagni saranno infatti molto più in partita, anche rispetto al primo tempo. Inizieranno quindi a produrre più gioco, provando a rendersi pericolosi anche senza aspettare gli avanti avversari per poi provare a colpire in contropiede.
Il tutto, però, infruttuosamente. L’Arsenal riuscirà infatti a divendere le due reti di vantaggio maturate ad inizio ripresa, portando a casa il bottino grosso dopo cinque sconfitte di fila negli ultimi cinque incontri con i Blues.

Arsenal

Fabianski: 6
Non è impegnatissimo il portiere Gunners, che disputa una partita da sufficienza.

Sagna: 6
Esegue il suo compitino con attenzione il terzino destro francese, che non sfigura al cospetto dei forti attaccanti Blues.

Djorou: 6,5
Buona prestazione del centrale svizzero, che ha bisogno di ritrovare continuità dopo una stagione, la scorsa, piuttosto sfortunata per lui.

Koscielny: 5,5
Si addormenta in occasione del goal della bandiera Blues.

Clichy: 6,5
Il terzino francese si conferma un bel laterale di spinta, capace di supportare la manovra con discreta qualità.

Song: 7
Partita molto generosa per il centrocampista camerunense, che si spende con grande generosità in fase difensiva trovando anche la rete che sblocca il risultato in chiusura di primo tempo, mettendo una bella ipoteca sul match.

Wilshere: 6,5
Diciotto anni e non sentirli. Vista l’età dovrebbe faticare a stare in campo, che tiene invece con grandissima tranquillità e disinvoltura.

Fabregas: 8
E’ uno dei migliori centrocampisti del mondo e lo dimostra: prima appoggia in rete su assist di Walcott, poi restituisce il favore al compagno qualche minuto più tardi con una bella verticalizzazione.
In generale, comunque, amministra sapientemente il pallone, detta i tempi e tiene le redini della squadra con classe e capacità.
(Dall’88′ Rosicky: s.v.)

Walcott: 7,5
Determinante ai fini del risultato. La sua velocità sa essere a tratti devastante. Ala davvero mefistofelica quando ci si mette.
(Dal 74′ Diaby: s.v.)

Nasri: 6,5
In un centrocampo tra i più tecnici al mondo lui contribuisce fattivamente all’ottenimento di questo “record”. Giocatore dai piedi buoni, sfiora anche il goal che sbloccherebbe il risultato con una bella conclusione dal limite che impegna Cech.

Van Persie: 7
Terminale offensivo un po’ inconcludente ma che aiuta molto la manovra dei suoi. Giocatore prezioso per i meccanismi di questa squadra, soprattutto quando la stessa decide di giocare in velocità.
(Chamakh: s.v.)

Chelsea

Cech: 6,5
Colpe relative per il portierone ceko, che in un paio di occasioni sfodera anche due begl’interventi per evitare un passivo più pesante.

Ferreira: 5
Partita assolutamente sottotono per il terzino lusitano, che in pochi, infatti, si aspettavano di vedere titolare oggi.
(Dal 61′ Bosingwa: 6
Entrare nel momento migliore del Chelsea lo aiuta ad avere un impatto più positivo del connazionale.)

Ivanovic: 6,5
Nel primo tempo lui e Terry costruiscono una linea che regge bene. Nella ripresa qualcosa cede, ma lui è comunque bravo a rifarsi segnando quantomeno il goal della bandiera.

Terry: 6
Bella prestazione nel primo tempo, quando l’Arsenal fa girare palla con insistenza senza però riuscire a colpire. Nella ripresa qualcosa cambia, ma è comunque un Terry che si sta ritrovando.

Cole: 5
Patisce abbastanza la freschezza di Walcott.

Essien: 6
E’ uno dei pochi quantomeno sufficienti tra i suoi. Giocatore straordinario, perso però un po’ tra la pochezza odierna dei suoi compagni e l’ottimo stato di forma degli avversari. Certo, l’errore sul terzo goal pesa, pur non risultando decisivo ai fini del risultato finale.

