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Archivio per 15 maggio 2011

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
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CRONACA

Scontro frontale nell’ultima di campionato.
Davvero thrilling il finale di stagione in Olanda: il Twente capoclassifica fa visita all’Ajax secondo nel corso dell’ultima giornata, con due risultati su tre disponibili per laurearsi campione.

Twente che però sembra non volersi accontentare e parte subito a spron battuto: Bryan Ruiz riceve palla in area e scarica un destro potente addosso a Vermeer, attento a non farsi superare dalla conclusione dell’avversario.
Al quinto Buysse rischia: intervenendo in anticipo su Sulejmani effettua infatti un appoggio di petto all’indietro, verso il proprio portiere, su cui rischia però di intervenire proprio l’ala serba, che per poco non approfitta della leggerezza dell’avversario per firmare la rete dell’1 a o.

La partita fa però fatica a decollare: l’Ajax cerca di imporre il proprio gioco, senza riuscire a trovare una circolazione di palla efficace.  Il Twente si difende infatti molto bene, senza lasciare grossi spazi agli avanti della squadra di casa.
Al diciannovesimo prima vera occasione della partita: bella azione dell’Ajax con Sulejmani che riceve al limite, scambia con un compagno e calcia di prima intenzione, di poco sopra la traversa. Per la disperazione di Frankie de Boer, che già pregustava la rete che rendesse, almeno virtualmente, il suo Ajax Campione d’Olanda.

La rete è comunque nell’aria e arriva poco dopo: al ventitreesimo Van der Wiel crossa sul secondo palo col pallone che attraversa tutta l’area per finire dritto sul piede di Siem de Jong, che sbuca alle spalle di tutti i difensori per battere Mihaylov!

E’ l’Ajax che continua a fare la partita: Anita, dieci minuti dopo la rete del vantaggio, libera De Zeeuw al tiro, senza però che il centrocampista Lancere riesca a trovare lo specchio di porta.
Al trentacinquesimo è però il Twente a portarsi vicinissimo al pareggio: Chadli scambia con Janssen all’altezza della trequarti e parte come un razzo sulla sinistra, centrando un pallone basso sul secondo palo dove non arriva, per pochissimo, l’accorrente Landzaat, che si sarebbe trovato tutto solo ed a porta sguarnita, pronto per firmare la rete che avrebbe riportato i Tukkers avanti in classifica.

Poco più tardi torna in avanti l’Ajax: Siem De Jong si allarga sulla sinistra favorendo l’inserimento di Lorenzo Ebecilio che dopo essersi infilato nelle maglie della difesa avversaria cerca di piazzare la palla sul secondo palo. La diciannovenne ala con già quindici presenze all’attivo quest’anno, però, colpisce male la palla, spedendola sul fondo.
Twente che gioca solo a sprazzi. In chiusura gli ospiti ci provano con Landzaat, che libera un bellissimo tiro da fuori che sfiora solo il palo alla sinistra di Vermeer.

In apertura di ripresa l’Ajax raddoppia: Van der Wiel porta il secondo cross dalla destra e Landzaat lo incorna in tuffo di testa, spedendolo imparabilmente alle spalle del proprio portiere.
Roba da Gialappa’s!

Nemmeno un minuto e Theo Janssen riporta in carreggiata i suoi realizzato un golazo da poco oltre il limite.

Al cinquantunesimo ci riprova l’Ajax: cross dalla sinistra con De Jong che riceve palla giusto in mezzo all’area, ma la colpisce di ginocchio spedendola alta.
Subito dopo i padroni di casa richiedono un calcio di rigore che però l’arbitro non concede per un’uscita un po’ così di Mihaylov.

La partita però torna ad addormentarsi. L’Ajax sembra accontentarsi, i Tukkers non riuscire ad incidere là davanti.
Al settantaseiesimo Roberto Rosales accelera sulla destra, penetra in area e pennella un bel cross per Chadli, che però non trova la rete.

A chiudere ogni discorso ci pensa quindi il solito De Jong, che riceve il filtrante in area da parte di Eriksen per battere poi l’uscita di Mihaylov con un tocco sotto misura.

COMMENTO

Partiamo da un presupposto: mi fa piacerissimo vedere Michel Preud’homme e Frank de Boer sulle panchine di due delle squadre più importanti d’Olanda.
Entrambi, infatti, furono miei idoli di gioventù, e vederli allenare già a così alto livello mi fa davvero piacere. Ad entrambi auguro ogni bene.

Detto questo, poi, devo anche ammettere che mi faccia davvero piacere aver visto imporsi il secondo. Perché da sempre l’Ajax ha un fascino particolare per me.

Vittoria, quella di questo match, che vale il campionato.

Twente che, bisogna dirlo, si è praticamente suicidato: con due risultati disponibili su tre Preud’homme schiera una formazione realmente troppo attendista. E per giocare in quel modo devi avere una preparazione tattica assoluta, oltre che i giocatori giusti per farlo.

Che l’ex portiere belga, evidentemente, non ha in quel di Enschede.

