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Archivio per 5 febbraio 2010

Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale. ________________________________________________________________

La Juventus scende in campo alla caccia della centesima vittoria al Viareggio, vittoria che garantirebbe il passaggio del turno – in realtà già al sicuro visto il risultato tra Legia e Vicenza - con girone chiuso a punteggio pieno. Per raggiungerla Bruni schiera una formazione molto rimaneggiata con Kirev in porta, Giovinco e Boniperti ali e la coppia Fischnaller-Libertazzi in attacco. L’unico superstite dei due match precedente è Alcibiade, schierato stavolta a centrocampo anziché in difesa. Allo spregiudicatissimo modulo Bianconero il Livorno risponde con un 4-4-1-1.

CRONACA
Dopo cinque soli minuti di gioco il Livorno ha un’occasione d’oro per passare in vantaggio: un cross basso innocuo vede Kirev uscire in maniera eufemisticamente non ottimale. Per quanto il pallone sarebbe facile preda del portiere bulgaro, infatti, finisce per scappargli clamorosamente di mano, terminando giusto tra i piedi di Simeoni che, a quel punto, dovrebbe solo calciare in porta. Il controllo dell’avanti livornese non è però dei migliori e dopo aver vinto un rimpallo con un difensore calcia a porta vuota, mettendo però clamorosamente a lato.

Esattamente come successo nel match giocato tra Inter ed A.P.I.A., comunque, è il maltempo a farla da padrone: freddo e pioggia battente sferzano i giocatori, che quindi ne risentono molto a livello fisico. A risentirne più di tutti, comunque, è il campo, pesante come mai prima d’ora in questa edizione del Torneo. Ed un terreno del genere, si sa, sminuisce notevolmente i valori tecnici in campo, cosa che rovina non poco lo spettacolo in campo.

Poco dopo il quarto d’ora Romano lancia in fascia Boniperti che dopo aver stoppato con eleganza si libera del diretto marcatore e dell’uomo che stava arrivando in raddoppio con una bella doppia finta, per andare quindi a centrare il pallone. Sullo stesso arriva di gran carriera Libertazzi che però, forse ingannato dal rimbalzo, liscia il pallone.
Un paio di minuti ed è l’altro attaccante Bianconero, Fischnaller, a provarci: liberato sui venti metri da una percussione centrale di Giuseppe Giovinco, fratello minore di Sebastian, l’ex punta dell’Alto Adige ci prova da fuori, non trovando lo specchio della porta.

Poco prima della mezz’ora torna a farsi vedere il Livorno: Simeoni dà la palla dentro a Randi che infilatosi bene tra i due centrali conclude con poca forza e convinzione. La terna arbitrale annulla comunque tutto, nonostante la parata di Kirev: Randi sarebbe stato in fuorigioco. Sul ribaltamento di fronte è invece Giovinco a rendersi pericoloso: il fantasista Bianconero è infatti lanciato in area da Boniperti e cerca di superare l’estremo difensore amaranto con un pallonetto che viene però smanacciato in angolo.

Discreta prova per Giuseppe Giovinco, fratello minore di Sebastian

A cinque minuti dal termine del primo tempo la Juve passa: Kirev fa un rinvio lunghissimo che viene spizzato di testa da Giovinco. Il pallone, prolungato, termina in area dove sarebbe facile preda di Conti, che però pasticcia e finisce con l’agevolare l’intervento di Fischnaller, che segna l’1 a 0 facendogli passare la palla sotto le gambe.

Allo scadere il Livorno pareggia, ma l’arbitro annulla per fuorigioco: sul tiro di Randi Remedi devia in maniera decisiva il pallone alle spalle di Kirev, tramutando una conclusione destinata sul fondo in goal. La posizione di partenza del numero 3 livornese era però al di là dell’ultimo uomo della retroguardia Bianconera.

In apertura di ripresa Fischnaller riceve al limite e dopo aver stoppato scarica immediatamente in direzione di Pirrotta che calcia di prima intenzione sfiorando il palo alla sinistra di Conti che difficilmente avrebbe raggiunto il pallone fosse stato nello specchio di porta. Intorno al quarto d’ora è invece Giovinco a provarci, ma in questo caso la sua conclusione dalla distanza è messa in angolo dalla deviazione di un giocatore Amaranto.
Un battito di ciglia e Fischnaller ha l’occasionissima di raddoppiare: Boniperti, sempre largo sulla destra, salta due uomini e trova il fondo, crossando in mezzo. La punta altoatesina, autrice della prima rete del match, si avventa sul pallone ma, disturbato, colpisce malamente al fondo, mettendo sul fondo.

