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Archivio per giugno 2009

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Diego Della Valle, patron della rinascita Viola

Diego Della Valle, patron della rinascita Viola

Era l’estate del 2002 quando l’imprenditore Diego Della Valle rilevò la Fiorentina 1926 Florentia, squadra nata dalle ceneri dell’AC Fiorentina Spa.

Fu proprio quell’anno che nacque il progetto Della Valle: riportare la Fiorentina ai vertici del calcio italiano e nell’Europa che conta.

A che punto è il progetto Della Valle oggi, sette anni dopo l’acquisizione della società da parte del Presidente ed Amministratore Esecutivo del gruppo Tod’s?

Ad un ottimo punto. Negli ultimi tre campionati, infatti, la Viola ha terminato la stagione per due volte al quarto posto e per una volta al quinto, dietro solo alle grandi del nostro campionato (finendo però davanti alla Roma quest’anno ed al Milan l’anno scorso).

Fiorentina che, quindi, parte oggi sempre e comunque puntando alla zona Champions, oltre che a ben figurare in Europa. Il club, quindi, ha trovato una sua stabilità nelle parti alte della classifica, esattamente quanto Diego Della Valle auspicava sette anni or sono.

Ma cosa riserva il futuro alla Viola? Quali sono le prospettive per i Gigliati?

La rosa è piuttosto competitiva, ma non certo per pensare di imporsi in campionato o in Champions League. Giusto grazie ad un miracolo questo potrebbe avvenire. La società, quindi, deve continuare a lavorare cercando di rinforzare di anno in anno la squadra, per poter aspirare ad imporsi in una delle competizioni che contano davvero: Scudetto o Champions, appunto.

Vediamo quindi come si sta evolvendo la costruzione della rosa per la prossima stagione.

Portieri: Frey è uno dei cardini della squadra e difficilmente verrà lasciato partire. Sul transalpino si sono mosse, negli ultimi anni, compagini come Milan e Bayern Monaco, squadre che, insomma, potevano dare prospettive più concrete all’estremo difensore di Thonon-Les-Baines. Lui, però, ha sempre sposato il progetto Della Valle e si potrebbe scommettere sul fatto che, alla fine, deciderà di rimanere ancora. Diversa, invece, la situazione del dodicesimo e del ventiduesimo: Marco Storari rientrerà a Milano, Vlada Avramov sarà lasciato partire. Il secondo di Sebastian, quindi, potrebbe essere uno tra Iezzo e Fontana. Esperienza, insomma. Ma anche giocatori che non pretenderebbero certo il posto in squadra e che aspetterebbero pazienti il loro – eventuale - turno.

Seculin effettuerà il salto in prima squadra?

Seculin effettuerà il salto in prima squadra?

C’è però un’altra possibilità, forse più interessante ed intrigante: la rosa della Fiorentina, infatti, conta già ora su Andrea Seculin, quasi 19enne (li compirà il 14 luglio prossimo) portiere attualmente impegnato all’Europeo under 21. Seculin, infatti, è uno dei maggiori prospetti italiani nel ruolo e forse, proprio come Fiorillo, potrebbe trovare un posto da dodicesimo già dall’anno prossimo, giusto per avere il tempo di imparare e crescere osservando i trucchi di un campione come Frey.

Difensori: il nome più caldo è quello di Drenthe, terzino olandese in forza al Real Madrid. E’ lui, infatti, una delle tante vittime designate dalla rivoluzione che Perez sta attuando nella capitale spagnola. Dopo gli importanti acquisti di Kakà e Cristiano Ronaldo, infatti, le Merengues hanno bisogno di vendere: in Spagna le regole permettono la registrazione di un massimo di 25 giocatori schierabili nella Liga. Qualcuno, quindi, dovrà partire. Il primo indiziato è proprio lui e la destinazione più probabile sarebbe proprio Firenze. Da capire, però, quale sarà il suo utilizzo in riva all’Arno: anche lui, esattamente come Vargas, sembrerebbe essere un finto terzino meglio adattabile a centrocampo. A quel punto, quindi, schierare la coppia Drenthe-Vargas sulla fascia potrebbe voler dire avere grande propulsione in fase di spinta ma, altresì, grossi problemi in fase di contenimento. Qualora venisse utilizzato in alternativa al peruviano, invece, ne sancirebbe la bocciatura. E visto quanto costò solo un anno fa l’ex terzino del Catania la cosa farebbe certamente scalpore. La formula con cui l’orange arriverebbe a Firenze sarebbe quella del prestito con diritto di riscatto (fissato tra i 10 ed i 12 milioni) a favore dei Viola.

