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E finalmente arrivò il giorno: dopo settimane in cui la voce di un accordo di Diego e la Juventus si rincorreva con quelle che, invece, volevano il giocatore non ancora sulla strada per Torino (l’accordo con lui c’era da tempo, da convincere era il Werder, visto anche l’interesse di altri club nei suoi confronti.

E' ufficiale: Diego Bianconero per i prossimi cinque anni
Alla fine, la società di Corso Galileo Ferraris ce l’ha fatta, riuscendo a trovare un’intesa anche col club tedesco e potendo quindi formalizzare l’operazione che vedrà quindi il trequartista tedesco trasferirsi a Torino, dove ha firmato oggi un quinquennale. Questi i termini dell’accordo tra le due società, secondo quanto riporta il sito ufficiale della Juventus:
La Juventus verserà nella casse del Werder Brema 24, 5 milioni di Euro in tre rate, garantite da fideiussione bancaria: € 14 milioni il 1 luglio 2009, € 5,5 milioni il 1 luglio 2010, € 5 milioni il 1 luglio 2011. Il valore di acquisto potrà aumentare al massimo di altri € 2,5 milioni, legati al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nei prossimi cinque anni.
Ventiquattro milioni e mezzo di euro, quindi. Un esborso economico sicuramente cospicuo per qualsiasi società, ancor più in realzione al fatto che la situazione finanziaria delle nostre squadre non è delle migliori. O meglio… la Juventus tra tutte è quella che ha una delle gestioni più oculate della propria situazione economica, ma il problema vero è che essendo pochi, rispetto alle inglesi ad esempio, gli introiti di conseguenza diventano limitate le possibilità di spesa.
In questo senso quasi cinquanta miliardi del vecchio conio sono una cifra assolutamente ragguardevole. Ma del resto per un giocatore del calibro – e dell’età – di Diego non si può pensare di spendere molto meno.
Nato a Ribeirão Preto il 28 febbraio 1985 è un trequartista brasiliano – ma di passaporto italiano – dal fisico compatto e potente (175 cm per 76 kg) è molto dotato tecnicamente sia sotto l’aspetto del dribbling, da buon brasiliano, che sotto l’aspetto del controllo di palla. A tutto questo unisce anche un’ottima capacità di impostare l’azione: Diego, infatti, sa far girare bene il pallone, tanto che spesso scala per poter ricevere palla più in basso, di modo da dare il là all’azione con un filtrante o un lancio al bacio.
Inoltre pur non essendo una punta è un ottimo goleador: in questa stagione, infatti, ha già segnato – aspettando la finale di Coppa di Germania che disputerà sabato – 20 reti in 32 match ufficiali. Un bottino non indifferente per un giocatore che si disimpegna sulla trequarti e non a ridosso dell’area di rigore.
Talento precoce (il suo esordio nel Brasileirao avvenne a soli 16 anni) passò al Porto nel 2004, dopo tre anni (e due campionati) al Santos, dove formava una coppia devastante con un altro grande trequartista brasiliano: Robinho. Due anni in Portogallo (conditi da un campionato, una Supercoppa nazionale ed una Coppa Intercontinentale) e l’approdo al Werder, dove in tre anni segnerà più di 50 reti, vincendo una Coppa di Lega (cui ora potrebbe aggiungere una Coppa di Germania) e venendo votato come miglior giocatore della Bundesliga nel 2007.
Il suo processo di maturazione come professionista, quindi, è iniziato diverso tempo fa: Diego, che ha già vestito per 28 volte la maglia della sua nazionale (vincendo due Cope America ed un bronzo alle ultime olimpiadi), è infatti un giocatore professionista da ben otto anni e si può definire ora pronto per giocare a certi livelli. O almeno, così la pensa lui stesso: “Sono entusiasta della Juventus e orgoglioso di entrare a far parte di un club così prestigioso che ho sognato fin da bambino. Dopo l’esperienza in Portogallo e in Bundesliga potrò misurarmi con un calcio di altissimo livello, in un campionato difficile e molto competitivo. È il momento giusto della mia carriera per compiere un passo così importante e sono convinto che con la Juventus potrò raggiungere grandi traguardi. Ora però voglio concentrarmi al massimo sulla finale di sabato: ci tengo a lasciare i tifosi del Werder nel migliore dei modi, perché è anche grazie a loro se in questi anni sono cresciuto, fino a meritarmi questa nuova opportunità“.