Partita piuttosto monotona nel complesso, comunque: l’Ajax per lunghi tratti fa la partita pur senza strafare, Tukkers praticamente mai pericolosi, se non in rari sprazzi di gioco.

Lanceri che si aggiudicano quindi la cinquantacinquesima edizione dell’Eredivisie, vincendo il trentesimo titolo complessivo (il Campionato Olandese esiste da prima del 1956) della propria storia, staccando il PSV ora lontano di ben nove imposizioni. La terza stella, quindi, è realtà.

Ajax che si qualifica di diritto alla prossima Champions, con il Twente che giocherà invece i preliminari della massima competizione europea.

TABELLINO

Ajax vs. Twente 3 – 1
Marcatori: 23′, 77′ S. De Jong, 47′ (og.) Landzaat, 48′ Janssen

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Negli ultimi giorni si vocifera con sempre maggior insistenza di un possibile sbarco di Andrea Pirlo a Torino, sponda Bianconera.

Regista dalle doti tecniche eccezionali, non lo scopriamo certo oggi, né tantomeno ha bisogno di presentazioni.

Di per sè il suo acquisto comporterebbe un notevole salto di qualità in mezzo al campo, perché giocatori come lui sono davvero rari al mondo, e certo non sono presenti nell’attuale rosa juventina.

Molti tifosi stanno però anche movendo dei dubbi riguardo ad un suo eventuale acquisto, anche in maniera tutto sommato legittima. Andiamo allora a vedere i pro ed i contro del possibile acquisto di uno dei migliori registi al mondo dell’ultima decade.
Partendo proprio dalle motivazioni che hanno portato qualcuno ad una sorta di alzata di scudi contraria al suo arrivo in Piemonte.

1. Stato fisico-atletico.

Questo è il punto principale attorno cui verte ogni discorso.
L’ultima stagione – dal Mondiale in poi, quantomeno – è stata disastrosa per Pirlo, in questo senso. Avendo ormai superato i trenta, per altro, le sue condizioni fisico-atletiche generali non potranno che andare scemando, per ovvie ragioni.

Prima di chiuderne un eventuale acquisto bisognerebbe quindi assicurarsi che il Milan se ne stia liberando per una questione più legata al peso del suo contratto ed al fatto che Allegri non sembra voler puntare su di lui per il Milan del futuro piuttosto che per il fatto che possa essere ormai alla canna del gas.

E’ probabile, comunque, che sia proprio una questione tattica l’addio di Pirlo al Milan. Perché in effetti, guardando come sono andate le cose in questa stagione, pare che Allegri voglia costruire una linea di centrocampisti con caratteristiche differenti rispetto alle sue.
Che, insomma, si troverebbe a non avere più spazio, magari avendo però ancora diverse cartucce da sparare.

2. Contratto troppo oneroso.

Una volta appurato il suo stato fisico, e ponendo che la risposta in tal senso sia positiva, è logico che ci si deve preoccupare del contratto.
Questo è sicuramente un punto cruciale del discorso.

Tempo fa sentivo si paventava di un possibile quadriennale da cinque milioni di euro netti l’anno. Cosa globalmente piuttosto assurda per un giocatore di quest’età, a maggior ragione reduce da una stagione come la sua.

Proprio perché fondamentalmente non si possono avere garanzie né relativamente al suo rendimento ne breve periodo né a quello relativo il suo rendimento nel medio-lungo periodo non si può che cercare una soluzione diverse.

In questo senso due potrebbero essere le vie percorribili: o, se il giocatore non abbassa la richiesa annua, proporgli un biennale, da andare poi a ridiscutere tra un paio d’anni, o, ancora, offrirgli un quadriennale, ma o a cifre più basse o, quantomeno, a scalare.

Che possa guadagnare cinque milioni il primo anno, laddove si verifica che il suo stato fisico-atletico globale è effettivamente buono, ci può stare. Che possa guadagnare la stessa cifra anche fra quattro anni no, però. E se è giusto che giocatori giovani o nel pieno della carriera chiedano contratti “a crescere” è anche giusto che calciatori che sono ormai agli ultimi anni ad alto livello si accontentino di una soluzione di questo tipo.

3. Età non più verde.

Tra quattro giorni compirà trentadue anni. Età certo non confortante, potremmo dire.
Nel contempo, però, la sensibilità di piede non la perdi né a trenta né a quarant’anni, quindi da quel punto di vista si potrebbe essere in una botte di ferro.

Tutto, e ci ricolleghiamo al punto uno, ruota sempre attorno alla condizione atletica. E quella sì inizia a decrescere man mano dopo i trent’anni.
Però certo, ad ognuno il suo ritmo. E Andrea un paio d’anni ad alto livello li può ancora fare assolutamente, sulla carta.
E Anzi, di per sè quello dell’età è un problema che ha anche un’altra faccia della medaglia, in questo caso positiva.

4. Non si può costruire la squadra attorno ad un giocatore di 32 anni.

Il ragionamento di per sè potremmo anche dire che non faccia una piega.
Un giocatore di trentadue anni non potrà giocare al top per molto tempo ancora, ed andare ad impostare i propri piani tattici tutti attorno a lui potrebbe voler dire stravolgere tutto nell’arco di un paio d’anni massimo, quando cioè questo giocatore finirà di poter garantire una presenza pressoché costante ad alto livello.