Un nome meno altisonante ma pienamente coerente con l’ottica con cui Corvino guarda al mercato è quello di Nicolai Boilesen, 17enne centrale danese in forza al Brondby e facente parte dell’under 17. “Erede” di Kjaer ha già un fisico molto ben sviluppato (187 centimetri per 80 chili di peso), per quanto possa crescere molto, in particolar modo a livello di massa muscolare. Giocatore rapido non ha ancora nella potenza la sua arma migliore. Se tra i pari età risulta essere una sorta di colosso, infatti, è sicuramente ancora un pelo acerbo per potersi imporre tra i pro, a maggior ragione in un campionato come il nostro. Il suo, però, è un nome dalle prospettive interessantissime. A suffragio di ciò va citato il forte interesse mostrato da Chelsea e Manchester, due società che negli ultimi anni hanno mostrato grandissima attenzione al settore giovanile, per il giocatore. Potenzialmente, quindi, una sicurezza per il futuro. Un acquisto alla Corvino, proprio.

Potrebbe essere Nicolai Boilesen il futuro della retroguardia Viola

Potrebbe essere Nicolai Boilesen il futuro della retroguardia Viola

Come detto, però, Boilesen difficilmente sarebbe impiegabile subito. Ecco quindi che, oltre a Drenthe (che potrebbe essere acquistato per andare a rinforzare il centrocampo, tra l’altro), la Fiorentina ha bisogno di cercare altri difensori. L’unico giocatore sicuro di una maglia da titolare ad oggi, infatti, è Gamberini. Comotto è seguito dal Parma e potrebbe lasciare Firenze, Dainelli potrebbe seguirlo a ruota (anche se la destinazione potrebbe non essere la stessa) e Kroldrup non ha ancora convinto appieno. Ecco quindi che il D.S. Viola sta battendo altre piste.

Una porterebbe a Cesare Natali, appena retrocesso col Torino. Il giocatore, che pare essere seguito anche dalla Roma, accetterebbe di buon grado il trasferimento ai Gigliati. Da parte mia, però, esprimo un pizzico di incertezza: siamo davvero sicuri che Natali sarebbe un upgrade rispetto a Kroldrup o Dainelli? Ho i miei dubbi.

Molto più stuzzicante sarebbe l’ipotesi Rafa Marquez: l’elegante regista difensivo messicano, infatti, è dato in partenza da Barcellona e, secondo i media, la destinazione più probabile per l’ex Monaco sarebbe proprio Firenze. C’è ovviamente da capire come ci si regolerebbe con la questione dell’ingaggio, ma potrebbe essere questo, tra tutti, l’acquisto migliore: con Gamberini già sicuro della maglia da titolare, infatti, sarebbe ottimale l’inserimento di un centrale bravo sì in marcatura ma, anche, in fase di impostazione. Queste caratteristiche si possono tutte ritrovare proprio in Rafa, giocatore abile nel contrastare gli avversari quanto nel far ripartire l’azione palla al piede.

Interessante, poi, anche la pista che porta ad Andreas Beck, 22enne terzino destro di Kemerovo attualmente in forza all’Hoffenheim. L’ex Stoccarda, infatti, è uno dei giovani più interessanti del campionato tedesco. Anche questo, un po’ come Boilesen, sarebbe un acquisto alla Corvino. La società, però, ha fissato a ben 8 milioni la richiesta base per poter trattare un suo trasferimento, prezzo che a Firenze pare definiscano eccessivo. Vedremo quindi nelle prossime settimane come si evolverà la cosa.

