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Archivio per 15 dicembre 2008

Ad 11 ammonta il computo degli attaccanti della nostra Serie A che potranno svincolarsi il prossimo giugno. Andiamo quindi a vedere di chi si tratta:

Quale squadra proverà a rivitalizzare Crespo?

Quale squadra proverà a rivitalizzare Crespo?

a Milano, sponda Inter, sono in due, entrambi argentini; ovviamente sto parlando di Hernan Crespo e Julio Ricardo Cruz. Il primo, 33enne nato a Florida (che non è lo stato americano ma bensì la città più popolosa del dipartimento Vicente Lopez), è una classifica prima punta abilissima a giocare negli ultimi 16 metri e dal fiuto del goal innato. Cresciuto nelle giovanili del River Plate (squadra con cui esordì come professionista) passò nel 1996 al Parma, iniziando la sua lunga avventura italiana; proprio a Parma vincere una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana ed una Coppa UEFA. Dopo quattro stagioni giocate con un’ottima media goal il trasferimento alla Lazio, dove rimase due stagioni (vincendo una classifica marcatori, segnando 26 reti nel suo primo campionato in biancoceleste). Nel 2002, poi, il trasferimento a Milano, sponda nerazzurra; la stagione è sfortunata ed Hernan resterà fermo a lungo, riuscendo comunque a segnare 7 reti in campionato e ben 9 in Champions. In estate il trasferimento al Chelsea, dove Abrahmovic vuole costruire una squadra che sia competitiva da subito: a Londra giocherà una stagione con alti e bassi, segnando 10 reti, per poi venire mandato in prestito l’anno successivo al Milan di Ancelotti (primo tecnico con cui lavorò in Italia). Dopo un altro anno al Chelsea il suo ritorno all’Inter, in cui milita tutt’ora. In questo momento pare che gli spazi per lui siano minimi e qualcuno paventa un suo possibile trasferimento già a gennaio. Difficile comunque pensare possa restare oltre giugno. Chissà, il Valdanito (soprannome affibiatogli per la sua somiglianza con l’ex attaccante argentino Jorge Valdano) potrebbe anche decidere di tornare al suo River, che essendo in grossa crisi (come abbiamo visto ieri) ha bisogno di essere rilanciato.

Cruz invece, 34enne di Santiago del Estero (capitale dell’omonima provincia), crebbe nel Banfield; dopo averci giocato come professionista in 65 incontri di campionato venne acquistato, nel luglio 96, dal River Plate (un mese prima che Crespo si trasferisse al Parma). Con i Millionarios gioca una sola stagione, segnando con regolarità (17 reti in 29 partite); a questo punto viene notato dagli osservatori del Feyenoord, squadra per la quale viene quindi tesserato. A Rotterdam giocherà 86 volte in Eredivisie segnando 44 goal e continuando quindi a mostrare un’ottimo fiuto. A settembre del 2000 viene quindi ingaggiato dal Bologna; inizialmente però el Jardinero troverà difficoltà ad ambientarsi col nostro calcio e nella sua nuova squadra. Piano piano, però, il suo rendimento iniziò a migliorare, finendo col diventare uno dei punti di forza della formazione rossoblù. Nel 2003 il grande salto e l’approdo all’Inter, squadra nella quale ha già giocato più di 100 partite solo in campionato. Ora sembra, vista l’età piuttosto avanzata, possa essere in procinto di lasciare Milano. E’ comunque un giocatore ancora molto valido e che potrebbe risultare utile a diverse squadre del vecchio continente… ma chissà, forse anche lui potrebbe provare a rilanciare il River…

Quale sarà il futuro di Vieri? (worldathletes.com)

Quale sarà il futuro di Vieri? (worldathletes.com)

