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CRONACA
La partita inizia su ritmi abbasanza brillanti, ma senza che le due squadre riescano a pungere con incisività.
Il tutto fino all’undicesimo, quando un’uscita a vuoto di Arcari, forse ingannato dal vento che pare rallentare notevolmente il cross di Campagnaro, mette in grave affanno la retroguardia bresciana, che riesce comunque in qualche modo a liberare l’area di rigore.
Le due squadre sono comunque troppo impegnate a fronteggiarsi in mediana per riuscire a costruire azioni pericolose. Tra le due compagini è comunque quella ospite a manovrare con più efficacia, e sono sempre loro che al sedicesimo appena scoccato vanno vicino al goal quando Lavezzi effettua un tiro dal limite che quasi scheggia il palo alla destra dell’estremo difensore lombardo.
Due primi e mezzo ed è Sosa a provarci, questa volta di testa. Sulla sua incornata, alta, l’arbitro vede un tocco di Arcari, che rivedendo le immagini non sembrerebbe esserci. Dal presunto corner fantasma non ne esce comunque nulla di importante, con i padroni di casa che non hanno quindi di che recriminare.
Al venticinquesimo si fanno vedere i padroni di casa: Hetemaj ruba una palla a metà campo pressando Yebda e rilanciando, con la sua scivolata, il veloce contropiede di Caracciolo che viene però contrato da Cannavaro proprio al momento del tiro, non riuscendo a guadagnare nulla più di un corner.
Il capitano bresciano si farà vedere anche sul calcio d’angolo successivo a quello da lui guadagnato, quando andrà a svettare sul primo palo incrociando, un tantino troppo, sul secondo. Palla fuori di pochissimo, per l’occasione più limpida di un match non esaltante ma comunque apprezzabile.
Alla mezz’ora altro pasticcio difensivo bresciano: un cross in mezzo banalissimo diretto al centro di un area sgombra viene intercettato da Martinez in ripiegamento difensivo. Il suo stop, arrivato in anticipo sul proprio portiere, non è però dei migliori tanto che il giocatore deve poi spendersi in uno scatto ad evitare che la palla termini nella propria porta.
Al trentatreesimo è invece Campagnaro da fuori a provarci. Sul suo tiro, piuttosto molle, non ha però problemi Arcari, che para in due tempi con grande facilità.
Giusto il tempo che la lancetta dei secondi compia un giro di orologio e Caracciolo, lasciato troppo solo nel cuore dell’area, controlla e si coordina bene sugli sviluppi di un calcio di punizione, scivolando però proprio al momento del tiro e spedendo quindi la palla alta sulla traversa.
Al quarantunesimo bel numero di Lavezzi che dopo aver ricevuto palla in area avversaria libera con un bel colpo di tacco Yebda al tiro. La conclusione del mediano algerino è però molle e viene facilmente intercettata da un difensore, non costituendo un vero e proprio pericolo per l’incolumità della porta di casa.
La ripresa inizia con un Napoli più deciso ed aggressivo: pressing molto alto, grinta da vendere, voglia di incidere la retroguardia avversaria.
Al cinquantunesimo Hamsik s’inserisce in area a sinistra, salta un uomo e crossa basso per Lavezzi, che viene però anticipato, al pari di Arcari, dall’intervento in scivolata di Martinez.
Bella la conclusione di Sosa arrivata al cinquantaquattresimo: cross da destra che piove giusto al limite dell’area, là dove Sosa la calcia con buona coordinazione non riuscendo però ad inquadrare la porta.
Sosa che esce giusto subito dopo, lasciando spazio a Cavani. Mossa interessante: con i suoi tredici goal in stagione potrebbe essere proprio la punta uruguagia a concretizzare, grazie alle sue doti finalizzative, il grande forcing attuato dal Napoli in questa ripresa.
Poco prima dell’ora di gioco arriva però la fiammata dei padroni di casa: Eder fugge a destra e mette un pallone in mezzo che è bucato dalla scivolata in ripiegamento difensivo di Grava e viene impattato dal sinistro di Caracciolo, che prende in controtempo De Sanctis. Il pallone, mollissimo, si avvia quindi verso la porta napoletana, graziando però la squadra di Mazzari stampandosi sul palo.
Qualche altro minuto di Napoli ed ecco la seconda fiammata bresciana: tiro da fuori di Eder, palla alta non di moltissimo. Centra invece la porta, al sessantacinquesimo, Hetemaj, che non riesce però a bucare De Sanctis.
Un minuto più tardi torna a farsi vedere il Napoli: ennesima fuga sulla destra di Zuniga, cross basso verso Cavani il cui colpo di stinco fa però terminare il pallone sul fondo.