Sarà a Firenze il futuro di Andrea Esposito?

Sarà a Firenze il futuro di Andrea Esposito?

Meno realistiche sono, infine, le piste che porterebbe ad Andrea Esposito, centrale leccese, e, soprattutto, Zapata e Felipe, attualmente in forza all’Udinese. Se il primo potrebbe essere anche fattibile (anche se non alle cifre richieste dal D.S. Angelozzi, che parla di una richiesta di 7 milioni di euro) gli altri due difficilmente lo potrebbero essere: Pozzo, patron dell’Udinese, spara sempre richieste assurde per i propri giocatori e se è riuscito a spuntare 23 milioni per Quagliarella c’è da pensare che i prezzi di Felipe e, soprattutto, Zapata sarebbero proibitivi.

Centrocampisti: quattro potrebbero essere le partenze. Da Semioli, molto probabile, a Melo, molto improbabile. Franco, infatti, dovrebbe lasciare Firenze: sulle sue tracce si registra in particolar modo l’interesse della Sampdoria, che vedrebbe in lui uno degli esterni ideali per il 4-4-2 del neo tecnico Del Neri. Potrebbe partire anche Massimo Gobbi, il cui spazio in rosa pare farsi via via più risicato. Più difficili, per quanto non improbabili, le partenze di Kuzmanovic e Melo: per il primo sarebbe arrivata un’offerta di 8 milioni da parte del Siviglia, con i Gigliati che però ne avrebbero fissato il prezzo a 15 milioni. Per il secondo, invece, Della Valle e soci non si accontenterebbero di meno di 18-20 milioni di euro. Il giocatore avrebbe già fatto sapere di gradire la sua permanenza in riva all’Arno ma qualcuno a Milano – sponda Nerazzurra – pare ci stia pensando seriamente. A quel punto, quindi, l’imporbabile partenza di Melo potrebbe finire col tramutarsi in un addio definitivo.

In entrata, invece, sembra farsi via via più forte l’interesse nei confronti di Marco Marchionni, ala destra juventina che andrebbe a rimpiazzare il posto lasciato vuoto dal partente Semioli. Per l’ex Parma la Viola sarebbe pronta a mettere sul piatto Manuel Pasqual, terzino sinistro che potrebbe far molto gola alla Juve, ancora alla ricerca di un giocatore capace di ricoprire quel ruolo meglio di quanto non faccia – in fase offensiva – Christian Molinaro. La trattativa, però, è stata smentita proprio in giornata da Bruno Carpeggiani, agente del Bianconero, con queste parole: “Non c’è niente di vero in questo momento”.

Dall’altra sponda di Torino, invece, potrebbe arrivare Blerim Dzemaili, interno di centrocampo che ha molto ben figurato nella triste stagione granata, dove si è trovato un po’ a predicare nel deserto.
Viola che sarebbe anche interessati ad un altro giocatore del Toro: Ignazio Abate. La società di Cairo, infatti, detiene metà del cartellino dell’ala della nostra under 21 e Corvino sembrerebbe intenzionato ad acquistarla, per andare poi a Milano a trattare il riscatto della seconda metà. Potrebbe quindi essere proprio lui l’alternativa al partente Semioli e a Marchionni.

Idea Abate per la destra Viola

Idea Abate per la destra Viola

Da Roma, invece, potrebbero arrivare Matteo Brighi e Rodrigo Taddei. Per definire la posizione dei due, però, si dovrà aspettare che le note vicende societarie dei giallorossi trovino una fine, per poter così avere un interlocutore sicuro con cui trattare un’eventuale transazione.

La trattativa più avanzata, però, sarebbe quella che porta a Piermario Morosini, centrocampista in forza al Vicenza attualmente impegnato agli Europei under 21 con la nostra rappresentativa di categoria. Potrebbe quindi essere lui a prendere il posto in rosa che dovrebbe essere lasciato vuoto da Almiron, giocatore che difficilmente verrà riconfermato.

