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Archivio per 31 agosto 2011

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Nato 24 anni fa a Voorburg, Eljero Elia crebbe tra Ajax ed ADO Den Haag – dove esordì in prima squadra a 17 anni – per poi disputare un paio di buone stagioni al Twente, che gli valsero la chiamata dell’Amburgo.

Da qui, giusto in questi giorni, il passaggio alla Juventus, dove, con ogni probabilità, sarà l’ala sinistra titolare dell’attacco che Conte sta preparando per la nuova stagione.

Eljero che porta questo nome come tributo al cantante jazz Al Jarreau e che proprio come lo stesso è sicuramente dotato di un certo talento.

Rapidità e dribbling sono le sue armi migliori.
Come la grande scuola di esterni offensivi Oranje impone, infatti, Elia ama giocare largo per irridire l’avversario con finte e contro finte, sfruttando la propria velocità per mettere a ferro e fuoco le difese altrui.

Tutto bello, detto così.

Ma c’è un’altro lato della medaglia: Elia viene da un anno piuttosto triste, e non ha iniziato alla grande nemmeno questa stagione.

Se è vero che nella propria faretra sembra avere grandi colpi, infatti, è altrettanto vero che la continuità di rendimento non è esattamente il suo forte.

Come dico nel titolo, quindi, ci troviamo di fronte ad un crack o ad un bust?

E proprio nel pormi questa domanda mi torna alla mente un’altra ala di talento transitata qualche anno fa dalle nostre parti: Ricardo Quaresma.

Voluto fortemente da Mourinho per costruire il suo amato 4-3-3 Quaresma si presentò a Milano con un soprannome significativo: Mustang.

Cavalli sì forti, atletici e veloci, ma anche selvatici e difficili da domare.

Quaresma che quindi tenne bene fede al suo soprannome, mettendo in mostra qualche raro sprazzo della sua classe e dimostrando, soprattutto, di non potersi assolutamente adattarsi al nostro calcio.

Del resto quando firmò per l’Inter lo dissi ad alcuni amici tifosissimi dei Nerazzurri: “Con Quaresma in Italia qualcuno si divertirà di sicuro. O voi tifosi nel vedere i suoi numeri, o i tifosi delle altre squadre, che rideranno nel vedere quanto questo ragazzo vi farà penare con la sua disconuità”.

Detto-fatto.

E, appunto, la situazione di Elia un pochino mi ricorda quella di Quaresma.

Il talento c’è e non si discute.
Certo, non parliamo del miglior Giggs, ma si tratta comunque di un’ala che può far male.

Anche perché in un campionato sempre più povero di talento come il nostro ecco che Elia, sulla carta, è indubbiamente uno dei migliori interpreti del ruolo dell’intera Serie A.

Se riuscirà a trovarsi ed affermarsi, però.

Crack o bust?
Solo il tempo potrà dircelo.

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