Ma c’è un altro giocatore in scadenza che ha avuto a che fare con la società nerazzurra: Christian Vieri. Il 35enne nativo di Bologna ha infatti giocato ben sei stagioni all’Inter, squadra di cui era diventato un giocatore simbolo ed un trascinatore: tra il 99 ed il 2005, infatti, giocò quasi 150 partite solo di campionato, segnando 103 reti ed avendo una media goal altissima. Prima di arrivare all’Inter Vieri era stato un po’ un giramondo: dal 1991, anno in cui era diventato professionista, al 1999, anno in cui come detto approdò all’Inter, Vieri giocò in ben otto squadre diverse (tra cui Juventus, Atletico Madrid – dove divenne pichichi della Liga – e Lazio). Una volta chiusa la sua esperienza in nerazzurro, poi, il tanto discusso passaggio agli odiati rivali del Milan, dove giocò però solo 8 partite per passare poi, a gennaio, in prestito al Monaco. In Francia, però, Vieri non ebbe miglior fortuna: dopo 7 sole partite giocate un grave infortunio che lo costrinse anche a saltare il mondiale poi vinto dagli azzurri. Quel giugno firmerà un contratto stagionale con la Sampdoria, rescindendolo però due soli mesi dopo, senza aver mai messo piede in campo. Deciderà quindi di tornare a Bergamo (dove aveva già giocato nella stagione 95/96), ma il suo impiego sarà minimo. Lo scorso anno ha giocato alla Fiorentina, per poi fare ritorno a Bergamo in questa stagione. Ora il contratto è appunto in scadenza, vedremo cosa deciderà di fare il giocatore. Di sicuro è stato una delle migliori prime punte degli ultimi 15 anni, capace di segnare valanghe di goal in Spagna (24 in 24 partite) come in Italia (24 in 23 partite nella stagione 02/03); ora, però, Mr. Novanta Miliardi (soprannome affibiatogli in relazione all’esborso che Moratti pagò alla Lazio quando lo portò a Milano) ha perso lo smalto degli anni migliori e comincia a risultare francamente troppo appesantito nei movimenti per poter continuare a giocare agli altissimi livelli cui ci abituò in passato.

 In scadenza risulta essere anche Inzaghi, ma non il Filippo milanista, bensì suo fratello Simone. Il 32enne piacentino, cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città, ha girato un po’ l’Italia prima di riuscire a trovare la sua consacrazione, avvenuta proprio al Piacenza. Correva l’anno 1999, infatti, quando Simone chiuse il campionato con un ottimo bottino di goal: 15 in 30 partite. La sua esplosione non passa inosservata e la Lazio si precipita sul giocatore, vedendo in lui quello che avrebbe dovuto essere il sostituto proprio di Vieri (che nella stessa estate passò all’Inter). A Roma, però, dopo un primo anno in cui mostrò ottime cose (come una quaterna rifilata all’Olympique Marsiglia in Champions League), aiutando la Lazio a vincere lo scudetto, Inzaghino inizierà ad avere una serie di problemi fisici che finiranno col portarlo ai margini della squadra. Nelle successive quattro stagioni, infatti, Simone segnerà 20 sole reti. A gennaio 2005 passerà in prestito alla Sampdoria, ma i continui problemi fisici continueranno a non dargli pace, impedendogli di tornare ai suoi livelli. Dopo altre due stagioni a Roma, in cui ha fatto da riserva a Rocchi e Pandev, il tentativo di rilanciarsi andando in prestito all’Atalanta. L’operazione, però, fallì totalmente e la casella “goal” del suo score rimarrà tristemente vuota. Quest’anno, quindi, l’ennesimo ritorno in biancoceleste, dove però è chiuso oltre che da Rocchi e Pandev anche dal nuovo arrivato Zarate. A questo punto, quindi, facile pensare che Lotito vorrà liberarsi del suo ingaggio (quasi 1 milione di euro), dato che l’apporto di Inzaghi alla causa biancoceleste è quasi nullo. Ci sarà da vedere se ci saranno società di A disposte ad investire su di lui, dato che è un giocatore che nelle ultime stagioni ha fatto davvero troppo poco per poter essere ancora considerato giocatore di livello.

Ritorno a casa in vista, per Frick?

Ritorno a casa in vista, per Frick?