I giovani, infine: se da una parte c’è da derimere col Pescara la questione della comproprietà di Zappacosta, dall’altra sembra invece quasi fatto l’arrivo di Di Tacchio dall’Ascoli. Non solo giocatori pronti subito, insomma. Ma anche qualche giovane destinato a creare la Fiorentina di domani.

Attaccanti: qui a partire (dopo Bonazzoli, rientrato a Genova) dovrebbero essere la delusione Lupoli (che finirebbe ad Ascoli nell’affare Di Tacchio) ed il giovane ex primavera Di Carmine, il quale potrebbe essere inserito nella trattativa che porterebbe Rolando Bianchi in quel di Firenze: la punta ex Manchester City, infatti, non gradirebbe scendere di categoria col Torino, squadra per la quale è attualmente tesserato. Per questo starebbe guardandosi intorno, alla ricerca di un’alternativa che lo porti a restare nella massima serie.
Firenze, ad oggi, sarebbe l’alternativa più concreta. Il tutto, ovviamente, a patto che Rolando accetti di fare il vice-Gilardino, il cui posto, infatti, non è in discussione.

Qualora non fosse Bianchi potrebbe essere Nicola Pozzi: l’attaccante empolese scuola Cesena, infatti, da ex baby prodigio del calcio nostrano si è trasformato in una punta piuttosto normale (per non dire anonima). Firenze e la Fiorentina, però, sarebbero pronte a dargli un’altra possibilità di misurarsi col calcio che conta. Nonostante Gilardino non sembri il giocatore adatto a far fare il salto definitivo di qualità a questa squadra, però, è difficile pensare che Nicola Pozzi potrebbe andare a Firenze per guadagnarsi un posto da titolare.

Potrebbe essere ancora in Italia il futuro di Cruz: per lui pronto un contratto da vice-Gilardino alla Fiorentina

Potrebbe essere ancora in Italia il futuro di Cruz: per lui pronto un contratto da vice-Gilardino alla Fiorentina

L’alternativa più economica sul mercato, invece, sarebbe quella che porta Julio Ricardo Cruz, appena svincolatosi dall’Inter: l’ex River, infatti, è un giocatore che è stato capace di dare costanza al suo rendimento negli ultimi anni, il tutto nonostante fosse tutt’altro che un punto fermo della formazione Nerazzurra. Potrebbe quindi essere proprio lui il miglior vice-Gilardino: un giocatore che ha già dimostrato di saper cambiare gli equilibri di un match anche e soprattutto a partita in corsa.

Nel caso in cui non volessero spendere proprio un centesimo, però, i Viola potrebbero ricorrere ad una soluzione “fatta in casa”: la promozione in prima squadra del giovanissimo Khouma El Babacar, senegalese di soli 16 anni protagonista tanto con gli Allievi Nazionali (con cui si è recentemente laureato Campione d’Italia) quanto con la Primavera Viola. Giocatore dal potenziale devastante (movenze alla Drogba, passo alla Kanu, velocità e tecnica alla Papa Waigo) è uno dei migliori prospetti del vivaio fiorentino, un giocatore dal futuro pressoché assicurato e su cui in società puntano fortissimo. C’è solo da capire se rischieranno il salto subito o se gli faranno fare ancora almeno un altro paio d’anni d’apprendistato tra i ragazzini.

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Pedro Rios Maestre dallo Xerez al Getafe.
Jody Viviani dal Saint-Etienne al Grenoble.
Juan Pablo Colinas Ferreras dal Numancia all’Atletico Madrid.
Leandro Cabrera dal Defensor Sporting all’Atletico Madrid.
Ersen Martin dal Recreativo Huelva al Gaziantepspor (parametro zero).
Ciro Capuano dal Palermo al Catania.
Stefano Guberti dal Bari alla Roma (parametro zero).
Hugo Broos dal Panserraikos al Trabzonspor.
Roque Santa Cruz dal Blackburn Rovers al Manchester City.