Obi Mikel: 5
Ci capisce pochino.
(Dal 46′ Ramires: 5,5
Il centrocampista verdeoro ci prova, ma non con grandissima fortuna. Certo qualcosa più del compagno nigeriano la fa, ed è comunque un passo avanti.)

Lampard: 5
Bella verticalizzazione in apertura, poi si perde nell’anonimato.

Malouda: 5
L’ala francese non ha un impatto positivo sul match, non per nulla viene rilevato da un giovane connazionale nella ripresa.
(Dal 55′ Kakuta: 5
Oltre a non costruire più di quanto fatto da Malouda rischia anche di consegnare a Nasri la palla della quarta rete, che solo un bell’intervento di Cech evita.)

Kalou: 5,5
Ci prova. Trovando anche la rete nel finale. Peccato solo fosse in posizione irregolare.

Drogba: 6
Esattamente come Essien è tra i pochissimi a salvarsi. Peccato solo, per lui, non porti a quattordici reti in quattordici match il suo score contro l’Arsenal.

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CRONACA

Citizens e Bluenoses scendo in campo al City of Manchester partendo da presupposti molto diversi: i primi vanno infatti alla caccia di quei tre punti che li porterebbero ad una sola lunghezza dai cugini dello United, che non sono riusciti ad andare oltre il 2 a 2 con l’Aston Villa nel primo match di giornata, i secondi necessitano invece di punti per sfuggire da una zona retrocessione distante ormai un solo punto.

Partita che non inizia su ritmi propriamente inglesi: le due squadre, infatti, tendono più a studiarsi che ad aggredirsi, mantenendo quindi bassi i giri del motore.

Per vedere la prima conclusione del match dobbiamo quindi aspettare più di un quarto d’ora quando De Jong sradica la palla a Gardner con un intervento molto duro e deciso in scivolata dando il la ad un contropiede che è portato in velocità da Yaya Tourè. Giunto al limite dell’area, quindi, l’ex Barça allargherà palla a destra per Tevez, il cui diagonale si spegnerà però sul fondo.
Capitano Citizens che ci proverà anche un paio di minuti più tardi quando con Silva e Milner orchestrerà un’azione interessante portandosi poi al tiro dal limite dell’area, vedendosi però murare la conclusione dalla difesa avversaria. Sulla respinta, quindi, piomberà Kolarov, il cui mancino non inquadrerà però lo specchio di porta.

Sono comunque i padroni di casa a fare la partita. Al venticinquesimo, quindi, Kolarov andrà, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da lui stesso, a concludere a rete dal vertice destro dell’area di rigore, trovando però la pronta risposta dell’estremo difensore del Birmingham.
Dopo queste estemporanee fiammate, però, il match si addormenta praticamente sino al termine della prima frazione quando Tourè guadagna un angolo sugli sviluppi del quale nasce l’azione che porta Tevez a insaccare sottomisura. L’arbitro, però, annulla la rete per un presunto tocco di mano della punta argentina, che bucherebbe il Foster proprio il braccio. Rivedendo l’azione al rallenty, in effetti, si intuirebbe un possibile tocco di mano, cosa che però non mi sento di dare per certo.

Primo tempo che si chiuderà quindi con Larsson che bucherà clamorosamente un lancio lungo spianando ad Adam Johnson la strada per battere a rete. Il tiro ad incrociare scoccato dall’ala inglese, però, si spegnerà alla destra della porta dei Bluenoses, graziando un furibondo Foster che rimprovererà il compagno a muso duro.

La ripresa si apre con un’occasionissima per i Citizens: Milner si infila infatti in area e calcia, trovando la respinta di Foster. Sulla stessa è quindi proprio l’ex Villans il più lesto, ma la seconda conclusione del centrocampista della nazionale inglese è respinto, sulla linea, da Carr che salverà la sua squadra sventando una rete già praticamente fatta.
Al cinquantesimo è invece Kolarov a provarci, direttamente su calcio di punizione. La conclusione dell’ex terzino laziale, però, sarà facilmente fatta propria da Foster, che parerà il pallone senza scomporsi.
Subito dopo sarà invece Larsson, sul fronte opposto, a provarci da calcio piazzato. Così come Foster, però, nemmeno Hart andrà in affanno per fare sua la palla, bloccata con sicurezza.

