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Handanovic, Silvestre, Palacio ed il riscatto di Guarin. Più quello probabile di Poli. Più le voci su Krasic, Lucas, Paulinho, Destro. Il segno di un’Inter che dopo le difficoltà post-Mourinho e post-Triplete vuole davvero rifondare da zero o quasi.
I protagonisti di quella storica stagione che si chiuse con i trionfi della primavera 2010 stanno infatti, piano piano, prendendo tutti un’altra strada.
Lucio si è già accasato altrove, a breve toccherà fare altrettanto a Stankovic, Julio Cesar e Maicon.
Ma non solo: nelle ultime due stagioni non hanno girato anche alcuni dei giocatori acquistati dopo quei grandi trionfi, come quel Diego Forlan che dopo le grandissime cose fatte vedere in Colchoneros ed in Nazionale ha bucato clamorosamente a Milano, trasferendosi dopo una sola stagione in Brasile.
E a partire, nei prossimi giorni, potrebbero essere anche Ranocchia e Pazzini. Due ragazzi che solo un anno fa erano arrivati a Milano circondati da grandissimo entusiasmo e salutati come il punto di partenza di una nuova Inter: giovane e soprattutto più italiana.
Le cose per loro, però, non sono mai andate benissimo.
L’attaccante ex Doria, ormai 28enne, è ancora alla ricerca del definitivo salto di qualità (che a questo punto potrebbe anche non avvenire mai). Giunto a Milano dopo le ottime cose fatte vedere in Liguria (48 goal in 87 partite ufficiali) sembrava dovesse solo confermarsi in una big, guadagnandosi così un posto fisso in nazionale.
All’Inter, però, il suo score parla di 19 goal in 60 partite. Non stupisce, quindi, che Prandelli l’abbia lasciato a casa all’ultimo Europeo.
Ranocchia invece è riuscito a vedere il campo solo una quarantina di volte, chiuso dai mostri sacri della difesa interista. Va detto che quando è riuscito a giocare le sue prestazioni non sono comunque state all’altezza di quella mezza stagione giocata a Bari prima dell’infortunio che lo incoronarono come colui che avrebbe dovuto raccogliere l’eredità di due mostri sacri come Nesta e Cannavaro al centro della difesa Azzurra (cosa che non gli è riuscita ancora oggi, con Barzagli, Chiellini e Bonucci che nelle gerarchie prandelliane gli stanno nettamente davanti).
Che fare, dunque, per provare a rilanciarsi?
Cambiare aria potrebbe essere la soluzione ottimale.
Intendiamoci, con Stramaccioni la nuova Inter potrebbe prendere una fisionomia molto diversa un po’ in tutti i sensi, rappresentando un trampolino per il rilancio di Pazzini e la consacrazione di Ranocchia.
Dopo diciotto mesi spesi male, però, entrambi i ragazzi potrebbero necessitare di una cambiamento drastico proprio per avere nuova linfa.
Il punto, nel momento in cui decidano di cambiare, sarebbe però trovare la squadra che più possa metterli in considerazione di rendere secondo le loro possibilità.
In questo senso sembra ormai comunque scontata la partenza di Pazzini, che giusto ieri sera ha detto di non sentirsi più parte integrante del progetto Nerazzurro.
Se davvero partirà non è ancora detto, ma ci sono voci che iniziano a paventare un’idea abbastanza particolare: scambio con lo juventino Krasic.
Uno scambio che potrebbe fare sicuramente bene all’Inter, che vedrebbe partire un giocatore assolutamente demotivato e potrebbe nel contempo rivitalizzare l’ala serba assolutamente atterrita dall’ultima – pessima – annata in Bianconero.
Ma che forse non sarebbe il top per Giampaolo, che rischierebbe di fare il doppione del già non titolarissimo Matri.
Il tutto, si intende, ad oggi. Perché qualora Matri partisse (si parla di un suo possibile inserimento nell’eventuale affare Jovetic) lo spazio potrebbe sicuramente aumentare.
In tutto questo, però, difficile che Pazzini potrebbe arrivare a Torino da pseudo titolare.
Ecco perché l’ipotesi tecnica migliore risulta essere quella che lo rivorrebbe sulla sponda Blucerchiata di Genova, dove il neo allenatore Ferrara ha speso parole molto positive nei suoi confronti.
L’ostacolo, in questo caso, sarebbe di tipo economico, con una valutazione del cartellino del ragazzo fuori portata ed un ingaggio assolutamente non in linea coi parametri della società dei Garrone.
La Sampdoria, però, potrebbe essere la squadra ideale in cui rilanciarsi: apprezzato dall’ambiente, amato dai tifosi, tornerebbe lì dove meglio ha saputo esprimersi in carriera. Certo, senza Cassano a fornirgli assist. Ma peggio che a Milano difficilmente farebbe.
Diverso invece il discorso inerente Ranocchia, anch’esso negli ultimi mesi accostato alla Juventus.

Che dopo le belle cose fatte vedere con Ventura a Bari, dove solo un infortunio non gli permise di chiudere un campionato giocato fin lì ad altissimo livello per strappare poi una partecipazione al Mondiale 2010, sta stentando un po’ a ritrovarsi.
Per lui siamo forse all’ultimo appello.
Ventiquattro anni, fondamentali importanti, deve esplodere. Ora o mai più.
Le squadre che si stanno muovendo con convinzione su di lui sono PSG e City. Entrambe straniere ma, guarda caso, entrambe allenate da due tecnici italiani, che conoscono quindi bene il suo valore.
E chissà che trasferendosi in una delle due il nostro non riesca a strappare un posto da titolare ed accumulare quell’esperienza anche internazionale che possa davvero portarlo ad affermarsi anche in Azzurro.
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Io spero davvero che Pazzini torni da noi, sono convinto che ha una tale voglia di rivincita che non potrebbe che fare bene, cosa che comunque ha fatto nei suoi primi 4 mesi nerazzurri…
Come sua destinazione vedo però solo la Samp ( o squadre del suo livello dove avrebbe il posto da titolare garantito ), andare alla Juve avrebbe poco senso, il problema come scrivi tu è legato all’ingaggio…
Ranocchia sarebbe un delitto farlo partire, l’anno scorso è stato particolare per tutta l’Inter, il ragazzo merita una seconda chance…ciao!
Concordo in toto.
Anche su Ranocchia. Che meriterebbe un’altra chance… ma che per il suo bene, forse, farebbe bene a partire.