Santa Cruz andrà a rimpinguare le fila del City

Santa Cruz andrà a rimpinguare le fila del City

Jeremy Brechet dal PSV al Sochaux.
Bastian Schulz dall’Hannover al Kaiserslautern.
Daniel Pranjic dall’Heerenveen al Bayern Monaco.
Orlando Engelaar dallo Schalke al PSV.
Ben Sahar dal Chelsea all’Espanyol.
Gokhan Zan dal Besiktas al Galatasaray.
Pini Balili dal Sivasspor all’Antalyaspor.
Kerim Zengin dall’Istanbul Büyükşehir Belediyespor all’Antalyaspor.

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Gruppo 1: Marocco e Togo si spartiscono la posta in palio, pareggiando 0 a 0 l’incontro che li vede scontrarsi per provare ad insidiare il primato del Gabon, che dal canto suo recupererà la partita col Camerun il nove settembre prossimo. La situazione in classifica, quindi, resta praticamente immutata: Gabon che continua a guidare il suo girone a 6 punti, con Togo secondo a 4, Marocco a 2 e Camerun fanalino di coda ad 1 solo punto.

Gruppo 2: 0 a 0 nel big match del secondo girone, con la Nigeria (5 punti) che non riesce a superare i padroni di casa tunisi, ancora primi a quota 7. Vince invece il Kenya (3), ora terzo, contro il Mozambico: a firmare la vittoria keniota sono Owino e Mariga, con Domingues a segnare il momentaneo pareggio.

Gruppo 3: seconda vittoria in tre partite per l’Algeria, che prova così a tornare ai fasti degli anni ottanta (dove centrò due partecipazioni mondiali, preludio della Coppa d’Africa – sinora l’unica della loro storia – che vinsero poi nel 1990). La nazionale che fu di Madjer, infatti, va in Zambia e vince 2 a 0 grazie alle reti di Bougherra e Saifi. Algeria che si porta quindi a 7 punti, staccando lo Zambia che resta fermo a 4. Ultime ad 1 punto, invece, Ruanda ed Egitto che recupereranno il match perso per la partecipazione dei Campioni d’Africa alla Confederations Cup il prossimo 5 luglio.

Gruppo 4: guida il Ghana a punteggio pieno. Battuto anche il Sudan (1), infatti, grazie ad una doppietta di Amoah. Seconda posizione, invece, per il Mali (4 punti), fresco vincitore nel match contro il Benin (3): Maiga, Diallo e Kanoutè ribaltano l’iniziale vantaggio firmato da Tchomogo.

Kanoutè non si smentisce, andando a segnare il suo ventunesimo goal in nazionale

Kanoutè non si smentisce, andando a segnare il suo ventunesimo goal in nazionale

Gruppo 5: è invece la Costa d’Avorio, qui, a fare la parte del leone. Il 3 a 2 ottenuto in Burkina Faso (seconda a 6 punti) vale infatti il primo posto alla nazionale di Halilhodzic, a caccia della sua seconda partecipazione mondiale. Yayà Tourè e Drogba, oltre all’autorete di Tall, regalano la vittoria agli ivoriani, rendendo inutili le reti di Pitroipa e Bance. Sale invece al terzo posto la Guinea (3), che lascia l’ultimo posto battendo il Malawi (0) grazie ad una doppietta di Feindouno; di Msowoya la rete della bandiera ospite.

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Jaime Romero Gomez dall’Albacete all’Udinese.
Tiago Da Silva Dutra dal Gremio al Villareal.
Bruno Renan Trombelli dal Gremio al Villareal.
Junichi Inamoto dall’Eintracht al Rennes.
Ulaş Güler Hacettepespor al Gençlerbirliği SK (fine prestito).
Thomas Vermaelen dall’Ajax all’Arsenal.

Vermaelen andrà a rinforzare la retroguardia Gunners

Vermaelen andrà a rinforzare la retroguardia Gunners

Gökhan Öztürk dal Galatasaray al Gaziantepspor.
Eduard Albacar Gallego dall’Alaves al Rayo Vallecano.
Carlos González Peña dall’Albacete al Recreativo.
Reynald Lemaitre dal Caen al Nancy.
Hamed Namouchi dal Lorient al Sivasspor (parametro zero).
Uğur Kavuk dall’Antalyaspor A.S. al Sivasspor (parametro zero).

