Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________
CRONACA
Due soli minuti e la difesa italiana si dimostra subito un po’ approssimativa, lasciando ad Holtby lo spazio per calciare a rete dal limite. Palla alta, però, e pericolo sventato per Pinsoglio.
Altri cinque minuti ed arriva la seconda conclusione tedesca, questa volta su stop sbagliato da Fabbrini all’interno della propria trequarti. Palla a lato, con Pinsoglio comunque attento e vigile.
L’Italia non gioca male, ma sono i tedeschi a rendersi costantemente più pericolosi. Sino al tredicesimo, quando Holtby sfrutta un errore difensivo azzurro per portarsi in area freddando poi l’ex Primavera Juve.
Germania che non ne ha abbastanza. Cinque minuti ed è Mlapa a mettersi in mostra: liberato da un cambio gioco sulla destra il colored tedesco parte dritto per dritto cercando poi la porta con un diagonale con cui spedisce però palla a lato.
Mlapa che poco più tardi si renderà ancora pericoloso effettuando un tiro-cross dalla sinistra che attraversa tutta l’area di rigore senza che nessuno riesca ad arrivare sulla palla.
Italia che dopo un inizio discreto inizia a non essere più in grado di costruire gioco con efficacia. Il tutto fino al venticinquesimo quando Faraoni, D’Alessandro e Macheda costruiscono una bella azione sulla fascia crossando un pallone solo sfiorato da Paloschi, con la palla che viene poi liberata dalla difesa tedesca.
Per non dire ciò che succede due minuti più tardi: Fabbrini entra in area da sinistra e scarica su Macheda che gli rende palla con uno splendido colpo di tacco. Tutto solo davanti al portiere, quindi, Fabbrini invita all’uscita l’estremo difensore avversario per mettere in mezzo un pallone su cui non piomba però nessuno. Davvero un peccato, splendida azione – ed occasione – sprecata.
Macheda che si ripete alla mezz’ora, questa volta con D’Alessandro: sul tacco di ritorno della punta doriana l’esterno scuola Roma finisce però con l’essere fermato dalla robusta difesa tedesca.
Germania che parte quindi in contropiede con Holtby, chiuso però splendidamente dal ritorno di Crescenzi, piccolo ma tosto e decisissimo in ogni contrasto.
Al trentatreesimo sono i padroni di casa ad avere un’ottima occasione: il terzino destro scatta sul filo del fuorigioco venendo servito splendidamente da un compagno ma centrando poi un pallone molle che è chiuso bene in angolo dalla nostra difesa.
Quattro minuti e torna a farsi vedere l’Italia con Fabbrini che converge in area da sinistra per calciare poi senza la giusta potenza, trovando la pronta risposta di Trapp.
Altra bella giocata al quarantesimo: Crescenzi spinge in fascia per imbeccare poi Fabbrini che dopo essersi liberato con una bella finta del diretto marcatore centra una palla bassa su cui piomba Paloschi che la appoggia di prima intenzione in direzione di Macheda, il cui tiro a giro non trova però lo specchio di porta.
Un altro paio di minuti ed un bel break centrale di Crisetig mette in movimento Macheda che nel saltare l’avversario si allunga però leggermente il pallone, favorendo l’uscita di Trapp.
In apertura di ripresa occasionissima per Holtby che servito da Vukcevic può battere una sorta di rigore in movimento su cui è però bravissimo Pinsoglio ad intervenire, sventando la grande occasione tedesca.
Al decimo Romizi recupera una gran palla a centrocampo mettendo in movimento il proprio attacco con Paloschi che arriverà alla conclusione da dentro l’area, venendo però stoppato dall’uscita bassa portata tempestivamente dall’estremo difensore avversario.
Al tredicesimo si riprone un po’ la stessa situazione di pochi minuti prima: Vukcevic scende sulla destra e pesca Holtby sul secondo palo la cui conclusione di prima intenzione trova però la pronta respinta di un sempre attentissimo Pinsoglio.