Al diciottesimo Boniperti ci prova cercando la conclusione personale: una volta ricevuto palla sulla destra, infatti, il nipote del grande Giampiero si sposta la palla sul sinistro ed accentratosi di un paio di passi calcia, non trovando però il giro giusto. Subito dopo è ancora Fischnaller a provarci, ma il tiro dalla distanza dell’ex Alto Adige termina ancora una volta a lato. Al ventesimo Alcibiade serve in profondità Giovinco che scatta sul fuori gioco per calciare verso la porta livornese, trovando però la pronta risposta di Conti.

Poco prima della mezz’ora Pirrotta scende centralmente e trova un ampio varco tra i due centrali livornesi, avendo quindi, arrivato giusto al limite, tutto lo spazio per concludere a rete. Il centrocampista Bianconero, però, tentenna, continuando a portare palla sin dentro l’area e facendosi quindi chiudere da un difensore. Quando arriva la conclusione, quindi, lo specchio di porta è ormai ridotto, tanto che il giovane Bianconero finisce col calciare a lato.

Il goal è comunque nell’aria e la Juventus concretizza la propria netta superiorità poco oltre la mezz’ora quando capitan Alcibiade scende in percussione sulla destra e dopo aver saltato un paio di uomini serve una palla in mezzo a Libertazzi che deve solo spingere il pallone in porta, rendendo vano il tentativo di intervento in extremis di un difensore e lasciando di sasso il malcapitato Conti.

Poco dopo la rete del 2 a 0 si fa vedere, finalmente, il Livorno: Moscati riceve al limite e riesce a liberarsi al tiro, trovando però la pronta risposta di Kirev, che pur poco impegnato dimostra, dopo l’erroraccio d’inizio match, una discreta capacità di concentrazione.

Partita quasi inoperosa per Mario Kirev, portiere dell'under 21 bulgara

La Juve non accenna comunque a tirare i remi in barca. Così, al trentacinquesimo, triplica: lancio profondo su cui scatta un velocissimo Fischnaller che dopo essersi ben infilato nelle maglie della retroguardia amaranto mette in mostra un passo notevole, con cui brucia tutti gli avversari. Una volta entrato in area, quindi, calcia di prima intenzione, bucando il portiere.
Ma non è ancora finita: altri due minuti e la Juventus segna la quarta rete con il nuovo entrato Belcastro, puntuale all’appuntamento con il cross basso di Libertazzi, prontamente girato in rete dal centrocampista Bianconero.

Giusto in chiusura potrebbe arrivare la quinta rete: Fischnaller crossa da destra, Belcastro svetta più alto di tutti ed incorna spedendo il pallone, poi preda di Conti, sulla traversa.

COMMENTO
La partita risente, come detto in sede di cronaca, delle condizioni meterologiche poco favorevoli oltre che della pesantezza del campo. A questo devono anche aggiungersi però altri due fattori che nulla centrano con la situazione contingente dovuta alla pioggia: il primo è il fatto che la partita perde di significato per via della vittoria del Legia sul Vicenza (non certo il massimo, da parte degli organizzatori, non far giocare le due partite in contemporanea), il secondo riguarda invece il fatto che con la qualificazione già assicurata mister Bruni effettui un ampissimo turnover, lasciando quindi a riposo i giocatori più interessanti della Primavera Bianconera.

Una cosa sicuramente corretta per far sentire tutti i giocatori della rosa coinvolti, ma è indubbio che con i vari Immobile, Iago, Esposito e Marrone il livello di gioco sarebbe potuto essere notevolmente più alto.

Nella ripresa il forcing juventino comunque aumenta, rendendo più piacevole un match che fino al termine della prima frazione di gioco era stato piuttosto noioso. Secondo tempo che viene dominato dai Bianconeri, schiaccianti vincitori – con merito – tanto dell’incontro di oggi quanto del proprio girone.

MVP
Migliore in campo quel Manuel Fischnaller capace di mettere a segno due reti (cosa che lo porta a salire a quota tre, dove raggiunge il compagno Immobile) con cui affondare il modesto Livorno di Ruotolo.

Doppietta e tanta corsa per Manuel Fischnaller

Partita molto concreta e generosa da parte della punta bolzanina che si dimostra sì implacabile sotto porta ma che, soprattutto, mette in mostra una grandissima facilità di corsa ed un’ottima resistenza: passa infatti tutti e novanta i minuti del match a correre come un matto lungo tutto il fronte di attacco mettendo in difficoltà la retroguardia amaranto ed aprendo spazi per sè ed i compagni.