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Europei under 21 – 19/06/09

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Importantissima vittoria degli Azzurrini che battendo 2 a 1 i padroni di casa svedesi si portano al primo posto in classifica nel proprio girone di questo Europeo under 21, con un Balotelli che, come giustamente detto da Casiraghi nell’intervista a fine partita, risulta essere croce e delizia di questa squadra, tra colpi da Campione e colpi di testa.

Mario Balotelli, croce e delizia di questa squadra

Mario Balotelli, croce e delizia di questa squadra

Italia che scende in campo con lo stesso modulo adottato nell’esordio contro la Serbia con il trio delle meraviglie Giovinco-Balotelli-Acquafresca davanti a procacciare goal.

Gli Azzurrini non iniziano però benissimo e complice un disimpegno errato da parte di Bocchetti la prima occasione interessante della partita risulta essere per i padroni di casa, che in due soli minuti fanno tremare altrettante volte la nostra retroguardia.

Poi, però, i nostri si svegliano e dopo che Consigli va a bloccare una punizione deviata da Marchisio la tecnica dei nostri sale in cattedra: prima Balotelli e Giovinco dialogano bene sulla trequarti, con il fantasista juventino che mette poi Acquafresca a tu per tu con Dahlin, portiere svedese, senza però che Robert possa raggiungere il pallone, di poco lungo.

Poi De Ceglie, molto positivo nella prima frazione, sfonda sulla sinistra, pescando lo stesso Robert sul secondo palo: il colpo di testa della punta di proprietà dell’Inter, però, è disinnescato dal portiere avversario.

Al 23′, poi, l’apoteosi: Giovinco aggancia splendidamente un pallone a centrocampo e dopo averlo arpionato ed addomesticato con classe lo fa passare tra due avversari, lasciandoli sul posto e puntando l’area avversaria, per scodellarlo poi in direzione di Balotelli. Il cucchiaio è precisissimo, con Mario che dopo aver fatto suo il pallone si libera per il tiro, che scocca a giro con potenza e precisione, beffando l’estremo difensore vichingo, che nulla può su quel gioiello balistico.

Dopo il colpo di classe, però, arriva, come detto, il colpo di testa: in seguito allo svantaggio subito i padroni di casa iniziano ad aumentare gli interventi rudi, che concentrano in particolar modo su Balotelli. Il nostro perde la testa, finendo col reagire: l’arbitro non ha dubbi, cartellino rosso. Italia che dovrà quindi giocare un’oretta in 10 contro 11.

Nella seconda frazione l’Italia arretra sempre di più il proprio baricentro col passare del tempo. Il tutto, però, non impedisce a Giovinco di andare a guadagnarsi magistralmente una punizione che batterà poi alla perfezione, pennellando il pallone sulla testa di Acquafresca: è il 2 a 0.

Dopo aver sostituito Giovinco con Abate, passando quindi ad un 4-4-1, Casiraghi decide di regalare gli ultimi venti minuti agli avversari: la sostituzione di Acquafresca con Ranocchia, infatti, questo comporta. Con un indecente 5-4-0, quindi, i nostri devono provare a tirare fino alla fine della partita.

Senza nessuno di punta, però, l’Italia smette del tutto di avere un gioco. Arroccati nella nostra area (con anche 6 o 7 uomini in linea al limite della stessa) diamo modo alla Svezia di tenerci in scacco da quel momento in poi. I nostri, infatti, non fanno che rinviare a casaccio i palloni che gli svedesi recapitano, senza moltissima precisione, in area.

Lo spettacolo è assolutamente desolante, ma il nostro fortino regge, regalando una sola rete alla Svezia, che esce quindi sconfitta.

Sebastian Giovinco, MVP del match

Sebastian Giovinco, MVP del match

Ora c’è quindi da vincere l’ultimo match del girone – contro la Bielorussia – per qualificarci alla semifinale e pensare poi di andare a vincere il torneo. Questa squadra ha sicuramente i numeri per farlo.