Ora ci sarà solo da capire un paio di cose: innanzitutto se il ragazzo saprà ambientarsi al nostro calcio (ma essendo un trequartista brasiliano “di stampo europeo” è molto probabile che ciò avvenga in fretta); in secondo luogo quale sarà il progetto tecnico-tattico che i dirigenti di Corso Galileo Ferraris porteranno avanti ora che hanno acquistato un trequartista di fama mondiale.
Il giocatore, infatti, andrà inserito in un contesto adeguato, un contesto che possa esaltarne le qualità.
Inserirlo come centrale di centrocampo in un 4-4-2 classico (il modulo che adottava Ranieri, per intenderci) non sarebbe una soluzione adeguata, in quanto gli si chiederebbe di sprecare molte energie in fase difensiva, finendo col renderlo meno lucido negli ultimi 30 metri. Pensare possa essere lui l’erede di Nedved sarebbe altrettanto sbagliato: le sue caratteristiche lo portano a dover operare al centro del campo, sulla trequarti, andando a toccare un po’ tutti i palloni che la sua squadra recapita in fase offensiva; relegarlo sulla fascia vorrebbe dire sfruttare solo il 30% delle sue potenzialità, senza tener conto che non è nemmeno il suo ruolo e trovandosi fuori posizione il suo gioco ne risentirebbe parecchio.
Ecco quindi che molta importanza ricoprirà la scelta del prossimo allenatore: esso, infatti, dovrà firmare il contratto ben sapendo che la punta di diamante della campagna acquisti Bianconera si incentra su di un trequartista, dovendosi quindi adattare di conseguenza.
Proprio per questo motivo alcuni dei nomi più quotati per prendere la guida di questa squadra dalla prossima stagione non sembrebbero essere i più adatti.
Conte, ad esempio. L’ex capitano Bianconero è reduce da una positivissima esperienza a Bari, che potrebbe però giungere al termine qualora la Vecchia Signora chiamasse. Antonio, però, utilizza un 4-4-2 classico con ali molto offensive, in grado di trasformarsi in un 4-2-4 in fase offensiva. In questo modulo, quindi, Diego verrebbe penalizzato ovunque venisse schierato.
Allo stesso modo le cose andrebbero con Gasperini, che a Genova utilizza un 3-4-3 capace di diventare 5-4-1 in fase di non possesso: anche in questo caso, infatti, Diego non potrebbe stazionare nella zona di sua competenza e dovrebbe sacrificarsi in zone del campo che non gli si addicono.
Meglio, invece, potrebbe andare qualora arrivasse Spalletti: l’attuale tecnico romanista è famoso per il suo 4-2-3-1, modulo nel quale Diego cadrebbe a pennello come trequartista centrale.
Un’incognita sarebbe invece il suo utilizzo in una squadra allenata da Ferrara, l’attuale traghettatore Bianconero. Qualora l’ex difensore napoletano venisse confermato sulla panchina della Juventus, infatti, non è dato sapere come vorrebbe schierare la propria squadra.

Diego sarà il nuovo fantasista Bianconero
In tutti questi casi, comunque, c’è sempre da tener presente l’adattabilità di un tecnico: come un giocatore deve essere pronto a modificare il proprio gioco a seconda delle esigenze, infatti, così un allenatore deve essere capace di adattare il proprio modulo ai giocatori a disposizioni. In questo caso, quindi, è bene che chiunque accetti la panchina Bianconera sappia che Diego dovrà essere uno dei cardini della Juventus del futuro.