Salendo 200 km più a nord troviamo invece Mario Frick, 34enne nativo di Coira (capitale del Cantone dei Grigioni, Svizzera) ma di passaporto del Liechtenstein, per la cui nazionale ha giocato 77 volte. Comincia la sua carriera giovanile nell’FC Vaduz per poi passare all’FC Balzers, squadra nella quale comincerà a giocare nella Prima Lega svizzera e con la quale esordirà in Europa. Dopo diversi anni giocati in Svizzera (tra San Gallo, Basilea e Zurigo) nell’ottobre del 2000 arriva il suo passaggio all’Arezzo, dove giocherà 23 partite segnando ben 16 reti che gli varranno la chiamata del Verona. Qui esordirà in Serie A, giocando 24 volte e mettendo a segno 7 reti. In estate passerà quindi alla Ternana, dove in tre anni di permanenza metterà a segno la bellezza di 44 goal. Nell’estate 2006, infine, il ritorno in A: Mario decide infatti di firmare per il Siena, squadra nella quale milita tutt’ora. In questa stagione Frick ha disputato sinora 13 partite, mettendo però a segno una sola rete: posto che all’inizio della prossima stagione raggiungerà le 35 primavere è lecito pensare che possa essere lasciato partire…

A Genova, sponda doriana, è invece Claudio Bellucci a trovarsi col contratto in scadenza: il 33enne romano, che proprio alla Sampdoria cominciò la sua carriera da professionista esordendo in A nel 93 a soli 18 anni, ha giocato anche in Venezia, Napoli e Bologna (squadra di cui è stato per sei anni uno dei punti fermi, giocando 184 partite di campionato e segnando 65 reti). Nel 2007, poi, il suo ritorno a Genova dove, nonostante alcuni infortuni, si metterà in mostra e contribuirà fattivamente all’ottima annata dei blucerchiati. Il maggio scorso ha subito la rottura del tendine d’achille, infortunio che l’ha tenuto fermo sino a fine ottobre. Nonostante l’età cominci ad essere importante Bellucci è ancora un giocatore molto affidabile, il cui unico vero limite è dettato forse da una non proprio perfetta integrità fisica.

Scorrendo la lista degli svincolati troviamo poi l’ivoriano Haouliais Axel Cédric Konan; la quasi 26enne ala di Abidjian (ex capitale della Costa d’Avorio) sbarcò a Lecce quando era solo poco più di un bambino, a 15 anni. La prima presenza in A arriva il 17 dicembre del 2000, in una pesante sconfitta subita dai salentini per mano della Juventus. Per Konan, però, quello è un giorno comunque felice. Nelle due stagioni successive (la prima giocata in A, la seconda in B) totalizzerà 25 presenze, condite da tre reti; ma è l’anno seguente, 2003/2004, che Konan si metterà più in mostra: 32 presenze e 6 reti. La sua esperienza in salento verrà intervallata da un prestito al Torino, esperienza che sarà però molto negativa anche perché viziata da un infortunio. Quest’anno pare non essere tenuto in grossa considerazione dal suo tecnico, Beretta, che l’ha sinora messo in campo quattro sole volte, tutte da subentrante a partita in corso. Il giocatore, che pare comunque aver risolto i suoi problemi fisici, potrebbe quindi decidere di lasciare la “sua” Lecce per cercare una squadra in cui giocare con più continuità.

Quale sarà il futuro di Stellone?

Quale sarà il futuro di Stellone?

In scadenza anche un ex compagno di Konan: Roberto Stellone. Il 31enne romano, cresciuto nella Lodigiani, è giunto a Torino dopo un lungo girovagare che l’ha portato in 15 anni di carriera a girare 8 squadre. Dall’estate 2005 si è comunque accasato ai granata. Anche lui come Konan è però ai margini della squadra: ha giocato si 7 volte titolare, ma nell’idea tattica dei mister del Torino pare esserci più spazio per la coppia Amoruso-Bianchi che per lui. Dopo quattro stagioni Stellone potrebbe quindi decidere di lasciare il Toro a fine stagione.

A Verona troviamo invece in scadenza Antimo Iunco, 24enne brindisino. Cresciuto nella squadra della sua città, esordisce in prima squadra giovanissimo, in Serie D. Dopo quattro stagioni tra D e C2 Iunco, che aveva sino a quel momento trovato poco spazio, viene prelevato dall’Hellas Verona, squadra nella quale resta sino all’estate 2007, quando metà del suo cartellino verrà poi acquistata dal Chievo. Coi Mussi Volanti conquiesterà quindi la promozione in A. Quest’anno è già sceso in campo in 10 occasioni, 8 delle quali, però, partendo dalla panchina. Ci sarà quindi da capire quale potrà essere il suo spazio in squadra per il futuro.

