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La Viola inizia subito meglio, con il giovane Babacar che dopo tre minuti di gioco calcia con potenza da fuori, senza però trovare la via di porta.
Babacar che ci riproverà all’undicesimo, colpendo la traversa. Sul passaggio di Montolivo, però, la punta senegalese si trovava appena oltre la linea di fuorigioco, prontamente ravvisato dalla terna arbitrale.
Al quarto d’ora Cerci sfonda sulla destra, ma il suo cross basso è murato in angolo dalla difesa bresciana.
L’ala scuola Roma si rende poi pericolosa due minuti più tardi, effettuando un cross per Gilardino il cui colpo di testa viene però alzato in angolo da Sereni.
Al ventesimo il binomio Cerci-Gilardino colpisce, ma la punta Campione del Mondo nel 2006 era partita in fuorigioco, vedendosi quindi annullare la rete del vantaggio.
Nell’occasione resta anche a terra Sereni, che si vedrà calpestato il polso da Gilardino, che gli camminerà sopra involontariamente. Fasciatura alla mano e via, l’ex portiere dell’Ipswich Town potrà continuare a mantenere il suo posto tra i pali.
Alla mezz’ora, però, Diamanti estrarrà dal cilindro una magia che gelerà il sangue nelle vene di ogni tifoso Viola accorso sugli spalti quest’oggi: entrato in area di rigore da destra si sposterà la palla sul sinistro per poi effettuare un tiro a giro che s’infilerà sul secondo palo, bucando un Boruc impossibilitato a raggiungere quel pallone.
E la Fiorentina accuserà tantissimo il colpo a livello morale.
A suonare la carica ci penserà quindi ancora una volta Alessio Cerci, che al trentacinquesimo ci proverà di sua sponte: discesa sulla destra, conversione al centro e sinistro dal limite, parato però piuttosto facilmente da Sereni.
Negli ultimi dieci minuti del primo tempo la Viola continuerà quindi a cercare la via del goal, ma senza creare veri grattacapi alla linea difensiva bresciana.
Così nel recupero il Brescia raddoppia, ancora con una prodezza balistica: Cordova si presenta sul punto di battuta di una punizione che indirizza a filo del primo palo, laddove Boruc non riesce ad arrivare nonostante il tuffo.
In apertura di ripresa bel numero di Gilardino che si muove benissimo nello stretto battendo Sereni ma trovando il salvataggio sulla linea di un difensore bresciano, a negargli la gioia della rete.
Al cinquantacinquesimo, invece, il Gila non arriva puntuale all’appuntamento col cross effettuato da Santana, sprecando una ghiottissima occasione per trovare il goal.
Al settantesimo Babacar sfonda centralmente e calcia di mezzapunta esterna, non riuscendo però a dare forza al proprio tiro, bloccato da Sereni.
Un paio di minuti più tardi arriva quindi il tanto agognato goal Viola: De Silvestri crossa da destra, Gilardino anticipa il diretto marcatore e gira a fil di palo, con Sereni che non riesce ad intervenire con efficacia sul pallone.
A quel punto il Brescia tira i remi in barca e la Fiorentina prende possesso del campo. Così a cinque dal termine Babacar entra in area dopo un uno-due con un compagno e calcia d’interno cercando il palo lungo, trovando però la pronta respinta di Sereni.
Sul pallone piomba quindi Santana, che firma il pareggio con il più classico dei tap-in.
Il Brescia a quel punto esce dalla partita: lancio lungo della Fiorentina con Gilardino che effettua una sponda per Ljajic, tutto solo poco entro l’area. Giusto il tempo di prendere la mira ed ecco esploso un gran destro in direzione dell’incrocio, assolutamente imparabile per Sereni. E’ il 3 a 2 che ribalta un match che sembrava chiuso all’intervallo.
Rimonte di questo tipo restano nella memoria dei tifosi per lungo tempo.
Perché la Fiorentina inizia meglio ma viene punita dall’invenzione di Diamanti, per poi trovare la morte apparente, sportivamente parlando, sulla prodezza balistica di Cordova, che sembra chiudere il match.
Nella ripresa, però, i Viola continuano a crederci e sfruttando l’atteggiamento di Beretta, che leverà entrambe le sue punte per provare a contenere meglio la manovra di casa, andranno via via a guadagnare campo, finendo, grazie a Gilardino, Babacar, Santana e Ljiajic, a ribaltare un risultato che al termine della prima frazione di gioco sembrava davvero non poter mutare nella sostanza.
Fiorentina
Boruc: 5,5
Sul primo goal può pochino, sul secondo non dimostra la giusta reattività né un’adeguata forza nelle gambe che possa portarlo a raggiungere il pallone con efficacia. Dovrebbe non far rimpiangere Frey, ma non si può dire ci riesca.
De Silvestri: 6
Buona prestazione dell’ex capitano dell’under 21 Azzurra, che forte di un atletismo di primissimo livello ara bene la propria fascia, con grande continuità.
Gamberini: 6
Prestazione senza infamia né lode per un centrale che negli ultimi due anni ha un po’ calato il proprio livello di gioco.
Camporese: 6,5
Solo diciotto anni ma talento da vendere e tranquillità da veterano per l’ex capitano degli Allievi Viola Campioni d’Italia. Ora c’è solo da augurarsi che non si bruci come tanti altri giovani di livello prima di lui, perché ha un posto in nazionale già pronto ad aspettare la sua crescita calcistica!
Pasqual: 5,5
Se Boruc può poco sul primo goal è soprattutto per colpa sua: non si può lasciare Diamanti penetrare così facilmente in area di rigore. E soprattutto, una volta lì, non gli si può permettere di portarsi la palla sul sinistro, né si può lasciargli tutto quello spazio per la conclusione.