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Rischia di essere già finita l’avventura italiana a questa Confederations: la sconfitta, per quanto immeritata, con l’Egitto, infatti, porta gli Azzurri ad avere un piede fuori dalla competizione, soprattutto in relazione al fatto che l’ultima partita del girone verrà giocata contro il Brasile, non esattamente un avversario modesto.

E’ la rete di Homos, realizzata a cinque dal termine del primo tempo, a decidere il match, con El Hadary, portiere dei Faraoni, a blindare poi il risultato con diversi interventi decisivi, favoriti anche da un tantinello di imprecisione dei nostri attaccanti.

Italia che mantiene quindi la seconda posizione nel girone a quota 3 punti, agganciata ora proprio dall’Egitto.

Primo, e con un piede in semifinale, il Brasile: alla Seleçao basterà un misero pareggio contro di noi per ottenere il primo posto nel girone, il tutto grazie alla vittoria per 3 a 0 ottenuta contro gli Stati Uniti in una partita nella quale ha fatto bella mostra di sè Maicon, che è in “guerra” per la maglia da titolare sulla fascia destra, maglia che gli viene contesa da Dani Alves. Vedremo quindi, dopo questa grande prestazione, cosa deciderà Dunga per il decisivo match contro di noi.

Le reti di Melo, Robinho e dello stesso Maicon decidono un match senza storia, che vede i brasiliani imporsi piuttosto agevolmente.

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Inizia malino l’avventura della rappresentativa italiana all’Europeo under 21: la nostra compagine, infatti, fallisce l’occasione di restare attaccata alla Svezia (che batte 5 a 1 la Bielorussia nell’altro match del nostro raggruppamento) andando ad impattare 0 a 0 contro i pari età serbi in un match giocato abbastanza bene solo per la prima ora, prima ciò che gli Azzurrini inizino a patire troppo la stanchezza.

Casiraghi, comunque, dovrà studiare qualcosa di diverso per il prosieguo della competizione: la sorta di 4-3-3 impiegato nel corso del match contro la Serbia, infatti, sacrifica troppo Balotelli, il giocatore che dovrebbe guidare per mano la squadra alla vittoria del torneo, oltre a lasciare Acquafresca senza un valido aiuto. SuperMario e Giovinco, infatti, finiscono con l’agire troppo larghi, lasciando che Robert si perda tra i centrali avversari. Insomma, come sprecare tutto quel talento. Perché il nostro tridente, sulla carta, è devastante. Peccato che in campo, poi, i vari non vengono rispettati alla prova dei fatti.

Italia che dovrà quindi ora vincere contro la Svezia di un grande Berg, capace di mettere a segno una tripletta all’esordio. Ce la faranno i nostri portacolori o sarà questo l’ennesimo torneo concluso male dalle rappresentative guidate da Pierluigi Casiraghi?

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Si è concluso il turno qualificatorio della zona asiatica per quanto riguarda i prossimi mondiali.

Prima di quest’ultimo turno risultavano già qualificati Australia, Giappone e Corea del Sud. Dopo quest’ultima partita del quarto round qualificatorio si aggiunge quindi anche la quarta squadra direttamente qualificata: la Corea del Nord, capace di pareggiare 0 a 0 in Arabia Saudita facendo in modo di evitare che i sauditi stessi possano sopravanzarli in classifica.

Complice anche l’1 a 1 (Shojaei e Park) tra Iran e Corea del Sud, infatti, Corea del Nord, Arabia Saudita ed Iran stesso terminano a pari punti, 12. Grazie ad una miglior differenza reti, però, sono i nordcoreani a staccare il pass diretto per il Sudafrica, condannando l’Iran allo spareggio col Bahrain (terzo del gruppo A) ed i sauditi all’eliminazione.

Gruppo A che, come detto, vede il Bahrain assicurarsi la terza posizione alle spalle delle corazzate Australia e Giappone.

Grazie all’1 a 0 sull’Uzbekistan (Abdulrahman), infatti, la nazionale allenata dal croato Luka Peruzovic si aggiudica il terzo posto, che vale lo spareggio con l’Iran (da cui uscirà la squadra destinata a scontrarsi con la Nuova Zelanda nel playoff che varrà il mondiale).