Un minuto e Gundogan effettua un calcio di punizione a scavalcagare la difesa con cui mette in movimento lo stesso capitano tedesco che parte in posizione regolare per andare a battere Pinsoglio, che questa volta può solo toccare il pallone senza però riuscire a respingerlo con efficacia.
Al ventiquattresimo tornano a farsi vedere i tedeschi che si rendono pericolosi ancora dalla sinistra con Difavi che è liberato dalla sponda di Sukuta-Pasu venendo però chiuso da Pinsoglio.
Sul ribaltamento di fronte grandissima sgroppata di Borini che dopo una fuga di sessanta metri palla al piede si porta a tu per tu col portiere avversario, calciando però malamente a seguito di un cattivo rimbalzo del pallone.
Alla mezz’ora arriva però il meritato goal azzurro: Gabbiadini entra e dopo nemmeno trenta secondi riceve palla da Saponara al limite, controllo perfetto e grande diagonale a battere Kevin Trapp per il 2 a 1.
Due minuti e lo stesso Gabbiadini verticalizza bene per Borini, che però non riesce ad arrivare sul pallone venendo anticipato dall’uscita di Trapp.
Bella, sul fronte opposto, un’azione orchestrata sulla destra con Sukuta-Pasu che tenterà di cercare la rete con un colpo dello scorpione che però non gli riuscirà. Palla quindi a Difavi il cui diagonale si spegnerà sul fondo.
Al trentanovesimo Fabio Borini si fa un grandissimo regalo di compleanno: la punta ex Chelsea si muove benissimo in area liberandosi di ogni marcatura per svettare ed incornare in diagonale trovando la rete del pareggio.
Nemmeno un minuto e Gabbiadini cerca la terza rete: il suo diagonale da sinistra è però respinto coi pugni da Trapp.
Non ci sarà però più il tempo di trovare una terza rete, né da parte tedesca né da parte italiana. E il match finirà così in pareggio.
COMMENTO
Nel guardare questo match hai la forte impressione di come in linea generale i tedeschi siano più maturi dei nostri connazionali.
Perché la qualità non manca certo né dall’una né dall’altra parte, a fare la differenza sembrano altri aspetti. Tra cui quello fisico-atletico.
Differenza che in questo senso diventa imbarazzante qualora si vada a confrontare il togolese – di origine – Mlapa con uno qualsiasi dei nostri ragazzi.
Anche sotto l’aspetto emotivo, comunque, si può notare una certa differenza di maturità.
Tecnicamente invece i nostri tengono botta: Crisetig, Crescenzi, Macheda e Fabbrini su tutti, difatti, non sembrano avvere assolutamente nulla in meno rispetto ai pari età tedeschi sotto questo profilo.
Italia che pare denotare i maggiori problemi in fase difensiva, per quanto anche dalla cintola in su le cose non vadano alla grande. Se dietro si subisce qualcosa di troppo, difatti, davanti i nostri ragazzi faticano a costruire gioco in maniera continuativa, affidandosi più che altro alle fiammate dei singoli.
Parlando dei singoli mi ha destato ottima impressione Holtby, indubbiamente MVP del match: il capitano tedesco ha difatti dimostrato di essere giocatore di grande qualità, nonché trequartista in grado di risultare decisivo anche sotto porta. Due reti per lui, che sarebbero potute essere quattro se un grandissimo Pinsoglio – migliore in campo per gli Azzurrini – non avesse effettuato un paio di miracoli.
Interessantissimo, sul fronte tedesco, anche il colored Mlapa: una forza fisica come la sua è assolutamente un fattore a livello di calcio giovanile e se trasposta anche tra i pro può davvero aiutarlo a fare carriera.
Per ciò che riguarda i nostri colori bene invece oltre al già citato Pinsoglio anche Crescenzi, terzino sinistro che dimostra di saper fare alla grande entrambe le fasi di gioco.