Bene.
Detto ciò va però sottolineata una questione dal mio punto di vista ancora più importante di quella appena citata: esiste una cosa chiamata programmazione, che può permettere tranquillamente di ovviare a questo problema.

E’ indubbio dire che Pirlo non può essere il centro di un progetto a lungo termine. E’ altresì vero, però, che se si decide di prendere Pirlo per impostare la squadra in un determinato modo si può poi altresì decidere di portare avanti questo progetto anche dopo di lui.

Del resto se è vero come è vero che giocatori con la sua qualità lì in mezzo si contano sulle dita di una mano è altresì vero che ci sono altri registi assolutamente degni di ricoprire il ruolo e che potrebbero comunque, pur senza raggiungere le sue punte di qualità, non farlo rimpiangere.

E allora programmiamo.
Se io fossi Marotta potrei tranquillamente acquistare Pirlo cercando di accordarmi per un quadriennale a scalare, con quest’ottica: ho un paio d’anni di margine in cui il giocatore dovrebbe garantirmi un salto di qualità notevole. Due anni per lavorare sul mercato alla ricerca di un giocatore, possibilmente più giovane, che lo sostituisca. Magari acquistandolo il prima possibile, così da affiancarlo a lui e farlo crescere sotto le sue ali, andando ad inserirlo gradualmente al suo posto.

Impossibile?
Non direi.

Intendiamoci: io personalmente sono a favore del fatto che si debba puntare sui giovani. Ma credo pure che la cosa debba essere ragionata, non certo dissennata.
E se hai la possibilità di acquistare a parametro zero un giocatore con questa qualità… beh, sarebbe piuttosto delittuoso non approfittarne!

 

Riassunti – e almeno in parte messi in discussione – i principali punti che vengono espressi da chi è contrario al suo acquisto andiamo a vedere anche quali potrebbero essere i punti a favore relativamente ad un suo possibile acquisto.

1. Salto di qualità tecnico notevole.

Non ci si può nascondere dietro ad un dito.
La qualità tecnica di Pirlo è assolutamente incontrastata nel nostro campionato, per ciò che riguarda il reparto nevralgico del campo.

Al mondo, del resto, i registi di qualità paragonabile si possono davvero contare sulle dita di una mano.

Certo, se nel 2006 molti lo consideravano il migliore al mondo nel suo ruolo oggi, anche per via del fatto che è reduce da una pessima stagione, non è più così. Ma resta comunque nel novero dei migliori. E non potrebbe essere altrimenti, data la tecnica sopraffina.

In più se si legge la rosa di centrocampisti a disposizione di mister Delneri appare chiarissima la differenza di potenziale.

2. Fautore di gioco in mezzo al campo.

In sè questo punto è correlato al primo.
Ma al di là del salto di qualità a livello tecnico si tratta proprio anche di un diverso approccio tattico ai match.

Più qualità, ok. Ma soprattutto un giocatore capace di dettare davvero i ritmi.

Chi ha guardato qualche partita della Vecchia Signora nel corso di quest’anno avrà sicuramente notato come mancasse proprio una fonte di gioco. Aquilani ha iniziato benino il campionato, salvo poi perdersi abbastanza. E nessun altro giocatore della Juve è stato in grado – non avendone le qualità – di porsi come costruttore della manovra.

Bug che sarebbe risolto col suo arrivo.

3. Conoscenza del campionato italiano.

Acquistare dall’estero ha aspetti positivi – come i costi spesso più bassi – e negativi.
Proprio per ovviare ad un aspetto negativo, cioè al fatto che chi arriva da fuori non conosce il campionato e avrà sicuramente bisogno di adattarsi, si può puntare su chi la Serie A la conosce bene.

Come Andrea Pirlo, che da questo punto di vista sarebbe assolutamente una garanzia.

4. Esperienza e mentalità vincente.

E questo si ricollega al punto quattro.

Acquistare un giocatore di 32 anni, quando si tratta di Andrea Pirlo, significa inserire in squadra un giocatore dalla grandissima esperienza e soprattutto con una mentalità vincente già ben formata.

Del resto quanti altri giocatori possono dire, come lui, di aver vinto praticamente tutto in carriera?

Spesso sento tifosi juventini lamentarsi del fatto che la squadra, dopo calciopoli, ha visto disgregarsi la propria mentalità vincente.

Cosa assolutamente non falsa.
E per ricostruire questa mentalità è necessario proprio puntare su chi l’ha già acquisita.

Come Andrea Pirlo…

 

Insomma, personalmente sarei molto più cauto nel giudicare il possibile acquisto di questo giocatore.
Certo, le incognite restano. Ma dopo una serie di anni in cui sono stati nettamente più i mezzi giocatori rispetto ai giocatori di alto livello che sono stati acquistati… credo sarebbe il caso di prendere il possibile arrivo di un giocatore come questo con ben altro spirito.

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