E’ comunque sempre il City, pur con difficoltà, a fare la partita. Al cinquantasettesimo, quindi, Tevez converge da sinistra andando a calciare dal limite; troppo centrale, però, la conclusione del puntero argentino, facilmente parata da Foster.
Citizens che vanno comunque avanti solo grazie ad azioni personali. Al sessantunesimo è quindi Adam Johnson a provarci: conversione da sinistra e tentativo di destro a lato. Nulla da fare.

Sei minuti più tardi follia di Barry Ferguson: l’ex capitano dei Rangers effettua un retropassaggio assolutamente errato mettendo quindi in movimento Tevez che lanciato in contropiede si porterà sino al limite dell’area per calciare un diagonale con cui sfiorerà solo il palo alla sinistra di Foster, graziato.
Altri tre minuti e Keith Fahey colpisce bene verso la porta Citizens raccogliendo una respinta di Kolo Tourè trovando però sulla sua strada Hart che, nonostante fosse coperto, si distenderà alla sua destra raggiungendo e bloccando il pallone.

A dieci dal termine ancora Birmingham in avanti: Larsson scodella una punizione in mezzo che è colpita a metà tra la testa e la spalla da Dann. Ancora una volta, però, risulta essere attentissimo Hart, che fa sua la palla senza scomporsi.
Poco più tardi Jerome partirà in contropiede e, lasciato completamente solo dai suoi compagni di squadra, calcerà di destro da fuori, senza però trovare lo specchio di porta.

A cinque dal termine buona azione corale del City – la prima, forse – che porta De Jong a calciare dal limite. Il tiro piazzato del mediano olandese sarà però neutralizzato da un sempre attentissimo Ben Foster.
Foster però che rischierà il patatrac proprio in chiusura: su di un tiro non certo irresistibile scoccato da Barry, infatti, l’ex estremo difensore del Racing Club Warwick si tufferà senza però riuscire a trattenere il pallone, rischiando che Silva piombi sul pallone decidendo il match giusto in chiusura.

COMMENTO

Partita piuttosto noiosa, quella giocata al City of Manchester Stadium.

La squadra di Mancini, infatti, continua a palesare i soliti limiti, di cui parlo ormai da inizio stagione. Il gioco latita e gravita tutto attorno alle individualità. Le azioni corali, infatti, sono cosa più unica che rara e senza le fiammate di campioni come Tevez più che “piuttosto noiose” molte delle partite del City sarebbero assolutamente soporifere.

In Inghilterra, comunque, l’opinione pubblica pare stia iniziando un po’ a spazientirsi e, tutto sommato, li capisco anche. Perché quando spendi fior di milioni sul mercato ti aspetti di vedere in campo una squadra che possa fare d’un sol boccone un avversario come il Birmingham o simili, non che finisca per impattarci zero a zero senza nemmeno mostrare un gioco convincente!

Citizens che non approfittano quindi del pareggio dello United col Villa e che restano quindi momentaneamente al quarto posto in campionato, a sei punti dalla capolista Chelsea. Blues che però, dal canto loro, hanno disputato ad ora una partita in meno rispetto alla squadra di Mancini, così che è facile pensare che il distacco possa presto salire a nove punti.

Assolutamente non da buttare, invece, questo pareggio in casa Bluenoses. Perché non si poteva pensare che una squadra in crisi di risultati come il Birmingham potesse strappare il bottino pieno al City of Manchester ma, nel contempo, la prova della squadra, molto ordinata quantomeno in fase di non possesso, lascia ben sperare per il futuro.

MVP

Carlitos Tevez dimostra ancora una volta tutto il suo valore. Predicando nel deserto del City manciniano, però, non si può nemmeno pretendere compia sempre e comunque dei miracoli.

TABELLINO

Manchester City vs. Birmingham City 0 – 0
Marcatori: -

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