Infine a Bologna è la volta di Marco Di Vaio e Gabriele Paonessa. Il primo, ormai 32enne, sembra aver trovato una seconda giovinezza in quel di Bologna: prima di quest’anno lontani sembravano, infatti, i tempi in cui faceva incetta di goal a Parma. Dopo le esperienze con Juventus e Valencia Marco sembrava aver perso quell’istinto da killer mostrato in Emilia; e proprio l’Emilia pare fargli bene: dopo la non estaltante esperienza di Genova Marco è sbarcato in estate a Bologna dove con 12 reti segnate in 16 partite sta dando un grossissimo contributo alla causa. E’ quindi logico pensare che la società vorrà proporgli un rinnovo, è però anche facile immaginare che dopo questo suo rifiorire possano esserci altre società interessate a lui.

Stagione già finita per il giovane talento bolognese Paonessa (datasport.it)

Stagione già finita per il giovane talento bolognese Paonessa (datasport.it)

Paonessa coi suoi 21 anni è il più giovane del lotto. Il giocatore, nativo proprio di Bologna, viene ritenuto uno dei giovani italiani di maggior talento. Il giocatore è nel giro dell’under 21 azzurra già dal 2006, quando esordì, segnando, contro i parietà lussemburghesi. Quest’anno il giocatore, che in realtà più che un attaccante è un trequartista, non era tenuto in considerazione da Arrigoni; con l’arrivo di mister Mihajlovic sembrava potessero aprirsi degli spazi per lui, ma purtroppo ad inizio mese ha subito una lesione completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, infortunio che lo terrà lontano dai campi tutta la stagione. A questo punto, quindi, ci sarà da capire chi vorrà puntare su di un giocatore che arriverà a scadenza di contratto dopo 7 mesi di inattività.

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Ci sarà infatti un finale storico per il Campionato Argentino di quest’anno. Dico ci sarà, dovrei dire c’è stato. Perché? Semplice, perché l’ultima giornata dell’Apertura 2008 si è giocata oggi, ma non ha deciso un bel niente. Già prima di quest’ultima giornata, infatti, ben tre squadre si trovavano in prima posizione, appaiate: San Lorenzo, Tigre e Boca Juniors. Già prima di stasera, quindi, si stava profilando un finale incredibile, che etichettare come “al cardiopalma” sarebbe poco: con tre squadre in testa, infatti, si sarebbe dovuto giocare un triangolare per decidere la squadra campione.

In passato era già capitato che due squadre terminassero a pari punti il campionato, dovendo quindi giocarsi la vittoria finale in uno spareggio; questa volta, però, uno spareggio non basterà. Le tre squadre, infatti, sono tutte riuscite a centrare una vittoria fondamentale, che le tiene così appaiate in testa alla classifica e le vedrà quindi costrette a giocarsi tutto in un triangolare all’ultimo sangue.

Luciano Figueroa. Fondamentale la sua doppietta di oggi per il Boca (esmas.com)

Luciano Figueroa. Fondamentale la sua doppietta di oggi per il Boca (esmas.com)

Il Boca Juniors è riuscito, pur con fatica, ad imporsi 3 a 2 sul Colòn de Santa Fe; gli xeneizes erano in realtà stati capaci di chiudere il primo tempo in assoluta scioltezza, con un tre a uno che pareva metterli al sicuro da qualsiasi pericolo. Mattatore della partita era stato Luciano Gabriel Figueroa, giocatore sbarcato a Buenos Aires in prestito dal Genoa pochi mesi fa, autore di una doppietta; di Riquelme il terzo goal per i padroni di casa. Era stato invece Nicolas Torres in chiusura di tempo ad accorciare le distanze.

Nel secondo tempo, poi, le granitiche certezze dei tifosi xeneizes s’incrinano: dopo 7 soli minuti di gioco Lucas Martin Valdemarin accorcia ulteriormente le distanze e fa vivere un brutto secondo tempo al Boca, che entra in apprensione perché sente possa scivolargli di mano una vittoria che pareva certa e, con essa, la possibilità di vincere il campionato.

La squadra di Riquelme riesce comunque a reggere, portando quindi a casa tre punti fondamentali.

Il San Lorenzo va invece a vincere allo stadio Diego Armando Maradona contro l’Argentinos Juniors. Eroe della partita è Gonzalo Bergessio, 24enne attaccante argentino che dopo soli 7 minuti trafigge Sebastian Torrico.