Dopo i primissimi minuti giocati a spron battuto, però, la squadra di Mazzarri inizia a trovare qualche difficoltà in più. Al settantaduesimo, quindi, è ancora il Brescia ad arrivare alla conclusione: Konè crossa per Caracciolo che si coordina in mezza rovesciata, senza trovare però la porta.
E sono proprio i padroni di casa a sfiorare il goal al settantatreesimo: sull’uscita a vuoto di De Sanctis Konè colpisce di testa, con il pallone che viene però deviato da Campagnaro e che finirà per scheggiare la traversa, spegnendosi in angolo.
Napoli in crisi: lo stesso Konè va a mettere una palla in mezzo dalla sinistra che fa correre qualche brivido alla difesa napoletana, che si salva però con Cannavaro. Giusto il tempo per un battito di ciglia e Caracciolo è servito da una verticalizzazione in area, dove calcerà con potenza ma scarsa precisione.
Proprio nel momento migliore dei padroni di casa arriva l’1 a 0 napoletano: sugli sviluppi di un angolo Hamsik riceve palla sul vertice sinistro dell’area, salterà un avversario crossando poi basso facendo tunnel ad un secondo e trovando Lavezzi pronto ad inserirsi sul secondo palo. Per l’attaccante argentino, che andrà poi ad esultare alla Maradona in omaggio ai cinquant’anni compiuti ieri dal Pibe de Oro, sarà quindi un gioco da ragazzi apportare la palla in una porta completamente sguarnita.
Il Brescia però non ci sta e all’ottantatreesimo ci riprova: Caracciolo difende palla al limite e scarica per Eder, ricevendo poi il passaggio di ritorno del compagno che gli taglierà un assist in area di rigore. Giunto praticamente sul fondo, però, l’Airone verrà chiuso dall’uscita bassa portata tempestivamente da un attento De Sanctis, che gli impedirà di trovare la rete del pareggio.
Un paio di minuti dopo Hetemaj effettua un velleitario tiro al volo dalla trequarti e, complice il vento, finisce per creare non poche difficoltà a De Sanctis, costretto a rifugiarsi affannosamente in angolo.
Nel corso degli ultimi minuti, poi, il Napoli controllerà bene il risultato: coperto bene dietro, giocherà a tenere il pallone quanto più possibile lontano dalla propria porta, magari anche subendo qualche fallo che possa spezzare il ritmo e far scorrere il tempo. Il tutto fino al triplice fischio finale dell’arbitro, che consegnerà tre punti importanti alla compagine partenopea.
COMMENTO
E’ un buon Napoli, quantomeno a tratti, quello che scende in campo al Rigamonti a caccia di quei tre punti che possano tenere la compagine di Mazzarri agganciata al treno-Inter, squadra che, per caratura, fa da riferimento nonostante l’attuale secondo posto.
Gioca solo a sprazzi, in realtà, la squadra arrivata in Lombardia dalla Campania. Ma quando lo fa dimostra di valere nettamente più di un Brescia comunque discreto, capace anche di rendersi pericoloso in più occasioni in particolar modo grazie ad un Konè a tratti immarcabile, ad una coppia d’attacco di buon livello e ad un Hetemaj assolutamente instancabile in mezzo al campo.
La rete, alla fine, arriva solo grazie ad una giocata personale. Ma del resto i grandi giocatori servono proprio a risolvere partite difficili da sbloccare. Perché quando gioca il Napoli fatica ad arrivare in porta, anche più di quanto non facciano i proprio avversari.
E se è nel momento del bisogno che si vedono i grandi giocatori ecco che Hamsik, MVP della partita, è giusto venga considerato tale. E’ lui, infatti, che si inventa la giocata che cambia il corso del match, andando a spezzare gli equilibri proprio nel momento in cui gli avversari stavano giocando meglio e pressando con più intensità.
Ottimo dribbling in area, tocco sopraffino con tunnel annesso a mettere Lavezzi tutto solo davanti alla porta sguarnita.
La lotta per un posto in Champions sarà serrata perché dietro all’Inter, che ce la farà di sicuro, Juventus, Milan, Roma ed una sorprendente Lazio daranno sicuramente battaglia sino all’ultimo. Inoltre non si deve scordare anche il Palermo, partito con velleità importanti.
Questo Napoli, però, ha tutto per far bene. Ed una qualificazione alle coppe europee, anche non si trattasse di Champions, è il risultato minimo che i ragazzi Mazzarri possono prefiggersi.