Nell’altra gara del girone, invece, l’Australia sconfigge il Giappone grazie ad una doppietta di Cahill (59′ e 77′), con la quale i Socceroos rispondono all’iniziale vantaggio nipponico firmato da Tanaka. Canguri quindi che si aggiudicano il primo posto nel girone, confermando la bontà della soluzione presa dalla Federazione Australiana: passare alla zona Asiatica per avere accesso diretto (senza spareggi vari con squadre di altre confederazioni) ai mondiali.

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Brasile ed Italia, pur tra titubanze e difficoltà, mettono subito in chiaro che vogliono essere loro due le padrone del girone.

I Verdeoro, infatti, battono 4 a 3 i campioni d’Africa egiziani, imponendosi grazie al maggior tasso tecnico su di una squadra che dimostra comunque di essere messa in campo molto bene da mister Shehata, capace di guidare i Faraoni a vincere già due coppe d’Africa.

Nonostante i giocatori nordafricani siano tutto fuorché scarsi il dislivello tecnico resta comunque notevole e nemmeno la maggior fisicità ed il miglior atletismo dei giocatori egiziani riesce a colmare questo gap.

Le due difese, poi, offrono spettacoli pressoché indegni. In special modo quella guidata dai veterani Said e Gomaa, poi, dimostra di essere totalmente impreparata a respingere gli assalti portati da palla ferma, finendo in questo modo con l’autocondannarsi ad una sconfitta che, tutto sommato, risulta essere immeritata: il pareggio, infatti, sarebbe stato il risultato più giusto.

Dal canto suo la nazionale Azzurra, invece, fatica, e non poco, per 45 minuti: gli States sono messi meglio in campo e soffocano ogni vaga velleità di impostazione di manovra che possa venire ai nostri, tanto da impedirci di costruire azioni degne di tal nome.

In chiusura di primo tempo, poi, gli States passano clamorosamente in vantaggio: la pochezza della manovra americana è almeno pari a quella italiana, ma al 41′ Chiellini, troppo irruento, collide con Altidore, causando un calcio di rigore piuttosto netto. Dal dischetto si presenta Donovan, che spiazza facilmente Buffon.

Nel secondo tempo le cose cambiano, anche grazie all’entrata in campo di Giuseppe Rossi: l’italoamericano (guarda un po’ il destino…) è l’unico giocatore del nostro reparto offensivo davvero capace di cambiare la partita con una giocata. E subito lo dimostra, andando a segnare la rete del pareggio.

Saranno poi De Rossi con un diagonale dalla distanza e lo stesso Beppe Rossi a sigillare la vittoria azzurra, favorita dall’espulsione di Clark avvenuta al 33′, quando ancora le due squadre erano ferme sullo 0 a 0.

Un 3 a 1, quindi, che fa sembrare la nostra vittoria molto più netta di quanto in realtà non sia stata. La squadra sembra non girare in molte sue parti (dalla coppia difensiva che giostra centralmente ai nostri due centravanti, uno assolutamente impalpabile, l’altro capace di mangiarsi due occasioni in pochi minuti) e le possibilità di imporsi in questa competizioni sembrano essere assolutamente rosicate: la Spagna, infatti, è attualmente molto superiore alla nostra rappresentativa, sia a livello di talento dei singoli che di affiatamento del collettivo.

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Importante vittoria del Messico su Trinidad: il 2 a 1 (Franco e Rojas per i messicani, Tinto a firmare la rete del momentaneo pareggio dei Soca Warriors) con cui la Tri supera gli avversari, infatti, porta il Messico a salire a quota 6, un solo punto sotto Honduras che, dal canto suo, s’impone 1 a 0 su El Salvador grazie ad una rete di Carlos Pavon.

Le prossime gare di qualificazione, quindi, saranno decisive: con ancora tutto il girone di ritorno da disputare il Messico, nazionale che tra tutte quelle di questo hexagonal è quella che sta deludendo di più, ha ancora grandi possibilità di guadagnare una qualificazione comoda.

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