Il Tigre, dal canto suo, s’impone di misura al Monumental de Victoria contro il Rosario Central grazie ad una rete del suo bomber Martin Morel, vicecapocannoniere del torneo con 13 reti.

Ma parliamo un attimo di questo Tigre: se San Lorenzo e Boca sono infatti tra le squadre più titolate di Argentina (10 titoli nazionali per i primi e 23 per il Boca, secondo solo al River) il Tigre non è mai andato oltre ad un secondo posto (ottenuto, tra l’altro, lo scorso anno). Tigre che ha anche molta meno confidenza con la prima divisione argentina rispetto alle altre: il club di Victoria, infatti, ha giocato solo 24 tornei di Primera Division e prima di questo storico campionato (che come detto potrebbe anche riuscire a vincere) era riuscito a conquistare al massimo 34 punti nell’Apertura dello scorso anno (contro i 39 attuali).

Quest’anno, poi, il Tigre può fregiarsi di un merito particolare, che sicuramente i giocatori che saranno impegnati nel triangolare decisivo per l’assegnazione di questo Apertura non scorderanno: la squadra del Presidente Luis San Andres è infatti riuscita, durante la stagione, a battere sia Boca che San Lorenzo, proprio le due squadre che si ritroverà contro da qui a breve.

Diego Cagna, allenatore del Matador (cielosports.com)

Diego Cagna, allenatore del Matador (cielosports.com)

Allenatore de El Matador è quel Diego Cagna che da calciatore giocò 167 partite di campionato (inframezzate da due esperienze poco fortunate al Villareal ed all’Atletico Celaya) proprio con la maglia del Boca Juniors, squadra cui adesso contenderà il titolo in questo triangolare molto atteso. Cagna che, tra l’altro, in maglia xeneizes fece incetta di trofei: 4 campionati (apertura 98 e 2003, clausura 99 e 2005), 1 Copa Libertadores (2003), 1 Coppa Intercontinentale (2003), 2 Copa Sudamericana (2004 e 2005) ed una Recopa Sudamericana (2005). Da calciatore vinse inoltre 1 Confederations Cup con la Seleccion. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo nel 2005 si prende un anno sabbatico per perfezionare le sue conoscenze tattiche ed infine nel dicembre 2006 diventa l’allenatore del Tigre.

Ma quando verrà quindi giocato, questo benedetto triangolare? Il prossimo mercoledì alle 22.30 italiane si scontreranno, sul campo del Velez, la cenerentola Tigre e el Ciclon, il Ciclone San Lorenzo. Sabato 20 alla stessa ora sarà invece la volta di Boca Juniors – San Lorenzo, mentre martedì 23 (ancora non si sa a che ora) giocheranno l’ultima partita di questo triangolare los xeneizes e el Matador.

Insomma, un finale thrilling, quasi noir, per uno dei campionati più calienti del mondo.

 

Ma in tutto questo che fine ha fatto la squadra più titolata (parlando di titoli nazionali) d’Argentina? Il River aveva giocato ieri al Ciudad de La Plata contro l’Estudiantes, impattando 1 a 1 contro la squadra di Veron (espulso all’82′). Grazie a questo punto sale quindi a 14, ma resta in ultima posizione. Un’onta incredibile, per una società che nella sua storia ha collezionato 33 primi, 25 secondi ed 11 terzi posti, finendo quindi su di un ipotetico podio per ben 69 volte (contro le 51 del Boca, che salirà quest’anno a 52).

Ora, come anticipato su questo blog dieci giorni fa, los Millonarios si affideranno all’attuale allenatore dell’Argentinos Juniors, Nestor Raul Gorosito, per risollevare le proprie sorti e tornare agli antichi splendori (nemmeno troppo antichi, in realtà, dato che il River ha vinto l’ultimo campionato di Clausura). Vedremo quindi presto se El Pipo saprà dimostrarsi all’altezza della situazione.

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Quindicesima giornata di Liga – 14/12/08

Renato, autore del goal partita contro il Villareal (unitedathletes.com)

Renato, autore del goal partita contro il Villareal (unitedathletes.com)

Dopo Barcellona e Valencia vince anche il Siviglia, in questa quindicesima giornata della Liga. E’ un goal di Renato al 45′ il secondo dei due big match di questo turno: il centrocampista carioca è lesto ad intervenire su di un pallone messo giù in area da Kanoutè per infilare poi Diego Lopez.