TABELLINO
Brescia vs. Napoli
Marcatori: 77′ Lavezzi
Pato: 5,5
Aquilani: 5,5
Nel recupero del primo tempo doppia occasione per Ibrahimovic: la prima di testa, la seconda su destro in area dopo controllo volante con duello serrato con Pepe. In entrambi i casi, però, il puntero cresciuto nel Malmo non trova la porta, graziando Storari e la Juventus tutta e sancendo così la chiusura della prima frazione con i Bianconeri in vantaggio di un goal.
Dopo aver accorciato le distanze i Rossoneri si buttano all’attacco in un forcing finale grazie al quale provare a recuperare il risultato. L’occasionissima arriva proprio allo scoccare del novantesimo: Abate scende a destra e centra un pallone basso che taglia pericolosissimamente tutta l’area di rigore, senza che né Inzaghi che Ibrahimovic riescano però ad intervenire sulla palla. Sulla palla, quindi, arriva, ben oltre il secondo palo, Robinho, che proverà una sorta di tiro cross che non andrà però a buon fine.
Perché se è giusto attribuire buona parte delle colpe di questa sconfitta ad Antonini, parzialmente colpevole in occasione del primo goal e totalmente in occasione del secondo, è altrettanto vero che una punta con le capacità di Ibra non può limitarsi a liberarsi in area a furia di sportellate per poi calciare il pallone fuori dallo specchio. Altrimenti i conti non tornano.
Torniamo a parlare di calciomercato perché nonostante manchino un paio di mesi alla riapertura ufficiale dello stesso qualcosa inizia già a bollire in pentola. Ad un paio di mesi o più dall’inizio della stagione, infatti, un po’ tutti i club italiani e non hanno avuto modo di rodarsi ed evidenziare i propri punti deboli, che vorranno sicuramente provare a colmare in sede di mercato di riparazione.
A bloccare il tutto, però, ci pensò José Mourinho, allenatore giunto da poco sulla panchina Merengue. Non tanto per fare uno sgarbo a quelli che fino a qualche settimana prima erano stati tra i suoi più acerrimi rivali allorquando sedeva sulla panchina interista, quanto più per un fatto meramente tecnico-tattico e numerico: avallare la partenza del francesino avrebbe infatti comportato che il suo Real sarebbe potuto rimanere con il solo Higuain come punta di ruolo.
Juve che dovrà comunque guardarsi dalla concorrenza, perché nonostante le quotazioni di Benzema siano crollate a picco nell’ultimo anno e mezzo il potenziale a sua disposizione resta di primo livello ed è impensabile che i Bianconeri siano gli unici pretendenti.
France Football ha diramato la lista dei 23 candidati al prossimo Pallone d’Oro FIFA e, com’era logico aspettarsi, ci sono sorprese da una parte ed esclusi eccellenti dall’altra.
Anche lo scorso vincitore del
Di Pallone d’Oro, quello come miglior giocatore del Mondiale, ne ha già vinto uno quest’anno Forlan. Difficile possa fare il bis. Indubbiamente, però, potrebbe ricevere un buon numero di voti, in particolar modo provenienti dall’America Latina. Dare la propria preferenza a lui, comunque, non sarebbe certo qualcosa di scandaloso: vincitore dell’Europa League e della Supercoppa Europea coi Colchoneros Forlan è stato poi grande protagonista – diventando capocannoniere della competizione assieme a Muller, Villa e Sneijder – nella cavalcata uruguaiana che si è fermata in semifinale, riportando un paese bicampione del mondo là dove mancava da troppo tempo.
In sé e per sé ci può stare il suo nome, intendiamoci. Per quanto nel Triplete interista c’è chi – come il solito Milito, che torna spesso in questo discorso – a mio modo di vedere fu più decisivo di lui.
Difficile ce la faccia quest’anno, ma chissà che non lo possa vincere in futuro. Di certo la stagione di Muller è stata a tratti allucinante, ben al di sopra di come ce la si poteva aspettare. E con il Mondiale stratosferico giocato… le sue carte buone in mano le ha, Thomas.
Lo scorso anno è avvenuta la detonazione: da promessa mantenuta a metà a solida realtà del calcio Mondiale.
Viviano: 6,5
Quagliarella: 5
Il Bologna parte subito forte e si porta vicino alla porta Bianconera dopo un solo minuto di gioco. L’arbitro, però, interrompe l’azione che aveva messo in affanno Storari per fuorigioco di Di Vaio, oltre l’ultimo difensore nel momento della partenza del pallone.
Bianconeri che torneranno a fare capolino dalle parti di Viviano a cinque dal termine, quando Marchisio proverà un’improbabile conclusione di esterno destro facilmente bloccata dal portiere della nazionale italiana.
Due giocatori che mi sono piaciuti abbastanza, però, sono stati, rispettivamente, Viviano ed Aquilani, rispettivamente presente e futuro della nazionale italiana guidata da Cesare Prandelli.