Prestazione solo discreta, invece, per Crisetig, che però – è un 93, giova ricordarlo – dimostra ancora una volta grandissimo potenziale. Lo stesso dicasi per Fabbrini, non devastante come capitato in passato ma comunque dotato di un bagaglio tecnico notevolissimo. Se saprà supportare il tutto con una “testa” all’altezza il gioco sarà praticamente fatto.
Mi impressiona poi sempre, ogni volta che lo vedo, il buon Romizi: motorino tuttofare di centrocampo che potrà rivelarsi realmente prezioso in questo nuovo corso (e davvero non capisco come possa giocare solo in Lega Pro).
Bene anche le due punte subentrate, Gabbiadini e Borini. Oltre ad avere segnato le due reti che sono valse il pareggio hanno dato anche molta più verve al nostro attacco.
Per il resto nulla di particolare da segnalare.
In particolare un’impressione non buonissima, relativamente alla sola prestazione odierna s’intende, me l’hanno lasciata, per motivi diversi, Faraoni, Mori, Caldirola, D’Alessandro e Paloschi.
Il primo ha dimostrato di essere terzino interessantissimo in fase di spinta ma piuttosto impreciso nelle chiusure, laddove ha lasciato in più occasioni a desiderare. I due centrali, poi, hanno subito tantissimo la prestanza fisica degli avversari, in particolar modo. D’Alessandro e Paloschi, infine, non hanno inciso quasi per niente sul match, limitandosi al compitino (o poco meno, dato che personalmente reputo la loro prestazione non sufficiente).
Nel complesso comunque un pareggio prezioso che servirà ad accrescere ulteriormente la fiducia in questi ragazzi.
Dopo il fallimento dell’ultimo biennio c’è assolutamente bisogno di ritrovare un’under 21 all’altezza della nostra grande tradizione.
TABELLINO
Germania vs. Italia 2 – 2
Marcatori: 14′, 59′ Holtby, 75′ Gabbiadini, 84′ Borini
Germania (4-2-3-1): Trapp; Jantschke, Kirchhoff, Neumann, Ostrzolek; Rudy, Vogt; Vukcevic, Holtby, Mlapa; Lasogga. All. Adrion. A disposizione: Bauman, Sobiech, Difavi, Sukuta-Pasu, Hornschuch, Jung, Schindler, Radjaball.
Italia (4-4-2): Pinsoglio; Faraoni, Mori, Caldirola, Crescenzi; D’Alessandro, Marrone, Crisetig (45′ Romizi), Fabbrini (45′ Misuraca); Paloschi, Macheda. All. Ferrara. A disposizione: Bardi, Rossi, Biraghi, Donati, Camporese, Soriano, Borini
Arbitro: Borski (Pol)
La Repubblica, infatti, propone una sorta di giochino con cui passare un po’ di tempo: andate
Slovenia vs. Italia 0 – 1
Nel corso di questa stagione ho avuto modo di seguire in più occasioni il City di Mancini. L’ultimo loro match che ho potuto vedere risale proprio a domenica quando
Niente Europei per l’under 17 di Pasquale Salerno, che buca la Fase Elite raccogliendo due soli punti in tre partite, collezionando, di fronte al proprio pubblico, una figura non propriamente bellissima.
I suoi ragazzi hanno giocato tre partite molto diverse tra loro. A nostro avviso, il rimpianto maggiore deriva dal fatto che, probabilmente, abbiamo dimostrato proprio contro i vincitori del girone le nostre migliori qualità, pagando tutto sommato solo due disattenzioni difensive.
Due curiosità su questa esperienza. La prima: ha proposto lei alla Federazione lo splendido scenario salentino, da oritano doc? A Brindisi ancora la ricordano con grande piacere, da generoso mediano protagonista di una storica promozione in Serie C1 nel 1984-85…
e Slovenia, poi nel corso di questi mesi ha voluto testare tanti nomi nuovi come lo juventino Padovan, l’atalantino Cais, Centrella, Ingretolli, Marsura e il palermitano Zerbo. Ha trovato difficoltà ad individuare una coppia d’attacco “fissa”, c’è qualcuno che magari l’ha delusa sul piano realizzativo o semplicemente ha voluto dar spazio a tanti ragazzi a seconda dell’importanza degli impegni?
