Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale.
________________________________________________________________
La Juventus riesce a fermare gli Sky blues sull’1 a 1 al City of Manchester Stadium. Ecco le pagelle del match.
Manchester City
Hart: 5
E’ il futuro della porta inglese, su questo sembrano non esserci dubbi. Però, in questa occasione, si dimostra indeciso in moltissime occasioni, sin dai primissimi minuti quando interviene con molta approssimazione su di una punizione battuta da Del Piero. Ed è proprio sui calci piazzati del capitano, nella ripresa, che farà correre i maggiori brividi sulle schiene dei suoi tifosi. In ritardo, poi, anche sul goal di Iaquinta.
Boateng: 6
E’ tornato da poco da un infortunio e probabilmente non è ancora al top, si disimpegna comunque bene oggi, forse anche aiutato dal fatto che per un tempo si trova a dover tenere uno spentissimo Martinez.
K. Tourè: 6
Partita non brillantissima del forte centrale ivoriano, che gioca disputa comunque una prestazione quantomeno sufficiente.
Kompany: 6,5
Ancora una volta gioca meglio del proprio compagno di reparto. Che il ragazzino che aveva incantato non ancora maggiorenne all’Anderlecht stia finalmente per sbocciare definitivamente?
Zabaleta: 5
Non una buona partita per il jolly argentino, che soffre parecchio Krasic (causando anche quello che sembrerebbe essere un rigore, che l’arbitro decide però di non assegnare).
(Dal 45′ Boyata: 6,5
Entra e disputa una partita più che discreta, alternando bene entrambe le fasi e svolgendo più che decentemente il suo compito.)
Barry: 6
Prestazione ai limiti della sufficienza per l’ex capitano Villans.
Y. Tourè: 6,5
E’ il migliore del centrocampo Citizens, dà nerbo alla propria mediana.
Vieira: 5,5
A Torino lo conoscono bene, avendoci passato un paio d’anni. E, probabilmente, avranno faticato a riconoscerlo stasera. L’età si fa sentire.
A. Johnson: 7
E’, assieme a Tevez, il migliore dei suoi. Mette più volte in crisi la retroguardia Bianconera, in particolare De Ceglie, suo diretto avversario. Firma anche la rete del pareggio. Oggi come oggi sta giocando sicuramente meglio di quanto non stia facendo il più quotato Silva.
Adebayor: 5
Brutta partita per il puntero togolese, che non riesce a fare da punto di riferimento là davanti come da un giocatore con le sue caratteristiche ci si aspetterebbe. I centrali Bianconeri, infatti, lo cancellano dal campo.
(Dal 74′ Silva: s.v.)
Tevez: 7
Prova più volte a mettere a ferro e fuoco la difesa juventina, che riesce comunque in qualche modo a limitare i danni. Grande giocatore, splendido momento di forma.
Juventus
Manninger: 6
Non è sua la colpa del goal di Johnson, partita tutto sommato tranquilla per il resto.
Grygera: 6,5
Ottimo momento di forma per il laterale ceko, che stasera, riportato a destra, riesce a contenere alla bell’e meglio un campione come Tevez.
Bonucci: 6,5
In una giornata in cui la difesa juventina pare reggere piuttosto bene nonostante la qualità dell’attacco avversario lui contribuisce a dare solidità al reparto con una prestazione più che dignitosa.
Chiellini: 6,5
Come sopra.
De Ceglie: 6
Errore pesante in occasione del pareggio, ma per il resto disputa una partita discreta: Martinez, assolutamente fuori condizione, lo aiuta poco e lui si trova spesso a tu per tu con Adam Johnson, uno dei giocatori più in forma del City. E, nonostante qualche difficoltà, tutto sommato riesce a contenere i danni.
(Dal 72′ Motta: s.v.)
Krasic: 6,5
Quando prende palla e decide di accelerare puntando l’uomo sa essere devastante. Guadagna quello che sembrerebbe essere un rigore, ma non gli viene dato. Allora prova a rubarne un secondo, venendo però ammonito per simulazione. Prestazione nella norma per quello che potrebbe essere l’uomo in più nel motore di questa Juventus.
(Dal 75′ Melo: 6,5
Gioca solo un quarto d’ora ma lo fa molto bene e con grande personalità. Puntella il centrocampo in un momento di bisogno, sembra davvero si ritrovi sempre più di partita in partita.)
Sissoko: 7
MVP del match, come detto. Per una sera torna il gladiatore che si era fatto apprezzare sin dal primo giorno a Torino. Ora non manca che completare, così come per Felipe Melo, l’operazione di recupero.
Marchisio: 5,5
Non certo in serata il centrocampista di scuola Juve, che gioca una partita un po’ anonima.