Cerci: 7
Sarebbe quasi sicuramente lui il migliore in campo, non fosse costretto ad uscire dopo un grandissimo primo tempo in cui è l’unico, in maglia viola, a prendersi la responsabilità di portare il pallone.
(Dal 45′ D’Agostino: 6
Fa il suo senza strafare, non venendo certo aiutato dalla prestazione non brillantissima dei propri compagni di reparto.)
Donadel: 5,5
Solito lavoro oscuro per lui.
(Dal 58′ Ljajic: 6,5
Col suo ingresso la manovra Viola acquisisce più fluidità. Firma poi il goal della vittoria.)
Montolivo: 5,5
Da lui ci si aspettano ben altri colpi. Ma oggi appare essere sottotono soprattutto a livello fisico.
(Dal 79′ Marchionni: s.v.)
Santana: 7
Grande intensità per l’ala argentina, che offre diversi palloni ai compagni per firmare poi da par suo, in tap-in, la rete del momentaneo pareggio che dà ai suoi la forza di dare l’ultima, definitiva stoccata.
Babacar: 6,5
Ci mette tanta voglia il giovane senegalese, che però ha ancora palese lacune a livello esperitivo e dovrà quindi ancora crescere molto per poter sviluppare appieno il suo comunque significativo potenziale.
E’ proprio lui, tra l’altro, a propiziare il goal del pareggio.
Gilardino: 6,5
Un goal, un assist ed un altro paio di azioni interessanti. Il Gila, si sa, non è uomo che può pungere con continuità, ma quando è messo in condizione di fare male difficilmente si tira indietro.
Brescia
Sereni: 5,5
Si fa male in uno scontro con Gilardino, ma stringe i denti e resta in campo. Personalmente, vedendo com’era ridotta la sua mano, l’avrei tolto per inserire il giovane Leali.
Alla fine paga lo scotto della botta subita, laddove avrebbe dovuto fare molto di più in occasione della prima rete dei padroni di casa.
Berardi: 6
Contiene alla bell’e meglio il più in palla degli avversari.
Zebina: 6
Grande esperienza, si disimpegna con sufficienza contro due avversari abbastanza ostici.
Zoboli: 5,5
Disattento in un paio di occasioni.
Dallamano: 6
Parte molto male, soffrendo tantissimo Cerci. Poi l’avversario cala sulla distanza, e lui si riprende.
Filippini: 6,5
Solito instancabile motorino di centrocampo.
Cordova: 7
Tecnica che meriterebbe forse altri palcoscenici. Su calcio piazzato può risultare essere un fattore in qualsiasi momento.
Kone: 6
Molto grintoso ma poco incisivo.
Diamanti: 6,5
Bel goal, favorito anche dalla deviazione di Pasqual. E’ lui il giocatore con più qualità là davanti ed è dai suoi piedi che bisognerà far passare il tentativo di salvezza.
(Dal 79′ Zambelli: s.v.)
Eder: 5
Si vede poco, e quando si vede non combina molto di più.
(Dal 71′ Lanzafame: s.v.)
Caracciolo: 5,5
Fa la boa là davanti, senza però creare grossi grattacapi alla retroguardia Viola.
(Dal 62′ Baiocco: 5,5
Entra per dare nerbo al centrocampo ma si perde un po’ nel marasma che viene a crearsi sul finire di partita, quando il Brescia tira troppo i remi in barca.)

valuto il Brescia che ho guardato più attentamente… imho Berardi non è stato sufficiente (aveva anche fatto un rigore non dato su Montolivo), Zebina è un terzino, da centrale con l’andare delle partite sempre peggio, Zoboli ok, non si può volere di più da un difensore non di categoria, Dallamano immagino sia tuo cugino per dargli sei visto che da quella parte loro hanno fatto quel che volevano… in mezzo Kone sarebbe da 5 ma non è colpa sua se gioca fuori ruolo, per me 5.5, Filippini si salva, Cordova da altri palcoscenici? ma soprattutto da squadre che possono permettersi un play davanti alla difesa che praticamente è nullo in fase di non possesso, Diamanti il solito incompiuto, Eder ha dovuto sacrificarsi e poi è stato messo a fare il centravanti per meno di 10′… io lo salvo, così come salvo Caracciolo che tuttavia continua a dimostrare di non essere un centravanti da serie A nel senso che in A serve uno che si sbatta, difenda e segni. altri lo fanno, lui no.
Dallamano ha giocato una partita discreta. Se Cerci fosse rimasto in campo tutta la partita probabilmente il commento giusto sarebbe stato “calamità”, ma nel complesso lo salvo.
Cordova meriterebbe altri palcoscenici per la qualità che ha ma sono il primo a riconoscere il fatto – seguendolo da ben prima che sbarcasse da voi – che è tra i giocatori più discontinui che abbia mai visto, oltre ad avere una fase di non possesso quantomeno rivedibile.
Non a caso una volta si disimpegnava diversi metri più avanti…
Ma, ripeto, a livello di qualità è giocatore a mio modo di vedere da sempre molto sottovalutato.
Poi il “meriterebbe altri palcoscenici” è un modo di dire, ovviamente. Dato che dalle vostre parti ci sono passati pure Baggio e Guardiola…
Eder era fuori posizione ma va valutato rispetto a quanto ha fatto. Essere fuori posizione è sicuramente un’attenuante, ma per quello che mi riguarda è stato comunque il peggiore in campo.
Caracciolo invece non ha nemmeno quell’attenuante, e personalmente non merita la sufficienza.