Honorable mention per Filippo Boniperti che disputa una partita molto solida nella quale si propone più volte sulla fascia di sua competenza risultando una vera e propria spina nel fianco della compagine livornese e mettendo in mostra una notevole facilità di dribbling e cross, tutte cose che mancano molto all’attuale prima squadra Bianconera…

TABELLINO
Juventus – Livorno 4-0 
RETI: 41’ pt. Fischnaller; 31’ st. Libertazzi (J), 34′ Fischnaller (J), 35’ Belcastro (J) 
Juventus: Kirev, Romano, Crivello (29′ st. Serino), Alcibiade, Ferrero, Silvestri, Fischnaller, Pirrotta, Libertazzi, Giovinco (26’ st. Belcastro), Boniperti. (A disposizione: Piccolo, De Paola, Bamba, Yago, Immobile, Terrazino, Esposito). All. Bruni.
Livorno: Conti, Modica, Oussou, Ceccherini (11’ st. Moscati F.), Romeo, Prutsch, Remedi, Monti, Lignani (31’ pt. Gorelli, 25’ st. Nuzzi), Simeoni, Randi. (A disposizione: Barbetta, Manzella, Moscati M., Nuzzi, Dal Poggetto, Nencini, Malasoma). All. Ruotolo. 
Arbitro: Lo Sito di Pesaro. 
Note: espulsi 23′ st. Pirrotta (J) e il tecnico del Ruotolo (L).
[Credits tabellino: www.viareggiocup.it]

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Tutti i diritti riservati all’autore. Nel caso si effettuino citazioni o si riporti il pezzo altrove si è pregati di riportare anche il link all’articolo originale. ________________________________________________________________ 

L’A.P.I.A. dopo l’importantissima vittoria ottenuta sull’F.K. Jedinstvo grazie alle reti di Sanderson, McConaghy e Vitucci si gioca le ultime possibilità di terminare in prima posizione il girone 2 nello scontro diretto contro un’Inter rimaneggiata: panchina per molti giocatori importanti (Caldirola, Destro, Crisetig, Beretta…) e spazio a giocatori che non sono considerati propriamente dei titolari, questo per dare la possibilità sia di far rifiatare qualcuno (questa, del resto, è la terza partita in cinque giorni) sia di coinvolgere anche chi ha giocato meno. 

CRONACA
Anche Viareggio risente del maltempo che sta colpendo buona parte dell’Italia. Al contrario di quanto accada al nord, dove da ore scende parecchia neve su molte località, la Viareggio Cup deve fare i conti con una pioggia battente. 

Con un campo così pesante, quindi, è difficile mettere in campo la propria superiorità tecnica. 

E’ comunque l’Inter a fare la partita: dopo pochi minuti di gioco è Stevanovic, giocatore che si dice essere nelle grazie di Mourinho, a cercare la via del goal, ma senza fortuna. Al decimo però i Nerazzurri passano: Obi fa filtrare un pallone che mette in movimento Biraghi, il cui cross pesca in area Alibec che di testa insacca l’1 a 0. 

Al sedicesimo Stevanovic viene lanciato ed arriva in 1 vs 1 col portiere. Inizialmente perde il tempo del tiro, così si trova a dover puntare il portiere che, praticamente saltato, lo stende. Sul dischetto si presenta proprio il serbo nato a Zurigo 19 anni fa, che spiazza con facilità il portiere australiano. 

Dopo solo un quarto d’ora di gioco, quindi, la partita è già chiusa e si riduce a poco più di un allenamento per la compagine milanese. Del resto, c’è da dirlo, la differenza tra le due squadre è quasi imbarazzante. 

La partita scorre quindi con tranquillità per molti minuti, senza grandi sussulti: gli australiani si rinchiudono nella propria metà campo tenendo undici giocatori dietro al pallone e spingendosi oltre al linea di centrocampo solo in rare occasioni, i Nerazzurri controllano la partita giocando in pieno e totale controllo, senza strafare ma senza nemmeno correre rischi.
Ne esce così un primo tempo che dopo i fuochi d’artificio del primo quarto d’ora scorre via piuttosto monotono. 

Alle porte del quarantesimo è quindi Biraghi, terzino sinistro della formazione milanese, che prova a premere sull’acceleratore: dopo essersi accentrato prova a calciare verso la porta avversaria, trovando però la deviazione di un difensore. Sulla palla prova ad avventarsi Alibec, alla ricerca della doppietta personale, che viene però anticipato dall’uscita bassa di Rutherford, che sostanzialmente pone fine alla prima frazione. 

Pea conduce la sua inter ad un percorso netto nel corso del girone eliminatorio

 

In apertura arriva subito un altro rigore. A procurarlo è ancora una volta Rutherford, che abbatte Alibec. Sul dischetto si presenta proprio la punta rumena, che segna il 3 a 0.
Nemmeno il tempo di festeggiare che Tremolada va in progressione per trenta metri e dopo essersi accentrato fa partire un tiro precisissimo che s’insacca sul secondo palo. 