Grazie a questa rete il Siviglia sorpassa proprio il Villareal e si piazza in seconda posizione a parimerito con il Valencia (30 punti). Fermo invece a 29 il sottomarino giallo.

Vince anche l’Atletico Madrid (che si porta quindi in quinta posizione a 27 punti) al Vicente Calderon contro il Betis, ed è una vittoria di quelle importanti, che tengono i colchoneros attaccati al treno Champions. Tre punti che arrivano grazie alle reti di Maxi Rodriguez e Sergio Leonel Aguero; è quindi un Atletico a trazione albiceleste.

Con questa vittoria il Betis resta quindi undicesimo a 18 punti.

Vittorie anche per Valladolid e Getafe, rispettivamente contro Deportivo e Maiorca; e sono vittorie pesanti: 3 a 0 all’Estadio Nuevo Josè Zorrilla e 4 a 1 al Coliseum Alfonso Perez. Il tre a zero è frutto delle reti di Sesma Gonzalezez, Pedro Lopez e Pedro Leon; Il quattro a uno dei goal di Contra (su rigore), Uche, Manu e Gavilan per il Getafe e della rete della bandiera siglata da Aduriz per il Maiorca.

Grazie a queste vittorie Valladolid e Getafe continuano quindi la loro rincorsa ad un posto in Europa, portandosi a 23 e 21 punti. Il Deportivo, invece, interrompe – almeno momentaneamente – questa corsa, restando fermo a quota 24 (vincendo avrebbe sorpassato il Real, estromettendolo dalla zona UEFA).

Vincono anche Recreativo, Athletic Bilbao e Malaga. All’Estadio Nuevo Colombino il Recreativo Huelva s’impone di misura sull’Osasuna grazie ad una rete di Colunga all’84′; grazie a questi tre punti il Recreativo aggancia quindi il Maiorca a quota 13, pur restando comunque penultima, ed in un certo qual modo condanna l’Osasuna, ancora fermo a 9.

Al San Mamés, invece, l’Athletic vince nettamente contro lo Sporting Gijon, un tre a 0 senza appello firmato da Llorente, Iraola e David Lòpez che porta i baschi a 16 punti, +3 sulla zona retrocessione. Sporting che rimane invece a 18, +5 sul terzultimo posto.

Garay, in estate passato al Real che lo ha lasciato per un anno al Racing (archivioddf.com)

Garay, in estate passato al Real che lo ha lasciato per un anno al Racing (archivioddf.com)

Il Malaga, infine, batte 2 a 0 il Numancia grazie ai goal di Apono all’86′ e di Baha al 90′, strappando quindi una vittoria importante negli ultimi minuti. Malaga che quindi sala a 21 punti, Numancia che resta a 14, +1 sulla terzultima.

Pareggio, invece, all’Estadio Mediterraneo tra Almeria e Racing. Sono gli ospiti a passare in vantaggio grazie ad una rete di Garay al 33′. Vantaggio che durerà una mezz’ora, quando poi Acasiete pareggerà. Al 73′ arriverà poi l’espulsione di Racen tra le file degli ospiti, ma nell’ultimo quarto d’ora i padroni di casa non saranno capaci di sfruttare proficuamente la superiorità numerica.

Almeria e Racing restano quindi, rispettivamente, a quota 16 e 17 punti.

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Finisce 0 a 0 il big match della diciottesima giornata della Ligue 1, punteggio che fa comodo alle altre inseguitrici del Lione (Bordeaux e PSG in testa).

Bastos, autore del goal partita a Nizza

Bastos, autore del goal partita a Nizza

Dopo questo risultato l’OL resta quindi in testa con 35 punti, l’OM è invece secondo a pari punti con Bordeaux e Paris Saint Germain.

Nelle altre due partite di giornata Lorient e Lille trovano entrambe una vittoria in trasferta. I primi vincono 3 a 1 a Le Havre, grazie alle reti di Mansouri, Gameiro e Vahirua; i secondi vincono invece di misura a Nizza grazie ad una rete di Bastos.

Grazie a questa vittoria il Lille aggancia proprio il Nizza a quota 29, il Lorient, invece, sale a 26. Resta ultimo a 12 punti il Le Havre.

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