Quali sono le prospettive e le sue intenzioni nell’immediato? Comincerà a preparare da subito la strada verso gli Europei 2012, convocando ragazzi del biennio 1995-1996 piuttosto che del 1994 per amalgamare il nuovo gruppo che verrà? Oltre a Lezzerini, Tassi, la novità Capezzi e il pre-convocato Alessio Romagnoli, ci sono interessanti prospetti in quella fascia d’età come Simone Perilli, i bergamaschi Barlocco e Cortinovis, i pescaresi Savelloni e Di Benedetto, i granata Aramu e Perugini, il classe ’96 Francesco Di Mariano e l’empolese Emanuele Rovini, tra gli altri.
E’ doveroso rimboccarsi le maniche e lavorare sodo affinché s’inverta celermente la rotta e si rovesci questa sorta di inerzia negativa, senza crogiolarsi sugli allori del passato o arroccarsi su posizioni troppo conservatrici. Paradossalmente, credo che l’ultimo Mondiale vinto ci abbia portato più svantaggi che vantaggi in termini progettuali; se è vero che fu una vittoria di cui andare giustamente orgogliosi, è altrettanto doveroso ricordarsi che da allora sono passati cinque anni, e tanta acqua sotto i ponti… Soprattutto perché, ribadisco, intanto gli altri movimenti calcistici sono cresciuti vorticosamente e non si sono certo fermati ad aspettarci o applaudirci. Ad ogni modo, non è mai troppo tardi per risollevarsi, e non credo che un atteggiamento disfattista aiuti ad affrontare meglio le problematiche. Abbiamo sicuramente alcuni tra i migliori talenti al mondo qui in Italia, è ora di far giocare in Prima Squadra i nostri giovani senza andare a pescare troppo nei giardini dei vicini.
Alla fine ce l’hanno fatta. Pea ed i suoi ragazzi hanno saputo regalare all’Inter la sesta imposizione viareggina della propria storia, al termine di un Torneo giocato su livelli realmente molto alti. Difesa ferrea, centrocampo eclettico, attacco devastante. Ecco la ricetta della vittoria nerazzurra.
Partono subito su buoni ritmi i ventidue in campo, che però faticano a creare vere occasioni pericolose.
Triste anche, in questo senso, vedere la fine fatta da Dzeko, che a Manchester sembra proprio non essersi ambientato: l’ex stella del Wolfsburg è infatti sotto utilizzato rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare relativamente ad un giocatore di questa qualità e quando gioca, come oggi, non sembra sentirsi propriamente a suo agio.
Al cinquantesimo bella iniziativa di Del Piero che si allarga a destra andando a trovare il fondo per crossare un bel pallone nel mezzo laddove Aquilani viene però anticipato dal solito Zambelli.
Dal canto loro le Rondinelle dimostrano invece, specialmente nei primi quarantacinque minuti, di non meritare la brutta posizione di classifica che occupano: squadra capace di mettere sotto praticamente per l’intero primo tempo gli avversari con un gioco ragionato per quanto poco incisivo.
Ieri notte si è consumata in quel di Ibarra
Il punto centrale è che tutto il can can attorno alla visita di Piazon a Torino fu creato proprio dai media. Quelli stessi media che ora gettano fango addosso ad una dirigenza incapace, secondo loro, di chiudere un acquisto praticamente fatto e sbandierato da più parti.
E qui aprirei una piccoli parentesi che con Piazon centra solo relativamente: di paragoni astrusi ne ho sempre letti tanti, la maggior parte dei quali basati proprio su fattezze fisiche, nazionalità ed altre sfumature di questo tipo.
E dopo averlo visto giocare ieri un’idea del perché me la sono fatta.