Martinez: 5
Sembra essere assolutamente fuori forma l’ex Catania. Che, forse, dovrebbe fare un po’ di lavoro in più lontano dalle partite prima di scendere in campo nuovamente.
(Dal 53′ Pepe: 5,5
Copre maggiormente rispetto a Martinez ma davanti risulta praticamente nullo. Un’ala tutta quantità. Che, in quanto ala, sarebbe bene saltasse l’uomo, di tanto in tanto.)
Del Piero: 6
E’ un voto, questo, che è la media perfetta di quello che gli va dato per la prestazione (5) e per i calci piazzati (7). Mette da subito pressione ad Hart con una punizione insidiosa per poi sfiorare per due volte (in una, in particolare, coglie la traversa esterna con la palla che rimbalza sulla riga per poi uscire) la rete. Con la palla in gioco, però, fa sempre più fatica ad incidere.
Iaquinta: 6,5
Bel goal e il solito lavoro oscuro fatto di tanta corsa e tante sportellate, che portano però a pochino.
La partita comincia su buoni ritmi, ma senza grandi emozioni.
La ripresa si apre con la Juve in avanti: dopo nemmeno un minuto Del Piero riceve fuori area e scocca un tiro che non è però né potente né preciso, nel senso che termina molle e dritto tra le braccia di Joe Hart.
Pareggio tutto sommato meritato per la Juventus: squadra gagliarda, questa Juventus, che pur essendo forse inferiore a livello tecnico mette in campo un gran carattere ed una grande voglia di non farsi mettere sotto, giocando una partita finalmente degna a livello difensivo e fatta anche di ripartenze interessanti.
Corre tanto e si fa sentire lì in mezzo, dove stasera più che mai c’era bisogno della sua corsa e della sua grande forza fisica.
Nome

Difficile, comunque, possa riproporre lo stesso schieramento tattico anche contro la Juventus posto che, appunto, pare abbia puntato con decisione sui tre mediani e le due ali.
Il Milan si ferma all’Amsterdam ArenA: 1 a 1 il risultato finale
Emanuelson: 6
Seedorf: 7
La partita inizia su ritmi piuttosto lenti e dopo cinque soli minuti di gioco viene anche interrotta dall’arbitro a causa di un fitto lancio di fumogeni e petardi da parte della curva aiace, in protesta, pare, per il caro-biglietti applicato dalla società di Amsterdam.
L’Ajax reagisce subito: al trentaduesimo Suarez prova ad incunearsi in area ma perde il pallone, che giunge però dritto sui piedi di El Hamdaoui il cui appoggio di piatto all’angolino non trova però impreparato Abbiati, che blocca facilmente e con estrema sicurezza.
L’occasionissima del secondo tempo arriva all’ottantaquattresimo: Ibrahimovic ruba palla a Van der Wiel e sfonda sulla sinistra per centrare un pallone basso che attraversa tutta l’area di rigore e giunge oltre il secondo palo, là dove c’è Boateng. Basterebbe, forse, appoggiare il pallone sul primo palo per trovare la rete ma il centrocampista ghanese spara un missile dritto per dritto, che viene però prontamente respinto da uno Stekelenburg reattivissimo, maiuscolo nel blindare il risultato.
A proposito degli assist di stasera, poi, vorrei dire una cosa: il secondo, quello con cui ha liberato Robinho tutto solo davanti a Stekelenburg, andrebbe riproposto più e più volte a tutti i piccoli calciatori del mondo. Un pezzo di pura classe in cui c’è tutto: visione di gioco, sensibilità di piede, intuitività e tanta, davvero tanta classe, appunto.
Partenza sprint dello Spartak: palla battuta a centrocampo, verticalizzazione immediata, palla respinta male dai centrali russi e tiro immediato di Makeev, che va però solo a sfiorare il palo alla sinistra di un non reattivissimo Dubravka.
Tre minuti più tardi capitan Alex ci prova direttamente su calcio piazzato: la sua punizione, diretta all’incrocio, è però messa in angolo da Dubrovka. Ed è proprioi sugli sviluppi del corner che arriva la rete, fantasma, di Ari. Perché fantasma? E’ presto detto: sul colpo di testa della punta moscovita la palla entra nettamente per poi venire ricacciata fuori da un difensore ed il giudice di linea resta impassibile. Per qualche secondo sembra che il goal possa non essere scandalosamente convalidato ma Ari, dopo un po’ di tentennamento, va a festeggiare sotto i suoi tifosi:
Spartak che quindi continuerà nella propria opera attendista, portando facilmente in porto una importantissima vittoria che sarà anche resa ancor più larga dal goal di Ibson, capace di bucare Dubrovcek a fine partita segnando di controbalzo al volo su cross di Maidana.