A quel punto i Nerazzurri sono ad un bivio: continuare a fare forcing e sommergere di goal gli avversari o riprendere a giocare in controllo, tornando ad abbassare i ritmi. La scelta presa, piuttosto ovviamente, è quest’ultima, così che la partita torna a scorrere senza molti sussulti, con gli australiani che tornano quindi un minimo a tenere il campo. 

Al ventesimo capitan Donati scodella un pallone in area per Alibec, che si infila bene tra le maglie della retroguardia australiana per venire però anticipato dalle sempre approssimative uscite di Rutherford, che non ha né in questo fondamentale né nella coordinazione i suoi punti di forza. 

La scarsa capacità in uscita del portiere australiano viene confermata al venticinquesimo quando buca completamente il tentativo di intercettare un calcio d’angolo permettendo a Dell’Agnello di colpire di testa e segnare a porta vuota. Goal che viene però annullato dall’arbitro per un presunto fallo della punta stessa su di un difensore, che sarebbe stato spinto nel tentativo di raggiungere il pallone. 

Di lì in poi i Nerazzurri continuano quindi con il loro leggero forcing, giusto fino a portare in porto il match. 

COMMENTO
Come ampiamente preventivato non c’è partita tra i modesti australiani dell’Associazione Polisportiva Italo Australiana Leichhardt Tigers e l’Inter. Assolutamente troppo superiore sotto ogni punto di vista la compagine guidata da Fulvio Pea: tatticamente c’è un abisso, tecnicamente un confronto non regge proprio ed anche a livello fisico-atletico la bilancia pende dalla parte dei ragazzi Nerazzurri. 

Tanto che l’Inter impiega solo un quarto d’ora a chiudere la pratica, per poi traghettare il match su ritmi notevolmente più bassi, sfruttando il match più per fare una sgambata che per giocare a rotta di collo.
Del resto se avessero continuato così avrebbero potuto davvero far fare una figuraccia ai malcapitati ragazzi australiani: ogni qualvolta, sino al due a zero ma anche dopo di esso, la formazione allenata dall’ex tecnico della Primavera della Sampdoria provava a spingere sull’acceleratore, infatti, i giocatori dell’A.P.I.A. andavano in crisi: difficoltà a mantenere la posizione, a contenere le avanzate, a proteggere la propria porta. 

Alibec segna una doppietta nella facile vittoria contro l'A.P.I.A.

 

A riprova di questo arriva quanto successo in apertura di ripresa: accelerazione repentina dell’Inter che porta subito Alibec a tu per tu col portiere. Rigore. Goal. Subito dopo progressione di Tremolada, nessuno riesce a contrarlo, tiro a giro e goal. Tutto in un paio di minuti. Senza storia. 

MVP
Difficile dire, in una partita del genere, chi possa essere il migliore in campo. Pienamente promossi, infatti, tutti i giocatori interisti. Questo è però dovuto più alla pochezza degli avversari che a meriti propri, anche perché quando i valori in campo sono così sbilanciati vincere è facile.

Niente titolo di migliore in campo, quindi, ma menzione per Alibec, capace di sfruttare al meglio le occasioni avute. 

TABELLINO
Inter – A.P.I.A. Leichhard Tiger 4-0  
RETI: 13′ pt. Alibec (I), 17′ Stevanovic [rig.] (I); 2′ st. Alibec [rig.] (I), 4′ Tremolada (I). 
Inter: (4-4-2): Belec s.v.; Braghi 7, Rigione 6, Natalino 6, Donati 6; Nwankwo 6, Obi 6 (8’ st. Dell’Agnello 6), Carlens 6, Tremolada 7; Alibec 7, (21’ st. Bessa 6), Stevanovic 6 (8’ st. Fortunato). (A disposizione: Bavena, Caldirola, Kysela, Crisetig, Fossati, Destro). All. Pea 6.5. 
A.P.I.A. Leichhard Tiger: (4-5-1): Rutherford 5; Lobb  5 (5’ st. Osgen 5), Millgate 5, Dascal 5, Fsadni 5; Viticci 5, Borg 5.5, Torino 6, Sanderson 6 (26’ st. Casali A. s.v.), Zammit 5 (15’ st. Hardwich 5.5); Macconaghy 5. (A disposizione: Casali M., Schiavello, Mellino, Raciti). All. Rodney 5. 
Arbitro: Rizzo di Siena. 
Note: riflettori subito in funzione; spettatori 250 circa; ammonito Ruthrrford (A); angoli 6-0; recupero: pt. 1’; st. 2’.
[Credits tabellino: www.viareggiocup.it]

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