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Uno si mette comodo in poltrona per gustarsi il “Super Sunday” inglese tra City e Gunners aspettandosi di vedere chissà quale spettacolo magnetico.
Dimenticandosi però certi particolari non da poco…
Come ad esempio il fatto che, da una parte, sulla panchina di una delle quattro squadre più forti del mondo siede un allenatore che non è ancora riuscito a dare un gioco all’accolita di campioni messi a disposizione dagli sceicchi.
E che dall’altra i tempi dei vari Pires, Ljungberg, Vieira ed Henry sono finiti da un pezzo.
Così quello che ne esce è una partita dai contenuti molto inferiori alle aspettative.
Perché i padroni di casa restano appunto vittime di quella cronica mancanza di un gioco che possa dare un senso alle presenze in campo di grandissimi giocatori come Aguero e Silva.
Non è quindi un caso se per sbloccare il risultato i Citizens debbano affidarsi a un calcio piazzato: a bucare Mannone ci pensa infatti Lescott, che svetta di testa in area avversaria sugli sviluppi di un calcio da corner.
Allo stesso modo l’Arsenal non ha più quel gioco frizzante e ficcante che aveva qualche anno fa, quando pur senza vincere nulla al di fuori dei patri confini era oggettivamente una squadra in grado di impaurire chicchessia.
Ma non solo.
La lacuna più grave di questa squadra risulta essere là davanti.
Troppo pesante la partenza di Robin Van Persie, trasferitosi sulla sponda “rossa” di Manchester a buttare palloni in rete a ripetizione (è già a quota 5 in campionato, e siamo alla quinta giornata).
Questo anche perché il buon Wenger prende delle scelte quantomeno discutibili, schierando Gervinho (giocatore che personalmente trovo anche sopravvalutato) unica punta, con alle spalle il trittico Podolski-Ramsey-Cazorla.
E se potremmo anche passare quei tre trequartisti (per quanto ci sarebbe tanto da dire anche qui) è logico che non può essere Gervinho unica punta il giocatore in grado di non far rimpiangere, dalle parti dell’Emirates, la dipartita di Campioni come Titì Henry e RVP.
Però certo, se Wenger è seduto su quella panchina ed io su questa poltrona un perché ci sarà anche…
L’Arsenal, comunque, riuscirà a trovare il – meritato – pareggio.
Come?
Ma sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ovviamente!
A colpire è guarda caso ancora una volta un difensore centrale, Koscielny, che sfrutta una mischia in area per bucare Hart.
Tristezza, se si pensa il potenziale tecnico in campo.
Un bel sussulto, comunque, questa partita me lo regala: subito dopo il goal dell’1 a 1 Kompany – ovviamente salito per situazione di calcio piazzato, tanto per cambiare – riceve in area, stoppa di petto e rovescia in buono stile, trovando però la pronta risposta di un Vito Mannone molto bravo a chiudere anche la ribattuta di Aguero.
Finisce pari una partita che sinceramente avrei anche potuto non vedere.
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Il derby di Manchester che fa da finale all’edizione 2011 della Community Shield inizia subito su ritmi elevati.
In apertura di ripresa lo United prova a far intravvedere timidi segnali di reazione. Smalling manovra sulla destra e serve centralmente per Cleverley che la gira in area, di prima intenzione, in direzione di Welbeck. La punta cresciuta proprio nel settore giovanile dei Red Devils prova quindi a girare immediatamente di testa verso la porta, senza però inquadrare lo specchio.

Partita che inizia subito forte.
Reading che dopo un inizio di ripresa a spron battuto deve quindi cedere al cospetto di una squadra che si è dimostrata nel complesso superiore.
Facciamo un viaggio virtuale.
Complimenti a lui, che con le tre reti segnate in FA Cup è riuscito a sfondare il tetto delle 40 realizzazioni.
Il Galles prova a raddoppiare: dopo la qualificazione alla finale playoff
La ripresa si apre con un’altra occasione per Emmanuel-Thomas: Bothroyd scende da destra, converge e pennella di sinistro sul secondo palo dove il giovane scuola Arsenal colpsce male, mettendo a lato, per la disperazione di un Bellamy in borghese in tribuna.
Una paio di occasioni discrete per lo Swansea nei primi cinque minuti, una traversa colpita da McGoldrick – per il Nottingham – in contropiede al quinto.
La rete è comunque nell’aria, ma il Forest riesce solo a sfiorarla: al cinquantottesimo McGugan spara un destro di potenza assoluta su calcio piazzato, dal limite dell’area. Il pallone si schianta però sulla traversa.
Finale che, per altro, potrebbe essere giocata con un affascinatissimo derby gallese: stasera, difatti, il Cardiff affronta il Reading per definire la seconda squadra qualificata all’ultimo attimo di un campionato interminabile come quello della cadetteria d’Oltremanica.
Partono subito su buoni ritmi i ventidue in campo, che però faticano a creare vere occasioni pericolose.
Triste anche, in questo senso, vedere la fine fatta da Dzeko, che a Manchester sembra proprio non essersi ambientato: l’ex stella del Wolfsburg è infatti sotto utilizzato rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare relativamente ad un giocatore di questa qualità e quando gioca, come oggi, non sembra sentirsi propriamente a suo agio.
La prima azione realmente interessante del match arriva dopo sette minuti, quando Lampard verticalizza per Drogba che punta l’area arrivando, controllato mollemente da Djorou, al limite dell’area di rigore, dove libera un destro che si spegne però di poco a lato.
A
Chelsea
Malouda: 5


