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Afroto e Talaat, stelle di un Egitto prematuramente eliminato dal Mondiale di casa (bbc.co.uk)
E’ al Cairo International Stadium che si consuma la più inaspettata delle sconfitte, quella che lascia con un palmo di naso una nazione intera.
Nessuno nella terra dei Faraoni, infatti, si aspettava che la loro nazionale dopo essere riuscita ad imporsi 4 a 2 sull’Italia nell’ultimo match del girone potesse cedere di fronte ai pur sempre modesti costaricani.
I Ticos, però, sono riusciti a sovvertire ogni pronostico, andando quindi ad estromettere dalla corsa all’oro niente popò di meno che i padroni di casa.
Egitto che non ha comunque condotto la partita remissivamente, ma ogni loro attacco finiva con l’infrangersi contro le manone di Esteban Alvarado, portiere costaricano.
Il vantaggio dei Ticos arriva al 21′ quando Josè Mena si lancia di testa su di una punizione-cross spizzata in mezzo all’area da un proprio compagno di palla: la traiettoria del pallone, prolungata, si spegnerebbe sul fondo se non arrivasse il capitano costaricano di gran carriera a sospingerla alle spalle di Lotfi.
Nel secondo tempo l’Egitto continua con foga a cercare la via del pareggio, ma senza riuscirci.
I padroni di casa lamentano anche la mancata assegnazione di un calcio di rigore quando Talaat in area arriva a colpire il pallone prima dell’avversario che pur involontariamente finisce poi col fare impattare la propria gamba contro quella della stella egiziana. Per Thomas Einwaller, però, è tutto regolare.
Una delle occasioni migliori del match la costrisce Afroto, tra le rivelazioni di questo mondiale: il numero 11 della formazione di casa batte una bella punizione a girare sulla quale il solito Alvarado deve distendersi completamente per andare a disinnescarla.
Costa Rica che avrebbe bisogno del raddoppio per chiudere definitivamente la partita. Seconda rete che arriverà solo a due minuti dal termine, quando Urena infilerà Lotfi in uscita e darà il via allo psicodramma nazionale: l’Egitto, che già sognava di portare a casa una medaglia da questa competizione, è eliminato dal proprio Mondiale under 20.
Detto del match che ha visto i padroni di casa venire estromessi dalla rassegna iridata bisogna passare a parlare del match che vedeva opposte Ungheria e Repubblica Ceca, ovvero sia le due squadre che sarebbero potute essere le possibili avversarie degli Azzurrini nei quarti.
Le due nazionali dell’est Europa hanno dato vita ad una partita emozionante, giocandosi fino in fondo il passaggio del turno. E fino in fondo non è solo un modo di dire: sono serviti i calci di rigore, infatti, per decidere che sarà l’Ungheria ad affrontare la selezione allenata da Rocca nei quarti di finale della competizione.
A passare in vantaggio erano stati i magiari con Kiss, autore di una rete che entrerà negli annali: bomba dalla trequarti campo che fredda Vaclik e si spegne sotto il sette, imparabile. Conclusione balistica d’alta scuola, che resterà impressa nelle retine dei tifosi ungheresi a lungo.
La retroguardia magiara, però, non è assolutamente tra le meglio organizzate del torneo. Così bastano dieci minuti e Voshalik trova il pareggio infilandosi di testa nel fulcro dell’area.
La situazione di parità perdurerà quindi sino al termine del tempo regolamentare e si dovrà aspettare sino al 92′ per vedere Rabusic sfruttare un black out degli avversari per andare a ribaltare il risultato.
Gli ungheresi, però, non ci staranno e troveranno con capitan Koman (giocatore il cui cartellino è di proprietà della Sampdoria) il pareggio su punizione.
Ai calci di rigore, quindi, sarà Gulacsi, portiere ungherese, a vestirsi da supereroe andando a parare i rigori di Marecek, Moravek e Reznik (con Vaclik capace di disinnescare “solo” le conclusioni di Szabo e Nemeth) ponendo quindi la parola fine sul match.
Come dissi prima dell’inizio della competizione gli ungheresi si sarebbero potuti rivelare la sorpresa di questo campionato del mondo. Speriamo che i nostri ragazzi mi smentiscano, andando ad eliminarli ai quarti di finale.
Nel terzo match disputatosi martedì, infine, sono i ghanesi ad imporsi sul Sud Africa per 2 a 1, ma solo dopo i supplementari.

Ayew è il capitano ed una delle stelle del "Brasile d'Africa" (om.net)
Il Brasile d’Africa andrà sotto dopo un’ora di gioco quando Erasmus, punta in forza al Feyenoord, entrerà nella difesa avversaria come un coltello nel burro, per poi battere un Agyei uscito malamente.
Il pareggio arriverà però solo un manciata di minuti dopo, ed a firmarlo sarà il capitano: Ayew. Il giocatore di proprietà dell’OM, infatti, incornerà di testa nel bel mezzo dell’area avversaria, freddando Keet.
Per trovare la vittoria, però, il Ghana dovrà aspettare, come detto, i supplementari.
Qui sarà Adiyiah a porre la firma sul goal vittoria con un destro dal limite che non darà scampo al portiere avversario e che qualificherà i ghanesi ai quarti di finale di una competizione che sono sempre più intenzionati a vincere.
